UN BLOG PER TENERTI SVEGLIO

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Notizie dal mondo, soprattutto da fonti internazionali, che il mainstream non riporta.

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lunedì 28 settembre 2009

ARTE ANTI OGM....


Questa mattina infatti, un enorme disegno di circa 800 metri quadri è comparso in una risaia biologica nella provincia di Milano.
"L'Italia è il principale produttore di riso e di biologico a livello europeo, che senso ha rischiare col riso transgenico? Anche la Bayer ha ammesso che questo riso potrebbe accidentalmente germinare, col rischio di contaminare la produzione nazionale - denuncia Federica Ferrario, responsabile campagna OGM di Greenpeace Italia - Tutto ciò mentre permangono i dubbi sulla sicurezza per il consumo animale e umano degli OGM.
Vogliamo mandare un messaggio forte al governo italiano e alle autorità europee per impedire l'importazione del riso transgenico." Gli attivisti di Greenpeace hanno lavorato diverse ore per tracciare la sagoma dello stivale italiano che calcia via gli OGM.
L'obiettivo è proteggere il riso e l'agricoltura italiana dalla minaccia dell'ingegneria genetica nel settore agro-alimentare.
Il disegno è stato realizzato in un campo di riso della varietà "volano" in un'azienda convertita al biologico da ormai 20 anni, e compresa nel territorio del Parco del Ticino. L'attività di Greenpeace si è svolta con l'appoggio del Parco.

"Il Parco del Ticino da molti anni applica una politica agricola improntata all'agricoltura biologica e integrata per salvaguardare sia la biodiversità e per tutelare il paesaggio. - dichiara Milena Bertani, Presidente del Parco Ticino - Per questo appoggiamo la campagna di Greenpeace contro la commercializzazione di riso OGM, considerando che proprio il riso è uno dei prodotti più significativi del nostro territorio, che vogliamo mantenere non-ogm."

A livello europeo presto si dovrà votare per l'autorizzazione all'importazione del riso Ogm della Bayer (LL62), modificato per resistere a un erbicida tossico, il glufosinato. Il glufosinato, spiega una nota, è considerato così pericoloso per gli esseri umani e per l'ambiente che presto sarà vietato in Europa.

lunedì 21 settembre 2009

LA CRISI ECONOMICA, L'ORO E NIBELUNGHI...


Da: http://www.comedonchisciotte.org

DI PIERRE JOVANOVIC jovanovic.com

L'oro del Reno e lo scoop di MAX KEISER
Grande sorpresa per i tedeschi: l'oro della Bundesbank si trova...negli USA, e Angela Merkel ha molte difficoltà per recuperarlo.
Storicamente i tedeschi hanno avuto molte improvvise invasioni russe, perciò hanno sempre conservato l'oro negli USA (anche noi italiani: L'oro italiano? A Manhattan La Fed detiene parte dei lingotti)
Dopo la caduta dell'URSS, l'oro del Reno non è stato mai rimpatriato, per ragioni misteriose.Il sito del GATA (Gold Anti-Trust Action Committee), che si batte per liberare il corso dell'oro, riferisce che il giornalista Max Keiser ha ottenuto una conferma ufficiale della Bundesbank che l'oro si trova veramente a New York, ma nessuno sa se il tesoro è intatto Max su Youtube.
Sarkozy e Chirac e l'oro dei francesi.
Gli stock d'oro della Banca di Francia sono passati da 3024 tonnellate nel 2004 a 2719 tonnellate nel dicembre del 2006.Se il "piano" è stato applicato fino alla fine, questo volume è sceso ancora, da allora.Vendere dell'oro per salvare della carta igienica!E quello che è peggio, è che la Francia continua a vendere il suo oro, questo 2009, mentre gli altri paesi hanno cessato di vendere il loro. De Gaulle si sta rivoltando nella tomba, sicuramente. Egli ha lottato per salvare l'oro dagli inglesi nel 1945 (leggere le memorie dell'ammiraglio Le Potier che fu incaricato di questa missione).
De Gaule nel 1966 ha convertito tutti i dollari della Francia in oro, e a ragione, sapeva bene che l'oro è al sola garanzia di una vera moneta.

