UN BLOG PER TENERTI SVEGLIO

UN BLOG PER TENERTI SVEGLIO
Notizie dal mondo, soprattutto da fonti internazionali, che il mainstream non riporta.

Translate

Cerca nel blog

mercoledì 24 marzo 2010

L'ASTENSIONISMO ELETTORALE NON E' NICHILISMO

"Chi propaganda l’astensionismo potrebbe apparire nichilista: così non è.


Perché, piccoli partiti con buoni programmi, che si sono presentati a varie tornate elettorali, non hanno avuto successo? Poiché gli italiani sono affezionati, in modo ossessivo, ai loro carnefici: sembra quasi di rivedere, ogni giorno, “Portiere di notte”. Blaterano, s’arrabbiano, urlano, ma il giorno delle elezioni si mettono ordinatamente in fila davanti al seggio.

Nessun nuovo partito potrà mai affermarsi, fin quando l’astensione consapevole non giungerà a cifre “bulgare”!

(...) La principale obiezione, che i “votazionisti” oppongono agli “astensionisti”, è che il voto è partecipazione civile alla vita sociale, strumento mediante il quale funziona la democrazia.

Passiamo per buoni i principi (ci sarebbero parecchi “distinguo”, ma lasciamo perdere) e andiamo alla domanda: quali sono stati gli argomenti di questa (e d’altre) campagne elettorali?

Sfatiamo subito il mito che queste siano semplicemente delle elezioni locali: non si vota per eleggere il miglior Presidente di Regione, bensì per appartenenza di tipo calcistico.

Curiosa poi l’ennesima diatriba sull’aborto: si tratta di un tema da approfondire per dei programmi regionali? Significa forse che s’approssima uno scenario nel quale avremo varie “competenze” in questo settore? Forse una legge regionale che in Lazio concede l’aborto, in Calabria lo nega, a Milano solo per le milanesi, a Torino solo per le over-40, a Venezia solo per le nate sotto il segno dell’Acquario? Oppure, stiamo giocando all’eterna “partita” fra Peppone e Don Camillo? Sinceramente, ci siamo stufati.

E i programmi elettorali?
A nostro avviso, li fotocopiano da un anno all’altro: in alcuni casi, addirittura, hanno inaugurato il “refuso freudiano”. Sulla pubblicità elettorale de “La Destra”, il “mutuo sociale” è diventato il “muto sociale” (pag. 3, rigo 25, “La Destra Cuneese): sappiamo d’esser muti, senza che ce lo venga a dire Storace o chissà chi altro.

La maggior parte delle persone che si presentano alle elezioni, manco conoscono il programma, al punto d’esser perfettamente intercambiabili: è il caso della candidata Fiorella Bilancio la quale, dopo aver tappezzato Napoli con i suoi manifesti elettorali (dove appare con il logo del PdL), non ha trovato chissà quale “accordo” con i berluscones e correrà per l’UDC [11]. I manifesti sono sempre là, con il PdL in prima vista: e il programma? E’ quello dell’UDC? Sono la stessa cosa?

(...) Gli argomenti per una vera campagna elettorale ci sarebbero, ma li evitano accuratamente.

(...) La vera “piazza” politica di Sabato 20 Marzo a Roma – giacché poneva un problema politico, non degli slogan – era quella del corteo per la pubblicità dell’acqua e delle risorse.

(...) Ci sarebbero tantissimi argomenti dei quali parlare, e ci limitiamo per sole questioni di spazio: la forma di Stato e le autonomie, l’istruzione, l’immigrazione, la sanità…

(...) E la socialità? Il nostro vivere quotidiano? Non dovrebbe essere un argomento da campagna elettorale?

(...) La realtà è che questa classe politica non desidera affatto promuovere la prosperità degli italiani, bensì proprio l’opposto, poiché questi sono i desideri delle banche.

La questione del denaro e delle banche non si limita alla sola proprietà pubblica della Banca d’Italia: il problema più scottante è che, grazie alla sempre minor ricchezza a disposizione, gli italiani sono costretti, sempre di più, a vivere “a debito”, ossia ad acquistare a rate oppure “in rosso”.

Comprare a debito è nettare per le orecchie dei banchieri i quali, su ogni piccola transazione a debito, incassano la loro tangente. Difatti, le retribuzioni sono scese – negli ultimi 20 anni – di circa il 30% in termini reali, e l’ammontare degli acquisti “a debito” è parallelamente cresciuto.

Conclusioni:

(...) Ha ancora senso recarsi in un seggio, per far finta di credere che lì decideremo il nostro futuro?


(..) per una volta, cerchiamo d’esser europei: facciamo nostro l’esempio francese! Hanno votato contro la trappola della Costituzione Europea: l’Europa ha risposto con il Trattato di Lisbona e con Sarkozy.

