UN BLOG PER TENERTI SVEGLIO

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venerdì 31 gennaio 2014

ROCCE MISTERIOSE SU MARTE, VICINO ALLA ROVER OPPORTUNITY


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Un pezzo di roccia dall'aspetto molto strano è apparso misteriosamente davanti alla rover Opportunity agli inizi di gennaio, quando la rover, in attesa dell'inverno marziano,  era rimasta immobile dalal fine di novembre; questo secondo la NASA.

La roccia è improvvisamente comparsa  sulle foto scattate dalla rover di Marte,  Opportunity, nel Sol (giorno marziano) 3540 o tempo terrestre 8 gennaio, questo secondo il sito della NASA.
Le foto scattate precedentemente il Sol 3536 non avevano mostrato tracce della roccia
Il corpo è stato chiamato "Pinnacle Island", secondo le descrizioni del database Pancam di Opportunity.


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(...) Nel gennaio 2004, le due rovers delal NASA, la Opportunity e la Spirit sono atterrate sui lati opposti del pianeta rosso. La Spirit è stata operativa fino al 2010 quando si è insabbiata e successivamente ha smesso di comunicare  con il controllo della missione. Opportunity ha vissuto oltre i suoi primi 3 mesi di missione ed ha raccolto valevoli informazioni per circa 10 anni.
 

La rover è attrezzata con una serie di strumenti potenti per studiare il terreno di Marte che reca informazioni su una passata attività "idrica" su Marte.

Un decennio fa, Opportunity trovo' effettivamente della ematite su Marte, nella forma di piccole concentrazioni, chiamate con pseudonimo “blueberries.”  (mirtilli) . Questo ha dimostrato una prima evidenza di acqua liquida sul pianeta rosso.

http://www.space.com/24356-mars-rock-mystery-opportunity-rover-photos.html 

These hematite-rich spherules were embedded in this Martian rock like blueberries in a muffin and released over time by erosion. The Mars Rover Opportunity found this cluster at its Eagle Crater landing site and analysed their composition with its spectrometers. Hypotheses about their formation have contributed to the story of water on Mars
Ecco le sfere dricche di ematite  dentro la roccia marziana, che sembrano mirtilli e che l'erosione nel tempo ha rivelato. La rover Opportunity le ha trovate nel cratere Eagle, nel lato dove è atterrata, ed ha analiazzato la loro composizione  con il suo spettometro. 
da:



giovedì 30 gennaio 2014

PUTIN: IL SUCCESSO DI UNO STATO E' DETERMINATO DALLA QUALITA' DEI SUOI CITTADINI.

 
estratti dall'articolo di Maurizio Blondet, Cosa ha detto Putin a Valdai

Il 19 settewmbre 2013 , Vladimir Putin, nel forum di discussione Valdai (1) con l’intervento di personalità internazionali (c’era anche Romano Prodi), ha affrontato il tema della crisi fondamentale di civiltà che devasta l’Occidente, e delle forze spirituali cui la Russia deve attingere, trovandole in sé, per difendersene.
 Ecco alcuni passi del discorso:
 "Oggi ci occorrono nuove strategie per preservare la nostra identità in un mondo che cambia rapidamente, un mondo che è diventato più aperto, trasparente ed interdipendente. Questo fatto sfida praticamente tutti i popoli e i paesi in un modo o nell’altro, russi, europei, cinesi ed americani – le società di tutti i paesi, di fatto.
 

(...) Per noi (parlo dei russi e della Russia) le domande sul chi siamo e chi vogliamo essere sono sempre più in primo piano. Ci siamo lasciati alle spalle l’ideologia sovietica, e non c’è ritorno. Chi propone un conservatorismo fondamentale, e idealizza la Russia pre-1917, sembra ugualmente lontano dal realismo, così come sono i sostenitori di un liberalismo estremo, all’occidentale.

È evidentemente impossibile andare avanti senza auto-determinazione spirituale, culturale e nazionale. Senza questo, non saremo capaci di resistere alle sfide interne ed estere, né riusciremo nella competizione globale. Oggi vediamo una nuova tornata di questa competizione, centrate sull’economico-tecnologico e sull’ideologico-informazionale. I problemi militari e le condizioni generali stanno peggiorando. Il mondo diventa più rigido, e spesso scavalca non solo il diritto internazionale, ma anche l’elementare decenza».


Ogni stato ha continuato Putin:
"deve disporre di forza militare, tecnologica ed economica; ma la cosa prima che ne determinerà il successo è la qualità dei suoi cittadini, la qualità della società: la loro forza intellettuale, spirituale e morale. Alla fin fine, crescita economica, prosperità ed influenza geopolitica derivano da tali condizioni della società. Se i cittadini di un dato Paese si considerano una nazione, se e fino a che punto si identificano con la propria storia, coi propri valori e tradizioni, e se sono uniti da fini e responsabilità comuni. In questo senso, la questione di trovare e rafforzare l’identità nazionale è davvero fondamentale per la Russia».«L’esperienza ha mostrato che una nuova idea nazionale non compare da sé, né si sviluppa secondo regole di mercato. Uno Stato ed una società costruiti “spontaneamente” non funzionano, né funziona copiare meccanicamente le esperienze di altri Paesi. (...) I tempi in cui modelli e stili di vita già bell’e fatti potevano essere inseriti in Paesi stranieri come programmi nei computers sono passati.

