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giovedì 20 agosto 2009

CHI E' IL NUOVO MR AMERICA....


(click su immagine per vederla ingrandita alla fonte)
il cartello ai piedi dice:
"per favore aiutate a pagare il debito nazionale"

Il commento (trad Cristina Bassi, da www.naturalnews.com):

Con un ficile militare in una mano e nell'altra una prescrizione di farmaci , il "nuovo Mr America" è iper-imbottito " , sotto-nutrito , iper-medicalizzato, iper-spennato, iper-al-fronte (ingaggiato nel Medio Oriente). E con le nuove proposte di Obama
sull'assitenza alla malattia, l'America si ritroverà malata e destituita, incapace di risalire dalla fossa della dipendenza alla medicalizzazione che si è scavata da sola.
Se leggete il budget federale del 2009, fa paura: 3,1 trilioni di dollari. Ancor più shockante vedere come sono destinati:
GUERRA
MALATTIA
DEBITO
Naturalmente se lavorate a Washington li chiamereste:
DIFESA
SALUTE
ECONOMIA
... suonano molto meglio in questo modo. Ma questi termini sono intenzionalmente fuorvianti.
Non ci stiamo difendendo in quel dell'Iraq (Iraq), o in Afghanistan e nei 75 altri Paesi dove abbiamo una presenza militare ( military). "Spendere sulla salute" (health care) non ha niente a che vedere con la salute, piuttosto con la malattia (disease).
E chi dice di spendere più soldi sul debito per "aiutare l'economia" (the economy) è matematicamente ritardato.
Non si può uscire dal debito (debt) spendendo più denaro (anche se Joe Biden insiste che sia possibile...).

martedì 18 agosto 2009

SUI GIOCHI COL PLUTONIO....


Tra il 1945 ed il 1993, le cinque potenze nucleari dichiarate (USA, URSS, Gran Bretagna, Francia e (Cina) fecero esplodere 2031 testate sperimentali. I test avvennero in cima a torri, su chiatte, sospesi a palloni aerostatici, sganciati da aerei, lanciati da razzi fino alla quota di 480 chilometri sulla superficie terrestre; sott'acqua a 60 metri di profondità; in pozzi e sotto terra, fino a più di 240 metri sotto il suolo e in tunnel orizzontali. Circa il 25% dei test fu realizzato nell'atmosfera.
I 511 test atmosferici raggiunsero una potenza totale di 438 megatoni, pari a 29.000 bombe come quelle di Hiroshima. Più di metà del valore complessivo dei megatoni fu concentrato in un periodo di sedici mesi, da settembre 1961 al dicembre 1962.

Alla fine del 1958, gli esperimenti nucleari avevano prodotto sul pianeta circa 65 chili di stronzio 90, con una radioattività totale di 8,5 milioni di curie; la radioattività del cesio 137 alla stessa epoca ammontava a 15 milioni di curie. Il fall out degli esperimenti americani e britannici, di grande potenza e, tutti senza eccezione, in località nei pressi dell'equatore si sono distribuiti uniformemente sopra l'intero globo.

Le esplosioni nucleari diffondono nell'aria atomi di plutonio 239 ed uranio 235, due materie che sono la cosa terrena più vicina alla dannazione eterna. Il plutonio è centomila volte più velenoso del cianuro di potassio, un solo grammo disperso nell'ambiente spegne ogni forma di vita in un'area di 500 metri quadri; un milionesimo di grammo uccide un uomo.

I periodi di dimezzamento del plutonio 239 e dell'uranio 235 sono rispettivamente di 24.400 anni e 720 milioni di anni: il più breve di questi tempi supera abbondantemente tutta la durata della civiltà umana, dalle sue origini più grave; remote ad oggi.

In questo desolante panorama di demenza si levano ogni tanto voci, purtroppo isolate, che denunciano chiaramente tutta la micidiale pericolosità di esperimenti i quali in realtà non sono altro che simulacri di quella guerra che le superpotenze non potranno mai combattere senza sterminarsi a vicenda. Hermann Müller, premio Nobel 1946 per la medicina, ha reso noti per esempio senza mezze misure i gravissimi danni genetici causati dalle radiazioni provenienti dalle esplosioni sperimentali.

