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martedì 28 settembre 2010

Stuxnet: attacco cybernetico al programma nucleare iraniano?

lunedì 27 settembre 2010
Roma - Come già ampiamente previsto qualche mese fa, il worm Stuxnet si è trasformato nel nuovo "caso mediatico" capace di impensierire le società di sicurezza e sollevare polverone in seno alla stampa mainstream, generalmente poco accorta alla proliferazione di questo o quel pezzetto di codice malevolo. Ma Stuxnet fa molto, molto di più oltre a proliferare, e il malware ha tali e tante caratteristiche da far sorgere più di un dubbio sul fatto si tratti di un vero e proprio attacco organizzato contro il programma nucleare iraniano.

Ci sarebbe insomma il Mossad - i servizi segreti israeliani - dietro la realizzazione di un worm entrato in circolazione svariati mesi fa ma individuato dalla bielorussa VirusBlokAda solo a luglio. Il worm, dicono alcune società di sicurezza, rappresenterebbe uno dei primi casi concreti di cyberwar organizzata con lo scopo preordinato di fare danni molto reali.

Stuxnet è un pezzo di codice estremamente complesso e ripieno di caratteristiche avanzate, dicono gli esperti, un malware che è stato capace di sfruttare ben 4 falle 0 day di Windows, una delle quali ben nascosta all'interno dello spooler di stampa e nota pubblicamente da più di un anno. Il worm infetta le chiavette USB, gli hard disk ma è soprattutto progettato per instillare un vero e proprio rootkit - il primo della sua "specie", suggerisce Symantec - nelle macchine di controllo dei processi industriali come quelle presenti nei comparti di produzione, nelle centrali energetiche/atomiche o sulle catene di montaggio.
 
Dotato di un meccanismo di comando e controllo centralizzato che in alternativa - come in effetti pare sia accaduto - può sopravvivere allo shutdown dei server malevoli impiegando un network di comunicazione peer to peer decentralizzato, Stuxnet è talmente complesso che security company ed esperti indipendenti sono sostanzialmente unanimi nell'assegnarne la paternità a uno stato organizzato dotato di fondi illimitati e forti motivazioni politico-militari.

L'obiettivo ultimo di Stuxnet appare il cyber-sabotaggio, suggerisce la security enterprise moscovita Kaspersky, un sabotaggio che potrebbe potenzialmente prendere la forma di turbine mandate fuori giri, esplosioni negli impianti industriali e malfunzionamenti più o meno disastrosi nelle centrali energetiche dotate di macchinari sviluppati dalla tedesca Siemens.

La paternità generalmente accettata del codice di Stuxnet è di matrice israeliana perché il paese dove si è registrato il maggior numero di infezioni è l'Iran. Il Mossad avrebbe in sostanza sviluppato il worm come un'arma sporca capace di sabotare il programma nucleare del paese. L'agenzia di stampa ufficiale (controllata dallo stato) conferma l'individuazione di 30mila indirizzi IP infetti, ma in accordo con i responsabili della centrale nucleare di Bushehr (l'obiettivo finale di Stuxnet?) tende a sottostimare l'impatto dell'attacco e rassicura: non c'è stato nessun danno rilevante e i sistemi che gestiscono il reattore sono al sicuro.

Alfonso Maruccia ,
da: http://punto-informatico.it/2998692/PI/News/stuxnet-worm-all-assalto-del-nucleare-iraniano.aspx

lunedì 27 settembre 2010

Ahmadinejad all'ONU: la maggior parte del mondo non crede Al Quaeda colpevole dell'11/9

venerdì 24 settembre 2010 16:26
NAZIONI UNITE (Reuters) - Il presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad ieri ha detto all'Assemblea generale delle Nazioni Unite che la maggior parte delle persone ritengono che ci fosse il governo americano dietro agli attacchi dell'11 settembre 2001, spingendo le delegazioni Usa ed europee a lasciare la sala in segno di protesta.
Rivolgendosi all'Assemblea generale, Ahmadinejad ha detto che sono principalmente funzionari governativi e vertici politici Usa a ritenere che siano stati militanti di al Qaeda a mettere in atto gli attentati suicidi contro il World Trade Center a New York, che si trova a meno di 6 chilometri da dove il presidente iraniano stava parlando.

Un'altra teoria, ha detto, è che "alcuni segmenti del governo Usa abbiano orchestrato l'attacco per rovesciare la situazione di declino dell'economia americana, e del suo controllo sul Medio Oriente, per salvare il regime sionista".

"La maggioranza degli americani come la maggior parte dei Paesi e dei politici nel mondo concordano con questo punto di vista", ha detto Ahmadinejad, chiedendo alle Nazioni Unite di istituire "un gruppo d'indagine indipendente" per far luce sugli eventi dell'11 Settembre.

Come negli anni passati, la delegazione statunitense è uscita durante il discorso di Ahmadinejad. Hanno lasciato la sala anche i delegati dei 27 membri Ue e di diversi altri Paesi.

fonte: http://it.reuters.com/article/topNews/idITMIE68N0CJ20100924

domenica 26 settembre 2010

GIGANTESCA ERUZIONE SOLARE NEL 2013?