Comprendiamo anche che l’identità e un’idea nazionale non può essere imposta dall’alto, per mezzo di un monopolio ideologico. È una costruzione molto instabile e vulnerabile, e lo sappiamo per esperienza personale; non ha futuro nel mondo moderno. Abbiamo bisogno di creatività storica, d’una sintesi dei costumi e delle idee nazionali migliori, una comprensione delle nostre tradizioni culturali, spirituali e politiche colte da diversi punti di vista; bisogna capire che (l’identità nazionale) non è qualcosa di rigido che durerà per sempre, ma piuttosto un organismo vivente. Solo così la nostra identità sarà fondata su solida base, diretta verso il futuro e non il passato. Questo è il principale argomento a riprova che un’ideologia di sviluppo deve essere discussa da persone che hanno visioni differenti, e diverse opinioni sul come risolvere dati problemi.
La sovranità, indipendenza e integrità territoriale della Russia sono incondizionate. Qui ci sono “linee rosse” che a nessuno è permesso scavalcare. Per quanto differenti siano le nostre vedute, le discussione sull’identità e il nostro futuro nazionale sono impossibili se coloro che vi prendono parte non sono patriottici. Ovviamente intendo patriottismo nel più puro senso della parola». 

(...) Possiamo vedere come i Paesi euro-atlantici stanno ripudiando le loro radici, persino le radici cristiane che costituiscono la base della civiltà occidentale. Essi rinnegano i principi morali e tutte le identità tradizionali: nazionali, culturali, religiose e financo sessuali. Stanno applicando direttive che parificano le famiglie a convivenze di partners dello stesso sesso, la fede in Dio con la credenza in Satana.
 La “political correctness” ha raggiunto tali eccessi, che ci sono persone che discutono seriamente di registrare partiti politici che promuovono la pedofilia. In molti Paesi europei la gente ha ritegno o ha paura di manifestare la sua religione. Le festività sono abolite o chiamate con altri nomi; la loro essenza (religiosa) viene nascosta, così come il loro fondamento morale. Sono convinto che questo apre una strada diretta verso il degrado e il regresso, che sbocca in una profondissima crisi demografica e morale.


 (...) Senza i valori incorporati nel Cristianesimo e nelle altre religioni storiche, senza gli standard di moralità che hanno preso forma dai millenni, le persone perderanno inevitabilmente la loro dignità umana. Ebbene: noi riteniamo naturale e giusto difendere questi valori. Si devono rispettare i diritti di ogni minoranza di essere differente, ma i diritti della maggioranza non vanno posti in questione.

 (...) Il sito Dedefensa invita a confrontare la riflessione del capo di Stato russo con «i luoghi comuni correnti nei discorsi (dei politici) del Blocco Occidentale-Americano, col loro catechismo morale d’occasione, di una infecondità intellettuale e spirituale che non cessa di stupire per il suo riduzionismo e imprigionamento concettuale (4). Il discorso di Putin è interessante per la sua volontà di usare dei riferimenti che, al contrario, liberano il pensiero... Per una volta non c’è bisogno di «leggere fra le righe» né chiedere una interpretazione agli addetti stampa, né da completare la comprensione dell’argomento attraverso il body language». )

 FONTE: http://effedieffe.com/index.php?option=com_content&view=article&id=268648:cosa-ha-detto-putin-a-valdai&catid=83:free&Itemid=100021
 
(1) Il Valdai International Discussion Club vuol essere un forum di pensiero aperto a vari ospiti esteri. Fondato dalla RIIA Novosti e dal think tank governativo russo Council on Foreign and Defense Policy, cerca di suscitare ed arricchire con dibattiti ed apporti ad alto livello al pensiero strategico. Un po’ come l’atlantista Gruppo Bilderberg, il Valdai deve il suo nome alla località dove ha tenuto la prima riunione nel 2004, l’hotel Valdai sul lago Valdaiskoye, nella zona di Novgorod, ricca di monasteri e memorie storiche dell’ortodossia. L’incontro in cui Putin ha parlato è avvenuto il 19 settembre.

mercoledì 29 gennaio 2014

G. CHIESA: "IN SIRIA, L'ATTACCO CHIMICO NON FU OPERA DI ASSAD" . GIORNALISTI BUGIARDI E INCOMPETENTI

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Adesso sappiamo, oltre ogni dubbio (ce lo conferma il Massachusetts Institute of Technology), che la Cia ha mentito e che il bombardamento di armi chimiche sulla periferia di Damasco,  il 21 agosto 2013, fu compiuto dai mercenari che combattono contro Bashar al-Assad. Ci furono oltre mille morti, dissero. Mentivano, ma è il loro mestiere. Non è stato un errore.
Per settimane tutti i giornali e tutti i telegiornali italiani dissero, nei titoli, nei testi, nei commenti, come se fosse ovvio, che “il dittatore sanguinario Assad” gasava, massacrava i propri cittadini. Verifiche? Nessuna. Bastava copiare quello che diceva Obama.

Adesso dovrebbero essere obbligati a smentire, ma non smentiscono. Dovrebbero licenziare i giornalisti bugiardi e incompetenti (unico licenziamento che noi saremmo disposti ad applaudire). Ma non licenziano. I direttori di quei giornali e telegiornali dovrebbero apparire in video, o in prima pagina, scusandosi per i propri “errori” e orrori. Ma fanno finta di non ricordarsi niente.

Eppure non fu cosa da poco. Arrivammo a un passo dal bombardamento di Damasco da parte delle forze americane e della Nato, per punire il “gasatore”. Loro tacciono, ma noi tiriamo le somme.

Stiamo tutti molto attenti: una masnada di delinquenti (o di irresponsabili) ha in mano i principali canali di informazione dell’Occidente. Adesso abbiamo la prova che avremmo potuto essere trascinati in guerra da costoro.

E sappiamo anche che è già avvenuto ripetutamente. Sono armati. Bisogna togliere loro le armi della menzogna di cui dispongono.  

