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lunedì 28 giugno 2010

CONGRESSO USA, BILDERBERG E GUERRA ALL'IRAN


Giovedì, il Congresso ha approvato nuove dure sanzioni unilaterali che mirano a strizzare i settori energetico e bancario dell’Iran e che potrebbero anche colpire aziende di altre nazioni qualora intrattengano affari con Teheran»; così riferisce la Reuters.

«La Casa dei Rappresentanti ha approvato una proposta di legge, la 408-8, che ha inviato al presidente Barack Obama perchè la firmi e diventi legge. Il Senato la ha approvata oggi, in prima giornata, con 99 voti a favore e nessun contrario».

Su ordine di Obama - in altre parole, su ordine dell’elite - il Congresso ha aspettato fino a che il Consiglio di Sicurezza dell’ONU e l’Unione Europea non sono state d’accordo su sanzioni multilaterali, ma il Congresso ritiene che siano necessarie misure ancora più dure al fine di punire lo Stato islamico per il suo programma di energia nucleare.

All’Iran, in base al trattato NPT (Non proliferazione nucleare ndt) , è permesso sviluppare programmi per l’energia nucleare, ma il Congresso, Obama, Israele e gli europei insistono che tale programma sia una copertura per un programma di sviluppo di armi nucleari.

Gli USA hanno riempito di armi gli Stati del Golfo, ed attualmente una armata di navi da guerra pattuglia le coste iraniane. «I governanti iraniani si renderanno conto che il consueto equilibrio delle forze si sta inclinando pericolosamente contro di loro», così spiega il CFR - Council on Foreign Relations.

Agli inizi di giugno - così riferisce dalla Spagna Jim Tucker, il giornalista/segugio dei Bilderberg - la maggioranza dei membri Bilderberg era già favorevole ad attacchi aerei contro l’Iran.

«Un attacco all’Iran fornirebbe un’opportuna distrazione dai fallimenti riportati dai globalizzatori in altre aree e permetterebbe loro anche di riportare guadagni dalla guerra», così il giornalista dell’American Free Press ha riferito abbia detto Paul Joseph Watson.

L’Iran ha ammesso di essere nel mirino dei globalizzatori: «La Repubblica Islamica dell’Iran fronteggia una sinistra cospirazione internazionale progettata per rimpiazzare con il secolarismo le regole religiose».

Tale colpo di mano sarebbe stato messo a punto da una «società segreta di liberimassoni, nota come Gruppo Bilderberg, i cui membri includono molti fra i più ricchi e potenti uomini d’affari e politici occidentali», così scriveva nel 2008 il giornalista iraniano Amir Tahen.

Secondo il New York Times, il principale attacco portato dalle sanzioni è diretto contro gli acquisti di armamenti ed il commercio e le transazioni finanziarie portate avanti dalle Guardie del Corpo della Rivoluzione Islamica.

A dicembre dell’anno scorso, Ron Paul ha affermato che le sanzioni sono in essenza una dichiarazione di guerra.

«Sono progettate per fomentare la guerra tagliando via commerci e diplomazia. Troppi si dimenticano che il pantano dell’Iraq è iniziato con l’embargo. Le sanzioni non sono diplomazia. Le sanzioni sono i prodromi della guerra e portano problemi ad una nazione che è solo a parole favorevole ai liberi scambi», così ha detto Paul.

«Se un governo straniero cercasse di isolare l’economia e il popolo americano, bloccando i rifornimenti di benzina od affamandoli a morte, ciò porterebbe gli americani ad ammirare tale entità straniera o non li farebbe forse riunire sotto la stessa bandiera per la sopravvivenza della nazione?».

fonte: http://www.infowars.com/congress-votes-to-impose-embargo-on-iran/ 

venerdì 25 giugno 2010

PRESTO EVACUAZIONE DEL GOLFO DEL MESSICO?

Voci di Insider prevedono una evacuazione del Golfo del Messico?
Kurt Nimmo- http://www.infowars.com/ June 24, 2010

Seppur sepolto in un articolo sugli scenari del Golfo del Messico e le sue predizioni Joel Achenbach del Washington Post cita Matthew Simmons, fondatore e presidente emerito della Simmons & Company International.

In risposta ad un temporale tropicale, nell'aria ai Caraibi, Simmons dice: “Dovremo evacuare goi Stati del Golfo. Potete immaginarvi l'evacuazione di 20 milioni di persone? Questa storia è 80 volte peggiore di quanto immaginassi".
Il National Hurricane Center (Centro Uragani Nazionali) oggi ha detto che una regione tempestosa nei Caraibi si sta mettendo e rafforzando in tempesta tropicale. Ha il 40 percento di possibilità di diventare un ciclone tropicale — in altre parole un uragano- nei prossimi 2 giorni, considerando che la stima era a 0 alcuni giorni fa.

“Sono attesi venti ad alti livelli che diventano più conduttivi per lo sviluppo di questo sistema mentre si muove verso ovest o nord ovest a ca 10 mph nei prossimidue giorni,” ha detto Il centro Uragani Nazionali (NHC) al Baltimore Sun. “C'è una possibilità media (40 percento) che questo sistema diventi un ciclone tropicale durante le prossime 48 ore.”

http://www.infowars.com/oil-industry-insider-and-cfr-member-predicts-gulf-evacuation/
traduzione Cristina Bassi

giovedì 24 giugno 2010

ALTE CONCENTRAZIONI DI METANO NEL GOLFO DEL MESSICO

CHICAGO (Reuters) –
Gli scienziati USA hanno detto martedi che in alcune regioni vicino alla falla di fuoriuscita del petrolio nel Golfo del Messico (Gulf of Mexico ), sono stati trovati valori 1 milione di volte superiori al livello normale di gas metano; abbastanza per ridurre potenzialmente l’ossigeno e creare una zona morta.

Il professore di oceanografia John Kessler, della università Texas A&M, appena rientrato da una spedizione di 10 giorni vicino alla fuoriuscita di petrolio della BP nel Golfo, dice che i livelli di gas metano in alcune aree sono sorprendentemente alti.

La squadra di Kessler ha fatto delle misurazioni sia in acqua di superficie che in quelle di profondità entro 8 km dal raggio della falla BP

"C’è un’incredibile quantità di metano laggiù” ha detto Kessler ai reporters in una conferenza telefonica.

In alcune aeree, la squadra dei 12 scienziati ha trovato concentrazioni che sono state di 100.000 volte maggiori di quelle normali.

Gli scienziati stavano cercando indicatori sul fatto che il metano avesse ridotto i livelli di ossigeno dissciolti nell’acqua e necessari a sostenere la vita.

"In alcuni punti, abbiamo visto riduzioni fino al 30 percento di ossigeno, a partire dalla sua concentrazione naturale nelle acque. Dobbiamo determinare perché si verifica”, ha detto nella conferenza.

Il metano c’è naturalmente nell’acqua del mare, ma alte concentrazioni possono incoraggiare la crescita di microbi che trangugiano l’ossigeno necessario alla vita marina.

Kessler ha detto che le riduzioni di ossigeno non hanno ancora raggiunto un livello critico, ma che il petrolio sta ancora fuoriuscendo nel Golfo ora ad una media di 60.000 barili al giorno, secondo le stime del governo USA.

II metano è un gas naturale, che si dissolve nell’acqua di mare ed alcuni scienziati pensano che misurare il metano possa dare un quadro più accurato della entità della fuoriuscita di petrolio.

Kessler ha detto che la sua squadra ha fatto delle rilevazioni e che spera di poterle valutare presto.

"Dateci circa 1 settimana per avere dei numeri preliminari su questo”, ha detto.

(by Maggie Fox)
Fonte: http://www.reuters.com/article/idUSTRE65L6IA20100622
Traduzione Cristina Bassi

lunedì 21 giugno 2010

GOLFO MESSICO: LEGGE MARZIALE OLTRE AL DISASTRO ECOLOGICO

"Il coraggioso giornalista e documentarista James Fox dalla Lousiana racconta
http://www.youtube.com/watch?v=-0fLnRpofPg&feature=player_embedded
http://www.youtube.com/watch?v=fKhMVAa4UlI&feature=player_embedded
che è in corso una vasta operazione, apparentemente gestita dalla stessa BP insieme, pare, alla Chevron, attorno alla quale è stata stesa una cortina di protezione quasi impenetrabile.

È impossibile avvicinarsi alle zone del disastro, o parlare con qualcuno degli addetti alle operazioni, vincolati al segreto più totale. Nessuno può filmare o fotografare nulla (pena la confisca degli apparecchi), lo spazio aereo sopra la chiazza è stato virtualmente chiuso (quindi non è possibile effettuare riprese dall'alto che aiutino a capire la situazione) e sono state segnalate truppe in pieno assetto da combattimento nonché l'arrivo presso l'aeroporto militare di Jacksonville di un gran numero di veicoli bianchi delle Nazioni Unite.

Tutto lascia ipotizzare che stia per essere dichiarato lo stato di emergenza con conseguente Legge Marziale.

