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giovedì 31 ottobre 2013

AFRICOM COSTRUISCE BASI MILITARI IN ITALIA, PER PICCOLE GUERRE SEGRETE IN AFRICA


Post image for AFRICOM builds up military bases in Italy for small-scale “secret wars” in Africa 
October 15, 2013
fonte: UPI

Il dispiegamento USA di 200 Marines in una base navale in Sicilia per possibili operazioni in Libia, sottolinea come gli Americani abbiano costruito una rete di basi in Italia come trampolino di lancio per interventi militari in Africa e nel Medio Oriente.

I segni sono che 20 anni dopo il primo incontro militare, costoso, degli Americani con i militanti Musulmani a Mogadiscio, Somalia, le operazioni USA in Africa stanno crescendo mentre la minaccia islamica si espande.

Un altro fattore chiave è il cambio del Presidente  Barack Obama nella sua strategia antiterrorismo: dagli attacchi di droni contro al-Qaida a raid di piccole squadre delle Forze Speciali, come visto in Somalia e Libia il 5 ottobre. Questi sono stati provovcati da violenze islamiche in entrambi i Paesi, inclusa la presa del 21 settembre dei grandi magazzini al Westgate di Nairobi, capitale del Kenya, fatta da combattenti  della Somalia e affiliati di Al-Qaida, al-Shabaab, che hanno ucciso 67 persone.

La visita del Presidente Barack Obama in Africa nel giugno-luglio scorso, è stata ampiamente vista come  prova degli estesi obbiettivi di politica estera della Casa Bianca, che hanno incluso una espansione delle operazioni militari USA in tutta l'Africa.

Molti di questi implicano  "guerre segrete" su piccola scala contro gli Islamici, per lo piu' collegati ad al-Qaida e spesso portati avanti sotto l'egidia dell' Africa Command Usa, che è stato creato  nel 2007.

“Sia il numero che la complessità  delle operazioni militari USA in Africa continueranno a crescere a medio termine ,” ha osservato Analytica di Oxford.

Gli USA hanno solo 1 base ufficiale in Africa, la struttura di contro-terrorismo a Camp Lemonnier, ex legione straniera francese, a Djibouti, Africa Orientale, dove sono stanziate le  Forze Speciali che fanno attacchi con jet  e droni.

Ma unità piu' piccole sono dislocate  in tutta l'Africa. Nel mentre, gli Americani hanno stabilito una rete di basi  in Italia, che includono uno spostamento significativo di personale verso il sud, dal vecchio bastione della guerra fredda, in Germania.

Questo mese i Marines si sono spostati in Italia dalla Spagna; essi sono unità di punta di una maggiore doppia forza , la Special Purpose Marine Air-Ground Task Force-Crisis Response. (La Task force aria-terra di Marines a scopo speciale per la risposta di crisi).
Questa fu creata  dopo  l'11 settembre 2012, dall'attacco al consolato USA a Bengasi, Libia,
in cui l'Ambasciatore [in consolato comunque è stanziato il Console e non l'Ambasciatore...] USA Christopher Stevens e 3 altri Americani furono uccisi.


estratti dal'originale:  http://www.upi.com/Top_News/Special/2013/10/15/US-builds-up-military-bases-in-Italy-for-African-ops/UPI-42931381864370/?spt=rln&or=2

martedì 29 ottobre 2013

ELEZIONI EUROPEE 2014: GLI EUROPEI, IN ESPLOSIONE OVUNQUE, VOTERANNO CONTRO BRUXELLES

  L’affermazione del partito anti-euro in Germania, la crescita dell’estrema destra in Austria, la pressione degli eurofobi di Nigel Farage sui conservatori britannici e il disastro elettorale del partito di governo alle elezioni amministrative portoghesi a causa delle misure di rigore rappresentano una sorta di introduzione alla campagna elettorale per le elezioni europee del maggio 2014, che rischia di essere caratterizzata dai gruppi ostili all’ortodossia di Bruxelles. 

Ai tradizionali voti contro l’immigrazione e contro Bruxelles, che hanno alimentato le campagne euroscettiche in occasione delle precedenti elezioni, si aggiunge un voto anti-Merkel e anti-troika rafforzatosi con la crisi dell’euro e con i successivi piani di rigore. Spesso questi fronti anti-Europa si mescolano tra di loro. Da un lato gli euroscettici sono preoccupati dello sviluppo dell’immigrazione, dall’altro il rigore alimenta il rifiuto di un’Europa liberista.
Mentre i partiti di governo sono più preoccupati per elezioni nazionali che per quelle europee a scarsa partecipazione, queste forze “contro” vogliono capitalizzare i loro voti sull’elezione del 22 e del 25 maggio 2014 per rafforzare la loro influenza. Inoltre questo movimento arriva nel momento in cui il Parlamento europeo ottiene poteri più importanti, in particolare sulla scelta del presidente della Commissione.

L'inglese euroscettico Nigel Farage
Il presidente del Partito per l’indipendenza del Regno Unito (Ukip) Nigel Farage ha fatto delle elezioni europee il suo principale obiettivo per imporsi nel Regno Unito e cambiare il rapporto di forza a Bruxelles.

 Questa è anche la priorità dei Veri Finlandesi o del Fronte Nazionale (Fn) francese, così come di Beppe Grillo in Italia o di Syriza, il principale partito di opposizione in Grecia. Tutte queste forze politiche sperano di raccogliere i voti “contro”, che si esprimono più facilmente in questo genere di elezioni.

 «Le europee sono tradizionalmente favorevoli ai partiti periferici», spiega il politologo Dominique Reynié. «Sono a scrutinio proporzionale e l’astensione è molto forte, soprattutto fra i moderati».

Gli ingredienti del cocktail sono noti: l’immigrazione, la burocrazia e il rigore. E quando vengono mescolati possono diventare esplosivi. La polemica sui Rom in Francia mostra che l’immigrazione – sia verso l’Europa che all’interno dell’Unione – sarà uno dei temi della campagna elettorale. 

Questo è uno dei cavalli di battaglia dell’estrema destra, dalla Danimarca alla Grecia, dai Paesi Bassi all’Austria o alla Francia. Si tratta di un argomento spesso trattato dagli euroscettici dell’Ukip o da parte del nuovo partito anti-euro “Alternativa per la Germania” (Afd). Una parte degli europei preoccupati dalla crisi vede la libera circolazione come una minaccia per l’occupazione. Il lavoratore romeno o bulgaro sta sostituendo l’idraulico polacco. 

Alain LamassoureL’euroscetticismo approfitta della crisi. Alle critiche nei confronti della burocrazia di Bruxelles si aggiunge la cattiva gestione della tempesta finanziaria. «Dopo la crisi del debito i paesi del sud sono persuasi che quello che succede loro è colpa di Berlino, mentre i paesi del nord ritengono che è colpa di Bruxelles se devono dare del denaro al sud», spiega il deputato del Partito popolare europeo (Ppe) Alain Lamassoure.

I Veri Finlandesi vedono nell’aiuto alla Grecia la giustificazione del loro euroscetticismo, così come il Partito della Libertà di Geert Wilders nei Paesi Bassi, che nei sondaggi raggiunge il 30 per cento. Accanto a queste due opposizione tradizionali, la crisi ha dato vita a un fronte anti-Merkel e anti-troika molto attivo nell’Europa meridionale, tanto a sinistra quanto a destra. 

