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martedì 31 gennaio 2012

SANZIONI OCCIDENTALI PER I PAGAMENTI ALLE BANCHE IRANIANE, MA L'INDIA PROGETTA DI USARE ORO PER ACQUISTARE IL PETROLIO DI TEHRAN

Pare che l’India abbia accettato di pagare in oro il petrolio che acquista dall’Iran, con una mossa diretta a proteggere Delhi dalle sanzioni inflitte dagli Stati Uniti ai paesi che commerciano con l’Iran. La Cina, altro acquirente del petrolio iraniano, potrebbe seguire l’esempio dell’India.


La rivelazione, da parte del sito internet israeliano DEBKAfile, afferma che l’Iran e l’India stanno negoziando con Cina e Russia alternative di supporto nel caso che l’Europa e gli Stati Uniti dovessero trovare il modo di bloccare il sistema di pagamento in oro.

L’operazione di Delhi è apparsa sorprendente, dal momento che precedentemente India e Iran avevano dichiarato che sarebbero passati allo yen e alla rupia. Il documento aggiunge che un altro grande importatore di petrolio iraniano, la Cina, potrebbe seguire l’esempio di Delhi.

Dato che gli Stati Uniti e l’UE hanno decretato sanzioni unilaterali contro l’industria petrolifera e gli istituti finanziari iraniani, India e Cina necessitano di abbandonare il dollaro negli scambi bilaterali. Le sanzioni vieterebbero a qualsiasi banca coinvolta nel commercio di petrolio con l’Iran di trattare con le controparti americane ed europee.

I due principali acquirenti del petrolio iraniano, India e Cina, che rappresentano rispettivamente il 22 e il 13 percento delle sue esportazioni complessive, hanno respinto l’adesione a tali sanzioni. Ciò significa che devono creare un modo affidabile per pagare il greggio indipendentemente dalle aree del sistema finanziario globale controllate da New York e Londra.

L’attuale piano di Delhi è di effettuare i pagamenti mediante due banche statali, l’indiana UCO Bank e la turca Halk Bankasi, essendo la Turchia un altro paese che ha rifiutato di aderire alle sfrenate sanzioni.
A dicembre gli Stati Uniti hanno decretato le sanzioni contro l’Iran, dirette a fare pressioni sulla Repubblica Islamica per rendere più trasparente il suo discutibile programma nucleare. Lunedì l’Unione Europea si è unita all’iniziativa, vietando nuovi contratti petroliferi con l’Iran ma consentendo che siano portati a termine quelli già sottoscritti.

Martedì l’Australia è stato l’ultimo paese a esprimere propositi a favore di tale embargo, anche se l’azione voleva essere più simbolica che pratica, vista la piccola quota del paese nelle esportazioni iraniane di petrolio.
Altri due importanti acquirenti del greggio iraniano, il Giappone e la Sud Corea, stanno trattando con Washington sulla questione, anche se Seul e Tokyo sono preoccupate che il blocco delle importazioni potrebbe danneggiare le loro economie.

L’Iran, che è fortemente dipendente dalle sue vendite di petrolio, sta reagendo nervosamente alla campagna di sanzioni. Teheran dichiara che non cederà alle pressioni e minaccia di bloccare lo stretto di Hormuz, una rotta fondamentale per le petroliere del Golfo Persico.

Fonte originale: rt.com / Traduzione di Gabriele Picelli per times.altervista.org
tratto da: http://www.ecplanet.com/node/3004

lunedì 30 gennaio 2012

INGHILTERRA: STRANE SFERE BLU GELATINOSE CADONO DAL CIELO...


Un uomo, nel Dorset, è attonito dopo aver trovato nel suo giardino delle piccole sfere blu cadute dal cielo. Steve Hornsby di Bournemouth ha dettoc he le sfere di 3 cm circa sono "piovute giu'" percoledi pomerigggio, dopo una grandinata.

Di queste sfere ne ha trovate  una dozzina nel suo giardino. Ha detto: Sono difficili a raccogliere . Ho dovuto prendere un cucchiaio per cacciarle dentro un vasetto di vetro".  (che pessima idea fare tutto a mani nude... ndt)

L'ente meteo ha detto che "la sostanza gelatinosa non è metereologica"

Mr Hornsby, ex ingegnere aeronautico, ha detto: "IL cielo era diventato veramente d un giallo scuro Mentre ero ucito per andare nel garage c'è stata una grandinata istantanea di alcuni secondi, poi ho pensato "che roba è quella nell'erba"?

Girando poi per il giardino ha trovato che molte piccole sfere erano state sparse nell'erba. Ha detto:
"Hanno un guscio esterno ed un nucleo soffice, ma sono inodore e non sono collose nè non si sciolgono".


Mr Hornsby ha detto di tenere le sfere nel suo frigorifero (che pessima idea... ndt) e nel mentre cerca di capire che sono...

fonte: http://www.youtube.com/watch?v=gsSrqi0MMug&feature=colike

domenica 29 gennaio 2012

CHE SENSO HA TRASFORMARE IN CITTADINI ITALIANI , TUTTI COLORO CHE NASCONO IN ITALIA?






Non sappiamo se l'Europa verrà sottoposta nei prossimi anni a migrazioni bibliche a seguito della «primavera araba» che senza dubbio ha rotto le dighe che sinora la frenavano. Il fatto è che l'esplosione demografica dell'Africa è già avviata; e siccome gli affamati non cercano la salvezza tra altri affamati, è piuttosto ovvio che un numero sempre crescente di povera (poverissima) gente cercherà la salvezza in Europa.


È un problema, questo, che sinora abbiamo affrontato in chiave ideologica (di razzismo o no), che è un modo di renderlo insolubile o comunque mal risolto. Ma due giorni fa Beppe Grillo lo ha inopinatamente risollevato. Tanto vale, allora, ricominciare a pensarci. E avrei un'idea, una proposta.

Inghilterra e Francia sono a oggi i Paesi più «invasi» (anche per via della loro eredità coloniale) e oramai accomodano una terza generazione di immigrati da tempo accettati come cittadini. La sorpresa è stata che una parte significativa di questa terza generazione non si è affatto «integrata». Vive in periferie ribelli e ridiventa, o sempre più diventa, islamica. Si contava di assorbirli e invece si scopre che i valori etico-politici dell'Occidente sono più che mai rifiutati.

Che senso ha, allora, trasformare automaticamente in cittadini tutti coloro che nascono in Italia, oppure, dopo qualche anno, chi risiede in Italia?

