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giovedì 28 ottobre 2010

CLIMA, SPECULAZIONE E LA CRISI DEI CEREALI...

La decisione della Russia di vietare le esportazioni di grano in seguito agli incendi diffusi nel paese ha spinto alle stelle i prezzi alimentari con un incremento del 19% in appena una settimana, al crescere dei timori sul fatto che la volatilità globale nei prodotti alimentari e nelle materie prime possa portare a una bomba inflazionistica mondiale accompagnata da diffuse sommosse alimentari.
Lenin una volta definì il grano la "valuta delle valute", sottolineando la sua importanza per il modo in cui influenza tutto, dagli alimenti di base come il pane ai mangimi animali.

Il 5 agosto 2010 il primo ministro russo Vladimir Putin ha firmato un decreto che vieta l'esportazione di grano, orzo, segale, mais e farina fino alla fine dell'anno, contribuendo a un enorme aumento del 92% dei prezzi mondiali del frumento da giugno.

Le persistenti condizioni di siccità in tutta la Federazione Russa stanno minacciando anche le semine invernali, «con implicazioni potenzialmente gravi per l'approvvigionamento mondiale di frumento nel 2011/12», secondo la FAO.

La carenza di cibo a causa di condizioni meteorologiche mostruose in altre aree del mondo sta contribuendo anch'essa alla spirale dei prezzi.

- La siccità in Ucraina e Kazakistan, due dei grandi granai del mondo si aggiunge nell'impatto sui prezzi.
- Le inondazioni in Canada hanno ulteriormente ridotto l'offerta di grano e spinto i costi verso l'alto.
- Le gelate fuori stagione in Florida hanno colpito i raccolti destinati al succo d'arancia.
- Devastanti inondazioni in Pakistan hanno spazzato via il bestiame e le aziende agricole, con migliaia di chilometri quadrati di terreno agricolo distrutti, con effetti di rialzo sui prezzi dei prodotti alimentari di base.
- L'eccessiva pioggia in Brasile e Colombia ha gonfiato i prezzi del caffè.
- L'aumento dei prezzi delle materie prime per il grano ha portato a un'impennata generale dei prezzi della carne a livello globale.

Secondo l'«Independent» di Londra, la crisi rischia di scatenare una "bomba inflazionistica", infliggendo devastazioni fiscali alle fragili economie dell'Occidente, mentre minaccia la sopravvivenza stessa di milioni di persone nei paesi in via di sviluppo.

«Nel complesso questo indica che le nazioni occidentali saranno colpite da un'acutissima inflazione nel prossimo anno, quando il prezzo di pane, birra, benzina e molti altri articoli quotidiani saliranno più in alto ancora. Tenuto conto delle prospettive di crescita stagnante nelle economie occidentali si rischia un ritorno alla "stagflazione": crescita stagnante accoppiata con inflazione elevata», afferma il rapporto.

Gli hedge fund globali si stanno ora accaparrando i prodotti alimentari e le materie prime, con esempi quali il manager di hedge fund Anthony Ward che si presume abbia investito 650 milioni di sterline (1 miliardo di dollari, 750 milioni di euro, ndt) nel mercato del cacao con l'acquisto di 240mila tonnellate di semi, abbastanza per fare 5 miliardi barrette di cioccolato. Le speculazioni finanziarie sui prezzi alimentari hanno amplificato la volatilità dei prezzi.

L'organo globalista «Financial Times» ammette che «una nuova crisi alimentare non sembra fuori questione», a causa del divieto di esportazione di grano da parte della Russia, notando che le rivolte per il cibo nei paesi in via di sviluppo si sono verificate due anni fa in mezzo a condizioni simili.

In congiunzione con le imposte sul consumo proposte sull'anidride carbonica, i picchi delle tasse sulle vendite, le impennate dell'imposizione sui redditi, gli aumenti dei prezzi della benzina, le paralizzanti misure di austerità, e il dollaro USA in picchiata, i prezzi alimentari che schizzano alle stelle serviranno a castrare ulteriormente gli americani dal punto di vista finanziario, consentendo all'élite di raggiungere l'obiettivo di sventrare la classe media, costringendola ad adottare standard di vita più bassi e sempre più dipendenti dalle politiche più ingombranti del governo per il suo sostentamento e la sua sopravvivenza.

