UN BLOG PER TENERTI SVEGLIO

UN BLOG PER TENERTI SVEGLIO
Notizie dal mondo, soprattutto da fonti internazionali, che il mainstream non riporta.

Translate

Cerca nel blog

domenica 28 febbraio 2010

Nuova legge israeliana proibisce ai Palestinesi di portare il lutto o "mostrare segni di tristezza"

Una nuova legge in Israele rende crimine la commemorazione di ciò che i Palestinesi chiamano “Nakba”, la catastrofe del loro sfratto, con la creazione dello stato sionista nel 1948. La Knesset, il Parlamento Israeliano, ha ratificato la la legge Nakba già alla prima lettura .

Saranno imposte penalità a chiunque il 15 maggio mostri segni di tristezza e di lutto dentro i confini (indefiniti) di Israele ; in quella data i Palestinesi ricordano la creazione della crisi dei rifugiati .

La radio ebraica ha riportato questa settimana che la legge va intesa per fermare il lutto delle persone per ciò che per Israele è il Giorno della Indipendenza; atti commemorativi, viene rilevato, sono equivalenti a "negare il carattere ebraico di Israele e insultare i simboli dello stato".

La radio ha fatto notare che le sanzioni possono ammontare a 3 volte tanto le spese dei programmi commemorativi.

Secondo il commentatore, è ironico che questa legge sia passata in un momento in cui Israele si sta lamentando dei tentativi di "delegittimare" lo stato sionista. Ecco qui un esempio - ha detto- di Israele che de-legittima i Palestinesi della loro cultura e terra.

Fonte originale : http://www.politicaltheatrics.net/2010/02/new-israeli-law-forbids-palestinians-from-mourning-or-showing-signs-of-sadness/

UFO SOPRA LE ALPI DI MERANO


Salve, mi chiamo Christian Fallini e sono un fotoamatore. Ad Agosto 2009 mi trovavo in vacanza sulle Alpi attorno a Merano. Stavo facendo qualche scatto ad alta quota con la mia NikonD700, inquadrando i cieli di Merano e il panorama sottostante. Mentre scattavo delle foto in sequenza, non mi sono accorto di nulla e non è successo nulla di particolare.

Tornando a casa, dopo la mia vacanza e guardando le foto che avevo realizzato, mi sono accorto che in una sequenza di tre scatti, fatti nell’arco di pochi secondi l’uno dall’altro, c’è qualcosa nel cielo. L’oggetto appare solo nella seconda foto, non nella prima e nemmeno nella terza, quindi evidentemente si muoveva anche in modo non indifferente perché nell’arco di pochi secondi e senza nessuna scia luminosa o altro, è apparso e poi scomparso.

Ve la invio così come l’ho scattata (compreso le macchie di polvere sulla lente). Il punto esatto di scatto e l’altezza in cui mi trovavo, lo trovate nella piccola targa applicata sul palo in legno zoomando la foto, poco più a sinistra (guardando la foto) della targa trovate l’oggetto anomalo.

venerdì 19 febbraio 2010

LA CRISI GLOBALE SI AGGRAVA...

Estratti tradotti dal GLOBALEUROPE   ANTICIPATION BULLETTIN:

Il nostro gruppo anticipa dunque nel n° 42 di GEAB un brutale aggravarsi della crisi alla volta del 2° trimestre del 2010, aggravarsi causato dall'effetto combinato del rimbalzo dei fenomeni che erano stati provvisoriamente "congelati" nel secondo semestre del 2009 e dall'impossibilità di mantenere le misure palliative dell'anno passato.

D'altra parte, in questo mese di febbraio del 2010 (...) tutti possono verificare che un simile meccanismo è di fatto in corso : Stati vicini al non poter più fronteggiare i pagamenti, salita inesorabile della disoccupazione, caduta di milioni di persone verso il limite della assistenza sociale, caduta dei salari, soppressione di servizi pubblici, disgregazione del sistema della gestione globale (fallimento del summit di Copenhagen, tensione crescente Cina/USA, riemergere del rischio del conflitto Iran/Israele/USA, guerra monetaria globale, etc...).

Il violento aggravarsi della crisi del sistema globale sarà quindi caratterizzato da una accelerazione e/o da un rinforzo di cinque tendenze negative fondamentali :

1. esplosione della bolla dei deficit pubblici con parallela sospensione dei pagamenti da parte degli Stati;
2. scontro fatale del sistema bancario occidentale con l'aumento del fallimento nei pagamenti e la montagna dei debiti giunti a maturazione;
3. l'inevitabile risalita dei tassi di interesse;
4. la moltiplicazione delle fonti internazionali di tensione;
5. la crescente insicurezza sociale.