TUTTO L'ARTICOLO QUI: http://www.corriere.it/editoriali/12_gennaio_26/una-soluzione-di-buon-senso-giovanni-sartori_1d2340dc-47e6-11e1-9901-97592fb91505.shtml

Il volume punta a tracciare un’immagine di sintesi dello spazio geografico italiano che l’Altrove, traghettato dagli uomini e dalle donne di diversi angoli del pianeta, sta trasformando. 

sabato 28 gennaio 2012

MR MONTI E IL SACCHEGGIO DELL'ITALIA

  Dopo la grottesca – e dannosa per la sua immagine (6) – investitura a senatore a vita, da parte di Napolitano (7) Monti, mai eletto, sempre cooptato, creava il governo dell’alta finanza, finalizzato a saccheggiare l’Italia di quel poco che resta: il risparmio degli italiani (tuttora cospicuo) le poche aziende pubbliche rimaste, l’oro, i migliori immobili, probabilmente le opere d’arte (sul modello delle orde napoleoniche; ma soprattutto, per stare a tempi recenti, sul modello delle razzie nei musei iracheni durante la seconda aggressione a Saddam; gli usraeliani sono sempre stati appassionati del settore).

È assurdo che il nostro Paese debba essere distrutto perché non ha la sovranità monetaria, perché  deve pagare interessi usurari su debiti, contratti dai nostri politici, che non hanno prodotto nessun beneficio per la popolazione; una classe politica forse tra le più stupide ed inutili del pianeta, oggi commissariata, ma pur sempre strapagata. La BCE, nemica dell’Europa, presta alle banche, invece che agli Stati, denaro all’1%. Gli Stati devono approvvigionarsi presso le banche al 6/7%. È evidente l’intento punitivo; i soldi, carta fasulla, costoro li fabbricano; quello che vogliono sono le nostre ricchezze, reali, non ancora in loro possesso.

Dell’integerrimo Monti si sa che, rettore della Bocconi, veniva indicato come candidato italiano per la nomina a commissario europeo nel 1994 dal governo Berlusconi I, assieme alla radicale Emma Bonino. Jacques Santer, presidente della Commissione, gli assegnava le deleghe a Mercato Interno, Servizi Finanziari e Integrazione Finanziaria, Fiscalità ed Unione Doganale. Nel 1999 la Commissione Santer si dimetteva in blocco, a causa di uno scandalo legato a cattive pratiche di gestione ed amministrazione da parte di alcuni commissari, ma Mario Monti non era coinvolto…; veniva nello stesso anno reinserito nel suo ruolo da D’alema.

Di una delle star del neogoverno, Corrado Passera, ricordavo un articolo, scritto da Gigi Moncalvo su La Padania del 2003, che raccontava fatti non chiari avvenuti quando Passera dirigeva Poste Italiane. L’articolo su internet non risultava rintracciabile; presso la sede della Padania, da me interpellata, l’argomento è proibito per timore di rappresaglie; un lettore che, bontà sua, aveva una collezione cartacea della Padania me ne forniva una copia.

[Qualche domandina per Passera & Bazoli (pdf) | Replica di Passera (pdf)]

Come mai un Corrado Passera lascia Intesa San Paolo ed uno stipendio di 3,8 milioni di euro annui per un posto di ministro? Che garanzie ha avuto, non sembrando, visto il suo livello rispetto ai nostri miserabili politici, un uomo che si metta in discussione con volgari elezioni?

Ora si pone il problema, per noi animali parlanti, di sopravvivere a questa feroce dittatura, considerando che siamo privi di rappresentanti politici che organizzino la rabbia latente presente in larghi strati della società, e che, probabilmente, almeno nei progetti dei vincitori, non voteremo più.


tratto dall'articolo: http://effedieffe.com/index.php?option=com_content&view=article&id=73503:niente-oro-alla-patria&catid=83:free&Itemid=100021

venerdì 27 gennaio 2012

NIGEL FARAGE: L'ASSASSINIO SILENZIOSO DEL POPOLO ITALIANO


DOPPIATO IN ITALIANO.


altri post sul tema:

N.FARAGE AGLI ITALIANI : ECCO COME COMINCIA LA DITTATURA (EUROPEA...)

 PARLAMENTO EU, MR FARAGE: SIAMO IN UNA EU GUIDATA DAI TEDESCHI

NIGEL FARAGE : PRIGIONE ECONOMICA DELLE NAZIONI, OVVERO L' EUROPA

 

 

DIETRO LE QUINTE DI MR MONTI...RIFLESSIONI POSSIBILI


I deliri di un dietrologo dimostrano che è possibile individuare misteri e complotti in ogni cosa, dipende dai punti di vista e da come si mettono insieme i fatti. Non vuole essere un video politicizzato, anche se apre il dibattito su diverse questioni.

fonte : http://www.combocutfilm.com/2011/11/20/cosa-ce-dietro-mario-monti-6/ 

giovedì 26 gennaio 2012

POTERI FORTI: BANCHE, MULTINAZIONALI ET SIMILIA? MA VA! PER IL GOVERNO TECNICO SONO I TAXISTI



Mario il Grigio ha assicurato che, con le sue liberalizzazioni, ha sconfitto i “poteri forti”, libererà gli italiani dalle tasse occulte e (udite, udite!) il Pil italiano, nei “prossimi anni aumenterà del 10%. Queste non sono dichiarazioni; questi sono i fuochi d’artificio della notte di Capodanno! Vediamo.

a- così apprendiamo che i “poter forti” in questo paese sono taxisti, farmacisti, avvocati e via di questo passo. Noi credevamo che i “poteri forti” fossero le banche, le multinazionali, il Vaticano, la Nato e invece… d’ora in poi, quando prendete un taxi o entrate in farmacia fatelo con circospezione: avete a che fare con un uomo dei poteri forti!

b- gli italiani saranno liberati dalle “tasse occulte”: può darsi, per ora Mario il Grigio li sta abboffando di tasse palesi; che poi, con le sue liberalizzazioni, diminuiranno le tariffe degli avvocati e le corse dei taxi è tutto da dimostrare. Una decina di anni fa, quando venne liberalizzato il settore telefonico, si disse che sarebbero calate le tariffe: ve ne siete accorti?

c- ma la più bella è quella del Pil “che crescerà del 10%” secondo imprecisate stime di Ocse e Bankitalia. Benissimo, ma in quanto tempo? Perchè, se si tratta di un incremento in nove anni (al ritmo dell’1% in più, ogni anno) non è che stiamo parlando di una performance eccezionale: visto che, dobbiamo pagare interessi sul debito che vanno verso il 5-6% (che significa intorno al 2 e qualcosa sullo stock) e che lo stock è al 120% sul Pil, una crescita del 2,5-2,7% è quello che ci vuole per mantenerci a galla. E dunque, non ci sarebbe ragione di strombazzare come un risultato miracoloso neanche una crescita al 2%.

