UN BLOG PER TENERTI SVEGLIO

UN BLOG PER TENERTI SVEGLIO
Notizie dal mondo, soprattutto da fonti internazionali, che il mainstream non riporta.

Translate

Cerca nel blog

mercoledì 24 giugno 2009

BIOFOTONI: LUCE ED ENERGIA PER LA NOSTRA VITA

Tratto da: http://www.naturopataonline.org

"La fisica quantistica, a partire dall'inizio del secolo scorso, ha rivoluzionato la nostra visione della natura, scoprendo che:

- la materia di cui siamo fatti e che costituisce il mondo che ci circonda (atomi, molecole) interagisce con la luce mediante un continuo scambio di energia, i quanti

- la luce, ovvero l’insieme delle onde elettromagnetiche provenienti dal sole e dal cosmo, è fatta di minuscole particelle prive di massa, i fotoni, la cui energia costituisce i quanti della luce stessa.
Il biofisico tedesco Fritz-Albert Popp (v. foto), a partire dagli anni ’50, superando i concetti della biologia strettamente connessi con la chimica, ha scoperto che anche le nostre cellule scambiano energia sotto forma di fotoni. Popp ha chiamato biofotoni questi fotoni senza cui la vita non sarebbe possibile: si definiscono inoltre, bioenergetici i loro effetti di interazione con gli organismi viventi.

I biofotoni, opportunamente elaborati dal nostro DNA, garantiscono la polarizzazione delle membrane cellulari: un ridotto apporto di biofotoni riduce la polarizzazione cellulare e porta alla malattia . I biofotoni si trovano anche nei cibi, soprattutto nei vegetali freschi: purtroppo i cibi arrivano nel nostro piatto dopo numerosi processi di elaborazione (concimazione, conservazione, cottura ecc…) e quindi depauperati della loro riserva biofotonica.
Non tutti i fotoni presenti nell’ambiente sono utili per la vitalità delle nostre cellule: si è scoperto che una differenza importante è data dalla loro polarizzazione destrorsa o sinistrorsa, essendo quest’ultima nociva.

Attualmente siamo esposti a un gran numero di sorgenti di luce e onde artificiali con differente polarizzazione (provenienti da impianti e apparecchi elettrici, stazioni radio-TV, ripetitori di telefonia cellulare, ecc…), che determinano una specie di rumore di fondo (non polarizzato, e quindi caotico), in grado di disturbare l’attività dei biofotoni: l’inquinamento elettromagnetico (o elettrosmog) è quindi potenzialmente nocive per gli esseri viventi, poiché, impedendoci di assorbire biofotoni, riduce il nostro livello bioenergetico.

Al contrario in mezzo alla natura, in un bosco, ai piedi di una cascata e lontano dai centri abitati, possiamo assimilare biofotoni in gran quantità, con beneficio per la vitalità delle nostre cellule e per la nostra salute

Ogni essere vivente e quindi ogni alimento ha una propria energia. L'energia si propaga sotto forma d'onda e possiamo dire quindi, che ogni cibo irraggia attorno a sé queste onde. Alcuni scienziati, tra cui il più famoso è l'ingegner Simoneton, si è preoccupato di stabilire quali sono quelle onde che beneficiano o danneggiano il nostro corpo.
Il primo punto fondamentale è stato quello di stabilire quali onde emette il corpo umano: tramite alcuni strumenti ( un contatore Gaiger, una camera ionizzante di Wilson e il dosimetro di Bovis graduato in angstrom ) che ogni persona emette una radiazione misurabile ( espressa sotto forma di colore e suono ) attorno ai 6200-7000 Angstroms. Il passaggio successivo fu quella di stabilire che una persona in buono stato di salute deve possedere una vibrazione di almeno 6500 angstrom.
A valori inferiori si rilevavano la presenza di persone ammalate o che adottavano un regime alimentare scorretto.
Ogni persona è soggetta agli influssi di tutte le radiazioni. Per radiazione, dobbiamo intendere tutte le vibrazioni che provengono da determinati oggetti persone o eventi. Non parliamo quindi soltanto dei famosi raggi X o delle radiazioni nucleari. Ma anche delle radiazioni cosmiche e perfino le stesse vibrazioni umane. Se è vero che dalla nostra alimentazione noi assorbiamo i nutrienti indispensabili alla vita, è altrettanto vero che noi assorbiamo anche la loro vibrazione.