Fonte: http://www.prisonplanet.com/.
Traduzione per Megachip a cura di Pino Cabras, riferito da: http://www.ecplanet.com/node/1834

mercoledì 27 ottobre 2010

SHAKESPEARE ERA CATTOLICO...

Tratto da: http://www.zenit.org/article-14984?l=italian

NAPLES, Florida (USA), lunedì, 14 luglio 2008 (ZENIT.org).- William Shakespeare era cattolico? Secondo lo scrittore Joseph Pearce vi è una serie di elementi che porterebbe a rispondere affermativamente.

In questa intervista rilasciata a ZENIT, Pearce parla del suo ultimo libro, “The Quest for Shakespeare: The Bard of Avon and the Church of Rome” (ed. Ignatius Press), in cui ripropone elementi della vita delle opere di Shakespeare, che ne dimostrerebbero la fede cattolica.

Pearce: Esiste una schiera di illustri studiosi di Shakespeare che sono arrivati alla conclusione che il Poeta era cattolico. Dopo il lavoro pionieristico di Richard Simpson del XIX secolo, la convinzione che Shakespeare fosse un credente cattolico ha ricevuto conferme dal successivo lavoro investigativo accademico degli studiosi. Tra questi ultimi figurano il padre gesuita Herbert Thurston, Mutschmann e Wentersdorf, John Henry de Groot, Ian Wilson, un’altro gesuita, padre Peter Milward, Hildegard Hammerschmidt-Hummel e ovviamente la citata Clare Asquith.
 
Il motivo per cui la fede cattolica di Shakesperare è rimasta nascosta è ascrivibile ad una combinazione di fattori. Anzitutto il fatto che il cattolicesimo, ai tempi di Shakespeare, era fuori legge. Per questo motivo tutti i cattolici dovevano mantenere segreta la loro fede.


Il secondo motivo per cui la cattolicità del poeta è rimasta largamente ignota nei due secoli successivi alla sua morte è dovuto alla tendenza anticattolica del mondo intellettuale di quel periodo. In terzo luogo, gran parte degli elementi inconfutabili non sono venuti alla luce o non sono stati correttamente intesi se non fino a poco tempo fa.

Infine, l’idea che Shakespeare fosse un umanista laico o un ateista è dovuta ad un’interpretazione soggettiva da parte di critici d’arte laici che hanno voluto vedere riflessi, nelle sue opere, i loro pregiudizi personali. Queste letture erronee sono state sconfessate dall’evidenza storica che dimostra che Shakespeare era un cattolico credente.

Che la famiglia di Shakespeare fosse devotamente cattolica e praticante è ampiamente dimostrabile. La famiglia della madre era una delle famiglie cattoliche più note in Inghilterra e diverse cugine di Shakespeare erano state giustiziate per il loro coinvolgimento nei cosiddetti complotti cattolici. Il padre di Shakespeare era stato multato in quanto cattolico e così anche la sorella Susanna. Anche la scoperta di un testamento spirituale firmato dal padre di Shakespeare conferma inequivocabilmente la sua fede cattolica.

D: L’accoglienza delle sue opere presso la corte della regina Elisabetta non sono prova che egli avesse abbracciato la religione di Stato anglicana?
Pearce: Molti noti cattolici, considerati “sicuri” dalla regina, avevano accesso alla corte. Tra questi vi sono William Byrd, il compositore di corte, che era un noto cattolico, e il Conte di Southampton, benefattore di Shakespeare, che era tra i favoriti della Regina nonostante fosse cattolico. Il fatto, quindi, che le opere di Shakespeare fossero recitate per la Regina non significa che egli non potesse essere cattolico.

