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martedì 30 novembre 2010

ABBANDONO DELL'EURO: CHI LO FARA' PRIMA?

Il controllo politico sull'Europa comincia a venire meno ora che la crisi esistenziale dell'Eurosistema si aggrava giorno dopo giorno. I numerosi discorsi, interviste, articoli ed altre dichiarazioni pubbliche sul "futuro dopo l'Euro come lo conosciamo" ne sono un chiaro segnale. La stampa britannica si concentra in particolare su che cosa farà la Germania: il Financial Times del 24 novembre si chiede se "la Germania ucciderà l'Euro?", mentre l'Independent fa eco il 25 novembre: "La Germania sarà la prima a lasciare l'Euro?".

Entrambi i quotidiani, ed anche altri in Gran Bretagna, avvisano i lettori che c'è da attendersi una sentenza della Corte Costituzionale tedesca a favore dei ricorsi presentati contro gli aiuti EU all'Eurozona, e che gli elettori in Germania sono contrari a questi giganteschi salvataggi e sempre più ostili nei confronti dell'Euro. "No, la minaccia all'Euro non viene dai membri più deboli, ma da quelli più forti" scrive The Independent. "La riforma dei trattati che governano l'Euro è dunque essenziale per la Germania… In pratica, tuttavia, è difficile immaginare che la Germania riesca ad ottenere le riforme che desidera il suo elettorato".

E questa è la più grande minaccia alla moneta unica europea in questo momento – che l'anno prossimo, con la frustrazione per la propria incapacità di ottenere una riforma significativa dell'Euro, la Germania (e altri paesi che la pensano come lei) potrebbero abbandonare il progetto in cui hanno investito così tanto".

Il Daily Telegraph è andato oltre, citando il Prof. Wilhelm Hankel, uno dei cinque ricorrenti presso la Corte Costituzionale, che dice: "La Germania non può continuare a pagare i salvataggi senza andare in bancarotta. Questo fa paura alla gente. Non si trova una cassetta di sicurezza libera in banca oggi in Germania perché sono state tutte affittate e riempite di oro e argento. È una specie di Svizzera underground entro i nostri confini. La gente ha ricordi terribili del 1948 e del 1923, quando perse tutti i risparmi… c'è stata una chiara violazione della legge, e nessun giudice può ignorarla. Sono convinto che la Corte vieterà futuri pagamenti". Il Telegraph conclude: "Se ha ragione – e lo sapremo in febbraio – la crisi del debito UE subirà una svolta drammatica".

In effetti ci sarà un'udienza decisiva in dicembre, e si prospetta una sentenza all'inizio dell'anno prossimo. Questo scatenerà sicuramente una forte reazione dai mercati finanziari, contro cui dovranno proteggersi i tedeschi, se vogliono evitare di andare a fondo insieme al sistema in bancarotta del gruppo Inter-Alpha.

In Germania stessa molte personalità si sono unite ad Hankel nel mettere in dubbio il sistema dell'Euro "come lo conosciamo", inclusi Hilmar Kopper, ex amministratore delegato della Deutsche Bank, e Hans-Olaf Henkel, ex presidente della Confindustria tedesca (BDI). A livello parlamentare, i politici dell'FDP in particolare (il partner di minoranza nella coalizione) hanno annunciato che non voteranno a favore degli aiuti al sistema bancario irlandese, aggiungendo che occorre proteggere il denaro dei contribuenti da tale misura.

E Carsten Schneider, portavoce dell'SPD sul bilancio, ha fatto appello al ministro delle Finanze Schaeuble affinché dica alla seduta speciale del Commissione Bilancio al Bundestag il 29 novembre "che tipo di Piano B abbia, se dovesse crollare il sistema dell'Euro".

In Italia Paolo Savona, presidente del Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi, ha reiterato il suo appello per un Piano B italiano, per un futuro al di fuori dell'Euro. Parlando a Radio Vaticana il 22 novembre ha detto che l'unica domanda è se l'Euro verrà abbandonato per scelta o come un "risultato inevitabile". Un paese serio, ha aggiunto, deve avere "un programma, un'ipotesi, un Piano B che includa questa possibilità".

In un'intervista il 19 novembre alla pubblicazione internet Sussidiario.net, Savona sostiene che "le soluzioni tampone che si stanno individuando non possono funzionare". "È meglio, a questo punto, che ogni paese abbia un suo schema su come uscire dalla situazione. Ognuno deve sapere cosa succede e cosa fare qualora si rompa l’Eurozona o addirittura l’Unione Europea". Oggi, denuncia Savona, "siamo in una situazione di 'occupazione straniera', sono gli altri che ci devono dire come ci dobbiamo comportare. Questo non è accettabile, non è dignitoso".

fonte: EIR Stratetic Alert n.48

IRLANDA ISSA BANDIERA BIANCA: CHIEDE SALVATAGGIO EU, MA ...

L'Irlanda capitola al Diktat dell'UE, ma la proposta di LaRouche fa presa anche a Bruxelles

26 novembre 2010 (MoviSol) - Il 21 novembre il governo irlandese ha issato la bandiera bianca e chiesto il salvataggio UE. Di conseguenza, verrà attivato il meccanismo dell'EFSF (European Financial Stabilization Facility), l'entità offshore con cui gli stati dell'UE si indebiteranno sul mercato per prestare soldi a Dublino.

In realtà, come abbiamo scritto (cfr. Strategic Alert 46/10), l'Irlanda ha bisogno di soldi solo per salvare tre banche fallite: Anglo-Irish Bank, Allied Irish Banks e Bank of Ireland. Queste, a loro volta, non sono che strumenti offshore degli investimenti ad alto rischio delle banche britanniche e tedesche, che hanno nei loro confronti un'esposizione di 270 miliardi di euro.

Così, i governi europei sono di nuovo costretti a indebitarsi per salvare il fallito sistema bancario dell'UE e, attraverso di esse, il sistema finanziario mondiale, affidando il controllo di quel debito al governo sovrannazionale dell'UE. La cifra ufficiale di questo salvataggio non è ancora stata annunciata, ma dovrebbe essere vicina ai 100 miliardi di euro.

Il direttore del FMI Dominique Strauss-Kahn ha messo brutalmente in chiaro che lo scopo dei banchieri è la completa eliminazione dei governi. Parlando ad una conferenza della BCE a Francoforte il 20 novembre, egli ha accusato la "inadeguata governance nell'area euro" di aver peggiorato la crisi.

Poiché gli interessi delle nazioni sono di ostacolo a quelle che egli definisce le "decisioni necessarie", Strauss-Kahn ha sollecitato il "centro", e cioè la Commissione Europea e la BCE, a impadronirsi del potere. "La pressione dei pari non è servita all'Europa. E' ora di cambiare rotta. Il centro deve prendere l'iniziativa in tutte le aree chiave a raggiungere il comune destino dell'unione, specialmente nella politica finanziaria, economica e sociale. I paesi devono essere disposti a cedere più autorità al centro. Devono essere ridisegnati i meccanismi che li incentivino alle riforme".

Strauss-Kahn ha esortato i paesi dell'UE, cui non è permesso nemmeno di scegliere le lampadine, a cedere il loro ultimo diritto, quello ai bilanci nazionali: "La soluzione più ambiziosa… sarebbe quella di creare un'autorità fiscale centralizzata, con un'indipendenza politica paragonabile a quella della BCE.

L'autorità deciderebbe sulle entrate fiscali di ogni paese membro e distribuirebbe le risorse dal bilancio centrale". Ciò può essere fatto evirando i poteri del Consiglio Europeo, formato dai capi di governo e attualmente decisore di ultima istanza. In quel modo, "i ristretti interessi nazionali" non "interferirebbero con l'efficace applicazione delle regole comuni". La Commissione o un'entità separata potrebbe svolgere questa funzione.

Però, nemmeno una dittatura farebbe funzionare il salvataggio. Cresce la consapevolezza che la politica di salvataggi bancari è un pozzo senza fondo, e la soluzione larouchiana di una riforma alla Glass-Steagall fa strada persino a Bruxelles, come ha riferito il corrispondente del Corriere della Sera Ivo Caizzi il 22 novembre. "Riprende quota – scrive Caizzi - la soluzione di separare la parte commerciale delle banche da quella speculativa, come suggeriva Paul Volcker, uno dei consiglieri del Presidente USA Barack Obama. Appare profetica l'intuizione dell'economista-guru statunitense Lyndon LaRouche, che fin dall'inizio della crisi invitava a salvare con denaro pubblico solo le attività di credito alle imprese e alle famiglie, provocando il fallimento delle entità finanziarie speculative in difficoltà".

"La linea diversa dell'Unione Europea, incentrata sugli aiuti e i finanziamenti pubblici a bassissimo costo anche per le banche travolte dall'operatività ad altissimo rischio, di fatto ha messo a disposizione degli speculatori le risorse per tornare a lucrare addirittura attaccando i titoli di Stato dei Paesi dell'Eurozona con difficoltà di bilancio".

In precedenza, il ministro dell'Economia Giulio Tremonti aveva confessato, secondo Il Sole 24 Ore del 18 novembre, le sue riserve sul salvataggio irlandese: "Bisognava adottare una soluzione più radicale: salvare la parte commerciale e industriale delle banche e lasciare andare a fondo la speculazione".

FONTE: http://www.movisol.org/10news236.htm

LaRouche sulla "crisi irlandese": che fallisca il gruppo britannico Inter-Alpha!

19 novembre 2010
(MoviSol) - L'economista e leader politico americano Lyndon LaRouche ha discusso due giorni fa la bancarotta di fondo del sistema imperiale britannico, e in particolare del suo gruppo bancario Inter-Alpha, identificandola come la causa scatenante della "crisi irlandese" che sta colpendo l'Europa e il sistema finanziario mondiale.

« Quello che hanno fatto i britannici è stato creare un grosso gioco d'azzardo in cui ad essere rifinanziate sono le banche del gruppo Inter-Alpha. Il Gruppo Inter-Alpha è ora potenzialmente in bancarotta. Se non riusciranno ad ottenere il salvataggio dell'Irlanda da parte dell'UE saranno nei guai. Questa è la realtà, non cercate altre interpretazioni. La realtà è questa.