Una massiccia eruzione solare “potrebbe paralizzare la Terra nel 2013

Articolo apparso sul quotidiano inglese Daily Mail il 21.9.2010
traduzione a cura di 13lune.it

nota bene:A fine comunicato, si notino le parole del Segretario alla Difesa USA che lasciano intravedere la tendenza a trasformare l'evento astronomico in una questione (o affare?) di sicurezza nazionale, seminando il solito panico/paura nel collettivo.

"In una conferenza tenuta ieri, il portavoce della NASA ha dichiarato che “una gigantesca eruzione solare potrebbe causare il caos globale nel 2013, generando blackout e interrompendo le comunicazioni satellitari”.

La NASA ha diramato l’avviso che il picco del ciclo di attività magnetica del Sole e il numero di macchie solari nel 2013 potrebbero generare altissimi livelli di radiazioni.

La tempesta solare che ne risulterebbe potrebbe provocare una tempesta geomagnetica sulla Terra, mettendo fuori uso tutte le reti energetiche planetarie per ore, giorni, o addirittura mesi – mo dificando radicalmente la nostra vita quotidiana.

Liam Fox, Segretario alla Difesa USA, ha letto il comunicato ufficiale in una conferenza stampa internazionale, mettendo l’accento sulla vulnerabilità delle reti energetiche globali e sull’attuale forte dipendenza della società moderna dalla tecnologia, il che la rende vulnerabile a questo tipo di eventi.

Il Sole segue un ciclo di attività della durata di circa 11 anni, in cui si alternano periodi di calma e picchi di intensità. Attualmente sta terminando un lungo periodo di inattività, e gli studiosi si aspettano un forte incremento nel numero di eruzioni solari e nei livelli di energia magnetica che si sprigionerà.
Gli anelli di fuoco, che hanno energia pari a 100 bombe all’idrogeno, potrebbero causare un danno economico pari a 20 volte quello dell’urag ano Katrina.

Lo scorso Giugno, gli esperti si sono riuniti a Washington per discutere come proteggere la Terra dalle potenti eruzioni, che sono attese per l’anno 2013.
La NASA sta usando centinaia di satelliti – tra cui lo SDO, Solar Dynamics Observatory – per studiare la reale portata della minaccia.

Il problema è stato studiato a fondo due anni fa dalla National Academy of Sciences, che ha pubblicato un documento in cui si delinea l’impatto economico e sociale di eventi meteorologici di estrema potenza.

Nel testo si mette in risalto l’attuale dipendenza della vita quotidiana dell’umanità del 21° secolo dai sistemi ad alta tecnologia, anche nelle faccende più essenziali.

L’intensa attività solare potrebbe mettere fuori uso tutte le reti energetiche, i sistemi di navigazione satellitare GPS, la navigazione aerea, i servizi finanziari e le comunicazioni radio – anche quelle di emergenza.

Tuttavia, i danni potrebbero essere limitati se fosse possibile sapere in anticipo quando arriverà la tempesta. I satelliti potrebbero essere attivati in modalità sicura (safe mode), e trasformatori ‘intelligenti’ in grado di disconnetterli potrebbero proteggerli da sovraccarichi elettrici potenzialmente dannosi.

Gli scienziati temono che un effetto simile potrebbe essere prodotto anche da una potenza ostile che facesse esplodere un ordigno atomico nello spazio, producendo una massiccia esplosione di energia elettromagnetica nota come ‘pulsazione elettromagnetica a grandi altitudini’.

Citando Iran e Corea del Nord, Fox ha dichiarat o che i Paesi che si stanno dotando di energia nucleare potrebbero usarla in modo diverso dal tradizionale metodo di ‘attacco nucleare’, come quello usato su Hiroshima e Nagasaki durante la II Guerra Mondiale.

Potrebbe trattarsi di una detonazione nucleare nella parte superiore dell’atmosfera, che produrrebbe una pulsazione elettromagnetica tale da mettere fuori uso sistemi elettronici di importanza vitale.

Ha aggiunto che anche i terroristi potrebbero cercare di usare metodi simili e ha esortato il pubblico a prendere coscienza di questa minaccia.

“Credo che dovremmo considerare questo argomento con grande attenzione, anche perché viviamo in un’era in cui alcuni sembrano credere che abbiamo la possibilità di scegliere se entrare o meno in determinati conflitti, e perché viviamo in una guerra in cui vi è una pro liferazione sempre crescente...”

“I rischi posti da uno scenario del genere sono molteplici, ed è mia opinione che dovremmo farlo capire chiaramente al pubblico”, ha aggiunto il Segretario alla Difesa.

Egli ha poi affermato che la minaccia di un attacco del genere è “bassa”, ma che il governo USA sta lavorando insieme alle compagnie di telecomunicazione, trasporti ed energia, per potenziare la successiva ripresa.

“La dipendenza, ad esempio dalla tecnologia, rende vulnerabili, e la vulnerabilità può invitare all’attacco. La nostra forte dipendenza dalla tecnologia non sarà passata inosservata tra coloro che vogliono farci del male”.

“Dobbiamo assicurarci che quelle stesse innovazioni tecnologiche che ci forniscono un vantaggio non di ventino il nostro tallone d’Achille”.