E’ dunque evidente che si vuole dire altro: diciamo ritmi da 3-4% all’anno. Bene, ma da dove può venire una simile impennata dopo anni di incrementi dell’1%? Può anche darsi che per effetto delle sue liberalizzazioni, Monti riesca ad ottenere una impennata anche del 4% il primo anno (non ci crediamo neppure un po’, ma vogliamo concederlo), dopo che succede? Abbiamo una bilancia commerciale in rosso da lungo tempo e non è che le corse di taxi e le vendite di farmaci da banco aumentino il ritmo delle esportazioni. Anche le consulenze legali su piazza internazionale non sembrano suscettibili, da sole, di sortire chissà quali effetti. Insomma, ci vuole altro.

Anche perchè, con la grandinata di tasse, di tagli alla spesa pubblica ecc. non si capisce da dove dovrebbe venire la ripresa: non ci riesce manco se ci pittiamo la faccia di giallo e ci facciamo venire gli occhi a mandorla!

E qui sta la trovata: la ricetta tedesca della “austerità espansiva”, uno dei più divertenti ossimori del secolo (come dire “la carestia nutriente” “il solido liquido” “la perversione virtuosa” ecc.) di cui si fa giustamente beffe Paul Krugman:

… è particolarmente irritante vedere che la Germania continua ad essere così ostinatamente fedele alla tesi dell’austerità espansiva, nonostante sia stata clamorosamente e completamente smentita dai fatti dell’ultimo anno e mezzo. I tedeschi però sono convinti che la loro esperienza sia la dimostrazione che l’austerità funziona. Un decennio fa il paese teutonico aveva serie difficoltà economiche: i tedeschi scelsero di stringere la cinghia e tutto finì per il meglio. …vale la pena di far notare che l’esperienza tedesca può essere estesa ad altri paesi solo se troviamo qualche spazio alieno con cui commerciare, e in fretta.
Perchè il segreto del successo della Germania nel decennio trascorso è stato il passaggio da una situazione di deficit a una situazione di surplus nella bilancia delle partite correnti. Gli altri europei potrebbero imitare quello che ha fatto la Germania in passato se la Germania stessa fosse disposta a rinunciare al suo surplus nel saldo con l’estero, ma ovviamente la Germania non ci pensa neanche. 
Berlino pretende che tutti siano in attivo nel saldo con l’estero, proprio come loro: peccato che sarebbe possibile solo se trovassimo qualcun altro disposto a comprare le nostre esportazioni.

Infatti, la fetta più sostanziosa degli incrementi venne dalle esportazioni tedesche verso l’area Euro.

Certo, sarebbe possibile migliorare la bilancia commerciale dei paesi europei, magari aumentando le esportazioni verso Giappone, Usa e paesi emergenti, ma per fare questo occorrerebbe finanziare la produzione di beni e servizi da esportare e la cosa non sembra semplicissima con i tempi che corrono e con gli interessi che le banche impongono alle aziende. Peraltro, una politica di esportazioni verso l’area non Euro si gioverebbe di un Euro meno forte (e che, invece, nonostante tutto, è ad 1,20-1,30 sul dollaro), cosa vista dai tedeschi come fumo negli occhi. Inoltre la cosa non sembra facilissima con il rischio di una nuova recessione generalizzata.

Per cui, la cosa più probabile è che la politica del pareggio di bilancio subito e ad ogni costo, non produrrà crescita e, al posto di una austerità espansiva, ci troveremo una politica deflattiva, che non coglierà neppure il pareggio di bilancio, perchè determinando recessione, produrrà anche meno gettito fiscale.

Insomma questa del 10% del Pil in più, fa il paio con il milione di posti di lavoro di Berlusconi. Ma questo non importa a Mario il Grigio che, sprezzante del ridicolo, offre sempre nuove performances per suggestionare gli italiani. Inimitabile!

A proposito: Monti ha nuovamente ripetuto che lui ed il suo governo non hanno intenzione di presentarsi alle prossime elezioni politiche. Il che mi sembra un’ennesima conferma che, in qualche modo, lo farà.

Fonte: www.aldogiannuli.it
Link: http://www.aldogiannuli.it/2012/01/liberalizzazioni/#more-1967

MAX KEISER: CHI STANNO SERVENDO LE AGENZIE DI RATING...


La Press TV intervista Max Keiser, giornalista radio-televisivo a Parigi, sul ruole delle agenzie di rating nell'imporre alle nazioni misure di austerità sui popoli d'Europa e il danno che questo sta causando alle nazioni sovrane. Video in inglese

LE RIFORME DI MR MONTI CHE NON TOCCANO I SOLITI NOTI... MA CHE CASO!

Nel decreto anche tanti buchi neri. E niente interventi per Ferrovie, Autostrade e banche
Liberalizzazioni, certo, ma con juicio. Quello stesso giudizio che spesso porta a procrastinare, rinviare, rimandare qualcosa di fronte a grandi pressioni. Uno stile di governo a cui alla fine non è stato esente nemmeno Mario Monti.