(...) abbiamo scelto di analizzare il 'caso greco', da una parte poichè ci sembra emblematico di quanto ci riserva l'anno 2010, dall'altra parte perchè illustra perfettamente l'evoluzione dell'informazione sulla crisi mondiale, nella direzione di un 'bollettino di guerra' fra blocchi di interesse sempre più in conflitto fra di loro.

(...) i cinque punti fondamentali della nostra previsione in materia :
Come indicato nelle nostre anticipazioni per l'anno 2010, apparse sul numero 41 di GEAB, il problema greco dovrebbe scomparire dai radar mediatici internazionali entro poche settimane. Esso è l'albero utilizzato per nascondere una ben più pericolosa foresta di debiti sovrani ( quelli di Washington e Londra ), e l'inizio della nuova caduta dell'economia mondiale, USA in primis.

Il problema greco è una questione interna alla zona Euro ed all'Unione Europea, e la situazione attuale offre ai dirigenti della zona Euro una occasione unica per obbligare alla fine la Grecia ( paese che viene definito di 'espansione a rischio' fin dal 1982 ), ad uscire dal suo feudalesimo politico ed economico. Gli altri paesi della zona Euro, Germania in testa, sono ben decisi ad obbligare le elites greche - in cambio del loro aiuto - ad adattare il proprio paese al XXI° secolo. Nel far ciò, approfittando del fatto che la Grecia non rappresenta che il 2,5% del Prodotto Nazionale Lordo della zona Euro, mettono alla prova quei meccanismi di stabilizzazione nei tempi di crisi dei quali ha bisogno la zona Euro .

I dirigenti ed i media anglosassoni utilizzano la situazione ( come l'anno passato hanno fatto con il cosiddetto tsunami bancario proveniente dall'Europa dell'Est che doveva travolgere la zona Euro, per coprire l'evoluzione catastrofica delle loro economie e dei loro debiti pubblici, e per tentare di indebolire la capacità di attrazione della zona Euro in un momento nel quale USA e Regno Unito hanno una difficoltà crescente ad attirare quei capitali dei quali hanno un urgente bisogno. Parallelamente, Washington e Londra ( che dopo l'entrata in vigore del trattato di Lisbona si è trovata totalmente esclusa dal governo dell'Euro, saranno entusiasti di vedere il Fondo Monetario Internazionale, da loro controllato completamente, entrare nel controllo della zona Euro.

Gli speculatori ( dei fondi di investimento ed altro ), e le banche pesantemente coinvolte con la Grecia , hanno un interesse comune nel cercare di provocare un rapido sostegno finanziario da parte dell'Eurozona alla Grecia poichè, se mai gli Europei si rifiutassero di metter mano al libretto degli assegni ( nello stesso modo scandaloso usato dell'accoppiata Paulson-Geithner verso l'AIG e l'insieme di Wall Street nel 2008/2009 ), le agenzie di rating giocherebbero loro un brutto scherzo. In effetti, il declassamento dei conti della Grecia getta questo piccolo mondo nella morsa di perdite finanziarie importanti sia se, per le banche, il valore dei loro prestiti alla Grecia si ritrovi analogamente diminuito sia qualora le loro scommesse contro l'Euro non avessero successo.

Riferimenti: http://www.lefigaro.fr/conjoncture/2010/02/12/04016-20100212ARTFIG00395-grece-ce-que-risquent-les-banques-.php
http://www.ft.com/home/europe
http://www.leap2020.eu/Tensions-transatlantiques-croissantes-a-la-veille-du-G20-Exemple-d-une-tentative-de-destabilisation-du-systeme-bancaire_a2936.html
http://blogs.dailymail.com/donsurber/archives/8465

martedì 16 febbraio 2010

E IL SAHARA RINVERDISCE, NONOSTANTE IL GLOBAL WARMING...

Sul NATIONAL GEOGRAPHIC si legge che il Sahara rinverdisce sotto le piogge:


“Desertificazione, siccità e disperazione - è questo che il riscaldamento globale aveva in serbo per l'Africa, questo almeno è quel che sentiamo ma... prove sempre più evidenti dipingono uno scenario ben diverso : uno scenario nel quale le temperature in crescita potrebbero portare benefici a milioni di Africani nelle parti con più siccità del loro continente.

Gli scienziati stanno osservando dei segnali che indicano come il deserto del Sahara, e le regioni circostanti, stiano rinverdendo causa le piogge in aumento. Se la cosa continuerà, queste piogge potrebbero rinverdire queste regioni devastate dalla siccità, recuperandole alla comunità agricola.