I francesi, dapprima, ci sono cascati con la falsa contrapposizione fra gollisti e socialisti, ed oggi si sono stufati: come potrà, domani la Francia, far finta che non sia successo niente? Con il 60% d’astensione?!? Dov’è finita la democrazia in Francia, in quel 40% che ancora appoggia le élites di governo? Ah…la Francia…ha ottime tradizioni in tal senso: impariamo.

Al signor Bruni – per quel che si sa in giro – girano talmente i cosiddetti che, se lo buttassero in mare, finirebbe direttamente in Corsica come un aliscafo: e, attenzione, non per la scontata vittoria dei socialisti, ma per aver preso coscienza che l’elettorato francese è diventato fluido e non più controllabile. Insomma, i suoi padroni potrebbero chiedergli conto del guaio che sta combinando: il più grave, per le élites economiche che ci controllano.

In buona sostanza, siamo come i Nativi Americani che venivano privati delle loro terre, del loro modo di vivere e della loro cultura. E, nelle memorie dei filosofi (sì, filosofi!) di quella civiltà dimenticata – pensate o scritte oramai 150 anni fa – troviamo tutte le radici del nostro disgusto, del nostro fallimento come cultura egemone del Pianeta. Quei poveretti – con la scusa della “civiltà” che avanzava – dovevano fuggire cercando d’indovinare, prima, quale direzione avrebbero preso le famose “Giacche Blu”. Per salvare la pelle.

Nel teatrino della democrazia addomesticata, invece, ci consentono di scegliere: preferisci essere inseguito da Capelli Lunghi Custer oppure da Cappotto d’Orso Miles? Scegli, suvvia: facci sapere se preferisci essere massacrato dalla cavalleria dell’uno o dell’altro.

Per quel che mi riguarda, inizierò col risparmiare la benzina che consumerei recandomi al seggio: rimarrò ad osservare se il sole, che sale ogni giorno più in alto nel cielo, inonderà il mio studio di luce, oppure se dovrò scendere in strada per incontrarlo.

Un’attività senz’altro più onorevole, piuttosto che andare a scegliere i miei futuri carnefici"

dall'articolo di Carlo Bertani: http://carlobertani.blogspot.com/2010/03/ite-pargoli-ite.htm

ISLANDA: un vulcano dormente da 200 anni, erutta sui ghiacci

Un vulcano islandese, dormente da 200 anni, ha eruttato squarciando una fessura lunga 1 km in un campo di ghiaccio.
Il vulcano vicino al ghiacciaio Eyjafjallajoekull ha iniziato ad eruttare appena dopo la mezzanotte, mandando lava a centinaia di metri di altezza.

Lo spazio aereo islandese è stato chiuso, i voli fatti deviare e le strade chiuse. L'eruzione è avvenuta a ca 120km ad est della capitale Reykjavik.

Circa 500 persone sono state sfollate, ha detto un funzionario della protezione civile.

"Pensiamo che nessuno sia in pericolo nell'area, ma abbiamo iniziato un piano di evacuazione e tra 500 e 600 persone sono state evacuate ," ha detto all'agenzia stampa France Press, Sigurgeir Gudmundsson del dipartimento della protezione civile islandese.

L'area è poco popolata ma gli effetti della eruzione sono stati considerevoli.

Uno stato di emergenza è in forze nell'Islanda del Sud e i collegamenti dei trasporti sono stati danneggiati seriamente.

"La cenere ha già iniziato a cadere in Fljotshlid le persone nell'area circostante hanno visto - cosi è stato riferito- brillanti luci che uscivano dal ghiacciaio," ha detto RUV la radio pubblica sul suo sito web.

3 voli della Icelandair in rotta su Reykjavik dagli USA, sono stati obbligati a ritornare a Boston, ha detto la radio RUV. Ci sono state paure iniziali che il vulcano potesse causare una inondazione, poichè genera scioglimento dei ghiacci sul ghiacciaio sovrastante, ma sembra che si sia potuto evitare quello scenario.

Tuttavia, dicono gli scienziati, potrebbe causare ulteriore attività nella zona circostante. "Questa è stata una piccola e "pacifica" eruzione , ma siamo preoccupati che possa scatenare una eruzione del vicino vulcano Katla, un vulcano dispettoso che potrebbe causare un danno sia locale che globale" ha detto Pall Einarsson, un geofisico della università dell' Iceland's Institute of Earth Science (Istituto Islandese di scienza terrestre), cosi riporta l'agenzia Associated Press .

