UN BLOG PER TENERTI SVEGLIO

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venerdì 31 dicembre 2010

BANCO EMILIANO ROMAGNOLO: IL 6 DIC 2010 CHIUDE I CONTI CORRENTI ...

Si apprende dal sito http://www.professionefinanza.com/Articoli/ViewArticolo.php?idArticolo=2705&idcategoria=37, che il Banco Emiliano Romagnolo:
"In data 6 dicembre 2010 i Commissari straordinari del Banco Emiliano Romagnolo “BER” (BO), in amministrazione straordinaria, con il parere favorevole del Comitato di Sorveglianza e previa autorizzazione della Banca d’Italia, hanno deliberato la sospensione del pagamento delle passività di qualsiasi genere e della restituzione degli strumenti finanziari alla clientela, ai sensi dell’art. 74 del d.lgs. 1° settembre 1993, n. 385 (TUB), per il periodo massimo di un mese, fatte salve eventuali proroghe.

La misura si è resa necessaria stante il ricorso di circostanze eccezionali, che si sostanziano nell’insufficienza delle disponibilità liquide a far fronte alle passività in scadenza e nell’impossibilità di attivare canali alternativi di sostegno finanziario. Nel corso della procedura gli Organi straordinari hanno esperito numerosi tentativi per portare a soluzione la situazione di grave tensione finanziaria della banca, manifestatasi sin dall’avvio dell’amministrazione straordinaria e, con la supervisione della Banca d’Italia, stanno operando per portare a compimento, quanto prima, un piano di intervento che, con il sostegno del Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi e delle banche creditrici, realizzi la salvaguardia degli interessi della clientela".
Comunicato Stampa della Banca d'Italia diffuso a cura del servizio segreteria particolare della Banca d'Italia: http://www.bancaditalia.it/media/comsta/2010/CS_BER.pdf

Significa che in quella data è stata bloccata l'operatività della Banca in questione, ovvero i conti correnti della clientela e la banca è stata commissariata (bloccati Rid, F24, bollette, pagamenti ai fornitori, etc.). Naturalmente ciò significa il blocco dei risparmi dei privati.

Sempre dal sito http://www.professionefinanza.com/Articoli/ViewArticolo.php?idArticolo=2705&idcategoria=37:

BLOCCO DOSSIER TITOLI:
La sorpresa dei clienti è stata grande oltre che inattesa: La Banca d'Italia ha bloccato tutti gli strumenti finanziari dei clienti, non solo quelli dove l'emittente sia lo stesso BANCO EMILIANO ROMAGNOLO, ma anche TITOLI DI STATO, AZIONI E DERIVATI. Al momento, nessun cliente ha la possibilità di poter gestire i propri risparmi privati o amministrare le attività aziendali. Stesso discorso vale anche per i dipendenti che hanno saputo la notizia all'ultimo momento

Che dire? davvero un bel Natale e Fine Anno per i dipendenti e clienti di quella banca.

Non sembrerebbe che la notizia sia stata divulgata dai grandi organi di informazione...

giovedì 30 dicembre 2010

IL SILENZIO SUL DISASTRO NUCLEARE IN NIGER...

11 dicembre 2010, una data che non verrà ricordata per lo sversamento di oltre 200mila litri di fanghi radioattivi fuoriusciti dalle vasche che contengono le scorie della miniera di Somair, in Niger. Una marea radioattiva che Greenpeace ha riportato al mondo il 17 dicembre e che il mondo ha accolto con un silenzio indifferente.


Il 20 dicembre l'ONG Man Agir ha pubblicato le foto dei cedimenti delle dighe dei bacini di stoccaggio delle acque provenienti dal processo di macinazione dell'uranio. I liquidi sterili, questo il nome ufficiale contengono l'85% della radioattività iniziale del minerale e secondo i controlli effettuati da Almoustapha Alhacen per conto dell’organizzazione, hanno già contaminato due ettari di terreno.

La cava è di proprietà dell'azienda nucleare francese Areva, che già a maggio era entrata nel mirino di Greenpeace per le modalità di gestione delle sue miniere nigeriane, documentando le condizioni di vita nei ad Arlit e Akokan, dove terreno, acqua e aria sono contaminati.

Il reportage Left in the dust documenta come in questi villaggi, costruiti nei pressi delle aree estrattive da Areva uomini donne e bambini vivano immersi nella radioattività.

La multinazionale francese aveva negato ogni responsabilità, dichiarando di rispettare anche in Niger gli standard di sicurezza validi a livello internazionale. Questa catastrofe annunciata fa pensare invece che le accuse di Greenpeace ad Areva, tra le altre quella di stoccare in mucchi lasciati all'aria aperta, non fossero poi del tutto infondate.

E fa riflettere anche sul fatto che il mito occidentale, tornato in voga anche in Italia, dell'atomo come fonte inesauribile di energia pulita sia, appunto, un mito.

Un ultimo dato, non del tutto secondario per noi italiani: il 9 aprile 2010, nel corso del Quinto Foro di dialogo italo-francese, presieduto da Silvio Berlusconi e Nicolas Sarkozy, Areva ha firmato un protocollo d’intesa nel campo dell'enegia atomica con Ansaldo Energia e la sua controllata Ansaldo Nucleare, entrambe appartenenti al Gruppo Finmeccanica.

In pratica, la multinazionale francese è l’azienda che dovrebbe avviare la “rinascita nucleare” nel nostro Paese.


Giulia Rubino
FONTE: http://ilsole24h.blogspot.com/2010/12/disastro-nucleare-in-niger-il-silenzio.html

mercoledì 29 dicembre 2010

L'EUROPA? UN MORTO CHE CAMMINA..

Uccidono i cristiani ma è l'Europa ad essere morta

Da: http://www.ilgiornale.it/esteri/il_papa_basta_violenze_contro_chiesa/27-12-2010/articolo-id=496028-page=0-comments=1

Per l’Unione europea il Natale non esi­ste, la Pasqua nemmeno, e se uccidono i cristiani in Nigeria e nelle Filippine, co­me è accaduto nel giorno di Natale, chi se ne frega, la cosa non ci riguarda. I cri­stiani saranno una setta del posto.

Noi europei ci occupiamo di misurare le ba­nane, mica di religioni, superstizioni, stragi e amenità varie. Noi siamo civili, lavoriamo in banca, mica pensiamo alle festività religiose. E poi in questi giorni la Commissione europea non lavora, è in vacanza natalizia, anche se non si sa uffi­cialmente la ragione di queste festività, sarà l’anniversario dell’euro o l’onoma­stico di Babbo Natale...

Non sto vaneg­giando per overdose di spumanti e pa­nettoni. È stata diffusa in milioni di copie e in migliaia di scuole, in tutta Europa e forse anche nei Paesi islamici,l’agenda ufficia­le dell’Europa, firmata della Commissione europea. Nel diario europeo, che mi è capitato di vedere,c’è traccia delle più estrose festività relative alle più minoritarie religioni,ma non c’è alcun riferimen­to alle festività antiche, canoniche e ufficiali della cristianità europea. Non si sa perché festeggiamo Natale e le altre festività religiose, nulla è ac­cennato sull’agenda che ricordi la Natività, la Resurrezione e tutto il re­sto, nulla che segni in rosso una san­­ta festività. Ma quale Natale, Pasqua, Epifania, diceva Totò, a cui evidente­mente si ispira l’Unione Europea.