FONTE: http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/01/18/siria-lattacco-con-armi-chimiche-non-fu-opera-di-assad-chi-ha-mentito-chieda-scusa/848362/

si vedano anche:

Anche il Mit smentisce Obama & C. sull’attacco chimico a Ghouta 

DAVID ICKE: IL RUOLO OSCURO DEL PRINCIPE SAUDITA BANDAR DIETRO LE ARMI CHIMICHE E IL FALSE FLAG IN SIRIA 
GUERRA IN SIRIA:CAMBIO DI ROTTA DA UK,IL PARLAMENTO RIFIUTA L’ATTACCO

 

martedì 28 gennaio 2014

USA: CARIDNALE F.GEORGE NASCONDE DECENNI DI ABUSO SESSUALE SUI BAMBINI







Migliaia le pagine di documenti interni postati online oggi [22 gennaio 2014] e pubblicati grazie ad accordi tra  avvocati della arcidiocesi e le vittime. In questi documenti si descrive come per decenni i preti venivano spostati  da parrocchia in parrocchia mentre l'arcidiocesi nascondeva ai patroni le storie dei preti e nella piu' parte dei casi con l'approvazione dei cardinali  Cody e Joseph Bernardin.

“La questione non è quando avvenne l'abuso, ma cio' che fecero una volta che veniva riportato,” ha detto il legale di Chicago Marc Pearlman, che ha rappresentato circa 200 vittime di abuso clericale  nell'area di Chicago.

Anche se sembra inquietante,  ovunque sul globo si son sentite storie di abuso sessuale ad opera del clero della Chiesa Cattolica Romana; i documenti pubblicati di recente offrono una ampia panoramica su come una delle piu' ampie e prominenti diocesi americane, ha risposto allo scandalo, persino anni dopo l'avvenuto abuso.

L'arcidiocesi ha pubblicato una dichiarazione martedi us in cui ha detto che sa di aver preso "decisioni decenni fa che ora sono difficili da giustificare” e che “la società si è evoluta nella modalità di gestione dell'abuso.”

“Dove era la chiesa per le vittime di questi pedofili, contorti  malati e dementi?” Nel 2002 un uomo scrisse una lettera a George in merito all'abuso per mano del reverendo  Norbert Maday, che fu imprigionato nel Wisconsin dopo una condanna per aver molestato 2 ragazzi nel 1994.

“Perchè la Chiesa non si è curata di noi? Eravamo bambini, per dio!” I documenti mostrano che George ha cercato di far uscire prima di galera  Norbert Maday 

Il Cardinale George sta aspettando il permesso dal Papa Francesco per andare in pensione e con buona ragione. George,  il 77enne sopravvissuto al cancro, divenne arcivescovo nel 1997 ma ritardo' di rimuovere il Rev. Joseph R. Bennett dalla sua carica, nonostante avesse saputo che il prete era stato accusato di abuso sessuale sui bambini, nei decenni precedenti

Nominare un successore  di George sarà il primo grande appuntamento della Chiesa in USA.

tradotto dalla fonte: http://www.bobtuskin.com/2014/01/22/cardinal-francis-george-concealed-decades-of-child-sex-abuse/


lunedì 27 gennaio 2014

SULLA BIBBIA: DOPPIA INTERVISTA A MAURO BIGLINO E ALL'ARCIVESCOVO ORTODOSSO DI MILANO


Fantastica l'idea di questa intervista a confronto... cosi sinteticamente e semplicemente efficace per farsi chiarezza e decidere con che occhiali vedere la realtà e la Verità. Cosi pulita  anche a mostrare l'abisso nell'uso del pensiero umano (non intendo l'intelletto) ; si dirà che "la fede" è  etc etc... O che seguire l'insegnamento religioso è... forse cieca osservanza, emozionalità , poetica, scissione, dicotomia, delega, costante immaturità etc etc? Che l'individuo decida per sè.

Ascoltando io colgo anche , a conferma per quel che mi riguarda, che la teologia/ cosiddettafede/ortodossia/religione dopo millenni ancora non credono di avere a che fare con esserei senzienti e maturi, che men che mai hanno interesse a far crescere coscienza e intelligenza. Men che mai anche, a far crescere l'individuo sul gregge.  Non si evince che la Verità sia il loro fine, semmai obbedienza, devozione, conservazione dello status quo.
Che ognuno rifletta e scelga.

Interessante anche questo articolo: Why So Much Religion Is Oppressive
Perchè è oppressiva cosi tanta religione?
" la religione, per sua natura, è avversa al cambiamento. Ogni religione spiega e santifica una precisa serie di accordi sociali, una visione del mondo che è un fotogramma della storia umana, La piu' parte delle grandi religioni odierne è emersa durante quella che viene definita
l'era assialeun' epoca in cui si presumeva  la superiorità maschile, ancora non c'era l'invezione del carro e nessuno sapeva che esisteva l'altro lato del pianeta.
A quel tempo gli esseri umano facevano del loro meglio per capire cosa era reale, cosa era buono, cosa causava cosa, ma soprattutto perchè c'era cosi' tanta sofferenza e morte. Hanno fuso insieme quel che sapevano sul modo in cui funzionavano le cose e lo hanno fatto con la loro compresnsione delle gerarchie del potere umano e hanno reso gli dei ad immagine umana, sia letteralmente che psicologicamente. Hanno trasformato le regole in Detttami".

http://www.macrolibrarsi.it/libri/__la-bibbia-non-e-un-libro-sacro-libro.php?pn=1184 http://www.macrolibrarsi.it/libri/__non-c-e-creazione-nella-bibbia-libro.php?pn=1184 http://www.macrolibrarsi.it/libri/__il-dio-alieno-della-bibbia-libro.php?pn=1184

sabato 25 gennaio 2014

ITALIANI: SMETTETELA DI DELEGARE E PENSARE ALL'UOMO FORTE AL COMANDO...

fogli_elezioni.jpg"Arrivano fogliacci con collegi elettorali scritti in fretta e furia in poche ore. Persino le province sono spesso sbagliate."