Poichè l'eruzione sta avvenendo in un'area che è relativamente libera da ghiacci, c'è poca possibilità di uno scoppio distruttivo di un ghiacciaio simile a quello che 4 anni fa spazzò via parte dell'autostrada est-ovest, dopo un'eruzione sotto il vasto ghiacciaio di Vattnajoekull

L'Islanda si trova sul Mid-Atlantic Ridge, quel confine altamente volatile tra le placche continentali dell'Eurasia e del Nordamerica, con eruzioni e terremoti.

L'ultima eruzione vulcanica nell'area Eyjafjallajoekull avvenne nel 1821.

FONTE: 12:23 GMT, Sunday, 21 March 2010
http://news.bbc.co.uk/2/hi/europe/8578576.stm

martedì 23 marzo 2010

Sanzioni europee ai Paesi che non aboliscono la loro Polizia militare

"Per un inspiegato decreto eurocratico, non devono più esistere Polizie militari nei Paesi europei.
Entro il 2011, se abbiamo capito qualcosa dell’ambiguo e silenzioso progetto, il nostro maresciallo preoccupato non sarà più «maresciallo» ma ispettore; l’appuntato diverrà «assistente», un brigadiere capo sarà sovrintendente, insomma saranno trasformati in agenti di polizia civili, senza stellette. Dipendenti degli Interni e non della Difesa. I Paesi che non aboliranno la loro Polizia militare andranno incontro a gravi sanzioni europee.

E tutto ciò, avviene nel più completo silenzio e senza la minima protesta. I Carabinieri sono, fra le istituzioni, quella che gode della maggiore e più costante fiducia dell’opinione pubblica; costantemente, i sondaggi mostrano che gli italiani lo sentono il corpo più sicuro, colonna storica della nazione: possibile che nessun politico o giornale sollevi la questione?

La risposta si trova forse nel fatto che non tutti i carabinieri passeranno alla Polizia di Stato. Una parte del personale - soprattutto gli ufficiali - rimarrà nell’Arma, e manterrà le sole funzioni di polizia militare: non più però come corpo al servizio dell’Italia, ma come corpo sovrannazionale.

Confluendo in un nuovo leviatano eurocratico, denominato «Eurogendfor», orwelliana sigla per Forza di Gendarmeria europea. (http://www.eurogendfor.eu/)

Eurogendfor è nata in Olanda il 18 ottobre 2007 col «trattato di Velsen» (uno dei tanti trattati di cui i cittadini non sanno nulla), firmato dai Paesi che sono dotati di Polizie militari: Francia (Gendarmerie), Spagna (Guardia Civil), Portogallo (Guardia nacional) e Olanda (Marechaussée) e ovviamente, per l’Italia, i Carabinieri.

Eurogendfor è una super-polizia sovrannazionale. Cioè (articolo 5) «a disposizione della UE, dell’OSCE, della NATO o di altre organizzazioni internazionali o coalizioni specifiche». Una forza «pre-organizzata e dispiegabile in tempi rapidi» e capace «di eseguire tutti i compiti di polizia previsti nell’ambito delle operazioni di gestione delle crisi».

Così, ecco un altro trattato ignorato dai cittadini. Poche righe ufficiali avvertono che «Il Consiglio ministeriale della UEO, riunito a Petersberg, presso Bonn, approvò, il 19 giugno 1992, una Dichiarazione che individuava una serie di compiti, precedentemente attribuiti alla stessa UEO, da assegnare all’Unione Europea; le cosiddette ‘missioni di Petersberg’ sono le seguenti: missioni umanitarie o di evacuazione, missioni intese al mantenimento della pace, nonché le missioni costituite da forze di combattimento per la gestione di crisi, ivi comprese operazioni di ripristino della pace». (http://europa.eu/scadplus/glossary/petersberg_tasks_it.htm)

La UEO è un vecchio arnese dell’atlantismo bellico, sopravvissuto alla guerra fredda. Adesso scopriamo che parte dei suoi compiti sono stati assunti dalla UE. E che i Carabinieri fanno parte di una forza armata permanente per «interventi umanitari», «guerra al terrorismo» ed altre guerre senza fine e non dichiarate,come sono diventate d’attualità dopo la scomparsa del Nemico sovietico.

Evidentemente, questi conflitti devono essere resi permanenti. I nuovi carabinieri de-nazionalizzati interverranno in tutto il mondo. Non è chiaro se interverranno anche per sedare «crisi» sociali in Europa, contro i loro stessi cittadini. Apparentemente sì: Eurogendfor potrà svolgere sul suolo italiano tutte le attività sopra descritte. Si aspettano chiarimenti.