In Grecia, Syriza e il partito populista dei Greci Indipendenti vogliono approfittare del rifiuto delle misure imposte da Bruxelles e dal Fondo Monetario Internazionale (Fmi) per imporsi a Strasburgo. In Spagna il movimento degli Indignados vuole presentare delle liste alle elezioni di maggio. Finora l’estrema destra e i movimenti euroscettici, molto divisi, hanno avuto un’influenza limitata al Parlamento Europeo. 

«Il progetto europeo corre un grave pericolo», riconosce Anni Podimata, vicepresidente del Parlamento ed esponente del Partito socialista greco (Pasok). «L’avversione all’Europa è sempre più forte. Questo deve spingere i partiti a farsi carico di un messaggio europeista».

Marine Le Pen, del Front NationalI deputati dell’Fn non sono iscritti, mentre gli altri movimenti si ritrovano nel gruppo “Europa libertà democrazia” intorno a Nigel Farage e ai membri della Lega Nord. Il sogno dell’Fn è quello di creare un gruppo con l’Fpö austriaco, che ha superato il 20 per cento alle elezioni politiche del 29 settembre. «Tra un quarto e un terzo dei deputati voterà “no” a tutto, ma questo non impedirà al Parlamento di funzionare. 

L’intesa fra il Ppe e i socialdemocratici sarà più necessaria che mai», sostiene Lamassoure. I due partiti hanno annunciato che faranno una campagna destra-sinistra, ma l’inizio della campagna elettorale dei socialdemocratici è coincisa con la decisione dell’Spd di partecipare al governo Merkel.

(Alain Salles, “Elezioni europee 2014, la minaccia del voto di protesta”, intervento pubblicato da “Presseurop” e ripreso da “Globalist” il 7 ottobre 2013).

FONTE: http://www.libreidee.org/2013/10/europee-2014-gli-elettori-voteranno-contro-bruxelles/

lunedì 28 ottobre 2013

GRILLO E LA SOVRANITA' MONETARIA, O NO?

http://www.byoblu.com/wp-content/uploads/GrilloSovranitaMonetaria_-BLOG.jpg 

QUI IL VIDEO  
"anche io credevo che per fare aprire gli occhi alla gente bisognava che il movimento 5 stelle andasse in TV. Ma non è così, per ogni esponente del M5S mettono altri 5 più il conduttore contro , e tu puoi dire la cosa più vera del mondo ma loro la fanno passare come un stronzata. QUINDI NON E' BEPPE GRILLO CHE DEVE ANDARE IN TV, MA I CITTADINI CHE DEVONO SCENDERE IN PIAZZA INSIEME A LUI se si vuole cambiare questo paese. Perchè se stiamo ad aspettare che si dimettono da soli questi massoni-mafiosi facciamo prima ad andare all'estero".
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 Draghi mago Silvan ,
http://www.beppegrillo.it/2013/10/draghi_mago_silvan.html


All’inizio ha tirato fuori il coniglio LTRO dal cilindro poi ha estratto due colombe bianche OMT. Così Draghi ha vinto per ora le sue due mani al tavolo dell’Euro. Ma la partita non é ancora finita perché prima o poi il mercato andrà a vedere il suo potenziale bluff. Sono queste due magie, LTRO e OMT, che per ora tengono in vita l’Italia e le sue banche. Per quanto ancora?
Il primo LTRO fu annunciato a Dicembre 2011 seguito dal secondo a marzo 2012. L’obiettivo era fornire liquidità alle nostre banche in cambio di garanzie portate in BCE, visto che le banche del nord Europa non si fidano e non prestano più i soldi alle banche periferiche.

Questo in teoria avrebbe consentito di finanziare l’economia reale: io BCE ti presto soldi in cambio di garanzie così che tu li possa girare alle PMI e alle famiglie. In realtà l’economia reale ha visto ben poco dei 250 miliardi di denari LTRO che le banche italiane hanno ottenuto da Draghi. Li hanno infatti reinvestiti quasi tutti in BTP con un rendimento medio del 4.5% dopo averli presi in prestito dalla BCE allo 0.5%. Mal contati si tratta di circa 10 miliardi di profitti gratis all’anno garantiti alle banche italiane in cambio di consentire allo Stato di collocare il suo debito.

Di fatto più della metà degli utili annuali del sistema bancario italiano viene da questo giochino: io BCE presto a te banca commerciale e tu banca presti al tuo Stato. Risultato? Negli ultimi due anni il credito ad imprese e famiglie in Italia è diminuito di 70 miliardi di euro e i BTP nella pancia delle banche sono cresciuti di 190 miliardi di euro, raggiungendo ora 411 miliardi di euro (più del 10% di tutte le attività detenute in portafoglio dalle banche italiane).

Scoperto il gioco di prestigio il mercato è tornato all’attacco nell’estate del 2012 mettendo pressione sui nostri BTP: é la banca centrale l’unica istituzione che può garantire il mercato sulla solvibilità degli stati lì dove si impegnasse a comprare titoli di debito stampando moneta. Questo lo statuto della BCE non lo consente, ma Draghi ci é andato molto vicino annunciando nell’estate del 2012 il programma OMT. Contro le resistenze tedesche, Draghi annuncia che la BCE è pronta a comprare sul mercato secondario titoli del debito pubblico con scadenza fino a 3 anni per i Paesi che dovessero trovarsi in difficoltà nel collocare il loro debito.

Questo in cambio di rigidi interventi della Troika (Fondo Monetario, Commissione Europea e BCE) nell’imporre riforme in cambio di tali aiuti. Nessuno pensava nell’agosto del 2012 che un tale annuncio di intenzioni sarebbe bastato a placare il mercato. Si discuteva allora dell’opportunità che fosse prima l’Italia della Spagna a fare il passo verso il sostegno OMT. La storia dell’ultimo anno ci dice che Draghi ha vinto e che per ora il mercato si é fidato dell’annuncio senza andare a vedere il suo potenziale bluff dal momento che nessuno Stato periferico ha fatto ricorso al programma OMT. Eh sì, perché di bluff potrebbe trattarsi dal momento che la stessa Corte Costituzionale tedesca non ha ancora deliberato sulla legittimità di tale programma (lo farà a dicembre).

Non c’é nulla di male nel fatto che sia la banca centrale a sottoscrivere debito pubblico. Anzi è diritto di un popolo sovrano e della sua banca centrale ricorrere a tutti gli strumenti di politica economica e monetaria a seconda della fasi del ciclo, incluso il potere di "monetizzare" il debito stampando moneta. Lo fanno da sempre la FED, la Banca d'Inghilterra (BoE) e la Banca del Giappone (BoJ) ma non la BCE. Il suo statuto non le consente di acquistare debito pubblico ma il programma OMT è riuscito con un semi bluff a convincere per ora i mercati che questo potrebbe essere possibile.

Due anni dopo ci ritroviamo un sistema bancario che prende liquidità da Draghi (e non dalle altre banche) per impiegarla in BTP (e non nell’economia reale), creando un circolo perverso in cui la debolezza dello Stato é stata trasferita alle banche e solo l’annuncio OMT ha per ora tenuto la situazione in piedi. Se a questo aggiungiamo 140 miliardi di euro di sofferenze ed 80 miliardi di euro di partite incagliate (quasi sofferenze) nei bilanci delle banche ecco spiegato perché il Fondo Monetario Internazionale nel suo recente rapporto sull’Italia cita le banche come uno dei punti deboli della nostra economia invitando in caso di difficoltà a ricorrere al sostegno europeo.

