UN BLOG PER TENERTI SVEGLIO

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mercoledì 30 aprile 2014

LA FINE DEL DENARO: PROF. HORMANN - UNI VIENNA- E MICHAEL TELLINGER, SUD AFRICA UBUNTU PARTY




Discussione esplosiva tra il  Prof. Franz Hormann, rispettato accademico economista della  Vienna University of Economics e Michael Tellinger (archeologo sudafricano fondatore dell'Ubunty Party)  il 12 aprile 2014, mentre quest'ultimo si trovava in Europa per il suo  UBUNTU Awareness Tour (tour della consapevolezza Ubuntu). Entrambi hanno discusso della bufala bancaria e di come le persone sono state fregate dal sistema bancario, come le banche creano denaro dal nulla e come le nostre banche centrali controllano con il denaro i nostri governi, schiavizzando tutte le loro genti in un debito per la vita. Entrambi spiegano che il CONTRIBUZIONISMO di UBUNTU è una semplice via di uscita da questa schiavitu' e l'unica via che l'umanità ha davanti a sè. 


martedì 29 aprile 2014

LA CANONIZZAZIONE DEI PAPI SPONSORIZZATA DA GRANDI MULTINAZIONALI. MA FRANCESCO NON DICEVA CHE...?



"La religione ha di fatto convinto le persone che c'è un uomo invisibile
che vive nel cielo, che osserva tutto cio' che fai in ogni minuto della tua vita.

Egli ha una lista di 10 cose che non vuole che tu faccia. E se fai una sola cosa di queste dieci cose, ha un posto speciale, pieno di fuoco, fumo e ceneri e tortura... dove mandarti a soffrire, bruciare e urlare e
piangere per tutta la vita fino alla fine dei tempi!

... ma ti ama.
Ti ama e ha bisogno di soldi!" - Geoge Carlin
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Ha inveito contro la "tirannia" del capitalismo globale e "l'idolatria del denaro"ma persino Papa Francesco ogni tanto  ha bisogno di un po' di  moneta delle multinazionali ... cosi risulta dalla lista degli sponsors per le canonizzazioni di dominca u.s....


Un GIGANTE PETROLIFERO, molte banche e la NESTE' sono tra gli oltre 12 sostenitori r finanziari dell'evento di Roma.

(...) la lista degli sponsor è dominata da aziende italiane come Eni e Enel,  Intesa SanPaolo e le Ferrovie Italiane...

>>> fonte: http://www.cnbc.com/id/101616991

IN TEMA DI SANTIFICAZIONE DI PAPI... LE RIFLESSIONI DI BLONDET SU PIO XII, PAPA PACELLI



Estratti dell'articolo apparso il 25 OTTOBRE 2008 su Effedieffe.com ad opera di Maurizio Blondet
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(...)  Papa Pacelli fu l’ultimo Pontefice nella tradizione di Pio IX, di San Pio X. Nel senso che condivideva con i suoi predecessori una visione tragica del mondo moderno: come essi, lo sapeva votato alla perdizione, radicalmente in via di allontanamento  dalla salvezza, nel deliberato rifiuto di Cristo.

Pio XII, tanto per dire, fu il Pontefice che volle il «Russicum», un gruppo di gesuiti che dovevano imparare il russo come loro lingua madre, per essere poi infiltrati in Unione Sovietica a diffondere il Vangelo e a consacrare il Corpo e il Sangue in quel regno satanico del terrore. Scelse gesuiti, perchè così li aveva voluti il loro fondatore, hidalgo e armigero: soldati missionari, votati alla morte. Ciascuno di loro lo sapeva, che andava a morte certa, e aveva accettato per ardente amore delle anime perdute.

La visione del mondo da cui nacque il Concilio, e che animava i padri conciliari, era l’esatto contrario di questa. Costoro vedevano il mondo come avviato a realizzare il Vangelo, persino senza saperlo, anonimamente. Persino il comunismo sovietico per loro covava l’abbraccio al «vero» cristianesimo, perchè proclamava la «giustizia sociale»; che poi facesse il contrario, massacrando milioni di cittadini russi, non scuoteva questa fede ottimista.

Questi conciliaristi vedevano il bene nella società del benessere, di stampo protestante-anglosassone, appunto perchè il benessere si diffondeva in una atmosfera generale pacifista, e  «pace e bene» non è forse un valore cristiano?

Vedevano il bene nell’avanzata dialettica verso il «progresso»; vedevano un bene financo nella  psicanalisi (che allora egemonizzava la cultura corrente, e ovviamente influenzava i cardinali), se non altro perchè diceva «la verità» sul corpo e sul sesso, dopo tanti secoli di «repressione», e demitizzava l’uomo.