DALL'ANSA:ANSA) - ROMA, 23 SET - Il Sole e' in tumulto: dopo essersi risvegliato all'inizio di agosto le eruzioni si susseguono sempre piu' violente. Adesso riguardano l'intera superficie. A fornire le immagini, decisamente spettacolari, e' l'osservatorio solare della Nasa, Soho. L'eruzione appena avvenuta e' molto simile a quella dell'inizio di agosto, che indirizzo' verso la Terra uno sciame di particelle (vento solare) provocando aurore coloratissime attorno al Polo Nord.

venerdì 24 settembre 2010

NEL LAGO ATHABASCA, CANADA, CI SONO PESCI DEFORMI

Perché sono deformi, cosa succede ai pesci del fiume e del lago Athabasca, in Canada? Le foto – impressionanti – sono sul web, mentre i cadaveri sono stati mostrati da scienziati, pescatori ed ambientalisti nel corso di una conferenza stampa nei giorni scorsi all’Università dell’Alberta.


Qualche settimana fa, uno studio della stessa Università dell’Alberta ha confermato la presenza nel fiume e nel lago di sostanze tossiche come mercurio e arsenico, legate allo sfruttamento delle famose sabbie bituminose, che avviene a monte. Il Governo dell’Alberta negava che questo sfruttamento avesse un impatto ambientale.

L’importanza dei giacimenti non convenzionali di idrocarburi aumenta man mano che il petrolio diventa meno abbondante. Gli esperti prevedono un luminoso avvenire per sabbie bituminose e simili. E i pesci?
Ovunque è possibile imbattersi in animali deformi. Estremamente raro, ma capita. Il punto è che ultimamente nell’Athabasca capita spesso. Questo è solo un piccolo campionario di orrori: se seguite i link in fondo, ne trovate molti di più.

Estrarre petrolio dalle sabbie bituminose è un lavoro di miniera più che di trivellazione. Le sabbie hanno una consistenza burrosa, bisogna pompare vapore nel giacimento per separare gli idrocarburi da tutto il resto e poi sono necessari numerosi passaggi di raffinazione.


Già da anni i residenti nella zona – e soprattutto i nativi – si lamentano che acqua e pesci hanno cambiato sapore. Sì, indubbiamente: questi pesci hanno qualcosa che non va.

Per vedere molte altre immagini di pesci deformi su The Gazette clicca qui, su The Tyee clicca qui e su Athabasca Fish clicca qui.

Fonti: blogeko.it; http://www.ecplanet.com/node/1734

mercoledì 22 settembre 2010

IN SICILIA ARRIVATI I GLOBAL HAWKS USA (AEREI SPIA SENZA PILOTA)

In Sicilia i super-droni spia: diventerà il centro per il controllo del Medio Oriente

di Maurizio Molinari, Corrispondente da New York,
de La Stampa

20/9/2010 - 

Se l’accordo fra Italia e Stati Uniti sui super-droni risale a circa due anni fa, a dare l’annuncio dell’arrivo dei droni a Sigonella è stato William Fraser, responsabile dell’Air Combat Command del Pentagono, spiegando che i tempi coincidono con un analogo dispiegamento nell’isola di Guam, territorio americano nell’Oceano Pacifico, e il primario intento è adoperarli per «sostenere le operazioni delle truppe in Iraq e Afghanistan».

I Global Hawk RQ-4 non sono armati - a differenza dei Predator - e sono considerati i più avanzati aerei spia nell’arsenale del Pentagono dalla realizzazione dell’U2 negli Anni Cinquanta per sorvegliare l’allora Unione Sovietica. Ogni esemplare ha un costo stimato di circa 183 milioni di dollari e i sensori che possiedono sono in grado di identificare qualsiasi obiettivo in movimento - in cielo, terra e mare - in un raggio di 100 km trasmettendo a terra immagini molto nitide di qualsiasi tipo di superficie a prescindere dall’ora del giorno e dalle condizioni atmosferiche. Un’autonomia di 42 ore, un raggio di 25.928 km e strumenti avveniristici - la cui origine è fra i segreti più gelosamente custoditi dal Darpa, il laboratorio di ricerca del Pentagono - consentono a ogni Global Hawk di perlustrare almeno 100 mila kmq ogni 24 ore con la possibilità per i militari che li guidano da terra di analizzare i dati raccolti in tempo reale, potendo decidere se continuare o modificare il piano di volo originale.

Finora la principale base dei super-droni è stata quella di Edwards, in California, da dove raggiungono l’Afghanistan passando per il Canada e attraversando il Pacifico per dirigersi verso l’Oceano Indiano, ma disponendo di Guam e Sigonella le operazioni si facilitano di molto, consentendo di accorciare i tempi di volo, facilitando l’opera di manutenzione e soprattutto aumentando l’area di osservazione, che può adesso estendersi a gran parte del pianeta.

L’operazione appena iniziata a Sigonella è pianificata per svolgersi in più fasi. I primi arrivi di Global Hawk danno inizio ad una fase di test al termine della quale arriverà il resto dello squadrone destinato, in un secondo momento, ad essere seguito da velivoli dotati non solo di capacità di osservazione elettronica ma anche del Battlefield Airborne Communications Node ovvero di strumentazioni in grado di far comunicare fra loro le truppe durante le operazioni belliche. La fase dei test, che si svilupperà nelle prossime settimane, servirà per perfezionare i collegamenti fra i droni e le due stazioni a terra create nella base: la Mce e la Lre, che si suddividono le responsabilità di comando e controllo, pianificazione della missione, funzionamento dei sensori e comunicazioni.