E’ la stessa riflessione di Wolfgang Munchau nel suo recente editoriale sul Financial Times che si conclude con una amara verità: "la decisione della politica italiana di non chiedere aiuto all’Europa, non svalutare internamente e non ristrutturare il debito pubblico non è razionale per il suo popolo". Munchau ha ragione da vendere. Decidere prima possibile in una delle tre direzioni è un dovere della politica per il bene dei nostri figli. Traccheggiare e perdere tempo è l’unica cosa da non fare.

Vogliamo rimanere nell’Euro?
Parliamone, visto che sempre più alte si alzano le voci di chi è convinto che solo uscendo dall’Euro potremmo guadagnare il tempo necessario a riformare il Paese, visto che quello di Draghi con OMT è un orologio a tempo che farà "gong" molto presto. Ma se invece vogliamo rimanere nell’Euro possiamo farlo solo riformando da testa a piedi il paese per chiudere il gap di competitività che abbiamo (circa 20% contro la Germania) e che altrimenti non ci permetterà mai di crescere in linea con i nostri vicini.

Non vogliamo ristrutturare il debito?
Bene allora che ci si aggrappi al programma OMT almeno ci garantiamo l’acquisto del nostro debito dalla BCE (ammesso che lo possa fare visto il rischio di stop della corte tedesca) e ci facciamo aiutare a fare quelle riforme che Roma non è in grado di fare. Insomma rendiamo esplicito quel commissariamento che già è nei fatti e almeno ci riprendiamo un po’ dei 50 miliardi di euro che abbiamo messo al servizio dell’Europa.

Non vogliamo ristrutturare il debito, siamo troppo orgogliosi per chiedere aiuto e non abbiamo le risorse per finanziare le riforme? Allora si abbia il coraggio di sforare il deficit di almeno 3 punti, arrivando a quel 6% che è già stato concesso a Spagna e Francia. Quei 50 miliardi di euro si mettano ad esempio nel cuneo fiscale. Poi vediamo se l’Italia non inizia a crescere tornando a creare un problema di concorrenza sull’export alle aziende tedesche.

Se nessuna delle tre opzioni qui sopra viene messa sul tavolo vuol dire che l’Europa ha già deciso di far tirare a campare il moribondo paziente Italia per spolparne gli ultimi resti. Draghi è il proprietario del casinò, colui che ha preso tempo fino ad ora nell’interesse dei creditori tedeschi non certo dei produttori italiani. Napolitano è il croupier, colui che ha usato al peggio questo tempo privando i cittadini dell’ultimo loro diritto, quello di un governo scelto da loro. Monti e Letta sono i due bari al tavolo, coloro che fanno vincere il banco dell’Euro a spese dei cittadini. Ma il tempo che è riuscito a prendere Draghi non è infinito: il "gong" della Merkel sul programma OMT arriverà prima o poi e quel giorno ci sarà l’ultimo giro.

Gli italiani quel giorno vedranno di essere rimasti in mutande. Forse neanche quelle.

fonte: http://www.beppegrillo.it/2013/10/draghi_mago_silvan.html

domenica 27 ottobre 2013

DAVID ICKE: QUEL SEGRETO INQUIETANTE DIETRO IL POTERE...

Negli ultimi decenni,  “controverso” è stato il termine piu’ricorrente nei confronti di David Icke e della sua vita. E’ dai primi anni 90 che mette in discussione i parametri della realtà correnti e comuni, lasciando intendere che tutto… non è come sembra, per cio’ che riguarda il modo in cui è  governato il nostro mondo.

Il suo verdetto è chiaro: i mentitori ai vertici delle nostre strutture di potere, nascondono un segreto sinistro, che se verbalizzato farebbe passare per pazzo chiunque lo pronunciasse.
 
Sin dall’alba della civiltà umana, le classi al potere sono state controllate da esseri extra-terrestri-dimensionali, il cui programma prevede che la razza umana sia fatta di schiavi robotici e stupidi, al servizio di un sistema basato su paura e controllo.
Non è difficile capire perchè la sua teoria ha attratto facilmente tante reazioni negative…

Icke tocca temi  come l’universo olografico, la matrix della pseudo luna e la sua teoria, la piu’ famigerata, quella della l’ibridazione rettiliana che sta controllando il mondo, è sicuramente la piu' controversa.
.
Per iniziare a spiegare la complessa teoria, Icke discute lo stato attuale di paura che c’è nel mondo.

“La paura di cio’ che gli altri pensano, è lo stato della percezione che frena le persone dal potere fare la differenza nelle cose… In un mondo di uniformità, potete fare la differenza solo se operate al di fuori di quella uniformità… o ce la pigliamo o la rifiutiamo…ed in tal caso nulla cambia".

Il Segreto più NascostoOra, o usciamo da un tracciato e sperimentiamo la libertà come non l’abbiamo mai persino compresa, oppure andiamo per quell’altra strada, quella che la struttura di controllo vuole ed allora ci dirigiamo verso uno stato globale, fascista e orwelliano.” David Icke, The Lion Sleeps no More .




 
La visione comunicata da Icke è che l’essere umano è stato manipolato perchè diventi “inconscio” e questo grazie all’uso di programmazioni fatte dalla politica e dai media, dal controllo tirannico sul nostro cibo, acqua, aria, attraverso lo stordimento delle masse con  i prodotti farmaceutici e l’alcol, ma  la lista potrebbe  continuare…

 “La manipolazione non si ferma qui”, come dice Icke esplorando le infinite profondità della “tana del coniglio” . La classe dominante, i banchieri, la famiglia reale, i presidenti e i primi ministri, hanno creato l’illusione di essere corpi governanti separati, quando in realtà sono tutti stati sempre “della stessa squadra”.

C’è un lignaggio (una dinastia di legami di sangue) che strategicamente e da epoche,  è stato mantenuto intatto. La Burkes Peerage and Baronetage, una fonte genealogica aristocratica e completa, rivela che  tutti i 44 presidenti USA, nel corso della storia, hanno portato con sé, nella loro carica,  del sangue reale europeo

Il Risveglio del Leone - DVD>>> tutto l'articolo qui:  http://thelivingspirits.net/php/articolo.php?lingua=ita&id_articolo=726&id_categoria=12&id_sottocategoria=73
 

sabato 26 ottobre 2013

LE FAMIGLIE NEL MONDO RITIRANO I SOLDI DALLE BANCHE E LI TENGONO IN CASA

world 
(NaturalNews) 
Secondo un recente articolo di  Associated Press, "5 anni dopo il crollo della banca di investimenti americana Lehman Brothers, che scatenò una crisi finanziaria globale e fece traballare la sicurezza in ogni parte del mondo, le famiglie nei maggiori paesi del mondo hanno grande sfiducia negli investimenti"

'non ci vuole molto per distruggere la fiducia e la sicurezza'

Una analisi della AP in famiglie nelle maggiori 10 economie del mondo,  ha trovato che queste ultime stanno spendendo con molta cautela. In aggiunta hanno tolto centinaia di miliardi di dollari dalle borse e hanno tagliato il ricorso ai prestiti, per la prima volta in decenni, mentre hanno messo denaro in bonds e risparmi, nonostante il fatto che questi offrano un minuscolo interesse  che spesso non corrisponde  alla inflazione.