« Il sistema britannico è chiaramente in bancarotta: è alle strette. Hanno puntato sul rifinanziamento di un sistema senza speranza. Se non lo otterranno per loro sarà un duro colpo, un colpo che si meritano. Se la sono voluta. Speriamo che la gente non sia così stupida da rifinanziarli. Che falliscano: è la cosa migliore per loro e per il mondo.

« Sta esplodendo l'intero sistema finanziario mondiale. Noi siamo gli unici a proporre una soluzione. Tutti gli altri sono pazzi, potremmo dire pazzi criminali, se pensiamo agli effetti di quello che stanno cercando di fare. Ma la bancarotta del sistema britannico e la bancarotta del gruppo Inter-Alpha possono solo starci bene. Se andranno in bancarotta, potremo sopravvivere.

« I britannici sono maestri dell'inganno, anche se non capiscono niente. Però sanno come fare rumore, ed è da questo che dipendono: la gente viene intimidita dal rumore, come in questo caso: Cameron che chiama gli irlandesi e cerca di intimidirli. Ma l'esistenza dell'Irlanda dipende dalla sua capacità di dire ai britannici di andare all'inferno.

« Non c'è alcuna possibilità che questo salvataggio bancario funzioni. Trascinerà con sé il pianeta, e non credo che questo sia un successo. Qualche britannico può pensarlo, ma non io ».

Fonte: http://www.movisol.org/10news233.htm

lunedì 29 novembre 2010

LIBERO ARBITRIO O ILLUSIONE OTTICA DELLA COSCIENZA?

"Libero arbitrio è, semplificando, la possibilità di optare tra A e B.
Se consideriamo il codice genetico, l'influsso dell'ambiente e mille altri fattori anche invisibili ed ancestrali, che cosa resta del libero arbitrio?

Se valutiamo che, in alcuni casi, riusciamo a prevedere il futuro, se ricordiamo la non-causalità e l'atemporalità come elementi suscettibili di mettere in discussione la libertà, ci si chiede quali siano gli spazi per decisioni autonome.

Non aveva forse torto Nietzsche che considerava il libero arbitrio una bugia vitale. Il discorso è, in parte, ozioso poiché nel momento in cui la massa rivela totale incapacità di preservare un minimo di individualità e di dignità, che senso può avere disquisire di libertà? Gli individui-involucri sono sballottati di qua e di là, incantati da ferali sirene: sono liberi? Sono liberi, però, i pochi consapevoli?

Assistiamo ai soliti deja-vu talmente facili da preconizzare che se ne possono anticipare persino i particolari. L'unica libertà che ci resta è quella interiore, coincidente con la chiaroveggenza, una sonda interpretativa che va in profondità. E’ questo presumibilmente il vero senso della “volontà di potenza”, concetto tanto spesso frainteso e banalizzato.

Forse il pensiero concentrato su certe profezie e presagi ne determina, almeno in una certa misura, il loro adempimento. E' possibile che, in un'altra dimensione, come suggerisce il paradosso del gatto di Schrodinger, si dipani un corso differente degli eventi. Del resto la fisica quantistica, con la sua logica non convenzionale, prospetta molteplici direzioni degli accadimenti, aprendosi verso un'ampia indeterminazione, ma, se consideriamo l'iter degli avvenimenti in questa sfera di realtà, siamo tentati di assimilare il libero arbitrio ad un'illusione ottica della coscienza.

Ogni risoluzione ci pone di fronte ad un bivio e noi crediamo di soppesare tutti i pro ed i contro sui piatti della bilancia: purtroppo, oltre ai pesi visibili che collochiamo noi, spesso con grande ponderazione, sui piatti sono posti pesi invisibili che fanno pendere la bilancia da una delle due parti. Sono pesi invisibili, ma decisivi.
Non è un caso se le divinità del Destino, originariamente, non avevano volto".

da: http://zret.blogspot.com/2008/03/la-bilancia-il-concetto-di-libero.html

domenica 28 novembre 2010

LISBONA SUMMIT NATO: IL COMITATO GEORGIANO E LE 80 PROSTITUTE...

In Portogallo si segnalano dichiarazioni secondo cui lo scorso venerdi il comitato georgiano ha celebrato il suo soggiorno al summit NATO a Lisbona tenendo un party turbolento con 80 prostitute, nell' hotel di lusso dove alloggiava.

E' questo il modo in cui la NATO spende il suo denaro?


Le dichiarazioni in tal senso appaiono su uno dei maggiori quotidiani del Portogallo: Correio da Manhã, che afferma che il comitato georgiano ha ingaggiato 80 prostitute  per un party "animato", che è andato storto a causa di un incidente con una delle ragazze, identificata poi dalle autorità responsabili per la sicurezza dell'evento.

Le dichiarazioni affermano che il party è stato cosi rumoroso che il Presidente francese,  Nicholas Sarkozy, alloggiato nello stesso hotel, si è lamentato  con la direzione che a questo punto è stata costretta a chiedere ai Georgiani  di fare meno rumore e il party si è cosi concluso prima del previsto.

Lo stesso giornale ha fatto notare che l'hotel è uno dei più costosi e lussuosi  a Lisbona. Nel caso queste dichiarazioni fossero vere: è questa il modo giusto di comportarsi da parte delle autorità georgiane? Ed è questo il modo in cui la NATO spende il denaro?"

by Ekaterina Santos, 23.11.2010
fonte: http://english.pravda.ru/society/anomal/23-11-2010/115901-nato_georgia-0/
traduzione Cristina Bassi

PARLAMENTO EUROPEO, NIGEL FARAGE: "MA CHI CAVOLO VI CREDETE DI ESSERE?"



Buongiorno Mr. van Rompuy, siete in carica da un anno ed in questo tempo tutto l'edificio ha cominciato a sgretolarsi: c'è caos, il denaro sta finendo. Dovrei rigraziarvi: forse dovreste essere il ragazzo immagine del movimento degli euroscettici.  Ma guardatevi intorno in questa sala questa mattina, guardate queste facce, guardate la paura, guardate la rabbia.

Povero Barroso: sembra che abbia visto un fantasma. Stanno cominciando a capire che la partita è persa. Ma ancora nella loro disperazione per conservare il loro sogno, vogliono rimuovere dal sistema ogni restante traccia di democrazia. Ed è piuttosto chiaro che  nessuno di voi ha appreso qualcosa.

Quando lei stesso Mr. van Rompuy dice che l'euro ci ha portato stabilità, suppongo di poterla applaudire per il suo senso dell'umorismo: non è questa veramente la mentalità  del rifugio- banca?
(in inglese gioco di parole tra bunker e banker)

Il suo fanatismo è alla luce del sole. Parlate del fatto che è stata una bugia credere che lo stato-nazione potesse esistere nel mondo globalizzato del XXI secolo. Si, potrebbe essere vero  nel caso del Belgio che non ha avuto un governo per 6 mesi, ma per il resto di noi, per ogni stato membro in questa unione, sempre più persone stanno dicendo: “Non vogliamo quella bandiera, non quell'inno, non vogliamo questa classe politica, vogliamo che tutto venga consegnato al bidone della spazzatura della storia"

All'inizio di questo anno abbiamo avuto la tragedia della Ggrecia ed ora abbiamo la situazione in Irlanda. So che la stupidità e l'avidità dei politici irlandesi hanno molto a che fare con questo : non avrebbero mai dovuto unirsi all'euro.

Soffrivano di bassi tassi di interesse, un falso boom ed un enorme fallimento. Ma guardi la sua risposta a loro:
ciò che si dice loro, mentre il loro governo sta collassando, è che sarebbe inopportuno per loro avere delle elezioni generali. Infatti il commissario Rehn qui ha detto che prima di avere il permesso di fare delle elezioni generali, dovrebbero accordarsi su un budget.

Ma chi cavolo vi credete di essere voi? Siete persone molto molto pericolose veramente: la vostra ossessione di creare questo stato europeo significa che siete felici di distruggere la democrazia, sembra che siate felici dei milioni e milioni di disoccupati e poveri. Indicibili milioni di persone soffriranno perchè il vostro sogno dell'euro possa continuare

Bene, non funzionerà, perchè il prossimo è il Portogallo: con i loro livelli di debito al 325% del PIL, sono i prossimi sulla lista e dopo di loro sospetto la Spagna e il piano di risanamento per la Spagna sarà 7 volte la misura dell'Irlanda e a quel punto il denaro per il risanamento sarà finito: non ce ne sarà più.

Ma è ancor più serio della economia, perchè se derubate le persone della loro identità, se le derubate della loro democrazia, allora non resta loro che il nazionalismo e la violenza.

Posso solo sperare e pregare che il progetto dell'euro sia distrutto dai mercati prima che veramente si realizzi".
Dal discorso di Nigel Farage a Bruxelles, Parlamento EU, 24 novembre 2010

testo scritto preso da:
http://www.prisonplanet.com/nigel-farage-to-the-eu-who-the-hell-do-you-think-you-are.html
traduzione Cristina Bassi

venerdì 26 novembre 2010

CACCIA ISRAELIANI IN SARDEGNA: SI ADDESTRANO...

"I caccia israeliani sfrecciano a bassa quota, lanciando bombe e missili sugli obiettivi. Non è una scena dell’operazione «Piombo fuso» contro Gaza, ma dell’esercitazione Vega 2010 in corso nella base aerea di Decimomannu (Cagliari) dal 16 al 26 novembre.

Vi partecipano 30 aerei da guerra e oltre 500 militari italiani e israeliani. L’esercitazione, spiega un comunicato stampa, si inserisce «nel più ampio contesto di cooperazione internazionale allo scopo di confrontare differenti tecniche di impiego e garantire l’addestramento avanzato unitamente allo scambio di esperienze fra equipaggi delle aeronautiche militari italiana e israeliana». Sicuramente, nello scambio di esperienze, i piloti israeliani hanno molto da insegnare a quelli italiani.