Il corexit, solvente usato in quantità industriali per dissolvere le chiazze di petrolio (e occultare in tal modo la magnitudine della catastrofe in corso) sta provocando danni enormi, non solo all'ambiente marino ma anche all'atmosfera, in numerose aree letteralmente velenosa. Qualcuno ritiene possa ricadere sotto forma di piogge tossiche, addirittura per anni! (1) Senza dimenticare il benzene:
http://www.youtube.com/watch?v=eGxGVGiD3yk&feature=player_embedded

Il petrolio ormai sembra fuoriuscire direttamente da alcune crepe sul fondo marino:
http://www.youtube.com/watch?v=b2RxIQP0IBU&feature=player_embedded
Il succitato video sembrerebbe confermare i timori espressi più di un anno fa da numerosi geologi, secondo i quali il fondo marino oggetto delle trivellazioni della BP è marcatamente instabile se non decisamente pericoloso a causa della presenza di un'enorme sacca sotterranea di gas metano, in pressione a 100.000 libbre per pollice quadrato (PSI), e date le premesse che l'incidente alla piattaforma Deep Horizon era un evento praticamente scontato, il quale ora ha messo in moto una catena di conseguenze irreversibili.

Due membri del Congresso, in un rapporto inviato all'amministratore delegato della BP, Tony Hayward, hanno affermato: "Sembra che la BP abbia continuato a prendere, una dopo l'altra, decisioni per risparmiare tempo e denaro che hanno aumentato il rischio di un'esplosione." Fatto sta che ora esiste il rischio concreto che dalle fessure sul fondo si formino enormi bolle di gas metano in pressione che risalendo alla superficie potrebbero devastare navi e piattaforme di trivellazione nella zona e uccidere un gran numero di persone.

Se queste bolle dovessero fratturare ulteriormente il fondo marino, si verificherebbe un'esplosione di una potenza assimilabile alla devastante eruzione di Mt Saint Helens, nel Pacifico nord-occidentale, avvenuta nel 1980. Un enorme flusso di gas si farebbe strada attraverso chilometri di roccia sedimentaria, strato dopo strato, esplodendo con una pressione stimata di 50 tonnellate per pollice quadrato che squarcerebbe varie miglia di fondo marino con una detonazione gigantesca, uccidendo tutto ciò con cui entra in contatto e innescando un'ondata di tsunami quasi supersonica con velocità fra i 650 e 950 chilometri orari e alta oltre trenta metri. (2) Florida, Lousiana, Texas... devastazione totale, con decine, forse centinaia di migliaia di vittime.
dal testo di by Tom Bosco, http://www.nexusedizioni.it/

Note:
1.http://www.examiner.com/x-33986-Political-Spin-Examiner~y2010m6d17-North-America-facing-years-of-toxic-rain-from-poisonous-BP-oil-spill-dispersants
2.http://www.helium.com/items/1864136-how-the-ultimate-bp-gulf-disaster-could-kill-millions; http://www.washingtonsblog.com/2010/06/bp-admits-that-if-it-tries-to-cap-leak.html
3.http://www.rense.com/general91/glf.htm
4.http://www.rense.com/general91/d2se.htm

domenica 20 giugno 2010

CRISI GLOBALE: INIZIO FASE 2

L'amministratore delegato della Deutsche Bank Josef Ackermann (del gruppo Bilderberg), il presidente austriaco Heinz Fischer, il cancelliere austriaco Werner Faymann, il ministro delle Finanze greco Georgios Papandreou, il presidente della Bce Jean-Claude Trichet e il finanziere degli Stati Uniti George Soros (v. foto) si sono incontrati a Vienna per una riunione dell'Institute of International Finance. La riunione si è tenuta a Vienna da mercoledì a venerdì della scorsa settimana.
Secondo i media locali alla riunione hanno presenziato pure: Andreas Treichl, capo di Erste Group; Walter Rothensteiner, capo di RZB; Stephen King (HSBC); Jiang Jianqing (ICB Cina); Urs Rohner (Credit Suisse); Federico Ghizzoni (UniCredit); Thomas Mirow (BERS); Jes Staley (JP Morgan) e Oswald Grübel (UBS).

Durante l'incontro, Soros ha avvertito che la crisi finanziaria sta per peggiorare. Nessuno meglio di lui dovrebbe saperlo, perché Soros è uno degli investitori finanziari che hanno creato la crisi con i loro CDS (credit default swaps) e altri strumenti di debito che succhiano soldi ai contribuenti, mandano in rovina l'euro, acquistano beni per un'inezia e introducono una nuova valuta mondiale che i banchieri controllano.

Nel 1930, il default di una banca austriaca aveva causato la doppia caduta della Grande Depressione. Poiché il Bilderberg / Globalisti sembrano seguire esattamente lo stesso piano di gioco, una banca qualsiasi o una banca austriaca vicina alla Hypo presto si dichiarerà così duramente colpita dalla crisi del debito di Grecia, Spagna, Ungheria, ecc. che richiederà “X” miliardi di sostegno dai soldi dei contribuenti, quindi il risultato sarà una seconda crisi alla Lehman. Dato che Soros ha molti legami finanziari così con l'Ungheria, il fallimento di una banca austriaca o bavarese causato dal debito ungherese sembra essere l'unica possibile conclusione.

Il miliardario George Soros ha detto Giovedì che siamo nella crisi finanziaria “atto secondo” visto che i problemi economici finanziari dell'Europa peggiorano e i governi sono spinti a tagliare la spesa per ridurre i deficit di bilancio. Una mossa che potrebbe spingere l'economia mondiale a tornare in recessione, Bloomberg report News. “Il crollo del sistema finanziario come sappiamo è reale e la crisi è ben lungi dall'essere finita,” è quanto asserito da Mr. Soros in una conferenza a Vienna. “La realtà è che siamo appena entrati nel secondo atto del dramma.”

Mr. Soros, 79, ha detto che l'attuale situazione dell'economia mondiale è “raccapricciante”, come nel 1930 con i governi sotto pressione per ridurre il loro deficit di bilancio nel momento in cui la ripresa economica è debole. La preoccupazione è che la crisi del debito sovrano dell'Europa possa diffondersi. Quest'anno questa depressione economica ha causato un crollo dell'euro contro il dollaro che il 7 giugno scorso ha spazzato via oltre 4.000 miliardi di dollari dai mercati azionari a livello mondiale.

Secondo le stime della Bank of America Corporation, le nazioni europee divorate dal debito sono costrette ad alzare quasi di 3 trilioni di Euro (2.400 miliardi dollari) entro i prossimi tre anni per riprendersi. Quando i mercati finanziari hanno iniziato a perdere la fiducia nella credibilità del debito sovrano, la Grecia e l'euro hanno avuto un ruolo centrale, ma gli effetti rischiano di farsi sentire in tutto il mondo”, ha concluso Soros.

Fonte: http://www.ecplanet.com/node/1539
Fonte originale: http://www.theflucase.com/
Traduzione e adattamento linguistico a cura di: Serenella Speziale

venerdì 18 giugno 2010

IL REGISTA CAMERON OFFRE AIUTO ALLA BP PER IL DISASTRO PETROLIFERO, MA QUESTA' RIFIUTA...


Il regista americano James Cameron ha suggerito alla BP che il minisottomarino Mir poteva aiutare a mettere le briglia alla fuoriuscita di petrolio nel Golfo del Messico, ma il Maggiore petrolifero ha rifiutato l'idea. Cosi ha detto un ricercatore senior russo giovedi scorso


Anatoly Sagalevich dell'Istituto Russo Shirshov di Oceanologia (Shirshov Institute of Oceanology), proprietario del sommergibile MIR, ha detto di aver discusso con Cameron come il mini sottomarino avrebbe potuto essere di aiuto, ma le autorità della British Petroleum (BP) hanno fermamente respinto la proposta.

Cameron, regista dei due massimi film di tutti tempi, Avatar e Titanic, lavorò con il mini sommergibile mentre stava girando quest'ultimo film nel 1997. L'attrezzatura tecnologicamente avanzata per acque di profondità, usata durante una spedizione al transatlantico affondato, aiutò a filmare gli interni distrutti della nave e a fornire quindi al film degli ambienti autentici

Cameron prese ha preso parte al meeting a Washigton presso la Environmental Protection Agency (Ente Protezione Ambientale) martedi scorso, durante il quale si sono discusse possibili soluzioni per la fuoriuscita di petrolio.

Parlando alla conferenza della All Things Digital technology, giovedi, Cameron ha detto di aver offerto il suo aiuto per una soluzione al problema ma che la BP aveva declinato l'offerta.

Cameron è considerato un esperto in sommergibili ad alta profondità a seguito del suo film L'Abisso del 1989 e del lavoro sul Titanic e per un documentario del 2003 sul relitto, "Fantasmi dell'abisso" (Ghosts of the Abyss).

"Nelle ultime settimane ho osservato, come tutti, con crescente orrore e dolore; ho osservato cosa sta accadendo nel Golfo e ho pensato che quei cretini non sanno cosa stanno facendo", ha detto alla conferenza.

Sagalevich ha detto che Cameron voleva specialisti dell'Istituto di Oceanologia per eliminare la fuoriuscita di petrolio. Spiegando come la BP aveva licenziato expertise del suo istituto, Sagalevich ha detto: "Siamo Russi e se andiamo nel Golfo del Messico con i Mirs e facciamo qualcosa là, gli Americani resterebbero sconvolti"

Una esplosione ha aperto uno squarcio nella piattaforma petrolifera Deepwater Horizon, di proprietà BP, a circa 80 chilometri dalla costa della Louisiana; questo è accaduto il 20 aprile, provocando una enorme fuoriuscita di petrolio nel Golfo del Messico. L'esplosione ha fatto 11 vittime tra i lavoratori della piattaforma e ne ha feriti altri 17.