lunedì 15 giugno 2009

LA VIRTU' DELLA DISOBBEDIENZA

DA: http://www.beppegrillo.it/, intervista con lo scrittore senegalese
Boubacar Boris Diop


"Mi chiamo Boubacar Boris Diop, sono senegalese e scrittore. Mi sono sempre sentito coinvolto dal genocidio dei Tutsi in Rwanda al quale ho dedicato un romanzo intitolato “Murambi, il libro delle ossa” e numerosi articoli in diversi giornali e riviste. Oggi parleremo del Capitano Mbaye Diagne.

E’ un argomento importante nel senso che tutti i racconti di tutti i genocidi vengono associati a immagini di orrore e di odio, mentre nei casi come quello del Capitano Mbaye Diagne abbiamo a che fare con la compassione, l’altruismo; in breve abbiamo un’altra possibilità di parlare del genocidio senza suscitare disgusto o scoramento in coloro che ci ascoltano.

E dato che il Capitano Mbaye Diagne è come tutti noi un uomo ordinario, ciò che il suo ruolo nel genocidio del Rwanda ci insegna, è che ognuno di noi in fondo ha dentro di sé il meglio e il peggio.
Il capitano (senegalese n.d.t.) Mbaye Diagne è stato inviato in Rwanda nel 1993 per far parte dell’UNAMIR, la missione delle Nazioni Unite in Rwanda, e si è ritrovato nella posizione di osservatore militare, lavorando col comandante in capo, il generale canadese Romeo Dallaire.
Quando è iniziato il genocidio e le truppe dell’ONU si sono ritirate… ebbene, egli ha molto semplicemente deciso di disubbidire agli ordini: ha deciso di salvare quelli che poteva.

Come sapete per esempio è stato lui a salvare i figli della primo ministro Agathe (Uwilingiyimana n.d.t.) che è stata assassinata nel primo giorno del genocidio. Quindi questo vuol dire che il Capitano Mbaye Diagne fin dall’inizio, non ha aspettato, non si è posto troppe domande; fin dall’inizio ha capito che la cosa più importante non era obbedire a degli ordini ingiusti dei burocrati comodamente seduti a New York, ha capito che doveva dare ascolto prima di tutto alla propria coscienza di essere umano.

Ciò che ha fatto è stato salvare un numero elevato di vite umane. Si dice che siano state decine, qualcuno dice anche seicento persone, ma il numero esatto di Tutsi che sono stati salvati dal Capitano Mbaye Diagne sarà difficile da determinare, credo. La prima cosa importante è che il Capitano Mbaye Diagne è morto per gli altri: è morto perché non è rimasto tranquillo, perché stava compiendo una missione e lo faceva sapendo di farlo a rischio della propria vita.

Ma forse una delle lezioni più importanti è la rilevanza che questo ha rispetto a tutti i genocidi. Come sapete, dopo un simile avvenimento, quando si interrogano gli assassini l’unica cosa che rispondono è “ho ricevuto degli ordini, sapevo che erano ingiusti, ma non avevo i mezzi per contestarli e li ho eseguiti. Così ho assassinato gli armeni, ho assassinato gli ebrei, ho assassinato i cambogiani o i Tutsi perché lo Stato me lo richiedeva”.

Ebbene questa logica dell’obbedienza assoluta è stata in qualche modo sconfitta sul nascere dal Capitano Mbaye Diagne, nel senso che egli ha disubbidito. Ritengo che la prima cosa, la più interessante, sia la virtù della disobbedienza.
Egli ha detto: “Io non ubbidisco a questi ordini”.

La seconda cosa è che in fondo egli non ha cercato di giocare a Superman, non ha cercato di sfoderare la sua pistola e di battersi da solo contro quelli che erano ai posti di blocco a uccidere i Tutsi. Ha discusso con loro, ha negoziato con loro e con questo ci ha dimostrato che anche in questi mostri c’è una scintilla di umanità a cui si può fare appello. Parlare coi mostri: io penso che questo… non tutti ne abbiano la capacità.