L’ha fatto notare, protestando, il mi­nistro degli Esteri Frattini, ma in que­sti giorni l’Unione europea è chiusa per inventario merci (non esistendo il Santo Natale) e dunque la protesta affonda nel vuoto vacanziero di que­sta vuota Europa. A ragion veduta possiamo perciò accusare l’Unione europea di nega­zionismo. L’Unione europea è un’as­sociazione vigliacca di smemorati banchieri fondata sul negazioni­smo. Nel giro di poche ore, l’Unione eu­ropea ha infatti negato le festività cri­stiane e dunque la sua tradizione principale ancora viva da cui provie­ne e nel cui nome ha un calendario e un sistema di festività. Ed ha pure ne­gato ai Paesi dolorosamente usciti dal comunismo il diritto di conside­rare i loro milioni di vittime sullo stes­so piano delle vittime del nazismo.

Come sapete, la Commissione eu­ropea ha nega­to che si possano equi­parare gli stermini comunisti a quelli nazisti e possa dunque scattare an­che per loro il reato di negazionismo. Pur avendo commesso «atti orren­di », i regimi del gulag, secondo la Commissione europea, «non hanno preso di mira minoranze etniche». E che vuol dire, sterminare i borghesi o i contadini è meglio che sterminare gli appartenenti a una razza? Uccide­re chi non la pensa come te è un cri­mine meno efferato che uccidere chi è di un’altra razza? Tra le fosse di Ka­tyn, le foibe e le camere a gas di Da­chau, qual è la differenza etica, giuri­dica ed umana? Tra chi nega gli ster­mini di popolazioni civili di Paesi in­vasi dal comunismo e chi nega gli stermini etnici, qual è la differenza? È ideologica, signori, puramente ide­ologica. Come ideologica è la nega­zione delle tradizioni cristiane più popolari. Non parliamo infatti del dogma trinitario o di altri quesiti teo­logici, qui parliamo di Natale e Pa­squa, avete presente?

Alla base del­l’Europa c’è un negazionismo vi­gliacco e bugiardo, che non è solo quello di negare alcuni colossali orro­ri per riconoscere e perseguirne de­gli altri; ma negare l’Europa stessa,la sua vita, il calendario che scandisce i suoi giorni, la sua realtà e la sua veri­tà, la sua tradizione e la sua storia. Il negazionismo dell’Unione euro­p­ea è ancora più grave del negazioni­smo elevato a reato: perché non ne­ga solo alcuni orrori, ma nega anche in positivo la storia, la provenienza, la vita europea. Del suo passato l’Unione resetta tutto, difende solo la memoria della Shoah, e poi cancella millenni di civiltà cristiana, millenni di natali e pasque, orrori del comuni­smo e di altre tirannidi. Che schifo.

Io non ho ancora capito a che serve l’Unione europea fuori dall’ambito economico. Non è un soggetto politi­co che esprime posizioni unitarie, non ha un governo passato dal con­senso del popolo europeo, la sua stes­sa unione non fu voluta o almeno rati­ficata da un referendum costitutivo del popolo sovrano. Non è un sogget­to cul­turale e civile perché non fa nul­la per affermare, difendere o valoriz­zare l’identità europea, anzi fa di tut­to per negarla. Non ha una sua carta costituzionale dove declina le sue ge­neralità storiche, le sue affinità idea­li, i suoi principi, le sue provenienze civili e religiose. Non ha una sua poli­tica es­tera unitaria o una strategia in­ternazionale, e non si occupa di stra­gi dei cristiani, semmai si agita solo se c’è una donna condannata a mor­te per aver ucciso il marito in Iran.

Insomma,l’Europa non è mai nata e ha paura pure della sua ombra. Esi­ste solo un sistema monetario unico, un sistema di dazi e di regole, di ban­che e di finanziamenti. È un ente eco­nomico, un istituto per il commer­cio. Per questo l’Unione europea non esiste, abbiamo ancora la Cee, la Comunità economica europea. Anzi non sprechiamo la parola comunità per un consorzio economico, tornia­mo al Mec, Mercato europeo comu­ne.

L’Europa è un morto che cammi­na".
di Marcello Veneziani

lunedì 27 dicembre 2010

TERREMOTI: SCOZIA E GIAPPONE - QUI FORTE SCOSSA OFFSHORE -

I residenti delle isole meridionali del Giappone si sono precipitati nei vari "community centers" (centri comunitari) nelle prime ore di mercoledi 22 dicembre 2010, quando un forte terremoto offshore ha allertato per rischio tsunami; la sua magnetudo 7.4 ha causato "solo" un rigonfiamento delle onde.

Non sono sttai riportati danni immediati causa terremoto, che ha colpito alle  2:20 a.m. (17.20 GMT di martedi) ad 80 miglia (130 km) fuori dalla costa meridionale della Chichi Island nell'Oceano Pacifico e che si è sentito anche a Tokyo, secondo la Associated Press.

Spesso, in questa area cosi attiva sismicamente,  si verificano terremoti: cosa che però non si può dire della contea di Cumbria nel nord-ovest dell'Inghilterra, dove si è avvertita una scossa di 3.6 magnetudo martedi notte. Qui le persone hanno riferito di aver sentito la terra muoversi per oltre un minuto, ma la polizia dice che non sono stati riportati danni o ferite alle persone.

E' stato avvertito anche nel Lancashire, a sud ovest della Scozia, nello Yorkshire, nel Northumberland e nell'isola di Man, cosi riporta  Radio New Zealand.

fonte: http://english.pravda.ru/news/world/22-12-2010/116306-quake-0/
trad. Cristina Bassi

CREDIT SUISSE E L'ARTE DEL GIROCONTO DI TITOLI TOSSICI...

"(...) Carissimo……ti mando qui questa strana notizia: magari ci ricavi qualche riflessione da competente. In breve: il Credit Suisse vende un pacchetto di attivi andati a male a un fondo Apollo (Apollo Management LP); si libera di 2,5 miliardi di dollari di attivi ipotecari per venderli ad Apollo a 1,2 miliardi. Il che fa’ una svalutazione del 58%. E si tratta di prestiti su immobili commerciali di paesi come la Germania, la Danimarca, la Francia, la Svizzera, mica la Grecia e il Portogallo. Vorrà dire qualcosa. Se leggi il francese, ti mando un altro commento… ( link)

(...) eccomi qui alle 11 di Santo Stefano a cercare conferme ad una notizia che ,pulita dal pacchetto mieloso e ottimista con cui è stata confezionata dal Wall Street Journal on-line, ha del clamoroso e getta una luce sinistra sul sistema finanziario del vecchio continente. IL WSJ fa passare il write-off (suona meglio di svalutazione neh?) del 58% con cui il Credit Suisse ha venduto crediti (mutui e prestiti garantiti da immobili commerciali) come un segno di rinascita nel mercato delle sofferenze bancarie… evviva! evviva! un grande scambio “di mercato” di asset tossici… ci siamo, la grande finanza può ripartire.

Ma… un attimo, -58% su immobili situati nella meglio Europa? E quelli Iralndesi? quelli Portoghesi? (velo pietoso e dissolvenza su Atene….). L’operazione del Credit Suisse ha ben altri risvolti se si considera che Apollo group llc per comprare gli asset a sconto del Credit Suisse è stata finanziata da… la stessa Credit Suisse che per buon peso ha anche comprato una partecipazione azionaria in Apollo.. si avete capito bene.

Dunque si tratta di questo, la mirabile operazione che fa ripartire il mercato dei titoli tossici europei è un giroconto (o quasi..) per pulire il bilancio. Perdonate lo scetticismo, scusate se vedo sempre il bicchiere mezzo vuoto (anzi vuoto), ma di tutto questa “notizia” rimane ai posteri un solo unico dato: un taglio del 58% in prestiti su immobili commerciali Tedeschi, Francesi, Danesi e Svizzeri “mica la Grecia e il Portogallo”.