I ripetuti sforzi per fermare la fuoriuscita dal fondale marino sono stati senza successo, fuoriuscita che determina una grandissima minaccia nella flora e fauna del Golfo del Messico.

Fonte: http://engforum.pravda.ru/showthread.php?287063-This-could-plug-up-the-hole
Traduzione Cristina Bassi
MOSCOW, June 3 (RIA Novosti)

lunedì 14 giugno 2010

I PRESENTI AL BILDERGER 2010 FOTOGRAFATI DA UN BLOGGER TEDESCO ATTIVISTA

Nel seguito la traduzione dal blogger tedesco Freeman, presente tra i manifestanti al Bilderberg di Sitges del giugno 2010 . Il suo post ha per titolo : Esseri liberi o servire i Bonzi?

Etienne Davignon è PRESIDENTE ONORARIO della conferenza Bilderberg. E' stato vicepresidente della Commisione Europea. Siede in moti consigli di amministrazione di molte aziende o ne è presidente. Ad esempio: la Société Générale de Belgique, Union Minière, Accor, Tractebel, Arbed, Fortis, Anglo American Mining, Fiat, Suez, BASF, Solvay, Gilead, Imperial Chemical Industries, Pechiney, Foamex, Sofina, Recticel, CMB, SN Brussels Airlines. Ha il titolo onorario di un ministro statale, cosa che gli garantisce un posto al "Kronrat" belga ("consiglio della corona").

Le foto pubblicate e relative al meeting Bilderberg 2010 a Sitges , mostrano e confermano che la conferenza suddetta non è un meeting innocuo dove si prendono tè e pasticcini, dove si parla di cose banali e dove non si prendono decisioni importanti, come i media allineati ed altri apologisti hanno sempre descritto.

Le persone che abbiamo identificato non sono dei “signor nessuno” , dirigono invece imprese mondiali o appartengono ai più ricchi del mondo, o ancora dirigono organizzazioni mondiali e banche centrali, hanno qualcosa da dire e influenza per farlo.
Si tratta qui di un grande incontro tra coloro che hanno potere e quelli che ricevono ordini e che devono tradurli. Ci sono anche opportunisti che si augurano un salto di carriera, dato che i personaggi del Bilderberg sono coloro che”possono fare dei re”.

Chiamare questa conferenza annuale del Bilderberg semplicemente un momento di chiacchiera trai vecchi uomini e vecchie donne, come alcuni fanno, è come chiamare una guerra di attacco come “missione di pace”, è un segno di totale mancanza di idea di ciò che è la realtà.

Chi afferma che i personaggi Bilderberg non abbiano alcuna influenza sulla politica mondiale, è un ignorante o un disinformatore prezzolato. Giusto nello scorso week end l’’ex segretario generale NATO Willy Claes, presente al Bilderberg del 1994 e1995, ha detto alla radio belga che ogni personaggio del Bilderberg, dopo l’incontro, riceve una rapporto completo sulle riunioni e da ognuno ci si aspetta che :
“utilizzino questo rapporto traducendolo nella loro politica nel campo specifico di loro influenza”

Questo significa che ciò che viene discusso e deciso nel Bilderberg, si irradia poi in tutto il mondo e viene tradotto in realtà ed influenza tutte le nostre vite. Questi ordini non vanno solo ai partecipanti, ma anche ai molti “ex” che sono in posizione chiave. Claes conferma che i personaggi Bilderberger hanno grande influenza sulla politica e definiscono cosa deve accadere.

Tutti I partecipanti delle case reali, dei governi, delle organizzazioni mondiali, delle banche centrali e delle grandi case mediatiche non si prendono 4 giorni di vacanza dalle loro agende superaffollate, non viaggiano a volte per mezzo mondo, solo per stare in un hotel lussuoso, per mangiare qualcosa e passare il tempo in chiacchiere. Qui si elaborano strategie, si decidono politiche e si danno ordini.

La ragione per cui si riuniscono anche rappresentanti di grandi Media e proprietari degli stessi è molto chiara. Il loro compito è di vendere al pubblico il programma approvato. Le parole quindi scorrono con questo motto: "passiamo le porcate in ogni luogo perché la popolazione abbia paura”

Chi è ora il nuovo nemico, perché si deve fare questa o quella guerra, perché si deve rinunciare a tutti i diritti di sovranità degli Stati, allo scopo di avere un unico governo mondiale, una unica moneta e soprattutto una soluzione globale che metta da parte tutti i problemi … che sono stati creati prima dagli stessi.

Uno dei temi trattati nell’agenda di questo incontro Bilderberg 2010, udite udite…è stato il „global cooling“, il raffreddamento globale. Dopo che ci hanno mentito e impanicato per 20 anni con la paura di un surriscaldamento globale a causa della CO2, ora vogliono fare una virata a 180 gradi e annunciare una nuova era glaciale.

Quali fatti falsificati ed argomenti ci racconteranno ora i media per motivare questa cosa? Per tira fuori dalle nostre tasche altro denaro? Anche per questo avrà colpa la CO2 o ci sarà un nuovo gas killer? Cosa diranno i vari fricchettoni del clima, i Verdi, i salvatori del pianeta che sono strisciati sul viscido davanti a loro per un inesistente surriscaldamento climatico, ora che all’improvviso sarà loro tolto il presupposto della loro religione e dovranno credere a qualcosa d’altro, ovvero che il clima diventa più freddo?

Il loro motto menzognero è: "I problemi globali necessitano di una soluzione globale”. Ma fondamentalmente vogliono ampliare una dittatura aziendale, una spa mondiale (ndt), su tutto il pianeta. Via tutti gli stati, I parlamenti, le frontiere, le valute e altri impedimenti nazionali, che mettono i bastoni fra le ruote al loro sogno di una potente impresa/azienda globale . Per loro tutto è un mega business e ciò e chi lo impedisce, viene tolto di mezzo. Questa è la globalizzazione, di cui solo loro traggono profitto, non certo noi.

Ma noi lo vogliamo? Vogliamo essere governati da una elite di potere lontanissima, sconosciuta, non democraticamente eletta che si vede come membro di un consiglio di amministrazione globale, di cui noi siamo i suoi dipendenti?

In molti Paesi come la Germania, ci sono già riusciti: là le persone sono veramente solo del “personale”, non hanno nulla da dire, ma devono solo lavorare per consumare e pagare le tasse. Nel film “Network” che io ritengo tra i migliori sulla critica ai media, il capo della azienda dice a Mr. Beal:
"non c’è alcuna America, non c’è alcuna democrazia. Ci sono solo IBM, ITT, AT&T, DuPont, Dow, Union Carbide und Exxon. Queste sono le nazioni del mondo, oggi ... Non viviamo più in un mondo di nazioni e ideologie. Il mondo è una unione di aziende, spietatamente impegnate nelle immutabili leggi del business. Il mondo è un business, Mr. Beal. E’ cosi da quando l’uomo è strisciato fuori dal fango primordiale. E i nostri figli faranno l’esperienza di un mondo perfetto in cui non ci saranno guerre o affamati, soppressioni o brutalità. Una grande Holding ecumenica,in cui tutti lavoreranno per un profitto comune e lo serviranno, in cui tutti avranno un uguale parte di azioni. Tutti i bisogni soddisfatti, tutte le paure placate, non più noia."

Si, è proprio questo quel che vogliono. Ma io ed altri non lo vogliamo. Io non sono una "Human Resource", non sono un mezzo di scambio umano, a cui viene dato ordine a cosa e come pensare, fare, eseguire. Non sono un dipendente o meglio detto, non sono uno schiavo di questa mega azienda globale e loro non sono i miei capi.

Non voglio che venga pensato al mio posto, che mi si accudisca come un bambino e non voglio essere intrattenuto a morte, per non provare la noia. Ma è proprio cosi che oggi funziona. Ci trattano come mucche, troppo stupide per pensare con la propria testa, incapaci di sopravvivere e che devono quindi essere riempite di mangime e guidate perché cosi possono essere munte e alla fine macellate.
E questa promessa, se c’è l’azienda mondiale globale, che siamo tutti una famiglia felice, in cui non ci sono più guerre e la pace regna sul pianeta è una menzogna, la più grande menzogna. Questa è la pace di un camposanto, che si può raggiungere solo con una massiccia oppressione e con la forza. Questa illusione di pace mondiale è stata promessa da tutti i dittatori e despoti delle varie ideologie del passato, se solo si fosse dato nelle loro mani abbastanza potere e rinunciato cosi al diritti di libertà. Tutti però hanno fallito e milioni sono morti; essi hanno lasciato dietro di loro solo distruzione e miseria.

Non siamo cittadini europei, Non identificateci con questa costruzione filosofica artificiale chiamata Unione Europea, che avete creato senza chiederci se volevamo una Unione europea o un euro. Questo fu dettato dall’alto. Non siamo nemmeno cittadini del mondo. Tutto questo è ridicolo e contro natura . Volete obbligarci a prendere questa paccottiglia unitaria priva di cultura, di volto e perversa; molti cadono in questa perfida propaganda, si vedono veramente come senza patria, come internazionali ma sono solo degli zombie che hanno rinunciato alla loro identità ed origine.

Cosi come l’impero romano conquistò tutti i popoli del mondo allora conosciuto e li costrinse alla progredita cultura romana, data una presunta superiorità e per questo dovette fare sempre guerre e sopprimere rivolte, gli imperatori odierni cercano di motivare la stessa ovvietà. Come allora essi dicono che è per il nostro bene, per la nostra sicurezza e pace.