Questo richiede, come dire, un grande coraggio fisico, perché questa gente era sempre drogata e ubriaca e poteva uccidere chiunque in qualsiasi momento.Ma per me la principale lezione della storia di Mbaye Diagne è che in fondo, in modo estremamente ingiusto, si vuole fare nei media e in una certa letteratura alquanto nauseabonda bisogna dirlo… si vuol fare del Rwanda il simbolo del disastro africano, una specie di apoteosi del male e si cerca di farci credere che siccome il genocidio ha avuto luogo in Africa, è una cosa normale.

C’è una specie di distorsione nella definizione di genocidio: quando avviene in Germania non è normale, è un incidente spaventoso; ma quando avviene in Rwanda, in Africa, ebbene è normale. Perché? Perché gli africani non fanno distinzione tra la morte e la vita. Invece l’esempio di Mbaye Diagne mette al primo posto i valori della vita anziché rassegnarsi ai valori della morte.

Insomma a partire da questa tragedia, che è veramente una delle peggiori della storia dell’umanità, è bene dire ai giovani africani in particolare, che non dobbiamo rassegnarci alla morte: la morte non è fatalità e voi avete dentro di voi, come tutti gli esseri umani, il peggio e il meglio. E soprattutto ciò che Mbaye Diagne insegna è che il genocidio non è normale da nessuna parte e non lo era neanche nel Rwanda. E per me questo è estremamente importante."

Ps. Per maggiori informazioni sul capitano Mbaye Diagne e sul genocidio in Rwanda, potete visitare il sito dell'associazione Benerwanda.

venerdì 5 giugno 2009

IL DISCORSO DI OBAMA AL CAIRO


Obama ha parlato alla Università del Cairo dopo aver incontrato Il Presidente Egiziano Hosni Mubarak, durante la sua seconda sosta di un viaggio in 4 nazioni nel Medio Oriente ed Europa.


Potete vedere il video in inglese a questo link
http://www.youtube.com/watch?v=79QgOEqHL_o


Alcune citazioni:

"Hamas deve mettere fine alla violenza, riconoscere gli accordi del passato e riconoscere il diritto di Israele ad esistere," ha detto .

" L'autorità Palestinese deve sviluppare la sua capacità di governare, con le sue istituzioni che servono i bisogni della sua gente" ha detto Obama.
"Allo stesso tempo, Israele deve riconoscere che cosi come non può essere negato ad Israele il diritto di esistere, neppure può esserlo per la Palestina. Gli Stati Uniti non accettano la legittimità dei continui insediamenti di Israele sulla West Bank e nelle periferie di Gerusalemme"
"E' tempo che gli insediamenti si fermino"
"Un discorso non potrà risolvere tutti i problemi del Medio Oriente" ha detto ad un intervistatore francese. "Le aspettative perciò devono essere un po' più modeste"

"Sono qui per cercare un nuovo inizio"...

Dal blog Di Beppe Grillo, alcuni passi del discorso tradotti:

"Come è scritto nel Sacro Corano: "Sii consapevole di Dio e di sempre la verità". Questo è ciò che cercherò di fare, dire la verità... Io sono cristiano, ma mio padre appartiene a una famiglia del Kenya che ha avuto generazioni di musulmani... La libertà in America è indivisibile dalla libertà di praticare la propria religione... In ogni Stato dell'Unione è presente una moschea, in tutto più di 1200... Il Sacro Corano insegna che chiunque uccida un innocente, è come se uccidesse tutta l'umanità; e chiunque salvi una persona è come se avesse salvato tutta l'umanità... L'Islam non è parte del problema nella lotta contro l'estremismo violento, è una parte importante per promuovere la pace. Noi sappiamo che l'esercito da solo non risolverà i problemi in Afghanistan e in Pakistan. Per cui investiremo 1,5 miliardi di dollari all'anno per i prossimi cinque anni per costruire scuole e ospedali, strade e economia...