Ecco, soprattutto, il mondo moderno era bene perchè «de-mitizzava»: diventava cristiano per forza propria, dialetticamente, senza bisogno di miti e rituali; obbediva all’«ama il prossimo tuo» senza  bisogno della Messa, del latino, del gregoriano, tutti residui di un cristianesimo magico e dunque inutilizzabile nel modo secolare e disincantato. Da cui bastava che la Chiesa si liberasse per essere di nuovo accetta al «mondo», perchè il mondo la abbracciasse.

Non sfuggirà che questa visione ottimista del progresso umano confluisce, e s’identifica, con la visione del mondo propria della Massoneria. A cui infatti molti padri conciliari, a quanto si disse, appartenevano. Certamente in buona fede, per molti di loro anche la Massoneria è un bene, in quanto prevede e promuove «il progresso umano», l’avanzata degli uomini verso la propria liberazione, verso una sempre migliore intelligenza del divino, razionalista, liberata da ogni «mito».

(...) Quel che importa è ciò che dice il sacerdote nella predica, ciò che canta la «assemblea dei fedeli», tutta fatta di cristiani adulti che non hanno bisogno di sacro, di invisibile e di miracoli, perchè già avanzano, con il progresso sociale, verso il «vero» cristianesimo.

Il Concilio, al centro, ha voluto l’altare: l’altare-mensa, dove il prete si affaccenda mentre rivolge la faccia ai fedeli.

(...) Nessun pensiero che, con ciò, il sacerdote veniva separato dai fedeli, acquistando un rilievo superbo; prima, nella Chiesa fino a Pio XII, il prete che consacrava dandoci le spalle era - nel suo privilegio dell’ordine - intimamente, umilmente, «uno di noi». Uno che saliva con noi.

E’ naturale che il capo-cordata guardi verso l’ascesa, e non si sono mai visti maestri di roccia che volgono la faccia ai turisti che guidano in montagna; chi li segue vede la loro schiena - proprio come nella Messa pre-conciliare, ma non si sente umiliato. Il maestro sta guardando avanti, perchè esamina passo per passo la strada verso la cima dove ci vuole portare.

Oggi, c’è una strana inversione. In cui il mettersi del sacerdote «sullo stesso piano» è insieme orizzontale, e non immune da presunzione. Ma questo, i «conciliari» non lo colgono.

Pio XII era, anche nel suo stile e tenuta, il contrario. Era l’aristocratico asceta, consapevole custode in sè di tutta la nobiltà accumulata dalla Chiesa in millenni di prove e martirio, che - quando le bombe cadono su Roma - corre al popolo, alza le braccia a croce sul popolo fedele.

Che durante la guerra rinuncia al caffè, e beve il surrogato come tutti i popoli in guerra: vicino a loro senza mescolamenti e senza confusione. Sempre rivestito della dignità che non era - e lo sapeva - dovuta alla sua persona, ma alla sua funzione, in cui - ieratico - si cancellava.

Dicono che fosse autoritario, monocratico, solitario. Si può ben immaginare che di questa lega fossero i sussurri dei prelati «progressisti», stufi  e insofferenti del suo lungo Pontificato.

«Ecumenismo», «collegialità», «aggiornamento» erano le loro parole d’ordine - nella lingua di legno clericale che avremmo dovuto imparare a conoscere - ed erano tutte contro Pio XII. Troppo verticale e verticista.

Forse era vero, specie negli ultimi anni; lo circondavano i sussurri dell’alto-clericalismo «adulto», di cui diffidava. Si trovava solo.

Alcuni - Roncalli, Montini - li aveva dovuti punire perchè avevano tradito la sua fiducia; non già opponendosi con aperta lealtà alle sue direttive e visione del mondo, ma dietro le sue spalle, approfittando delle cariche ricevute, fingendo obbedienza e invece, promuovendo modernisti e cristiani adulti alla Dossetti, alla Prodi, trafficando con la DC «progressista».

Il cardinal Roncalli  e monsignor Montini furono poi fatti Papi da due conclavi. Secondo me, furono fatti Papi «proprio per questo», perchè erano entrambi notori anti-Pio XII. Si voleva far avanzare con loro la visione del mondo ottimista, il «progresso» demitizzato, il mondo come cristiano-anonimo, in attesa dell’abbraccio.

Nikita Roncalli, Papa Giovanni - un Papa «buono», finalmente - derise i «profeti di sventura» che da Fatima descrivevano il mondo come in mano a Satana. Lui vedeva «segni dei tempi» radiosi, e con lui tanti.

Giovanni XXIII volle il Concilio innovatore: aggiornamento, ecumenismo, collegialità. Il trionfo di colpi di mano accuratamente preparati dietro le quinte, in un clima di sotterfugi da eunuchi del sultano.

