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venerdì 28 febbraio 2014

AGGIORNAMENTO UKRAINA: PRESO D'ASSALTO DA UOMINI ARMATI PRO-RUSSIA, IL PARLAMENTO E GOVERNO DELLA CRIMEA

Sevastopol 

CRESCONO LE PAURE DI UN CONFLITTO  dopo che armati pro-Russia hanno preso d'assalto il Parlamento della Crimea

Giovedi u.s. si sono intensificate le paure per un massimo conflitto regionale in Crimea che opponga la  Russia contro l'Occidente ; questo dopo che degli uomini armati, pro-Russia,  hanno preso d'assalto il Parlamento regionale  e il governo regionale, in una operazione militare ben coordinata, mentre simili gruppi venerdi mattina controllano l'accesso agli aeroporti di Simferopol e Sevastopol.

Viene riportato che venerdi mattina presto, circa 50 uomini armati hanno marciato nell'aeroporto di Simferopol dopo essere arrivati con camion Kamaz . Hanno prima fatto un cordone intorno al terminal domestico e poi si sono spostati nelle altre aree.  Russia Today li ha descritti come vestiti ed equipaggiati come "gli squadroni di  autodifesa" russi, etnici locali  che avevano preso d'assalto  gli edifici del parlamento e del governo.


>>> fonte: http://www.theguardian.com/world/2014/feb/24/ukraine-crimea-russia-secession

DISORDINI AL CONFINE CRIMEA-RUSSIA: VENTI DI SECESSIONE. PUTIN METTE IN ALLERTA LE TRUPPE NELL'EUROPA OCCIDENTALE


commento da youtube:
Gruppi rivali si sono scontrati in Crimea (Ukraina) nel momento in cui il Presidente russo Vladimir Putin ordina grandi esercizi militari proprio oltre confine. Le sommosse continuano, dato che i leader ukrainici della protesta propongono come Primo MInistro Arseniy Yatsenyuk, prominente legislatore.  (Feb. 26)
 

dall'articolo seguente:

"Piu' di 20.0000 persone al canto di "Russia" hanno partecipato ad un corteo a Sevastopol , lunedi u.s chiedendo la secessione della Crimeas dalla Ukraina. Secondo Euronews, un corteo piu' grande, di protesta, si è tenuto a Kiev domenica u.s.

Il Presidente Oleksandr Turchynov, seguito all'estromesso - eletto democraticamente- Viktor Yanukovych, ha messo in guardia sul pericolo di "segni di separatismo" e che il separatismo sarebbe stato punito.

Sergei Shoigu, il Ministro della Difesa Russo, ha detto che Mosca "sta osservando con attenzione cosa sta succedendo in Crimea" e che la stessa avrebbe preso misure " per garantire la sicurezza delle strutture, infrastrutture  ed arsenali della Flotta del Mar Nero.”

Nella prima giornata di oggi (26 feb ndt) , la Russa ha ufficialmente confermato che il Presidente Putin ha messo in allerta le truppe nell'Europa Occidentale : Russian military began combat readiness drills in Western and Central Europe. (Esercitazioni per essere pronti al combattimento, in Europa Centrale ed Occidentale)


A seguito della mossa russa, la NATO ha annunciato la sua lunga e stretta collaborazione con l'Ukraina. Il capo della NATO, Anders Fogh Rasmussen ha detto:
"Siamo printi a continuare ad assitere l'Ukraina nelle

 sue riforme democratiche"
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da: http://www.infowars.com/russian-volunteers-cordon-off-sevastopol-in-ukraines-crimea/


The Globe and Mail is reporting Russians have established checkpoints dozens of miles outside Sevastopol. The southern Crimean city is home to the Russia’s Black Sea Fleet.

“The Globe and Mail saw least a dozen men wearing fatigues – supported by an armored personnel carrier – standing under a Russian flag at a checkpoint erected roughly halfway along the 80-kilometer road from Sevastopol to Simferopol, putting it close to the administrative border that separates the Sevastopol municipality from the rest of Crimea and Ukraine,” writes Mark MacKinnon for the Canadian newspaper. The men, wearing balaclavas, identified themselves as “volunteers.”


On Tuesday it was reported residents of the port city had signed up as volunteers in self-defense and pro-Russian groups. Crimeans are said to fear violence from Ukrainian nationalists in the northern part of the country.

More than 20,000 people chanting “Russia” attended a rally in Sevastopol on Monday calling for Crimea to secede from Ukraine. A larger rally protesting the coup in Kyiv was held on Sunday, according to Euronews.’

Oleksandr Turchynov, the acting president of the country following the ouster of democratically elected president Viktor Yanukovych, warned of “dangerous signs of separatism” and said separatists would be punished.

Sergei Shoigu, the Russian Defense Minister, said Moscow was “carefully watching what is happening in Crimea” and would take “measures to guarantee the safety of facilities, infrastructure and arsenals of the Black Sea Fleet.”

Earlier today Russia officially confirmed President Vladimir Putin had put troops in Western Europe on alert and the Russian military began combat readiness drills in Western and Central Europe.
Following the move by Russia, NATO announced its “close and long-standing” relationship with Ukraine. “NATO is a sincere friend of Ukraine,” said NATO boss Anders Fogh Rasmussen.
“We stand ready to continue assisting Ukraine in its democratic reforms,” he added.

NATO's Anders Fogh Rasmussen: "We stand ready to continue assisting Ukraine in its democratic reforms." Photo: U.S. Defense Department
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Russia puts military on high alert as Crimea protests leave one man dead

‘The Kremlin ordered major military exercises on Wednesday as concerns about unrest in Ukraine’s Crimean peninsula continued to grow and scuffles in the region left one person dead.
The Russian president, Vladimir Putin, ordered an urgent drill of his country’s armed forces in western Russia, in what appeared to be a display of sabre-rattling aimed at the new government in Kiev.
The US reacted in a strongly worded message, with the secretary of state, John Kerry, saying that any military intervention in Ukraine would be a “grave mistake”.
“For a country that has spoken out so frequently … against foreign intervention in Libya, in Syria, and elsewhere, it would be important for them to heed those warnings as they think about options in the sovereign nation of Ukraine,” Kerry said last night.’

>>> TUTTO L'ARTICOLO: http://www.theguardian.com/world/2014/feb/26/ukraine-new-leader-disbands-riot-police-crimea-separatism

giovedì 27 febbraio 2014

DI BATTISTA M5S SULLA ESPULSIONE DEI "4": "LI CHIAMANO DISSIDENTI. MAI PAROLA FU PIU' SBAGLIATA".

Alessandro Di Battista 

Scrivo sull’espulsione dei 4 senatori non per influenzare il voto di qualcuno (credo che tutti coloro che leggano sia intellettualmente indipendenti e sappiano valutare, d’altronde anche sull’incontro con Renzi avevo condiviso una mia idea – quella di non andare – e alla hanno vinto i sì) ma per darvi degli elementi dall’interno. Come a noi spesso mancano “elementi esterni” a voi possono mancare delle informazioni e dei modi di vedere le cose che abbiamo noi che lavoriamo in questo gruppo tutti i giorni. 