Questa tendenza alla riduzione delle aree desertificate è confermata da modelli climatici che prevedono il ripristino di condizioni che già 12.000 anni fa trasformarono il deserto del Sahara in una savana lussureggiante.

In un articolo pubblicato recentemente su Biogeosciences si trovano immagini, prese fra il 1982 ed il 2002, che mostrano un esteso rinverdimento attraverso tutto il Sahel,

La ricerca suggerisce ci siano stati grandi aumenti di vegetazione in aree che comprendono la zona centrale del Chad e l'ovest del Sudan.

Questo cambiamento potrebbe essere dovuto al fatto che l'aria più calda può trattenere maggior umidità, che a sua volta produce più pioggia, così ha detto Martin Claussen del Max Planck Institute for Meteorology di Amburgo, Germania, studioso non partecipante alla ricerca.

"La capacità che l'aria ha di trattenere acqua è il principale fattore in gioco, " così ha detto Claussen.

Mentre le immagini del satellite non distinguono la macchia verde temporanea - dovuta per esempio alle piante grasse - macchia che va e viene con la pioggia, le osservazioni sul terreno suggeriscono che il recente cambiamento nella vegetazione abbia solide radici.

Secondo Stefan Kröpelin, climatologo all'University of Cologne's Africa Research Unit in Germania, nella parte est dell'area sahariana nel sudovest dell'Egitto e nel nord del Sudan, stanno crescendo nuove piante : ad esempio l'acacia .

Nel 2008 Kröpelin - che non era coinvolto nella nuova ricerca col satellite - ha visitato il Sahara occidentale, un territorio conteso ed occupato dal Marocco.

"I nomadi della zona mi dissero che non c'era mai stata tanta pioggia come negli ultimi anni, " così riferisce Kröpelin : " Non avevano mai visto così tanta terra da pascolo. "

" Prima, non c'era un solo scorpione, non un singolo filo d'erba " ha aggiunto, " mentre ora c'è chi pascola i propri cammelli in zone rimaste inutilizzate per centinaia, forse migliaia, di anni. Vedi uccelli, struzzi ed anche gazzelle che ritornano, stanno tornando anche alcuni anfibi. "

" E' una tendenza che continua da vent'anni, non c'è il minimo dubbio."

Claussen, del Max Planck, ha detto che il Nord Africa è l'area di maggior disaccordo fra chi progetta i modelli climatici.
Complicato prevedere come il riscaldamento globale influenzerà la regione, a causa della vastità dell'area e dell'imprevedibile influenza dei venti alle grandi altezze, venti che disperdono le piogge monsoniche - così ha aggiunto Claussen.

" La metà dei modelli seguono una tendenza verso un aumento dell'umidità, la metà verso un aumento della siccità. "

Non c’è che dire… la scienza è sempre “perfetta e insindacabile”…

Sintesi e trad Cristina Bassi
Fonte: http://news.nationalgeographic.com/news/2009/07/090731-green-sahara.html

domenica 14 febbraio 2010

ZEITGEIST: BANCHE, DEBITO & SCHIAVITU'

 Dal controverso film " Zeitgeist" (= spirito del tempo, tradotto dal tedesco) :

"La Banca Centrale è una istituzione che produce la valuta di una intera nazione. Basandoci sui precedenti storici due specifici poteri sono peculiari dell'attività della banca centrale: il controllo dei tassi di interesse e il controllo della offerta di moneta (o inflazione).

Una banca centrale non solo fornisce moneta all'economia di una nazione, ma la da in prestito applicando un interesse.

Dopodichè, regolando la crescita o la contrazione dell'offerta di moneta, la banca centrale regola il valore della moneta che viene emessa.

E' fondamentale capire che l'intera struttura di questo sistema, può produrre un'unica cosa nel lungo termine: debito.

Non serve molta perspicacia per capire questo imbroglio. Dato che ogni singolo dollaro che la Banca Centrale produce, viene prestato applicando un interesse, questo significa che ogni singolo dollaro prodotto, consiste in verità in un dollaro più una certa percentuale di debito incorporata da questo stesso dollaro.

E finchè una banca centrale ha il monopolio nella produzione di moneta di un'intera nazione, e loro prestano ogni dollaro con una quota in più immediatamente incorporata in questo stesso dollaro, da dove dovrà provenire il denaro per pagare quel debito?

Ancora una volta potrà provenire solo dalla Banca Centrale.

Ciò significa che la Banca Centrale deve far crescere continuamente l'offerta di moneta per poter coprire temporaneamente il debito creato e ancora non pagato.

E come risultato dato che il nuovo denaro viene anch'esso dato in prestito applicando un interesse, si ottiene ancor più debito!