In una economia globale che si basi sul consumo come linfa vitale, quando questo scivola via
lo stesso succede alla crescita in impeghi e salari, specialmente in USA, la nazione con la maggiore classe di consumatori e la maggiore economica mondiale.

Ma anche altrove il fatto di risparmiare di piu' e spendere meno sta avendo effetti negativi. In Europa continentle, la disoccupazione in molti Paesi ha superato il 35 percento tra i giovani e queste cifre non sono destinate a scendere a breve termine.


La "Lehman ha cambiato tutto," ha detto  Arne Holzhausen, un economista senior alla Assicurazione Allianz, a Monaco di Baviera. Ora si parla di "sicurezza e protezione , sicurezza, e protezione".

Nella sua analisi AP ha esaminato dei dati che mostrano cio' che i consumatori han fatto del loro denaro nei 5 anni prima della Grande Recessione che inizio' nel dicembre 2007 e nei 5 anni dopo, fino alla fine del 2012. L'analisi si è concentrata sulle 10 maggiori economie del mondo: U.S.A, Cina, Giappone, Germania, Francia, Regno unito Brasile, Russia, Italia e India. Queste nazioni costituiscono la metà della popolazione mondiale e insieme costituiscono il 65 percent del suo prodotto interno lordo.

Si sono trovate queste tendenze:

-- fuga da mercati azionari

-- grandi scorte di contante
-- disfarsi del debito  ed evitarne di nuovo-- tagliare le spese

M5STELLE: ECCO PERCHE' NON SIAMO ANDATI DA NAPOLITANO. "DEMOCRAZIA VIOLATA"

Paola Taverna Giorgio Napolitano

QUI IL LINK AL VIDEO

Quando ero piccolo, ricordo bene che spesso gli adulti pranzavano sul tavolone, in sala da pranzo, e noi bambini avevamo il tavolinetto con le sedie piccine picciò. Così loro non si sentivano in colpa e potevano parlare di cose da grandi e noi discutere dei nostri affarucci. Che ne so… le biglie, l’ultima raccolta di figurine Panini, qual era il dinosauro più forte. Ieri il Quirinale ha fatto la stessa cosa. Ha invitato gli esponenti dei partiti di maggioranza (inclusa Scelta Civica, votata solo da Monti e Casini) a parlare con il Presidente di legge elettorale, lasciando da parte l’opposizione. Ha parlato della legge fondamentale di uno Stato con chi rappresenta quattro gatti e ha lasciato fuori dalla porta nove milioni di italiani. Eppure, la legge elettorale è una di quelle questioni che deve essere discussa in Parlamento: se definiamo dunque la convocazione del Colle “fortemente irrituale” è solo perché esiste ancora il reato di vilipendio del Capo dello Stato.

Stamattina, dopo le dichiarazioni bellicose del Movimento 5 Stelle, della Lega e di Sel, il Quirinale ha fatto sapere di avere allestito il tavolino della Walt Disney, quello con Qui, Quo e Qua serigrafati sulla plastica. Ha preparato le patatine, la Coca Cola e la Fanta, un lecca-lecca a testa, i palloncini colorati e qualche fischietto (che si sa: ai bambini piace far casino), e poi ha chiamato per chiedere se ci fosse bisogno di un’animatrice o se i Cinque Stelle potevano giocare anche da soli. Ovviamente la risposta dai capogruppo del Movimento 5 Stelle (e per quanto ne so, anche della Lega) è stato un secco no: avevamo già un’altra festa di compleanno.

Questo il comunicato ufficiale letto da Paola Taverna all’inizio del live settimanale “5 giorni a 5 stelle”:

PERCHE’ NON ANDREMO DA NAPOLITANO
Il Movimento 5 Stelle, dopo il vergognoso ricevimento sulla legge elettorale che si è svolto nelle stanze dorate del Quirinale, alla presenza delle forze di maggioranza e di ben 2 Ministri, oggi non andrà all’incontro con il Presidente della Repubblica, tardivamente richiesto a giochi ormai fatti.
  1. Non andremo perché non siamo né in una Monarchia assoluta, né in una Repubblica Presidenziale. Secondo l’articolo 87 della nostra Costituzione, il Presidente della Repubblica può inviare messaggi alle Camere, cioè a tutte le forze politiche. Ricevere invece le forze di maggioranza su temi specifici e delicatissimi come la legge elettorale, magari dando indicazioni e suggerimenti nel chiuso delle stanze e poi, solo il giorno dopo, ricordarsi di ricevere i “plebei” delle opposizioni, è perlomeno fortemente irrituale.
  2. Non andremo perché la legge elettorale è questione che va discussa esclusivamente in Parlamento. Da tutte le forze politiche. Senza la prevaricazione delle maggioranze sulle minoranze. Con l’incontro di ieri Napolitano ha avallato la prevaricazione di chi è maggioranza parlamentare sulle opposizioni. Un comportamento tipicamente autoritario. Lo ha fatto, per di più, su una legge fondamentale dello Stato, sulla quale si basa tutto il funzionamento democratico delle Istituzioni della Repubblica.
  3. Infine, Non andremo perché siamo una Repubblica parlamentare: Giorgio Napolitano deve essere garante della Costituzione Repubblicana e dell’equilibrio democratico. Deve quindi rispetto istituzionale a tutti. In primis, certamente, alla maggiore forza politica d’opposizione nonché alla forza politica più votata alla Camera dei Deputati.

    fonte:  http://www.byoblu.com/post/2013/10/25/ce-chi-dice.aspx

venerdì 25 ottobre 2013

BRUNO AMOROSO, ECONOMISTA: CORRIAMO IL RISCHIO DI UNA BALCANIZZAZIONE, CON LE GUERRE INTERNE

Amoroso
La ricreazione è finita, presto vi dovrete arrangiare anche per le pensioni. Questo, in sintesi, il discorso-choc che il sovrano olandese Guglielmo Alessandro ha rivolto alla nazione: la globalizzazione impone anche all’Olanda l’addio al glorioso sistema del welfare e delle protezioni sociali. 

E’ l’élite, direttamente, che parla: la stessa élite feudale che si è impadronita della moneta, imponendoci l’Eurozona, per poi dirci: scusate, non ci sono più soldi. Falso. I soldi li “fabbricano” loro, mentre a mancare sono i politici in grado di difenderci. Enrico Letta, che rincorre i diktat della Merkel, governa con Berlusconi, che nel suo videomessaggio del 18 settembre, di fronte alla catastrofe economica dell’Italia, proclama: «Occorre imboccare la strada maestra del liberalismo: meno Stato, meno spesa pubblica». Il liberismo: cioè il tunnel senza uscita del quale siamo già prigionieri, da vent’anni. 

Attenti, avverte il professor Bruno Amoroso: di questo passo, già a novembre sprofonderemo nel baratro della Grecia, saremo esposti a tempeste mai viste e rischiamo di fare la fine della Jugoslavia.


L’economista italo-danese dell’università di Roskilde, allievo di Federico Caffè e compagno di scuola di Mario Draghi, dice che l’incubo della balcanizzazione è dietro angolo: «E’ possibile che ci troveremo davvero nei guai tra pochissimi mesi, in una situazione di tipo greco: quando, per intenderci, ci saranno 50.000 statali mandati a casa e niente più soldi per gli ammortizzatori sociali». 

Che succederebbe? «La crisi andrà a destra, come sempre: prevarranno prima i nazionalismi e poi le fratture all’interno degli stessi Stati: il nord dell’Italia contro il sud, la Catalogna contro il resto della Spagna».  