Ricordo in quanti mi hanno scritto chiedendomi di andare in TV. Vi ricordate quanto ero restio? Non mi piace il mezzo, la consideravo una mezza sconfitta. Voi mi scrivevate «hai ragione ma è necessario». Alla fine ho deciso di andarci e devo dirvi che avevate ragione voi! A me mancava un punto di vista che avevate soltanto voi. Sull’espulsione dei 4 senatori è più o meno la stessa cosa. Credo che vi manchi un punto di vista interno ed è mio dovere, per il bene del Movimento, fornirvelo. 

Li chiamano “dissidenti”, mai parola e è stata più sbagliata. Credetemi, non si tratta di dissentire, di avere opinioni diverse, di criticare. Ma stiamo scherzando? Ognuno di noi, cittadini nelle Istituzioni e fuori dissentiamo, critichiamo, abbiamo opinioni diverse. E meno male! Il pensiero unico, come il PartitoUnico portano alla rovina di qualsiasi gruppo, società o nazione. Ma non è questo il punto. Io ho visto in queste 4 persone, sistematicamente, da mesi, e in modo organizzato la logica del dolo, la malafede, il sabotaggio di tutte le grandissime battaglie che abbiamo portato avanti come gruppo.

Ogni qual volta avevamo un successo da comunicare (e voi sapete quanto per il M5S che ha il 99% dei mezzi di informazione contro sia difficile comunicare) usciva, sistematicamente una dichiarazione di uno dei 4 pronta a coprire il messaggio del gruppo. Ogni qual volta serviva lanciarsi e buttare il cuore al di là dell’ostacolo (molte battaglie le abbiamo iniziate senza sapere come sarebbero finite, senza nemmeno immaginare le conseguenze agli occhi dell’opinione pubblica, vedi art.138) c’era sempre uno dei 4 che si trasformava in “zavorra professionale”, una zavorra che puntava all’immobilismo. 

E per un Movimento restare fermi è la morte assoluta. Anche io sono un dissidente, non l’ho pensata come Grillo sul reato di clandestinità e infatti ho votato per la sua abolizione, io, come tutti i miei colleghi critico in assemblea una posizione, un modo di vedere, un’idea. Io voto, io vinco e io perdo. Ma quando perdo so che la decisone dell’assemblea è sacra in quanto frutto di un vero processo decisionale, frutto dell’intelligenza collettiva, non di diktat di berlusconiana o debenedettiana matrice. Mi spiego? Siamo in guerra, una guerra democratica, fatta di informazione, partecipazione, amore per la politica. Ma di guerra si tratta. 

Abbiamo tutti contro, tutti i partiti, un magma succhiasoldi, abbiamo contro gran parte della stampa, delle TV, abbiamo contro i poteri forti, le banche, abbiamo contro la mafia, la massoneria (credete che queste organizzazioni parastatali non vi siamo in Parlamento?), abbiamo contro quest’Europa della finanza. Questo non è un gioco. Ecco, io non posso lasciare la “trincea” sapendo che mentre sferro un “attacco” (ripeto, le nostre armi sono e saranno solo informazione, impegno, studio e partecipazione alla politica) qualcuno mi sparerà, scientemente e volutamente alle spalle. 

O mando via queste persone o finirà che resteremo fermi in “trincea”. Mi spiego? Sono 10 mesi che la storia è sempre la stessa, l’assemblea decide, l’assemblea suda per prendere una decisione, fatica, (la democrazia partecipata è bellissima ma è faticosa) e non appena questo avviene, in 3 nanosecondi, leggiamo attoniti, titoli sui giornali che infangano 9 milioni di persone che credono che il letame vada spalato e non trattato con i cucchiaini d’argento. Il palazzo è una vasca di squali, tiraforma cittadini in onorevoli, in statisti da 4 lire, in sabotatori speranzosi in futuri da protagonisti. 

Questo fa il palazzo e quello che deve fare il M5S è mandare via queste persone, con il cuore sofferente per averle perse sul cammino ma la consapevolezza che il cammino vale più di ogni altra cosa. Ve lo dico con il cuore e vi chiedo di fidarvi anche se la fiducia è un bene che si deve dare con parsimonia di questi tempi. Queste persone, in prossimità delle europee, elezioni fondamentali per noi, farebbero danni irreparabili al gruppo. 
Voterò sì per l’espulsione dei 4 senatori, e mai come questa volta voto convinto!

P.S. Giusto per darvi un ulteriore spunto. Andate sul sito http://www.tirendiconto.it/trasparenza/ e date un’occhiata alle restituzioni di tutti quanti. Controllare è un dovere da parte dei cittadini, i datori di lavoro di noi dipendenti nelle istituzioni. Se io volessi tenermi più soldi di quelli che mi spettano (e per codice comportamentale e per etica, l’etica va oltre le regole!) io non avrei dubbi, inizierei a criticare il gruppo, l’assemblea e Grillo.

Mi trasformerei in “dissidente” come li chiamano i giornali. Allora sì, starei in una botte di ferro. Terrei più soldi e accuserei l’assemblea di essere antidemocratica se intendesse espellermi. Pensateci.

P.S.2 «Sono d’accordo per l’espulsione ma sarebbe un autogol mediatico». Leggo qualcuno di questi commenti. Questo non è da M5S, noi facciamo le cose giuste, sempre, poi ci occupiamo delle conseguenze. Se avessimo dovuto dar retta ai titoli dei giornali non ci saremmo mai dovuti presentare alle elezioni, non avremmo provato a fermare la votazione sul decreto Bankitalia (che pensate che non sapessimo che ci avrebbero dato degli squadristi, ma 7,5 miliardi di soldi nostri erano più importanti). Ecco anche adesso la salvaguardia del gruppo è molto ma molto più importante dei titoli di quei giornali che ovviamente ci detestano perché vogliamo toglierli il finanziamento pubblico.

I giornali finiscono nei cassonetti nel giro di 24 ore, il Movimento se lo proteggiamo durerà molto a lungo.


fonte: http://www.lafucina.it/2014/02/26/cosa-penso-dellespulsione-dei-4-senatori/
 

mercoledì 26 febbraio 2014

QUELLE SOLITE AUTO BLU... MENTRE RENZI PARLA AL SENATO...

http://www.byoblu.com/wp-content/uploads/2014/02/480x270xAutoBluInSostaVietataPerlaFiduciaARenzi.jpg.pagespeed.ic.tJtyxhzsvT.jpg

qui il video

Mi rendo conto che rispetto agli amici di Renzi, che lo chiamano per i più svariati problemi, tutti meritevoli di essere menzionati al Senato durante la fiducia, questo forse al sindaco di Firenze potrà sembrare marginale. Però, mentre viene a raccontare al Paese di un nuovo modo di fare politica, più vicino alla gente e ai suoi problemi, magari potrebbe cominciare ad occuparsi del più classico dei soprusi che la vecchia, vecchissima politica ama reiterare perpetrando se stessa, mentre finge di cambiare tutto per non cambiare niente.