Ho spiegato chiaramente al popolo iracheno che non manterremo basi e non reclameremo diritti sul territorio o sulle risorse... Io ho ordinato il rientro delle nostre bigate di combattimento entro il prossimo agosto... e di tutte le truppe entro il 2012. Nel mondo il popolo ebreo è stato perseguitato per secoli, e l'anti Semitismo è culminato in Europa con un Olocausto senza precedenti. Io visiterò Buchenwald... Sei milioni di ebrei sono stati uccisi, più dell'intera popolazione di Israele. Negare questi fatti è senza basi, ignorante e odioso...D'altra parte è anche innegabile che palestinesi, musulmani e cristiani hanno sofferto... Molti sono nei campi per rifugiati del West Bank, Gaza...

Non c'è alcun dubbio che la situazione per il popolo palestinese è intollerabile. L'America non ignorerà le legittime aspirazioni dei palestinesi per .... un loro Stato.Io comprendo coloro che protestano sul fatto che alcune nazioni sono armate, mentre altre non lo sono. Nessuna nazione dovrebbe decidere chi può o meno avere ordigni nucleari. Questo è il motivo per cui fotermente riaffermo l'impegno dell'America per un mondo in cui nessuno possegga armi nucleari. E ogni nazione - incluso l'Iran - dovrebbe avere i diritto di accedere al nucleare per fini pacifici se accetta le responsabilità previste dal Trattato di Non Proliferazione...Il popolo del mondo può vivere insieme in pace. Noi sappiamo che questa è la visione di Dio. Ora, questo deve essere il nostro lavoro, qui sulla Terra".

Testo completo dicorso di Obama all'Università del Cairo.

lunedì 1 giugno 2009

FUKUOKA E L'AGRICOLTURA DEL NON FARE

Incontrai questo piccolo grande uomo la prima volta circa 25 anni fa in occasione di una suo viaggio in Europa per l'invito a un convegno sul biologico in Austria. Masanobu Fukuoka è un microbiologo giapponese che sviluppò, già a partire dagli anni '40, un metodo definito "agricoltura naturale" o anche "agricoltura del non fare".

Ricordo che fui colpito molto dal fatto che in una visita ad alcune fattorie biologiche egli rispondesse alle domande degli agricoltori presenti, i quali chiedevano ragguagli tecnici, soprattutto con poesie, disegni, insegnamenti di vita...
Per M. Fukuoka infatti lo scopo vero dell’agricoltura non è far crescere i raccolti, ma la coltivazione e il perfezionamento degli esseri umani: una via di ricerca interiore.

Per Fukuoka bastano 1000mq a persona per arrivare all’autossufficienza alimentare, ma la cosa più importante è che la cura del proprio campo, armonizzandosi con i cicli della natura, nutre non solo il corpo, ma anche l'anima.

Fukuoka stava dicendo a quei contadini che, col suo metodo, potevano smettere di "faticare" e trovare il tempo per fare anche arte, poesia, crescere spiritualmente. Questa era per lui la cosa più importante da comunicare.

II principi rivoluzionari del metodo Fukuoka sono:
- non arare

- non diserbare
- non concimare
- non potare.

In tal modo egli riesce a coltivare sullo stesso appezzamento una grande varietà di piante e la fertilità del terreno aumenta stagione dopo stagione, ottenendo anche due raccolti nello stesso anno.

Con questo approccio, in 50 anni di effettivi e straordinari risultati, ha messo in serio dubbio tutte le certezze sia dell'agricoltura tradizionale che di quella scientifica.

Ad esempio egli ha dimostrato che l'effetto provocato dall'aratura è controproducente perché compatta il terreno e ne diminuisce la porosità rendendolo progressivamente sempre più duro.
Anche uno dei lavori tipici – più estenuante un tempo, quando si faceva a mano, e più inquinante oggi a causa dell'uso dei diserbanti chimici – del contadino è quello di rimuovere le cosiddette "erbacce". Tutti hanno sempre pensato che le piante infestanti danneggiassero i raccolti. Ebbene Fukuoka fa notare che:

1) in natura le piante vivono e crescono insieme;
2) le radici delle erbe penetrano a fondo nel terreno smuovendolo e facendo entrare aria;
3) quando le erbe concludono il loro ciclo vitale, forniscono l'humus che permette ai microrganismi della biosfera di svilupparsi arricchendo e fertilizzando il terreno.

Tutto avviene da sé, per l'appunto l'agricoltura del non fare.