I Global Hawk sono stati costruiti dall’azienda Northop Grumman, il cui vicepresidente George Guerra assicura che «la nostra intenzione è far volare regolarmente i droni da Sigonella e Guam a partire dalla fine di quest’anno» consentendo così al Pentagono di «poter operare in qualsiasi angolo del pianeta», ovvero non solamente per sostenere le truppe impegnate nei conflitti in corso ma anche per osservare gli scenari più differenti: dai movimenti delle sospette cellule di Al Qaeda in Yemen alle attività del pirati nelle acque del Corno d’Africa, dai traffici illegali che attraversano il Sahel fino al movimento di navi sospettate di trasportare materiali proibiti da o verso Iran e Corea del Nord. Fra le qualità dei velivoli senza pilota di base a Sigonella vi è infatti anche la capacità di sorvegliare il traffico marittimo, consentendo di rafforzare la sicurezza del Mediterraneo.

Per avere un’idea dell’ampia gamma di operazioni che potranno essere svolte, basti pensare che negli ultimi 24 mesi il Pentagono è ricorso ai Global Hawk anche per monitorare i danni causati dal terremoto sull’isola di Haiti e per sostenere la lotta al traffico di droga in America Latina. Ciò significa che nella sala operazioni costruita a Sigonella confluiranno informazioni, suoni e immagini relativi a quanto avviene sui maggiori scenari di crisi e questo comporta per il Pentagono un consolidamento del rapporto di alleanza strategica con il nostro Paese. «Aver scelto Sigonella per i Global Hawks indica la determinazione degli Stati Uniti a mantenere una presenza visibile non solo nel Mediterraneo Orientale ma molto più in là», spiega Dov Zakheim, ex vicecapo del Pentagono. Da qui la sorpresa, che trapela da ambienti militari a Washington, per il basso profilo finora dimostrato dalle autorità italiane che non hanno dato risalto all’arrivo dei droni.


I primi droni Global Hawk sono atterrati pochi giorni fa nella base americana di Sigonella dando inizio ad un dispiegamento destinato a fare della Sicilia una postazione avanzata per la sorveglianza elettronica di un’area geografica molto vasta, da Gibilterra all’Afghanistan, coprendo l’intero continente africano fino all’Oceano Indiano.

lunedì 20 settembre 2010

ZAPATERO E LA GUERRA A CENERENTOLA ...

La Spagna di Zapatero vuole
riscrivere le favole per bambini

La letteratura per l’infanzia considerata "sessista"
da un Governo fuori dalla realtà

Scritto da Giovanni Martino , 17/05/10
fonte: http://www.europaoggi.it/content/view/2175/31/
L’ineffabile Zapatero è l’uomo che ha ereditato (strumentalizzando un attentato terroristico) una Spagna in vorticosa crescita economica, e la sta portando alla rovina: dopo la Grecia, il Paese iberico rischia di essere il prossimo a finire sull’orlo del baratro.

Eppure, il sosia di Mr. Bean è troppo impegnato nella sua rivoluzione relativista per preoccuparsi dei problemi veri del suo Paese. Dopo il matrimonio omosessuale, l’abolizione dei termini “madre” e “padre” dal codice civile, la liberalizzazione della fecondazione artificiale, l’estensione dei “diritti umani” alle “grandi scimmie”, è la volta della... guerra alle favole.

No, non è uno scherzo.

Il Ministero dell’Uguaglianza (sembra istituito dal Grande Fratello di Orwell) ha pubblicato e diffuso tra i docenti l’opuscolo Educando nell’Uguaglianza, che mette sul banco degli imputati le fanciulle in attesa del Principe Azzurro: Biancaneve, Cenerentola, La Bella addormentata nel bosco.

“Fiabe come quelle di Charles Perrault sono di solito piene di stereotipi. E quasi tutte collocano le donne e le bambine in una situazione passiva, in cui il protagonista, generalmente maschile, deve realizzare diverse imprese per salvarle”, spiega Laura Seara, direttrice dell’ente ministeriale Istituto della Donna.

Ma nel mirino c’è anche Cappuccetto Rosso: la sua salvezza dipende da un cacciatore le cui armi hanno una “simbologia più che evidente”.

L’iniziativa ha ovviamente suscitato reazioni stupite, anche nella stessa sinistra.

Parole di buon senso sono ad esempio venute, secondo quanto riportato da La Stampa, da Elena Rodríguez, responsabile del dipartimento dell’Uguaglianza del sindacato filo-comunista Comisiones Obreras: “Benché il contenuto sessista di molte favole classiche sia ovvio (lasciamole dire qualcosa "di sinistra"... ndr), vietarle non è la soluzione più indovinata. Non possiamo cancellare il passato. Quelle fiabe formano parte della nostra vita e devono continuare ad esistere. Soltanto che bisogna spiegare all’infanzia che la realtà non è più così”.