Sergio Rizzo sul Corriere della Sera ci spiega in che ambiti il coltello del governo non ha tagliato un granché:
"Per esempio, in un intervento molto profondo per liberalizzare il settore dei trasporti. Si è scoperto invece che la separazione fra la società che gestisce i binari dei treni (Rete ferroviaria italiana) e quella che fa marciare locomotive e vagoni (Trenitalia) non era stata mai messa all’ordine del giorno. Potenza delle Ferrovie… Ancora. Dal 1995 si attendeva la nascita di un’autorità indipendente per i trasporti e ora finalmente arriverà: evviva. Anche se il parto si è presentato subito difficile, come dimostra la decisione di affidarne i compiti, in una fase transitoria, a un’authority già esistente. Quale? L’Autorità per l’energia elettrica e il gas. Ma che c’entrano i binari e le autostrade con il petrolio e i pannelli solari? È appunto quello che si sono chiesti gli esperti dell’Istituto Bruno Leoni, sottolineando che «i due settori sono molto diversi e, quindi, richiedono professionalità ed esperienze differenti».
Non basta:
«Così facendo», afferma la loro analisi, «si andrebbero ad annacquare le competenze dei commissari che, nel momento in cui le decisioni sono prese dal collegio, dovrebbero sapere un po’ di energia, un po’ di trasporti, andando a disperdere conoscenze settoriali peculiari alla materia di riferimento e necessarie. Il rischio è che, dovendo sapere un po’ di tutto, arrivino a prendere decisioni poco informate, poco specifiche e, quindi, poco adatte ed efficaci. Tale pericolo, poi, crescerebbe con l’aumentare delle dimensioni dell’autorità: mettere insieme ambiti così grandi, infatti, significa creare un mostro burocratico poco snello nelle procedure e, quindi, poco incisivo nelle decisioni». Certo, si tratta di una scelta transitoria. Ma nel Paese dove tutto è transitorio e i tempi non sono mai certi, questo non è affatto una circostanza rassicurante. Soprattutto considerando il formidabile peso lobbistico dei monopoli. Di cui si è avuta una dimostrazione concreta nel decreto. A chi ci si riferisce? Alle potentissime concessionarie autostradali riunite nell’Aiscat presieduta da Fabrizio Palenzona, nemmeno sfiorate dal provvedimento sulle liberalizzazioni. Esiste un metodo internazionale per fissare le tariffe dei servizi pubblici, conosciuto con il termine inglese di «price cap». Basandosi sul parametro base della produttività, provoca generalmente una riduzione dei pedaggi, eliminando la quota di profitto ingiustificato derivante dal monopolio.
In Italia però non viene applicato, nonostante la società Autostrade sia privatizzata da dodici anni:
Durante tutto questo periodo le tariffe non sono mai diminuite e il principale concessionario ha realizzato profitti crescenti. Il decreto liberalizzazioni introduce finalmente il «price cap» anche per il calcolo dei pedaggi autostradali. Ma con un particolare non trascurabile: varrà soltanto per le nuove concessioni. Le attuali sono salve. E considerando che quella della società Autostrade scade nel 2038… Anche le banche sono state appena sfiorate dalla temutissima «fase due» del governo di Mario Monti, se si eccettua l’imposizione di un tetto alle commissioni sui prelievi al bancomat e l’obbligo per gli sportelli che propongono alla clientela polizze assicurative di presentare anche almeno un’offerta di una compagnia concorrente.
E i petrolieri? Salvi anche loro:
Fulminei nel rincarare i carburanti quando i prezzi internazionali o le tasse aumentano, lentissimi nel tagliare i listini se le quotazioni internazionali scendono. Con il risultato di avere margini di profitto non sempre giustificati. Eppure erano quelli che secondo le previsioni avrebbero potuto subire la mazzata più pesante. In che modo? Consentendo ai benzinai di rifornirsi dal migliore offerente. Una disposizione scioccante, che è però prontamente evaporata. Ne potranno usufruire soltanto i benzinai che sono proprietari della pompa: 500 su 25 mila, il 2% del totale. L’Eni non è riuscita invece a evitare lo scorporo di Snam Rete gas, la società dei gasdotti. Una operazione che viene considerata dagli esperti decisiva per arrivare a una vera liberalizzazione nel settore energetico. Ma chi pensa che sia come girare un interruttore sbaglia di grosso. Le modalità dello scorporo verranno stabilite con un decreto della presidenza del Consiglio dei ministri entro centottanta giorni. E in sei mesi possono succedere molte cose. Per il resto, ha prevalso la logica del compromesso. Inevitabile per un governo tecnico che deve cercare i voti del Parlamento per portare a casa il risultato.

FONTE: http://www.ecplanet.com/node/2997
da ilgiornalettismo.com

mercoledì 25 gennaio 2012

25 GENNAIO 2012, L'ITALIA DEL NORD TREMA A 4,9 MAGNETUDO

Una scossa di terremoto di magnitudo 4,9 è stata avvertita, questa mattina, a Milano, Torino e Genova. L'epicentro nella pianura padana emiliana, in provincia di Reggio Emilia. Intorno alle 9 e 10 a Milano la scossa ha fatto tremare i piani alti di alcuni palazzi. Molte persone si sono radunate fuori dai palazzi

di -
FONTE:

Una scossa di terremoto registrata questa mattina alcuni minuti dopo le 9 è stata di magnitudo 4.9 ed ha avuto l'epicentro nella pianura padana emiliana, in provincia di Reggio Emilia (guarda la cartina).

L'epicentro del terremoto
L'epicentro del terremoto
Secondo quanto accertato dall'Istituto di geofisica, i comuni più vicini all'epicentro sono Poviglio, Bresciello e Castel di Sotto.

La scossa di terremoto è stata avvertita a Milano intorno alle 9 e 10 e ha fatto lievemente tremare i piani alti di alcuni palazzi. Non si conosce ancora l’entità, ma è stata sentita chiaramente in centro città. Alcuni edifici sono stati fatti evacuare e molte persone si sono riversate per le strade. In molti casi è stato attivato il sistema di allarme che ha lanciato l’ordine di evacuazione.

È stato un terremoto abbastanza profondo, fra i 25 e i 30 chilometri. Secondo quanto ha spiegato il sismologo Alessandro Amato, dell’Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia, il terremoto è legato ai movimenti della placca Adriatica, che si estende sotto l’area della pianura Padana e si deforma verso Sud, per poi scendere sotto l’Appennino. (Guarda la mappa dello sciame sismico)
La scossa è stata avvertita poco dopo le 9 anche a Genova e a Torino. L’Istituto di Geofisica l’ha registrata alle 9:06 e l’ha definitiva significativa.

Terremoto al Nord 

Terremoto avvertito distintamente anche nel centro di Pisa. Per precauzione alcuni edifici pubblici e due scuole sono state temporaneamente evacuati.

"Sono in corso verifiche ma al momento non abbiamo né segnalazioni di danni particolari né abbiamo verificato danni durante le attività di verifica", ha spiegato il portavoce dei vigili del fuoco Luca Cari.

Intanto a Roma è in corso un vertice tra Protezione civile e funzionari della sala sismica dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia per valutare la situazione.

Nella notte un'altra scossa sismica di magnitudo 4.2 era stata avvertita questa notte dalle popolazioni tra i comuni di Negrar, Marano di Valpolicella, Grezzano e San Pietro in Cariano, in provincia di Verona. A comunicarlo è stato il Dipartimento della Protezione Civile specificando che non risultano danni a persone e cose.

Secondo i rilievi registrati dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, l’evento sismico si è verificato alle 00,54. Anche a Milano è stata avvertita da alcuni cittadini la scossa di terremoto che ha avuto epicentro la zona di Verona. L'epicentro è stato localizzato a circa 11 chilometri a nord della città di Verona, a 10,3 chilometri di profondità.