Questa è la sfilza di auto blu che, mentre le telecamere delle televisioni si concentravano sul palcoscenico di Palazzo Madama, hanno invaso Corso del Rinascimento per tutta la giornata di oggi fino a notte fonda. Aspettavano i loro onorevoli, i loro neo-ministri, forse lo stesso Renzi, rigorosamente non inquadrate e rigorosamente in sosta vietata, parcheggiate sul marciapiedi di fronte allo sguardo indifferente dei vigili e delle forze dell’ordine radunate in pompa magna per difendere il teatrino della politica dalle proteste dei passanti.

Il nuovo che avanza, dietro la camicia di Renzi illuminata costantemente dall’occhio di bue, è questa cosa qui: un palcoscenico pieno di scenografie in disuso, di maestranze stravaccate a fumare, di cartelli e divieti lasciati penzolare alle pareti come oggetti di  antiquariato. Nessuna fiducia potrà cambiare le cose, se prima non si cambiano le persone.


fonte: http://www.byoblu.com/post/2014/02/25/tutte-le-auto-blu-della-fiducia-renzi.aspx 
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Il discorso di Renzi al Senato (in breve)
http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/02/24/il-discorso-di-renzi-al-senato-in-breve/892572/


martedì 25 febbraio 2014

ARLACCHI, PD, SULL' UKRAINA: DOVREMMO INTERFERIRE DI MENO SULLE FACCENDE INTERNE DI ALTRI PAESI

Pino Arlacchi 







Situazione in Ucraina, l'analisi di Arlacchi a Radio 24


Spetia: "Non è che l'Europa li sta lasciando un po' soli questi manifestanti, queste persone che protestano e che chiedono Europa?".

Arlacchi: "Che chiedano Europa in questo momento non mi pare proprio. La piazza è finita in mano a estremisti di ispirazione nazista e neonazista oltre che ai nazionalisti del partito Svoboda ai quali dell'Europa non credo gliene importi molto".

Spetia: "Rimane una parte di manifestanti e persone favorevoli all'accordo con l'Ue, anche - se vogliamo - in una chiave strategica di allontanamento dalla Russia".

Arlacchi: "Favorevoli all'Unione europea significa che devono essere favorevoli anche ai metodi e ai valori della Ue.
Andare in piazza armati e sparare, saccheggiare e distruggere edifici pubblichi, e poi pretendete che il governo faccia quello che loro dicono non mi sembra molto europeo".


Spetia: "E quindi Arlacchi mi sembra di capire che la sua posizione è a favore del governo ucraino".

Arlacchi: "No. Non sono a favore del governo ucraino. (...). Una piazza che con la forza pretende di cambiare le regole del gioco democratico non mi può piacere. Possono chiedere nuove elezioni, possono chiedere la caduta del governo, possono chiedere tutto quello che è giusto chiedere, ma devono farlo con metodi coerenti con le regole della democrazia".

Spetia: "Questa mattina il Ministro Bonino, ospite di Alessandro Milan a "24 Mattina", ha detto che la posizione di Yanukovich è insostenibile".

Arlacchi: "Io direi che dovremmo cercare di interferire molto di meno nella faccende interne degli altri paesi. Questo intervento dell'Europa in Ucraina è stato disastroso perché ha diviso il Paese. Ha fomentato tutta la parte antirussa del Paese contro l'altra metà del Paese che è filorussa, senza avere in mente niente di preciso se non quello di una continuazione della guerra fredda. Ho sostenuto e continuo a sostenere, insieme a tanti altri colleghi, che spaccare un Paese in questo modo non è coerente con il messaggio europeo, non fa gli interessi dell'Europa, e che occorrerebbe fondare una nuova politica verso l'Est, basata sul dialogo e l'inclusione anche della Russia invece che comportarsi come se fossimo ai tempi della peggiore guerra fredda".

FONTE: http://www.pinoarlacchi.it/it/rassegna-stampa/interviste/1106-situazione-in-ucraina-lanalisi-di-arlacchi-a-radio-24 

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CIA Agent Captured In Ukraine Helping Ukranian Protesters – Video Here http://beforeitsnews.com/war-and-conflict/2014/02/cia-agent-captured-in-ukraine-helping-ukranian-protesters-video-here-2450486.html








lunedì 24 febbraio 2014

DI MAIO M5S, SULL'INCONTRO RENZI-GRILLO

 

Oggi il Movimento 5 Stelle è andato alle consultazioni di Renzi. Non avevamo niente da dirgli e questo già lo sapevamo: le consultazioni si fanno per formare un Governo (noi non abbiamo nessuna intenzione di appoggiare l’avatar di De Bendetti).

Soprattutto dopo che lui ha citato il provvedimento “Delrio” sulle province che alla fine non abolisce le province.


Non c’era nient’altro da dire: sono persone senza credibilità che aspetteremo alla prova dei voti in Aula.


Chi si aspettava altro credo che non abbia capito lo spirito di questo Movimento. Noi alle loro balle non crediamo. E a voi noi non ne raccontiamo.
Chi invece mi parla di “forma” forse non ha percepito la rabbia del Paese verso questa gente che ci ha ridotti in mutande (inclusi i renziani).


FONTE:
https://www.facebook.com/luigidimaio/posts/641098522593364?stream_ref=10




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sabato 22 febbraio 2014

LA FIGLIA ADOTTIVA DI W. ALLEN ROMPE IL SILENZIO: SUL NEW YORK TIMES SCRIVE DELLA VIOLENZA SESSUALE DI W.ALLEN SU DI LEI BAMBINA


 ‘Mi disse di mettermi a pancia in giu' e giocare col trenino elettrico di mio fratello. Quindi abuso' sessualmente di me ’: la figlia di Woody Allen, Dylan, rompe il silenzio sul presunto abuso sessuale, scrivendo una shockante lettere aperta

‘La figlia adottiva di Woody Allen, Dylan Farrow ,  ha scritto una lettera aperta, sabato scorso, al blog del New York Times, accusando pubblicamente il controverso regista cinematografico per aggressione sessuale nei suoi confronti quando era ragazzina

L'account in prima persona di Farrow, che è apparso  sul blog del reporter Nicholas Kritoff, segna la prima volta in cui Miss Farrow, la figlia dell'attrice Mia Farrow, ha citato direttamente l'abuso sessuale.

Con un dettaglio che viene dalla pancia... Dylan Farrow ha scritto le sue affermazioni su quando alla età di 7 anni, il padre adottivo Allen, la prese per mano per portarla in un attico in penombra, al secondo piano della loro casa.