Più secco il professor Antonio Faeti, decano della letteratura per l’infanzia, in un’intervista resa a La Stampa dello scorso 11 aprile: "Gli 'addolcitori' delle favole vogliono soltanto il rincretinimento, così il popolo sarà più simile a loro".

Lo stesso professor Faeti spiega che la smania di una censura “politicamente corretta” non è una novità: “Questo è un elemento ricorrente come le calamità, come la peste, come le cavallette: già alla fine della Seconda guerra mondiale un celebre pedagogista francese, Brauner, propose di bandire le fiabe per intrinseci motivi di sadismo. Su certi aspetti feroci e lividi della letteratura dell’infanzia sono intervenuti poi dei pedagogisti italiani, e anche in Germania, da parte di critici progressisti, si sono fatte connessioni fra il forno di Hansel e Gretel e i forni crematori... Una peraltro bravissima scrittrice tedesca arrivò a realizzare una versione sessantottina di Pinocchio, di un’idiozia totale, ripulendolo della perfidia di cui è intriso il romanzo di Collodi”.

Eppure noi non ci diamo pace di come queste trovate estemporanee riescano periodicamente a ottenere un sia pur minimo consenso. E vogliamo aggiungere qualche motivazione ulteriore in difesa delle favole.

Tralasciamo di rilevare che l’interpretazione delle favole data dai progressisti spagnoli è banale, schematica, unidirezionale.

Davvero è “passiva e inerme” una fanciulla come Biancaneve, che affronta da sola di notte un bosco terrificante, che riesce a mettere in riga con dolcezza un gruppo di nani rozzi e bisbetici?

Davvero – nel rapporto uomo-donna – il soggetto succube è il principe azzurro, costretto a imprese sovrumane per salvare una bella fanciulla?

Il significato delle favole
Ma, prima ancora di perdersi in interpretazioni forzate, bisognerebbe ricordare che le favole non propongono modelli politici (la monarchia?), economici o culturali definiti da tradurre nella realtà.

Le favole parlano attraverso simboli.

(...) Le favole insegnano ai bambini ad affrontare le proprie emozioni. Compresi il pathos, la paura, che vengono conosciuti e al tempo stesso controllati, perché confinati in un mondo altro.

Le favole spiegano che esistono il Bene e il Male (proprio ciò che dà fastidio ai relativisti...).

Insegnano anche che il Bene, alla fine, vince. La realtà, ovviamente, non rispecchia questo schema in maniera semplicistica (anche perché non sempre riusciamo a comprendere qual è il vero bene); ma è proprio la tensione al bene che rende più umano il mondo in cui viviamo.

Le favole parlano di amore e di collaborazione tra uomo e donna: anche questo, forse, dà fastidio a chi ha una visione competitiva della vita relazionale.

Un esempio di favola "moderna"

Per comprendere davvero l’ideologia ottusa che guida i censori delle favole, basta però guardare al modello di favola “moderna” da essi stessi proposto nel citato opuscolo ministeriale. Si intitola La principessa differente (si badi bene: non si insegna il rispetto per la differenza, ma si suggerisce la “differenza” come modello).

La fiaba esordisce così: “Non molto tempo fa c’era una principessa che si chiamava Alba Aurora, delicata ed amabile, ma anche molto agile e sportiva e a cui piaceva, tutti i sabati, scalare montagne o fare camping in spiaggia”. (Che fantasia!)

Non manca il principe azzurro: un giorno bussa alla finestra di Alba Aurora, offrendosi di “salvarla da un mago malvagio, da un drago scontroso o da un orco enorme”. La principessa risponde sprezzante: “Non conosco nessun mago, orco o drago. Ma se così fosse, avrei trovato da sola il modo di liberarmene”. (Il modello umano proposto è il rifiuto della collaborazione, sacrificato sull’altare dell’ “indipendenza”. Che tristezza...)

Ma la neo-favola non si è conclusa. Il principe, affranto, se ne sta per andare, quando Alba Aurora gli propone di visitare la Muraglia Cinese in moto. (Questa sì che è una proposta... alternativa! Ma non era più "ecologista" il cavallo?)

Il principe accetta e Alba Aurora, ovviamente, prende l’iniziativa (adesso è il maschio ad essere “passivo”?): lo abbraccia e lo fa ballare. Poi montano sulla motocicletta “e diventano buoni amici...”.

Solo amici, per carità… (amore e matrimonio sono parole sessiste)".

Si veda anche: http://www.effedieffe.com/index.php?option=com_content&view=article&id=27270:zapatero-contro-biancaneve&catid=83:free&Itemid=100021

domenica 19 settembre 2010

ATTRAVERSO IL CANADA CON L'AUTO ELETTRICA!

14.09.2010
Un vecchio maggiolino VW del  1972 sarà la prima macchina elettrica che attraverserà il Canada da un estremo all'altro, quando arriverà a Halifax.

L'auto è stata acquistata su un sito qualificato e poi trasformata da un gruppo di studenti di ingegneria della Università della British Columbia (UBC), che ora sono in viaggio "nazionale" con la loro creazione.

Ricky Gu, uno degli studenti nonchè autista della rispolverata "vamp" maggiolino era a Toronto martedi  (14.9). Ricky e Colin Mastin, un tecnico elettricista, hanno lasciato Vancouver il 21 agosto. La coppia ha in programma di finire venerdi il tour verso la costa atlantica, lungo 6400 km. Un viaggio di 14 giorni

“Fino ad ora è stato fantastico. Quest'auto è stata un fenomeno, persino oltre le nostre aspettative,” ha detto Gu, 21 anni.