I comuni compresi nei 10 chilometri dall'epicentro sono Bosco Chiesanuova, Cerro Veronese, Fumane, Grezzana, Marano di Valpolicella, Negrar, San Pietro in Cariano e Sant'Anna d'Alfaedo. Non si registrano danni a cose o persone. Sempre nella stessa zona si sono poi registrate altre due scosse: una di magnitudo 2.1 all'1.05 e una di magnitudo 2.5 questa mattina alle 7.15.

martedì 24 gennaio 2012

DAVOS 2012: LE ELITES CERCANO DI RIFORMARE IL CAPITALISMO "OBSOLETO"...

DAVOS 2012 World Economic Forum

Alle elites politiche ed economiche che si incontreranno questa settimana a Davos (Svizzera) sarà chiesto di trovare urgentemente dei modi per riformare un sistema capitalista che è stato descritto come "obsoleto e fatiscente".


"Abbiamo un buco di mortalità in generale, abbiamo leve finanziare esagerate, abbiamo trascurato di investire nel futuro, abbiamo minato la coerenza sociale e siamo nel pericolo di perdere completamente la fgiducia delel future generazioni" ha detto Klaus Schwab, ha detto colui che ospita e ha fondato il forum annuale  World Economic Forum.
 
"Risolvere problemi restando nel contesto di modelli obsoleti e fatiscenti, ci farà solo scendere  piu' profondamente nel buco. Siamo in un'era di profondo cambiamento che richiede urgentemente nuove vie di pensiero invece che " fare affari come al solito". Ha detto il  73enne, aggiungendo che " il capitalismo nella sua forma attuale non ha posto nel mondo intorno a noi"

A 1600 capi politici ed economici, inclusi 40 capi di stato e governi,  verrà chiesto di tirar fuori nuove idee, durante la loro riunione nella stazione scistica chic della Svizzera orientale, in occasione della 42ma edizione del Forum Economico Mondiale, che durerà 5 giorni e che si aprirà mercoledi

Il fallimento della eurozona, per quanto riguarda il suo rimettersi in sesto dalla sua crisi di debito e lo spettro che questo sta gettando sulla economia mondiale,  dominerà le discussioni.


"Il tema principale sarà la preoccupazione sulla economia mondiale. Ci sarà relativamente minore conversazione sulla responsabilità civile e su questioni ambientali, che tendono ad essere in primo piano quando l'economia sta facendo bene" ha detto  John Quelch, preside della China European International Business School. Ha aggiunto: " La conversazione principale verterà sul deficit di leadership in Europa come problema principale".


Il talk-shop annuale, arriva a quasi una settimana di distanza dopo che la reputazione dell'eurozona è stata di nuovo distrutta, ovvero dopo che l'agenzia di rating Standard and Poor's ha declassato della tripla A, la soglia affidabile di credito di 9 paesi dell'eurozona, inclusa la Francia.

Mentre è stata salvata dall'imbarazzo del declassamento, la Germania , casa di potere economico della regione,  è stata nonostante tutto costretta ad abbassare le sue previsioni di crescita, poichè tirata giu' dalle disgrazie di debito dei suoi vicini e da una piu' debole richiesta dei mercati emergenti (emerging markets).

Il  forum sarà incentrato su questa questione sin dall'inizio poichè il cancelliere tedesco Angela Merkel aprirà i lavori con un discorso su questa questione.

Il capo della BCE (European Central Bank), Mario Draghi, il segretario del Tesoro Timothy Geithner e il capo del Fondo Monetario Internazionale (International Monetary Fund), Christine Lagarde faranno una ulteriore considerazione sul sull'impatto economico internazionale causato dalla crisi dell'eurozona.

(...) le sessioni spazieranno dalle scoperte scientifiche attese per il 2012 alla discussione sulle differenze percepite quando una sonata di Beethoven viene eseguita su strumenti storici e moderni , a gome i giochi virtuali possono essere utilizzati per innovazione nel mondo reale.


(...) Il Nuovo Primo Ministro Tunisino, Hamadi Jebali e il candidato presidenziale egiziano Amre Moussa saranno entrambi presenti al meeting.

Si farà riferiemento ad altre questioni politiche in altre regioni con la partecipazione del messicano Felipe Calderon, la sua controparte nigeriana Goodluck Jonathan e Salva Kiir Mayardit, Presidente dell'impiumato Sudan del Sud (South Sudan.)
 
5000 soldati svizzeri sono stati mobilitati per rendere sicura la location e lo spazio aereo intorno alla regione di Davos, che subirà severe restrizioni durante la settimana.

Si presume che si faranno sentire manifestazioni anticapitaoliste . I manifestanti dell' Occupy WEF (World Economic Forum) hanno costruito igloos nel mezzo del paese, a 1500 metri, e stanno pianificando proteste contro quelli che definiscono "elites che si sono autoproclamate".

fonte: http://www.breitbart.com/article.php?id=CNG.be33fda73987ff722e71ca3a18f1bfaf.351&show_article=1
traduzione e sintesi Cristina Bassi, www.saluteolistica.blogspot.com

giovedì 19 gennaio 2012

STRANI SUONI SULLA TERRA IN VARIE PARTI DEL MONDO

manitoba - canada

COSTA RICA

CILE


REP.CECA

MEXICO


AGGIORNAMENTO  SUL FENOMENO DISCUSSO SE FALSO O VERO...

mercoledì 18 gennaio 2012

CADE NEVE CHIMICA SULLA LOMBARDIA...


 ... e lo dice "Repubblica".... non una fonte "cospiratrice"...

Un'imbiancata tipicamente invernale ha accolto in Lombardia, stamani, molti cittadini che uscendo di casa hanno trovato strade e giardini coperti da un sottile strato di neve. Solo che non si trattava di neve classica, cioè quella prodotta da una perturbazione, ma di 'neve chimica'. Una coltre che però, almeno fino a quando non si è diffuso su Internet il primo tam-tam che avvisava dell'anomalia, ha ingannato tutti.

l fenomeno sarebbe da attribuirsi a un processo chimico-fisico abbastanza raro, in cui il pesante inquinamento presente da giorni, per la permanenza dell'anticiclone (ehhhh ??) , nelle grandi città ha giocato un ruolo decisivo. Non sarebbe stato originato da una massa nuvolosa, ma trarrebbe origine dagli strati più bassi dell' atmosfera, sui 300 metri, dove talvolta si forma una sorta di 'nebbia ghiacciata', almeno secondo il glossario meteorologico. In alcune località la neve è caduta anche con il cielo sereno, come nel Bresciano e nel Veronese.