L’aviazione israeliana continua infatti i raid contro la popolazione di Gaza, uno dei quali è stato effettuato il 19 novembre. I piloti israeliani hanno però anche da imparare. La base di Decimomannu, sede del Reparto sperimentale e di standardizzazione al tiro aereo (Rssta), è dotata delle più moderne tecnologie. Tra queste un sistema elettronico che, attraverso sensori agganciati ai velivoli, permette di seguire, in diretta su ampi schermi, lo svolgimento del volo come se ci si trovasse a bordo di ogni singolo velivolo.

Dopo i dieci giorni di esercitazione, i piloti israeliani saranno quindi in grado di condurre attacchi ancora più micidiali. Perfezionando allo stesso tempo le tecniche per l’attacco nucleare. L’esercitazione di Decimomannu rientra nella cooperazione militare Italia-Israele, stabilita dalla Legge 17 maggio 2005, che prevede anche attività congiunte di formazione e addestramento.

Rientra allo stesso tempo nel «Programma di cooperazione individuale» con Israele, ratificato dalla Nato il 2 dicembre 2008, circa tre settimane prima dell’attacco israeliano a Gaza. Esso comprende una vasta gamma di settori in cui «Nato e Israele cooperano pienamente»: aumento delle esercitazioni militari congiunte; connessione di Israele al sistema elettronico Nato; cooperazione nel settore degli armamenti; allargamento della «cooperazione contro la proliferazione nucleare». Ignorando che Israele, unica potenza nucleare della regione, rifiuta di firmare il Trattato di non-proliferazione ed ha respinto la proposta Onu di una conferenza per la denuclearizzazione del Medio Oriente".

fonte: http://www.manifestosardo.org/?p=6104

giovedì 25 novembre 2010

CINA E RUSSIA: TRA LORO DECIDONO DI NON USARE PIU' IL DOLLARO

"St. Petersburg, Russia : la Cina  e la Russia hanno deciso di rinunciare al dollaro americano ed usare invece le loro valute per scambi bilaterali. Cosi hanno annunciato  martedi sera il Premier Wen Jiabao e la sua controparte russa Vladimir Putin.


I due Paesi erano soliti usare altre valute, specialmente il dollaro, per commerci bilaterali, tuttavia funzionari di alto livello, da ambo le parti hanno cominciato a valutare altre possibilità.

"Questo ha forgiato un passo importante nello scambio bilaterale ed è il risultato di consolidati sistemi finanziari dei Paesi del mondo," ha detto Putin e lo ha detto dopo aver incontrato Wen.

Entrambi hanno anche presenziato ad una cerimonia firmataria di 12 documenti, inclusa la cooperazione energetica. Tali documenti hanno riguardato la cooperazione sull'aeronautica, la costruzione di strade, le dogane, la protezione della proprietà intellettuale, la cultura. Devono ancora essere resi pubblici i dettagli di questi documenti

Putin ha detto che uno dei due patti tra i Paesi è l'acquisto di 2 reattori nucleari da parte della Russia, provenienti da un impianto di energia nucleare a Tianwan, il complesso nucleare più evoluto in Cina.

Il Primo Ministro Russo Igor Sechin, ha detto che Mosca e Pechino è improbabile concordino prima della metà del prossimo anno, sul prezzo delle forniture di gas russo alla Cina.

La visita di Wen segue quella di 3 giorni in Cina da parte del Presidente russo Dmitry Medvedev, nel settembre scorso, durante la quale sia lui che il presidente  Hu Jintao hanno lanciato una gasdotto che ha unito il produttore di energia più grande del mondo, con il più grande consumatore di energia.

Wen, in una conferenza stampa ha detto che la partnership tra Pechino e Mosca ha" raggiunto un livello senza precedenti" e auspica che i due Paesi  "non diventino mai reciproci nemici".

"La Cina seguirà fermamente  lo sviluppo pacifico e sosterrà il rinascimento della Russia come grande potenza", ha aggiunto.

"La modernizzazione della Cina non intaccherà gli interessi degli altri Paesi, mentre una relazione cino-russa solida e forte è in linea  con gli interessi fondamentali di entrambi i Paesi".

Wen ha detto che Pechino è nella volontà di incrementare la cooperaizone con Mosca nel nord-est asiatico, nell'Asia centrale e nella regione asiatica del Pacifico, cosi come  nelle maggiori organizzazioni e meccanismi internazionali nell'obbiettivo di  un " ragionevole ed equo nuovo ordine" nelle politiche ed economia internazionali.
Pang Zhongying, specialista nelle politiche internazionali alla Università cinese di  Renmin, ha detto che la proposta non è di sfidare il dollaro, ma mira piuttosto ad evitare i rischi che esso rappresenta".

by Su Qiang and Li Xiaokun

fonte: http://www.chinadaily.com.cn/china/2010-11/24/content_11599087.htm
Sintesi e traduzione Cristina Bassi

mercoledì 24 novembre 2010

domenica 21 novembre 2010

L'EUROPA SI STA DISINTEGRANDO?

L’intero progetto europeo è ora a rischio disintegrazione, con conseguenze economiche e strategiche difficili da prevedere.

Questa mattina in un suo discorso, il Presidente della EU Herman Van Rompuy (poeta e scrittore di versi latini e giapponesi) ha rivolto un ammonimento ai capi europei: se gestiscono male l’attuale crisi e consentono all’eurozona di rompersi, distruggeranno l’Unione Europea stessa.

“Siamo in una crisi di sopravvivenza. Dobbiamo lavorare tutti insieme per poter sopravvivere con l’eurozona, perchè se non sopravviveremo con l’eurozona non sopravviveremo con l’Unione Europea”, ha detto

Sta ammettendo che il gioco d’azzardo di lanciare una moneta prematura e disfunzionale senza un Tesoro centrale, o una unione debitoria, o un governo economico, per farle da salvataggio ora più tornare indietro come un boomerang infuocato. Prima le economie, i sistemi legali, le pratiche della gestione dei salari, la crescita produttiva e la sensibilità agli interessi di rateo, del nord e del sud dell’Europa erano più o meno in una convergenza sostenibile.

A Jacques Delors e compagni padri fondatori dell’ EMU (Economic and Monetary Union) fu detto dalla commissione degli economisti, agli inizi degli anni 90, che questa avventura incosciente poteva non funzionare come pesavano e portare invece ad una crisi traumatica.

Fu detto loro anche che le unioni valutarie non eliminavano il rischio: lo spostavano semplicemente da quello valutario a quello di default.

Ma no, i maestri europei non ascoltarono nessuno. (…) Bastava la fede politica. Gli investitori che avrebbero dovuto saperlo meglio, caddero nella trappola comprando il debito greco, portoghese e irlandese a 25-35 punti sopra i titoli di stato

(…) Ora stiamo vedendo che accade quando si creano tali pericoli morali nel sistema.

(…) Mr Delors disse ai colleghi ogni crisi sarebbe stata “benefica” perchè avrebbe consentito alla EU di rompere la resistenza al federalismo fiscale ed accumulare quindi potere fresco.

Lo scopo dell’EMU fu politico, non economico, ecco perchè le obiezioni degli economisti potevano essere disattese.

Una volta in vita la valuta, gli stati Europei avrebbero rinunciato alla sovranità nazionale, perché essa potesse funzionare nel tempo.

(…) Ben lontana dal riunire l’Europa, l’unione monetaria sta portando acrimonia e recriminazioni reciproche . La prima eruzione l’abbiamo avuta all’inizio di questo anno quando un ministro Greco accusò I tedeschi di aver rubato l’oro dai caveau della banca centrale e di aver ucciso 300.000 persone durante l’occupazione nazista.

Ora la Grecia è sotto protettorato EU o il “Memorandum” come lo chiamano. Irlanda e Portogallo seguono a ruota, ma stanno già affrontando i dictat di Bruxelles e saranno presto sotto protettorato formale, in ogni caso.

(…) Se tutto ciò continua nel prossimo anno, con la disoccupazione ferma ai livelli della depressione o addirittura salendo allora avrà senso chi avrà la proprietà politica su queste politiche.

C’è un pieno consenso democratico, o questa sofferenza è imposta da padroni stranieri con un obiettivo ideologico?

(..) Dal mio punto di vista, la EU è diventata illegittima quando ha rifiutato di accettare l’esito delle elezioni dei cittadini francesi e olandesi, nel 2005, che rifiutavano la costituzione europea.

(…) L’Irlanda fu il solo Paese costretto a fare un voto, ama quando anche questo elettorato disse no, l’ EU di nuovo non lo prese in considerazione e intimidì l’Irlanda ad andare al voto una seconda volta, per farlo “bene”.

Questo è il comportamento di una organizzazione protofascista; se l’Irlanda ora – per ironia storica- fa partire la reazione a catena che distrugge l’eurozona e la EU, sarà molto difficile resistere alla tentazione di aprire una bottiglia di whisky Connemara e godersi il momento. Ma bisogna resistere. Il cataclisma non sarà carino..

Un solo pensiero per tutti I vecchi amici che lavorano nelle istituzioni EU è: che accadrà alle loro pensioni euro se Mr Van Rompuy ha ragione?"

by Ambrose Evans-Pritchard
Fonte:
http://blogs.telegraph.co.uk/finance/ambroseevans-pritchard/100008667/the-horrible-truth-starts-to-dawn-on-europes-leaders/

traduzione e sintesi Cristina Bassi

CONTROLLI AL BODY SCAN: FOLLIA IN AEROPORTO USA, PALPEGGIAMENTI INVASIVI E UMILIANTI

CHARLOTTE, NC (WBTV) - Una hostess dell'area volo di Charlotte, nonchè una donna sopravvissuta al cancro al seno, ha contattato la rete televisiva WBTV . Dice che è stata costretta a mostrare la sua protesi al seno durante i palpeggiamenti di controllo.
Cathy Bossi vive a Charlotte sud ed è hostess da 32 anni; negli ultimi 28 ha lavorato per la U.S. Airways.