Uno degli aspetti inquietanti è la sede scelta per Eurogendfor: la caserma dei carabinieri «Generale Chinotto», che si trova a Vicenza. La stessa città dove è situata la più grande base militare statunitense in Italia, base che non è a disposizione della NATO ma soltanto del Pentagono, che vi mantiene un buon numero di testate nucleari.

E chi comanda su Eurogendfor? Un comitato interministeriale (orwellianamente CIMIN) con sede pure a Vicenza, composto dai rappresentanti ministeriali dei Paesi aderenti (per l’Italia, Difesa ed Esteri). Questo CIMIN esercita in esclusiva il «controllo politico» sulla nuova Polizia militare e decide di volta in volta le condizioni di ingaggio di Eurogendfor; e al Cimin solo Eurogendfor risponde. In altre parole, Eurogendfor non risponde ad alcun Parlamento, nè nazionale nè europeo.

E se già così la cosa appare di una gravità assoluta, (una forza di Polizia militare sovranazionale che non risponde delle proprie azioni ad alcun parlamento, ma solo ad un comitato interno) è leggendo il disegno di legge numero 3083 - A, passato al Senato (anche in questo caso nel più assordante silenzio) il 4 marzo 2010, che si coglie la assoluta pericolosità di tale struttura.

Infatti leggendo gli atti si scopre che la Eurogendfor (già assolutamente attiva e funzionante benché l’Italia ancora non abbia ratificato), SOSTITUENDO e/o rinforzando le forze di polizia aventi status civile, può compiere un ampio spettro di attività:

- garantire la pubblica sicurezza e l’ordine pubblico;
- eseguire compiti di polizia giudiziaria;
- monitorare la polizia locale nell’adempimento dei propri servizi
- compiere investigazioni criminali
- dirigere la pubblica sorveglianza
- regolamentare il traffico
- operare come Polizia di frontiera
- acquisire informazioni e svolgere operazioni di intelligence
- proteggere la popolazione e la proprietà,

- ecc..

Ma ancora non basta, perché questa super Polizia sovranazionale gode anche di una sorta di totale immunità a livello internazionale. Infatti, leggendo il trattato si apprende che:

Articolo 21) i locali, edifici, archivi (anche informatici ed anche se non ivi presenti) appartenenti ad Eurogendfor sono inviolabili;

Articolo 22) le proprietà ed i capitali di Eurogendfor sono immuni da provvedimenti esecutivi dell'autorità giudiziaria;

Articolo 23) tutte le comunicazioni degli ufficiali di Eurogendfor non possono essere intercettate;

Articolo 28) i Paesi firmatari rinunciano a chiedere un indennizzo per danni procurati alle proprietà nel corso della preparazione o esecuzione delle operazioni. L’indennizzo non verrà richiesto neanche in caso di ferimento o decesso del personale di Eurogendfor;

Articolo 29) gli appartenenti ad Eurogendfor non potranno subire procedimenti a loro carico a seguito di una sentenza emanata contro di loro, sia nello Stato ospitante che nel ricevente, in uno specifico caso collegato all’adempimento del loro servizio.

E’ stata, in altri termini, creata una sorta di struttura militare sovranazionale che potrà operare in qualsiasi parte del mondo, sostituirsi alle forze di Polizia locali, agire nella più totale libertà (leggi immunità) e che, al termine dell’ingaggio, dovrà rispondere delle sue azioni al solo comitato interno.

Ora diventa forse più chiaro perché nessun vertice dell’Arma dei Carabinieri ha mosso alcuna obiezione alla legge di riforma che la vuole sotto le dirette dipendenze del ministero dell’Interno.

A finire sotto quel ministero saranno solo i sottufficiali e la truppa. Per gli ufficiali, l’Arma aumenta il suo potere: dovrà rispondere solo al CIMIN (ovvero a ufficiali e rappresentanti del ministero Esteri e Difesa); manterrà i suoi poteri in Italia e anzi nel mondo, e facendo parte dell’Eurogendfor, godendo di privilegi e immunità che prima non avevano, fino ad una totale immunità e insindacabilità. Lo status di cui già godono anche più inquietanti «istituzioni» europee, da Eurojust (procuratori d’accusa) e Europol, anch’essi insindacabili e persino sonosciuti ai cittadini europei - ammesso che siamo ancora cittadini".

tratto da articolo di Solange Mandrefi in http://paolofranceschetti.blogspot.com/2010/03/leurocrazia-si-prende-larma-per.html e
http://www.effedieffe.com/

lunedì 15 marzo 2010

EU approva il rapporto Goldstone sui crimini a Gaza!

"Le organizzazioni ebraiche hanno perso la loro guerra aspramente combattuta al Parlamento Europeo sul rapporto Goldstone delle Nazioni Unite, che accusa Israele di aver commesso a Gaza dei crimini di guerra e che chiede il processo all’Aja dei reponsabili israeliani.