"Collegi elettorali decisi in stanze segrete da 2 condannati e da schiavi senza dignità. Questo solo per garantire le poltrone a loro e ad ai loro amici". Il messaggio-denuncia di Federica Dieni, deputata 5 Stelle, in Commissione Affari Costituzionali. (Fonte)

Sul sito del Movimento 5 Stelle si legge quanto segue:

Ma l'accordo Berlusconi-Renzi è avvenuto sabato scorso, oppure ne abbiamo visto solo l'ufficializzazione? Se lo chiedono i deputati del M5S in Commissione Affari Costituzionali, che oggi si sono visti recapitare fogliacci con su già disegnate le circoscrizioni dei collegi elettorali.

Davvero la beata ingenuità della stampa nostrana crede che si possa fare una legge elettorale, con relativi collegi, in quattro giorni? E' un'operazione che in genere richiede settimane di lavoro. Renzi e Berlusconi, il PD e Forza Italia, erano già d'accordo da tempo (alle spalle di Letta), e l'incontro del Nazareno forse una mera messa in scena ad uso e consumo degli italiani? Per tacere della famosa "convocazione dei 5 Stelle": evidentemente inutile, visti i giochi già fatti, e funzionale solo alla strategia di propaganda successiva.

Il sospetto c'è. Anche considerando che la Maria Elena Boschi, braccio destro di Renzi, si è incontrata stamattina col pidiellino Verdini ("massoneria toscana", come lo definì Cossiga), e che lo stesso Verdini -senatore- ieri si è presentato in Transatlantico a Montecitorio ed è stato circondato da un folto drappello di deputati PD plaudenti. Verdini è colui che sta scrivendo la legge elettorale per conto di Berlusconi, e che fa da silenziosa interfaccia con i piddini già da qualche settimana.

Giuseppe D'Ambrosio, della Commissione Affari Costituzionali, ci spiega cosa stanno combinando con la questione collegi. Sempre di venerdì pomeriggio, ovviamente.

Ennesima truffa perpetrata ai danni degli italiani in Commissione Affari Costituzionali.

Il Presidente Sisto, braccio armato del duetto Renzi-Berlusconi, si presenta in Commissione con le tabelle già realizzate. Le Tabelle sono le suddivisioni in collegi del territorio. Sono la chiave strategica di ogni legge elettorale perché potete benissimo comprendere che ognuno si divide il territorio come gli conviene per le proprie previsioni di votazioni. Esempio: includo o no nella mia circoscrizione la città di Trani, se questa mi vota o meno, visto che io mi candiderei in questo collegio.

Queste tabelle sono sicuramente frutto di un lavoro extra parlamentare. Gli uffici ed i gruppi non possono aver elaborato le stesse perché servono mesi di lavoro. Immagino quindi fossero già pronte da parte del duetto allegro.

Signori questo è il nuovo che "avanza". Uno vale l'altro ed uno ha le stesse logiche dell'altro. Siate felici tutti voi che avete votato alle primarie Renzi per averci regalato questo cazzaro-condannato di Firenze assieme al delinquente di Arcore.

Un mea culpa sarebbe opportuno e, partendo dal presupposto che nella vita si può sempre sbagliare, aprite le vostre menti, i vostri occhi e smettetela di demandare, di delegare, di pensare all'uomo forte al comando.

La prossima volta pensate e votate per voi stessi. Pensate al vostro essere cittadini attivi e non spegnete ed accendete questo pensiero solo al momento del voto.

Giuseppe D'Ambrosio - Commissione Affari Costituzionali

FONTE:  http://www.tzetze.it/redazione/2014/01/fogliacci_con_collegi_elettorali_scritti_in_fretta_e_furia_la_denuncia_5_stelle/index.html

venerdì 24 gennaio 2014

UKRAINA, I MANIFESTANTI CIRCONDANO L'AMBASCIATA USA CON SLOGAN: YANKEES GO HOME


KIev-US-Embassy

Mentre in Kiev la folla assoldata-da-Soros-pro-Europa continua ad inscenare pseudorivolte, una nuova fazione di intelligenti Ukraini in protesta, è balzata all'occhio questa settimana.


Gli USA sono dietro tutto cio' che sta accadendo ora  nel cuore di Kiev "

"Smettete di intromettervi nei nostri affari e di sponsorizzare disordini e manifestazioni nel nostro paese"

fonte: http://21stcenturywire.com/2014/01/23/ukrainian-protesters-encircle-us-embassy-yankees-go-home/?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=ukrainian-protesters-encircle-us-embassy-yankees-go-home

NIGEL FARAGE: LA EU GOVERNATA COME LA REPUBBLICA DELLE BANANE...

http://image1.frequency.com/uri/w234_h132_ctrim_ll/_/item/7/9/2/0/Nigel_Farage_L_UE_est_g_r_e_comme_une_r_79205898_thumbnail.jpg
QUI IL LINK A YOUTUBE

SOTTOTITOLI  IN  FRANCESE

....Farage dice come sempre fuori dai denti e in massima cristallina sintesi, che il governo EU è terrorizzato da cio' che si sta muovendo da nord a sud dell'Europa... poichè gli Europei si sono accorti dell'inganno.

La giornalista di RT chiede info sulla notizia dell'utilizzo di fondi provenienti dai contribuenti EU, per un "esercito" di controllori in rete e sui social media, alla ricerca di affermazioni antieuropeiste da "correggere"... la giornalista chiede se questo è "legale".