Il raggiungimento e il mantenimento di quel regno mondiale fu molto costoso e dispersivo, incalcolabile e crollò. La stessa cosa la viviamo ora con l’indebitamento astronomico degli stati e la crisi finanziaria mondiale
La colpa è della globalizzazione che ci ha messo tutti in una rete e ci ha reso dipendenti l’un l’altro. Hanno distrutto tutti i meccanismi di protezione, le leggi nazionali, le frontiere, le monete, la politica finanziaria. Se ora un Paese finisce in crisi, tutti ne siamo come infettati e dobbiamo ripagare le spese dell’altro.

Qual è la nostra scialuppa di salvataggio? Tornare indietro in piccole unità comprensibili, lontano dalla dipendenza e dalla determinazione da “estranei”, tornare alla responsabilità individuale e all’autoapprovigionamento. I singoli Stati devono ritornare alla loro sovranità e le unità locali devono essere rafforzate.

Vogliono risolvere la crisi debitoria, che loro stessi hanno causato, con sempre più debito, un vero delirio. Pigliano denaro dal nulla, per tappare buchi che soprattutto loro fanno. Trattano gli alcolizzati con sempre più sostanze per ubriacarli finché cosi arriva la cirrosi epatica e muoiono Dobbiamo perciò difenderci e respingere con il cartellino rosso e cacciare dal loro posto quei politici che ci hanno costretto in questa Unione Europea non democratica e uniformata e che vogliono continuare ancora a costruirla e addirittura vogliono portarci in una Unione mondiale.

La maggior parte dei politici lavora contro di noi, sono traditori, servono poteri stranieri, ci vendono, non hanno alcun interesse al nostro benessere. Non gliene frega una mazza di quel che ci succede, se ne sbattono altamente. Sono come attori sul palcoscenico che fanno quel che il regista prescrive loro. E con questo ritorniamo ai personaggi del Bilderberg: quelli che tirano le fila di queste marionette..

Giusto per mostrare in quale mondo vivono questi bonzi, voglio illustrarvi quel che ho visto, mentre facevamo loro le foto. Si sono librati nell’aria con i loro jets privati: un intero aeroplano solo per loro; sono stati prelevati con un bus per pochi metri e portati al terminal. Qui niente controllo passaporti o dogana. Niente perlustrazione bagagli né certo controlli sul corpo. Sono saliti quindi sulle loro Limousin e sono stati portati dall’autista nell’hotel di lusso, dove un esercito di poliziotti faceva loro la guardia. Elicotteri sorvegliavano la zona e motovedette pattugliavano il mare.

Di cosa avevano paura? Certo non dei pochi manifestanti e dei pochi personaggi dei media alternativi che erano li presenti. Per ogni manifestante c’erano 4 poliziotti. Si tratta per loro di mostrare potere. Vedete’ Possiamo fare quel che vogliamo e non ve ne deve fregare niente di ciò che qui discutiamo. Voi povere nullità.
Loro non si sono dovuti attenere alle severe leggi di sicurezza e ai controlli che a noi hanno invece riservato. Solo noi schiavi dobbiamo quasi denudarci all’aeroporto, consegnare ogni liquido, dobbiamo essere palpati passare attraverso raggi, mostrare mille volte il passaporto chippato ed essere trattati come bestiame. Non loro di certo. Loro vivono in ben altro mondo, che con noi non ha nulla a che fare. Uno di questi succhiasangue mi ha chiesto: "Lei è qualcuno o prende uno stipendio?" Questo vi dice tutto di cosa pensano di noi.

FONTE : http://alles-schallundrauch.blogspot.com/2010/06/weitere-fotos-der-bilderberg-teilnehmer.html
traduzione dal tedesco e sintesi : Cristina Bassi



La storia segreta dei padroni del mondo. Daniel Estulin, un fenomeno internazionale con MILIONI di copie VENDUTE in 70 paesi

DVD SU INVASIONE TRANSGENICA: LA STRATEGIA KILLER DELLA MONSANTO

Prima i diserbanti altamente tossici

poi gli ormoni per la crescita bovina
oggi l’invasione transgenica

Monsanto è il principale produttore mondiale di Organismi Geneticamente Modificati (OGM) ed è una delle aziende più controverse della storia industriale.

Dalla sua fondazione nel 1901, nel corso degli anni, la multinazionale di Saint Louis nata come industria chimica, è stata accusata di negligenza, frode, attentato a persone e cose, disastro ecologico e sanitario, utilizzo di false prove.

Eppure, oggi, questo pericoloso gigante della biotecnologia che si pubblicizza come azienda della “scienza della vita”, grazie ad una comunicazione ingannevole, a pressioni e corruzioni, a rapporti di collusione con i vertici politici e amministrativi USA, continua indisturbato ad esportare e imporre in tutto il mondo il pericoloso modello dell’agricoltura transgenica.

Un impero industriale con sedi in quarantasei Paesi e un fatturato annuo di 7,5 miliardi, che ha coperto in colture OGM quasi 100 milioni di ettari tra Stati Uniti, Argentina, Brasile, Canada, India, Cina, Paraguay, Sudafrica, Spagna, Romania.

A rivelare la storia, le azioni e gli interessi di questa potente multinazionale e a far luce sulle reali conseguenze sanitarie e ambientali degli OGM, arriva finalmente anche in Italia la coraggiosa inchiesta della giornalista francese Marie-Monique Robin vincitrice del prestigioso Premio Albert-Londres (il più importante della stampa francese). Frutto di tre anni di ricerche in giro per il mondo, questo straordinario documentario, ricco di autorevoli testimonianze e importanti documenti inediti, risponde a molte domande che toccano da vicino il presente e il futuro del nostro pianeta.

«Nelle campagne del mondo ci vogliono uomini, non multinazionali. Il cibo deve essere prodotto per essere mangiato, e non solo per essere venduto. Ne va della sovranità alimentare dei popoli; ne va della nostra libertà. Non ci è dato sapere quali saranno in futuro gli effetti degli OGM sulla salute dell’ambiente e delle persone, ma per ora è certo che essi sono di proprietà di multinazionali che mirano a controllare il nostro cibo su scala globale, per vendercelo alle loro condizioni. Il Mondo secondo Monsanto ci fa capire di più su questi processi perversi, e ci mette in guardia sul futuro del cibo»

Carlo Petrini fondatore Slow Food:
«Il Mondo secondo Monsanto ci risveglia dalla dittatura che Monsanto sta cercando di stabilire sul nostro cibo, sull’ambiente e sulla nostra conoscenza. Le libertà fondamentali e la sopravvivenza sono in pericolo. Non possiamo permettere che la Monsanto prenda il controllo sulla vita»

Vandana Shiva:
fondatrice Istituto indipendente Research Foundation for Science, Tecnology and Ecology, Nuova Delhi
Sappiamo cosa sta succedendo?

Cosa accade in Italia? Cosa si nasconde dietro le etichette dei supermercati? In che modo l’alimentazione delle mucche può influire sulla nostra vita? È possibile coltivare piante transgeniche nel nostro territorio?

A queste e molte altre domande rispondono quattro testimonial d’eccezione del mondo scientifico e associazionistico italiano.

A chiusura del quadro, i punti chiave della legislazione italiana in materia di OGM ed un pratico vademecum per guidare i nostri acquisti.

Video-trailer:IL MONDO SECONDO MONSANTO - Il Trailer.mp4

SOTTO IL GHIACCIO ANTARTICO, RESTI DI UNA CITTA'?

Una troupe televisiva della California scomparsa dal novembre 2002, che si è lasciata un video alle spalle, e una missione di US Navy SEALs sono gli elementi chiave di una storia che indica la scoperta di ampie rovine antiche sotto il ghiaccio dell'Antartide.


Un portavoce ha detto, tempo fa: "Il governo degli Stati Uniti ha detto che cercherà di bloccare la messa in onda di un video, trovato dai soccorritori della Marina in Antartide, che rivela presumibilmente che un imponente scavo archeologico è in corso due miglia (3.200 metri) al di sotto del ghiaccio".

"L'equipaggio di produzione della TV AtlantisTV, che ha girato il video, è scomparso".

Gli avvocati della AtlantisTV, che ha sede a Beverly Hills, hanno sottolineato il fatto che la preoccupazione principale della società è per la sicurezza e il benessere dei suoi uomini.

Ma hanno dichiarato anche che si sarebbero energicamente opposti a qualsiasi tentativo di censura del materiale, che è chiaramente di interesse pubblico e di pubblico dominio.

Il continente di ghiaccio dell'Antartide, si ricorda, non appartiene a nessuna nazione.

Gli Stati Uniti non hanno alcuna giurisdizione lì".

"Questo video è di proprietà di AtlantisTV, ha detto un portavoce della società, noi l'abbiamo girato. È anche il nostro. E non appena ci sarà giustamente restituito, lo manderemo in onda. Fine della storia".

Osservato da ufficiali di Marina

"Due ufficiali di Marina che hanno visto il nastro hanno descritto il suo contenuto ai ricercatori della National Science Foundation (NSF), al loro ritorno alla Stazione di Amundsen-Scott al Polo Sud.

Così hanno riferito fonti alla McMurdo Station, la principale base americana in Antartide".

Hanno detto che vi apparivano spettacolari rovine e altre cose che non potevano specificare, come ha confermato uno scienziato della NSF.