(...) hanno espresso il loro voto 736 parlamentari, di cui 335 hanno votato “sì”, e gli altri 287 “no”.

Con l’approvazione del rapporto Goldstone, il Parlamento Europeo è stato la prima istituzione internazionale ad appoggiare l’osteggiato documento. Quarantadue organizzazioni ebraiche europee hanno esercitato forti pressioni contro il rapporto Goldstone e hanno sommerso i deputati di email e di frequenti visite.

(...) Di fronte a una pressione massiccia e molto insistente, il presidente della delegazione [per le relazioni con il Consiglio legislativo] palestinese, il socialista irlandese Proinsias De Rossa, ha inviato una email ai suoi colleghi per chiedere loro di resistere alle pressioni.

Sebbene tutti i partiti del Parlamento avessero negoziato la formulazione della risoluzione, i democratici cristiani, che sono stati sempre i più vicini a Israele, si sono improvvisamente ritirati dall’accordo lunedì, e hanno proposto una contro-risoluzione.

I deputati del centro-sinistra, dell’estrema sinistra, i verdi e i liberali hanno appoggiato una risoluzione comune, chiedendo all’Alto rappresentante per la politica estera dell’Unione Europea, Catherine Ashton, e agli stati membri del blocco di “chiedere l’attuazione delle raccomandazioni e l’individuazione delle responsabilità di tutte le violazioni del diritto internazionale, inclusi i presunti crimini di guerra”.

(...) durante l’Operazione Piombo Fuso, l’esercito israeliano uccise quasi 1.400 palestinesi, dei quali 300 erano bambini".

sintesi e traduzione dall'originale:
http://www.todayszaman.com/tz-web/news-204065-104-jewish-lobby-loses-battle-on-palestine-in-european-parliament.html

venerdì 12 marzo 2010

CENSURA INTERNET: LA NUOVA ZELANDA DA IL VIA...

I siti Infowars e Prisonplanet sono stati misteriosamente bloccati nello stesso momento in cui i filtri governativi sono stati attivati

Da: http://www.prisonplanet.com/government-internet-censorship-begins-in-stealth-in-new-zealand.html
by Steve Watson
Friday, March 12th, 2010

Il governo della Nuova Zelanda ha implementato in tutta calma un filtro internet e sta spronando nel paese la ISP perchè adotti la misura in una mossa che darebbe alle autorità il potere di limitare qualsiasi sito che ritengano opportuno.

Viene riportato che Il Dipartimento degli Affari Interni della Nuova Zelanda (DIA) ha attivato il filtro internet l'1 febbraio senza fare alcun annuncio,spingendo cosi i critici ad pensare che la misura sia stata attivata in segretezza.

“E' un giorno triste per l'internet della Nuova Zelanda” cosi ha detto un rappresentante della lobby Tech Liberty per la libertà online, al sito tecnologico leader in Nuova Zelanda: Computerworld.

“Sancisce il principio che il governo può scegliere d'arbitrio di stabilire un nuovo schema di censura e scegliere quali materiali bloccare senza riferimento alla legge esistente,” ha detto il gruppo.

Il filtro è già stato usato dall'importante provider internet Maxnet and Watchdog, con il governo che si è rifiutato di commentare su quali altri providers siano attivati per assumere la tecnologia simile a quella usata dal partito comunista cinese ed il regime iraniano.

Tech Liberty dice che ha ricevuto informazioni dall'interno che altre aziende incluso Telstra Clear, Telecom and Vodafone hanno in progetto di implementare il filtro. Altre aziende incluso Orcon, Slingshot e Natcom hanno riferito che non installeranno il filtro, tuttavia Orcon, CEO Scott Bartlett, ha detto che non è precisamente cosi, ossia che Orconnon vi prenderà parte.

(...) Intorno allo stesso tempo in cui si sono attivati i filtri governativi, Infowars ha cominciato a ricevere notifiche da lettori della Nuova Zelanda sul fatto che il loro accesso ai siti di Alex Jones, Infowars.com e Prisonplanet.com, venivano improvvisamente bloccati.

(..) La segretezza che circonda le restrizioni rispecchia la politica governativa nella vicina Australia dove è stato implementato un filtro internet simile, tuttavia obbligatorio e ad ampio spettro.

All'inizio di questo anno, il sito Wikileaks pubblicò una lista segreta di siti severamente criticati perchè venissero bloccati dal filtro-genitori sponsorizzato dallo stato australiano.