E’ uno degli scenari della crisi europea, il peggiore: l’implosione dell’Europa del sud, magari accelerata dalla “fuga” della Germania, decisa a non pagare i costi necessari a tenere in vita i nostri paesi devastati dall’euro. In quel caso si annunciano «guerre interne» e «conflitti sociali e politici», gestiti «da chi è interessato, come è stato per la Jugoslavia, che fu distrutta perché la Germania era interessata alla Croazia e alla Slovenia», mentre altri volevano la secessione del Kosovo.

Non c’è scampo, se l’Europa meridionale resta ingabbiata nella camicia di forza della moneta unica: «Con l’euro sono arrivate disposizioni come il Fiscal Compact e il patto di stabilità: non solo si decide il valore della moneta, ma anche i danni che un paese riceve». Esempio: «Se la Danimarca è in crisi economica, è lei che decide come farla pagare ai cittadini, distribuendone il carico. 

Nell’Eurozona invece questa libertà non ce l’abbiamo, perché col Fiscal Compact non possiamo fare politiche che secondo noi sono eque, ci dettano pure come dev’essere organizzato il mercato del lavoro»

I danesi, rimasti fuori dall’euro, «possono decidere se vogliono un mercato del lavoro di giovani o di vecchi», noi invece siamo in trappola, dentro una camicia di forza: situazione «da risolvere entro un anno, se vogliamo evitare il disastro». Come? Nell’unico modo possibile: tornando alla sovranità monetaria. «E’ una condizione necessaria: solo attraverso la sovranità sulla moneta è possibile fronteggiare la disoccupazione». 

LettaMa attenzione: tornare semplicemente all’antica valuta nazionale non risolverebbe il problema, avverte Amoroso, se i politici al potere dovessero restare quelli di oggi: «Anche con la lira, uno come Enrico Letta continuerebbe con le politiche neoliberiste che ci hanno portato al disastro».

Il problema è politico, insiste Amoroso, co-firmatario del “Manifesto per l’Europa” elaborato da “Alternativa”, il laboratorio politico fondato da Giulietto Chiesa. Obiettivo: aprire una vertenza con Bruxelles, cestinando il Trattato di Maastricht che introduce l’Eurozona. 

La scommessa: rinegoziare tutto, a cominciare dalla moneta, per togliere all’élite finanziaria di Bruxelles il potere assoluto che esercita su di noi, instaurando finalmente una condizione di democrazia che metta fine all’autoritarismo della Commissione Europea, non eletta da nessuno. «I paesi del sud hanno un rilevante potere contrattuale», sottolinea Amoroso: «L’Italia, la Spagna e gli altri paesi dell’Europa meridionale possono chiedere nuove condizioni per restare in Europa, e ne avrebbero la forza, perché rappresentano un grande mercato di sbocco per i prodotti dell’export del nord». Certo, non si esce dal tunnel con Berlusconi e Letta. 

«Serve un grande rivolgimento politico, ma forse non siamo lontani: in Grecia c’è Syriza, in Spagna gli Indignados, da noi metà degli italiani non votano più, e di quelli che votano almeno il 20% sceglie i grillini». Il piano di Amoroso si chiama euro-sud: sarebbe come tornare allo Sme, quando gli Stati europei già cooperavano tra loro, mantenendo però un’elasticità nei cambi, con possibilità di svalutazione fino al 15%.

La protesta della GreciaSarebbe una via d’uscita democratica e realistica: «Quelli che invocano “più integrazione” vivono su un altro pianeta: la Gran Bretagna non rinuncerà mai alla sterlina, né accetterà mai che sia Bruxelles a spiegarle come spendere i soldi per l’istruzione».  

L’Unione Europea è composta di 27 paesi, di cui solo 17 hanno aderito all’euro: gli altri 10 non vi aderiranno mai. «Quindi, già oggi, non è vero che l’Europa ha una sola moneta: ne ha 11. Semplicemente, con l’euro-sud, ne avrebbe 12».  

Il continente era già unito prima della moneta unica, con il Sistema Monetario Europeo: l’euro, voluto dalla Francia che sperava di controllare la potenza economica della Germania unita, ha semmai introdotto una spaccatura, tra l’Europa del nord e quella del sud. Un disastro: «L’euro non ha unito l’Europa, non ha creato coesione sociale e territoriale ma conflitto, non ha diminuito l’inflazione, povertà e disuguaglianze sono aumentate». Di questo passo, la moneta unica «farà implodere tutto il sistema europeo».


Secondo Amoroso, solo una nuova alleanza politica tra i paesi dell’Europa del sud potrà rinegoziare un’unione con Bruxelles: la sovranità monetaria potrà produrre politiche per l’occupazione e, al tempo stesso, introdurre meccanismi di controllo sulla finanza speculativa. Uscire da soli dall’euro potrebbe essere traumatico, per via della svalutazione e dell’inflazione? In fondo, però, è stato traumatico anche entrare nell’euro.
E soprattutto, restarvi. 

Senza più spesa pubblica, le nostre economie sono al collasso. L’uscita negoziata dall’attuale euro, secondo Amoroso, sarebbe invece più sicura e senza scossoni. Obiettivo perfettamente alla portata dei nostri paesi, a una condizione: devono prima liberarsi degli attuali governi. Ecco perché – mentre la grande crisi avanza e minaccia di travolgerci – diventa fondamentale costruire un’alleanza, da Atene a Lisbona passando per Roma e Madrid, in vista delle decisive elezioni europee della primavera 2014.

FONTE: http://www.libreidee.org/2013/09/amoroso-via-dalleuro-o-facciamo-la-fine-della-jugoslavia/

giovedì 24 ottobre 2013

QUELLE TASSE DA PAGARE CHE GLI "ONOREVOLI" NON SANNO COSA SONO...

Trise, Tari e Tasi. Gli onorevoli non sanno nemmeno quello che votano

QUI IL VIDEO : Trise, Tari e Tasi. Gli onorevoli non sanno nemmeno quello che votano
 
Trise, Tari, Tasi. Sono i nuovi tributi che saranno introdotti con la legge di stabilità. Sui giornali se ne scrive da giorni, ma non provate a chiedere spiegazioni ai parlamentari: la maggior parte di loro non ha idea di cosa si tratti. Così, per esempio, risponde l’ex ministro della Salute, Renato Balduzzi, eletto con Scelta Civica: “Certo che so cos’è la Trise. E’ un nome diverso per alludere a una non bella vicenda (sic!) per cui ci dicono che risparmieremo, ma non è così”. 

Tentativo fantasioso e generico. Molti suoi colleghi, come il pidiellino Raffaele Fitto, filano via senza proferire parola. Il renziano Matteo Richetti, invece, è tra i più preparati. Risponde con competenza alle domande su Tari e Tasi. Poi si perde sul più bello. “Come si chiama la tassa che le tiene insieme? La Tarsi!”.  

Carla Ruocco, vicepresidente della Commissione Finanze del M5s, non sbaglia un colpo. Altri colleghi a Cinque Stelle, invece, improvvisano voli pindarici dagli effetti esilaranti. Come Giulia Sarti e, soprattutto, il senatore Bartolomeo Pepe, che racconta un vecchio aneddoto su un suo amico oste, ma non risponde alle domande: “La Trise? Mai sentita. Sicuramente sarà una gran inc..ata per gli italiani”.