Funzionari della US Naval Support Task Force in Antartide hanno prevedibilmente negato la storia o il possesso di qualsiasi video girato dall'equipaggio scomparso di AtlantisTV.

Fonti della Marina hanno detto di avere trovato il video in una discarica abbandonata, 100 miglia (160 chilometri) ad ovest della Stazione Vokstok.

Fonte: feastofsoul13@webtv.net E http://www.laportadeltempo.com/news.asp?ID=5619

sabato 12 giugno 2010

QUEI 250MIO DOLLARI DI AZIONI BP VENDUTE PRIMA DEL DISASTRO...

Goldman Sachs: Ha venduto 250 milioni di dollari di azioni della BP prima del disastro petrolifero

Queste azioni rappresentano il 44 per cento del totale degli investimenti sulla BP.
Secondo le dichiarazioni normative, si è scoperto che Goldman Sachs ha venduto 4.680,822 mila parti di BP nel primo trimestre del 2010. Le vendite della Goldman sono state le più grandi di ogni impresa in quel periodo. Goldman avrebbe intascato poco più di 266 milioni dollari stando al prezzo medio delle azioni di BP nel corso del trimestre.

Se Goldman aveva venduto queste parti oggi, il loro investimento avrebbe perso il 36 per cento del suo valore, o meglio avrebbe guadagnato “solo” 96 milioni dollari.

La vendità dei dividendi rappresentato il 44 per cento delle partecipazioni di Goldman – il che significa che le aziende rimaste di Goldman  hanno ancora perso decine di milioni in valore.

La vendita e la sua stessa portata non è inusuale per una grande impresa di gestione patrimoniale. Wall Street brokerages acquista e vende di routine enormi blocchi di azioni per sé e per i loro clienti. Questa transizione potrebbe accendere i riflettori ulteriormente su Goldman.


giovedì 10 giugno 2010

IL VULCANO ISLANDESE E LA STRANA ERUZIONE COMANDATA...

Il 27 maggio 2010, sul portale del National Geographic, viene pubblicato un articolo dal titolo “Electric ash found in Iceland plume miles from volcano” (Cenere caricata elettricamente a miglia di distanza dal vulcano islandese), a firma del giornalista Brian Handwerk. Nello studio, eseguito dall'équipe di Giles Harrison, si evidenzia una strana anomalia: le ceneri emesse dal vulcano islandese Eyjafjallajökull risultano caricate elettricamente sino a 1.200 km di distanza dal punto dell'eruzione.

[...] “Electric ash from the Eyjafjallajökull volcano was found a record 745 miles (1,200 kilometers) away from the eruption. [...] In fact, ash from deep in the volcanic plume was still charged 32 hours after being spewed from the Iceland peak, which suggests that the charge was self-renewing”, the scientists say”.

[...] “L'elettroconduttività è stata riscontrata sino a 745 miglia di distanza dal luogo dell'eruzione. [...] Infatti, la cenere della nube vulcanica risultava carica elettricamente anche a distanza di 32 ore, dopo che era stata eruttata dal cono vulcanico, il che suggerisce che la carica si autorigenerava”, asserisce lo scienziato”.

Gli scienziati non riescono a spiegarsi una tale singolarità, ma è interessante osservare che il giorno 11 maggio 2010 notammo un'inconsueta attività aerea (scie chimiche) proprio nella vasta area circostante la nube vulcanica, in prossimità dell'Islanda. Quel giorno il traffico aereo fu bloccato ancora - ricordiamo - su Scozia ed Irlanda, ma, guarda caso, in mezzo alle ceneri, come evidenziato dai fotogrammi che si riportano, era, a quanto si vede, un pullulare di aerei! Ci si domanda: “Se il traffico aereo fu bloccato su parte della Gran Bretagna, com'è possibile osservare tutti questi voli proprio in mezzo alle ceneri vulcaniche? Non si era affermato che le polveri costituite da biossido di zolfo sono dannose per i propulsori e le parti meccaniche dei velivoli?”

”Electrified ash could theoretically pose a risk to air traffic, because charged particles might interfere with radio transmissions, the study authors say. Also, if charged ash penetrates an aircraft cabin, it could create an electrostatic hazard to passengers and internal systems”.

“Le ceneri cariche elettricamente possono teoricamente costituire un rischio per il traffico aereo, a causa delle particelle che potrebbero interferire con le trasmissioni radio”, osserva l’autore dello studio. “Se penetrassero nella cabina di pilotaggio, potrebbero provocare danni ai sistemi interni.”

A quanto pare, devono essere contemplati seri motivi per sottovalutare eventuali danni alle varie componenti di un velivolo, visto che quelle scie che si vedono tra le ceneri vulcaniche, sicuramente sono originate da aerei militari. In quale missione erano impegnati? La risposta sembra proprio essere fornita dall'articolo del National Geographic.

È ormai appurato che è in atto, da anni, una serie di programmi di geoingegneria e che uno di questi prevede la dispersione in atmosfera di biossido di zolfo (SO2), trimetilalluminio, rame, bario, ferro, nichel, manganese, litio etc. in modo tale da rendere elettroconduttiva l'atmosfera a fini strategici. E' quindi altamente probabile che i militari abbiano colto l'occasione dell'eruzione vulcanica e della copiosa fuoriuscita di ceneri sulfuree al fine di miscelarle (si vedano le scie mostrate da satellite) ai metalli elettroconduttivi solitamente diffusi in bassa e media atmosfera dai famigerati “tankers” militari camuffati da velivoli commerciali nonché da aerei di compiacenti compagnie low cost a quote più elevate.

In questo caso, uno dei composti tipici (il biossido di zolfo), adoperato per aumentare intenzionalmente l' “effetto serra” e per poi attribuire l’aumento delle temperature al CO2 di origine antropica, è stato abilmente sfruttato, approfittando della notevole attività eruttiva del vulcano Eyjafjallajökull.

A conclusione di questo articolo, vi proponiamo una curiosa sequenza fotografica nella quale si notano strani bagliori sulle pendici del vulcano islandese. Da You-Tube è SCOMPARSA ogni copia della famosa edizione del Tg2 in cui, nel febbraio 2010, si annunciava il progetto di causare l'esplosione controllata dei vulcani per mitigare il (fittizio) “riscaldamento globale”. Siamo sicuri che questa sia un'eruzione del tutto naturale?"

FONTE: http://www.tankerenemy.com/2010/05/una-nube-vulcanica-elettroconduttiva.html

POVERA GAZA: RICCA DI GAS NATURALE!



"Tutti sanno che Israele non possiede petrolio e gas. Vero? Vero.
Come disse il leggendario Primo Ministro di Israele, Golda Meir: “Lasciate che vi dica cosa abbiamo contro Mosè. Ci prese per 40 anni attraverso il deserto, per portarci in un punto nel Medio Oriente, che non ha petrolio! Golda Meir

Le Forze di Difesa Israeliane (IDF) e il governo israeliano sono andati agli estremi  per evitare che la Freedom Flotillas arrivasse direttamente sulle coste di Gaza. Perchè? Forse stanno nascondendo qualcosa?
I capi politici in Gaza stanno usando una ferrea disciplina militare e non hanno veramente niente da perdere, o no?

Come risultato di questo enorme contrasto, le persone comuni di Gaza muoiono come mosche davanti al rigido e risoluto attacco degli F16 forniti dagli USA, ai missili antirifugio, alle bombe intelligenti i GBU-39.
Perchè il macello di questi poveri Palestinesi? 

Sembra che la Flotilla in rotta verso Gaza sarebbe passata attraverso una piattaforma e pozzi off shore di petrolio e gas. I pozzi stanno succhiando minimo 6 miliardi di dollari del Gas naturale di Palestina attraverso delle piattaforme implementate per  trivellare.

Il consulente per la trivellazione sul progetto segreto è l'ex Noble Drilling Company di Ardmore, Oklahoma, USA, esperti in “management in campo petrolifero.” Sono anche presumibilmente esperti  in tecniche di trivellazione illegale.

Il governo turco si impegnerà con i suoi 200 più F-16?

Piccolo il mondo eh? Dove contano avidità e forza delle armi. Come sempre accaduto e accadrà."

sintesi e traduzione Cristina Bassi

mercoledì 9 giugno 2010

Due navi iraniane salpano verso Gaza...

"Dopo una riunione con il Ministero degli esteri, la Mezzaluna Rossa iraniana ha deciso di inviare le navi, che porteranno cibo, medicine e attrezzature mediche,


Le navi d’aiuto iraniane si prevede partano alla volta di Gaza per la fine della settimana, secondo un rapporto del Sunday Times.

Una nave porterà le donazioni fatte dal popolo e l'altra porterà lavoratori in soccorso.

Le navi verranno inviate a Gaza entro la fine di questa settimana," cosi ha detto il direttore della Mezzaluna Rossa Abdolrauf Adibzadeh , all’Agenzia stampa IRNA.