Farage: la parola legale e Eu, non si accordano a vicenda....

giovedì 23 gennaio 2014

3,5 MILIARDI DI POVERI? FANTASTICO! APPLAUSI DI UN..."PRAGMATICO E MOTIVATO"...


Il personaggio dice che la notizia della discrepanza di benessere e ricchezza, che è cosi immensa sul pianeta è... "fantastic"! evvai!.. perchè ? E' una motivazione perchè sin da piccoli tutti vogliano lottare e far il possibile per essere nella percentuale dei piu' ricchi del pianeta (come se , tra l'altro giusto o sbagliato  che sia, fosse una "scelta" libera a tutti)
Cosa c'è di male a pensarla cosi?, dice il tipo.
Beh... niente, of course. Solo follia e perversione parlante .... qualcosa di "male" in questo?
Cosi di moda, del resto...

TRAVAGLIO: IL PREGIUDICATUM, LA LEGGE ELETTORALE

Marco Travaglio 
Ora che le carte sono in tavola, si può finalmente giudicare l’incontro Renzi-Berlusconi, molto osteggiato da chi B. l’ha incontrato, inciuciato, leccato e sbaciucchiato per vent’anni. Avevamo scritto che, stante l’indisponibilità dei 5Stelle, Renzi non aveva altra scelta che tentare un accordo con Forza Italia e dunque col suo padre-padrino-padrone. Purché quell’accordo, si capisce, producesse una buona legge elettoralecol contorno di altre buone riforme.
Ma in ciò che Renzi ha scodellato alla direzione del Pd c’è una sola cosa buona: la riforma del titolo V della Costituzione, col ritorno di alcune competenze dalle regioni allo Stato e il taglio delle prebende ai consiglieri regionali. Poi c’è un’idea molto opinabile: abolire il Senato per trasformarlo in un carrozzone di consiglieri regionali, con prevedibili rimborsi trasferta a pie’ di lista. Visto il livello medio dei legislatori italioti, è meglio che le leggi continuino a passare al vaglio di due Camere, ovviamente dimezzate.

Così avviene, per esempio, negli Usa senza che nessuno abbia mai obiettato alcunché. Infine, last but not least, la legge elettorale: un sistema spagnolo svuotato di alcuni elementi essenziali e infarcito di correttivi che lo snaturano. In pratica gli elettori trovano sulla scheda una serie di liste bloccate con 4 o 6 candidati (dipende dalle dimensioni della circoscrizione) e possono scegliere solo il simbolo, non i nomi. Quanti ne vengono eletti? Dipende dal totale dei voti raccolti su scala nazionale da ciascun partito o coalizione.

In più, chi arriva primo e supera il 35% dei voti incassa un premio di maggioranza che va dal 15 al 18% che gli consente di avere la maggioranza parlamentare (dal 53 al 55% dei seggi). Se invece nessuno supera il 35%, i primi due si scontrano in un ballottaggio finale e chi lo vince si aggiudica il premio. Infine la coalizione che prende meno del 12% resta fuori, ma ciascun partito che ne fa parte può eleggere deputati se supera il 5%; quelli che invece corrono da soli sono out se non scavalcano l’asticella dell’8%.

Cosa c’è che non va? Le liste bloccate sopravvivono intatte al Porcellum, sottraendo la scelta agli elettori e lasciando ai segretari di partito il potere di vita o di morte sugli eletti, anzi sui nominati, perpetuando le nomenklature dei fedelissimi e dei mediocri a scapito degli indipendenti e dei migliori. 

Renzi obietta che anche le preferenze sono una schifezza, e ha ragione: quando gli italiani poterono decidere con il referendum del 1991, le abrogarono limitandole a una sola per ridurre i costi delle campagne elettorali (primo movente di Tangentopoli) e spezzare le cordate che consentivano il voto di scambio e il controllo mafioso e clientelare dell’elettorato. Renzi promette che il Pd farà le primarie per scegliere i candidati delle liste bloccate. Ma non è detto che lo facciano anche gli altri partiti, se la legge non li obbliga. E comunque questo discorso già valeva per il Porcellum: chi voleva poteva consultare gli iscritti, nei gazebo come fece il Pd di Bersani o in Rete come i 5Stelle.

Per restituire il potere di scelta agli elettori dopo otto anni di dittatura partitocratica, c’è un sistema ben più efficace. Anzi due, a scelta: o il doppio turno francese (prima scegli il candidato a te più vicino, poi il meno lontano), o il Mattarellum (il 75% dei candidati si eleggono uno per collegio col maggioritario, il 25% col proporzionale a liste bloccate, volendo con l’aggiunta delle primarie per scegliere i candidati). È vero che il M5S poteva andare a vedere le sue carte sul Mattarellum e portarlo a casa. Ma ora che senso ha invece partire dal modello spagnolo per poi sfigurarlo con correttivi, sbarramenti, soglie e premi all’italiana?

Sappiamo bene perché Renzi, un ritocco l’altroieri e due ieri, ha partorito questo aborto: per accontentare Napolitano (a proposito: a che titolo s’impiccia?), Letta jr., Alfano e la sinistra Pd. Ma è proprio quello che aveva giurato di non fare, giustificando così l’incontro col pregiudicato. Che, a questo punto, diventa ingiustificabile.

 FONTE: http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/01/22/legge-elettorale-il-pregiudicatum/853104/

mercoledì 22 gennaio 2014

VATICANO: 400 I PRETI SPRETATI TRA 2011 E 2012 CON L'ACCUSA DI PEDOFILIA


Ratzinger e lo scandalo pedofilia, in due anni 400 sacerdoti “spretati” da Benedetto 

Quattrocento sacerdoti ridotti allo stato laicale da Benedetto XVI tra il 2011 e il 2012 perché accusati di pedofilia. Lo ha reso noto l’Associated Press in base a un documento nel quale il Vaticano ha pubblicato tutti i dati raccolti per difendersi davanti alla sede Onu di Ginevra che sta verificando l’applicazione della Convenzione sui Diritti del fanciullo.