Un ultima notazione, se questa tipo di operazione facesse scuola prepariamoci ad osservare il passaggio dei cosi’ detti asset tossici, anzi. per una volta chiamiamoli con il loro vero nome: CREDITI INESIGIBILI, dicevo prepariamoci a vederli passare dalle banche a giganteschi fondi hedge come questo Apollo Management llc (37 mld di asset totali) in giganteschi giroconti con cui le banche cercheranno di fare sparire le loro sofferenze “parcheggiandole” dentro strutture ancora più opache e meno controllate.

Gli Hedge Fund potrebbero diventare l’enorme tappeto sotto cui nascondere la polvere per tirare a campare qualche trimestre in più nella speranza che le cose si aggiustino"

FONTE:
http://www.rischiocalcolato.it/2010/12/credit-suisse-svela-la-voragine-dei-mutui-su-imobili-commerciali.html

UFO: NUOVA ZELANDA APRE I FILES SEGRETI

23 dicembre 2010 Christchurch, New Zealand

Centinaia di pagine di documenti segreti di avvistamenti UFO in Nuova Zelanda verranno rilasciati quest'anno dai militari. I file includono segnalazioni di avvistamenti UFO dal 1979 al 1984 e dettagli sul famoso avvistamento di Kaikoura nel dicembre 1978.

I files archiviati in Nuova Zelanda dovevano essere resi pubblici questo mese ma la Defence Force vuole rimuovere le informazioni personali per rispettare la legge sulla privacy.

"Al momento stiamo lavorando per fare copie di questi file senza le informazioni personali", ha detto una portavoce della Defence Force neozelandese. "Una volta che questo lavoro sarà completata, speriamo di essere in grado di rilasciare una copia di tutti i file sugli UFO alcuni dei quali entro l'anno."

Alcune luci furono osservate nel cielo di Kaikoura nel mese di dicembre del 1978 e furono filmate da una troupe giornalistica australiana. Aviazione ha confermato l'avvistamento che è stato registrato anche sui radar militari.
Un uomo che ha lavorato per la divisione dell'aviazione civile del Ministero dei Trasporti al tempo dell'avvistamento delle luci di Kaikoura ha detto che vorrebbe vedere i files del governo.
L'uomo, che ha voluto restare anonimo, ha detto che in quei giorni stava lavorando al Christchurch International Airport. Vide aerei militari Americani con segnali insoliti di chiamata esplorare la zona e ritiene che la storia completa di quegli avvistamenti non sono mai state divulgate.

"Se l'US Air Force venne fino in Nuova Zelanda a trascorrere tre giorni ci doveva essere stato qualcosa di molto importante da fare".

Sul sito sottostante, fonte delle news, si trivano i files da scaricare. 
Fonte: http://codenamejumper.wordpress.com/2010/12/22/la-nuova-zelanda-apre-gli-archivi-ufo/

domenica 26 dicembre 2010

20 DIC 2010: FORTE TERREMOTO IN IRAN

Lunedi 20 dicembre 2010, un potente terremoto ha colpito un territorio scarsamente popolato nel sud-est dell'Iran ed ha ucciso almeno 11 persone, ferite almeno 40 e danneggiato 1800 case. Cosi riportato gli organi di stampa di stato alle prime ore di martedi

Di magnetudo 6.5, il terremoto ha colpito 30 paesi popolati da non più di 4000 persone; cosi riporta la radio di stato. I tentativi di salvataggio sono resi difficili dalle linee telefoniche cadute e frane che hanno bloccato l'accesso a certi paesi; il Los Angeles Times cita la notizia come riportata da ufficiali di stato.

Il terremoto è avvenuto alle ore 10:12 pm (1842 GMT) di lunedi ed è stato sentito molto lontano: fino alla provincia confinante di Sistan-Baluchestan sul confine pakistano.

Circa 24 villaggi sono stati distrutti  parzialmente o completamente , hanno detto i resoconti giornalistici aggiungendo che membri della Basij militia sono stati dispiegati  per aiutare le vittime; dice l' AFP.

Fonte: ttp://english.pravda.ru/news/hotspots/21-12-2010/116295-0/
sintesi e trad C. Bassi

giovedì 23 dicembre 2010

IN BULGARIA VIENE ALLA LUCE IL PIU' ANTICO TEMPIO DEL SOLE...

Il più antico tempio del Sole è stato scoperto nel nord-ovest della Bulgaria, vicino alla città di Vratsa, datato più di 8000 anni, cosi ha riportato la televisione nazionale bulgara (BNT) il 15 dicembre 2010.


Il bulgaro 'Stonehenge' è quindi circa di 3000 anni più antico rispetto al suo omologo illustre inglese. Ma a differenza del suo cugino più famoso inglese, il Tempio del Sole bulgaro non era in superficie, ma è stato tirato fuori da sotto tonnellate di terra ed è modellato a forma di ferro di cavallo, dice il rapporto.

Il tempio è stato trovato vicino al villaggio di Ohoden. Secondo gli archeologi, il popolo preistorico ha utilizzato l'impianto celeste per calcolare le stagioni e per determinare i tempi migliori per la semina e raccolto. Il sito è stato utilizzato anche per i rituali, offrendo doni al Sole per la fertilità, come BNT ha segnalato.


Questa zona della Bulgaria è stato precedentemente resa famosa perché son stati trovati i resti del più antico popolo che visse in questa parte d'Europa.

Gli archeologi hanno trovato anche decine di dischi di argilla e pietra nella zona del tempio.

"La semantica dei dischi simboleggiano il disco del Sole stesso, il che significa che questo è il primo tempio, sempre dedicato al culto del Dio Sole, scoperto nelle nostre terre" ha detto l'archeologo Georgi Ganetsovski .

fonte: http://www.antikitera.net/news.asp?ID=9632

domenica 19 dicembre 2010

PADOA SCHIOPPA: REQUIESCAT IN PACE L'ANIMA ETERNA. NEL QUI RELATIVO PERO' ...

"Tommaso Padoa Schioppa é morto ed essendo stato un economista di spicco, che ha ricoperto diversi incarichi prestigiosi merita di essere salutato con cordoglio. Temo, però, che ancora una volta il Paese sprofonderà nella retorica, nell’iperbole, nell’esaltazione di “un grande italiano”. E tutti a piangerlo, a esaltarlo, a prostrarsi per una “perdita incolmabile”.


A me piacerebbe, invece, che venisse raccontato per quello che era. Non un “patriota” italiano, ma un italiano di successo che si é dimostrato sempre più sensibile agli interessi dell’establishment finanziario internazionale che a quelli del proprio Paese. Padoa Schioppa era legato a quell’establishment e, in quanto uno dei padri della moneta unica, perseguiva un disegno che contemplava (e contempla ancora) il rispetto formale delle istituzioni nazionali, perseguendo in realtà il loro svuotamento sostanziale e il trasferimento di ampie fette di sovranità ad organismi sovranazionali; naturalmente senza mai interpellare il popolo, che, anzi, non é mai stato reso consapevole delle loro intenzioni, altrimenti il gioco non sarebbe mai riuscito.

Mi piacerebbe, insomma, che, perlomeno trascorso il periodo di lutto e di sincero, umano rispetto, Padoa Schioppa venisse ricordato davvero in controluce, raccontando aneddoti, affiliazioni internazionali, la sua agenda segreta di cui in vita la stampa, soprattutto di sinistra, non parlava mai. Perché, come capita spesso, Padoa Schioppa si presentava come un progressista ed era un rappresentante della sinistra chic, stile “Repubblica”, che dice di amare il popolo, la gente, la democrazia e poi manipola o si fa facilmente manipolare, contribuendo a realizzare disegni e ambizioni di cui molti intellettuali e giornalisti non sono nemmeno consapevoli
Ma temo che, a sinistra, nessuno oserà tanto. Al contrario…
O sbaglio?"