Il cardinal Siri, presidente della CEI, annotò nel suo diario «le occhiate, gli ammicchi, i segni d’intesa» che gli indicavano una congiura dei «progressisti» in corso, e di come isolarono i «tradizionalisti» (1).

Facciamola corta: fu, credo, il primo Concilio della storia in cui si ascoltarono non il popolo fedele, ma la nota lobby.

Fu il concilio a cui parteciparono l’Anti-Defamation League, il B’nai B’rith (la Massoneria riservata agli ebrei), la Massoneria in generale. Dove circolava, incontrava il Papa e dava direttive Jules Isaac, membro di punta del B’nai Brith; e dove Isaac scrisse di fatto i documenti conciliari su Giuda, con il sostegno occulto dei Tisserant, dei Decourtray (of B’nai B’rith), dei Bea, degli altri «figli della luce» che stavano in Vaticano (2).

Per questo il ministro israeliano Herzog si sente in diritto di intromettersi, di dichiarare «inaccettabile la beatificazione di Pio XII».

Quello è stato il «loro» Concilio, ci si sono intromessi eccome, vi hanno circolato liberamente come non ha mai potuto fare nessun cristiano fedele, vi hanno imposto, con Jules Isaac, la cancellazione del concetto di «deicidio» applicato agli ebrei.

Jules Isaac era riuscito, con i suoi occulti appoggi, anche a presentarsi in visita privata a Pio XII, nel 1949. Gli aveva consegnato il suo testo, un diktat in 18 punti, dal titolo arrogante di «Riparazione dell’insegnamento cristiano riguardo a Israele».

Il documento - che Giovanni XXIII accolse dalle mani del massone nel 1960 - finì probabilmente in un cassetto. E’ questo il vero «silenzio di Pio XII» di cui questa gente, che non dimentica mai e non perdona nulla, accusa quel Santo Padre.

Quando il ministro Herzog dice che non solo Pio XII non denunciò il nazismo, ma «fece di peggio», è probabilmente a quello che allude.

Nel rapporto fra l’autorità pontificale e i fedeli qualcosa si ruppe, temo, per esempre. Non a caso la «legittimità» dei Papi post-conciliari tende ad essere una funzione della loro «popolarità», delle piazze che affollano, dell’audience.

E nemmeno è un caso che per i Papi post-conciliari, quelli che hanno partecipato al Concilio (anche Giovanni Paolo II), si avvia la causa di beatificazione fin dagli ultimi respiri: tutti santi, e santi subito, a fissare la loro «popolarità» confermante la loro «legittimità», che la Chiesa stessa sente pericolante.

Queste beatificazioni automatiche mettono un disagio, a cui non manca una punta di ridicolo: la santificazione sembra diventata una sorta di «fringe benefit» della categoria, un po’ simile all’auto di lusso di cui i dirigenti, nel mondo laico, hanno diritto automaticamente per la loro carica.

Il giovane monsignor Ratzinger ha partecipato al Concilio, addirittura con entusiasmo e ingenuità, da monsignorino teologo e «tipico universitario tedesco» come ha ricordato lui stesso.

Ecco come lui stesso rievocava quel clima: 

(...)  «Ristabilire una relazione con il mondo ebraico era per noi realmente una priorità,  fin dall’inizio. Era già cominciata una nuova lettura dell’Antico Testamento (...). La priorità era ristabilire, quindi, una nuova relazione col popolo ebreo: da una parte, volevamo esprimere la nostra amicizia, ma anche il nostro pentimento per i fatti negativi di duemila anni di storia, e dall’altra parte, senza offendere gli ebrei, anche esprimere la nostra identità».

(...) Ed è ancora quella: ora che il Papa Ratzinger passa da «conservatore», ma una cosa è essere conservatori, e un’altra, tradizionalisti.

Maurizio Blondet
tutto l'articolo qui:
http://www.effedieffe.com/index.php?option=com_content&view=article&id=292874:i-veri-avversari-di-pio-xii&catid=83:free&Itemid=100021

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1) Rimando a Enrico Maria Redaelli, «Il mistero della sinagoga bendata»,  Effedieffe, pagina 202, e in generale per la storia del Concilio. Redaelli è un esperto che vi ha dedicato la vita, le mie sono solo impressioni giornalistiche, di semplice fedele.
2) Qui, è bene leggere Emmanuel Ratier, «Misteri e segreti del B’nai B’rith», Centro Librario Sodalitium.