Il leghista Gianluca Buonanno dà un buffetto al cronista: “Cosa fai? Pigli per il culo pensando che non sappia cosa sia la Tares… la Trise…”. E scappa via. Giuseppe Fioroni, del Pd, si lancia nella più classica delle “supercazzole”, Carlo Giovanardi (Pdl) invece taglia corto: “Ci sono migliaia di sigle. La Trise? Un’idea me la farò quando la leggo”.

 Infine il senatore a vita Carlo Rubbia, fresco di nomina: “Cos’è la Trise? Non lo so, ma cosa fa, interroga un premio Nobel?”  di Manolo Lanaro e Tommaso Rodano

FONTE: http://tv.ilfattoquotidiano.it/2013/10/23/trise-tari-e-tasi-onorevoli-non-sanno-nemmeno-quello-che-votano/250320/
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ALTRI PREGEVOLI ESEMPI ... "NON CONVENZIONALI" DEI 5STELLE

PAOLA CARINELLI,  QUI IL VIDEO
http://www.youtube.com/watch?v=eYexjildyqI&list=UUQMR0q4wNM8Rbe7W0UlX1jg

si rivolge al Presidente LETTA:
"meglio essere cittadini sovrani come noi che zerbini come voi"
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 PAOLA TAVERNA, QUI IL VIDEO
 http://www.youtube.com/watch?v=ph8uSuNq88Y
"ALLA VERGOGNA VOI NON AVETE FINE!"
"non sono i popoli a dover aver paura dei propri governi, ma sono i governi ad aver paura dei popoli"

mercoledì 23 ottobre 2013

SIBILIA M5S IN PARLAMENTO: AVETE SVENDUTO L'ITALIA. GIUDA!

Sibilia (M5S) a Letta: “Governo illegittimo e sovversivo. Avete svenduto l’Italia, Giuda” QUI IL VIDEO 

Non ho alcun rispetto per il suo operato e nessuna fiducia per il suo governo: il suo è un governo illegittimo e sovversivo. Illegittimo perché nessuno a febbraio ha votato per il governo Letta-Berlusconi/Alfano.

 E sovversivo perché nasce nelle stanze della sua fondazione Vedrò“. Così Carlo Sibilia, deputato del Movimento 5 Stelle, nel corso del dibattito, in aula alla Camera, sull’informativa del premier Enrico Letta in vista del Consiglio Ue. Dura l’invettiva di Sibilia. “Vedrò – spiega il 5 Stelle – è finanziata dalle slot machine alle quali avete condonato almeno 2 miliardi di evasione fiscale. 

Esiste poi una società di Matteo Colaninno, deputato Pd, che controlla indirettamente Alitalia che, guarda caso, il suo governo – sottolinea – ha dato l’ok per salvare. Le piccole medie imprese italiane non riescono ad avere 100 lire dalle banche e noi salviamo Alitalia che perde 1,7 milioni si euro al giorno per incapacità di chi la gestisce”. Sibilia continua: “Avete svenduto Telecom alla spagnola Telefonica. In America ha dato la disponibilità a vendere Fincantieri e Terna. Avete svenduto l’Italia per 30 denari. L’unico appellativo che meritate è quello di Giuda

FONTE: http://tv.ilfattoquotidiano.it/2013/10/22/sibilia-m5s-a-letta-ll-suo-governo-e-illegittimo-e-sovversivo-svenduta-litalia-per-30-denari/250260/ 

martedì 22 ottobre 2013

M. BLONDET: VERGOGNA A CHI? SULLE IMMIGRAZIONI AFRICANE...



Facile esclamare «vergogna!». Bisogna specificare un pochino, proviamoci. Vergogna alle sinistre, partiti, presidenti delle Camere compresi, il senatore Manconi con la sua compagnuzza Bianca Berlinguer e loro media, giornali e radio e tv di Stato, per aver cercato di dimostrare che le centinaia di affogati di Lampedusa sono affogati per colpa della Bossi-Fini. E più in generale, per colpa degli italiani razzisti, leghisti, omofobi ed anti-immigrati.

È ingeneroso ricordarlo, ma le vittime hanno fatto tutto da sole. Sono state loro a venire in massa non chiamate, di notte, come clandestini, ad affidarsi per questo ad organizzazioni di criminali libici, la cui natura delinquenziale dovrebbe essere ben nota nel Corno d’Africa; loro a dare fuoco al naviglio e a farlo rovesciare mettendosi tutti ad una murata. Loro a farsi ammassare in un barcone senza un solo salvagente, e ovviamente senza saper nuotare perché, poveretti, vengono da Eritrea e Somalia. sono gente che non ha visto acqua dalla nascita, per non dire il mare. Certo, pietà e orrore; ma senza dimenticare che questi hanno pagato qualcosa come 1500- 2 mila euro a testa: in Africa, chi può disporre di una simile cifra non è povero, i poveri veri, in Africa, non li avete mai visti; per fuggire non hanno che le loro gambe scheletrite, per di più debilitate dalla denutrizione. Quelli che vengono qui sono, relativamente, benestanti. Giovani che abbiamo visto mettersi in contatto con le famiglie via Facebook e smanettare sui tablet per dare notizie a mamma, non sono africani medi.

Vengono dalla Libia. Con la Libia, il nostro governo aveva accordi, quando c’era il colonnello Gheddafi, che bene o male avevano frenato il traffico di clandestini. Hollande, Cameron, Obama hanno voluto rovesciare Gheddafi per gli affari loro, e portare via i nostri agli italiani: hanno così consegnato la Libia a bande criminali spadroneggianti, incontrollate, armatissime perché si sono rifornite dai giganteschi arsenali di Gheddafi, che non solo continuano a devastare il loro stesso Paese, che torturano prigionieri delle loro bande, ma che come affaruccio collaterale hanno intensificato il commercio e taglieggio degli aspiranti africani alla venuta in Italia.

Comincino a vergognarsi quelli di Parigi, Londra, Washington, che hanno voluto rovesciare Gheddafi. Ormai i delinquenti hanno ammassato 12 mila aspiranti clandestini nell’insignificante porticciolo di Zuwarah, a 100 chilometri da Tripoli, in attesa degli imbarchi. La ministra Kyenge ha definito «vergognoso» il centro d’accoglienza di Lampedusa? Beh, dovrebbe – se avesse il coraggio – farsi un giretto nei centri di ritenzione in cui i delinquenti ammassano le loro vittime in attesa che le famiglie, laggiù nell’Africa sahariana, raggranellino i quattrini aggiuntivi richiesti per il passaggio: Amnesty International ha mandato qualcuno a visitare sette di quei campi «di ritenzione», così li chiama, dove se i soldi delle famiglie non arrivano si può restare a «durata indefinita», in condizioni atroci, senza cibo né acqua né latrine, e dove i libici «picchiano brutalmente anche le donne con cavi elettrici o tubi di ferro». Anche lì, come a Lampedusa o nei centri nostri, i clandestini – quando sono tanti – si ribellano: la, però ricevono raffiche di kalashnikov, secondo Amnesty. Magari capirà perché tanti clandestini vogliono a tutti i costi venire nella «vergogna» italiana... dove li vestiamo, li curiamo e li alimentiamo di cibi halal. (La Libye accusée de mauvais traitements sur des milliers de migrants)

I torturatori sono gli eroi che ieri hanno abbattuto Gheddafi con il sostegno della Nato e gli applausi della propaganda occidentale, in nome dei «diritti umani» che Gheddafi violava: si vergognino questi. Oggi sono un’industria dei diritti umani maciullati: che imbarcano i loro africani-ostaggi, e nei casi migliori forniscono di un telefono satellitare (un piccolo investimento, fa parte del business) in modo che, a 30 miglia dalla costa italiana, chiamino le nostre autorità italiane (hanno i numeri) per farsi salvare.