“L’accusa alla Santa Sede che avrebbe ostacolato l’attuazione della giustizia – ha affermato monsignor Silvano Maria Tomasi, osservatore vaticano presso l’Onu di Ginevra – mi sembra essere un po’ campata in aria: impedire il corso della giustizia, in qualsiasi Paese, a detrimento della sua legittima giurisdizione sarebbe un’interferenza indebita e ingiusta da parte di qualsiasi soggetto. La Santa Sede sostiene il diritto e il dovere di ogni Paese a perseguire ogni crimine contro i minori; quindi, non regge la critica per cui si cerca di interferire od ostacolare il corso della giustizia. Al contrario, si vuole, come Papa Francesco insiste, che ci sia trasparenza e che la giustizia abbia il suo corso”.


Non a caso il primo provvedimento suggerito a Bergoglio dal consiglio degli otto “saggi” cardinali che lo aiutano nel governo della Chiesa universale e nella riforma della Curia romana, è stato quello di istituire una commissione per la protezione dei minori. Incontrando i 120 superiori generali degli ordini religiosi, quasi due mesi fa, Papa Francesco aveva sottolineato il grande lavoro compiuto da Benedetto XVI per contrastare la pedofilia ecclesiale: “Ci deve servire da esempio per avere il coraggio di assumere la formazione personale come sfida seria avendo in mente sempre il popolo di Dio”.

Negli otto anni di pontificato di Ratzinger, infatti, lo scandalo della pedofilia dei sacerdoti è scoppiato in modo impressionante.

Significativo fu il comportamento di Benedetto XVI con il fondatore dei Legionari di Cristo, padre Marcial Maciel Degollado, autore di numerosi abusi sui suoi seminaristi

Nel libro intervista “Luce del mondo” scritto con il giornalista Peter Seewald Ratzinger afferma: “Purtroppo abbiamo affrontato la questione solo con molta lentezza e con grande ritardo. In qualche modo era molto ben coperta e solo dal 2000 abbiamo iniziato ad avere dei punti di riferimento concreti. Era necessario avere prove certe per essere sicuri che le accuse avessero un fondamento. Per me, Marcial Maciel rimane una figura misteriosa. Da un lato c’è un tipo di vita che, come ormai sappiamo, è al di là di ciò che è morale: un’esistenza avventurosa, sprecata, stramba. 

Dall’altro vediamo la dinamicità e la forza con cui ha costruito la comunità dei Legionari”. Rispondendo alle domande dei giornalisti sul volo verso gli Stati Uniti d’America, nell’aprile 2008, Benedetto XVI disse: “Se leggo i resoconti di questi avvenimenti mi riesce difficile comprendere come sia stato possibile che alcuni sacerdoti abbiano potuto fallire in questo modo nella missione di portare sollievo, di portare l’amore di Dio a questi bambini”.

E incontrando i vescovi americani Ratzinger non esitò a evidenziare che lo scandalo dei preti pedofili era stato “talvolta gestito in pessimo modo”. E aggiunse: “Ora che la dimensione e la gravità del problema sono compresi più chiaramente, avete potuto adottare misure di rimedio e disciplinari più adeguate e promuovere un ambiente sicuro che offra maggiore protezione ai giovani”.


Nell’omelia della Messa celebrata a Washington Ratzinger affermò con forza: “Prendo atto del dolore che la Chiesa in America ha provato come conseguenza dell’abuso sessuale dei minorenni. Nessuna mia parola potrebbe descrivere il dolore e il danno recati da tale abuso”. Durante il viaggio negli Stati Uniti, il Papa incontrò privatamente nella Nunziatura di Washington cinque persone vittime delle molestie sessuali da parte di sacerdoti americani. In quell’occasione, l’arcivescovo di Boston, diocesi dove scoppiò lo scandalo nel 2002 e che vide il trasferimento a Roma dell’allora arcivescovo, il cardinale Bernard Francis Law, consegnò simbolicamente a Benedetto XVI un libretto con i nomi di un migliaio di vittime. Parole e gesti analoghi furono ripetuti da Ratzinger durante numerosi viaggi internazionali.




SI VEDANO ANCHE: 

L'ONU CHIEDE AL VATICANO DI RENDERE PUBBLICI I DETTAGLI DEI MOLTI CASI DI PEDOFILIA AL SUO INTERNO

LA BIOLOGIA DEI PEDOFILI E LA LORO PRESENZA AI VERTICI DEL POTERE


THE PEOPLE'S VOICE: ABUSO SESSUALE SUI BAMBINI E PEDOFILIA




IL SISTEMA NON OSTEGGIA LA PEDOFILIA...


martedì 21 gennaio 2014

SCANZI: RENZI, IL SICARIO PERFETTO DI QUEL CHE RESTA DELLA SINISTRA ITALIANA

 Andrea Scanzi

di | 19 gennaio 2014
 
Una delle leggende metropolitane di questi tempi è che Matteo Renzi sia un gran comunicatore. Lo è, ma solo se lo paragoni ad Alfano o Bersani. E chiunque, o quasi, comunica meglio di Alfano o Bersani. Anche Peppa Pig. In qualsiasi bar toscano c’è un fanfarone più convincente o simpatico di Renzi, che ha e avrà sempre la sindrome del “paninaro postumo”: colui che, non potendo essere stato paninaro da giovane (era troppo bruttino e pacioccone), si reinventa teneramente figo a quarant’anni.