Il risultato finale di questo sistema è senza dubbio la schiavitù.

Perchè come sarà mai possibile per il governo ed anche per la gente, uscire da un debito che si autorigenera?
I padri fondatori di questa nazione (USA ndr) erano ben consapevoli di tutto questo.

"Io credo che le istituzioni bancarie siano più pericolose di eserciti spiegati... se il popolo americano consentirà alle banche private di controllare l'emissione della moneta, le banche e le corporations che cresceranno attorno ad essa, priveranno la gente delle loro proprietà, sino a quando i loro figli si sveglieranno senza una casa nel continente che i loro padri hanno conquistato". Jefferson

venerdì 12 febbraio 2010

SCIENZIATO BRITANNICO: GLI ESSERI UMANI ARRIVANO DALLO SPAZIO

Il Prof Chandra Wickramasinghe sembra aver dimostrato attraverso la sua ricerca che tutti gli esseri umani erano “alieni”. Il professore ha affermato che questa può essere la prova che gli esseri umani e tutta la vita sulla Terra, proviene dallo spazio esterno, probabilmente da alcune comete che hanno colpito il pianeta.Il professore, dell’Università di Cardiff, ha detto che la nuova ricerca prova in modo “schiacciante” che la vita umana è iniziata fuori dalla nostra Terra.

L’astrobiologo ha detto che i primi “semi della vita” sono stati depositati dallo spazio sul nostro pianeta circa 3.8 miliardi di anni fa. La testimonianza,è stata pubblicata dal Cambridge University’s International Journal of Astrobiology.”Sì, siamo tutti alieni – condividiamo una discendenza cosmica”, ha detto il prof Wickramasinghe.”

Ogni volta che un nuovo sistema planetario forma dei microbi pochi superstiti trovano la loro strada nelle comete.Questi successivamente si moltiplicano con ulteriori semi appartenenti ad altri pianeti “. Ha poi aggiunto: “Noi siamo così a far parte di una catena di collegamento che si estende in vasta quantità nel cosmo. Le prove puntano inesorabilmente in questa direzione “.

Il Prof Wickramasinghe ritiene che la vita si è trasferita da un pianeta all’altro nel corso di miliardi di anni. Egli crede che le comete abbiano colpito i pianeti spingendo la “materia vivente” nello spazio. Egli ha detto che alcuni microbi sono sopravvissuti e hanno trovato il loro habitat su nuovi pianeti in un lasso di tempo di milioni e milioni di anni.

Il professore e il suo collega scomparso Sir Fred Hoyle hanno sempre difeso infatti la cosiddetta “panspermia”,una teoria scientifica dal 1960 che definisce appunto tale concetto.”Entriamo in una nuova decade – il 2010 – con una chiara ed importante testimonianza sulla nostra probabile discendenza aliena con la consapevolezza dell’esistenza di vita extraterrestre su scala cosmica.”


Fonte: telegraph.co.uk – Traduzione in italiano a cura di
www.
evidenzaliena.wordpress.com

giovedì 11 febbraio 2010

EX DONNA, ORA DIVENTA MADRE: NON CHIAMIAMOLO AMORE...

Di Milena Spigaglia
http://milenaspigaglia.splinder.com/

Lo chiameranno Miles, forse in onore di Miles Davis, chissà.


Come secondo nome suggerirei Audrey, che suona chic, o magari Paris, come la famosa ereditiera che ha consacrato l’esistenza ad onorare i consigli per gli acquisti. Del resto anche a loro piace tanto: quando Thomas ha saputo che Scott era incinto, non ha resistito alla gioia e ha fatto, racconta, quello che tutti i gay fanno quando sono eccitati – shopping!

A questo punto avrete forse cominciato a porvi qualche interrogativo in preda alla confusione. Niente, in confronto a quelli a cui dovrà rispondere il piccolo Miles, quando sarà abbastanza cresciuto da rendersi conto della perversa realtà in cui lo hanno calato. Perché arriva sempre un momento in cui l’ipocrisia deve fare i conti con la realtà.

Miles nascerà nel mese di febbraio, e a partorirlo sarà un trentenne californiano, Scott Moore. Scott in principio era Jessica. Nato donna, diviene presto consapevole della sua identità maschile e sceglie di sottoporsi ad un intervento di chirurgia per eliminare il seno. Non ha il denaro sufficiente per portare a termine la riassegnazione del sesso, e deve limitarsi ad una terapia ormonale a base di pillole.

Scott poi incontra Thomas, che prima era Laura. I due si innamorano e decidono di sposarsi. Della famiglia fanno parte anche i figli che Thomas ha avuto da una precedente relazione con una donna adesso scomparsa. Ma la coppia è decisa a coronare la loro unione con un figlio tutto suo.