Marcello Foa,
http://blog.ilgiornale.it/foa/2010/12/19/padoa-schioppa-qualcuno-dira-la-verita/

E ANCORA:
"Monday, June 11, 2007, IL CASO


Colossale frode fiscale di banche americane ai danni dello Stato Una notizia di qualche giorno fa – passata, guarda un po’, sotto traccia dai grandi media (salvo alcune testate locali come Il Centro in Abruzzo, ed un approfondimento del settimanale l’Espresso) – occupatasi ad ampio raggio della questione Visco-Guardia Finanza, anch’essa di una certa gravità, è stata denunciata dall’ADUSFEF concernente una colossale truffa realizzata da un ristretto gruppo di banche d’affari americane ai danni dello Stato e, quindi, di tutti i cittadini; eccole qui di seguito: Goldman Sachs, J.P. Morgan, Lehman Brothers.


La scandalosa vicenda, scovata dall’indagine effettuata dalla Procura della Repubblica di Pescara nell’ambito dell’operazione “Easy Credit”, ha evidenziato una vergognosa frode fiscale ai danni dello Stato di oltre 600 milioni di euro (1200 miliardi delle vecchie lire!) posta in essere dalle banche sopra menzionate, sotto l’ala protettiva dell’attuale governo e con la compiacenza del governatore della Banca d’Italia Mario Draghi, il quale, giova ricordarlo, è stato alle dipendenze della Goldman Sachs e proprio nel periodo incriminato in cui si è sviluppata la grande truffa (2002-2005).


Entrando nei dettagli e nello specifico nell’esposto inviato alla Procura della Repubblica di Milano, l’ADUSBEF ricostruisce in maniera precisa il perverso meccanismo, volto ad eludere il fisco italiano, utilizzato dalla Goldman Sachs che ha la sua sede propria nella città meneghina; questi i passi più rilevanti:


«Approfittando delle differenti legislazioni fiscali in vigore nei paesi europei, Goldman Sachs International […] ha attuato una ingegnosa truffa ai danni dello Stato italiano per la somma di 202 milioni di euro; mediante un ingegnoso ma fraudolento sistema, Goldman Sachs, poco prima del periodo del distacco delle cedole ([1]), effettuava il trasferimento in altri paesi (prevalentemente in Inghilterra) delle azioni di società italiane quotate in Borsa, detenute anche da investitori istituzionali (vedi i noti Fondi Pensione di cui c’è un gran parlare in questi giorni a proposito del TFR) in modo da creare le premesse per eludere la doppia imposizione fiscale; quindi partiva la richiesta di rimborso, ma subito dopo i titoli tornavano in Italia» e, come si dice in questi casi, il gioco è fatto. Questa operazione è stata denunciata, per prima, dalla Agenzia delle Entrate di Pescara, la quale si era fortemente insospettita dall’enorme volume di domande ad essa pervenute (oltre 40.000), poiché in questo territorio si sono verificate una raffica di richieste di rimborso dei crediti d’imposta da parte della sfacciata Goldman Sachs.

 Nonostante questa segnalazione rivolta dall’ADUSBEF all’autorità giudiziaria, dove sono menzionate pesanti accuse che configurano una vera e propria frode fiscale, la medesima banca americana, invece di essere sanzionata dal Ministero dell’Economia (sospensione dall’Albo delle banche per l’illecita condotta perpetrata ai danni del fisco italiano), è stata addirittura premiata; questa decisione, senza retorica, non può non confermare quanta sudditanza il ministro dell’Economia sta mostrando nei confronti di un sistema in cui era invischiato fino collo, offrendogli in ogni occasione una morbosa fedeltà. In tal senso non c’è da sorprendersi che nel settembre dello scorso anno il ministro Padoa Schioppa, nel segno della continuità, ha scelto Goldman Sachs come banca di riferimento privilegiata nel piazzamento dell’ultima emissione di global bond governativi decennali da 3 miliardi di dollari, con scadenza 20 settembre

2016, in qualità di lead manager, assieme a Citigroup e Jp Morgan.


A questo punto come ignorare, con tutta la buona volontà e senza essere troppo pignoli, la sfrontata spavalderia mostrata in questa circostanza dalle banche di oltreoceano che godono della piena complicità governativa posta alla luce del sole dall’ADUSBEF? Come giustificare tutto questo vergognoso teatrino a quei cittadini che con onestà e tanti sacrifici cercano di sbarcare il lunario facendo dei veri e propri salti mortali per sopportare l’opprimente sciabola fiscale ovvero per rispettare quegli ignobili criteri di congruità posti dagli studi di settore? Come biasimare - senza con questo condividere, bensì comprendere - quei cittadini di Lucca che l’altro giorno attorniavano Berlusconi gridandogli tutto il loro malessere inneggiando ad uno sciopero fiscale?


A Padoa Schioppa e alla sua ciurma dico che larghi strati della popolazione sono stufi di sorbirsi la solita cantilena dell’evasione fiscale, un autentico spauracchio dietro il quale si realizza, purtroppo, il malaffare della grande usura finanziaria che, al contrario di quello che si pensi ha, senza se e senza ma, un enorme debito nei confronti dei cittadini da saldare in moneta ed soprattutto in quella dignità che ogni giorno che passa ci viene tolta ignobilmente. Come cittadini e tanto più come cristiani abbiamo il sacrosanto diritto di riprendercela.


1) Operazione finanziaria mediante la quale una società conferisce ai possessori di un titolo azionario o obbligazionario il diritto di riscuotere il dividendo azionario o l’interesse maturato delle obbligazioni emesse.

(Fonte: Adusbef nazionale, Gianluigi Mucciaccio da Abruzzo Press)
http://www.adusbef.lombardia.it/notizie/1-ultime/257-segnalazione-adusbef-per-truffa-ai-danni-dellitalia.html

mercoledì 15 dicembre 2010

QUANDO UNA CIVILTA' ABBANDONA LA SUA MORALITA'...

"Numerosi critici di economisti classici, negli ultimi due secoli, hanno discusso sul fatto se sia immorale essere giudicati da uno dei codici morali riconosciuti. Ci sono degli aspetti principali che chiaramente violano la Regola D’Oro, cosi come molti, forse tutti, i 10 Comandamenti; tale codice entra in conflitto con molti insegnamenti di Gesù. (…) Esso viola l’imperativo categorico kantiano e l’utilitarismo di Mill.

Alcuni dei suoi sostenitori, continuano anche a discutere sul fatto se “La ricchezza delle Nazioni” (di Smith, ndt) non sia inconsistente di principi morali.

(…) Smith nei circoli filosofici non è mai stato riconosciuto come un grande pensatore. Di fatto non lo si riconosce come tale. Un importante economista, altamente rispettato (il cui nome lascio intuire ai lettori) ha detto di Smith:
“(…) non gli piaceva quello che andava oltre il semplice senso comune. Non si è mai mosso oltre le teste del più pigro lettore”

(…) I teorici classici come Smith affermano che i prodotti derivano il loro valore dal lavoro impiegato per produrli e che il lavoro, in sé, è comprato e venduto. I salari, che sono il prezzo del lavoro, hanno un prezzo naturale che è quello necessario per consentire al lavoro di sussistere e di perpetuarsi senza aumentare nè decrescere.

Questi dogmi sono noti come la teoria del lavoro del valore e conseguentemente teoria della sussistenza dei salari.

(..) Notiamo la prima stranezza: il lavoro produce prodotti e la quantità di lavoro che si espande determina il loro valore. Ma è il lavoro ad esser pagato, semplicemente un salario di sussistenza e non il valore dei prodotti che produce. Sfido chiunque, economista o meno, a giustificare questo principio su una base morale.

Secondo (…) trattare (nel lavoro, ndt) un essere umano come un animale da fattoria può essere moralmente giustificato? Dove è qui la solidarietà? I lavoratori, il lavoro coloro che creano tutta la ricchezza della cultura, non sono che fabbrica, fattoria e quando serve carne da macello.