L'elenco ha rivelato che sulla lista nera c'erano siti di poker online, links YouTube, siti gay e porno, entrate in Wikipedia, siti di eutanasia, siti di religioni marginali come siti satanici, feticisti, cristiani, ma anche di un tour operator e persino di un dentista di Queensland”

Il ministro per le comunicazioni australiano, Stephen Conroy ha detto che il governo sarà l'arbitro finale in merito a quale tipo di siti saranno messi in lista nera con la definizone di “classificazione rifiutata”

Simili filtri stanno per essere sviluppati sia in UK che in USA – abbiamo scoperto dei movimenti per regolare internet in entrambi i paesi.

La giustificazione ufficiale è che i filtri sono per blocacre la pornografia infantile, tuttavia, il gruppo di osservazione come Electronic Frontiers Australia ha evidenziato che la legge autorizzerà anche che il governo blocchi qualsiasi sito desideri, mentre i pornografi potranno scansare i filtri in modo relativamente facile.

L'inquietante spettacolo di oscuramento di siti liberi in cosidetti paesi democratici è un presagio shockante di ciò che l'establishment vuole imporre su larga scala. Solo urlando in difesa dell'ultimo vero avanposto della libertà di parola – internet - e minacciando boicottaggi e campagne agressive di relazioni pubbliche possiamo contrapporre la mossa insidiosa che vuole imporre il silenzio al solo forum rimasto aperto per dissenso legale

Trad Cristina Bassi

ANCHE UN LEADER GIAPPONESE DUBITA DELLA "VERITA" SULL'11/9...


Dal WASHINGTON POST (proprietà ebraico-americana)

http://www.washingtonpost.com/wp-dyn/content/article/2010/03/07/AR2010030702354.html?hpid=opinionsbox1 : "Le fantasie di un leader giapponese sull' 11 Settembre"...

In sintesi:

Yukihisa Fujita, membro influente del Partito Democratico Giapponese (DPJ) attualmente al governo», nonchè «capo della Commissione di Ricerca per gli Affari Esteri nella Camera Alta giapponese», «bramino della politica estera», sgomenta il Washington Post: «sembra credere che la versione americana degli eventi dell’11 settembre 2001 sia una gigantesca bufala».

«Le idee di mr. Fujita sull’attentato al World Trade Center, che ci ha confidato in una recente intervista con noi, sono troppo fantastiche, insensate e intellettualmente fasulle per meritare d’essere discusse sul serio», dice la Firma anonima dell'articolo.

«Egli insinua che forze oscure, che conoscevano in anticipo il complotto, hanno puntato sul mercato azionario per trarne profitto; sostiene l’assurda idea che otto dei 19 dirottatori sono vivi; e fa capire che non il fuoco, ma una demolizione controllata è la più probabile causa del crollo almeno dell’Edificio 7».

Il Washigtnon Post  non discute, piuttosto si indigna sul fatto che un signore «che occupa una notevole posizione nell’apparato di governo di un Paese che vanta la seconda economia del mondo», appartenga a quella «frangia di pazzi» (lunatic fringe) che «hanno dato vita a una vibrante subcultura del complotto» nel mondo.

«Non abbiamo ragione di ritenere», scrive l’anonimo editorialista «che le opinioni di mr. Fujita siano diffuse in Giappone; sospettiamo che non lo siano»,

Ma Mr Yukihisa Fujita non è il solo, nel mondo, a sospettare: Thomas Keane e Lee Hamilton, che furono rispettivamente il presidente e il vicepresidente della Commissione d'inchiesta sui fatti 11/9, hanno affermato, il 2 febbraio 2008, che la CIA e le altre agenzie «hanno impedito la nostra inchiesta»; e che gli alti ufficiali militari interrogati dai commissari «hanno dato una rappresentazione falsa dei fatti», (...) la Commissione «valutò se far elevare contro di essi accuse penali per le false dichiarazioni». (Stonewalled by the C.I.A.)

Ma anche:
«Ero impressionato di quanto fosse diversa la verità da come ci veniva descritta... Le registrazioni (delle torri di controllo) raccontavano una storia radicalmente diversa da quella che veniva raccontata al pubblico da due anni». (9/11 Panel Suspected Deception by Pentagon), a dire questo è John Farmer, il «senior counsel» della Commissione.