>>> tutto l'articolo alla sua fonte:
http://effedieffe.com/index.php?option=com_content&view=article&id=269478:vergogna-a-chi&catid=83:free&Itemid=100021


Tutti i Complotti - Libro

lunedì 21 ottobre 2013

BAKUNIN: K. MARX AVEVA ISTINTIVA INCLINAZIONE E GRAN RISPETTO PER I ROTSCHILD

 

Il sistema unitario, o delle grandi zone, ha come scopo di spartire l’Europa, e in seguito la maggior parte del globo, tra cinque o sei vasti focolai, costituiti essi stessi sul principio della subordinazione delle province e comuni, di conseguenza sull’assorbimento delle province e comuni, conseguentemente sull’assorbimento di ogni libertà come di ogni nazionalità. È una nuova specie di feudalesimo imperialista e comunitario, che giunge sino alla proprietà, all’industria, di cui la bancocrazia giudaico-sansimoniana, più della Chiesa, sarà l’anima, e l’Opinion nationale il principale organo».
Pierre Joseph Proudhon

 
«Ora tutto questo mondo ebraico, che costituisce una setta sfruttatrice, un popolo di sanguisughe, un parassita vorace – gli uni strettamente e intimamente connessi con gli altri, al di là non solo delle frontiere nazionali, ma anche delle differenze politiche –, questo mondo ebraico è ai giorni nostri largamente a disposizione di Marx o di Rothschild. Sono sicuro che, da una parte, i Rothschild apprezzino i meriti di Marx e, dall’altra, Marx provi un’istintiva inclinazione e un gran rispetto per i Rothschild. Può sembrare strano.

Cosa potrebbe esserci in comune tra comunismo e alta finanza? Ho ho! Il comunismo di Marx vuole una forte centralizzazione statale, e quando essa esiste, allora la nazione parassita degli Ebrei – che specula sul lavoro del popolo – troverà sempre i mezzi per la sua propria esistenza»2.
Mikhail Alexandrovič Bakunin


«In realtà, si tratterebbe per il proletariato di un regime da caserma, sotto il quale i lavoratori, uomini e donne, convertiti in una massa uniforme, si alzerebbero, si addormenterebbero, lavorerebbero e vivrebbero al colpo del tamburo. Il privilegio del governo sarebbe nelle mani degli esperti e degli istruiti, con un ampio spazio lasciato ai lucrosi, tortuosi affari portati avanti dagli Ebrei, che verrebbero attratti dall’estensione enorme delle speculazioni internazionali delle banche nazionali»3.
Mikhail Alexandrovič Bakunin


fonte: http://conoscenzaliberta.myblog.it/archive/2012/10/03/anarchici-contro-la-mafia-sionista.html

La Politica del Ribelle
  Trattato di resistenza e insubordinazione

     La Forza Oscura

domenica 20 ottobre 2013

NUOVA SCOPERTA RISCRIVE FORSE LA STORIA ANTICA: LE PRIME CULTURE DEL MONDO HANNO TUTTE LA STESSA ICONA RELIGIOSA

Una nuova scoperta sfida - se non addirittura riscrive -  la storia antica, poichè mostra come le prime culture del mondo  avevano misteriosamente in comune la stessa icona religiosa. Il simbolo perduto di una religione dell'Età d'Oro è quello che è fiorito globalmente nel lontano passato? Perchè non potrebbe essere?

Per decenni gli studiosi mainstream hanno insistito sul fatto che le prime civiltà dl mondo, sorsero in modo separato e indipendente. Ma ora una incredibile nuova scoperta, getta un serio dubbio su questa teoria. Essa indica come antiche culture, ovunque nel mondo - culture che gli studiosi insistono che si siano sviluppate in modo indipendente- 
in realtà hanno seguito lo stesso sistema spirituale globale, o Religione Universale, la cui icona centrale si è trovato sia comune a tutte loro e presente tra i loro resti storici

L'icona religiosa a cui alludiamo e indicata nelle immagini che seguono

    


   
  
   

Se le antiche culture si fossero sviluppate in modo separato, come gli studiosi ci dicono,  come fa ad essere presente in tutto il mondo, la stessa icona religiosa?
Al contrario tutto cio' mostra che le antiche culture sul pianeta era unite nei loro credi spirituali come probabile risultato di una "eredità culturale condivisa", che originava dall'epoca preistorica. 

Ma come “unite”, come “eredità culturale condivisa”? 

>>> TUTTO L'ARTICOLO E ALTRE FOTO QUI:  
http://thelivingspirits.net/php/articolo.php?lingua=ita&id_articolo=725&id_categoria=12&id_sottocategoria=20

autore: Richard Cassaro

Fonte originale : http://www.richardcassaro.com/pagan-god-self-icon-found-worldwide-rewrites-history-reveals-lost-golden-age-religion
Traduzione: Cristina Bassi
 

sabato 19 ottobre 2013

LANCET MEDICAL JOURNAL: ARAFAT FU AVVELENATO

Late PLO leader Yasser Arafat (R) prepares to leave Ramallah in October 2004 to fly to Paris for treatment for what was then an unknown illness.


A report by one of the world’s leading medical journals has supported earlier findings that Yasser Arafat, the late leader of the Palestine Liberation Organization, was poisoned to death nearly a decade ago.
According to British journal the Lancet, Arafat was poisoned with the radioactive element polonium 210.
The journal published a peer review of last year’s research by Swiss scientists, who have been researching the suspicious circumstances surrounding Arafat’s death.
The earlier work “found high levels of the highly radioactive element in blood, urine, and saliva stains” on Arafat’s “clothes and toothbrush,” according to a report on al-Jazeera.
In July 2012, experts at Lausanne University, Switzerland, said they had evidence Arafat might have been poisoned with polonium.
The investigation into Arafat’s mysterious death led to the exhumation of his body in November 2012 for further testing.
The decision to exhume Arafat’s body was made after French prosecutors opened a murder probe into his death in August 2012 following the discovery of high levels of polonium on his personal belongings.
Arafat died in 2004 at the age of 75 in a Paris military hospital.
The analysis at the time was that he had a rare blood disorder.
- See more at: http://en.alalam.ir/news/1524014#sthash.sJQP5jq6.dpuf
Un articolo su una delle piu' importanti riviste mediche del mondo, l'inglese The Lancet,  ha sostenuto quelle che furono le prime scoperte, ovvero che J. Arafat, ultimo leader della Palestine Liberation Organization (OLP organizzazione per la liberazione della Palestina), fu mortalmente avvelenato, con una sostanza radioattiva, il polonio 210 una decina di anni fa 

The Lancet ha pubblicato una peer review di scienziati svizzeri, una ricerca dello scorso anno, che hanno indagato sulle circostanze sospette intorno alla morte di Arafat.

"Il lavoro precedente aveva trovato alti livelli nel sangue, nelle urine e nella saliva, di un elemento altamente radioattivo; tracce anche sullo spazzolino da denti e sugli abiti di Arafat , secondo quanto riporta Al Jazeera.

Nel luglio 2013 degli esperti della Università di Losanna, CH,  dissero di avere prove che Arafat fu avvelenato dal polonio.