(…) Gli USA e molti dei paesi del cosiddetto mondo occidentale sono dentro il pantano di una crisi di sovranità e di debiti e l’elite finanziaria mondiale sta costringendo molti paesi europei a programmi di severa austerità con grande mortificazione dei popoli europei.

Alcune di queste nazioni sono state definite con l’acronimo di PIGS (=maiali in inglese ndt dai nomi di Portogallo Irlanda, Grecia, Spagna) che è appunto adatto.. poiché i maiali sono una specie di bestiame.

Quel che abbiamo qui è che è la mandria suina che sacrifica il suo bestiame a beneficio della comunità finanziaria internazionale a cui non importa nulla delle persone né tantomeno delle nazioni in cui risiedono.

Questo conferma la filosofia di Jefferson per la quale i mercanti non hanno Paese. E non hanno nemmeno moralità. Come non l’hanno gli economisti che promuovono questa economia.

(…) Ora la cosa più difficile da capire è che scopo abbia questa economia per gli economisti che la sostengono. Quale l’obiettivo di tutta questa distruzione, sofferenza uccisione?

Tutto questo da loro un qualche matto orgoglio? Un banchiere veramente si sente bene quando viene a sapere che la sua banca ha sfrattato centinaia di famiglie la scorsa settimana?

Un generale si rallegra quando gli dicono che dozzine del nemico e delle sue truppe sono state uccise nella battaglia appena combattuta?

Un legislatore fa un brindisi al progresso quando nel suo distretto centinaia di bambini vanno a letto affamati ogni sera?

Se è cosi: che genere di esseri umani sono questi? Se non è cosi: a che cosa stanno pensando?

Tutti i codici morali a cui mi sono riferito in questo pezzo sono di origine occidentale. Tuttavia nessuno di questi codici svolge un ruolo nel come le persone di questa civiltà si comportano.

Quando una civiltà abbandona la sua moralità, non si può concepire una razionalizzazione per giustificare la sua continua esistenza. E’ probabile che molte ragioni possano essere addotte per questo abbandono, sebbene sia convinto che una predomina: l’espansione della legge.

Un tempo la legge governava tipi di comportamento. Ora ha invaso molti tipi di discorso ed è persino applicata al regno del credo.

Se c’è un singolo aspetto della vita umana che ora non sia circostanziato dalla legge, io non lo conosco. Cosi quando qualcuno è accusato di aver fatto qualcosa di sbagliato, la risposta che viene offerta di solito è qualcosa del tipo: “ Ciò che è stato fatto è conforme ai requisiti legali”

Ma il “giusto” non è mai stato definito come “conforme alla legge”, perché persone riflessive da tempo hanno notato che la legge in sé può essere un grande crimine e i peggiori criminali in una cultura possono essere i suoi legislatori, come stanno scoprendo ora le persone in Irlanda, Portogallo, Francia, Spagna, Grecia, Gran Bretagna. Anche gli Americani presto lo scopriranno.

by John Kozy
traduzione e sintesi Cristina Bassi

fonte: www.globalresearch.ca/index.php?context=va&aid=22379

martedì 14 dicembre 2010

SCIENZIATI DELLA ACCADEMIA BULGARA IN CONTATTO CON GLI ALIENI...

Gli scienziati dello Space Research Institute (Istituto di Ricerca Spaziale) della Accademia Bulgara delle Scienze (BAS) hanno riportato di essere in contatto con esseri extraterrestri.


Il bulgaro Novinar Daily ha riportato che gli scienziati bulgari stanno al momento lavorando sulla decifrazione di pittogrammi che si dice siano venuti nella forma dei cosidetti "cerchi di grano", con cui gli alieni hanno risposto a 30 domande poste dai ricercatori del BAS.

"Al momento sono tutti intorno a noi, ci osservano sempre. Non sono ostili nei nostri confronti, anzi vogliono aiutarci, ma non siamo abbastanza cresciuti per stabilire un contatto diretto con loro. Sono pronti ad aiutarci ma nonn sappiamo cosa chiedere loro in caso di contatto", ha detto Lachezar Filipov, il vice-direttore dello Space Research Institute della Accademia Bulgara delle Scienze, come citato dal Novinar Daily.

Filipov ha detto che persino il Vaticano  è concorde sul fatto che gli alieni esistano. Nelle sue parole, si intende che gli esseri umani non potranno stabilire un contatto con gli extraterrestri attraverso delle onde radio ma piuttosto attraverso il potere del pensiero.

Filipov ha affermato che la razza umana è in cammino verso un contatto diretto con gli alieni, che potrà avvenire nei prossimi 10-15 anni.

Il vice-capo dell'Istituto di Ricerca Spaziale Bulgaro ( Bulgarian Space Research Institute) ha anche  detto al Novinar Daily che gli extraterrestri sono critici sul comportamento amorale delle persone, riferendosi con questo alla interferenzaa umana nei processi naturali
La squadra di Filipov sta - si dice- analizzando 150 nuovi cerchi di grano che sono apparsi sul pianeta l'anno scorso.

Il fatto che il Novinar Daily abbia pubblicato la notizia dei ricercatori BAS che comunicano con gli alieni , arriva proprio nel mezzo di una controversia sul ruolo, la fattibilità e la riforma della Accademia Bulgara delle Scienze, controversia che la scorsa settimana ha portato ad un scambio offensivo di commenti tra il Ministro bulgaro delle Finanze, Simeon Djankov e il Presidente Georgi Parvanov.

fonte: http://www.novinite.com/view_news.php?id=110282
traduzione Cristina Bassi


Gli Extraterrestri sono tornati



Ricerche scientifiche e leggende urbane

Il Mistero dei Cerchi nel Grano - DVD

lunedì 13 dicembre 2010

NY TIMES RIVELA GLI INCONTRI SEGRETI DELLA CUPOLA DEI GRANDI BANCHIERI

(...) Fuori da ogni trasparenza, e al riparo da ogni concorrenza. "Il terzo mercoledì di ogni mese - rivela il New York Times - nove membri di una élite di Wall Street si riuniscono a Midtown Manhattan. I dettagli delle loro riunioni sono coperti dal segreto.


Rappresentano Goldman Sachs, Morgan Stanley, JP Morgan, Citigroup, Bank of America, Deutsche Bank, Barclays, Ubs, Credit Suisse".

Ufficialmente, i nove banchieri di questo potentissimo comitato d'affari hanno il compito di "salvaguardare la stabilità e l'integrità" su un mercato che muove ogni giorno migliaia di miliardi di dollari. Di fatto, il club dei nove "protegge gli interessi delle grandi banche che ne fanno parte, perpetua il loro dominio, contrasta ogni sforzo per rendere trasparenti i prezzi e le commissioni". La denuncia raccolta dal New York Times viene dal massimo organo di vigilanza. La fonte più autorevole all'origine dell'inchiesta è Gary Gensler, capo della Commodity Futures Trading Commission.

L'uomo a cui Barack Obama ha affidato il compito di fare pulizia in un mercato altamente speculativo. Ma Gensler è costretto ad ammettere la sua impotenza. "Il costo di quelle pratiche lo paga tutto il resto dell'economia, lo pagano tutti gli americani", lamenta Gensler. E naturalmente anche gli europei, visto che Wall Street è il centro della finanza globale. I derivati infatti hanno innumerevoli usi, una parte dei quali sono "virtuosi" e più vicini a noi di quanto possiamo immaginare.

I fondi pensione li utilizzano per ridurre il rischio di perdite sui loro investimenti nel caso che le tendenze di mercato abbiano improvvisi rovesci (per esempio un futuro rialzo dei rendimenti sui buoni del Tesoro che deprime il valore di quelli in portafoglio).