Gordon Brown, colui che ha salvato/rovinato l'Inghilterra.
G. Brown ha venduto la metà dell'oro inglese, 395 tonnellate nel 2002, nel momento in cui esso al suo corso più basso. Insomma, un uomo che ha un super cattivo senso degli affari o che non ha avuto altra scelta che quella di vendere tutto a qualsiasi prezzo per salvare ora, il paese dalla bancarotta ... Questo significa anche che la Banca Centrale britannica, mentre stampa i suoi miliardi, stampa solo della carta senza valore.
L'oro della FMI, della Cina e della Russia.
Il giornalista Lawrence Williams (ho perso il link, dunque da controllare) scrive che il Fondo Monetario Internazionale si prepara a vendere i suoi lingotti d'oro, 403 tonnellate, "al di fuori del mercato" per finanziare i paesi poveri ... di lingotti.
Infatti la Cina per il momento nelle sue riserve auree ha solo l'1,5%, e la Russia il 2%, delle riserve mondiali! (le Banche europee posseggono il 50% in media).
Dunque la Russia e la Cina stanno spendendo tutti i loro dollari per dei lingotti d'oro ..
Quindi, Williams scrive che sia nell'interesse di tutti che le vendite si facciano "all'esteriore del mercato" non a prezzi di panico, per non spaventare la gente comune! Williams cita un altro esperto, il signor Nichols, che ha detto che i russi hanno comprato discretamente (fuori mercato), quasi 100 tonnellate di oro!(in più la Cina spende tutti i suoi dollari in metalli come alluminio, rame, ecc. e vuole interdire l'esportazione di tutti i metalli rari Telegraf.co.uk...)
L'India
L'India vuole aumentare le sue scorte di oro del 6% entro la fine del 2009. L' India Times scrive che il paese ha importato 41 tonnellate d'oro.
Hong Kong ritira velocemente il suo oro da Londra
Angela Merkel vuole recuperare il suo oro bloccato a New York.
I cinesi di Hong Kong non hanno esitato un solo secondo e hanno trasferito tutti i loro lingotti da Londra.
Insomma Londra perde di più in più la sua superbia...alcuni la lasciano persino per Dubai, pensate se la cosa è grave...I miei lingotti, ridatemi i miei lingotti!Moltissimi paesi voglio recuperare il loro oro depositato a Londra o a New York. Molto oro è stato venduto virtualmente ultimamente. Il problema sarà quando vorranno l'oro fisico...

Versione originale: Pierre Jovanovic
Versione italiana: Fonte: http://tuttouno.blogspot.com/
Traduzione a cura di GIUDITTA

lunedì 14 settembre 2009

QUANDO IL BIOLOGICO E' FACCIATA.... E PERICOLOSA


Ci sono delle indagini in corso. Il caso della Bozzola di Casaleone (Verona), l'azienda che aveva in magazzino sostanze a base di atrazina per 20 tonnellate e altri liquidi tossici, e che nello stesso tempo esibiva sul suo sito internet certificazioni biologiche, non sarebbe isolato.

Il biologico "di facciata" pare fosse un business remunerativo per alcune altre aziende italiane produttrici di mais, grano, orzo, soia nelle province di Verona, Padova, Varese, Pesaro, dove le indagini si stanno concentrando: cereali e semi oleose spacciati per biologici - e putroppo certificati, a quanto pare, come tali - erano prodotti con forte utilizzo di prodotti chimici, persino vietati come l'atrazina.
Una parte della produzione sarebbe stata destinata all'estero, verso altri Paesi europei. La frode è evidente. Il danno d'immagine per l'intero settore sarebbe molto grave se le indagini dovessero portare ai risultati attesi. Si sa per certo che le aziende "nel mirino", non appena emerso il caso Bozzola, sono corse immediatamente ai ripari: i contenitori "vietati" sono subito spariti; i controlli, nei loro confronti, sono dunque più sofisticati. Possono avvenire sul prodotto, in campagna, nei libri contabili, negli altri registri aziendali.
Al SANA di Bologna l'argomento è emerso sottovoce in alcuni colloqui. Circolavano anche dei foglietti con tanto di nomi delle aziende destinatarie dei controlli. Ci fermiamo. Speriamo si faccia chiarezza. Perché qui non si tratta di percentuali infinitesimali di residui - e dell'accademia che qualcuno, anche in buona fede, ci ha fatto attorno - ma di botte chimiche pesanti, venefiche, vietate anche nell'agricoltura convenzionale.

Dietro ai conseguenti profitti truffaldini di questa attività c'è purtroppo anche la complicità di qualche certificatore poco accurato. E altre complicità. Perché certe truffe, sicuramente in piedi da alcuni anni, non si organizzano da soli. La concorrenza sleale nei confronti delle aziende serie e corrette è evidente. Anche per questo il settore, che è in larghissima misura fatto da imprenditori non solo onesti ma terribilmente appassionati del loro mestiere, come lo stesso SANA ha fatto emergere nei giorni scorsi, non deve avere paura di pretendere pulizia e di fare chiarezza

di Antonio Felice

giovedì 10 settembre 2009

18enne NEPALESE INVENTA PANNELLO SOLARE RIVOLUZIONARIO?


Milan Karki, 18 anni, crede che un nuovo tipo di pannello solare che usa capelli umani, possa fornire al mondo elettricità verde e a buon mercato

Milan viene da un villaggio rurale nel Nepal e dice che i capelli son facili da usare come conduttori in pannelli solari e che potrebebre rivoluzionare l'energia rinnovabile

'Volevpo soprtatutto fornire energia elettrica al mio villaggio. Ora sto pensando a tutto il mondo' ha detto Milan, che frequenta una scuola a Kathmandu.
I capelli sostituiscono il silicone , usato dis olito nei pannelli solari; cosi i apnenlli possono essere prodotti a basso costo.