Mi disse di mettermi a pancia in giu' e giocare col trenino elettrico di mio fratello. Quindi abuso' sessualmente di me ’, ha detto Miss Farrow. "Mentre faceva quel che faceva mi parlava, sussurrandomi che ero una brava ragazzina e che quello era il nostro segreto, promettendomi che saremmo andati a Parigi e che sarei stata la protagonista nei suoi film’

>> continua a leggere qui:
http://www.dailymail.co.uk/news/article-2550270/Woody-Allens-adopted-daughter-Dylan-Farrow-reveals-cut-struggled-eating-disorder-details-alleged-sexual-assault-shocking-letter.html


 Scandalous relationship: Dylan Farrow accused her father of using his affair with his adopted daughter Soon-Yi (right) to cover up his abuse of her; the two married in 1997 Relazione scandalosa: Dylan Farrow ha accusato suo padre di usare la sua relazione illecita  con la figlia adottiva Soon-Yi (a destra nella foto) per coprire l'abuso fatto su di lei. I due si sposarono nel 1997

venerdì 21 febbraio 2014

FRANCIA: FISCO TASSA DI UN MILIARDO A GOOGLE, DOPO ISPEZIONE NELLA SEDE DI PARIGI




‘Le autorità fiscali della Francia hanno lanciato una richiesta per tassare Google di 1 miliardo di euro,
questo quanto oggi viene riportato.


Questo segue una ispezione di agenti della finanza che hanno controllato gli uffici di Parigi del gigante di internet, nel giugno 2011, investigando sulla sua contabilità.

Google ha ridotto la quantità di tasse che paga in Francia, incanalando i suoi profitti attraverso un intermediario registrato in Olanda  e quindi una holding registrata alle Bermuda, Google Ireland Limited, ’
>> qui tutto l'articolo:  http://www.dailymail.co.uk/news/article-2552127/Google-hit-ONE-BILLION-euro-tax-bill-France-following-tax-inspectors-search-web-giants-Paris-offices.html

giovedì 20 febbraio 2014

SHOW STREAMING: RENZI VS GRILLO. LA MENZOGNA VS IL NON POTERNE PIU'

http://www.giornalettismo.com/wp-content/uploads/2014/02/beppe-grillo-matteo-renzi-streaming21.jpg QUI IL VIDEO
di | 19 febbraio 2014
 
Leggo commenti esilaranti sullo streaming Grillo-Renzi. I più teneri sono quelli secondo cui il Bomba avrebbe stracciato il Monologhista, opinione che va bene solo se ci si chiama Boschi o Nicodemo. Parliamo di cose serie. Grillo ha studiato a tavolino l’incontro – che palesemente non voleva fare – con l’unico intento di vomitare addosso al sindaco part time di Firenze tutta la rabbia dei milioni di italiani che lo hanno votato (e dei milioni di italiani che già si pentono di avere dato fiducia al Bomba). In questo senso, e solo in questo senso, il suo monologo ha funzionato.
Renzi ha annaspato e cercato a fatica qualche contromossa verbale (alcune le ha trovate: “Esci da questo blog” non è male. Bravo). I piddini dicono che “Grillo doveva essere più garbato”, ma applicano all’elettorato altrui quel surplus di ipocrisia istituzionale – leggi: ti infilo l’ombrello di Altan dove sai, però sorridendoti – che buona parte degli elettori 5 Stelle non hanno. E’ anzi uno dei motivi del successo del M5S: essere lo sbocco finale di una frustrazione crescente che non ne può più di salamelecchi furbastri e finzioni melliflue. Assurgere a “sfogatoio democratico” che chiama le cose per quello che sono, e dunque ormai dello pseudo bon ton se ne fotte allegramente.

Lo streaming non ha fatto altro che esasperare le posizioni delle due parti: ora i grillini lo sono ancora di più e i renzini idem. I 5 Stelle non sono affatto delusi dalla veemenza di Grillo (anzi l’hanno vissuta come liberazione) e i piddini folgorati sulla via di Matteo Peppo Pig potranno dire che loro sono gli unici democratici (anche se ogni giorno il Pd dimostra il contrario). Da una parte c’è chi dirà “finalmente qualcuno le ha cantate a quel fagiolo lesso”, dall’altra chi ripeterà che “Grillo è un dittatore che non fa parlare nessuno e il M5S è una setta”. Lo streaming non doveva servire a nulla, se non come show mediatico. Infatti così è andata. 

Altre considerazioni.

1) Stupisce (e per i masochisti può essere un aspetto affascinante) la capacità strepitosa del Bomba di mentire. E’ probabilmente il talento maggiore che ha. Durante i quasi dieci minuti ha agito da guitto che prova a rintuzzare gli attacchi e le “provocazioni” fingendosi simpatico e democratico: a tratti bravo verbalmente, politicamente vuoto come sempre, disastroso nella sceneggiata finale alla Mario Merola “qui c’è dolooooore”.

2) Grillo continua a non sapere minimamente dialogare. Va bene a teatro, ma politicamente è un boomerang: sarebbe stato molto più efficace un confronto gestito da Di Maio (che ho visto imbarazzato) e Di Battista o Morra. L’unica concessione autocritica di Grillo è stato chiedere scusa a Renzi se si era sentito offeso per essere stato chiamato “ebetino”: nel suo piccolo, un evento.

3) L’obiettivo di quasi tutti i media, ora, sarà quello di sottolineare il “fascismo verbale di Grillo (“Non sono più democratico”; “Non lo sei mai stato”) per dimenticare tutte le bugie, le incongruenze e gli inciampi di Renzi. 

Ovvero: molto più grave la logorrea incazzosa del Monologhista di Genova che il berlusconismo yuppie del Bomba di Rignanoi. Ma anche no (Comunque sono stati nove minuti divertentissimi. Proporrei ad entrambi di pensare a una pièce teatrale: funzionerebbe).

fonte: http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/02/19/streaming-grillo-renzi-chi-ha-vinto/887108/

lunedì 17 febbraio 2014

PROTESTE IN BOSNIA: 150 FERITI. I MANIFESTANTI DANNO FUOCO AL PALAZZO PRESIDENZIALE




‘Piu' di 150 persone  sono state ferite in Bosnia, venerdi,  nella peggiore sommossa civile nel paese dalla guerra del 1992-95 .E' esplosa la rabbia per lo stato disastroso della economia e della inerzia politica.

Manifestanti arrabbiati  hanno dato fuoco  a parte del palazzo presidenziale  a Sarajevo, per protesta per la disoccupazione e la corruzione;

I manifestanti  hanno avuto anche scontri con la polizia e questo per il terzo giorno consecutivo di protesta, proteste che sono state contenute ampiamente nella metà bosniaca-musulmana-croata, ma che stanno aumentanto di intensità.