Abitualmente questa nebbia ghiacciata si forma in presenza di temperature molto basse e di umidità alta, ma anche con alti livelli di inquinanti nell'aria. Si può infatti creare un legame chimico-fisico in cui, in sostanza, i cristalli delle sostanze inquinanti innescano
(...)  "Non è per nulla una neve tradizionale - conferma Vincenzo Levizzani, dell'Istituto per le scienze atmosferiche e del clima del Cnr - A memoria credo siano anni e anni che non accade".

"La condensazione del vapore in atmosfera non si forma mai naturalmente - prosegue il ricercatore - serve un substrato che permetta di enucleare i cristalli di ghiaccio e di farli precipitare. Per catalizzare questo fenomeno non basterebbero sostanze qualsiasi, ma quelle presenti nelle aree inquinate di una grande metropoli come il solfuro di rame, l'ossido di rame, gli ioduri di mercurio, di piombo o di cadmio e i silicati hanno quest'effetto. Queste particelle - prosegue - hanno una struttura simile a quella dei cristalli di ghiaccio esagonali e quindi funzionano bene da inneschi dei fiocchi di neve".

(17 gennaio 2012)
fonte : http://milano.repubblica.it/cronaca/2012/01/17/news/nebbia_ghiacciata_sulla_lombardia_sembre_neve_ma_in_realt_non_lo-28300158/

martedì 17 gennaio 2012

14.1.2012: OCCUPY VATICANO...


nel video anche una parte di commento in italiano

"
In this video you will see demonstrators attempting to set up a protest camp in St Peter's Square in Rome, but were forcibly removed by riot police backed by the Vatican.

Aiming to set up a protest camp similar to the Occupy encampment outside St Paul's in London, up to 50 protesters arrived in the colonnaded piazza in front of St Peter's basilica carrying placards calling on the Catholic church to PAY MORE TAXES, a reference to tax breaks handed to the Vatican by the Italian government. You would be astonished to learn that the Italian Government gives the Vatican more than 6 billion euros per year (equivalent to approx 7.4 billion USD), you can see the exact breakdown in the document made available by the UAAR, Francesco Zanardi, The Protect Your Children Foundation and Vatican Crimes Exposed at: http://www.jh.to/contributions"

E A BUDAPEST IN FIAMME LA BANDIERA DELL'EUROPA...

MILANO - Non bastava la svolta autoritaria del primo ministro conservatore Viktor Orban. Non bastavano le riforme costituzionali che prevedono, tra le altre cose, un'ulteriore limitazione della libertà dei media e una minore indipendenza della magistratura. Ora a preoccupare Bruxelles ci si mette anche il partito di estrema destra Jobbik. Partito che è sì all'opposizione, ma influenza la vita politica del Paese, innalzando i toni dello scontro. Sabato pomeriggio migliaia di militanti sono scesi in piazza Budapest per chiedere un referendum e uscire dall'Unione europea. E durante il comizio finale, il parlamentare Elod Novak ha bruciato una bandiera europea.
 
IL PARTITO DI ESTREMA DESTRA- Il «Movimento per una Ungheria migliore», nato nel 2003 dalle ceneri del Partito ungherese Giustizia e Vita e legato alla controversa Guardia Ungherese, chiede «maggior indipendenza». Jobbik si batte contro i «nemici della patria» (zingari, gay, socialisti ) e sta raccogliendo consensi nel Paese. Tanto da diventare il secondo partito d'opposizione e «guadagnare» 47 seggi in Parlamento nelle elezioni del 2010. Sabato pomeriggio circa tremila persone hanno sfilato per le vie della capitale. «Ora basta, bisogna uscire dall'Unione», ha urlato dal palco il leader del partito Gabor Vona. Applausi e grida. Poi Novak ha preso la bandiera e le ha dato fuoco.

BRUXELLES - Irritazione e preoccupazione sono i sentimenti che agitano Bruxelles quando pensano a Budapest. E il villipendio alla bandiera non aiuta. Anzi. Anche perché il Paese rischia la bancarotta e ha estremo bisogno di aiuti finanziari della Ue e del Fondo monetario internazionale (Fmi), così come previsto negli accordi appena varati. Il governo di Orban si è detto disponibile a modificare alcuni punti della Costituzione appena varata per ottenere i fondi dell'Unione.

Benedetta Argentieri
FONTE: http://www.corriere.it/gallery/esteri/01-2012/ungheria/1/ungheria-jobbik-piazza-bruciano-bandiera_4c2dec6a-3f71-11e1-8779-a112fb36ee96.shtml#1

sabato 14 gennaio 2012

L'EURO COME IL TITANIC, MA LE ALTERNATIVE ESISTONO...

(...) Nel mezzo di una profonda recessione ha senso tentare di implementare questo «modello tedesco» in altri Paesi dell’euro, come chiedono Merkel con il plauso di Sarkozy? È veramente una buona politica perseguire il dogma classico del pareggio di bilancio in tutti i Paesi dell’euro prima del 2015 nel tentativo di «salvare l’euro»?

Pareggiare il bilancio potrebbe essere un compito abbastanza facile per la Germania, i Paesi Bassi e l’Austria con disoccupazione in diminuzione; ma cosa fare in quei Paesi la cui posizione competitiva è deteriorata a un livello tale che la disoccupazione è in continua crescita, le entrate fiscali decrescono e la bilancia dei pagamenti è in forte deficit?

Come sappiamo dal sistema di contabilità nazionale, il surplus di un Paese ha sempre il corrispettivo nel deficit di esattamente la stessa grandezza di uno o più Paesi. Quindi, fino a quando la Germania perseguirà la sua politica neo-mercatile di realizzare un enorme surplus nella bilancia dei pagamenti, i Paesi con un corrispondente deficit non avranno alcuna possibilità di rompere il circolo vizioso di crescente indebitamento, alti tassi d’interesse e bassa o assente crescita economica.

Il cambiamento di questa situazione richiede cooperazione tra tutti i Paesi partecipanti, di quelli con surplus in particolare. Fin quando la Germania negherà che la condivisione di questa responsabilità dovrebbe essere parte del piano di «salvare l’euro» è difficile vedere come una catastrofe economica nei prossimi anni possa essere evitata.

In questa situazione esistono alternative al patto finanziario tra Merkel e Sarkozy? Fortunatamente sì, poiché non è troppo tardi per cambiare il corso degli eventi. Molti piani costruttivi sono stati presentati da accademici e politici situati fuori dai centri del potere della sala da ballo. La soluzione preferita è quella cooperazione basata sulla solidarietà europea.