Domenica, un rappresentante del leader supremo Ayatollah Ali Khamenei ha detto che le Guardie Rivoluzionarie della elite iraniana sono pronte a fornire una scorta militare alle navi cargo che cercano di rompere i blocchi di Israele della Striscia di Gaza

“Le forze Navali delle Guardie Rivoluzionarie dell’Iran sono pienamente preparate a scortare i convogli di pace e libertà verso Gaza con tutta la loro forza e capacità." Ali Shirazi, il rappresentante di Khamenei all'interno delle Guardie Rivoluzionarie, è stato citato come colui che ha detto questo all'Agenzia di stampa, semi-ufficiale, Mehr

I commandos della Marina d’ Israele, lo scorso lunedi, hanno ucciso nove attivisti in scontri a bordo della nave battente bandiera turca Mavi Marmara, in un convoglio che cercava di fornire aiuti a Gaza. L'incidente ha suscitato indignazione internazionale, soprattutto nei paesi musulmani e in Turchia, che ha minacciato di tagliare i legami di lunga data con Israele. Le Truppe israeliane hanno abbordato un'altra nave sabato e attivisti Pro-Palestinesi hanno promesso di fare di più che sfidare il blocco imposto quattro anni fa, con l'obiettivo dichiarato di fermare il traffico d’armi di Hamas.

Fonte: http://www.globalresearch.ca/index.php?context=va&aid=19609
Traduzione Cristina Bassi

Global Research, June 8, 2010

Haaretz - 2010-06-07

lunedì 7 giugno 2010

LA CRISI ECONOMICA E IL SUO DELIRIO...


Stato alle banche:
«Noi vendiamo a voi Buoni del Tesoro così da potervi salvare con prestiti».
Banche allo Stato:
«Noi prendiamo a prestito denaro da voi in modo da poter comprare i vostri Buoni del Tesoro».

In Corea del Sud si sono riuniti i ministri delle Finanze dei venti più grossi Paesi – il G20 – e hanno deciso che ogni Paese avrebbe provveduto da sè a risolvere l'enigma di come rendere compatibili i tagli fiscali dolorosissimi (necessari altrimenti i «mercati» non comprano i titoli di debito pubblico) con il necessario ed urgente rilancio delle economie reali (senza il quale i contribuenti non avranno i soldi per pagare le tasse).

venerdì 4 giugno 2010

RIUNIONE BILDERBERG 2010: LA LISTA!

La lista degli ospiti al meeting Bilderberg 2010, che avviene  nella cittadina catalana di Sitges. La riunione si tiene nel lussuosissimo hotel Dolce.

la lista degli eletti:

BEL Davignon, Etienne F. Honorary Chairman, Bilderberg Meetings; Vice Chairman,
Suez Tractebel
DEU Ackermann, Josef Chairman of the Management Board and the Group Executive
Committee, Deutsche Bank AG
USA Alexander, Keith B. Director, National Security Agency
GRC Alogoskoufis, George Member of Parliament
USA Altman, Roger C. Chairman and CEO, Evercore Partners, Inc.
GRC Arapoglou, Takis Chairman and CEO, National Bank of Greece
TUR Babacan, Ali Minister of State and Deputy Prime Minister
GRC Bakoyannis, Dora Minister of Foreign Affairs
NOR Baksaas, Jon Fredrik President and CEO, Telenor Group
PRT Balsemão, Francisco Pinto Chairman and CEO, IMPRESA, S.G.P.S.; Former Prime
Minister
FRA Baverez, Nicolas Partner, Gibson, Dunn & Crutcher LLP

ITA Bernabè, Franco CEO Telecom Italia SpA

SWE Bildt, Carl Minister of Foreign Affairs
SWE Björklund, Jan Minister for Education; Leader of the Lìberal Party
CHE Blocher, Christoph Former Swiss Counselor; Former Chairman and CEO, EMS Group
FRA Bompard, Alexandre CEO, Europe 1
USA Boot, Max Jeane J. Kirkpatrick Senior Fellow for National Security Studies, Council
on Foreign Relations
AUT Bronner, Oscar Publisher and Editor, Der Standard
FRA Castries, Henri de Chairman of the Management Board and CEO, AXA
ESP Cebrián, Juan Luis CEO, Grupo PRISA
BEL Coene, Luc Vice Governor, National Bank of Belgium
USA Collins, Timothy C. Senior Managing Director and CEO, Ripplewood Holdings, LLC
GRC David, George A. Chairman, Coca-Cola Hellenic Bottling Co. (H.B.C.) S.A.
GRC Diamantopoulou, Anna Member of Parliament

ITA Draghi, Mario Governor, Banca d’Italia

USA Eberstadt, Nicholas N. Henry Wendt Scholar in Political Economy, American
Enterprise Institute for Public Policy Research
DNK Eldrup, Anders President, DONG Energy A/S

ITA Elkann, John Chairman, EXOR S.p.A.; Vice Chairman, Fiat S.p.A.

DEU Enders, Thomas CEO, Airbus SAS
ESP Entrecanales, José Manuel Chairman, Acciona
AUT Faymann, Werner Federal Chancellor
USA Ferguson, Niall Laurence A. Tisch Professor of History, Harvard University
IRL Gleeson, Dermot Chairman, AIB Group
USA Graham, Donald E. Chairman and CEO, The Washington Post Company
NLD Halberstadt, Victor Professor of Economics, Leiden University; Former
Honorary Secretary General of Bilderberg Meetings
NLD Hirsch Ballin, Ernst M.H. Minister of Justice
USA Holbrooke, Richard C. US Special Representative for Afghanistan and Pakistan
NLD Hommen, Jan H.M. Chairman, ING N.V.
INT Hoop Scheffer, Jaap G. de Secretary General, NATO
USA Johnson, James A. Vice Chairman, Perseus, LLC
USA Jordan, Jr., Vernon E. Senior Managing Director, Lazard Frères & Co. LLC
FIN Katainen, Jyrki Minister of Finance
USA Keane, John M. Senior Partner, SCP Partners; General, US Army, Retired
USA Kent, Muhtar President and CEO, The Coca-Cola Company
GBR Kerr, John Member, House of Lords; Deputy Chairman, Royal Dutch Shell plc
DEU Klaeden, Eckart von Foreign Policy Spokesman, CDU/CSU
USA Kleinfeld, Klaus President and CEO, Alcoa Inc.
TUR Koç, Mustafa V. Chairman, Koç Holding A.S.
DEU Koch, Roland Prime Minister of Hessen
TUR Kohen, Sami Senior Foreign Affairs Columnist, Milliyet
USA Kravis, Henry R. Senior Fellow, Hudson Institute, Inc.
INT Kroes, Neelie Commissioner, European Commission
GRC Kyriacopoulos, Ulysses Chairman and Board member of subsidiary companies
of the S&B Group
FRA Lagarde, Christine Minister for the Economy, Industry and Employment
INT Lamy, Pascal Director General, World Trade Organization
PRT Leite, Manuela Ferreira Leader, PSD
ESP León Gross, Bernardino General Director of the Presidency of the Spanish
Government
DEU Löscher, Peter CEO, Siemens AG
GBR Mandelson, Peter Secretary of State for Business, Enterprise & Regulatory Reform
INT Maystadt, Philippe President, European Investment Bank
CAN McKenna, Frank Former Ambassador to the US
GBR Micklethwait, John Editor-in-Chief, The Economist
FRA Montbrial, Thierry de President, French Institute for International Relations

ITA Monti, Mario President, Universita Commerciale Luigi Bocconi

ESP Moratinos Cuyaubé, Miguel A. Minister of Foreign Affairs
USA Mundie, Craig J. Chief Research and Strategy Officer, Microsoft Corporation
CAN Munroe-Blum, Heather Principal and Vice Chancellor, McGill University
NOR Myklebust, Egil Former Chairman of the Board of Directors SAS, Norsk Hydro ASA
DEU Nass, Matthias Deputy Editor, Die Zeit
NLD Beatrix, H.M. the Queen of the Netherlands
ESP Nin Génova, Juan Maria President and CEO, La Caixa
FRA Olivennes, Denis CEO and Editor in Chief, Le Nouvel Observateur

FIN Ollila, Jorma Chairman, Royal Dutch Shell plc
GBR Osborne, George Shadow Chancellor of the Exchequer
FRA Oudéa, Frédéric CEO, Société Générale

ITA Padoa-Schioppa, Tommaso Former Minister of Finance; President of Notre Europe

GRC Papahelas, Alexis Journalist, Kathimerini
GRC Papalexopoulos, Dimitris Managing Director, Titan Cement Co. S.A.
GRC Papathanasiou, Yannis Minister of Economy and Finance
USA Perle, Richard N. Resident Fellow, American Enterprise Institute for Public
Policy Research
BEL Philippe, H.R.H. Prince
PRT Pinho, Manuel Minister of Economy and Innovation
INT Pisani-Ferry, Jean Director, Bruegel
CAN Prichard, J. Robert S. President and CEO, Metrolinx

ITA Prodi, Romano Chairman, Foundation for Worldwide Cooperation

FIN Rajalahti, Hanna Managing Editor, Talouselämä
CAN Reisman, Heather M. Chair and CEO, Indigo Books & Music Inc.
NOR Reiten, Eivind President and CEO, Norsk Hydro ASA
CHE Ringier, Michael Chairman, Ringier AG
USA Rockefeller, David Former Chairman, Chase Manhattan Bank
USA Rubin, Barnett R. Director of Studies and Senior Fellow, Center for International Cooperation, New York University
TUR Sabanci Dinçer, Suzan Chairman, Akbank
CAN Samarasekera, Indira V. President and Vice-Chancellor, University of Alberta
AUT Scholten, Rudolf Member of the Board of Executive Directors, Oesterreichische
Kontrollbank AG
USA Sheeran, Josette Executive Director, UN World Food Programme