In Nepal, uno dei Paesi più poveri al mondo, molte aree rurali non hanno accesso alla energia elettrica ed anche in quelel aree che sono collegate alla corrente, è frequente ci sia mancanza di eletricità fino a 16 ore al giorno.
Milan e 4 altri suoi compagni di classe inizialmente hanno fato un esperimento, am ora i ragazzis on convinti che questo sistema abbia vasta applicabilità e accesso commerciale.

Il pannello solare che produce 9 V di energia, costa circa 23 sterline inglesi, fatto di materiale grezzo.

Ma se venisse prodotto di massa, Milan dice che potrebebro essewre venduti per la metà di quel prezzo..
Lamelanina, un pigmento che da il colore ai capelli, è sensibile alla luce ed agisce anche come conduttore. Dato che i capelli sono molto meno costosi del silicone, l'apperecchio è meno costoso.

Il pannello solare fatto di capelli costa quattro volte meno di un pannello soalre industriale dio capacità analoga.

'Le risorse naturali stanno lentamente degradando, quindi è necessario pensare al futuro," ha detto.

mercoledì 9 settembre 2009

EMERGENZA ALLUVIONE: MANI TESE E L'AIUTO AL BURKINA FASO

Nei giorni scorsi (settembre 09 ndt) piogge torrenziali e alluvioni hanno colpito i paesi dell'Africa occidentale: la situazione è molto grave in Burkina Faso e in Niger, dove sono segnalate diverse vittime e decine di migliaia di sfollati. Sulla base dei bilanci forniti nelle ultime ore dal primo ministro del Burkina Faso, Tertius Zongo, nella regione di Ouagadougou le acque hanno travolto e ucciso almeno sette persone.
Sempre secondo il governo, sono invece 150.000 i residenti costretti a lasciare le loro case e a trovare riparo in edifici scolastici o altre strutture messe a disposizione per l’emergenza.

La situazione è davvero disperata: da decenni il Burkina Faso non assisteva a una tale catastrofe naturale, il governo stesso ha ammesso di non essere preparato a un’emergenza simile. Migliaia di persone hanno perso la loro abitazione, le condizioni igeniche peggiornao di ora in ora, l’ospedale principale della capitale è stato evacuato. Chiese, moschee e scuole sono diventate il rifugio momentaneo per gli sfollati.Anche nelle campagne la situazione è drammatica: molte abitazioni sono crollate, molti i raccolti andati persi a causa delle inondazioni.

“Le operazioni di ricerca dei dispersi nelle alluvioni sono in corso mentre le autorità provvedono a pulire le strade e le strutture pubbliche danneggiate, in primo luogo il principale ospedale cittadino”: lo ha detto alla Misna Suor Amélie, delle Missionarie di Nostra Signora degli Apostoli, raggiunta telefonicamente nella casa provinciale nel quartiere di Zogona. La missionaria racconta che se l’acqua si sta ritirando e le condizioni meteorologiche più miti aiutano gli interventi dei soccorritori, le case fatte di ‘banco’ – la terra non cotta utilizzata per costruire molte abitazioni popolari – continuano a crollare. “E’ la salute dei bambini che desta maggiore preoccupazione – sottolinea l’interlocutrice, infermiera di formazione, appena rientrata dall’ospedale – sia di quelli evacuati dall’ospedale inondato che qu ella dei piccoli senza tetto, più esposti a carenze alimentari e a malattie come la malaria”.

Se il bilancio diffuso dal governo burkinabè, ancora provvisorio, rimane quasi invariato con sette morti e 150.000 persone che hanno perso la loro abitazione – ora provvisoriamente alloggiate nelle scuole – col passare delle ore sono i danni materiali che si fanno più pesanti. “Oggi, la capitale è ancora sotto choc per l’intensità delle piogge e col passare delle ore le famiglie realizzano che hanno perso tutto: casa, mobili, vestiti. Molte di loro stanno tentando, senza grande successo, di recuperare sotto fiumi di fango indurito i loro effetti personali e di ripulirli” prosegue Suor Amélie concludendo che “la catena della solidarietà si sta lentamente mettendo in moto per aiutare i senza tetto fornendogli coperte, acqua potabile e cibo”.

Il Presidente Blaise Compaoré ha lanciato un appello alla comunità internazionale per richiedere aiuti umanitari Ad oggi si stima che 700mila persone sono in pericolo a causa della forte alluvione. Nelle zone rurali al situazione è ancora più grave: decine di abitazioni sono crollate e i raccolti agricoli sono andati persi".

Per contribuire:

BOLLETTINO POSTALE:
ccp 291278 - intestato a Mani Tese, p.le Gambara 7/9, 20146 Milano

CODICE IBAN:IT58W0501801600000000000040

DONAZIONE ON – LINE: attraverso il sito di Banca Etica o chiamando il numero verde
800 55 24 56 CAUSALE:“Alluvione in Burkina Faso”

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