Ai primi di agosto Cathy stava passando dalla security area  quando dice che le hanno chiesto di passaare attraverso il nuovo body scanner (del corpo completo),  all'aeroporto internazionale di  Charlotte Douglas

Con riluttanza ha accettato: 3 anni fa ha avuto una operazione al seno causa cancro e non voleva aggiungere radiazioni al suo corpo. Dice che due agenti donne della T.S.A. l'hanno portata in una saletta privata cominciando ciò che lei ha definito un palpeggiamento aggressivo. Si sono fermate in prossimità del seno destro perchè non tornava loro qualcosa: era il seno operato.

"Mi ha messo tutta la sua mano sul seno e mi ha chiesto cosa fosse quel che sentiva. Ho risposto che era la mia protesi perchè avevo avuto un cancro al seno.' Allora mi dice:  'Bene, deve mostrarmelo."

Le è stato chiesto di mostrare la protesi rimuovendola dal reggiseno!

"Non ho preso nota del nome della persona perchè l'esperienza è stata allucinante. Non potevo credere che qualcuno mi facesse una cosa del genere. Sono hostess di volo e stavo semplicemente andando a lavoro."

Da questa esperienza Cathy ha contattato il Legislative Affairs Team, un gruppo sindacale degli operatori di volo. Dice che vuol vedere andare in pezzi questi palpeggiamenti.

"Ci sono cani che possono odorare le bombe- dice- non c'è ragione di avere le mani di qualcuno che vagano per il tuo corpo"

I rappresentanti della A T.S.A. dicono che io loro agenti non devono rimuovere nessuna protesi  ma sono autorizzati a chiedere di vederla e di toccarla.

T.S.A. dice che vorrà rivedere questa questione.

fonte: http://www.wbtv.com/Global/story.asp?S=13534628
sintesi e traduzione Cristina Bassi
video su: http://www.prisonplanet.com/cancer-surviving-flight-attendant-forced-to-remove-prosthetic-breast-during-pat-down.html

PER CHI SA L'INGLESE: interessante video del discorso di RON PAUL al Congresso USA in merito alla follia negli aeroporti con il body scan etc. etc.. http://www.youtube.com/watch?v=Qwsdq69AHnw

sabato 20 novembre 2010

FACEBOOK: IL MINISTERO DEGLI INTERNI ITALIANO PUO' METTERE MANO A TUTTI I PROFILI

Senza dirlo a nessuno il ministero degli Interni italiano ha ottenuto dai vertici di Facebook le chiavi per entrare nei profili degli utenti anche senza mandato della magistratura. Una violazione della privacy che farà molto discutere.


Negli Stati Uniti, tra mille polemiche, è allo studio un disegno di legge che, se sarà approvato dal Congresso, permetterà alle agenzie investigative federali di irrompere senza mandato nelle piattaforme tecnologiche tipo Facebook e acquisire tutti i loro dati riservati.

In Italia senza clamore, lo hanno già fatto. I dirigenti della Polizia postale due settimane fa si sono recati a Palo Alto, in California, e hanno strappato, primi in Europa, un patto di collaborazione che prevede la possibilità di attivare una serie infinita di controlli sulle pagine del social network senza dover presentare una richiesta della magistratura e attendere i tempi necessari poi una rogatoria internazionale. Questo perché, spiegano alla Polizia Postale, la tempestività di intervento è fondamentale per reprimere certi reati che proprio per la velocità di diffusione su Internet evolvono in tempo reale.

Una corsia preferenziale, insomma, che potranno percorrere i detective digitali italiani impegnati soprattutto nella lotta alla pedopornografia, al phishing e alle truffe telematiche, ma anche per evitare inconvenienti ai personaggi pubblici i cui profili vengono creati a loro insaputa. Intenti forse condivisibili, ma che di fatto consegnano alle forze dell'ordine il passepartout per aprire le porte delle nostre case virtuali senza che sia necessaria l'autorizzazione di un pubblico ministero. In concreto, i 400 agenti della Direzione investigativa della Polizia postale e delle comunicazioni potranno sbirciare e registrare i quasi 17 milioni di profili italiani di Facebook.

Ma siamo certi che tutto ciò avverrà nel rispetto della nostra privacy? In realtà, ormai da un paio d'anni, gli sceriffi italiani cavalcano sulle praterie di bit. Polizia, Carabinieri, Guardia di finanza e persino i vigili urbani scandagliano le comunità di Internet per ricavare informazioni sensibili, ricostruire la loro rete di relazioni, confermare o smentire alibi e incriminare gli autori di reati.

Sempre più persone conducono in Rete una vita parallela e questo spiega perché alle indagini tradizionali da tempo si affianchino pedinamenti virtuali. Con la differenza che proprio per l'enorme potenzialità del Web e per la facilità con cui si viola riservatezza altrui a molto facile finire nel mirino dei cybercop: non è necessario macchiarsi di reati ma basta aver concesso l'amicizia a qualcuno che graviti in ambienti "interessanti" per le forze dell'ordine.

A Milano, per esempio, una sezione della Polizia locale voluta dal vicesindaco Riccardo De Corato sguinzaglia i suoi “ghisa” nei gruppi di writer, allo scopo di infiltrarsi nelle loro community e individuare le firme dei graffiti metropolitani per risalire agli autori e denunciarli per imbrattamento.

Le bande di adolescenti cinesi che, tra Lombardia e Piemonte, terrorizzano i connazionali con le estorsioni, sono continuamente monitorate dagli interpreti della polizia che si insinuano in Qq, la più diffusa chat della comunità. Anche le gang sudamericane, protagoniste in passato di regolamenti di conti a Genova e Milano, vengono sorvegliate dalle forze dell'ordine. E le lavagne degli uffici delle Squadre mobili sono ricoperte di foto scaricate da Facebook, dove i capi delle pandillas che si fanno chiamare Latin King, Forever o Ms18 sono stati taggati insieme ad altri ragazzi sudamericani, permettendo cosi agli agenti di conoscere il loro organigramma.

Veri esperti nel monitoraggio del Web sono ormai gli investigatori delle Digos, che hanno smesso di farsi crescere la barba per gironzolare intorno ai centri sociali o di rasarsi i capelli per frequentare le curve degli stadi. Molto più semplice penetrare nei gruppi considerati a rischio con un clic del mouse. Quanto ai Carabinieri, ogni reparto operativo autorizza i propri militari, dal grado di maresciallo in su, ad accedere a qualunque sito internet per indagini sotto copertura, soprattutto nel mondo dello spaccio tra giovanissimi che utilizzano le chat per fissare gli scambi di droga o ordinare le dosi da ricevere negli istituti scolastici.

Mentre, per prevenire eventuali problemi durante i rave, alle compagnie dei Carabinieri di provincia è stato chiesto di iscriversi al sito di social networking Netlog, dove gli appassionati di musica tecno si danno appuntamento per i raduni convocando fans da tutta Europa. A caccia di raver ci sono anche i venti compartimenti della Polizia postale e delle comunicazioni, localizzati in tutti i capoluoghi di regione e 76 sezioni dislocate in provincia. «Il nostro obiettivo è quello di prevenire i rave party prima che abbiano inizio», spiegano, «e per questo ci inseriamo nelle comunicazioni tra organizzatori e partecipanti, nei social network, nei forum e nei biog». Così può capitare che anche chi ha semplicemente partecipato ad una chat per commentare un gruppo musicale finisca per essere radiografato a sua insaputa.

In teoria queste attività sono coordinate dalle procure che conducono le indagini su singoli fatti o su fenomeni più ampi. I responsabili dei social network non ci tengono a farlo sapere e parlano di una generica offerta di collaborazione con le forze dell'ordine per impedire che le loro piattaforme favoriscano alcuni delitti.

Un investigatore milanese rivela a “L'espresso” che, grazie alle autorizzazioni della magistratura, da tempo ottiene dai responsabili di Facebook Italia di visualizzare centinaia di profili riservati di altrettanti utenti, riuscendo persino ad avere accesso ai contenuti delle chat andando indietro nel tempo fino ad un anno.

Chi crede di aver impostato le funzioni di riservatezza in modo da non permettere a nessuno di vedere le foto, i post e gli scambi di messaggi con altri amici, in realtà, se nel suo gruppo c'è un sospetto, viene messo a nudo e di queste intrusioni non verrà mai a conoscenza.

E non sempre l'autorità giudiziaria viene messa al corrente delle modalità con cui vengono condotte alcune indagini telematiche. Un ufficiale dei Carabinieri, che chiede di rimanere anonimo, ammette che certe violazioni della legge sulla riservatezza delle comunicazioni vengono praticate con disinvoltura: «Talvolta», spiega l'ufficiale. «creiamo una falsa identità femminile su Fb, su Msn o su altre chat, inseriamo nel profilo la foto di un carabiniere donna, meglio se giovane e carina, e lanciamo l'esca. Il nostro carabiniere virtuale tenta un approccio con la persona su cui vogliamo raccogliere informazioni, magari complimentandosi per un tatuaggio. E in men che non si dica facciamo parte del suo gruppo, riuscendo a diventare “amici” di tutti i soggetti che ci interessano». Di tutta questa attività, spiega ancora l'ufficiale, «non sempre facciamo un resoconto alla procura e nei verbali ci limitiamo a citare una fantomatica fonte confidenziale».

Da oggi, in virtù dell'accordo di collaborazione con Mark Zuckerberg siglato dalla Polizia, chi conduce queste indagini potrà fare a meno di avvisare un magistrato perché «la fantasia investigativa può spaziare», prevede un funzionario della Polposta, «e le osservazioni virtuali potranno essere impiegate anche in indagini preventive».

Autore: Giorgio Florian / Fonte: L'Espresso
tratto da: http://www.ecplanet.com/node/1908

giovedì 18 novembre 2010

EX MINISTRO SAVONA: USCIRE DALL'EURO E' MEGLIO

Paolo Savona, ex ministro e presidente del Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi, ha proposto che l'Italia si liberi del "cappio europeo che si va stringendo al collo", considerando la convenienza di uscire dall'Euro o dall'Unione. Si tratta della prima figura autorevole, rappresentativa di una parte dell'establishment politico-economico, a rompere il tabù imposto negli ultimi vent'anni, e a mettere in discussione una scelta che per l'Italia si sta rivelando sempre più disastrosa.