Da: Il SOLE24 Ore  :

Tre misteriose firme sulle pagine di un libro di pellegrini potrebbero dimostrare che William Shakespeare era in segreto un cattolico e trascorse alcuni anni in Italia. Il drammaturgo avrebbe frequentato il Venerable English College di Roma, un seminario per la formazione dei sacerdoti cattolici inglesi. Lo afferma padre Andrew Headon, vicerettore del college, che ha organizzato una mostra per documentare le origini e lo sviluppo del cattolicesimo in Inghilterra. Ne dà notizia la stampa britannica, in particolare l'Independent e il Times.
Le tre firme appartengono ai cosiddetti "anni perduti" di Shakespeare: non si sa nulla di lui tra il 1585, quando lasciò la sua città natale, Stratford, e il 1592, quando iniziò la sua carriera come drammaturgo a Londra. Secondo padre Headon, è molto probabile che in quegli anni Shakespeare visitò Roma come cattolico clandestino.

Il libro di pellegrini è conservato negli archivi del seminario per ragioni di sicurezza, ma le pagine con le tre firme "shakespeariane" sono state riprodotte per la mostra, situata nella cripta del Venerabile Collegio Inglese, che divenne un rifugio per i cattolici perseguitati durante la Riforma. L'esposizione ricrea l'atmosfera clandestina di quel periodo e documenta i viaggi segreti di molti cattolici inglesi a Roma e quelli che fecero i gesuiti da Roma all'Inghilterra «per difendere la loro fede nonostante le minacce di arresti, torture e martirio»

martedì 26 ottobre 2010

DIETRO IL MITO DEL FAMOSO SCRITTORE ROBERTO SAVIANO...

"Giovedì 7 ottobre a Roma e' andata in scena una manifestazione in solidarietà a Israele. Sì, avete letto bene, non in solidarietà ai palestinesi dei territori occupati, ai quali distruggono le case coi bulldozer e che non possono nemmeno ricevere aiuti umanitari perché l'esercito israeliano attacca con violenza inaudita persino chi si azzarda a fornire beni indispensabili agli arabi confinati nei ghetti israeliani. No, una manifestazione in solidarietà ad Israele.

Di norma non ci occuperemmo di un simile evento dato che siamo tristemente abituati alla maniera in cui il potere usa la neolingua orwelliana (in questo caso si tratta della creazione di un nuovo ossimoro: "la solidarietà agli oppressori") ed alla maniera in cui esso cerca di nascondere i propri misfatti con azioni di propaganda.

Il fatto rilevante è che fra i ferventi sostenitori di questa manifestazione troviamo:
Lucio Dalla, Massimo Ranieri (forse adesso qualcuno comprende bene com'è che si diventa famosi nel mondo della canzone), Raiz, Walter Veltroni, Piero Fassino, Furio Colombo, Francesco Rutelli, Giovanna Melandri, Rita Levi-Montalcini (figura di spicco del CICAP, nota bene), Umberto Veronesi (e meno male che é vegetariano!), Paolo Mieli, Pierluigi Battista, Giorgio Albertazzi (un elenco più preciso in fondo all'articolo)
.

Ma dulcis in fundo ecco il nome che proprio nessuno si immaginava di trovare fra i partecipanti a questa evento dal titolo altisonante Per la verità, Per Israele: Roberto Saviano.

E cosa ha detto? Che Israele è una democrazia sotto assedio (mamma mia come l'ha sparata grossa, e questo sarebbe il serio ricercatore che studia la mafia campana e poi scrive un libro-inchiesta di grande successo?), che in Israele i gay hanno libertà di manifestare le proprie tendenze sessuali e che addirittura ci sono organizzazioni israeliane che accolgono arabi gay che sfuggono al carcere o addirittura alla pena di morte nel loro stato. Non posso negare questo fatto (al momento non ho indagato, è un dettaglio ben poco rilevante), ma non è certo questo particolare positivo che può cancellare le violenze sistematiche del governo di Israele (non certo degli israeliani in quanto nazione o degli ebrei in quanto gruppo religioso) sui Palestinesi. Vedi ad esempio quanto denunciato dal seguente video Microonde e fosforo bianco: le armi che ufficialmente non esistono. ( SI VEDA NEL TESTO ORIGINALE: http://scienzamarcia.blogspot.com/2010/10/alcuni-tristi-verita-sul-famoso.html