lunedì 28 aprile 2014

​LA RUSSIA FA DOMANDE ALLA NATO, SULL'AMMASSO MILITARE AI SUOI CONFINI CON L'UCRAINA

 Reuters / Ints KalninsAviazione, navi e truppe USA e NATO stanno schierandosi e questo genera preoccupazione. Cosi ha detto alla sua controparte americana, il Capo dello Stato Maggiore russo.
“La nostra preoccupazione e' data dall'aumento della aviazione Usa e del personale militare americano nel Baltico, in Polonia, e persino le navi degli Alleati nel Mar Nero.” ha detto il Ministro della Difesa in una dichiarazione, citando il Gen.Valery Gerasimov. Anche i giochi di guerra della NATO nell'Europa dell'Est non aiutano a normalizzare la situazione, così ha detto il il Ministro della Difesa russo, Sergey Shoigu .
La prima ondata di soldati US è già arrivata in Polonia e  Lettonia, dopo la dichiarazione di martedì  sul fatto che il Pentagono sta inviando circa 600 soldati in Polonia e in 3 stati Baltici, per esercitazioni di fanteria. 
Questa settimana la fregata americana  USS Taylor è entrata nel Mar Nero, con questo vascello  NATO e la fregata francese Dupleix si dice sia programmata per entrare nel Mar Nero per la fine della settimana. La Francia sta anche mandando 4 caccia per aiutare le pattuglie aeree della NATO sul Baltico.
In una telefonata di venerdi u.s. Gerasimov ha anche detto al Gen. Martin Dempsey che l'Ukraina ha dispiegato “ un sostanziale gruppo di forze” al suo confine con la Russia, forze che sono potenzialmente in grado di esercitare sabotaggio. “Nella parte ukraina del confine con la Russia, sono operative truppe di confine equipaggiate con meccanismi leggeri, progettate per attività  sovversive ” così dice un comunicato del ministero della difesa.
Reuters / Ints Kalnins
Il comando russo si è anche dichiarato preoccupato per il dispiegamento di truppe di Kiev verso le regioni orientali del Paese, in una cosiddetta “operazione anti-terrorismo” che ha portato vittime tra i civili.
Almeno 5 manifestanti contro il governo sono stati uccisi nella città dell' Ukraina orientale Slavyansk dopo che le autorità di  Kiev hanno inviato tanks e blindati contro la popolazione locale.

Giovedì Shoigu ha detto che 11.000 soldati ukraini, 160 tanks, 230 carri armati e almeno 150 pezzi di artiglieria, sono  coinvolti nelle operazioni contro i manifestanti di Kiev.
Gerasimov ha anche informato Dempsey sulle nuove manovre di addestramento militare della Russia e sui voli pianificati dei jet russi, nello spazio aereo ai confini con la Ukraine.
Giovedi, la Russia ha iniziato le esercitazioni militari vicino al confine ukraino a seguito della escalation di violenza nella Ukraina orientale. “L'ordine di usare la forza sui civili, è già stato dato e se questa macchina militare non viene fermata, il numero delle vittime potrà solo crescere” ha detto il Ministro russo della Difesa, Sergey Shoigu. Le esercitazioni russe includono manovre di marcia e di dispiegamento di forze nei distretti militari meridionali ed occidentali ed esercitazioni separate della aviazione.
traduzione  e sintesi dall'articolo in: http://rt.com/news/155020-russia-army-nato-buildup/

sabato 26 aprile 2014

EX MASSONE SVEDESE DI 33° GRADO, FA RIVELAZIONI IN TV E MUORE 17 GIORNI DOPO...

 
A cura di Losai.eu
Quanto segue è una storia vera. Se il lettore ha una buona conoscenza della lingua inglese, potrà ascoltare direttamente la testimonianza cliccando qui ( e qui per la seconda parte). Per tutti gli altri, riassumo quanto emerge dai video.

Massone finlandese dal 1991, Juhani Julin decide di uscire dalla massoneria dopo ben 16 anni di appartenenza. Una volta uscito, racconta la sua storia in un’intervista al canale televisivo finlandese TV7.

Massone finlandese

Nella Massoneria Finlandese vi sono 33 gradi, fondati sui cosiddetti “segreti massonici”. In questo modo ogni massone conosce solo i segreti del proprio grado e dei gradi inferiori. Per questo motivo il massone non comprende molto all’inizio ma scopre pian piano le dottrine segrete, avanzando di grado. Fu proprio la sua curiosità di scoprire questi “segreti” che lo spinse ad accettare la proposta del suo caro amico, e così, nel 1991, viene iniziato.

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“Ad ogni grado fai un giuramento, e tu fai questi giuramenti senza sapere su cosa stai giurando.”
L’ex-massone si lamenta dell’ambiguità del G.A.D.U. (Grande Architetto Dell’Universo, il Dio di cui si parla nei rituali massonici). Moltissimi massoni sono infatti tratti in inganno dalla Bibbia presente in Loggia e dalle continue rassicurazioni dei fratelli circa la genuinità e l’eticità della Massoneria.
“La Massoneria volutamente trae in inganno i membri dei bassi gradi e le persone esterne all’organizzazione”.
Julin afferma che essa mescola verità e menzogne allo scopo di confondere ed apparire innocua. Proprio per questo motivo invita gli ascoltatori ad informarsi su cosa sia realmente la Massoneria e suggerisce la lettura di un libro (che lui definisce affidabile): “Dottrine segrete massoniche” di Gerber Weldon.