In una lettera al direttore de Il Foglio, Savona ha scritto il 10 novembre che entrando nell'Euro fin dalla sua nascita, l'Italia ha accettato "il vincolo esterno nella promessa di un futuro migliore che non si è realizzato; anzi stringe la corda attorno al collo che si è volontariamente posta".

Ben presto si è capito che una moneta senza governo non avrebbe funzionato; data l'impossibilità di governare la moneta con un organismo politico, fu introdotta una "governance delle regole", e cioè i parametri di Maastricht e il Patto di Stabilità.

Però, il meccanismo è fallito e ora si cerca di riformarlo senza passare per i Parlamenti, come prevede il Trattato, e farlo approvare direttamente dai capi di stato. "Dal governo delle regole si passa al governo del loro aggiramento. L'Italia si troverà di fronte a uno di quei momenti storici che richiedono una scelta importante (…)

"Anche se si fa finta che il problema non esista, il cappio europeo si va stringendo attorno al collo dell'Italia. È giunto il momento di comprendere che cosa stia effettivamente succedendo nella revisione del Trattato di cui si parla e nella realtà delle cose europee, prendendo le necessarie decisioni; compresa quella di esaminare l'opportunità di restare o meno nell'Unione o nella sola euro area, come ha fatto e fa il Regno Unito gestendo autonomamente tassi di interesse, creazione monetaria e rapporti di cambio.

Se l'Italia decidesse di seguire il Regno Unito – ma questa scelta va seriamente studiata – essa attraverserebbe certamente una gravi crisi di adattamento, con danni immediati ma effetti salutari, quelli che ci sono finora mancati: sostituirebbe infatti il poco dignitoso vincolo esterno con una diretta responsabilità di governo dei gruppi dirigenti. Si aprirebbe così la possibilità di sostituire a un sicuro declino un futuro migliore attraverso il re impossessamento della sovranità di esercitare scelte economiche autonome, comprese quelle riguardanti le alleanze globali".

Mentre Savona ha auspicato un dibattito nazionale su questo tema, nessuno dei vari Giavazzi, Boeri ecc. ha avuto il coraggio di rispondere. Lo ha fatto Giorgio La Malfa, antico collega e amico di Savona, il quale ha scritto che "un Paese governato seriamente potrebbe scegliere la strada che oggi suggerisce Savona". Ma teme che "il problema della partecipazione/esclusione dall’euro possa essere il detonatore della divisione del Paese fra una parte che si sente in condizioni di condividere le politiche della Germania e una parte che non è in condizioni di farlo". Per cui, "non abbiamo alternative, oggi come oggi, alla partecipazione all’euro".

L'argomento di La Malfa è in realtà stato confezionato da ambienti filo-separatisti come l'Economist e la Commissione EU di Barroso, ed è il contrario della realtà. L'Euro ha provocato un decennio di declino economico che ha aumentato il divario nord-sud; se cerchiamo un detonatore della spaccatura finale del paese va cercata proprio nella permanenza nell'Eurozona. La stretta deflazionistica che si preannuncia, blindata dalla riforma del Patto denunciata da Savona, non farà che esasperare il divario nord-sud e far crollare la capacità di sostenere gli squilibri nazionali.

Ironicamente, il vantaggio supremo dell'uscita dall'Euro non è affrontato nemmeno da Savona: si tratta del ripristino del credito pubblico sovrano, e quindi della capacità di finanziare investimenti su larga scala per garantire la ripresa.

Fonte > EIR Strategic Alert n.46 (Larouche)

mercoledì 17 novembre 2010

COME GLI EUROCRATI SPENDONO I SOLDI DEI CONTRIBUENTI EUROPEI....

- 14.000 sterline in benefici agli agricoltori nel Tirolo, Austria, per incentivare il loro legame emozionale con il territorio che coltivano»;

- 6.500.000 sterline in campagna di pubbliche relazioni - compreso un programma TV settimanale - per promuovere i finanziamenti europei in Andalusia, nel sud della Spagna;

- 1.400.000 sterline di sussidi al re di Svezia per tenute agricole che affitta nel sud del Paese;

- 350.000 sterline ai Flying Gorillas, una squadra britannica di danza la cui specialità è la "Danza dei Piedi Puzzolenti" e 2.200.000 sterline ad un’altra troupe di danzatori itineranti austriaci;

- 43.000 sterline ad un laboratorio di hip-hop (danza moderna) con sede in Lione, Francia, per la mancanza di cooperazione nell’hip-hop europeo;

- gli eurocrati beneficiano in Lussemburgo di 4.400.000 sterline per club culturali con ristoranti esclusivi e club sociali come uno dedicato alla danza scozzese;

- 10.300.000 sterline per un impianto di riciclaggio nel nord-ovest della Spagna, di cui si dice interri due terzi degli scarti discarica;

- 420 sterline in scontrini di aperitivi durante un viaggio degli eurocrati alle isole Fiji...

Questi dettagli sono stati rivelati ieri dal think-tank Open Europe, il giorno successivo al fatto che i revisori si siano rifiutati - per il 16° anno di fila - di chiarire se l’Unione Europea stia operando correttamente sui suoi conti.

Mats Persson - direttore di Open Europe: «Il budget dell’Unione Europea è irrazionale, ipercomplesso e obsoleto. Enormi quantità di denaro sono sperperate in progetti che non fanno niente per aiutare l’economia dell’EU a rientrare sui suoi binari. Non ci dovrebbe essere alcuna discussione
su aumenti di budget finchè non verranno eliminati sprechi e cattive gestioni".


I membri del Parlamento Europeo e della Commissione devono rendersi conto della realtà economica che li circonda…".

Fonte: http://www.dailymail.co.uk/news/article-1328568/Nation-states-dead-EU-chief-says-belief-countries-stand-lie.html
 sintesi e trad Cristina Bassi

martedì 16 novembre 2010

20 NOVEMBRE 2010 ROMA: MANIFESTAZIONE NO SCIE CHIMICHE

"Durante una recente puntata della trasmissione E se domani in onda sulla rete televisiva statale italiana rai 3, si è potuto assistere a un "curioso" spettacolo (vedi il video ).

Mentre i vari disinformatori che negano le scie chimiche tendono a negare persino l'esistenza di programmi e tecnologie di manipolazione climatica e di guerra ambientale, in questa trasmissione si è ammesso palesemente che siamo a buon punto nell'asservimento delle forze della natura, e si sono persino forniti dei dati impressionanti sull'uso di certe tecnologie all'estero, in particolar modo in Cina.

Ma se da una trasmissione come questa le pietose menzogne di molti negazionisti delle scie chimiche vengono clamorosamente smentite, è per dare al pubblico un altro tipo di messaggio che lo allontani ugualmente dalla presa di coscienza della triste realtà odierna. In questi mesi, con un crescendo spaventoso, tonnellate di composti chimici vengono spruzzati nell'atmosfera di tutto il pianeta fino a trasformare giornate di cielo azzutto in giornate di velature chimiche, ovvero di scie persistenti rilasciate dagli aerei-cisterna che dopo ore assumono forme vagamente simili a cirri.

In questa trasmissione si è infatti parlato di manipolazione climatica come di qualcosa di buono, di utilie, ("seminare le nuvole è come seminare la terra"), si è minimizzato o si è sorvolato sull'impatto ecologico delle sostanze impiegate parlando genericamente di "sale" disperso sulle nuvole.

Ci si è persino rammaricati di non avere posseduto per tempo una così completa padronanza delle tecniche di manipolazine climatica perché altrimenti si sarebbe persino potuto evitare che l'uragano Katrina si dirigesse su New Orleans.

Eppure chiaro, a chiunque abbia una mente pensante, che le testimonianze di quanto fatto nei tempo passati, ad esempio quando si sono utilizzate queste tecniche per allontanare i fumi radioattivi della centrale di Cernobyl, lasciano intendere che non si sia fatto niente per evitare che il disastroso uragano Katrina distruggesse New Orleans.

In ogni caso è chiaro, dal momento che uragani disastrosi continuano ad avverarsi all'estero come disastrose alluvioni si avverano in Italia, che quando queste tecniche potrebbero salvare vite umane, salvaguardare intere città o regioni dalla furia devastante delle "calamità naturali", stranamente non vengono utilizzate.

Evidente quindi che tali disastri siano considerati delle opportunità positive per chi ci governa (ovvero dalle élite criminali ed occulte che comandano su questo pianeta) ma a questo punto dovrebbe essere chiaro che se ci sono le tecniche per disperdere o far deviare gli uragani ci sono anche quelle per rinforzarli e per causare disastrose inondazioni. Se qualcuno vuole che succeda un disastro perché mai dovrebbe limitarsi a lasciarlo accadere?

Dovrebbe essere evidente che se qualcuno vuole che un disastro succeda, e se possiede la tecnologia per generarlo artificialmente, non si limiterà ad aspettare che avvenga.

Nessuno crede più che un terremoto, un’inondazione, uno tsunami o un uragano siano soltanto fenomeni naturali ... Armi ad onde elettromagnetiche capaci di provocare ..... terremoti, maremoti ...” Generale Fabio Mini

“Concordo sul fatto che lo tsunami [del 28 dicembre 2004 in Indonesia] è stata una grande opportunità di mettere in mostra non solo il governo statunitense, ma il cuore della gente americana, ed io penso che ci abbia pagato grossi dividendi” – da un articolo pubblicato il 18 gennaio 2005 dall'agenzia France Presse e citato su Commondreams".

fonte: http://scienzamarcia.blogspot.com/2010/11/manifestazione-nazionale-contro-le-scie.html

lunedì 15 novembre 2010

ISLANDA:pare prossima una eruzione del vulcano Grimsvötn

REYKJAVIK, Islanda -- La certezza matematica non c'è ancora. Il timore, quello sì. Secondo gli esperti il vulcano islandese Grimsvötn entrerà in eruzione nei prossimi giorni, con il rischio di una nuova nuvola di cenere nei cieli dell'Europa, sul genere di quella emessa la scorsa primavera dal vulcano Eyjafjöll.