A pochi mesi dai tremendi fatti del convoglio di aiuti umanitari fermato con la violenza delle armi dall'esercito israeliano il fatto che Saviano non abbia fatto nemmeno un cenno ai crimini dello stato d'Israele è veramente scandaloso, né si può pensare che egli non sappia o non possa informarsi sulla realtà dei fatti; semplicemente ha fatto una selezione dei fatti da presentare nel suo intervento, cassando tutte le peggiori azioni dello stato d'Israele e presentando i suoi aspetti migliori. Pura demagogia insomma.

E, diciamolo pure, il fatto che sia di origini ebraiche non vuol dire niente, altrimenti io dovrei difendere a spada tratta tutto quello che si fa in Sicilia solo perché vi sono nato, magari fino al punto di ignorare o negare il fenomeno mafioso.

Ma allora perché Saviano prima denuncia coraggiosamente la camorra e poi non ha il coraggio di difendere i diritti dei palestinesi oppressi? Solo per una sorta di pregiudizio ideologico instillatogli dal nonno? Faccio fatica a crederci e forse la verità sta altrove.

Siamo sicuri ad esempio che il suo romanzo Gomorra sia davvero una coraggiosa e veritiera inchiesta sulla camorra napoletana? Senza necessariamente arrivare all'estremo affermando che quel libro sia tutto inventato (tante cose sappiamo benissimo purtroppo che sono vere, e ce lo confermano non solo i dati raccolti dagli inquirenti, ma persino gli articoli dei giornali) possiamo pensare che sia un po' troppo romanzato, e spesso impreciso. Piccoli peccati veniali, ai quali spesso si perdona quando si legge un libro scritto così bene, in così bello stile (dobbiamo proprio ammetterlo, Saviano è un abile e sapiente narratore) specie se chi legge il libro è di sinistra ed ha sempre denunciato il fatto che le istituzioni fin troppo spesso sono venute a patti con la mafia.

Ma leggetevi l'analisi del libro Gomorra scritta da Sebastiano Gulisano, una persona che all'inizio ha difeso Saviano, ma poi leggendo attentamente il libro ha notato diverse "stranezze" che lo hanno lasciato perplesso, e che devo dire, hanno lasciato perplesso anche me quando di recente ho letto quel libro. Dall'articolo di S. Gulisano riporto qui sotto alcune note particolarmente significative:

Il mito dei Casalesi.
Non intendo star qui a raccontarvi e a confutare in maniera puntuale tutte le fesserie che Roberto Saviano scrive a proposito del presunto rapporto di «soggezione» (pag. 209) di Cosa Nostra nei confronti della camorra in generale e dei Casalesi in particolare, ché mi ci vorrebbe un libro grande almeno quanto il suo: e, comunque, chiunque può agevolmente rendersi conto di tali falsità leggendo qualche relazione della Commissione Antimafia, qualche libro di Isaia Sales e/o di Francesco Barbagallo (i massimi studiosi italiani della camorra), che inquadrano, documenti alla mano, l'evoluzione storica dei fenomeni camorristi e il loro relazionarsi con le altre mafie (e con la politica), specie con Cosa Nostra siciliana a cui il gotha delle organizzazioni criminali campane è stato affiliato (leggasi: subordinato) fin dagli anni 70, incluso il capostipite dei Casalesi, Antonio Bardellino.
Ed è questo il motivo, ad esempio, per cui la struttura organizzativa piramidale dei Casalesi è simile a quella della mafia siciliana.