Il maggiolino ha raggiunto la velocità di 140 km/h. Può viaggiare  per 300 km a 100 km/h con una sola carica prima che la batteria al litio abbia bisogno di ricarica.
Monte Gisborne, 47 anni, un membro della Electric Vehicle Society of Canada, di Toronto, ha incontrato
Gu durante la sua sosta a Toronto. Non ha avuto che apprezzamenti per il progetto.

“Non è una passeggiata facile, ma è divertente ed è una esperienza estremamente educativa. Impariamo a come muoverci con un auto su questo pianeta senza creare emissioni,” ha detto Gisborne, che costruì la sua prima macchina elettrica a 34 anni.

Gli studenti sperano di partecipare alla gara con i maggiolini, la 2011 Zero Race: una gara intorno al mondo sponsorizzata dalle Nazioni Unite, Programam Ambiente, che cercherà di provare come le macchine elettriche siano un mezzo di trasporto ambientalmente responsabile e fattibile.

Fonte: http://www.torontosun.com/money/2010/08/31/15200116.html

venerdì 17 settembre 2010

LEGGE VIVISEZIONE E IVA ZANICCHI: NON SAPEVA COSA VOTAVA...

VERGOGNOSAMENTE INCOMMENTABILE!

"Zanicchi: ho detto sì alla vivisezione perché non sapevo quello che votavo"

pubblicato il 16 settembre 2010 alle 14:59

La parlamentare europea ha votato un provvedimento che non gradisce affatto. “Non posso mica seguire i lavori di tutte le commissioni”, si giustifica. E dà la colpa ai collaboratori.

Animalista convinta ma favorevole alla direttiva UE sulla vivisezione che inserisce anche cani e gatti randagi sugli animali da sottoporre ad esperimenti. Un’intervista di Patrizia Pertuso alla parlamentare Europea Iva Zanicchi per l’edizione romana del quotidiano free-press Metro svela che la cantante non sapeva nemmeno cosa stava votando.

Iva Zanicchi, parlamentare europeo per il Partito Popolare, ha votato a favore della direttiva UE sulla vivisezione.

D: “Ma lei non era un’amante di cani e gatti??”
R: “Assolutamente sì!!”

D: “Però ha votato a favore della direttiva UE sulla vivisezione…”
R: “Era necessario migliorare la legge esistente dell’89″

D: “Inserendo nella lista degli animali da vivisezionare anche cani e gatti randagi?”
R: “No, questo no…”

D: “Questo prevede la legge che ha votato.”
R: “Comunque, adesso passa tutto in mano al Governo…”

D: “un po’ comodo, non le sembra?”
R: “Avrei dovuto essere più forte ed astenermi…. Mi sono fidata dei miei assistenti…. Non posso mica seguire i lavori di tutte le commissioni!”

D: “Mi sta dicendo che non sa cosa ha votato?”
R: “Beh… adesso comunque voglio rimediare: spingerò per sperimentare in vitro, tanto i risultati sono gli stessi….”

Patrizia Pertuso – Metro (quotidiano free-press) edizione romana – 15.09.10

Uno sguardo confortante al legame spirituale tra animali ed esseri umani

martedì 14 settembre 2010

JANE BURGERMEISTER DI NUOVO LIBERA E IL NUOVO ORDINE DI ARRESTO EUROPEO

"Oggi ho ricevuto una lettera da Hannes Winge Giudice di Corte di Vienna - Döbling - che mi informava di aver fermato la procedura di tutela giudiziaria avviata dal giudice Michaela Lauer di Hietzing Corte il 29 giugno 2010".


Questo è quanto apprendiamo dall'ultimo articolo del blog di Jane Burgermeister, nel quale la giornalista ringrazia tutti quelli che l'hanno sostenuta parlandone e quindi, portando all'attenzione del mondo intero la sua storia. E' anche grazie all'incredibile supporto ricevuto da tutto il mondo, afferma Jane, che adesso è di nuovo libera.

Ma come nella Germania Nazista una magistratura corrotta al servizio di un infame potere ha portato avanti dei processi farsa contro degli innocenti cittadini per creare il falso mito del nemico interno, così - afferma Jane Burgermeister - sembra voler fare il nuovo ordinamento politico-giudiziario europeo.

Qui di seguito un piccolo estratto delle cose più interessanti che si possono leggere nel suo articolo.
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Il giudice Winge ha esaminato le ragioni addotte per giustificare una tutela giudiziaria [cioè la perdita dei diritti civili in quanto ritenuta mentalmente incapace di gestirsi da sola ed affidata ad un tutore, come se si trattasse di un bambino minorenne o di un minorato mentale - N.d.T.] ed ha trovato che esse non fossero assolutamente credibili, sebbene egli sembrasse essere sottoposto ad una grande pressione esterna affinché mi imponesse tale tutela.

Un grande ringraziamento a lui per avere svolto il suo lavoro, per essere stato pronto a guardare ai fatti ed alle prove ed avere applicato la legge con onestà.