Detto, fatto. Scott benedice il giorno in cui la sua assicurazione sanitaria non poté far scempio delle sue ovaie e diventa il secondo uomo incinto della storia.

Il primo era stato Thomas Beatie il quale, con la benedizione di Oprah Winfrey, un paio di anni fa aveva dato alla luce una bambina. Anche Beatie, all’anagrafe Tracy Langodino, aveva provvidenzialmente mantenuto il suo apparato riproduttivo (non si sa mai), del quale si servì allorché la moglie Nancy comprese di non poter restare incinta a seguito di una grave endometriosi. La fecondazione avvenne acquistando alcune fialette di sperma da una banca del seme. A proposito di shopping.

Questa volta invece ci ha pensato un amico di Scott, che ha generosamente messo a disposizione il suo seme per ingravidarlo.

Sembra dunque che il piccolo Miles avrà a disposizione due papà e una mamma. O forse due mamme e un papà. Oppure i papà sono tre?
Non sarà un problema, a quanto pare. Scott e Thomas, che stanno progettando un parto naturale (sic) presso l’ospedale della loro città, sono certi che il bambino sarà in grado di affrontare qualsiasi provocazione o molestia relativa ai suoi genitori.

“Ci siamo passati” ha dichiarato Thomas “mio figlio Logan ne ha già subite, ma ora a chi lo offende si limita a rispondere ‘Se tu hai problemi con i miei due padri, io non ne ho, quindi non mi ferisci’”.

Non è vero, Thomas.
Non è vero che non lo feriscono, ma a voi piace crederlo. E’ vero che non vuole essere ferito, e che non vuole ammettere di esserlo.

Ed è anche vero che non tutta la colpa è di quei bulli insensibili. La gran parte della responsabilità della sofferenza di Logan è vostra, tua, di Scott e del vostro mostruoso egoismo. Del vostro narcisismo. Dei vostri complessi, che vi fanno pretendere di avere quello non potreste - che non dovreste. Che vi induce a caricare i vostri figli della responsabilità di possedere e donarvi quella sicurezza che non appartiene a voi.

Il vostro non è il desiderio di un figlio, è il desiderio di avere un figlio. Di provare a voi e agli altri che è solo la volontà dell’individuo a contare, e al diavolo le conseguenze, le barriere, i giudizi.

Ma avere un figlio non è una sfida, non è un limite da superare, come non lo è la dignità di un essere umano che non chiede di venire al mondo e che, una volta arrivato, ha diritto ad una famiglia costituita da due figure fondamentali e complementari, il padre e la madre; ha bisogno di serenità e stabilità, e di crescere senza porsi interrogativi che quella stabilità e serenità vanno a distruggere. Soprattutto, quell’essere umano ha diritto alla possibilità di comprendere che non tutto ciò che vogliamo o possiamo è bene.

Scott e Thomas parlano di “parto naturale”. Ma cosa c’è di naturale nel parto di un individuo che è metà uomo e metà donna?

Una donna che dà alla luce un bambino attraverso l’amore per il suo uomo, questo è naturale. Un uomo e una donna è naturale. Un uomo e un uomo non è naturale, è diverso. Ma un uomo e un uomo che vogliano concepire un figlio non è naturale né diverso: è mostruoso.

Quella di Scott non è una gravidanza, ma un esperimento, non troppo differente da quello che i nazisti conducevano sulle cavie selezionate. Non si vede il sangue, non si leveranno urla, ma è ugualmente violenza – contro Miles, la ragione umana e la legge di natura.
Contro Dio, se esiste.
Ed è questo il punto. Scott e i dottori compiacenti che hanno accettato di seguirlo in questo delirio sono accomunati dall’arroganza e dalla persuasione di potersi sostituire all’ordine che precede l’uomo e che conferisce senso alla sua esistenza. Il Mengele che è in loro arde dall’eccitazione fanatica di spostare il confine ancora un po’ più in là, nell’illusione di riuscire finalmente a controllare la forza da cui, a dispetto di tutti i loro vani tentativi, sono controllati.

L’uomo si sostituisce alla donna, lo scienziato subentra al Grande Demiurgo, entrambi non paghi di rappresentare una parte, ma posseduti dalla maligna fantasia di appropriarsi della capacità di creare, senza rendersi conto di perderla nell’istante stesso in cui la rincorrono.