Che pensare a questo punto di Saviano? Innanzitutto che egli come Marco Travaglio (altro noto filo-sionista), non si cura né di signoraggio, né di massoneria, né di scie chimiche. Bisogna dire che Travaglio arriva a negare apertamente l'esistenza del signoraggio e delle scie chimiche, nonostante le prove evidenti, mentre Saviano non arriva a tanto, ma possibile che egli viva davvero così isolato dal mondo, che sappia guardare il cielo, non sappia utilizzare internet?

Certo, potrebbe essere in fondo che egli sia in buona fede, che abbia scritto un'inchiesta sulla camorra un po' troppo romanzata e imprecisa, che si sia inimicato alcuni boss mafiosi, e che i suoi pregiudizi non gli fanno vedere con obiettività quale sia la realtà sullo stato d'Israele e sulla sua politica. Ma potrebbe benissimo essere che egli sia lo strumento delle élite criminali che ci governano, alle quali sta bene che si parli di questioni tutto sommato note - chi non conosce la mafia? - evitando che il discorso vada troppo in profondità e che si denuncino i veri artefici del connubio tra stato e criminalità organizzata. In fondo cosa ha rivelato di nuovo Saviano nel suo libro? Ben poco, o forse niente, come chiunque può notare ad un'attenta lettura, e quel poco di nuovo che c'è sembrerebbe persino esserselo inventato".

estratto da: http://scienzamarcia.blogspot.com/2010/10/alcuni-tristi-verita-sul-famoso.html
ALL'ORIGINALE POTETE VEDERE ALCUNI VIDEO DI GRANDE INTERESSE

martedì 19 ottobre 2010

REGIONE LAZIO: BLOCCO A FACEBOOK PER I DIPENDENTI...

Roma, 17 ottobre 2010 - Stop a Facebook e forti limitazioni all’accesso a Internet agli oltre 3 mila dipendenti che lavorano negli uffici della Regione Lazio.

Da un’indagine interna alla Regione Lazio sui computer di dipendenti e dirigenti connessi a internet è infatti emerso che ogni giorno mediamente il 70% del ‘traffico dati’ riguarda Facebook e un'altra fetta importante, il 20%, è per gli accessi a Messenger (il servizio di messaggistica di Microsoft) e Youtube.

E’ quanto riporta Il Messaggero, spiegando che il segretario generale della Regione Salvatore Ronghi ha inviato il 12 ottobre due circolari che di fatto impediranno, o comunque limiteranno molto, l'uso di Internet in ufficio. In pratica sarà inibito il collegamento a Facebook e a tutti quei siti che non sono utili per il lavoro quotidiano. Dallo staff della presidente Renata Polverini fanno sapere che non c'è spirito punitivo, semplicemente “vogliamo evitare sprechi e utilizzare meglio le risorse”. L’obiettivo sarebbe quindi aumentare la produttività. Anche il Comune si è già mosso in questa direzione.

"Avendo riscontrato un utilizzo ludico o, comunque, non attinente all’attività lavorativa della rete internet da parte dei dipendenti regionali - si legge nelle circolari di Ronghi - e verificato che l’impiego improprio di tali risorse pregiudica ed ostacola l’attività dell’amministrazione regionale, si richiede che venga inibito, a tutto il personale regionale e con la massima urgenza, l’accesso alla rete internet che non sia di stretta attinenza all’erogazione della prestazione lavorativa".

Numerose, tuttavia, le eccezioni al provvedimento: ufficio di presidenza, ufficio di Gabinetto, ufficio del segretario generale, responsabili delle strutture che collaborano col segretario generale, assessori regionali e segreterie, direttori di dipartimento e regionali.

Fonte: http://qn.quotidiano.net/tecnologia/2010/10/17/400909-lavora_naviga_alla_regione_lazio_stop_facebook.shtml

martedì 12 ottobre 2010

L'UNGHERIA ARRESTA AMMINISTRATORE DELEGATO DEL DISASTRO ECOLOGICO

"11 ottobre: la polizia ungherese oggi ha arrestato l'amministratore delegato della azienda di alluminio, da cui è partita la perdita del fango tossico che ha ucciso 8 persone e che minaccia di inquinare il Danubio (Danube River).