(...) Avere un tutore significa che egli prende tutte le decisioni per conto tuo – gestisce i tuoi soldi, le tue proprietà e se vuole ti consegna ad un istituto psichiatrico – e da lì non puoi più uscire perché è il tutore che prende tutte le decisioni al posto tuo.

ppena due settimane fa ho visto le cicatrici sul braccio di Harald Matschiner, un attivista austriaco, dopo che era stato costretto a prendere psicofarmaci durante una detenzione forzata di una settimana in un istituto psichiatrico, nel corso di quella che sembra essere una nuova inquietante tattica di persecuzione politica in Austria.

(...) Molto più preoccupante è il fatto che un piccolo spezzone corrotto del sistema giudiziario in qualsiasi paese, come l'Austria ad esempio, può essere adesso utilizzato che arrestare persone in tutta Europa a seguito dell'introduzione del nuovo Ordine di Arresto Europeo, di processi portati avanti anche in assenza dell'imputato e dell'Ordine Investigativo Europeo (European Invesigation Order).

(...) E' stato solo grazie ad un colpo di fortuna che io ho potuto vedere la nota del giudice Lauer nel quale lei forniva le sue ragioni per mettermi sotto tutela giudiziaria. Per questo sono riuscita a fotocopiare la nota e quindi produrre tutti i documenti che mostravano come ogni sua affermazione fosse falsa (...)
Ma come potrebbe qualcun altro farcela a sfuggire a delle false accuse provenienti da un altro paese, magari senza nemmeno sapere quale sia l'accusa precisa e senza avere la possibilità di mettere insieme le prove della falsità delle accuse, senza la possibilità di accedere ai documenti della propria nazione. E tutto questo in un linguaggio straniero".

Traduzione di Corrado Penna, da:
http://scienzamarcia.blogspot.com/2010/09/jane-burgermeister-e-di-nuovo-libera.html

domenica 12 settembre 2010

HITLER: IL SUO DNA DICE ERA EBREO E NORDAFRICANO...

La prova da un cromosoma del Dna


L'analisi del Dna di Adolf Hitler, ottenuto da campioni di saliva di 39 parenti del Fuehrer, dimostra che il dittatore nazista aveva origini ebraiche e nordafricane. E' stato infatti rintracciato un cromosoma, Aplogruppo Eib1b1, raro tra gli occidentali, ma comune tra i berberi in Marocco, Algeria e Tunisia, e tra gli ebrei ashkenaziti e serfarditi. La ricerca è stata effettuata da un giornalista e uno storico belgi, Jean-Paul Mulders e Marc Vermeeren.

L' Aplogruppo Eib1b1 è legato al 10-20% del cromosoma Y degli ashkenaziti e tra l',8,6 e il 30% dei sefarditi. Già in passato era emerso che il padre di Hitler, Alois, fosse il figlio illegittimo di una cameriera di nome maria Schickelgruber e di un 19enne ebreo, noto come Frankenberger, ma in questo caso le prove non si basano su voci, bensì su rigorosi studi scientifici.

Secondo il Daily Telegraph che riporta la notizia, tutti gli esami sono stati eseguiti in laboratorio in condizioni particolarmente severe in modo da non poter inficiare in alcun modo i risultati, qualunque fossero stati. Uno specialista di genetica dell'Università Cattolica di Lovanio, Ronny Decorte, ha definito "sorprendente" lo studio realizzato da Mulders e Vermeeren "affascinante soprattutto se lo si confronta con la concezione del mondo dei nazisti, nel quale razza e sangue sono elementi fondamentali per stabilire l'appartenza alla razza ariana".

Mulders ha sintetizzato il risultato delle analisi in modo lapidario:"Si può dire chiaramente che Hitler era legato alle stesse persone che tanto disprezzava".

fonte: http://www.tgcom.mediaset.it/mondo/articoli/articolo489335.shtml

MANIPOLAZIONE SUI DIRITTI UMANITARI

Note di un lettore:
"Tutto il mondo parla di Sakineh e della barbarie dell’Iran che vuole giustiziare una donna accusata di avere organizzato l’uccisione del marito.

Ma un fatto assolutamente identico sta avvenendo negli Stati Uniti e nessuno dice nulla: in Virginia, il 23 settembre, avverà l’esecuzione di Teresa Lewis (foto), una donna accusata di avere organizzato l’omicidio del marito e del figliastro per incassare una polizza assicurativa di 250.000 dollari.

Il fatto è vero, la Lewis avrebbe acconsentito, o organizzato, a che due sicari uccidessero le due persone, i sicari sono stati condannati all’ergastolo e lei, in quanto organizzatrice, a morte. Però la Lewis, una sottoproletaria, che ha avuto come difesa un avvocato d’ufficio, ha un quoziente intellettivo di 70, ossia è ai limiti fra una persona normale e una ritardata mentale.

Uno dei sicari, che si è suicidato in carcere, ha lasciato uno scritto in cui dice di avere programmato il crimine convincendo la donna sfruttando la sua debolezza mentale, per prendersi i soldi e diventare spacciatore di droga in California, ma questo scritto non è stato ammesso in tribunale.