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A questo punto l’intervistatore gli chiede a che grado una persona diviene consapevole della vera autorità spirituale. Lui risponde   che si comprende tutto al 33° ed ultimo grado, quando viene rivelato che il vero Dio dei massoni è Lucifero.

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“Ho imparato più cose sulla Massoneria dopo esserne uscito che durante la mia carriera massonica.”
È grazie al figlio e sua moglie che Julin si è avvicinato a Gesù Cristo. Da quel momento in poi si è impegnato a salvare più massoni possibili, cercando di far comprendere loro chi adorano realmente nei templi massonici.

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Purtroppo molti massoni credono erroneamente di servire il Dio cattolico, e questo anche per via della presenza di preti e vescovi in Loggia (ad un certo punto afferma che la metà dei Vescovi svedesi sono massoni). La Massoneria si è infatti infiltrata all’interno della Chiesa, e i vari cattolici iscritti ad obbedienze massoniche vengono usati a sostegno di questa bugia.

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Poi Julin invita gli ascoltatori a non entrare in Massoneria, ma ad informarsi; infine prega per tutti gli 8.000 massoni finlandesi, chiedendo allo Spirito Santo di guidarli fuori dalla massoneria, e prega affinchè la Chiesa finlandese venga ripulita dagli adoratori di Satana.

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Juhani Julin muore in un incidente in bicicletta 17 giorni dopo aver rilasciato questa intervista 

Fonte:TV7.fi.
PER L'ITALIANO: http://www.informarexresistere.fr/2014/04/09/ex-massone-33-grado-muore-17-giorni-dopo-aver-rilasciato-questa-intervista/

venerdì 25 aprile 2014

HERSH: COME L'OCCIDENTE HA GASATO A MORTE MIGLIAIA DI PERSONE A DAMASCO...



La notizia esplosiva riportata dal vincitore del Premio Pulitzer, il giornalista veterano Seymour Hersh, che porta come titotlo “The Red Line and the Rat Line,” (La linea rossa e la linea del ratto), contiene molte rivelazioni shockanti per coloro che seguono la versioen occidentale della realtà che riguarda il conflitto siriano.

Lo scritto particolarmente getta nuova luce sull'attacco chimico dell'agosto 2013, che ha lasciato sul campo migliaia di morti (secondo stima USA) e migliaia di feriti.

Non solo rivela che il governo siriano NON era dietro l'attacco,  ma che si tratto' di una operazione false flag, architettata specificatamente per servire  come impeto per l'intervento militare d'Occidente. Rivela anche che il desiderio dell'Occidente  di intervenire a seguito dell'attacco chimico, non era per disarmare la Siria delle sue armi chimiche, come affermato al pubblico, quanto piuttosto aveva l'intento di distruggere completamente l'esercito siriano e salvare i suoi delegati, che già erano ben avviati a perdere la guerra.’

Tuttavia lo scritto, con tutte le rivelazioni che contiene, fornisce sono uno sguardo sulla piu' grande cospirazione in cui l'Occidente si è impegnato, comprendendo grossolanamente come la verità  man mano si svelava, sul ruolo dell'Occidente dietro il devatsante conflitto che sta consumando la Siria. 

Per comprendere tutto il quadro della questione, bisogna esaminare il lavoro di Hersh che parte dal 2007
   
>>> tutto l'articolo qui: http://journal-neo.org/2014/04/19/how-the-west-gassed-thousands-to-death-in-damascus/

giovedì 24 aprile 2014

SUD AFRICA: UBUNTO PARTY. ALLE ELEZIONI PER SCONFIGGERE LA BANCA CENTRALE SUDAFRICANA, CONTROLLATA DA BASILEA.

Latest E-Book by<br>MICHAEL TELLINGER elezioni politiche sud afriva 7 maggio 2014:

"UBUNTU - PER LIBERARCI - 7 May 2014

Non farti prendere in giro .. la tua banca non è il tuo amico. Ti prenderanno tutto, ,come hanno fatto a miliardi di eprsone che hann lavorato sodo e che sono oneste ma ignoranti.
Le banche creano denaro dal nulla e ce lo "prestano"  a tassi inumani.
E tutto questo è supportato dalla nostra banca centrale, la SOUTH AFRICAN RESERVE BANK , che è un'azienda privata  controlalta da Basilea, Svizzera

Questo denaro PRIVATO ci è stato imposto, come noto, dal nostro governo e molti non sono consapevoli di questo. L'unica arma di difesa che le persone hanno, è fermare l'uso del loro denaro privato e creare la pèropria BANCA DELLA GENTE , che stampa denaro per la gente e dalla gente, esentasse, senza interessi per tutto cio' che le persone hanno bisogno di fare nelle nostre comunità , per creare prosperità per tutti, oltre la piu' folel immaginazione.