L'arresto di Zoltan Bakonyi, l'amministratore delegato della MAL, è stato annunciato in Parlamento dal Primo Ministro conservatore
Viktor Orban. Ha aggiunto che l'azienda dovrebbe esere posta "in uno stato di controllo" per assicurarla, anzichè siano i contribuenti a pagare il conto per l'opera di pulizia (for the cleanup).

"Il disasrtro ecologico più grande della Ungheria è stato causato da negligenza umana, la fuoriuscita di materiale pericoloso da un impianto costruite e gestito da persone" ha detto Mr Orban.

Mr Bakonyi è i figlio dell'azionista Arpad Bakonyi, che detiene il 30 percento della MAL; insieme al co-fondatore Lajos Tolnay e Bela Petrusz, Mr Arpad Bakonyi è tra i pù ricchi in Ungheria, secondo la lista compilata annulamente dal giornale Napi Gazdasag.

Il fango che "non era tossico"...
MAL ha affermato la settimana scorsa che il fango NON era tossico (not toxic) ma che non si doveva fare il bagno in questo fango e propose che ripartisse una produzione. L'azienda ha offerto una ricompensa totale di €110,000, una media di €360 per ogni persona coinvolta.

Il Minsitro dell'Ambiente Zoltan Illes ha valutato che la MAL potrebbe sostenere un pagamento fino a $100m per la pulitura, se venisse riscontrato che è stata negligente. Non è chiaro se la azienda ha il denaro per pagare tutto ciò o se la polizza assicurativa  coprirà i costi.

L'annuncio dell'arresto di Bakonyi e la nazionalizzazione della MAL è giunta quando il bilancio dei morti è salito da 7 a 8. Oltre 150 persone sono rimaste ferite e 45 sono ancora in ospedale; 280 case quelle danneggiate. Due dei sopravvissuti si dice siano in pessime condizioni.

Le persone nell'area danneggiata devono portare le maschere respiratorie perche la polevere sottile che costituisce l'elemento solido del fango è salita oltre la soglia di sicurezza nell'aria.

La pioggia che è stata prevista per oggi, potrà solo temporaneamente ridurre il problema.

A lungo termine il governo ha in programma di rimuove e sostituire la terra dagli 80 ettari ad ora sommersi sotto il fango e piantare foreste le cui radici dovrebbero fare muro contro elementi dannosi".

By Phil Cain, Correspondent / October 11, 2010 -traduzione e sintesi Cristina Bassi

fonte:
http://www.csmonitor.com/World/Europe/2010/1011/Hungary-arrests-executive-connected-to-red-sludge-spill

giovedì 7 ottobre 2010

FANGO TOSSICO IN UNGHERIA, MINACCIATE LE ACQUE DEL DANUBIO

07 Oct 2010

Il disastro ambientale in Ungheria sta minacciando tutto l'ecosistema del Danubio, il fiume europeo più lungo, che scorre dalla Ungheria attraverso la Croazia, la Serbia, al Bulgaria, la Romania e l'Ucraina prima di sfociare nel Mar Nero.

L'incidente industriale è stato causato dal crollo di una parete in un serbatoio aziendale lo scorso lunedi .
Gli abitanti dei paesi ungheresi le cui case e beni sono stati distrutti dall'ondata che è fuoriuscita dal serbatoio all'inzio di questa settimana, hanno rischiesto risarcimento all'azienda incolpata per il disastro

Le autorità hanno ordinato una inchiesta criminale sull'incidente che ha ucciso almeno 4 persone, ne ha ferite 120 e ne ha lasciate disperse 3.

Il fango - un prodotto d scarto della produzione di alluminio che può contenere metalli pesanti -e che è fuoriuscito dal serbatoio ed ha innondato 3 villaggi è finito poi nel fiume Marcal River, uno degli affluenti del Danubio, che si teme venga contaminato.