Le proteste antigovernative  sono iniziate  mercoledi (articolo dell'8 febbraio 2014) nel nord nella città di Tuzla, prima di diffondersi quando in migliaia sono scesi per strada in una dozzina di città, per esprimere il loro malcontento per il tasso di disoccupazione che supera il 40%

>> tutto l'articolo:  http://www.telegraph.co.uk/news/worldnews/europe/bosnia/10625810/Bosnia-protests-150-injured-as-demonstrators-set-fire-to-presidential-palace.html

domenica 16 febbraio 2014

LA CANCELLERIA TEDESCA RICEVE UN GRUPPO DI EBREI ORTODOSSI ANTISIONISTI

naturei-karta

Rappresentanti della cancelleria tedesca hanno recentemente incontrato militanti antisionisti dell’organizzazione ebraica ultra-ortodossa Neturei Karta. Settimana scorsa,  un alto dirigente del cancelliere tedesco Angela Merkel ha incontrato  alcuni rappresentanti dell’organizzazione ultra-ortodossa antisionista, durante la Giornata Internazionale della Memoria dell’Olocausto. Il dirigente ha incontrato a Berlino, quattro membri dell’organizzazione, i quali hanno protestato contro l’esistenza dello Stato di Israele e lo sfruttamento dell’Olocausto per motivi politici da parte dei sionisti. Essi hanno anche confermato che lo scopo della riunione era chiarire agli occhi dei tedeschi che il sionismo non rappresenta l’ebraismo.  La delegazione Neturei Karta era composta da due sopravvissuti all’Olocausto, Moshe Dov e Chezkel Klein, e dal suo portavoce , Rabbi Yisroel Dovid Weiss, che ha riportato al funzionario della Cancelleria che circa il 10% degli ebrei appartiene al movimento antisionista.  L’incontro, riportato dal quotidiano di sinistra Neues Deutschland, non aveva carattere di segretezza.


fonte: http://reseauinternational.net/2014/02/04/ce-que-lelysee-nosera-jamais-faire-des-juifs-antisionistes-recus-a-la-chancellerie-allemande/

sabato 15 febbraio 2014

L'ORO DELLA GERMANIA ALLA FED...PERCHE' NON TORNERA' INDIETRO...

Federal reserve
Cosa ha a che fare con te il fatto che la Germania stia chiedendo indietro il suo oro dalla Federal Reserve? Glenn Beck nei suoi programmi radio-tv ha argomentato che se cio' che sospettiamo è vero, questo potrebbe generare un crollo finanziario senza precedenti e su scala globale. Il suo co-presentatore televisivo, Pat Gray ha descritto il tutto come potenzialmente "un cataclisma".

“La crisi dei subprime, te la ricordi?”  Ha chiesto Beck. “Immagina quel crollo su scala globale e in questo caso anzichè essere case si tratta di oro, che supporta tutto il nostro denaro ed oro che in realtà non è posseduto da nessuno. Il nostro denaro diventa cosi senza valore.”

Beck ha iniziato il suo discorso con un po' di storia per coloro che non si orizzontano bene in questioni esoteriche, spiegando che il mondo essenzialmente ha in atto un sistema simile ad una enorme cassetta di sicurezza depositata.

Se per esempio metti la tua fede nuziale in una cassetta nella banca — in questo caso la  Federal Reserve- quel che ti aspetti è di ricevere indietro esattamente quell'anello e non un importo approssimativo  di oro e diamanti.

“Quando i paesi hanno dato il loro denaro  alla Federal Reserve, in totale buona fede e credito negli USA, ognuno di essi appose un marchio sul proprio oro,” ha detto  Beck nel suo programma radio “…E in questao caso si tratta della Bundesbank, Germany.”

La Germania da decenni ha oro per miliardi di dollari, depositato alla Federal Reserve, ma lo scorso anno ha annunciato di volerne indietro almeno una percentuale entro il 2014 e di piu' negli anni successivi. La richiesta iniziale ha generato una enorme speculazione internazionale
ma l'effettiva restituzione è stata ben meno pubblicizzata.


Beck ha fatto riferimento all'articolo su Zero Hedge che indica che dell'oro che gli USA hanno inizialmente fatto ritornare in Germania “non aveva su di sè il marchio".
E' stato riportato che la Federal Reserve abbia detto che ha dovuto fonderlo per trasportarlo....


Ma un'altra spiegazione, ha fatto notare Beck, potrebbe essere che la Federal Reserve ha già usato o venduto l'oro  della Germania ed ora sta annaspando per sostituirlo.

FONTE: http://www.hangthebankers.com/why-germany-wont-get-its-gold-back-from-the-fed/

SI VEDA ANCHE: LONDRA: DIRIGENTI DI BANCA SI SUICIDANO. PERCHE' ?

mercoledì 12 febbraio 2014

GIANLUIGI PARAGONE SUI POTERI FORTI CHE INTERFERISCONO NELLA TV E NELLA INFORMAZIONE

Gianluigi Paragone: “I poteri forti mi vogliono cacciare dalla Gabbia” 

Grasso ha chiesto la mia cacciata su ordine del suo direttore, Ferruccio de Bortoli. Sono colpevole di criticare Napolitano, il Papa delle larghe intese”. Gianluigi Paragone, conduttore de La gabbia su La 7, ce l’ha con il Corriere della Sera. Anzi, con il “corrierismo”, per mutuare un suo neologismo.

Aldo Grasso ha bollato il suo programma come “il peggior talk show dei bar di Caracas” e si è rivolto al suo editore Urbano Cairo, patron di La7 e del Torino, definendola “peggio di D’Ambrosio”, giocatore appena ceduto all’Inter.

Lei su “Libero” lo ha accusato di aver chiesto la sua cacciata. Ma perché lo avrebbe fatto?
Grasso ha ricevuto una precisa “comanda” da De Bortoli, direttore illuminato. Agli occhi del Corriere rappresento l’antisistema, perché mi permetto di criticare Napolitano. E l’antisistema al giornale dei poteri forti e delle larghe intese non va bene.


Pensa che a via Solferino siano arrivate telefonate dall’alto?
Non credo. Semplicemente il sistema combatte tutto ciò che non è allineato.


Ha riscontri sull’ordine di de Bortoli?
No, ma sono convinto che ci sia stato. D’altronde i giornalisti del Corriere mi attaccano spesso. Pierluigi Battista e Antonio Polito scrivono sempre tweet in cui prendono in giro la mia trasmissione, soprattutto quando parlo del Quirinale. E tutti, compreso De Bortoli, hanno rifiutato gli inviti nella mia trasmissione.


Battista ha twittato anche oggi (ieri, ndr): “Paragone scrive che siamo gli strumenti dei poteri forti. Te ne eri accorto Polito? Io no”.
Ho risposto: “Il declino di Battista e Polito, costretti a venir dietro al conduttore del peggior talk: #godo”.


Le rimproverano di fare un proforgramma volgare, trash.
Grasso mi ha dato del populista, ma non mi offendo. La linea della trasmissione è giusta: una voce malpancista e anche un po’ tamarra serve, perché nella tv italiana è tutto uguale. E infatti il programma va bene: abbiamo un ascolto medio del 4,3 per cento, con un milione di spettatori. Il tema è un altro. Ovvero? Si usano due pesi e due misure. Quando Grillo attacca i giornali tutti si scandalizzano. Se un militante di Cinque Stelle brucia un libro di Augias piovono condanne. Ma se un giornalista chiede la chiusura di un programma e la cacciata di un collega va tutto bene.