Riprendiamo da dove avevamo interrotto? Scott si infila la panciera, si cosparge di crema all’acido ialuronico e poi, quando si sarà nuovamente stancato di Jessica e tornerà ad interpretare il ruolo del papà – una sgridata con la barba è sempre più efficace – sarà sufficiente riprendere la terapia ormonale. Anzi questa volta, con i soldi delle interviste, dei servizi fotografici e delle comparsate in tv, potrà finalmente rimuovere un utero ormai superfluo e diventare l’uomo che, seppure con qualche incertezza, si era ripromesso di essere.

Il piccolo Miles avrà già, suo malgrado, abdicato alla privacy. Il circo dei media gli si scatenerà attorno, per sincerarsi che goda di sana e robusta costituzione e fargli qualche domanda pruriginosa. Ma che importa, con ogni probabilità diventerà la star dell’ennesima edizione del Grande Fratello, guadagnando soldi e i sorrisi silenziosi e tartufeschi dei paladini dei diritti dell’infanzia.
E non si illudano, Scott e Thomas, di essere coraggiosi o migliori di altri, quando spacciano per acquisita una consapevolezza interiore, per afferrare la quale non esitano a strumentalizzare l’innocenza di una vita che nasce.
Almeno, non lo chiamino atto d’amore.

MISTERI AFFIORANO DAL SUOLO AMAZZONICO

Foto copyright ANSA
08 febbraio 2010, 16:57 :

ANSA) - SAN PAOLO, 8 FEB- Centinaia di cerchi e quadrati perfetti e giganteschi stanno affiorando dal suolo nella regione degli stati amazzonici di Acre e Amazonas.

 Gli esperti non hanno ancora una risposta sull'origine delle forme geometriche di cui sono gia' state scoperte piu' di 300 su un'area grande quanto il Lazio, dopo un progressivo disboscamento.

Il primo a scoprire alcune di queste forme - le piu' comuni sono quadrati di circa 120-150 metri di lato - e' stato il paleontologo brasiliano Alceu Ranzi.

martedì 9 febbraio 2010

NON L'UOMO MA I VULCANI SCIOLGONO L'ARTICO!?

Già nel 1922 il centro meteorologico statunitense del Weather Bureau indagava sulle cause di una sorprendente ritirata dei ghiacci della calotta polare artica.

In questi anni, sempre più numerose si susseguono le notizie dello scioglimento dei ghiacci polari artici e della possibilità di raggiungere il Pacifico direttamente dalla Siberia.

A fare luce su tali fenomeni è stata la recente spedizione scientifica diretta dal dott. Sohn della Woods Hole Oceanographic Institution e finanziata dalla NASA. Telecamere robot hanno evidenziato per la prima volta, sotto i ghiacci eterni dell’Artico, una enorme attività vulcanica che ha sorpreso i ricercatori.

I risultati, riportati sulla prestigiosa rivista Nature, hanno evidenziato la presenza di decine di vulcani che, a quattromila metri di profondità, vomitano magma e nubi ardenti alla velocità di 500m/s che si mescolano con l’acqua gelida e formano grandi nuvole sottomarine di particolato vulcanico che poi si depositano in uno spesso tappeto esteso per chilometri.

Il colossale fornello geotermico si accende e si spegne sotto i ghiacciai dell’Artico in maniera del tutto naturale e questo giustifica pienamente la variabilità areale dei ghiacciai artici che da tempo i mass media imputano solo all’azione forsennata di produzione dell’anidride carbonica (CO2) da parte dell’uomo.

I vari convegni internazionali che cercano di fissare un tetto alle emissioni di CO2 passeranno alla storia come la più inutile manifestazione di presunzione dell’uomo.

DI: Adriano Mazzarella - docente di Climatologia Dipartimento di Scienze della Terra, responsabile Osservatorio Meteorologico Università degli Studi di Napoli Federico II / Fonte: meteo.unina.it /

fonte: www.ecplanet.com

MILANO: LA BUFALA DEL SOCIAL HOUSING

Se da un lato si buttano via miliardi di euro nella speculazione finanziaria e immobiliare, dall’altro a Milano tutto ciò che veramente serve a chi studia o vive del proprio lavoro non funziona. Ne sono una dimostrazione gli ultimi urgenti appelli per mettere in sicurezza le scuole, sempre più a rischio crolli, o il recente ennesimo incidente tramviario verificatosi a Milano, questa volta con quattro feriti, dovuto al problema ormai cronico dell’errato funzionamento di scambi vetusti.