Abitanti inferociti si sono radunati oggi fuori dal municipio di Kolontar, chiendeo risarcimento a funzionario della MAL Rt., la produzione ungherese di alluminio e la compagnia commercialche è proprietaria dell'impianto di Ajkai Timfoldgyar

"Tutto l'insediamento dovrebbe essere sotterrato dalle ruspe" ha detto Jano Potza
"Nessuno potrà tornare a casa"
"Chi potrà se ne andrà via da Kolontar. Da ora in poi è una città morta" ha detto Beata Gasko Monek.

Visibilmente scosso, Jozsef Deak, il managere operativo della azienda, ha detto che non si defilerà dalle responsabilità se sarà ritenuto colpevole. Ha parlato dal posto passeggeri di una volante della polizia, usando gli altoparlanti quando i cittatidini lo hanno accerchiato.

Due giorni dopo che il torrente rosso ha rilasciato approssimativamente 35 milioni di piedi cubici di scarto tossico, ancora non si conosce perchè una parte del serbatoio abbia ceduto.

L'enorme serbatoio, lungo più di 1,000 piedi e largo 1,500, non aveva più perdite e si stava costruendo una parete protettiva intorno alla sua sezione danneggiata"

fonte: http://www.telegraph.co.uk/news/worldnews/europe/hungary/8047873/Hungarian-toxic-sludge-reaches-Danube-river.html
traduzione Cristina Bassi

VIDEO http://www.telegraph.co.uk/news/worldnews/europe/hungary/8047873/Hungarian-toxic-sludge-reaches-Danube-river.html

CNN LICENZIA IN TRONCO CONDUTTORE CHE OSA COMMENTO TROPPO "ANTISEMITA"

Battuta antisemita, la Cnn licenzia in tronco il noto conduttore Rick Sanchez,  ultimo aggiornamento: 02 ottobre, ore 15:04

Washington, 2 ott. (Adnkronos) - La Cnn ha licenziato il suo conduttore Rick Sanchez per aver fatto una battuta antisemita in un'intervista radiofonica. "Rick Sanchez non e' piu' nella nostra compagnia, lo ringraziamo per gli anni di servizio e gli auguriamo il meglio" e' la secca nota diffusa dall'emittente televisiva, che non ha assolutamente digerito il fatto che il conduttore di origine cubana, attaccando Jon Stewart di Comedy Central, ha detto che i media americani sono controllati dagli ebrei.


Intervistato in un programma radiofonico per pubblicizzare il suo libro "Conventional Idiocy", Sanchez - che lavorava dal 2004 alla Cnn e conduceva fino a ieri uno show dal titolo "Rick's list" - ha anche detto di sentirsi discriminato all'interno dell'emittente per le sue origini. "Ho conosciuto molti di questi liberal dell'elite del Nord East - ha detto parlando di Stewart che spesso prende in giro Sanchez durante il suo famoso 'The daily show' - che quando vedono un tipo come me, lo considerano automaticamente qualcuno di seconda categoria".

"I bianchi di solito non se ne rendono conto, ma noi che apparteniamo alle minoranze, e le donne, troppe volte hanno visto questo atteggiamento da parte degli uomini che hanno il potere" ha detto ancora Sanchez che, al conduttore che gli faceva notare che Stewart e' un ebreo e quindi appartiene ad una minoranza ha risposto: "per favore, ma stai scherzando ...ti dico che tutti quelli che guidano la Cnn sono come Stewart, molti di quelli che guidano gli altri network sono come Stewart, e - ha concluso con evidente sarcasmo - bisogna dire che loro sono una minoranza oppressa?".

FONTE:
http://www.adnkronos.com/IGN/News/Esteri/Battuta-antisemita-la-Cnn-licenzia-in-tronco-il-noto-conduttore-Rick-Sanchez_311048453488.html

mercoledì 6 ottobre 2010

Van Rompuy decide - da solo- nuove regole in EU?

Herman Van Rompuy, Presidente dell’Unione Europea, vuole un nuovo meccanismo per rafforzare le sanzioni contro gli Stati membri che prendono troppo in prestito.