Grillo è un politico, Grasso è un critico televisivo: giudicare è il suo lavoro.
Tutti hanno diritto di critica, non solo i giornalisti. E comunque Grasso può scrivere che La gabbia gli fa schifo, ci sta. Quello che trovo enorme è invitare il mio editore a licenziarmi.


L’ha cercato per un chiarimento?
No, non sarebbe stato opportuno. Voglio dire però che per Grasso provo tenerezza. È costretto a guardare tutto il giorno la tv: sai che noia.


Dopo il pezzo Cairo l’ha chiamata?
No. Né lui né Paolo Ruffini (il direttore di rete, ndr) hanno mai messo bocca nella linea del programma.


Tra le altre cose, Grasso le imputa di corteggiare i grillini dopo essere stato leghista.
Io sono entrato in Rai in quota Lega, è verissimo. Ho un passato in giacca e cravatta, conosco la tv telecomandata. Poi però mi ha fatto schifo e me ne sono andato, lasciando un posto da vicedirettore. Ho scelto di fare un altro tipo di informazione.


Lei è grillino?
Non voto da un po’, ma mi piace l’entusiasmo di Grillo e dei suoi parlamentari. Credo che facciano benissimo la pars destruens: devono fare meglio la construens , partecipando alle decisioni.


da il Fatto Quotidiano di domenica 9 febbraio 2014
fonte: http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/02/10/gianluigi-paragone-i-poteri-forti-mi-vogliono-cacciare-dalla-gabbia/875504/

martedì 11 febbraio 2014

GIUDICE IMPOSIMATO: QUESTA MAGGIORANZA COME UN REGIME







Ferdinando Imposimato, 77 anni, magistrato con un passato da parlamentare, ha rilasciato un’intervista a Lettera43 dove parla della maggioranza e della lunga lotta col Movimento 5 Stelle. Eccone qualche stralcio:

D. Napolitano «boia», Boldrini ripetutamente attaccata, le offese rivolte ad alcune deputate del Pd e a Corrado Augias e Daria Bignardi. Non crede che i grillini abbiano superato il limite?
R. Sicuramente ci sono stati degli eccessi che, mi preme dirlo, non condivido e non sono accettabili. Però…
D. Però?
R. Mi preoccupano di più un parlamento e una maggioranza che governano senza il rispetto dei diritti dell’opposizione. L’uso della cosiddetta «ghigliottina» è stato del tutto errato e illegittimo. In questo modo si rischia una dittatura della maggioranza che si chiama «regime».
D. Un’affermazione forte.
R. Un regime è la dittatura della maggioranza che governa senza rispettare i diritti della minoranza. Sa cosa diceva Aristotele?
D. Cosa?
R. Che la prova della democrazia è la libertà e che la prova della libertà è l’alternanza. Un fattore necessario che non può concretizzarsi se l’opposizione non viene considerata come dovrebbe.

D. Boldrini ha parlato di «intenti eversivi» da parte del M5s. Altri hanno evocato lo spettro del fascismo. Cosa ne pensa?
R. Per ciò che riguarda il problema dell’eversione, sia di destra sia di sinistra, credo di avere una certa esperienza: come magistrato me ne sono occupato per oltre 20 anni.
D. Dunque la numero uno di Montecitorio ha esagerato o no a utilizzare quel termine?
R. Penso che quella di Boldrini sia un’affermazione offensiva: secondo me, se c’è un gruppo che ha rispettato le regole della democrazia e della Costituzione, questo è il M5s.
D. Addirittura? Si spieghi.
R. A parte gli eccessi, che ho già detto di non condividere, va ricordato che quando si è cercato di cambiare certe regole, come l’articolo 138 che è uno dei pilastri della Costituzione italiana, il M5s si è giustamente posto a sua difesa. Non dimentichiamoci una cosa.
D. Quale?
R. Costituzioni flessibili, come quella di Weimar, hanno aperto la strada al nazismo e al fascismo. Ecco perché parlare di «eversione» è sbagliato: significa criminalizzare il dissenso, pretendere un’opposizione muta e silente che, dopo anni di larghe intese, non ci piace.
D. Lo scorso aprile lei fu inserito nella top ten dei candidati al Colle sul sito di Grillo. Sappiamo com’è andata. Come giudica il lavoro svolto da Napolitano?
R. In maniera pessima.


FONTE: http://www.lafucina.it/2014/02/06/imposimato-questa-di-maggioranza-come-un-regime/

lunedì 10 febbraio 2014

L'ASSE ANGLO-AMERICANA: PERDERE L'UKRAINA E' COME PERDERE L'EUROPA

putin1 
Nel seguito traduco Alcuni passi dell'articolo di Umberto Pascali, pubblicato su  http://www.globalresearch.ca/the-anglo-american-axis-loosing-the-ukraine-loosing-europe/5361450,
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Cosa è che manda fuori di testa gli Anglo-Americani? L'Ukraina potrebbe diventare un'area di cooperazione tra Russia ed Europe? I Paesi europei potrebbero svignarsela?


Per cio' che riguarda l'Ukraina, ora sembra che la furia mostrata dagli Anglo-Americani (che sembra veramente eccessiva e spericolata considerando persino gli standard recenti) non sia dovuta semplicemente alla paura di perdere l'Ukraina, ma al pericolo di perdere l'Europa Europe.Questa questione è stata sollevata in un discorso che il Presidente
Vladimir Putin ha tenuto nella capitale armena di Yerevan, in 2 dicembre u.s.

“Gli eventi in Ukraina, mi ricordano piu' un pogrom (genocidio, massacro) che una rivoluzione. E la cosa strana è che ha ben poco a che fare con le relazioni Ukraina-EU... Come ho già detto, tutto cio' che sta accadendo non è direttamenrte in relazione alla cooperazione tra  Ukraina e Unione Europeahttp://eng.kremlin.ru/transcripts/636

L'Accordo Trilaterale
Ho l'impressione che Putin non stia solo puntando a “riprendersi” l'Ukraina dall'Occidente, ma che in realtà tenda ad usare la questione ukraina in un modo molto sottile per stabilire un
accordo trilaterale tra EU (o almeno una parte di essa), l' Ukraina e la Russia.

I portavoce russi e un certo numero di media controllati dai Russi hanno accennato ripetutamente a questa soluzione.

E' avenuta una discisiosne su questo tema che ha portato ad un dibattito interno tra i Paesi EU
(specialmente e non satene sorpresi, la Germania, la cui relazione è il premio piu' grande per la Russia)

 
(...)Per gli Anglo-Americani, ovvero gli USA e la Gran Bretagna, la EU deve essere privata di ogni capacità di indipendenza che le permetta di muoversi nella direzione della strategia dell'Eurasia


(...) L'Europa deve essere indebolita, soffocata dall'abbraccio di Wall Street e la City of London, spinta in un masochistico saccheggio della sua economia e popolazione, fatta a pezzi da scandali per privarla di ogni leadership efficace e costantemente coinvolta in avventure militari aggressive ... ma sopratttutto, qualsiasi segno  - anche il piu' debole-  di cooperazione con la Russia deve essere dissuaso nel modo piu' dinamico. Questo è il confine che non deve mai essere superato.