Quando Renzi ha detto che tra lui e Berlusconi c’era “profonda simpatia”, non si limitava agli eventuali accordi su legge elettorale e riforma di Senato e titolo V. Parlava in generale. E’ stato un lapsus freudiano: l’allievo che tributa il maestro. Non c’è nulla di anomalo in Renzi che incontra Berlusconi, perfino sotto la foto del Che (il quale, se lo avesse saputo, in Bolivia ci sarebbe andato giusto in villeggiatura). Parlano la stessa lingua e hanno la stessa idea personalistica di democrazia. Renzi ha parlato di “profonda sintonia” non con imbarazzo, ma addirittura rivendicandolo.

Coloro che lo hanno votato alle Primarie, spendendo pure due euro, ci sono rimasti male: meritano umana solidarietà e condoglianze ideologiche, ma meritano pure una tirata di orecchie. Se consegni partito e ideali a uno che non c’entra niente con te, poi non è che puoi lamentarti. Renzi disboscherà quel che resta della sinistra italiana con la sua ambizione bruciante e il suo nientalismo intellettuale (quella di Crozza non è una caricatura: è una istantanea). Chi lo ha votato, nel Pd, lo ha fatto perché pur di vincere ormai è disposto a tutto. Perfino votare un berluschino. Se ieri il Pd (e predecessori) si era “limitato” a reggere il moccolo e scambiarsi la borraccia con il peggiore centrodestra d’Europa, con Renzi si è già passati direttamente all’amplesso: al coito politico alla luce del sole, o del Nazareno, magari un giorno pure in streaming. 

Renzi non sa nulla di leggi elettorali e “radicale riforma del bicameralismo”. Quando parla di queste cose, sembra Jerry Cala che cita Kierkegaard. Renzi sa però come si fa a vincere. E lui vince, oggi, intestandosi una nuova legge elettorale realizzata in pochi mesi (mentre Letta e “la casta” non l’hanno fatta in otto anni). Il modello “spagnolo” è un papocchio proporzionale con depravazioni maggioritarie, un premio di maggioranza del 15%, uno sbarramento al 5% su base circoscrizionale (dunque lo sbarramento effettivo può arrivare anche al 20%) e le liste ancora bloccate con buona pace della Consulta. Serve a ottenere un bicameralismo spinto che uccida tutto ciò che non sia Renzi o Berlusconi, dunque che non sia Renzi o Renzi (o Berlusconi o Berlusconi). Probabilmente verrà concesso ad Alfano uno sbarramento al 5% (o al 4%) su scala nazionale, che ne garantirebbe forse la sopravvivenza. Più difficilmente si tornerà al voto di preferenza, che di fatto desidera solo il Movimento 5 Stelle. A Renzi non interessa una nuova legge elettorale buona: interessa una nuova legge elettorale “a prescindere”, per poi vantarsene dalla Bignardi.

Matteo Renzi è il sicario perfetto di quel che resta della sinistra italiana. L’ultima speranza, per il Pd, era Pippo Civati. E lo sputo in faccia che ha riservato ieri a molti suoi elettori (già pentiti) lascia intendere che, per gli elettori (di sinistra) del Pd, il peggio deve ancora venire. C’è però una cosa su cui Renzi è inattaccabile: la strategia politica. Dopo poche settimane da segretario Pd, era già alla canna del gas. Nessun risultato rilevante. Ha bussato alla porta di Grillo e gli hanno riso in faccia. Per dirla oggi con Travaglio, a mio avviso sin troppo conciliante sulle potenzialità rinnovatrici del segretario Pd: “Renzi s’è rivolto anzitutto a Grillo, che ha commesso un grave errore nel rispondere picche, rinchiudendosi autisticamente nel web-referendum tra gli iscritti (..) Tantopiù che aveva l’occasione di mettere in crisi il Pd (..) In attesa della consultazione fra gli iscritti, i 5Stelle sono in freezer e dunque Renzi, che ha una fretta boia, è passato al terzo classificato: FI”.

E’ stato il Movimento 5 Stelle a giustificare la pomiciata costituzionalista tra il maestro condannato e l’allievo folgorato sulla via delle merendine. Yoko Casaleggio voleva esattamente questo, per poi dire che Renzi è berlusconiano dentro (e pure fuori). Una tattica cinica e rischiosa, perché se Renzi farà la nuova legge elettorale – e la farà – potrà poi vestire appieno i panni del Vincitore, anche se nel frattempo – come D’Alema con la Bicamerale – ha resuscitato un’altra volta Silvio. Per evitare questo scenario mesto, che rischia di radere al suolo qualsiasi rimasuglio (o rigurgito) di speranza, bastava davvero poco: un gruppo di “cittadini” M5S che andava al Nazareno e incontrava Renzi. 

Se sotto quella foto del Che, al posto di Berlusconi, ci fossero stati Di Maio e Di Battista, Morra e Taverna, Sarti e Villarosa, avrebbero vinto per ko tecnico. Avrebbero fatto tana al surrogato berluschino. Avrebbero cortocircuitato il Pd, isolato Berlusconi e azzoppato Alfano. Non era difficile e non occorreva essere fenomeni per arrivarci. Era uno smash a campo aperto, eppure la pallina neanche l’hanno beccata. E ora è un po’ comodo dire “noi l’avevamo detto chi era Renzi”. A quello, chi voleva, c’era già arrivato da solo. E non certo da ieri.
Peccato.


FONTE: http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/01/19/la-profonda-sintonia-tra-il-maestro-b-e-lallievo-renzi/849434/

lunedì 20 gennaio 2014

DAVOS FORUM ECONOMICO 2014: INDIFFERENZA PER L'ITALIA. E RENZI?