ITA Siniscalco, Domenico Vice Chairman, Morgan Stanley International

ESP Solbes, Pedro Vice-President of Spanish Government; Minister of Economy and Finance
ESP Sophia, H.M. the Queen of Spain
USA Steinberg, James B. Deputy Secretary of State
INT Stigson, Bjorn President, World Business Council for Sustainable Development
GRC Stournaras, Yannis Research Director, Foundation for Economic and Industrial Research (IOBE)
IRL Sutherland, Peter D. Chairman, BP plc and Chairman, Goldman Sachs International
INT Tanaka, Nobuo Executive Director, IEA
GBR Taylor, J. Martin Chairman, Syngenta International AG
USA Thiel, Peter A. President, Clarium Capital Management, LLC
DNK Thorning-Schmidt, Helle Leader ofThe Social Democratic Party
DNK Thune Andersen, Thomas Partner and CEO, Maersk Oil
AUT Treichl, Andreas Chairman and CEO, Erste Group Bank AG
INT Trichet, Jean-Claude President, European Central Bank
GRC Tsoukalis, Loukas President of the Hellenic Foundation for European and Foreign Policy (ELlAMEP)
TUR Ugur, Agah CEO, Borusan Holding
FIN Vanhanen, Matti Prime Minister
CHE Vasella, Daniel L. Chairman and CEO, Novartis AG
NLD Veer, Jeroen van der Chief Executive, Royal Dutch Shell plc
USA Volcker, Paul A. Chairman, Economic Recovery Advisory Board
SWE Wallenberg, Jacob Chairman, Investor AB
SWE Wallenberg, Marcus Chairman, SEB
NLD Wellink, Nout President, De Nederlandsche Bank
NLD Wijers, Hans Chairman, AkzoNobel NV
GBR Wolf, Martin H. Associate Editor & Chief Economics Commentator, The Financial Times
USA Wolfensohn, James D. Chairman, Wolfensohn & Company, LLC
USA Wolfowitz, Paul Visiting Scholar, American Enterprise Institute for Public Policy Research
INT Zoellick, Robert B. President, The World Bank Group
GBR Bredow, Vendeline von Business Correspondent, The Economist (Rapporteur)
GBR McBride, Edward Business Editor, The Economist (Rapporteur)
* AUT Austria
* BEL Belgio
* CHE Svizzera
* CAN Canada
* DEU Germania
* DNK Danimarca
* ESP Spagna
* FRA Francia
* FIN Finlandia
* GBR Gran Bretagna
* GRC Grecia
* IRL Irlanda
* INT International
* ITA Italia
* NOR Norvegia
* NLD Paesi Bassi
* PRT Portogallo
* SWE Svezia
* TUR Turchia
* USA Stati Uniti d'America

Fonte: somethingmustbreak.net-
Fonte italiana: http://www.ecplanet.com/node/1509

ARTICOLO CORRELATO:
Bilderberg 2010: in agenda governo globale per un sistema economico mondiale centralizzato, attacco all'Iran e crollo dell'Euro


Il bestseller di Estulin

giovedì 3 giugno 2010

LA PRAVDA: ISRAELE E LA SUA INTOCCABILITA'

Dalla versione inglese online della PRAVDA:
http://english.pravda.ru/opinion/columnists/31-05-2010/113590-israel_pariah-0

"L’aspetto che colpisce di più del più recente atto di terrorismo di Israele – un atto di pirateria ed assassinio – è che non ha sorpreso nessuno : come un ladro ruba, Israele commette crimini di guerra. Quello che invece è ancora più da sottolineare è il suo tentativo di auto-giustificarsi sostenendo che i propri soldati siano stati attaccati.

Beh, ovvio che siano stati attaccati: stavano illegalmente procedendo all’arrembaggio di una nave con a bordo degli attivisti della pace che cercavano di portare delle derrate alimentari all’affamata popolazione di Gaza, e si trovavano in acque internazionali.

E’ stato un atto di pirateria, si tratta di un atto di terrorismo: uno invade il tuo spazio, tu lo respingi.

Quello che Israele dovrebbe comprendere è che per essere accettati quali membri della comunità internazionale, si deve agire come uno di essi e ciò include l’attenersi alle risoluzioni dell’ONU, cosa che significa non solo fermare la costruzione di altre colonie su territori che sono stati rubati ai Palestinesi; ma include anche lo smantellare ogni colonia costruita su terre al di fuori dei confini originari di Israele.

Il furto delle identità per commettere colpi in stile mafioso, le violazioni dei diritti umani, l’abbattimento delle case dei civili palestinesi, l’appropriarsi di terre, l’attaccare ambulanze e l’uccidere soccorritori, lo sparare proiettili di gomma in mezzo agli occhi dei bambini, l’indossare magliette con disegnate delle donne incita con sotto la scritta “Prendi due paghi uno” o “Un colpo due centri”, sarà magari divertente per la gente di Israele, potrebbe anche essere da morir dal ridere e senza dubbio ci sono molti di loro rannicchiati a ridere in maniera incontrollata per un conto della lavanderia raddoppiato.

E’ vero, ci sono molti Israeliani che non sono Sionisti. E’ vero, ci sono molti Israeliani che appoggiano la causa palestinese e che criticano il comportamento dell’esercito israeliano. E’ vero, non tutti gli Israeliani approvano le orribili ed illegali pratiche omicide dello Stato di Israele… eppure lo Stato di Israele continua e continua e… continua a perpetrarle.

E che cosa si aspetta di guadagnare Israele da tutte queste offese alle leggi internazionali? Amicizia? Simpatia? Rispetto?

Se è così, il luogo comune che gli Israeliani siano intelligenti – se uno volesse azzardare una descrizione unica per un’intera collettività – è stato scagliato lontano nell’iperspazio. Simili azioni allargano di più il solco fra i cuori e le menti di quelli fra noi che vorrebbero vivere insieme come fratelli e sorelle tutti attorno ad un lago – i nostri mari – comune e coloro i quali sembrano gradire il vivere e morire con le armi.

L’ipotesi che Israele possa cavarsi fuori da questi ultimi atti di terrorismo senza pagarne lo scotto è tanto inaccettabile quanto realistica: Signore e Signori, ci siamo. Prestate attenzione: gli Stati Uniti d’America, la più grande delle colonie di Israele (è infatti guidata dall’AIPAC), si opporrà a qualsiasi tentativo di sanzionare Israele tramite l’ONU e la Turchia non lancerà un raid punitivo: dopo tutto Israele non è un manipolo di Armeni indifesi.

Israele non si sposterà di un millimetro, andrà avanti a tirar giù case con le ruspe; andrà avanti a rubare terre, andrà avanti a sparare proiettili di gomma fra gli occhi dei bambini, andrà avanti nel far sì che madri muoiano per le strade, continuerà i suoi atti di terrorismo, continuerà le sue stragi. La diplomazia internazionale continuerà a non far niente, perché gli USA sono tenuti stretti da Tel Aviv, come in una morsa al collo – o forse altrove.

La strada del progresso non è quella della diplomazia, perlomeno per come è oggi, dato che, ogni volta che c’entra Israele, la diplomazia e la legge internazionale non esistono.

Cerchiamo di essere onesti su questo punto: la strada per procedere non è nemmeno quella del terrorismo e della violenza perché sono fondamentalmente sbagliati, sono contrari ad ogni elementare aspetto che ci accomuna come umanità, e comunque non fanno altro che generare altra violenza in un crescendo a spirale.

NO, la strada per progredire passa per le misure economiche: questo approccio è totalmente legale, non-violento ed efficace.

La sola cosa che la comunità internazionale possa fare è agire con i piedi, o meglio, col portafoglio : boicottando i prodotti di Israele. Qualsiasi prodotto che riporti il numero seriale 729 – nelle prime 3 cifre a sinistra sul codice a barre – proviene da Israele.

by Timothy BANCROFT-HINCHEY

mercoledì 2 giugno 2010

L'ATTACCO ALLA FLOTTIGLIA DI GAZA: PARTE DI UNA AGENDA MOLTO PIU' GRANDE....

 Da Globalresearch.ca (di cui molti collabratori erano nella flottiglia Freedom), di  Michel Chossudovsky
 Estratti  dall'articolo citato a fine testo

"L’attacco del 31 maggio 2010 (Freedom Flotilla ndt) è il seguito dell’«Operazione Piombo Fuso» iniziata a fine dicembre 2008. Si è voluto rafforzare lo status di Gaza come una prigione urbana de facto. L’operazione «Piombo fuso» era parte di un’operazione di spionaggio militare più ampia iniziata all’insediamento del governo di Ariel Sharon nel 2001. E’ stato durante l’Operazione «Vendetta Giustificata » di Sharon che gli aerei da combattimento F-16 sono stati usati, inizialmente, per bombardare le città palestinesi. L’attacco sulla Flotta della Libertà è parte della logica usata per trasformare Gaza in un campo di concentramento urbano.

All’operazione «Vendetta Giustificata» ci si riferiva anche con il nome di «Piano Dagan», così chiamato in onore dell’ex-Generale Meir Dagan che attualmente guida il Mossad, l’agenzia di spionaggio di Israele. (Si veda Ellis Shulman, Operation Justified Vengeance, A Secret to Destroy the Palestinian Authority, Global Research, 2002)

La decisione è stata presa in accordo con Washington?