I segni premonitori sono chiari e inequivocabili, dicono i geologi. Vulcanologi e meteorologi si allineano. Il livello del fiume Gigja – che scende dal ghiacciaio Vatnajökull, il più grande d’Europa – è triplicato nel corso della notte tra il 31 ottobre e il 1° novembre. Il cono del vulcano sta lì sotto.

Il calore provocato dall’afflusso di lava ha sciolto il ghiacciaio per uno spessore di 200 metri sopra il cratere. Poi patapumf, fra qualche giorno, se ci sarà magma a sufficienza, ecco l’eruzione. Le ultime due furono nel 1996 e nel 1998. Durarono 5 giorni.

L’attività sismica è un altro chiaro segnale dell’eruzione in arrivo. Nelle ultime 48 ore, i sismografi hanno registrato tre scosse di rilievo. Tutte tra i 2.7 e i 4 gradi della scala Richter.

Insomma, l’eruzione pare imminente, ma per ora le autorità islandesi frenano su un eventuale blocco del traffico aereo. Dipenderà tutto dalla nube, se ci sarà. Anche nelle peggiori condizioni, comunque, dovrebbe essere una nube di dimensioni inferiori di quella della primavera scorsa, sostengono.

Intanto, dall’altra parte del pianeta, in Indonesia, il Merapi ha ripreso ad eruttare. Sull’isola di Giava sono piovuti cenere e lapilli, scagliati dal vulcano fino ad un’altezza di 1500 metri. Dall’inizio dell’eruzione sono già 38 i morti

Fonte:
http://www.scienze.tv/node/4806

giovedì 11 novembre 2010

SOTTOMARINO CINESE EMERGE A SORPRESA IN ESERCITAZIONE USA, NEL PACIFICO...

" Un ospite inatteso: un sottomarino cinese Song Class uguale a quello emerso degliUSA, il Kitty Hawk

I capi militari americani lasciati a bocca aperta da un sottomarino cinese, non intercettato, che è saltato fuori in superficie proprio nel mezzo della recente esercitazione nel Pacifico e vicino al  Kitty Hawk USA: un vettore di 1000 piedi con 4500 persone a bordo.

Per il tempo che ha impiegato ad emergere, il Song Class di 160 piedi, un sottomarino di attacco diesel-elettrico,  si comprende che abbia navigato ad un possibile range per lanciare missili al vettore o siluri.

Ufficiali NATO senior riportano che l'incidente ha sollevato costernazione nella marina americana.
Gli Americani non avevano idea di come la flotta cinese stesse crescendo velocemete con tale livello di sofisticazione,  nè che costituisse una minaccia.

Un personaggio NATO in effetti ha detto che l'effetto è stato come quello "dei Russi qundo lanciarono lo
Sputnik": il primo satellite orbitante della Unione Sovietica nel 1957, che segnò l'inizio dell'era spaziale.

L'incidente, avvenuto nell'oceano tra il Giappone del Sud e Taiwan, è un notevole imbarazzo per il Pentagono. Il solitario vascello cinese è scivolato tra almeno 12 navi da guerra americane che avrebbero dovuto proteggere il vettore da forze ostili aeree e marittime.

Ma anche il resto dei costosi schermi per la difesa, che di solito includono almeno 2 sottomarini, non è stato evidentemente in grado di identificarlo.

Degli analisti credono che si tratti di un messaggio che Pechino ha lanciato agli USA e all'Occidente, dimostrando la sua capacità militare in rapida ascesa, in grado di minacciare i poteri stranieri che cercano di interferire nel suo "retro".

I suoi 13 sottomarini  Song Class sono estremamente silenziosi e difficili da identificare perchè funzionanti con motori elettrici.
In Gennaio la Cina fece con successo un test missilistico che abbattè un satellite in orbita per la prima volta".

By MATTHEW HICKLEY
traduzione e sintesi Cristina Bassi
fonte:
http://www.dailymail.co.uk/news/article-492804/The-uninvited-guest-Chinese-sub-pops-middle-U-S-Navy-exercise-leaving-military-chiefs-red-faced.html

lunedì 8 novembre 2010

MINISTRO TREMONTI: COSA ASPETTA A LEGIFERARE PER L'ISTITUZIONE DI UNA BANCA DI PROPRIETA' DELLO STATO?

Un cittadino scrive a ufficio.stampa@tesoro.it:

"Gentile Ministro,
per equilibrare il bilancio dello Stato, finanziare le proprie obbligazioni e di evitare di dover aumentare le tasse in Italia, dovrebbe seguire il modello del Nord Dakota, negli Usa, che possiede una sua banca di Stato: http://www.banknd.nd.gov/

Negli Usa, a seguito della crisi finanziaria in atto, anche in alcuni altri Stati si stanno rendendo conto che questa è l'unica soluzione praticabile nell'immediato futuro.

Nel Massachusetts, ad esempio, cerchi il testo nella Section 180: www.malegislature.gov/Laws/SessionLaws/Acts/2010/Chapter240

In Florida, altro esempio, legga le dichiarazioni di Farid A. Khavari, candidato Governatore: www.khavariforgovernor.com/state-bank/

Una gestione totalmente esterna allo Stato su di una banca di proprietà pubblica, garantirebbe la serietà e il rigore necessari alla sua corretta amministrazione e contribuirebbe allo sviluppo dell'Italia, che beneficerebbe di tutti i vantaggi di esserne l'unica proprietaria. Oggi, invece, ne beneficiano soli i proprietari privati.

D'altronde, se lei è cosciente che il denaro viene creato dal nulla dalle banche, come può permettere che le stesse vengano fondate da gruppi privati? Se il denaro rappresenta il valore di beni e servizi, non possiamo cedere tali valori a gruppi privati attraverso le loro banche, perchè ciò rappresenta un'ingiusta espropriazione di tutti i nostri beni.

Fondare e gestire una banca deve tornare, quindi, ad essere esclusiva prerogativa di enti pubblici, perchè solo in questo modo lo Stato avrebbe la possibilità di ridistribuire la ricchezza del nostro Paese.

In Europa questo è possibile, dato che il comma 2 dell'art. 123 della Versione consolidata del trattato sull'Unione europea e del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale dell'Unione Europea il 30/03/2010 recita: "Le disposizioni del paragrafo 1 non si applicano agli enti creditizi di proprietà pubblica che, nel contesto dell'offerta di liquidità da parte delle banche centrali, devono ricevere dalle banche centrali nazionali e dalla Banca centrale europea lo stesso trattamento degli enti creditizi privati", prevedendo, quindi, l'esistenza di banche di proprietà pubblica.

In Italia, invece, istituire una banca di proprietà pubblica sembrerebbe vietato.

Cosa aspetta, quindi, a legiferare per l'istituzione di una banca di proprietà dello Stato?
Cordialmente"
(firmata)

domenica 7 novembre 2010

PROF. SHLOMO SAND, ISRAELIANO: "QUANDO E COME FU INVENTATO IL POPOLO EBRAICO?"

When And How the Jewish People Was Invented? (Quando e come fu inventato il popolo ebraico?) è uno studio molto serio scritto dal professore Shlomo Sand, storico israeliano. È lo studio più serio sul nazionalismo ebraico che sia mai stato scritto a oggi, la più coraggiosa elaborazione della versione che gli ebrei danno della propria storia.

Nel suo libro Sand riesce a dimostrare oltre ogni ragionevole dubbio che il popolo ebraico non è mai esistito come “razza-nazione”, non ha mai condiviso un'origine comune. È invece un colorito insieme di gruppi che in varie fasi storiche hanno adottato la religione ebraica.

Nel caso che seguiste il ragionamento di Sand e giungeste a chiedervi “quando è stato inventato il popolo ebraico?” la risposta di Sand è piuttosto semplice. “A un certo punto del XIX secolo degli intellettuali tedeschi di origine ebraica, influenzati dal carattere popolare del nazionalismo tedesco, intrapresero il compito di inventare un popolo 'a posteriori', ansiosi di creare un moderno popolo ebraico”. [2]

Di conseguenza il “popolo ebraico” è un concetto “inventato” costituito da un passato immaginario e fittizio con ben poche basi forensi, storiche o testuali. Inoltre Sand – che per le sue elaborazioni si fonda sulle fonti dell'antichità – giunge alla conclusione che l'esilio ebraico sia anch'esso un mito, e che è ben più probabile che i discendenti dell'antico popolo semita di Giudea/Canaan siano gli attuali palestinesi, e non la folla di ashkenaziti di origine cazara alle quali egli stesso ammette di appartenere.

È piuttosto sorprendente che nonostante Sand riesca a demolire il concetto di “passato collettivo ebraico” e a ridicolizzare l'impeto sciovinista nazionale ebraico, il suo libro in Israele sia un bestseller. Già questo fatto da solo può suggerire che coloro che si definiscono “popolo del libro” stanno ora cominciando a rendersi conto delle filosofie e ideologie devastanti e fuorvianti che li hanno trasformati in ciò che Khalid Amayreh e molti altri considerano i “nazisti del nostro tempo”.

Sand: “mentre nel XIX secolo il riferirsi agli ebrei come a un''identità razziale distinta' era segno di antisemitismo, nello Stato ebraico questa stessa filosofia è mentalmente e intellettualmente radicata” [3].
Inoltre, dice Sand: “In Europa c'è stato un tempo in cui si veniva etichettati come antisemiti per aver detto che tutti gli ebrei appartengono a una nazione distinta. Oggi, ad affermare che gli ebrei non sono e non sono mai stati un popolo o una nazione si verrebbe etichettati come odiatori di ebrei”. [4]

Sand considera la nazionalità un discorso illusorio. È un dato di fatto che gli studi storici e antropologici sulle origini dei diversi cosiddetti “popoli” e “nazioni” conducono all'imbarazzante disintegrazione di qualsiasi etnicità e identità etnica. Dunque è piuttosto interessante scoprire che gli ebrei tendono a prendere molto seriamente il loro mito etnico

Per Sand, il nazionalismo si è sviluppato a causa di un'“esaltazione creata dalla modernità che ha separato le persone dal loro passato immediato” [7]. La mobilità prodotta dall'urbanizzazione e dall'industrializzazione ha distrutto il sistema sociale gerarchico come pure la continuità tra passato, presente e futuro.