 

World Economic Forum 2014: Davos, Renzi e l’indifferenza dei potenti per l’Italia

Una domanda che vale la pena porsi è perché Renzi non va a Davos, dove ogni anno nella seconda metà di gennaio si radunano i potenti della terra. In fondo, è probabile che tra poco sarà lui a guidare l’Italia ed a far da ponte tra noi e l’élite del denaro. Per rispondere bisogna prenderla alla larga.

A Davos questa settimana non si parlerà dell’asset inflation, il fenomeno che fa gravitare i prezzi delle azioni in borsa e che aumenta il valore monetario dei beni immobili, e di cui tutti sono ormai coscienti. Il motivo? Porta male. La filosofia più popolare è infatti quella dell’oblio: godiamoci questa manna dal cielo, una pioggia di soldi distribuiti dal Quantitative Easing, e poco importa se sono solo carta straccia, per ora rappresentano il metro più importante della ricchezza del villaggio globale.

A Davos non si parlerà neppure del comportamento irrazionale degli investitori, che spingono le quotazioni in borsa di alcune imprese verso vette sempre più alte. Anche questo è un argomento ben noto in finanza tanto che il Financial Times ha messo in serio dubbio la logica che ha portato all’aumento esponenziale – di gran lunga superiore a quello previsto dagli analisti – del valore delle azioni di Twitter, definito semplicemente un sistema di messaggistica in tempo reale. Tutti sanno, ma pochi ne parlano apertamente, che dalle presse americane ed europee i soldi letteralmente volano verso centinaia di migliaia di fortunate imprese senza una motivazione commerciale o finanziaria valida.

Sempre il Financial Times ha criticato la decisione di Google di acquistare per la bellezza di 3,2 miliardi di dollari Nest, una start-up che ha appena compiuto 4 anni specializzata in congegni elettronici per la casa, come ad esempio il termostato controllato dal Wi-Fi. Il fondatore è Tony Fadell, ex Apple e personaggio leggendario a Silicon Valley perché ha contribuito alla creazione dell’iPod. Basta questo per investire una cifra tanto elevata? Quanto fatturato dovrà produrre Nest per giustificare un tale prezzo di vendita? Ecco le domande razionali che il Financial Times presenta al lettore.

A Davos non si parlerà neppure dell’economia italiana, ormai agonizzante nonostante i messaggi rassicuranti della stampa e dei politici nostrani. Non per scaramanzia ma per indifferenza. Neppure un dollaro del fiume di denaro che  dal 2008 scorre verso le imprese straniere come Twitter, Facebook o Nest, è arrivato a casa nostra. Unica eccezione la Moncler, il cui valore di mercato è salito del 44 per cento da quanto è stata quotata in borsa a Milano.

Dal 2005 al 2012 gli italiani hanno ricevuto complessivamente da investitori stranieri appena 16 miliardi di dollari mentre i francesi ne hanno attirati 25 e gli inglesi 62. Raccogliamo le briciole.

Ormai è chiaro che per l’economia italiana attrarre i capitali esteri è un’impresa impossibile per una serie di motivi tra cui il sistema fiscale che impone alle imprese una tassazione proibitiva, l’eccesiva burocratizzazione e la lentezza del processo giudiziario e giuridico.  E questo spiega perché dal 2005 al 2010, in media gli investimenti stranieri sono stati pari all’1,4 per cento del PIL contro la media europea del 3,3 per cento.

All’estero nessuno si fida di governi che da una parte cercano di attrarre e dall’altra bloccano l’ingresso del capitale straniero, è successo con la Siemens tedesca e la Doosan coreana che volevano acquistare l’Ansaldo Energia. Stesso discorso vale per la proposta di acquisto francese dell’Alitalia.

Dal 2011 l’Italia ha sempre meno peso in Europa e nel mondo, una verità che a noi italiani non piace affatto ma che giustifica l’indifferenza dei potenti della terra nei nostri confronti. Con il Quantitative Easing all’europea Draghi ha sicuramente salvato l’euro, ma non ha salvato il suo paese natale, al contrario ne ha accelerato il processo di decadenza costringendoci ad accettare una politica di austerità demenziale.

Secondo l’OCSE dal 2008 il costo del lavoro in Italia ha continuato a salire a causa delle tasse
. Dal 2000 questo è aumentato del 36,2 per cento contro 11,4 per cento della Germania ed il 25,2 per cento della Spagna. Perché la pressione fiscale è tanto alta? Perché il debito pubblico è fuori controllo e l’austerità invece di diminuirlo lo ha fatto crescere redendo più dura la recessione, ormai siamo al di sopra del 130 per cento, un cane, insomma, che si morde la coda.

Inutile citare altri dati come la disoccupazione giovanile, che si è più che raddoppiata dall’inizio della crisi e che ormai è ai massimi storici post-bellici (40 per cento) mentre quella nazionale è ai massimi degli ultimi trent’anni (12,7). Tanto per capire la gravità di questi valori basta menzionare che negli Stati Uniti, la disoccupazione è  intorno al 7 per cento. Inutile parlare di produttività del lavoro, la nostra è di gran lunga sotto al media europea.

A Davos nessuno crede che Matteo Renzi possa cambiare questo scenario con riforme ad hoc, molti non sanno neppure chi sia, e nessuno pensa che il miracolo economico spagnolo di cui tutti ormai parlano avverrà anche nel nostro paese. Nei confronti dell’Italia gli stranieri provano un  senso di profonda incertezza politica.

Negli ultimi due anni abbiamo avuto tre primi ministri e nonostante Letta dichiari di voler rimanere fino al 2015, Matteo Renzi non fa che lanciare messaggi diametralmente opposti. Ma chi può oltralpe mettere la mano sul fuoco che la leadership di Renzi sarà diversa da quella di Letta o di Monti? Una domanda che Renzi dovrebbe porre ai delegati di Davos, se mai decidesse di andarci.       


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