Questo modello richiede che i Paesi con il surplus nella bilancia dei pagamenti dovrebbero aumentare i loro consumi domestici e praticare politiche salariali meno restrittive. Inoltre, i Paesi con surplus dovrebbero condividere una quota del rischio relativo al finanziamento del debito dei Paesi in deficit. Questo processo di comune assunzione del rischio potrebbe essere organizzato mediante l`emissione di Eurobond con una assunzione in comune della garanzia per, ad esempio, il 60% del debito pubblico totale di ogni Paese membro.

Infine, la tanto invocata e necessaria ripresa del processo di crescita potrebbe essere avviata con un «Piano Marshall» europeo dove i Paesi con surplus paghino, ad esempio, il 10% del loro benessere estero ad una Banca di Compensazione Europea (European Clearing Bank) con l`obiettivo preciso di utilizzare questi fondi per progetti rivolti a migliorare il potenziale produttivo dei Paesi in deficit.

Se i capi di Stato, impegnati nel loro valzer, non possono accordarsi su un cambio di corso su queste linee di cooperazione, la sola opzione che resta ai Paesi in deficit è quella di uscire dalla sala da ballo. Ed è consigliabile che lo facciano il più presto possibile per entrare nelle scialuppe di salvataggio fin quando il Titanic ancora si tiene a galla.

I Paesi dell’UME con forte disoccupazione e una posizione competitiva debole non avranno altra scelta per evitare il fallimento: questo perché ulteriori tagli alla spesa pubblica sono autodistruttivi.

Nella situazione qui delineata di Paesi membri che salgono sulle scialuppe di salvataggio si tornerebbe alla situazione pre-UME, con un numero di monete europee corrispondente all`incirca a quella dei Paesi membri dell`UE. Dobbiamo sperare che non sia troppo tardi per ristabilire il vecchio Sistema Monetario Europeo (European Monetary System - EMS) nel quale le reintrodotte monete nazionali (potrebbero chiamarsi euro-italiano, euro-greco, ecc.) (1) potrebbero istituire un sistema di tassi di cambio fissi, ma con una fascia di variazione concordata. Di fatto questo sistema ha funzionato abbastanza bene durante il periodo 1993-1999 (lo SME (II) con margini di variazione del +/- 15 percento) senza alcuna significativa crisi monetaria.

Nel riassumere la situazione attuale una sola opzione appare certa: l’Unione Monetaria Europea non può continuare nel suo corso intrapreso. Se ciò avviene, la temuta collisione sarà inevitabile.

Nel contempo perseguire il modello tedesco non sarebbe una soluzione utile, poiché produrrebbe la prosecuzione di un periodo prolungato di stagnazione senza ridurre in modo significativo l`ammontare del debito. Ci sono buone ragioni per non insistere troppo sulla metafora del parallelo tra il corso dell` «euro» e il destino del «Titanic». Tuttavia è un fatto storicamente accertato che il Titanic si inabissò il 15 aprile 1912, e solo quattro ore dopo la collisione con l’iceberg la nave giaceva sul fondo dell`oceano. Solo un terzo dei passeggeri e dell`equipaggio si salvarono.

Tradotto nelle norme dell`Unione Monetaria Europea questo significherebbe che solo sei Paesi manterranno l’euro (Germania, Belgio, Paesi Bassi e Austria, forse Finlandia e Francia).

Per evitare questa catastrofe imminente dobbiamo sperare che i capi di governo che danzano sulla pista interrompano la musica, vadano dal capitano, gli chiedano di fermare la nave e inizino a negoziare insieme un cambio di corso cooperativo. Questo potrebbe concludersi con una riduzione del numero dei membri della zona-euro, il che non sarebbe una catastrofe se fosse una soluzione concordata. La storia fornisce un numero consistente di esempi che mostrano come la dissoluzione dell`unione monetaria può aver luogo in modo ordinato. Nella situazione attuale i Paesi che abbandonino la zona-euro dovrebbero ricevere un compenso generoso per i danni che questa partecipazione ha prodotto alle loro economie.
Quindi esiste una via di uscita che consentirebbe la ripresa della crescita economica in Europa: questo è possibile abbandonando l’orgoglio politico e il pregiudizio a vantaggio del realismo economico. Ma il tempo è scarso perché l’iceberg è ormai visibile a vista d`occhio.

Bruno Amoroso e Jesper Jespersen, Roskilde University, DK
(
due docenti di economia, di indirizzo neokeynesiano, che insegnano presso una università danese).

FONTE (E TUTTO IL RESTO DELL'ARTICOLO):
http://effedieffe.com/index.php?option=com_content&view=article&id=72542:a-bordo-del-titanic-euro&catid=35:worldwide&Itemid=152

giovedì 12 gennaio 2012

VITA SU PLUTONE? IL TELESCOPIO HUBBLE DIREBBE...

Il telescopio HubbleSu Plutone potrebbero esserci le condizioni base per la formazione di "vita". A fare la straordinaria scoperta sono stati gli scienziati del Southern Research Institute che hanno analizzato i dati forniti dal telescopio spaziale Hubble.  

I dati emersi sono strabilianti, sulla superficie di Plutone, il pianeta più lontano del sistema solare, vi sarebbero composti di molecole di carbonio e azoto, elementi primari per la formazione di vita. Secondo gli scienziati esisterebbe anche una sorta di "mare" a circa 135 chilometri di profondità, sotto lo spesso strato di azoto ghiacciato. Anche la presenza di acqua può essere condizione determinante per la formazione di forme di vita anche se primitive. Nel 2015 una sonda della Nasa raggiungerà la superficie di Plutone e darà il via ad una serie di prove ed esami che potrebbero riservare straordinarie scoperte scientifiche.


Come abbiamo detto la è scoperta fatta da un team di ricercatori del Southwest Reserach Intitute di Boulder, in Colorado, e della Nebraska Wesleyan University, che hanno terminato l’analisi di una miriade di dati raccolti attraverso le ultime osservazioni del telescopio spaziale Hubble. Gli scienziati, che hanno riportato le proprie considerazioni finali sulle pagine dell’Astronomical Journal, ritengono che sulla superficie di Plutone vi siano molecole complesse di carbonio e azoto, i cosiddetti “mattoni della vita”.
 
La scoperta è stata possibile grazie al Cosmic Origins Spectrograph, spettrografo installato a bordo del telescopio spaziale Hubble. Questo strumento ha permesso di notare come la superficie di Plutone assorba la luce ultravioletta. Secondo gli scienziati la produzione delle sostanze chimiche responsabili dell'assorbimento dei raggi Uv sarebbero i raggi cosmici (o i raggi del Sole) che, colpendo Plutone, scindono il metano e il monossido di carbonio ghiacciati presenti sulla superficie dando origine a composti organici complessi. Gli scienziati sono quasi certi sia in atto una qualche reazione che sta di fatto modificando la superficie del pianeta e, presumibilmente, anche la sua pressione atmosferica. 
 