E sono solo due degli innumerevoli esempi che si potrebbero fare. Di fronte a questa situazione di sfascio Palazzo Marino si fa bello lanciando qua e là qualche iniziativa di “social housing” venduta al pubblico come prova della sensibilità dell’amministrazione, degli speculatori e delle banche per gli aspetti sociali. In realtà si tratta di un’operazione che punta a regalare agli speculatori anche il mercato delle abitazioni per i ceti medi (a tutto svantaggio dell’edilizia popolare ed effettivamente sociale), diventato molto appetibile in questo periodo di crisi dopo anni di “sovrapproduzione edilizia” nel settore lusso ed extralusso. Un’operazione che prevede scandalose sovvenzioni pubbliche per gli speculatori, come illustriamo più sotto.

Ma prima vediamo l’ultimo caso, quello della Social Main Street (!), cioè una torre di 14 piani interamente in legno che offrirà posti letto e bilocali in affitto nel quartiere periferico e scarsamente appetibile della Bicocca. I prezzi? 250 euro/mese per uno scarno posto letto, 480 euro per il bilocale in condivisione, cifre ben lontante dall’essere popolari.

Si tratta di un bel business per le cooperative legate a Comunione e Liberazione (ma anche per quelle della Legacoop, con la quale c’è una sempre maggiore sintonia). L’iniziativa infatti parte dalla Compagnia dell’Abitare, che fa parte della ciellina Compagnia delle Opere ed è presieduta da un personaggio ormai storico della galassia Cl, Antonio Intiglietta.

Al progetto ha collaborato lo studio di ingegneria Urbam (sempre galassia Cl) e la torre sarà amministrata dalle cooperative La Ringhiera (Compagnia delle Opere) e Auprema (Legacoop). Il progetto è stato presentato con una conferenza stampa alla quale hanno preso parte, oltre a esponenti dei summenzionati soggetti, anche Roberto Formigoni (Cl) e l’assessore milanese all’urbanistica Carlo Masseroli (Cl). Ma per capire meglio il lucrativo business che c’è dietro queste operazioni bisogna spiegare cosa è il social housing. Lo facciamo riprendendo un pezzo da noi scritto nel novembre 2008, quando Milano Internazionale non era ancora su web:

“Quando in politica si comincia a parlare in inglese c’è sempre di mezzo un inganno. Lo conferma il caso del social housing (i più temerari provano a italianizzarlo a metà parlando di “housing sociale”), un termine che negli ultimi mesi politici, imprenditori e stampa stanno riversando a fiumi nel mare della propaganda che ci assale quotidianamente.

Grazie a un’ingegnosa ingegneria politico-imprenditoriale, ci viene raccontato, verranno messe sul mercato migliaia di abitazioni a prezzo “agevolato”, “calmierato”, “convenzionato”. L’idea può apparire appetibile al comune cittadino, che si trova a dovere affrontare costi esorbitanti e insostenibili per soddisfare il bisogno primario di avere un’abitazione. Ma conoscendo chi propone o sostiene questo progetto (per esempio, il summenzionato assessore Masseroli, oppure le banche) è naturale essere diffidenti. Perché mai chi ha fatto del profitto e della speculazione un motivo di vita dovrebbe all’improvviso gettarsi a capofitto in un’attività a prezzi inferiori a quelli “di mercato” (ma sarebbe meglio dire: a quelli gonfiati dalla bolla immobiliare)?

I motivi in realtà sono semplici: perché permette un ennesimo travaso di valori dal pubblico al privato, perché è un utile strumento propagandistico per nascondere altre enormi operazioni di carattere puramente speculativo e perché comunque è di per se stessa un ottimo affare.

Riguardo all’ultimo motivo, è chiaro che in questo momento di crisi mondiale del settore immobiliare e di aumento dell’incertezza i progetti di social housing sono una vera manna per gli immobiliaristi. Le loro società perdono utili, valore e capitali a tutto spiano (i 22 fondi immobiliari italiani quotati hanno perso il 18% da fine dicembre 2007 a fine agosto 2008, cioè ancora prima dell’inasprirsi della crisi) e il social housing offre rendimenti del 3% più inflazione (di questi giorni un tasso appetibilissimo), con la possibilità di eliminare ogni elemento di rischio grazie a finanziamenti agevolati e garanzie pubbliche sulla solvenza degli affittuari.

Inoltre, pressoché tutti i progetti di social housing prevedono in realtà solo una quota molto piccola di affitti calmierati, la grande maggior parte del costruito è affittabile, o vendibile, a prezzi di mercato. In molti casi si tratta poi solo di uno specchietto per allodole di stampo prettamente populista: si sbandiera il “progetto sociale”, ma in realtà grazie alla perequazione (cioè, nelle politiche attualmente applicate, la licenza di costruire, o di costruire di più, laddove non era possibile, in cambio della realizzazione di opere di utilità pubblica o sociale) si realizzano enormi affari a danno dei cittadini.