Luis Free, che è stato il capo supremo dell’FBI, nel 2005, ha dichiarato che l’inchiesta della Commissione è stata «un insabbiamento». (Louis Freeh Charges 9/11 Commission Cover-Up)

La concorrenza, il Washigton Times, la pensa diversamente con la conferenza-stampa degli Architetti e Ingegneri per la Verità sull’11 Settembre, in cui invece non si deride affatto la «lunatic fringe» , la frangia pazzariella dei «cospirazionisti».
(http://www.washingtontimes.com/news/2010/feb/22/inside-the-beltway-70128635//print/ )

"I resoconti dell''Agenzia Ufficiale per la Gestione dell'Emergenza Federale" (Federal Emergency Management Agency) e dell'Istituto Nazionale per la tecnologia e gli Standard" (Institute of Standards and Technology) fornisco dati insufficienti, contraddittori e fraudolenti sulle circostanze della distruzione delle torri. Chiediamo pertanto una investigazione del grand jury degli ufficiali del NIST (dell'Istituto Nazionale per la tecnologia e gli Standard)," dice Mr. Gage: membro dell'Istituto Americano degli Architetti, che fu in grado di persuadere più di 1000 suoi pari a firmare una nuova petizione per una richiesta di indagine formale.

UN VIDEO DA NON PERDERE:  Chi sono i veri patrioti

martedì 9 marzo 2010

IL CLIMA CAMBIA...MA NON E' LA NATURA


Piano dettaglio - Accordo Italia U.S.A. sul Clima:
http://www.scribd.com/doc/9381320/Piano-dettaglio-Accordo-Italia-USA-sul-Clima

A Pagina 38 si legge:

WORKPACKAGE 10: Esperimenti di manipolazione degli ecosistemi terrestri

Questo Workpackage ha come obiettivi:

1. lo sviluppo di nuovi sistemi per la realizzazione di esperimenti di manipolazione dell'ecosistema che permettano di esporre la vegetazione a condizioni ambientali simili a quelle attese in scenari di cambiamento globale;

2. lo studio, l'analisi e la comprensione dei principali meccanismi di risposta della vegetazione e degli ecosistemi mediterranei ai diversi fattori di cambiamento (temperatura, precipitazioni ed aumento della concentrazione di CO2 atmosferica);

3. la quantificazione degli effetti complessivi del cambiamento sulla produttività e sulla vulnerabilità degli ecosistemi (fertilizzazione da CO2, variazione della disponibilità idrica ed aumento di temperatura).

In dettaglio le attività saranno:

1. l'esecuzione di attività di ricerca eco-fisiologica su diversi siti sperimentali italiani dove vengono modificate artificialmente le condizioni ambientali a cui è esposta la vegetazione

2. l'approfondimento e la migliore conoscenza dei meccanismi di risposta delle piante attraverso la misura diretta dello scambio gassoso in condizioni di pieno campo

3. la verifica in campo di ipotesi sviluppate nell'ambito di esperimenti di laboratorio

4. la progettazione di tecnologie per la manipolazione delle condizioni ambientali con particolare riferimento al controllo della temperatura e della concentrazione atmosferica di CO2.

Fonte:
http://chemtrails-sat.blogspot.com/2010/03/operation-cloverleaf-operazione.html

UNA MONETA UNICA? MR. MEDVEDEV L'AVEVA MOSTRATA...

al G-8 dell’Aquila il presidente russo Dmitri Medvedev già mostrò un prototipo di moneta comune. Tra l'altro...la Banca Centrale russa sta aumentando regolarmente le sue riserve in oro, probabilmente per superare il 10% rispetto alle valute cartacee che ha in cassaforte. (http://truthingold.blogspot.com/)
 
Ma...una eventuale moneta mondiale, obbligherebbe anche ad una omogeneizzazione mondiale (di condizioni economiche e costumi sociali). Nella storia... quando il Sud agricolo fu omologato al Nord industriale, alla America costò la sanguinosissima guerra civile.

"Dobbiamo uscire da questa transizione il più presto possibile verso un sistema monetario globale più stabile e meno affidamento sul dollaro. Ci saremo dietro per dieci anni, la questione è decidere come ne usciremo». Martin Wolf, direttore del Financial Times (What Will the World Reserve Currency System Become? The Stakes Are Enormous).
Come già accadde a noi con l'Euro...quando viene imposta una moneta unica, la nazione-popolo perde la sua sovranità e qualcun altro controlla (ubi maior minor cessat...). Ai "controllati" resta - come ad esempio nel presente il caso "Grecia"- o truccare i bilanci o sottomettersi oppure "vendere". I Tedeschi - ubi maior nel nostro caso europeo- che NON sono famosi per il loro umorismo, per risolvere il deficit greco, hanno proposto la vendita dei gioielli greci, le isole: perchè non cominciare da Corfù?
(http://www.swissinfo.ch/ita/rubriche/notizie_d_agenzia/mondo_brevi/Deputati_tedeschi_a_Grecia,_vendetevi_le_isole.html?cid=8417658)

La questione è tutt'altro che semplice...

mercoledì 3 marzo 2010

Lo storico ebreo Shlomo Sand: Non c’è mai stato un popolo ebraico...