Per questa sua decisa critica, il professor Müller ha dovuto affrontare la censura ed il sabotaggio da parte della Commissione per l'Energia Atomica (AEC), che gli vietò di presentare la sua relazione alla Conferenza di Ginevra per la pace (1955).
Questi ostacoli però non gli hanno impedito di far conoscere al pubblico la verità sui test nucleari: "Qualsiasi dose di radiazioni è geneticamente indesiderabile -scriveva Müller in quegli anni - Gli esperimenti atomici in corso provocheranno certamente un danno alle generazioni future. Non solo: ogni radiazione assorbita aumenta le probabilità di un individuo di morire in anticipo sul termine assegnategli dalla Natura".

Nel 1963, l'incalzante aumento della radioattività costrinse le potenze nucleari al trattato Limited Test Ban (LTBT) che proibiva le esplosioni sperimentali nell'atmosfera, negli oceani e nello spazio cosmico, limitandole al sottosuolo, per ridurre il danno planetario del fall out di scorie radioattive.

Il trattato non serviva affatto a limitare l'uso delle armi nucleari, anzi ne incoraggiava la proliferazione con l'alibi che, sottoterra, le bombe non presentavano rischi per la popolazione. Tutta la faccenda era così grave; gestita dai politici e dai militari-scienziati, i quali potevano eludere le proteste della gente. Il LTBT fece scatenare una serie apocalittica di esplosioni sotterranee sempre più potenti e sempre più numerose. Fino al 1983, i test nucleari seguirono il ritmo forsennato di uno alla settimana. Nel solo 1968, gli USA eseguirono ben 55 esplosioni sotterranee, i russi 18.

domenica 9 agosto 2009

IL SENSO DEL PUDORE NON E' PIU' COMUNE...


da: Beppe Grillo, www.beppegrillo.it

"Caro comune senso del pudore, so che esisti ancora, da qualche parte, e sei in ascolto. Nascosto in qualche irriducibile italiano. Non sei più comune, appartieni a una minoranza. Sei un relitto del passato, un retaggio di moralisti, di qualunquisti, piagnoni.
L'oltraggio al pudore non è più oltraggio, ma benemerenza. La vergogna è un ostacolo verso la felicità individuale. I freni inibitori un problema sociale. Ci sono intere categorie di cittadini che sono diventate spudorate, in modo pubblico, plateale. Non devono più nascondersi.
E' stato un processo lungo e difficile, durato un ventennio, ma ci siamo riusciti, siamo diventati spudorati consapevoli. La mamma è morta, quella signora che ci obbligava a un contegno in pubblico, al decoro personale. Il padre è mancato da tempo, quello di ora è un fratello anziano, simpatico, talvolta un po' scemo.

Se parlasse di onestà e di etica, di rispetto e di senso della famiglia, non sarebbe credibile. Un po' come Veltroni quando parla di conflitto di interesse o dello psiconano che loda i valori della famiglia e vuole la comunione per i divorziati. Il prete non condanna più la corruzione pubblica e comportamenti postribolari. Si accontenta dello sgravio dell'Ici e dell'otto per mille.
Le parti intime sono diventate risorse da esibire, talenti naturali da sfruttare. Nasconderle è un peccato, una cosa contro natura. In una società spudorata anche l'informazione è spudorata. Orgogliosa nel fare gli interessi del padrone, chiunque sia il padrone, e affermare il contrario del vero. Lo spudorato può delinquere senza sentirsi più in libertà vigilata. Il lezzo criminale è diventato un profumo di alta classe, uno Chanel numero 5.
Chi ancora è preda del pudore è un portatore di un nuovo handicap sociale. E' un minorato della libertà di farsi i cazzi propri. Gaber, molti anni fa, cantava: "Non arrossire, quando ti guardo...". Oggi arrossiscono solo i pesci rossi. La riprovazione sociale di un tempo è diventata approvazione entusiasta di ogni comportamento illecito. L'illecito non punibile non è più illecito. E chi lo condanna è un sovvertitore dell'ordine sociale. L'esempio viene dall'alto e se lassù possono peccare senza un'ombra di rossore, perché non darci dentro? Il Lodo Alfano ha reso Napolitano, Schifani, Fini e Berlusconi immuni dal giudizio della Legge. Non hanno provato vergogna, ed è giusto così. In un Paese di spudorati chi non è spudorato tiri la prima pietra."