L'UBUNTU Party iè il primo movimento della coscienzache ha proposto una mossa cosi radicale.  Il resto dipende dalla gente. sono le persone che devono rendersi conto che queste elezioni sudafricane possono o portare sollievo a noi tutti OPPURE sarà un modo per consentire ai banksters di rovinarci completamente e rubare il nostro paese, le nostre strade, i nostri minerali  e persino l'acqua, per i prossimi 5 anni

FATE la cosa giusta: VOTE UBUNTU Party - for PEOPLE'S BANK - 
Denaro per la gente dalla gente . Tutto il resto poi da questo seguirà facilmentge e naturalmente , come deve essere.

In love and light - Michael Tellinger "
http://youtu.be/vIJGAi5iBBY


fonte: http://www.ubuntuparty.org.za/2014/04/ubuntu-setting-ourselves-free-7-may-2014.html


mercoledì 23 aprile 2014

GIGANTESCA PALLA DI FUOCO DALLO SPAZIO, ESPLODE SOPRA CITTA RUSSA



Si sospetta si sia trattato della esplosione di un meteorite, cio' che è stato registrato dai cittadini della città della Russia del Nord, Murmansk. Moltissimi gli autisti con le telecamere, sulla strada della città russa di 300.000 abitanti , alle  2.10am di sabato (19.4.14), che hanno notato  una scia  di blu brillante correre nel cielo notturno e poi esplodere ancora in aria.  

La piu' parte degli osservatori hanno identificato l'oggetto come un meteorite, sebbene i funzionari non abbiano nè confermato nè detto dove i frammenti è probabile siano caduti. Altri hanno fatto speculazioni sul fatto che l'oggetto fosse un detrito  rientrato nell'atmosfera, dallo spazio
 
Il meteorite piu' spettacolare  degli anni recenti,  è stato sopra gli Urali , nella città di Chelyabinsk, lo scorso anno, quando un corpo astrale  è esploso nel cielo con la forza di 40 bombe di Hiroshima, accecando e rendendo sorde temporaneamente  centinaia di persone che erano al di sotto del fenomeno .
 
fonte: http://rt.com/news/meteorite-murmansk-explosion-space-588/  

martedì 22 aprile 2014

CHI MENTE E STA USANDO SPIE PER PRENDERE POTERE A KIEV?

About three- quarters of what Russia is now doing in Ukraine is a bitter joke at the expense of the 'West', writes Peter Hitchens

Che pensereste se il capo delle spie russe  fosse stato scoperto la scorsa settimana a vagare per l'Ukraina? I media britannici [ma per cento anche quelli non britannici...] si sarebbero scatenati e avrebbero ululato contro l'ingerenza sinistra del Kremlino.

Beh, per quanto ne so, non c'è stata una simile visita. Ma qualcosa di shockante è tuttavia accaduto. John Brennan, direttore della CIA, la scorsa settimana era di fatto a Kiev e non credo fosse la per frequentare dei nightclub. 

Fuori dubbio, in ogni caso, è che è altamente interessante  che una simile persona fosse in Ukraina in un momento di cosi alta tensione. Ma l'informazione è stata sepolta dai media britannici

Cosi come non ho dubbi che i servizi segreti russi ed organizzazioni di prima linea abbiano dato una mano, abbiano incoraggiato ed equipaggiato le folle a Donetsk, altrettanto non ho dubbi  che le proteste di ‘Maidan’ a Kiev abbiano avuto quel che "cortesemente" definisco "un aiuto esterno".


Scrivo come ex rivoluzionario marxista  che ha organizzato manifestazioni  e sa come è difficile mobilizzarle e sostenerle.

Penso anche che entrambe le parti hanno tenuto fuori trasmissioni non gradite.



Dovremmo chiederci di cosa realmente si tratta in questo conflitto . Ve lo dico... E' uno scontro territoriale vecchio stile, su un territorio che ha parecchio valore, dove la EU, come era solita fare la Germania, cerca di espandere il suo potere ed influenza in aree  a lungo dominate da Mosca.

La soluzoine a questo puo' giungere solo attraverso il compromesso, ma al 100 anniversario dello scoppio della Grande Guerra che quasi mise fine alla civiltà, sono  sbalordito a vedere l'entusiasmo partigiano per un conflitto e confronto che ha infettato cosi tanti politici e giornalisti. 