È un fatto dimostrato che non un solo testo storico ebraico è stato scritto tra il I secolo e gli inizi del XIX secolo. Il fatto che l'ebraismo si basi su un mito storico religioso può avere qualcosa a che fare con questo. La tradizione rabbinica non si è mai preoccupata di esaminare adeguatamente il passato ebraico. Uno dei motivi di ciò è probabilmente l'assenza di necessità di un simile impegno metodologico. Per l'ebreo che viveva nell'antichità e nel Medioevo quello che c'era nella Bibbia era sufficiente a rispondere alle domande più importanti sulla vita quotidiana, il significato e il destino ebraici. Come scrive Shlomo Sand, “il tempo cronologico secolare era alieno al 'tempo della Diaspora' plasmato dall'attesa del Messia”.

Benché Israele si consideri la resurrezione del monumentale Regno di Davide e Salomone, gli scavi compiuti nella città vecchia di Gerusalemme negli 1970 hanno rivelato che il regno di Davide non era altro che un piccolo insediamento tribale. Le prove presentate da Yigal Yadin su Re Salomone sono state in seguito confutate da esami forensi realizzati con il Carbonio 14. Questi fatti scomodi sono stati scientificamente dimostrati. La Bibbia è un racconto di invenzione, e non contiene molto su cui possa basarsi una qualche gloriosa esistenza del popolo ebraico in Palestina in una qualche epoca.

Già all'inizio del suo testo Sand pone le domande cruciali e probabilmente più importanti. Chi sono gli ebrei? Da dove sono venuti? Come mai in diversi periodi storici appaiono in luoghi molto diversi e distanti?

Gli ebrei contemporanei non hanno niente a che fare con gli antichi israeliti, che non sono mai stati mandati in esilio perché una tale espulsione non è mai avvenuta. L'esilio romano è solo un altro mito ebraico.

“Ho cominciato a cercare tra gli studi scientifici notizie sull'esilio”, ha detto Sand in un'intervista ad Haaretz, [11] “ma con mia grande sorpresa ho scoperto che non c'è letteratura in merito. La ragione è che nessuno esiliò il popolo dal paese. I romani non esiliavano i popoli e non avrebbero potuto farlo neanche se avessero voluto. Non avevano treni né camion per deportare intere popolazioni. Quel genere di logistica non è esistito fino al XX secolo. Ed è da questo che in effetti è nato tutto il libro: dal comprendere che la società ebraica non fu dispersa e non fu esiliata”.

il risultato logico è molto più interessante: se il popolo di Israele non fu cacciato i veri discendenti degli abitanti del Regno di Giuda devono essere i palestinesi.

“Nessuna popolazione si conserva pura dopo migliaia di anni”, dice Sand. [12] “Ma le probabilità che i palestinesi siano i discendenti dell'antico popolo ebraico sono molto più grandi delle probabilità che lo siamo voi e io. I primi sionisti, fino alla Grande Rivolta Araba [1936-9], sapevano che non c'era stato nessun esilio e che i palestinesi erano i discendenti degli abitanti di quella terra. Sapevano che i contadini non se ne vanno finché non vengono cacciati. Perfino Yitzhak Ben-Zvi, il secondo presidente dello Stato di Israele, scrisse nel 1929 che ‘la vasta maggioranza dei contadini non ha le proprie origini nei conquistatori arabi ma piuttosto, prima di loro, nei contadini ebrei che erano numerosi e in maggioranza nella costruzione del territorio’”.

Nel suo libro Sand va oltre e dice che fino alla Rivolta Araba del 1929 i cosiddetti capi sionisti di sinistra tendevano a credere che i contadini palestinesi di fatto “di origine ebraica” sarebbero stati assimilati dalla nascente cultura ebraica e sarebbero infine entrati nel movimento sionista. Ber Borochov credeva che “se un falach (contadino palestinese) si veste come un ebreo e si comporta come un ebreo della classe operaia non si distingue in alcun modo da un ebreo”.

Ci si può ora chiedere: se i palestinesi sono i veri ebrei, chi sono questi che insistono nel chiamarsi ebrei? La risposta di Sand è semplice, ma sensata. “Il popolo non si disseminò, ma la religione ebraica sì. L'ebraismo era una religione di convertiti. Contrariamente all'opinione popolare, nell'ebraismo delle origini c'era un grande desiderio di convertire gli altri”. [13]

Chiaramente le religioni monoteiste, essendo meno tolleranti di quelle politeiste, hanno in sé un impulso a espandersi. L'espansionismo ebraico ai suoi inizi non era solo simile al cristianesimo ma fu l'espansionismo ebraico a piantare i semi della 'diffusione' nel pensiero e nella pratica dei primi cristiani.

“Gli asmonei,” dice Sand, [14] “furono i primi a cominciare a produrre ebrei in gran numero per mezzo delle conversioni di massa, sotto l'influsso dell'ellenismo. Fu questa tradizione di conversioni che preparò il terreno per la successiva e diffusa disseminazione del cristianesimo. Dopo la vittoria del cristianesimo nel IV secolo, lo slancio delle conversioni subì una battuta d'arresto nel mondo cristiano e ci fu crollo nel numero di ebrei. Presumibilmente molti degli ebrei che apparvero attorno al Mediterraneo divennero cristiani. Ma poi l'ebraismo cominciò a permeare altre regioni, per esempio quelle pagane come lo Yemen e l'Africa Settentrionale. Se in quella fase l'ebraismo non avesse continuato ad avanzare e a convertire pagani saremmo rimasti una religione del tutto marginale, sempre che fossimo sopravvissuti”.


Pare che gli ebrei di Spagna, che ritenevamo avere legami di sangue con i primi israeliti, siano berberi convertiti. “Mi sono chiesto”, dice Sand, “come hanno fatto a comparire in Spagna comunità ebraiche così grandi. E poi mi sono accorto che Tariq ibn Ziyad, il supremo comandante dei musulmani che conquistarono la Spagna, era berbero, e che lo era anche la maggior parte dei suoi soldati. Il regno berbero ebraico di Dahia al-Kahina era stato sconfitto solo 15 anni prima. E la verità è che un certo numero di fonti cristiane afferma che molti dei conquistatori della Spagna erano ebrei convertiti. La fonte profonda della grande comunità ebraica spagnola erano quei soldati berberi che si erano convertiti all'ebraismo”.
 
Sand condivide l'ipotesi ampiamente accettata che i cazari ebraizzati costituissero la principale origine delle comunità ebraiche dell'Europa Orientale, che chiama Nazione Yiddish. Quando gli si chiede come mai parlino yiddish, che è considerato un dialetto medievale tedesco, risponde che “gli ebrei erano una classe di persone che dipendeva dalla borghesia tedesca nell'Est, e così adottarono parole tedesche”.
 
Tenendo conto che il nazionalismo ebraico è, per la maggior parte, guidato da un'élite cazara, potremmo dover ampliare la nostra intima conoscenza di questo gruppo politico così unico e influente

Sand ci lascia con la conclusione inevitabile. Gli ebrei contemporanei non hanno un'origine comune e la loro origine semita è un mito. Gli ebrei non hanno in alcun modo avuto origine in Palestina, e dunque il loro cosiddetto “ritorno” alla “terra promessa” va visto come un'invasione da parte di un clan ideologico-tribale.

Tuttavia, benché gli ebrei non costituiscano in alcun modo un continuum razziale, per qualche ragione risultano etnicamente orientati. Come possiamo notare, molti ebrei considerano ancora i matrimoni misti come la minaccia peggiore e definitiva.
Per quanto concerne Sand, Israele dovrebbe diventare “uno stato dei suoi cittadini”.

Estratti da: Il mito dell'ebreo errante - di Gilad ATZMON http://www.gilad.co.uk/
fonte: http://tuttouno.blogspot.com/2010/11/sionismo-il-mito-dellebreo-errante.html?utm_source=feedburner&utm_medium=feed&utm_campaign=Feed%3A+Tuttouno+%28TUTTOUNO%29

Note
[2] http://www.haaretz.com/hasen/spages/966952.html
[3] When And How The Jewish People Was Invented? Shlomo Sand, Resling 2008, pg 31
[4] Ibid pg 31
[7] Ibid pg 62
11] http://www.haaretz.com/hasen/spages/966952.html
[12] Ibid
[13] Ibid
[14] Ibid

PRIMO MINISTRO YEMEN: AL QAEDA FABBRICATA IN OCCIDENTE...

Sana'a, Yemen - Il Primo ministro yemenita Ali Mujawar sabato ha detto che al-Qaeda è un gruppo costruito in Occidente e non invece creato dal suo Paese. Cosi riporta l' agenzia d'informazione ufficiale Saba.

Il gruppo militare "non è stato creato nello Yemen, come addotto da coloro che propagano questa percezione a livello internazionale", ha detto, stando alle affermazioni di Saba

Lo Yemen sta cercando di liberarsi dalla immagine quale rifugio di militanti Al Quaeda, poichè è sotto intensa pressione da parte degli USA e dei Paesi Occidentali (...) dopo il complotto fallito della scorsa settimana, in merito a supposte bombe spedite in pacchi via spedizioniere, a Chicago

Il gruppo (terroristico) ha rivendicato la responsabilità dell'attentato in una affermazione postata venerdi.

Mujawar ha richiamato la comunità internazionale perchè sostenga gli sforzi del suo governo per combatere il terrorismo, ha detto Saba.