Il 26 Maggio, l’esercito israeliano (IDF) ha confermato che avrebbe affrontato la Flotta della Libertà in acque internazionali, mentre annunciava che ci sarebbero potuti essere elementi terroristi a bordo delle navi:

«Come parte della preparazione militare, la marina militare eseguì un esercitazione di intercettazione delle navi e di arresto dei passeggeri. Il Comandante della Marina militare General-Maggiore Eliezer Marom disse che le forze di marina militare avrebbero usato misure per proteggere le vite dei soldati ed assicurare che non ci fosse nessun elemento terrorista o esplosivo sulle navi.

Il capo dell’Autorità di Relazione e di coordinamento di Gaza, Colonnello Moshe Levi intervenne ad una conferenza stampa dicendo che non c’era scarsità di cibo e di rifornimenti nella Striscia:

«Il progettato (sbarco) della flotta a Gaza è un atto provocatorio che è non necessario con le condizioni esistenti nella Striscia di Gaza, dove la situazione umanitaria è buona e stabile», ha detto Levi aggiungendo che «Israele permette (l’ingresso di) molti prodotti nella Striscia, e limita solamente quelli che potrebbero servire ad Hamas per far proseguire le attività del terrore».

Il Ruolo di Rahm Emanuel

Il Capo Gruppo del Personale alla Casa Bianca di Barack Obama, Rahm Emanuel, era in Israele una settimana prima del lancio dell’incursione sulla Flotta della Libertà.

Anche se in forma di visita privata, Rahm Emanuel ha incontrato il Primo Ministro Netanyahu per discussioni ad alto livello, il 26 maggio. Rahm Emanuel ha incontrato anche il presidente Shimon Peres il 27 maggio. La Casa Bianca ha descritto la riunione con Netanyahu del 26 maggio come «una discussione informale su di una serie di problemi nelle relazione bilaterali tra Stati Uniti ed Israele». Ed in quello stesso giorno (26 maggio), l’IDF confermò il varo di un’operazione militare diretta contro la Flotta della Libertà.

Si dovrebbe capire che l’incursione sulla Flotta è coincisa anche con giochi di guerra congiunti della Nato e di Israele diretti contro l’Iran. Secondo il Times di domenica militari tre sottomarini israeliani di costruzione Tedesca - dotati di missili di crociera nucleari - saranno schierati nel Golfo vicino alla linea costiera iraniana». (Israel Deploys Three Nuclear Cruise Missile-Armed Subs Along Iranian Coastline link http://www.zerohedge.com/article/israel-deploys-three-nuclear-cruise-missile-armed-subs-along-iranian-coastline). Il rapporto presenta tacitamente Israele come la vittima piuttosto che l’autore di minacce militari:

«Il centro economico e militare di Israele, è la città più minacciata al mondo, ha detto un esperto. Ci sono più missili per piede quadrato che hanno come bersaglio Tel Aviv che qualsiasi altra città».

«Una fonte politica di alto livello a Gerusalemme – ha detto domenica - che Israele aveva ricevuto garanzie dal Presidente degli USA Barack Obama che l’America avrebbe mantenuto e migliorato le capacità strategiche e di prevenzione di Israele».

Secondo la stessa fonte, «Obama ha dato [al Primo Ministro Benjamin] Netanyahu garanzie inequivocabili che includono un sostanziale miglioramento delle relazioni Israele-U.S.».

Obama ha promesso che nessuna decisione sarebbe stata presa durante la recente conferenza di 189 nazioni per rivedere e rafforzare il Trattato di «Non proliferazione Nucleare» vecchio di 40 anni «che avrebbe potuto danneggiare gli interessi vitali di Israele». (Obama promised to bolster Israel’s strategic capabilities, Jerusalem officials say - Haaretz Daily Newspaper)

La presenza del Capo del Personale di Obama, Rahm Emanuel, a Tel Aviv ha giocato indubbiamente un ruolo nella coordinazione della dichiarazione di questa domenica 30 maggio così come l’attacco concomitante sulla Flotta della Libertà. L’amministrazione di Obama aveva dato il via libera a delle incursioni mortali in acque internazionali.

L’uccisione di civili disarmati era parte del mandato del commando navale israeliano. Era una parte integrante della logica della »Operazione Vendetta Giustificata» di Dagan che presenta Israele come la vittima piuttosto che l’autore [di crimini] ed usa le morti civili «da entrambi i lati» per giustificare un processo di rafforzamento militare.

«I soldati sono stati assaliti tumultuosamente, sono stati bastonati, colpiti, pugnalati, c’è stato anche un resoconto di fuoco, ed i nostri soldati dovevano difendersi, difendere comunque le loro vite altrimenti sarebbero stati uccisi», ha detto lunedì durante una visita al Primo Ministro Stefano Harper.

Netanyahu ha aggiunto: «Purtroppo negli scontri almeno 10 persone sono morte. Noi siamo dolenti per queste perdite. Noi ci pentiamo di alcune violenza che ci sono state. Vorrei augurare un veloce ricupero ai feriti, incluso quattro dei nostri soldati». (Quoted in the Toronto Star, May 31, 2010)

Nel frattempo, un portavoce della Casa Bianca ha confermato che gli Stati Uniti «deplorano profondamente le perdite di vite e le ferite subite». Ma l’azione di Israele non è stata condannata dall’amministrazione di Obama: L’amministrazione attualmente sta «lavorando per capire le circostanze attorno a questa tragedia.» (Si veda The Associated Press: Obama administration concerned about Gaza incident)

Fonte: http://www.globalresearch.ca/index.php?context=va&aid=19447

I GLOBALISTI DELLA TRILATERALE E LA GUERRA IN IRAN

Il membro della Commissione Trilaterale Mikhail Slobodovsici, consigliere capo per la leadership russa, inconsapevolmente ha fornito una visione rivelatrice dei piani dell'élite globale durante il recente incontro del Gruppo di Dublino in Irlanda, quando ha erroneamente detto ad una persona che egli credeva fosse un membro della CT (in realtà era un attivista del movimento “We Are Change Ireland”) che i globalisti stanno progettando una guerra contro l'Iran.

Secondo il rapporto di Jim Tucker sulla storia, anche Slobodovsici si è lasciato sfuggire, parlando con Alan Keenan (anch'egli del movimento “We Are Change Ireland”) che i Trilateralisti e le loro controparti del Bilderberg sono intenti a sfruttare la crisi economica per mettere a punto dei piani per un governo mondiale, ma che questo ordine del giorno è gravemente ostacolato dai cosiddetti “nazionalisti”, che stanno diventando sempre più consapevoli dell'impatto che il governo globale avrà sulla loro libertà e tenore di vita.

“Stiamo decidendo il futuro del mondo”, ha detto Slobodovsici Keenan. “Abbiamo bisogno di un governo mondiale”, ha detto, ma, riferendosi all'Iran, ha detto che “abbiamo bisogno di liberarci di loro”.

Improvvisamente, Slobodovsici ha notato che la targhetta di Keenan era diversa dall'etichetta della CT ed ha affermato: “Non posso parlare, noi operiamo secondo le regole della Chatham House”, riferisce Tucker.

La posizione sull'Iran di Slobodovsici è al tempo stesso allarmante e sorprendente in egual misura, dato che la Russia è stata generalmente sostenitrice del diritto dell'Iran a sviluppare un programma pacifico per il combustibile nucleare e ha direttamente contribuito a costruire reattori.

Tucker rivela anche che i Trilateralisti sono delusi di come i loro piani di governo mondiale e la centralizzazione del potere vengano così fieramente ostacolati.

“Ogni anno che passa va peggio, non meglio” ha detto uno di loro. “Vale la pena di incontrarci ancora?”
“Non possiamo semplicemente abbandonare e chiudere”, ha risposto un altro. “Bilderberg si aspetta di avere un piano delineato”.

Il fatto che l'élite avesse pianificato di avere il proprio governo mondiale pienamente operativo entro il 2000, e dunque è in ritardo di dieci anni, è stato grande motivo di preoccupazione tra i Trilateralisti, riporta Tucker.

“I ragazzi della CT sono seccati di non essere in grado di sfruttare la crisi economica, che essi stessi hanno contribuito a generare, attraverso la creazione di un 'Dipartimento del Tesoro' mondiale alle dipendenze delle Nazioni Unite. Danno la colpa al 'crescente nazionalismo' e chiedono 'come quella gente sapeva di questo', secondo alcuni testimoni all'interno dell'hotel della CT”.

Il costante crollo dell'euro minaccia di far deragliare la marcia verso il controllo mondiale, un problema che gli “elitisti” vogliono affrontare aumentando il lavoro delle macchine da stampa, nel tentativo di rilasciare più soldi a Stati che stanno fallendo, come Grecia, Portogallo e Spagna.

Il fatto che un attivista del movimento “We Are Change Ireland” abbia potuto ingannare un membro della Commissione Trilaterale spillando notizie all'ordine del giorno dei “globalisti” è stupefacente. Come è stato sottolineato di recente dai membri del Sovereign Independent che si sono confrontati con David Rockefeller nel corso della stessa riunione a Dublino, i Trilateralisti non godono della stessa sicurezza che protegge il Gruppo Bilderberg durante i loro incontri annuali.

Il prossimo incontro del Bilderberg è pianificato dal 4 al 7 giugno, all'Hotel Dolce Sitges, vicino a Barcellona, in Spagna, nel quale saranno discusse questioni simili a quelle che sono state oggetto di discussione in occasione della conferenza dei Trilateralisti a Dublino.

Autore: Paul Joseph Watson / Fonte originale: prisonplanet.com / Traduzione a cura della redazione NEXUS Italia