Perchè attendere che gli storici futuri vi dicano che siete finiti dentro una guerra rovinosa e stupida  causa una rude propaganda a senso unico?

Dite ora a questa gente che non volete una cosa del genere.

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                        The Big War Is Coming And What To Do - Sheikh Imran Hosein




lunedì 21 aprile 2014

MAURO BIGLINO A BRESCIA E COSENZA. OLTRE LE IPOCRISIE E VERSO LA VERITA'

http://image1.frequency.com/uri/w234_h132_ctrim_ll_tt1397778855000/_/item/1/6/3/2/Notturno_Bresciano_intervista_a_Mauro_Bi_163258869_thumbnail.jpg 

"Secondo le dottrine spiritualiste monoteiste il cosiddetto Dio dell’Antico Testamento avrebbe assegnato i territori alle varie nazioni, ne avrebbe definito i confini e avrebbe poi autonomamente deciso di occuparsi di un solo popolo (Deuteronomio 32).
Peccato che ha passato poi i secoli successivi a utilizzare il Suo popolo per eliminare quelli che avevano la sola “colpa” di stare dove li aveva messi Lui e i cui territori erano nel frattempo entrati nella Sua sfera di interesse.
Ora, da ignorante, mi domando: essendo Lui il Dio unico e universale, non poteva semplicemente autoassegnarsi anche quelli – come aveva fatto con il popolo eletto – invece di tentare di sterminarli (Giosuè 10, Giosuè 13, Giudici 21, Numeri 31, ecc ecc…)?
Mistero della fede?
Forse, molto più semplicemente, si può provare ad affermare che:
La Bibbia non è un Libro Sacro

Un libro che contiene molte riflessioni “da ignoranti”, perché anche un ignorante alla settima fetta capisce che è polenta." (da: www.maurobiglino.it)

                                                            BIGLINO A COSENZA

domenica 20 aprile 2014

AVV. DALLA LUNA: IL PREOCCUPANTE PROGETTO DI RENZI SUL SENATO. E CHI LO VUOLE VERAMENTE

http://siamolagente.altervista.org/wp-content/uploads/2014/03/zzz15.jpg 

Qualcuno si stupisce che il governo Renzi, in una situazione economica drammatica, dia la priorità alla riforma del Senato e della legge elettorale. La spiegazione di questa apparente incongruità è chiara, purtroppo.

Renzi è stato scelto non certo per dimostrate capacità, ma per la sua immagine di bravo ragazzo a capo di un governo di giovani rassicuranti – un’immagine che lo rende idoneo, con l’aiuto di contentini demagogici su tasse e bollette, a far passare una riforma elettorale e del Senato estremamente pericolosa e aggressiva verso la democrazia e lo stesso impianto della Costituzione.  

Una riforma che prepara l’ambiente giuridico-costituzionale adatto in cui il successivo premier potrà esercitare una dittatura formalmente legittima per gestire un prevedibile e imminente periodo di peggioramento economico e di protesta sociale.

E quel premier non sarà un ragazzotto inoffensivo, ma un uomo degli interessi finanziari, dei poteri forti, un delegato della Trojka, che macellerà l’Italia come la Trojka ha macellato la Grecia, senza però che la Trojka debba metterci la faccia, quindi scaricando italiani la responsabilità di ciò che essa farà a loro.

Il peggioramento economico arriverà l’anno prossimo, col le decine di miliardi che annualmente l’Italia dovrà togliere ai contribuenti per l’abbattimento forzoso del debito pubblico (fiscal compact) in un trend già di avvitamento fiscale pluriennale. Prevedibilmente l’Italia dovrà allora invocare l’aiuto, il bail-out, della Trojka, accettare le sue “cure” e  reprimere un ampio scontento popolare. Servirà una mano dura, un governo autoritario con poteri forti. Ecco a che cosa servono la riforma elettorale e del Senato. Ecco perché per questo governo sono prioritarie e vengono prima dei problemi economici.

In una situazione siffatta, in cui l’Italia è indebitata sempre più in una moneta praticamente straniera e tutta sbilanciata su poteri esterni alla repubblica,  avevamo bisogno di una riforma che prevenisse da altre sospensioni della democrazia come quella imposta ben tre volte dai manovratori del rating e dello spread attraverso Napolitano, e invece… arriva esattamente l’opposto!

Riflettete bene: sotto la pelle d’agnello di Renzi e dei suoi ragazzi un po’ ingenui, con le loro riforme,  e con l’aiuto di un Berlusconi sempre più condizionabile giudiziariamente, stanno istituendo una nuova architettura costituzionale in cui
-il segretario del partito si sceglie i candidati che gli vanno bene
-col voto di meno di un terzo degli elettori si prende la maggioranza assoluta nell’unica camera legislativa
-si blinda a priori la fiducia al proprio governo
-nomina il presidente della repubblica (che a sua volta nomina buo9na parte del Senato!), il presidente dell’unica camera legislativa, i giudici costituzionali, i membri laici del CSM, e altre cariche di garanzia
-revoca i ministri
-lascia senza rappresentanza parlamentare partiti che raccolgono milioni di voti
-quindi si pone al di sopra di ogni controllo.