In pratica, per spiegare il concetto: l’immobiliarista/banca/fondo costruisce con finanziamenti e regali dei contribuenti 1 in social housing, comunque più che profittevole, e riceve in cambio 4, 5 o addirittura 10 in licenze di costruzione, direttamente tramutabili in profitto mediante attività edilizie o che comunque consentono una rivalutazione astronomica di terreni già posseduti. Basta prendere a esempio il “piano Milano”, citato dal Corriere Economia. Il Comune ha messo a disposizione (gratis!) otto aree per costruire 3.300 alloggi.

Chi vi costruirà, potrà vendere a prezzi di mercato fino al 75% delle case realizzate, appena un quarto invece dovrà essere a prezzo calmierato, cioè in “social housing”. Ma non è tutto. Il Comune mette inoltre a disposizione 20 milioni per abbassare i tassi di finanziamento bancario, mentre la Regione ce ne mette altri 30 per “ridurre il rischio insolvenza affitti”.

Insomma, terreni regalati dagli enti pubblici, soldi pubblici per costruire, soldi pubblici per eliminare ogni rischio di mancato incasso degli affitti e gli “investitori” possono vendere fino al 75% a prezzi di mercato – altroché social housing, questa è una vera e propria cassa di assistenza pubblica per i signori del mattone!

E le cifre in gioco sono da capogiro: secondo le stime di Sergio Urbani, della Fondazione Housing Sociale di Cariplo, il social housing in salsa pubblico-privata vale 3 miliardi all’anno di sviluppo del mercato. Cariplo (la fondazione azionista di Banca Intesa San Paolo) è per l’appunto uno dei principali attori di queste operazioni, insieme ad altre delle numerose e potenti fondazioni bancarie.

Non mancano naturalmente gli immobiliaristi, come per esempio la Pirelli Re guidata da Puri Negri, nonché le cooperative rosse e cielline – anzi, la torta è così appetibile che Legacoop e i ciellini della Compagnia delle Opere hanno superato i vecchi steccati ideologici unendo le forze per dare insieme vita alla Fondazione Abitare (che conta tra le sue fila l’avvocato Guido Bardelli, vicino a Cielle, citato a suo tempo dal Corriere della Sera come una delle possibili scelte di Moratti ad assessore per l’urbanistica).

Oltre agli enti locali, tra i finanziatori vi sarà anche lo stato tramite la Cassa Depositi e Prestiti (Cdp), sempre più coinvolta nel ruolo di crocerossina per i capitalisti a corto di fondi, la quale avrà un ruolo non proprio in armonia con il principio dell’inammissibilità del conflitto di interessi: la Cdp è infatti partecipata al 30% dalle fondazioni bancarie e si ritroverà, attraverso il veicolo di un’appositamente costituita Società di gestione del risparmio, a promuovere progetti di social housing tramite finanziamenti di cui godranno in molti casi… le fondazioni bancarie.

Dietro a tutto questo, naturalmente, l’assenza di ogni politica per la casa che vada a favore di chi lavora, e non di chi arraffa”.

Fonte: http://milanointernazionale.it/2009/10/29/la-bolla-che-deve-ancora-scoppiare-3/

venerdì 5 febbraio 2010

LA CINA CANCELLA 80% DEBITO IRAQ

Tradotto da:www.theage.com.au/business/world-business/china-cancels-80-of-iraqs-debt-20100203-nbc9.html
 
"La Cina d'accordo a cancellare l' 80 percento del debito dell'Iraq, ammontante a 8.5 miliardi di dollari,lo ha detto il Ministro delle Finanze a Baghdad in una affermazione ufficiale martedi.

Si dice sia stato firmato un accordo bilaterale a Beijing (Pechino), senza specificare la data e che l'ambasciatore della Cina in Iraq abbia incontrato funzionari a Baghdad per confermare l'accordo.

La dichiarazione dice anche che i due Paesi sono entrati in scambi commerciali per un valore di
3.8 miliardi di dollari nel 2009.

A Beijing, l'incaricato del Ministro degli Esteri Ma Zhaoxu ha detto che "la Cina e l'Iraq non molto tempo fa hanno raggiunto un accordo... per cancellare sostanzialmente i debiti dell'Iraq verso le aziende cinesi."

"La Cina sta assistendo da tempo l'Iraq per fargli raggiungere stabilità e sviluppo, offrendo aiuto , tagliando i debiti ed aiutando il suo recupero economico" ha detto in un affermazione mandata via fax.

L'azienda petrolifera di Stato, la CNPC has concluso alcuni grandi affari nel settore petrolifero iraqueno, da quando l'invasione condotta dagli USA ha fatto cadere Saddam Hussein in 2003".

Source: Agence France-Presse