L'inchiesta sulla morte di Arafat porto' alla riesumazione della salma nel novembre 2012. Arafat mori' nel 2004 in un ospedale militare di Parigi, a 75 anni.

fonte: http://en.alalam.ir/news/1524014
 

Arafat poisoned to death: Lancet medical journal

Late PLO leader Yasser Arafat (R) prepares to leave Ramallah in October 2004 to fly to Paris for treatment for what was then an unknown illness.
Late PLO leader Yasser Arafat (R) prepares to leave Ramallah in October 2004 to fly to Paris for treatment for what was then an unknown illness.
A report by one of the world’s leading medical journals has supported earlier findings that Yasser Arafat, the late leader of the Palestine Liberation Organization, was poisoned to death nearly a decade ago.
According to British journal the Lancet, Arafat was poisoned with the radioactive element polonium 210.
The journal published a peer review of last year’s research by Swiss scientists, who have been researching the suspicious circumstances surrounding Arafat’s death.
The earlier work “found high levels of the highly radioactive element in blood, urine, and saliva stains” on Arafat’s “clothes and toothbrush,” according to a report on al-Jazeera.
In July 2012, experts at Lausanne University, Switzerland, said they had evidence Arafat might have been poisoned with polonium.
The investigation into Arafat’s mysterious death led to the exhumation of his body in November 2012 for further testing.
The decision to exhume Arafat’s body was made after French prosecutors opened a murder probe into his death in August 2012 following the discovery of high levels of polonium on his personal belongings.
Arafat died in 2004 at the age of 75 in a Paris military hospital.
The analysis at the time was that he had a rare blood disorder.
HH/HH
- See more at: http://en.alalam.ir/news/1524014#sthash.sJQP5jq6.dpuf

A report by one of the world’s leading medical journals has supported earlier findings that Yasser Arafat, the late leader of the Palestine Liberation Organization, was poisoned to death nearly a decade ago. - See more at: http://en.alalam.ir/news/1524014#sthash.sJQP5jq6.dpuf
A report by one of the world’s leading medical journals has supported earlier findings that Yasser Arafat, the late leader of the Palestine Liberation Organization, was poisoned to death nearly a decade ago. - See more at: http://en.alalam.ir/news/1524014#sthash.sJQP5jq6.dpuf
A report by one of the world’s leading medical journals has supported earlier findings that Yasser Arafat, the late leader of the Palestine Liberation Organization, was poisoned to death nearly a decade ago.
According to British journal the Lancet, Arafat was poisoned with the radioactive element polonium 210.
The journal published a peer review of last year’s research by Swiss scientists, who have been researching the suspicious circumstances surrounding Arafat’s death.
The earlier work “found high levels of the highly radioactive element in blood, urine, and saliva stains” on Arafat’s “clothes and toothbrush,” according to a report on al-Jazeera.
In July 2012, experts at Lausanne University, Switzerland, said they had evidence Arafat might have been poisoned with polonium.
The investigation into Arafat’s mysterious death led to the exhumation of his body in November 2012 for further testing.
The decision to exhume Arafat’s body was made after French prosecutors opened a murder probe into his death in August 2012 following the discovery of high levels of polonium on his personal belongings.
Arafat died in 2004 at the age of 75 in a Paris military hospital.
The analysis at the time was that he had a rare blood disorder.
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A report by one of the world’s leading medical journals has supported earlier findings that Yasser Arafat, the late leader of the Palestine Liberation Organization, was poisoned to death nearly a decade ago.
According to British journal the Lancet, Arafat was poisoned with the radioactive element polonium 210.
The journal published a peer review of last year’s research by Swiss scientists, who have been researching the suspicious circumstances surrounding Arafat’s death.
The earlier work “found high levels of the highly radioactive element in blood, urine, and saliva stains” on Arafat’s “clothes and toothbrush,” according to a report on al-Jazeera.
In July 2012, experts at Lausanne University, Switzerland, said they had evidence Arafat might have been poisoned with polonium.
The investigation into Arafat’s mysterious death led to the exhumation of his body in November 2012 for further testing.
The decision to exhume Arafat’s body was made after French prosecutors opened a murder probe into his death in August 2012 following the discovery of high levels of polonium on his personal belongings.
Arafat died in 2004 at the age of 75 in a Paris military hospital.
The analysis at the time was that he had a rare blood disorder.
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A report by one of the world’s leading medical journals has supported earlier findings that Yasser Arafat, the late leader of the Palestine Liberation Organization, was poisoned to death nearly a decade ago.
According to British journal the Lancet, Arafat was poisoned with the radioactive element polonium 210.
The journal published a peer review of last year’s research by Swiss scientists, who have been researching the suspicious circumstances surrounding Arafat’s death.
The earlier work “found high levels of the highly radioactive element in blood, urine, and saliva stains” on Arafat’s “clothes and toothbrush,” according to a report on al-Jazeera.
In July 2012, experts at Lausanne University, Switzerland, said they had evidence Arafat might have been poisoned with polonium.
The investigation into Arafat’s mysterious death led to the exhumation of his body in November 2012 for further testing.
The decision to exhume Arafat’s body was made after French prosecutors opened a murder probe into his death in August 2012 following the discovery of high levels of polonium on his personal belongings.
Arafat died in 2004 at the age of 75 in a Paris military hospital.
The analysis at the time was that he had a rare blood disorder.
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A report by one of the world’s leading medical journals has supported earlier findings that Yasser Arafat, the late leader of the Palestine Liberation Organization, was poisoned to death nearly a decade ago.
According to British journal the Lancet, Arafat was poisoned with the radioactive element polonium 210.
The journal published a peer review of last year’s research by Swiss scientists, who have been researching the suspicious circumstances surrounding Arafat’s death.
The earlier work “found high levels of the highly radioactive element in blood, urine, and saliva stains” on Arafat’s “clothes and toothbrush,” according to a report on al-Jazeera.
In July 2012, experts at Lausanne University, Switzerland, said they had evidence Arafat might have been poisoned with polonium.
The investigation into Arafat’s mysterious death led to the exhumation of his body in November 2012 for further testing.
The decision to exhume Arafat’s body was made after French prosecutors opened a murder probe into his death in August 2012 following the discovery of high levels of polonium on his personal belongings.
Arafat died in 2004 at the age of 75 in a Paris military hospital.
The analysis at the time was that he had a rare blood disorder.
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A report by one of the world’s leading medical journals has supported earlier findings that Yasser Arafat, the late leader of the Palestine Liberation Organization, was poisoned to death nearly a decade ago.
According to British journal the Lancet, Arafat was poisoned with the radioactive element polonium 210.
The journal published a peer review of last year’s research by Swiss scientists, who have been researching the suspicious circumstances surrounding Arafat’s death.
The earlier work “found high levels of the highly radioactive element in blood, urine, and saliva stains” on Arafat’s “clothes and toothbrush,” according to a report on al-Jazeera.
In July 2012, experts at Lausanne University, Switzerland, said they had evidence Arafat might have been poisoned with polonium.
The investigation into Arafat’s mysterious death led to the exhumation of his body in November 2012 for further testing.
The decision to exhume Arafat’s body was made after French prosecutors opened a murder probe into his death in August 2012 following the discovery of high levels of polonium on his personal belongings.
Arafat died in 2004 at the age of 75 in a Paris military hospital.
The analysis at the time was that he had a rare blood disorder.
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