Le compagnie aeree e navali comprano derivati per attutire il colpo di un rincaro del petrolio. L'industria agroalimentare si protegge da aumenti nel costi dei raccolti. Perfino il consumatore, l'automobilista, è vittima di manovre speculative che attraverso i derivati accentuano il boom delle materie prime. Nessuno dei protagonisti dell'economia reale è veramente tutelato dalle manipolazioni su questi strumenti. Nessuno sa cosa decidono i nove membri del club esclusivo che si riunisce il terzo mercoledì del mese.

(...) E' vecchia di nove mesi la notizia di un'altra inchiesta del Dipartimento di Giustizia che aveva fatto scalpore: quella che accusava i più importanti hedge fund (Soros, Paulson, Greenlight, Sac Capital) di aver concordato un attacco simultaneo all'euro, in una cena segreta l'8 febbraio a Wall Street. Il giorno dopo, 9 febbraio, al Chicago Mercantile Exchange i contratti futures che scommettevano su un tracollo dell'euro erano schizzati oltre 54.000, un record storico.

Goldman Sachs e Barclays furono coinvolte nelle cronache su quelle grandi manovre. Ma da allora l'inchiesta sulla congiura ai danni dell'euro non ha avuto sviluppi di rilievo. Estrarre prove dal club dei Padroni dell'Universo è complicato, almeno se si seguono i metodi "normali". Di qui la grande attesa per le rivelazioni annunciate da WikiLeaks sulla Bank of America: chissà che non riesca Julian Assange dove la magistratura non arriva...

(...) Una certezza è che i Padroni dell'Universo usano il loro potere oligopolistico per estrarre dal resto dell'economia dei profitti esorbitanti. Esempio: su un solo contratto derivato di credit default swap - che protegge l'acquirente dall'eventualità di fallimento di uno Stato sovrano come la Grecia, o di una società quotata - il banchiere intermediario incassa una commissione di 25.000 dollari. Contratti simili se ne fanno migliaia ogni giorno, rimpinguando i profitti delle varie Goldman Sachs, JP Morgan, Morgan Stanley.

Quando negli anni Novanta il Dipartimento di Giustizia riuscì a dimostrare che un'analoga collusione tra banchieri controllava gli scambi sul Nasdaq (la Borsa dei titoli tecnologici), in seguito al cambiamento delle regole le commissioni bancarie scesero a un ventesimo del livello precedente. Ma un rischio ancora superiore è che dentro il "club dei nove", grazie allo scambio di informazioni quotidiane possano maturare operazioni di cartello, manovre concertate, una manipolazione dei mercati. Quelli che dovrebbero "stabilizzare" i derivati, sono i primi a poter profittare delle prossime fiammate speculative".

fonte: http://www.repubblica.it/economia/2010/12/13/news/club_banchieri-10127353/?ref=HREC1-4

domenica 12 dicembre 2010

IL FIGLIO DI MADOFF SUICIDA A NEW YORK....

46 enne Mark Madoff , insieme a suo fratello Andrea, due anni fa era stato indagato nell'inchiesta che aveva portato alla condanna del padre, anche se ha sempre insistito di non aver avuto a che fare con la frode.

Irving Picard, il liquidatore della società di Madoff, nel contempo ha presentato una richiesta di quasi 15 miliardi di euro a Sonja Kohn, il banchiere austriaco, definito l'anima gemella del criminale Madoff.

La Kohn "per oltre vent’anni" avrebbe "architettato un vasto schema illegale per sfruttare la sua relazione privilegiata con Madoff", arricchendosi insieme alla "sua famiglia e ad altri individui e società, comprese le maggiori banche in Austria e in Italia".

In Italia è coinvolto il gruppo bancario Unicredit. Il denaro chiesto dal liquidatore della società di Madoff è destinato alle vittime della truffa del 72enne, riconosciuto colpevole nel 2009 e condannato a 150 anni carcere.
fonte: http://www.in-dies.info/

Mark ha prima telefonato a suo suocero, dicendogli: ”bisognerà controllare il bambino”. Poi si è infilato al collo un guinzaglio per cani e si è appeso al soffitto del soggiorno, mentre il figlio di 2 anni dormiva nel lettino: così si è tolto la vita Mark Madoff, 46 anni, figlio del truffatore Bernard Madoff.

L’uomo è stato trovato morto nel suo lussuoso appartamento di Soho, a New York, dove si è tolto la vita esattamente due anni dopo l’arresto del padre. Era stato proprio due anni fa che Mark e suo fratello Andrew, 44 anni, che lavoravano da anni nella finanziaria di famiglia, avevano scoperto la verità: l’intera fortuna del padre, la loro stessa, si reggeva su una menzogna. I loro miliardi, gli incredibili interessi che la finanziaria Bernard L.Madoff Investment Securities LLC riusciva a fruttare, altro non erano che il frutto di un enorme ”schema Ponzi”.

Si tratta di quel sistema (inventato nel 1920 dall’italo-americano Charles Ponzi) tale per cui, attraverso un complesso gioco finanziario pressoché ‘invisibile’, è possibile pagare alti interessi agli investitori, ma solo grazie al continuo afflusso di nuovi fondi da parte di altri investitori. Una truffa, che la crisi di due anni fa ha fatto venire allo scoperto. Di fronte ai figli, Madoff ammise e fu Mark ad andare a denunciarlo, consapevole che quella denuncia avrebbe fatto crollare tutto. Così fu: venne alla luce la più grande truffa di tutti i tempi, valutata tra i 50 e i 65 miliardi di dollari.

Bernard Madoff è stato condannato a 150 anni di carcere. Ma Mark Madoff si è sempre sentito innocente, come sottolinea oggi il New York Times. Aveva sempre considerato ingiuste le accuse (nessuna delle quali mai formalizzata) di essere corresponsabile. Il New York Times, citando fonti vicine alla famiglia, riporta oggi che Mark era semmai addolorato dal fatto che, per colpa della Finanziaria del padre molti dei suoi amici d’infanzia non solo avessero perso tutti i loro risparmi, ma avessero accusato lui, rompendo ogni rapporto".
fonte: http://www.blitzquotidiano.it/cronaca-mondo/new-york-mark-madoff-suicidio-674963/

giovedì 2 dicembre 2010

MAURIZIO BLONDET: TUTTI I COMPLOTTI, OVVERO LA STORIA TACIUTA

"Ho ritenuto necessario ripubblicare in questa nuova veste, titolata Tutti i complotti, la serie completa dei miei libri dal titolo Complotti (I, II e III), più il saggio Il Collasso, che ne è il seguito, più l’appendice Divagazioni, di 84 pagine, che aggiorna le tematiche all’inizio del 2002, perchè le vecchie edizioni sono ormai esaurite, ma continuano ad essere richieste. Il che è consolante per l’autore, dato che i saggi, pur concepiti e pubblicati qualche anno fa, evidentemente vengono ritenuti ancora attuali da un numero crescente di lettori; ma non è questo che conta. Conta il fatto che questi saggi e inchieste restano – anzi diventano sempre più – necessari per chi vuol capire a fondo la catastrofe terminale del sistema chiamato Occidente, in cui siamo tutti coinvolti, e vittime.

In questi anni la società in Italia, Europa ed USA, è stata ridotta ad un livello intellettuale e culturale così basso, è stata così disinformata dal sistema mediatico totale che il capitalismo finanziario ha instaurato, da aver dato compimento all’uomo nuovo progettato dai poteri occulti del mondialismo: ossia l’uomo-comunicazionale, perennemente connesso a una dozzina di aggeggi telecom, e proprio per questo appiattito sul presente immediato, quello istantaneo, superficiale (e falso) dei telegiornali e della TV in generale.