Il Ministro dell'Interno, Mutahar al-Masri, presente al meeting, ha detto che molti dei membri dei gruppi che risiedono nello Yemen, non sono nati yemeniti, ma " nati e cresciuti in altri Paesi e venuti nello Yemen per ingaggiare terrorismo".

fonte: http://www.earthtimes.org/articles/news/352289,group-not-yemeni-pm.html
traduzione e sintesi Cristina Bassi

Co-fondatore della Apple per la libertà di espressione revisionista

"E' sbagliato che ci neghino il diritto di mettere in discussione la cultura o i modelli di pensiero comuni, specialmente quando sappiamo che i libri vengono scritti dai vincitori. Non proviene dall'odio dire "Non credo" di qualsiasi cosa si tratti. Queste storie contro la libertà di parola mi seccano sempre. Ma non si tratta comunque di una chiamata ad una azione violenta", 
Steve Wozniak, Co-fondatore della Apple Computers
(la sua biografia: http://en.wikipedia.org/wiki/Steve_Wozniak )

Questo il commento che di recente ha accompagnato la sua firma di una petizione lanciata in Francia allo storico Paul-Eric Blanrue contro il "Gayssot Act" ed a favore di Vincent Reynouard. Tale Atto del 13 luglio1990 proibisce la diffusione di revisionismo storico pena imprigionamento e sanzione.

Vincent Reynouard, 41 anni e padre di 8 figli,  è stato condannato nel 2007 ad un anno di prigione in assenza di prove e multato di circa 70,000 euro per aver scritto un pamphlet di 16 pagine, intitolato: "Holocauste? Ce que l'on vous cache... ("Olocausto? Cosa vi è stato tenuto nascosto...").

Su richiesta delle autorità francesi, che per lui hanno emesso un "mandato di arresto europeo",  Vincent Reynouard fu arrestato dalla polizia belga nello scorso luglio, a Bruxelles, dove viveva con la sua famiglia; quindi imprigionato in Belgio per oltre 50 giorni prima di subire l'estradizione in Francia. Ora è incarcerato a Valenciennes nel nord della Francia.

In tutto il mondo occidentale i media "mainstream" (i mezzi di comunicazione omologati ndr) ignorano il fatto che  in Francia un uomo onesto, padre di 8 figli, stia facendosi 1 anno di prigione e debba pagare 70,000 euro perchè autore di uno scritto di 16 pagine.

Noam Chomsky, ha affermato  la sua posizione in una lettera contro il "Gayssot Act" ed in difesa di Vincent Reynouard. Qui la lettera in questione:
https://csvr.wordpress.com/2010/09/24/the-full-statement-from-noam-chomsky-to-the-release-of-vincent-and-the-repeal-of-the-law-gayssot

Al momento ci sono 1000 formatari della petizione

Altra fonte in inglese: http://www.tellingfilms.netne.net/reynouard2010.htm, che presenta il caso.

by Robert Faurisson (November 5, 2010)
fonte: http://rense.com/general92/woz.htm

traduzione Cristina Bassi

sabato 6 novembre 2010

INDONESIA: IL VULCANO MERAPI ERUTTA E FERMA I VOLI...

Molte linee aeree hanno temporaneamente sospeso i voli tra Singapore e Giacarta, a causa delle ceneri vulcaniche erutatte dal Monte Merapi in Giava centrale.

Tra le linee aeree colpite: Singapore Airlines, Japan Airlines, Malaysia Airlines, Lufthansa e Cathay Pacific.

Merapi, uno dei vulcani più attivi del mondo, iniziò ad eruttare 2 settimane fa uccidendo più di 130 persone.
Non ci sono state ripercussioni sui voli domestici, diversamente dagli altri, per i quali gli ufficiali di volo dicono che le ceneri sono pericolose e potrebbero danneggiare il velivolo.

Azharuddin Osman, il direttore delle operazioni per la Malaysia Airlines, ha detto: "la presenza di cenere vulcanica nelle vie aeree che circondano Giacarta potrebebro causare un serio danno al nostro velivolo e motori, cosa che potrebbe compromettere la sicurezza delle nostre operazioni"

L'Indonesia è già stata obbligata a chiudere il suo aeroporto internazionale a Yogyakarta e a deviare i voli alla vicina città di Solo.

Il Monte Merapi sta producendo spesse nubi di cenere superriscaldate dai gas causati dalla sua maggiore eruzione da cento anni a questa parte. Oltre alla perdita di vite umane, 200.000 persone sono state evacuate dall'area.

CENERE CALDA
Gli ufficiali dicono che sono morte 85 persone nelal maggiore eruzione di venerdi, quando nelle comunità locali sono state scagliate cenere calda e detriti fusi. Ma ci sono altre persone con serie bruciature.
Una fossa di massa viene preparata per dozzine di vittime del villaggio di Argomulyo a 18km dal cratere".

fonte: http://www.bbc.co.uk/news/world-asia-pacific-11704165- traduzione Cristina Bassi

lunedì 1 novembre 2010

DAGLI USA: COME USCIRE DALLA CRISI? MA CON UNA GUERRA!

Quelle che seguono non sono affermazioni prese da un cabaret, nè da un romanzo di fantascienza,  leggere per credere...  e nientemeno che sul Washington Post.
Ma che origini avrà questo erudito giornalista/analista/ propositore? Mah... forse è una domanda troppo difficile.


 "Quando iniziò il ciclo delle elezioni a medio termine, l'opinione prevalente fu che Barak Obama fosse più intelligente ed ispirativo di chiunque altro lo avesse preceduto sulla scena. Ora che è finito, nulla sembra essere cambiato.

OH, SI, so che i Democratici sono finiti in un sacco di guai e potrebbero perdere il controllo del Congresso. Ma anche se cosi andrà, Obama potrà sempre rientrare infuocato per vincere un secondo mandato nel 2012. E' molto meglio dei concorrenti.

(...) ma se Obama non potrà stimolare la crescita  per il 2012, sarà improbabile che potrà essere rieletto. Gli effetti persistenti della recessione che lo hanno accompagnato alla Casa Bianca probabilmente lo porteranno alla rovina.
(...) Obama è in grado di sfruttare le forze che potrebbero spingere la crescita? Questa è la questione chiave per i prossimi 2 anni.

Quali sono queste forze? Essenzialmente due: una il potere del ciclo del business, la forza della marea che attraverso tutta la storia detta legge su quando l'economia si espande e si contrae.

Gli economisti si dannano nell' analizzare questo ma inevitabilmente concludono che  non può essere affrettata e che piuttosto fa resistenza al comando politico. Come si suol dire.. il mercato andrà dove deve andare.

(...) Cos'altro può influenzare l'economia? La risposta è ovvia, ma le sue implicazioni sono spaventose.
La guerra e la pace influenzano l'economia.

Osservate indietro nel tempo la Grande Depressione. Cosa risolse definitivamente quella crisi economica? La Seconda Guerra Mondiale. 

Qui è dove Obama può facilmente prevalere. Con un forte sostegno repubblicano nel Congresso in merito al pericolo dell'ambizione iraniana di diventare un potere nucleare, Obama può spendere molto del  2011 e 2012 orchestrando uno showdown con i mullah. Questo lo aiuterà politicamente perchè il partito di opposizione sarà con lui. E mentre le tensioni si alzeranno e noi accelereremo le preparazioni per la guerra, l'economia migliorerà.
Ovviamene non sto suggerendo che il presidente inciti una guerra per essere rieletto. La nazione farà quadrato attorno a Obama perchè l’Iran è la più grande minaccia per il mondo in questo giovane secolo. Se potrà confrontarsi con questa minaccia e contenere le ambizioni nucleari dell'Iran, avrà reso il mondo più sicuro e potrà essere considerato come uno dei presidenti di maggior successo della storia".

by David S. Broder

fonte: http://www.washingtonpost.com/wp-dyn/content/article/2010/10/29/AR2010102907404.html
traduzione e sintesi Cristina Bassi

BREDA CHIEDE AL GOVERNO IRLANDESE DI FERMARE GLI AEROSOL CHIMICI DAL CIELO...

"Una cittadina irlandese, Breda, da tempo, protesta contro le micidiali operazioni chimico-biologiche sopra Kildare, Irlanda. Questa donna coraggiosa ha visto dei grossi elicotteri neri diffondere veleni sulla città.

Breda Murphy ha vissuto nella città di Kildare per gran parte della sua vita. Così quando il 14 di giugno di quest'anno (2010, n.d.t.) è stato attuato un programma intensivo di irrorazione aerea su Kildare, lo ha notato quasi immediatamente. Ha scorto anche degli elicotteri neri mentre diffondevano sostanze tossiche. La Murphy e molti dei suoi concittadini, pochi giorni dopo l'inizio dell'irrorazione, hanno principiato a subire gravi effetti negativi: epistassi, emicranie e gravi affezioni delle vie respiratorie.

Breda stessa ha accusato forti mal di testa, affanno ed un aumento della temperatura corporea. Un lato del viso le si è ingrossato; gli occhi le si sono gonfiati. La donna è stata costretta a consultare un medico che le ha diagnosticata la pressione sanguigna elevata ed infezioni delle vie respiratorie superiori e dei seni paranasali.

Breda ha trascorso una penosa estate trincerata in casa, uscendo solo nei casi assolutamente necessari. Nelle ultime settimane, è ricominciata l'irrorazione su Kildare. Breda ed i suoi vicini ancora una volta vivono nella paura per la loro salute.

Breda ha chiesto che il governo interrompa immediatamente l'irrorazione di Kildare e delle altre zone del paese costantemente sotto attacco. L'aerosol clandestino costituisce una grave violazione dei diritti umani fondamentali!

Breda Murphy è disponibile per interviste e può essere contattata qui:
e-mail: maud.brownat@yahoo.co.uk
 (Maud)"

fonte: http://www.tankerenemy.com/2010/10/la-clamorosa-protesta-di-una-donna.html

Che cosa sono le scie chimiche?

Perché gli organi di informazione non ne parlano, nonostante vi sia ormai una imponente documentazione raccolta in ogni parte del mondo?







Qualcuno ha deciso di usare il cielo per esperimenti segreti