sabato 1 agosto 2009

URANIO IMPOVERITO, la voce delle vittime

Da: http://www.avvenire.it

"È una delle inchieste più scomode degli ultimi anni. Scomode perché ci sono di mezzo lo Stato, la Nato, le forze armate e centinaia di militari italiani morti per una strana sindrome, il linfoma di Hodgkin. All’origine di tutto questo ci sarebbe una sostanza chimica chiamata «uranio impoverito», prodotta dalla fissione nucleare e utilizzata in ambito militare, sulla quale si sono affaccendati e si affaccendano ancora scienziati, studiosi, capi di stato maggiore, marescialli e commissioni parlamentari d’inchiesta ( ben due, nel 2004 e 2006) per capire e dimostrare quanto l’esposizione a questa sostanza sia la causa principale delle malattie incurabili che militari e civili hanno contratto nei luoghi in cui è stato accertato il suo impiego: Iraq, Bosnia, Kosovo, Somalia e anche il poligono interforze di Salto di Quirra, in Sardegna.

Il punto è che, rispetto a questa questione, si sono affaccendati poco i giornalisti, sia per la difficoltà di procedere fino in fondo con il metodo investigativo, sia perché la materia brucia sulla pelle di molti militari, la maggior parte dei quali già morti. Leonardo Brogioni, Angelo Miotto, Matteo Scanni, tre giornalisti giovani e indipendenti, invece, hanno realizzato L’Italia chiamò, ( Edizioni Ambiente, pagine 160, euro 16,90; con dvd di 60 minuti), un’inchiesta multimediale, comprensiva di tutti i linguaggi ( video, fotografia, audio, scrittura) e, per risalire alla causa, sono partiti dall’effetto: hanno scelto di raccogliere le denunce dei soldati italiani colpiti dalla malattia e di ripercorrere a ritroso le loro vite e la loro attività, incrociando le valutazioni di medici e biologi sulle cartelle cliniche dei pazienti con i dati scientifici internazionali sui rischi da uranio impoverito e con i risultati dei test militari effettuati dagli americani.

Il succo della questione – come bene rimarca la prefazione di Maurizio Torrealta, giornalista di Rainews24 – è sdoganare l’espressione «impoverito» per un tipo di uranio che sarebbe lo scarto del procedimento di arricchimento e che, se esploso, libererebbe comunque radioattività in forma di nanoparticelle.

Una radioattività così pericolosa da non rendere ragione del termine con cui lo si definisce, se un memorandum segreto del dipartimento della Guerra degli Usa, datato 1943, poi reso noto negli anni Settanta, suggeriva l’uso di armi all’uranio impoverito «perché in grado di penetrare i vestiti protettivi e la stessa pelle umana, contaminando sangue e polmoni» .

Il 28 marzo 1997 negli Stati Uniti viene pubblicato il rapporto Depleted Uranium che rende conto degli effetti delle armi «non convenzionali» sui veterani nella Guerra del Golfo. Ma nessuna notizia se ne ha in Italia e nulla ne sanno i nostri militari. Fino a che l’elicotterista Domenico Leggiero diventa il rappresentante dell’Osservatorio militare e pubblica per primo dati scomodi per i vertici delle forze armate, numeri che snocciola anche L’Italia chiamò: soldati morti per linfomi riconducibili alla presenza di nanoparticelle nell’organismo: tra 80 e 170. Soldati ammalati: tra 300 e 2540.

(...) Tutti orgogliosi di essere soldati a servizio della patria, tutti indignati per non essere mai stati informati dai loro superiori sulle conseguenze gravissime a cui erano esposti. L’Italia chiamò dimostra con i fatti di non essere un’inchiesta a tesi, come qualcuno potrebbe pensare: piuttosto, aiuta a sollevare il velo giusto su tutte quelle guerre che diciamo giuste.

Laura Silvia Battaglia
http://www.avvenire.it/Cultura/Uranio+impoverito+la+voce+delle+vittime_200907311041373300000.htm