Quindi con la costanrte crisi ukraina, vediamo quale livello di aperta interferenza e ricatto, i rappresentanti angloamericani possono raggiungere per imporre in Europa "cio' che è bene per loro".


Di fatto, la Germania ha solo da guadagnare da una relazione con l'Ukraina e la Russia. Non cosi la burocrazia europea che è totalmente controllata (non parzialmente!) dalle grandi banche. 

[ Ed a proposito di banche anche questa recente notizia: LONDRA: DIRIGENTI DI BANCA SI SUICIDANO. PERCHE' ?  ]

(...) Se osservate attentamente, vedrete che Putin ha fatto ripetutamente advance per risolvere la questione ukraina, attraverso delle relazioni dirette e non mediate, con la Germania e certi Paesi Europei. L'Ukraina potrebbe diventare una sorta di zona comune se un nuovo tipo di cooperazione sovrana potesse essere sperimentata. Non sorprende percio' che la reazione sia feroce. Ma Putin sembra pensare che “possiamo vincere la partita”:


" (...) La gente dice che il sogno del popolo ukraino è stato rubato. Ma se guardate ai contenuti di questi accordi, se da un lato è bene sognare, molti semplicemente non vivranno abbastanza per vedere realizzato il loro sogno, non potranno mai sperimentarlo, perchè le condizioni sono molto dure.


(...) Ma piu' di ogni altra cosa, tuto cio' che sta accadendo ora, non è una rivoluzione, ma una protesta ben organizzata. E dal mio punto di vista, questi eventi non sono stati preparati per oggi, ma per la campagna delle elezioni presidenziali  nella primavera del 2015. Quel che sta accadendo ora è solo una piccola partenza falsa a causa di certe circostanze. Il fatto che siano preparazioni è ovvio per tutti gli osservatori oggettivi, a giudicare da quel che vediamo in tv, quanto ben organizati e allenati erano in effetti i gruppi dei militanti. Questa è la mia valutazione. Crediamo che la situazione nonostante tutto tornerà piu' normale e che alla fine la leadership ukraina e gli Ukraini stessi, determineranno i loro passi nel prossimo futuro e a lungo termine. Lasciate che vi ripeta ancora una volta, voglio sottolinearlo: qualsiasi sia la scelta che farà il popolo ukraino, lo rispetteremo.
(affermazioni di Vladimir Putin ai giornalisti  nei colloqui russo-armeni:   -http://eng.kremlin.ru/transcripts/6361)
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vedi anche: PUTIN: IL SUCCESSO DI UNO STATO E' DETERMINATO DALLA QUALITA' DEI SUOI CITTADINI.

domenica 9 febbraio 2014

ECONOMISTA BOERI: DECRETO BANKITALIA SARA' MOLTO COSTOSO PER I CONTRIBUENTI


Decreto Bankitalia, l’economista Boeri: “Sarà molto costoso per i contribuenti”

Non ci saranno problemi di governance in Banca d’Italia, del resto non è mai stato così in passato e non credo che questo sia un problema attuale. Ma una cosa è preoccupante: per esigenze di fare cassa, si rischia che questa operazione sia molto costosa per il contribuente”.   

Tito Boeri, economista italiano e consulente per anni dell’Fmi, della Banca mondiale, della Commissione europea e del governo italiano conferma le perplessità sul decreto Imu-Bankitalia che aveva manifestato fin dalla gestazione dell’operazione, lo scorso autunno. Rispondendo a Londra a una domanda de ilfattoquotidiano.it, Boeri commenta il via libera della settimana scorsa alla Camera al provvedimento che tramite la rivalutazione delle quote di via Nazionale regalerà alle banche – a partire da Intesa SanPaolo e Unicredit – fino a 4 miliardi di euro.

“Avremo delle valutazioni troppo generose e ce ne accorgeremo nel momento del buy back (l’operazione di acquisto di azioni proprie che Bankitalia farà ricomprando le quote degli azionisti sopra il nuovo tetto del 3% come Intesa SanPaolo e Unicredit, ndr), quando dovremo comprare le quote a questi valori”, spiega l’economista. “Ci troveremo così di fronte a un problema di spesa. Il problema poteva essere risolto con più calma e con maggiore tempo a disposizione. Così ora stiamo esponendo il contribuente a rischi che potranno essere elevati. Siamo di fronte a un problema di costi e il tutto dovrà essere monitorato dagli osservatori pubblici”.

Il fondatore de lavoce.info è a Londra per parlare, insieme al finanziere renziano Davide Serra, con gli studenti della London School of Economics. Quello che riguarda la Banca d’Italia “è un problema di costi e di spesa per il contribuente”, rimarca Boeri. Costi che in Italia, ricorda l’economista, lievitano sempre. 

“Bisogna tagliare la spesa pubblica, anche questo è un peso per il contribuente. Perché, per esempio, l’ambasciatore italiano qui a Londra prende tre volte quello che guadagna l’ambasciatore tedesco sempre nella capitale?”. Ora, però, nella vicenda Bankitalia, il problema pare essere soprattutto quello di “una scelta affrettata” che rischia di essere “molto costosa”.

Boeri si rivolge anche al segretario del Pd. “L’agenda di Matteo Renzi non è ancora chiara”, dice l’economista riferendosi al programma del sindaco di Firenze e al suo appello agli “osservatori che devono vigilare” in un Paese che è “il sick man d’Europa” (l’uomo malato, ndr) arriva proprio mentre, allo stesso tavolo, il finanziere Davide Serra, amico e supporter di Renzi, si interroga sulla reale funzione delle banche

“Il loro lavoro è prestare soldi, ma negli ultimi cinque o sei anni gli istituti di credito hanno solamente perso dei soldi. Così, ora, non c’è più denaro per finanziare”, dice Serra. “Ma, del resto, fare business in Italia è un incubo” e “l’Italia dei board bancari talmente ‘anziani’ che non rientrerebbero in alcuno standard internazionale” deve forse tornare all’economia reale per rinascere.

FONTE: http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/02/06/decreto-bankitalia-leconomista-boeri-sara-molto-costoso-per-i-contribuenti/870694/

venerdì 7 febbraio 2014

ALTRA TRISTEZZA ITALICA:IL PROBLEMA NON E' IL DECRETO TREMENDO BANKITALIA, MA IL COMPORTAMENTO DEI 5 STELLE, ASCOLTATI DAL "TRIBUNALE DELLA PRESIDENZA".

Di Battista

“Francamente me ne infischio”. Così il deputato del Movimento Cinque Stelle, Alessandro Di Battista commenta l’istruttoria dell’Ufficio di presidenza della Camera, chiamato a giudicare i deputati cinque stelle per la bagarre in Aula durante la discussione del decreto Imu-Bankitalia e per le occupazioni delle commissioni Affari costituzionali e Giustizia.