Conferme potranno arrivare soltanto nel 2015 - “È una scoperta molto eccitante - spiega Alan Stern, ricercatore del SwRI e coautore dello studio - perché queste molecole complesse potrebbero anche essere le responsabili delle variazioni di colore della superficie di Plutone, che tende sempre di più al rosso”. Il più gelido e remoto dei corpi celesti del nostro Sistema Solare, dal 2006 non più considerato pianeta, sembra dunque nascondere ancora tantissimi segreti che potranno esser in parte svelati soltanto in futuro, quando prenderà il via la missione New Horizon della Nasa, prevista per il 2015. 
 

mercoledì 11 gennaio 2012

LA LEGA NORD E I SUOI 10 MILIONI INVESTITI... EQUITALIA? ROBA SOLO DI COMUNI MORTALI, OF COURSE...

DAL FATTO QUOTIDIANO la frequente e disgustosa solfa: guarda caso i partiti , la LEGA NORD nello specifico ora, arraffano i soldi degli ingenui elettori nonchè contribuenti italiani e fanno "gli investitori"...
Un articolo del Secolo XIX ricostruisce gli investimenti del Carroccio. Norvegia, Cipro e anche il continente nero (Tanzania) la destinazione del denaro, movimentato dal tesoriere Belsito. Polemiche della base nel partito che oggi riunisce la segreteria. Salvini: "Le sezioni fanno fatica a pagare l'affitto. Mi auguro che ci sarà una spiegazione per ogni quattrino"

Non è una insolita notizia, purtroppo. Molto piu' interessante è invece il commento ad essa, ad opera di Maurizio Blondet:

Troppi soldi, davvero troppi

Tre commenti bisogna assolutamente fare a proposito dei milioni che la Lega ha investito in Tanzania, Cipro, Norvegia.

Primo
: troppi soldi alla politica. Questa è la prova plateale, ridicola e schifosa. I cosiddetti «rimborsi elettorali» che i partiti si aggiudicano d’accordo e d’amore, in piena atmosfera bi-partisan, superano di molto le reali spese elettorali; anche di dieci volte. Così, i partiti hanno gli stessi problemi dei ricchi: dove impiegare i milioni, in questi tempi di crisi generale in cui gli investimenti sicuri non danno interessi, e quelli con alti interessi non sono affatto sicuri? Così mettono i soldi nostri, di noi contribuenti, in Tanzania (rendono bene) in Norvegia (rendono poco ma sono sicuri) eccetera.

Soluzione: come minimo, che i rimborsi elettorali siano pari alle spese documentate sostenute per le elezioni. I partiti non devono avere tesoretti segreti, non hanno bisogno di accumulare, dato che ogni anno ricevono soldi come «contributi» dallo Stato. È per il loro bene, togliergli il grattacapo da ricchi, di non sapere dove piazzare i milioni.

Secondo
: di quel tesoretto della Lega, apparentemente alcuni dei più alti dirigenti della Lega (Maroni ad esempio) non sapevano niente. Il ragguardevole malloppo era nella disponibilità esclusiva del «Cerchio magico», ossia il gruppo di intimi che cambia il pannolone a Bossi, una mezza dozzina di Rasputin della Valpadana in sedicesimo, che godono della sua fiducia perchè lo adulano: «Che bel pannolone hai! Come sei maschio! E astuto! Che mente sopraffina! Il nostro Caro Leader!». E così gli fanno credere quello che vogliono. Del Cerchio fa parte il tesoriere Belsito, quello che – coi soldi dei rimborsi elettorali, ossia nostri – ha «a disposizione» una Porsche Cayenne. Il potere del «Cerchio Magico» sta nella circonvenzione dell’incapace, e nei soldi: loro si sono accaparrati i milioni, mentre la Lega, le sezioni, il giornale, è a secco. E la battaglia che si apre all’interno della Lega ha quello come pegno: non secessione o federalismo, non immigrati no o immigrati sì, non grandi progetti per il Nord, ma i soldi. Soldi, soldi, soldi.

Terzo
: Non si creda che sia solo la Lega. Tutti gli altri partiti estraggono dalle nostre tasche rimborsi elettorali superiori anche dieci volte alle spese reali, quindi tutti i partiti hanno lo stesso problema dei ricchi: dove investire il sovrappiù, il grasso che cola? I leghisti del «Cerchio Magico» si sono fatti scoprire perchè sono i più stupidi. Quanti milioni e dove li hanno messi gli altri partiti, PdL, PD, UDC, eccetera, non lo sapremo probabilmente mai. Il problema è sempre quello: troppi soldi. Dargliene meno. Molto meno.

Infine, una quarta considerazione, piccola piccola
: Equitalia e il suo governo Monti-la-Torchia hanno voluto abolire il segreto bancario, vogliono sapere ogni minimo movimento di tutti i nostri conti correnti. Nel governo La Torchia c’è la volontà di abolire il contante, perchè – dicono – gli evasori agiscono così, sfuggendo all’occhiutissimo fisco. Per questo alcuni milioni di pensionati minimi dovranno aprire un conto corrente, non potranno più avere la pensione in denaro sonante. Siamo al punto che se passi il confine svizzero con una banconota da 500, la Finanza minaccia di sequestrarla, in ogni caso hai dei guai a non finire. E se fai la spesa pagando con la banconota grossa, devi giustificarti, anche il negoziante ti guarda come se fossi un membro della Sacra Corona Unita. Insomma, lo Stato ti spia e ti sospetta per 500 euro, incita la cosiddetta «opinione pubblica» a denunciare i nemici del popolo evasori che pagano in contanti, e poi si vede un partito politico che sposta 7 milioni di euro in Tanzania, senza che Equitalia si accorga di nulla.

Commento finale
: si applica a noi, ormai, la barzelletta che circolava in Romania ai tempi di Ceausescu e della miseria nera.

Domanda: «Che cosa è lo Champagne?»

Risposta: «Lo Champagne è il vino che il popolo romeno beve abitualmente, tramite i suoi rappresentanti».


Maurizio Blondet

fonte: http://effedieffe.com/index.php?option=com_content&view=article&id=72446:i-soldi-della-lega-nord-finiscono-investiti-in-tanzania&catid=83:free&Itemid=100021