(...) una stridente contraddizione nel fatto che tutte le persone umanitarie e femministe che ci hanno dato tante lezioni nel caso Sakineh non dicano nulla per Teresa Lewis.
Questo è uno dei siti in cui si può leggere della vicenda:
Teresa Lewis, Mentally Disabled Woman, To Be Executed In Virginia This Month
http://www.huffingtonpost.com/2010/09/07/teresa-lewis-execution-mentally-disabled-virginia_n_708103.html

Per ulteriori note e immagini molto toccanti e forti su altri casi di assenza di comunicazione umanitaria si veda al seguente link la risposta di Maurizio Blondet, alle note di cui sopra:
http://www.effedieffe.com/index.php?option=com_content&view=article&id=26396:campagna-per-sakineh-un-contributo&catid=83:free&Itemid=100021

giovedì 9 settembre 2010

L'ITALIA VERSO ALTRA PERDITA DI SOVRANITA'...

Lo scorso aprile segnalammo, in perfetta solitudine, i piani elaborati da Mario Monti , per conto dell’Unione europea, per spingere l’Europa sulla rotta dirigista. Poi scoppiò la crisi della Grecia e, sull’onda, i Ventisette annunciarono l’intenzione di inasprire i criteri di Maastricht. Poi, come al solito scese il silenzio, ma mentre i cittadini andavano in vacanza, l’Europa dell’establisment ha continuato a lavorare, nell’ombra. E ha deciso tutto, senza dibattito pubblico.

E’ quel che si evince dall’ intervista rilasciata sabato da Tremonti a Repubblica. Come capita sovente, quell’intervista ha fatto rumore per i suoi riflessi di politica interna, ma non per i suoi contenuti, che invece sono esplosivi, come spiego in questo articolo (vedi più sotto).
Leggetelo, scoprirete che l’Italia si avvia a perdere un’ulteriore fetta di sovranità, in quanto le politiche finanziarie e, attenzione, anche quelle per lo sviluppo, saranno decise non più a Roma, ma a Bruxelles.

Ogni anno da gennaio ad aprile si svolgerà una sessione di bilancio europea. Ogni Stato presenterà i suoi progetti, destinati a essere discussi collettivamente da tutti gli altri Stati e coordinati dalla Commissione europea.

Tremonti sostiene che ci sarà una pianificazione decennale (che ricorda sinistramente quella quinquiennale che ha affossato l’economia sovietica) e che dovrà essere coerente con la struttura del blocco europeo e prevalente rispetto alle visioni nazionali.

Che Bruxelles debba tenere d’occhio i nostri conti è comprensibile, d’altronde lo fa già. Ma perchè deve decidere la nostra politica industriale? Per quale ragione portoghesi, olandesi, polacchi e persino rumeni devono valutare la nostra competitività? In America la California non si sogna nemmeno di vagliare eventuali incentivi normativi e fiscali della Florida o del Wisconsin. Che senso ha imporre un orientamento comune a Stati che hanno vocazioni e identità industriali diverse?

Tremonti, che sembra aver rinnegato le idee del suo recente passato, esulta. Sostiene che è in corso «una fondamentale devoluzione di potere insieme “dal basso verso l’alto“ e “dal diviso all’unito“».

Dal basso? E chi l’ha deciso? Certo non il parlamento e l’opinione pubblica è stata volutamente tenuta all’oscuro.

La mia impressione è che l’establishment europeo abbia adottato la dottrina Monti e, secondo i tenebrosi meccanismi che regolano il vertice euroepo, stia tentando di imporre una rivoluzione eurocentrica, nominalmente liberale, in realtà dirigista e lobbistica. Una rivoluzione non con il popolo, ma, ancora una volta, sopra il popolo.
O sbaglio?

Fonte: http://blog.ilgiornale.it
Link: http://blog.ilgiornale.it/foa/2010/09/07/nasce-nelloscurita-la-nuova-europa-dirigista-e-priva-litalia-di-unaltra-fetta-di-sovranita/

7.09.2010

mercoledì 8 settembre 2010

UN METEORITE SI E' ABBATTUTO SULLA COLOMBIA

Le autorità colombiane hanno confermato che la "palla di fuoco gigante" , caduta dal cielo nel distretto di Santander, Colombia centrale, era un meteorite.

I media colombiani hanno trasmesso testimonianze oculari sulla palla di fuoco, che ha provocato una grande esplosione alle 15.15 (del 6 settembre 2010) dell'ora locale.

Andina.com ha riportato che il sindaco di Bucaramanga, Fernando Vargas, ha confermato che il fenomeno era un meteorite che ha lasciato un cratere di 100 meters di diametro quando si è schiantato sulla Terra nelal municipalità di Santander, a San Joaquin.

Gli elicotteri della aviazione colombiana sono stati fatti volare sull'area per cercare di localizzare la fonte della esplosione.

Il direttore della università dell'Osservatorio Astronomico di Nariño, Alberto Quijano, domenica ha detto alla Radio RCN di credere che l'oggetto sia stato un meteorite.

Nelle aree rurali di Santander, la polizia ha ricevuto racconti sul fatto che l'esplosione ha divelto i vetri nel'area.

Fonte:
http://colombiareports.com/colombia-news/news/11683-giant-fire-ball-falls-from-the-sky-in-central-colombia.html
traduzione Cristina Bassi