“Pur sforzandomi – scrive Di Battista su Facebook – non riesco a intravedere alcuna autorità in questo pseudo tribunale che ci sta giudicando. Per cui fate quello che volete, francamente me ne infischio”. Il deputato del M5S ha pubblicato i dettagli del suo intervento: “Sono appena uscito dal “tribunale” della Presidenza della Camera che ha istituito un maxiprocesso contro di noi, “esseri eversivi” colpevoli di volere il rispetto del regolamento della Camera, della Costituzione e rei di aver provato a difendere 4,5 miliardi di soldi nostri da un furto ad opera del Governo (soprattutto del PD) e delle banche private”.


Tredici deputati, tutti del Movimento 5 Stelle, sono stati ascoltati oggi dall’Ufficio di Presidenza della Camera per i fatti avvenuti il 29 e 30 gennaio, tra i quali anche il deputato Felice De Rosa, accusato dal Pd per gli insulti sessisti. Le audizioni, di 5 minuti ciascuna, hanno riguardato quei parlamentari che, secondo i questori della Camera, sarebbero stati coinvolti nei fatti considerati più gravi, ovvero nell’impedimento del funzionamento degli organi parlamentari e del diritto di voto.

Le sanzioni saranno comunicate lunedì 10 febbraio e sono circa 40 le persone ascoltate dall’ufficio.


Continuano infatti alla Camera le audizioni dei deputati M5s, che nei giorni scorsi si sono resi protagonisti della bagarre in Aula (il giorno della ‘tagliola’ sul decreto Imu-bankitalia) e nelle commissioni Affari costituzionali e Giustizia. Secondo quanto viene riferito, è la presidente Laura Boldrini a porre la prima domanda e a leggere la parte dell’istruttoria (messa a punto dai questori Paolo Fontanelli e Gregorio Fontana) che riguarda il deputato presente. L’ufficio di presidenza, infatti, ha chiamati uno a uno mentre gli altri aspettano il loro turno nella saletta antistante la biblioteca della Presidente, al primo piano di Montecitorio.
Secondo quanto riferiscono i deputati Dino Alberti (il primo ad entrare), Diego De Lorenzis, Laura Castelli e Alessandro Di Battista all’ordine del giorno dell’audizione c’è solo l’occupazione delle due commissioni ma non dell’Aula.

Durante il suo intervento, De Lorenzis ha riferito ai membri dell’Ufficio di presidenza che “all’interno dell’istruttoria ci sono degli errori”. I questori – spiega – “scrivono che il 30 gennaio occupavo la presidenza della commissione Affari costituzionali, ma non è così perché ero in commissione ma non nei pressi dei banchi della presidenza”.

Alcuni deputati, nei loro interventi, hanno anche ricordato l’episodio che ha coinvolto il questore di Sc Stefano Dambruoso, che in Aula alla Camera (il 29 gennaio scorso) ha colpito la deputata M5s Loredana Lupo. “Quello che è successo nelle commissioni – spiega la deputata Vega Colonnese – e la violenza di Dambruoso nei confronti di una nostra deputata non possono essere scissi”.

Perché – prosegue – “se poi in commissione Giustizia sono nate delle provocazioni è proprio perché ci siamo scontrati sullo schiaffo di Dambruoso”. Le sanzioni più pesanti che potrebbero essere assegnate sono la sospensione da 2 a 15 giorni, che però – ha deciso l’Ufficio di prepresidenza nei giorni scorsi – non saranno inflitte nei giorni di discussione della legge elettorale
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FONTE: http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/02/06/m5s-di-battista-su-istruttoria-alla-camera-me-ne-infischio/871528/ 
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ImuBankitalia for dummies



Il decreto legge su Imu/Bankitalia fatto approvare dalla Boldrini esautorando il Parlamento e violando tutte le procedure (ma i soldi del regalo di 7,5 miliardi alle banche ce li mette Vendola?) va spiegato e rispiegato. Passate parola. E' un furto ai cittadini italiani.
Allora, iniziamo.


Le azioni della Banca d’Italia sono possedute da istituti di credito e assicurativi italiani, fra cui Unicredit, San Paolo, Generali, BNL, Monte dei Paschi di Siena e dall'INPS.
Il decreto IMU/Bankitalia rivaluta le quote di Banca d’Italia da 155.000 Euro a 7,5 miliardi di Euro.

Un aumento di capitale attuato senza l'emissione di nuove azioni, ma con l'aumento del valore delle azioni esistenti a 7,5 miliardi (+4.600%). Il sogno di ogni azionista.


Il decreto, in aggiunta, stabilisce che gli azionisti non possono detenere più del 3% delle quote. San Paolo e Unicredit, per esempio, hanno rispettivamente il 30% e il 22% e dovranno scendere entrambe al 3% in futuro.

Non perdete la calma: il 56% delle quote dovrà essere venduta (in quanto proprietà dei sei istituti che superano la soglia del 3%: Intesa Sanpaolo, UniCredit, Assicurazioni Generali, Cassa di Risparmio in Bologna, INPS, Banca Carige.

Al momento della vendita si genererà un'enorme plusvalenza per gli azionisti che intascheranno netti l’87,5% di quel 56% di quote (circa 3,67 miliardi) e pagheranno in tasse allo Stato il 12,5% (circa di 525 milioni).

Ma non è finita, perché lo Stato, al momento della vendita (di un suo bene regalato alle banche!!) sarà cornuto e mazziato. C'è infatti una clausola a ulteriore favore delle banche.

Quando venderanno per scendere al 3%, nel caso in cui non riescano a piazzare le loro quote sul mercato, queste saranno riacquistate automaticamente dallo Stato (ovviamente a prezzo rivalutato) con un costo di oltre 3,5 miliardi di Euro.


E poi, vogliamo dimenticarci i grassi dividendi annuali che le banche prenderanno grazie alla rivalutazione delle azioni di Bankitalia? Non possiamo! Il decreto prevede che l’importo dei dividendi annuali possa raggiungere il 6% del capitale: saranno quindi distribuiti ai soci fino a 450 milioni di Euro ogni anno, mentre ora erano irrisori. Perché lo Stato non ha riacquistato le quote in eccedenza al 3% al prezzo nominale e successivamente provveduto alla rivalutazione?

Questo decreto NON sarebbe stato approvato se Laura Boldrini avesse seguito il regolamento della Camera. L’aver violato il regolamento impedendo alle opposizioni di esprimere il loro dissenso come previsto e come sarebbe stato nei suoi doveri istituzionali, ha consentito l’approvazione di questo decreto-regalo alle banche, ovviamente alle spese dei cittadini italiani (tu che stai leggendo incluso).

Grazie Boldrini!

Ps: Renzie vuole recuperare un miliardo con la riforma del Senato. Miliardo che esiste solo nella sua testa. Però non ha detto nulla contro il regalo di 7,5 miliardi di euro alle banche. Chissà perché?


fonte: http://www.beppegrillo.it/2014/02/imubankitalia_for_dummies.html

 Servizio Pubblico, Travaglio: “Boldrini Santa subito”

Servizio Pubblico, Travaglio: “Boldrini Santa subito”  QUI IL VIDEO