Beh che c'è di strano? Si potrebbe dire, poichè dei 27 Paesi membri,  solo tre attualmente soddisfano i criteri europei sul debito e sui deficit. (si veda qui)
Ciò che è allarmante, è il meccanismo che il Sig. Van Rompuy intende utilizzare:

“Laddove possibile, le regole per prendere le decisioni sulle sanzioni, dovranno essere più automatiche e basate su una regola di maggioranza inversa, che implica che una proposta della Commissione venga adottata a meno che non respinta dal Consiglio”.

Regola della maggioranza inversa? Io sono una delle poche anime tristi che è riuscita a fatica a leggere tutto il testo della Costituzione Europea del Trattato di Lisbona e non mi ricordo di una simile procedura.

Ho passato due giorni a Brussels, a chiedere notizie, ma nememno là sanno cosa sia.

Così ecco qui una novità che sostanzialmente sposterà il potere dalle capitali nazionali alla Commissione e che riguarda un tema estrema importanza (imporre sanzioni), ma che sembra non avere alcuna base legale.

So che un certo numero di Eurocrati legge questo blog (del Telegraph ndt) e che di tanto in tanto posta dei commenti ricorrendo a divertenti soprannomi. Magari uno di loro potrebbe illuminarmi.

Sulla base di quale articolo il Presidente Van Rompuy si sta arrogando il diritto di questi nuovi poteri?
L’Unione Europea – ancora una volta – sta creando le proprie regole strada facendo?

Fonte: http://blogs.telegraph.co.uk/news/danielhannan/100056867/herman-van-rompuy-announces-a-new-reverse-majority-rule-to-get-around-the-national-veto/
traduzione Cristina Bassi

martedì 5 ottobre 2010

GRANDE UFO AVVISTATO IN DANIMARCA...

Aggiungi didascalia
Clamorosa notizia riguardante un avvistamento Ufo, mette sul chi va la i maggiori esperti di ufologia. La storia viene raccontata,inizialmente, da un noto quotidiano provinciale danese per diventare successivamente una delle prime notizie anche della tv locale.

Il fatto sarebbe accaduto in un paese limitrofo di Copenhagen,Soborg (circa 10 km dalla citta').L'allarme e' scattato dopo che verso le 23.20 del 27 settembre 2010 il numero verde del centro nazionale ufologico danese Sufoi viene assalito da telefonate,da parte di gente sotto schock e colte da forti crisi d'ansia.

Uno dei tanti testimoni racconta che,mentre portava il cane a fare il suo giro serale,vede all'improvviso nel cielo una forte luce arancione.

La sua tranquillita' da scettico viene minata nel momento in cui si rende conto che la ''luce'' sembra andare verso di lui e ingrandirsi per assumere una vera e propria forma geometrica.Il cane a quel punto avrebbe iniziato ad abbaiare impaurito e l'uomo invece ad urlare per chiedere aiuto.

La vicenda si svolge in una zona di ville residenziale dove, alcuni del posto attratti dalle urla,escono in strada o semplicemente si affacciano dalle finestre.Piu' di 14 testimoni sono certi di aver assistito ad un vero e proprio incontro ravvicinato,essendosi ritrovati a guardare una grossa struttura metallica triangolare di un colore indefinito volteggiare sopra le loro case. ''La luce era fortissima ma non dava fastidio agli occhi,avevo paura,anzi ero paralizzato per la paura ma non riuscivo a scappare''racconta sempre l'uomo;il primo ad accorgersi della luce e chiedere aiuto.''Era grande quanto una macchina ad un altezza circa di 6 o 7 metri''

L'avvistamento dura all'incirca 2 minuti,il tempo necessario per gettare la gente nel panico,dopo di che la navicella scomparira' nel punto esatto dalla quale e' arrivata.Dalle fonti sembrerebbe che un residente sia riuscito a scattare una foto con il cellulare,in questo momento nelle mani delle' autorita' danesi.

fonte: http://www.segnidalcielo.it/