Oggi, quest’uomo piatto (piatto come un’ameba) sente confusamente che le promesse instillategli dal Sistema – benessere crescente per tutti, la stabilità offerta dall’euro, la pace universale garantita dall’interdipendenza dei mercati e dalla libera circolazione di merci, uomini e capitali – sono state tradite.

Ma reagisce con una rabbia cieca, rivolta agli attori ultimi (quelli sulla scena nel presente immediato), che spesso, benchè colpevoli d’omissione, non sono i colpevoli originarii, quelli che hanno progettato ed operato per chiuderci nel sistema. Il ribellismo che ne nasce – Tea Party, manifestazioni in Europa, – corpuscolare, fatto di folle separate e manipolate, è esso stesso un contributo alla destrutturazione del sistema, che continua a proclamare di essere in marcia per realizzare la propria essenza, ed avanza verso una sostanza informe, il senza-forma. L’opinione pubblica amebizzata, agitata da moti corpuscolari che si elidono, non sa manifestamente come sostituire il sistema che ormai rifiuta. E la ribellione non si traduce in rivoluzione.


Ciò avviene perchè l’umanità ridotta al presente non sa come siamo arrivati a questo punto. Faccio un esempio: l’antropologa Ida Magli ha pubblicato (novembre 2010) un saggio dal titolo La dittatura europea, in cui smaschera la costruzione dell’UE come un impero dei banchieri. Libro coraggioso, che denuncia – e non è poco – la promozione dall’alto dell’omosessualità come agente di omologazione desiderato dalle oligarchie, la giudaizzazione della Chiesa e la sua pochezza intellettuale e spirituale di fronte all’Europa dei banchieri, che sta procedendo - nè più ne meno - all’estinzione dell’uomo in quanto tale, fino al segreto indicibile delle Banche Centrali in mano ai banchieri privati.

 Ebbene, in questo saggio meritevole, non è mai citato il padre di tutto questo: Jean Monnet. Il privato cittadino a cui il consorzio di banche USA che si accaparrò i fondi del Piano Marshall (soldi dei contribuenti americani, mica dei banchieri), capeggiato dai Lazard, affidò il compito di distribuirlo, con la condizione che i Paesi beneficiati nell’Europa disfatta rinunciassero a porzioni della loro sovranità.

Ida Magli non lo conosce. Non conosce la resistenza eroica che il generale De Gaulle oppose a questo progetto di quelli che chiamò senza-patria (apatrides) e sinarchisti. Non è colpa nè malafede, è vuoto d’informazione. E la domanda che la Magli ripete in tutto il suo libro: com’è stato possibile? Come mai politici, governi, giornalisti, hanno taciuto? Con quali meccanismi è stato mantenuto il segreto su una simile cospirazione a nostro danno?, resta senza risposte.

Ora, chi leggerà il libro che avete fra le mani, Tutti i Complotti, troverà invece la storia di questo presente immediato. Quando li ho scritti non esisteva ancora l’euro, che ha per primo portato all’arretramento del tenore di vita di tanti di noi. La globalizzazione non era ancora compiuta. Ciampi non aveva ancora internazionalizzato il debito pubblico italiano senza alcuna ragione razionale (visto che i risparmiatori italiani lo compravano integralmente): eppure, chi leggerà i capitoli Conosciamo i nuovi padroni, Genealogia di Napolitano (l’attuale presidente della semi-repubblica), Oligarchie, capirà chi, quali ambienti e forze, preparavano il nostro presente. Il progetto mondialista non era stato ancora intersecato dal progetto dei cosiddetti neocon israelo-americani, che hanno portato l’ultimo impero egemone alle guerre senza fine per Israele, a cui anche noi partecipiamo, dopo il falso attentato dell’11 settembre.

Ma chi legga il capitolo British Israelites, la dottrina occulta, vedrà le radici e il germe di questa letale emersione della religione (o delle pseudo-religioni, scimmie della spiritualità) come motrici irrazionali, messianiche e folli del politico. Cosa del tutto imprevedibile anni fa, nell’epoca della presunta secolarizzazione totale, e del trionfo del laicismo sulle menti.

Adesso albeggia la vaga coscienza che il nostro oggi, con le sue devastazioni, genocidi e guerre, abbia una valenza escatologica, se vogliamo apocalittica, e per un cristiano, preluda al trionfo dell’Anticristo, che l’antica sapienza dei Padri previde non già come un dominatore laico, bensì come un capo della falsa religione ultima, la Scimmia di Dio, l’Impostore (Dajjal) per i musulmani.

A leggere questi mie saggi, si capirà meglio la progressione di questa impostura. Secondo René Girard, uno dei compiti del sacro nelle società tradizionali era una auto-esteriorizzazione con cui la violenza umana si auto-limitava, in sacrifici rituali, pratiche liturgiche, sistemi di regole (dettate da Dio, l’Esteriore per eccellenza; il trascendente). Oggi, un pensatore francese, J. P. Dupuy, scrive che l’economia è la continuazione (o sostituzione) del sacro in un’epoca di secolarizzazione.

Scimmia dall’antico Dio che abbiamo ucciso, essa è il nuovo Esterno che ci dà le sue regole oggettive (la mano invisibile del mercato), i dogmi (pensiero unico), i riti (la Borsa mondiale aperta 24 ore su 24) a cui sacrifichiamo corpi e menti umane. Comunque, un Ordine.

Non a caso già Hegel diceva che «l’economia è l’essenza del mondo moderno». In base a questa ipotesi, la destrutturazione terminale del capitalismo, operata dai finanzieri, usurai e speculatori, va intesa come l’esito ultimo della desacralizzazione del mondo, della laicità compiuta e ancora più avanzata. I sacerdoti – i banchieri – hanno violato le loro proprie regole; si sono liberati delle regole estreme che regolavano il capitalismo e ne contenevano la violenza inerente. Oggi, questa liberazione comporta insieme lo scatenamento terminale della violenza di un capitalismo finanziario che s’è tolto ogni maschera (diventa guerrafondaio, poliziesco, tassatore quanto più si disgrega), e insieme – contemporaneamente – la sua destrutturazione finale: fomentatrice di una violenza dal basso, anarchica, senza limiti, di cui la forma più avanzata sono le stragi della criminalità di Ciudad Juarez in Messico, ma che si vede fin troppo bene in Israele, ma anche in Calabria, in Campania e Sicilia. S’intende, nel mezzo, fiorisce la criminalità politica, corruzione ed inefficienza allo stato puro.

Il mondo intero è messo in forse dalla morte di Dio, e ora la morte dell’ultimo falso dio lo consegna alla delinquenza pura, tenutaria della pura forza, ossia della capacità di uccidere.


Dunque questo libro è necessario – lo dico con modestia, perchè il merito va agli angeli dell’ispirazione – perchè è la storia del nostro presente escatologico. Questi miei saggi sono stati a lungo marginalizzati, censurati con la censura del silenzio, bollati come complottismo. Ma se la nostra storia recente è stata un complotto, non è colpa di chi scrive.

Un giorno, se gli uomini europei saranno di nuovo degni della libertà (se se la saranno ripresa), gli storici del futuro troveranno qui le circostanze e le fonti per una storiografia della nostra deviazione collettiva verso l’accettazione dei potere oligarchico più totalitario che abbiamo mai subìto e sofferto, verso il mondo orwelliano pienamente realizzato dalla finanza speculativa, che ci ha ridotti a questo rango di loro schiavi e pecore, e per giunta sub-umani e contenti di esserlo.