La Dichiarazione di indipendenza di Israele afferma che il popolo ebraico proviene dalla terra di Israele e che fu esiliato dalla sua patria. Ad ogni scolaro israeliano si insegna che ciò accadde durante il dominio romano, nell’anno 70 dopo Cristo. La nazione rimase fedele alla sua terra, alla quale iniziò a tornare dopo 2 millenni di esilio.
Tutto sbagliato, dice lo storico Shlomo Sand, in uno dei libri più affascinanti e stimolanti pubblicati qui (in Israele) da molto tempo a questa parte. Non c’è mai stato un popolo ebraico, solo una religione ebraica, e l’esilio non è mai avvenutoper cui non si è trattato di un ritorno.

Sand rigetta la maggior parte dei racconti biblici riguardanti la formazione di una identità nazionale, incluso il racconto dell’esodo dall’Egitto e, in modo molto convincente, i racconti degli orrori della conquista da parte di Giosué. È tutta invenzione e mito che è servita come scusa per la fondazione dello Stato di Israele, egli assicura.

Secondo Sand, i romani, che di solito non esiliavano intere nazioni, permisero alla maggior parte degli ebrei di restare nel Paese. Il numero degli esiliati ammontava al massimo a qualche decina di migliaia. Quando il Paese fu conquistato dagli arabi, molti ebrei si convertirono all’Islam e si assimilarono con i conquistatori. Ne consegue che i progenitori degli arabi palestinesi erano ebrei. Sand non ha inventato questa tesi; 30 anni prima della Dichiarazione di Indipendenza, essa fu sostenuta da David Ben-Gurion, Yitzhak Ben-Zvi ed altri.

Se la maggioranza degli ebrei non fu esiliata, come è successo allora che tanti di loro si insediarono in quasi ogni Paese della terra? Sand afferma che essi emigrarono di propria volontà o, se erano tra gli esiliati di Babilonia, rimasero colà per loro scelta. Contrariamente a quanto si pensa, la religione ebraica ha cercato di indurre persone di altre fedi a convertirsi al giudaismo, il che spiega come è successo che ci siano milioni di ebrei nel mondo. Nel Libro di Ester, per esempio, è scritto: “Molti appartenenti ai popoli del Paese si fecero Giudei, perché il timore dei giudei era piombato su di loro” [1].

Sand cita molti precedenti studi, alcuni dei quali scritti in Israele ma tenuti fuori dal dibattito pubblico dominante. Egli descrive anche, e a lungo, il regno ebraico di Himyar nella penisola arabica meridionale e gli ebrei berberi del Nord Africa. La comunità degli ebrei di Spagna derivava da arabi convertiti al giudaismo che giunsero con le forze che tolsero la Spagna ai cristiani, e da individui di origine europea che si erano convertiti anch’essi al giudaismo.

I primi ebrei di Ashkenaz (Germania) non provenivano dalla terra di Israele e non giunsero in Europa orientale dalla Germania, ma erano ebrei che si erano convertiti nel regno dei Kazari nel Caucaso. Sand spiega l’origine della cultura Yiddish: non si tratta di un’importazione ebraica dalla Germania, ma del risultato dell’incontro tra i discendenti dei Kazari e i tedeschi che si muovevano verso oriente, alcuni dei quali in veste di mercanti.

Scopriamo così che elementi di vari popoli e razze, dai capelli biondi o scuri, di pelle scura o gialla, divennero ebrei in gran numero. Secondo Sand, i sionisti per la necessità che hanno di inventarsi una etnicità comune e una continuità storica, hanno prodotto una lunga serie di invenzioni e finzioni, ricorrendo anche a tesi razziste. Alcune di queste furono elaborate espressamente dalle menti di coloro che promossero il movimento sionista, mentre altre furono presentate come i risultati di studi genetici svolti in Israele.

Il professor Sand insegna all’Università di Tel Aviv. Il suo libro, ‘When and How Was the Jewish People Invented’, (Quando e come fu inventato il popolo ebraico), pubblicato in ebraico dalla casa editrice Resling, vuole promuovere l’idea di un Israele come “Stato di tutti i suoi cittadini” – ebrei, arabi ed altri – in contrasto con l’attuale dichiarata identità di Stato “ ebraico e democratico”.

Il racconto di avvenimenti personali, una prolungata discussione teoretica e abbondanti battute sarcastiche non rendono scorrevole il libro, ma i capitoli storici sono ben scritti e riportano numerosi fatti e idee perspicaci che molti israeliani resteranno sorpresi di leggere per la prima volta.

Originale da: Haaretz - Articolo originale pubblicato il 1° marzo 2008
AUTORE: Tom SEGEV - Tradotto da Mauro Manno