Maurizio Blondet
http://www.effedieffe.com/index.php?option=com_content&view=article&id=33407:la-storia-taciuta&catid=83:free&Itemid=100021

I LIBRI DI BLONDET:

Tutti i complotti
Israele, Usa, il Terrorismo Islamico
La Strage dei Genetisti
Schiavi delle Banche
Osama Bin Mossad
l'Uccellosauro ed Altri Animali
No Global
Oltre,Dal Seti agli Ufo Viaggio tra i fenomeni non classificati alla ricerca del pensiero alieno
Gli Adelphi della Dissoluzione
I Fanatici dell'Apocalisse

ORIONE, LE PLEIADI E IL PROFETA AMOS...

Amos è uno dei profeti biblici minori. Proveniva da Tecoa, centro a circa dieci kilometri a sud di Betlemme, nel Regno di Giuda, dov’era mandriano e coltivatore di sicomori. Si trasferì nel Regno di Israele, ai tempi di Geroboamo II (783-743 a.C.), presso il quale esercitò il suo ministero.

Amos condanna le sperequazioni sociali, l’ipocrisia di una religione soltanto esteriore, l’infedeltà a YHWH. Egli preannuncia il castigo divino, poiché Israele ha infranto l’alleanza, dimostrando ingratitudine, riottosità ed una condotta idolatrica. Dunque l’Altissimo interverrà per punire i malvagi e salvare i pochi giusti.

Il capitolo 5 del breve libro scritto da Amos contiene una lamentazione sul regno settentrionale, in cui è prefigurata la rovina d’Israele con la distruzione delle città e lo sterminio della popolazione: infatti la casa di Giuseppe “ha mutato il diritto in assenzio e gettato a terra la giustizia”.

La riprensione di Amos è incentrata su antitesi concettuali, sul contrasto tra bene e male, tra la giustizia divina e l’iniquità umana. All’interno di questa tessitura dualistica, spicca, per la potenza delle immagini, il versetto 8: “Egli (YHWH) ha fatto le costellazioni delle Pleiadi e di Orione, muta l’oscurità in aurora e cambia in tenebre il giorno; chiama le acque del mare e le sparge sulla faccia della terra: Signore è il suo nome”.

Quello che colpisce del versetto è l’accostamento tra le Pleiadi (o Atlantidi) ed Orione: tuttavia non è, a mio parere, un semplice accostamento, bensì una contrapposizione, per i seguenti due motivi.

1) Il passaggio è giocato, sotto il profilo retorico, come altri del capitolo, su opposizioni. Orbene, le Pleiadi ed Orione non sono giustapposti, ma collocati in contrasto, in sintonia di stile con le altre antitesi: oscurità vs aurora; tenebre vs giorno; mare vs terra.

2) In certe tradizioni antiche sono evidenziati motivi di attrito tra le Pleiadi, figlie di Atlante ed il Gran cacciatore. Lo pseudo-Apollodoro, nel suo compendio mitologico intitolato Biblioteca, ricorda che la dea Artemide era in collera con Orione, perché egli aveva inseguito le di lei compagne, le Pleiadi. Nel mito greco Orione, cacciatore gigantesco dalla forza formidabile, recatosi a Chio, forse chiamato da Enopione affinché lo liberasse dalle fiere che infestavano l’isola, s’invaghì della figlia di questi, Merope, una delle Pleiadi che, però, lo respinse. Il gigante, ebbro, tentò di violentare la fanciulla, pertanto Enopione lo accecò mentre dormiva. Sapendo che avrebbe potuto riacquistare la percezione visiva solo per mezzo dei raggi del sole all’alba, Orione persuase un apprendista del dio Efesto a guidarlo sino all’isola di Lemno dove riacquistò la vista.

A mio parere, Amos non cita due sistemi stellari tra i tanti, in modo casuale, ma, in un discorso pieno di solennità e di afflato, evoca le Pleiadi ed Orione, giacché sono costellazioni dal significato particolare, significato che il suo uditorio doveva, almeno in una certa misura, conoscere. D’altronde il ricercatore Alfredo Lissoni ricorda che “secondo il profeta Amos ed alcuni credo di derivazione ebraica, come il culto mormone, nel centro delle Pleiadi vivrebbe Dio con i suoi angeli”. Se questo è vero, l’autore biblico implicitamente contrappone la dimora celeste delle Atlantidi ad una costellazione su cui abitano i nemici di YHWH.

(...) Il profeta forse intendeva adombrare un’ostilità tra Orione da un lato, le Pleiadi dall’altro.
tratto da: http://zret.blogspot.com/2006/08/amos-orione-e-le-pleiadi.html

Un percorso nello spazio e nel tempo alla luce delle ultime scoperte





CLASSIFICA CITTA' ITALIANE PIU' VERDI: MILANO SOLO ALL' 84° POSTO

Prime L’Aquila, Pisa e Ravenna, fra le ultime Milano, all’84esimo posto fra le città più verdi d’Italia. È la classifica stilata in occasione della ‘Giornata dell’albero che si celebrerà domani.


Milano conta appena 16,4 metri quadrati di verde urbano per abitante rispetto a una media nazionale di 105,9 (Istat 2009). La classifica che comprende 114 città capoluogo di provincia italiane, vede ai primi posti L’Aquila, Pisa, Ravenna (rispettivamente con 2784,7 metri quadrati per abitante, 1521,5 e 1244 metri quadrati per abitante).

Ma anche le altre metropoli sono davanti a Milano: Roma con 131,4 metri quadrati per abitante, Palermo con 77,1, Genova con 40,9, Napoli con 29,4, Torino con 20,6. La disponibilità è comunque in crescita e passa dai 13,7 metri quadrati del 2000, a 15,3 del 2004 a 16,4 nel 2009.

La posizione in classifica è migliore se si considera la densità del verde urbano (percentuale della superficie di verde su quella comunale): in questo caso Milano è al 26°posto in Italia (con 11,7%, contro una media italiana del 9,3%), ma resta comunque indietro rispetto alle altre metropoli (Palermo con 31,9%, Roma con 27,5%, Napoli con 24,2%, Torino con 14,4%), vicina al dato di Genova (10,3%).

I promotori di “Milano Respira” Edoardo Croci, Enrico Fedrighini, Carlo Montalbetti e Giancarlo Morandi, chedono che si faccia di più: «Bisogna rafforzare e accelerare le politiche per rendere Milano più verde utilizzando l’opportunità della riqualificazione delle aree dismesse. Per questo abbiamo sostenuto e continuiamo a sostenere i referendum per l’ambiente e la qualità della vita sui quali i milanesi saranno chiamati a votare, che chiedono, tra l’altro, il raddoppio del numero degli alberi e della superficie a verde pubblico e di garantire a tutti giardini e aree gioco per bambini entro 500 metri da casa. Si deve inoltre favorire l’intervento di sponsor, associazioni e gruppi di cittadini che si rendano disponibili a piantare alberi e curare il verde».

“La Provincia di Milano, negli ultimi 15 mesi _ replica il presidente della provincia Guido Podestà _ ha messo a dimora 170.000 nuove piante, delle quali oltre 6.000 grazie al progetto “Adotta un albero”, sviluppato nelle scuole del Milanese. Un’iniziativa, quest’ultima, in grado di responsabilizzare gli studenti investiti, così, del ruolo di custodi del patrimonio verde del territorio. L’Ente provinciale amministra un’area densamente urbanizzata da oltre tre milioni di abitanti con una superficie complessiva che ammonta a 1.575 chilometri quadrati. Nel Milanese risiedono oltre tre milioni di persone. Se ogni cittadino avesse l’opportunità di “adottare” anche una sola pianta, il Milanese godrebbe di un immenso patrimonio verde.

La Provincia di Milano sta, quindi, sviluppando un progetto concreto per raggiungere questo traguardo con il coinvolgimento dei condomini del Milanese e di Milano”
 
fonte: http://magazine.quotidiano.net/ecquo/ecquo/2010/11/20/le-citta-piu-verdi-laquila-pisa-e-ravenna-milano-solo-84%c2%b0/