La giustificazione è che i tempi richiedono un premier forte e decisioni rapide.
E’ una giustificazione bugiarda perché queste esigenze di efficienza –rapidità e insieme di democraticità-legalità sarebbero molto facilmente soddisfatte senza rinunciare alle garanzie e alla rappresentatività vera del corpo elettorale. 

Basta mantenere, accanto a una Camera dei Deputati eletta con un sistema maggioritario e con sbarramenti,  un senato elettivo, riformato come segue, in modo che sia l’organo della rappresentanza fedele dell’elettorato e delle garanzie:
-il Senato è eletto con sistema proporzionale su base regionale ed è rinnovato per la metà ogni 3 anni;
-non può essere sciolto;
-non partecipa alla normale attività legislativa e non vota la fiducia (queste funzioni spettano alla sola Camera dei Deputati) salvo un diritto di veto che può esercitare con maggioranza dei 3/5 dei membri su proposta di 1/3 di essi;
-ha competenza legislativa esclusiva  per a)riforme costituzionali; b)leggi costituzionali; c)leggi sulla cittadinanza, leggi elettorali; d)ratifica di trattati limitanti la sovranità nazionale;
-ha competenza esclusiva per: a)messa in stato di accusa del presidente della repubblica;  b)decisioni su eleggibilità e decadenza di deputati e senatori; c)commissioni di inchiesta; d)nomina del presidente della repubblica, dei giudici costituzionali, dei membri lai del CSM, dei capi di tutte le istituzioni di garanzia.

Un tale sistema bicamerale è così semplice e chiaro e lineare ed efficace nell’assicurare tutte le funzioni, l’efficienza e le garanzie, che il fatto stesso che non sia nemmeno proposto prova  il pericoloso obiettivo del governo in carica e la corresponsabilità di chi lo sostiene in qualsiasi modo.

31.03.14  Marco Della Luna
 FONTE: http://marcodellaluna.info/sito/2014/03/31/1809/

mercoledì 16 aprile 2014

BEPPE GRILLO IN CONFERENZA STAMPA PER PROPOSTA ABOLIZIONE EQUITALIA, MA...I GIORNALISTI RITORNANO SULLA POLEMICA SU LEVI

Beppe Grillo  qui il video


Dice di non aver offeso nessuno e che la sua è stata “una reinterpretazione” ai giorni nostri del testo di Primo Levi “Se questo è un uomo”. Il giorno dopo le polemiche che hanno investito Beppe Grillo per il suo post “Se questo è un Paese”, il leader si presenta alla stampa.

Si parla della proposta di legge M5S per l’abolizione di Equitalia, ma le domande sono tutte per le critiche delle ultime ore.”Hanno scritto”, ha risposto Grillo, “che io ho utilizzato la shoah a fine elettorali. Questa è una menzogna, che respingo. Anche la comunità ebraica deve cambiare il comunicatore, stupido e ignorante. Io non devo chiedere scusa a nessuno, perché è stata data un’interpretazione distorta delle mie parole“. 

Ha poi spiegato i motivi della pubblicazione dell’articolo : “Non ho preso le parole di Primo Levi per fare del sarcasmo. Ho rapportato la poesia ai giorni nostri, ho parlato dei poteri mafiosi e della P2. La Shoah è dietro l’angolo, e ne succede forse una al mese o una all’anno: dal Ruanda alla Siria, a un sistema bancario e finanziario che fa migliaia di morti all’anno. Abbiamo Shoah da tutte le parti, dobbiamo stare attenti a non abbassare la guardia. Questo mi ha insegnato Primo Levi e questo ho scritto. Non ho fatto battute o ironia. Ho usato la frase ‘Arbeit macht frei’ – il lavoro rende liberi – per dire che oggi il lavoro fa tante vittime e che la P2 rende liberi”.
Doveva essere la conferenza stampa per presentare il disegno di legge a 5 Stelle per l’abolizione di Equitalia, ma l’ospite Beppe Grillo ha tenuto un nuovo comizio dagli uffici di Montecitorio. E ha lanciato un allarme per quello che lui definisce “un Paese che crolla e di cui dovremo presto raccogliere le macerie”. La Boldrini? “Una dilettante allo sbaraglio”. Lo Stato? “Una democrazia che frana”. Renzi? “Un pagliaccetto che fa tutto entro il 25 maggio“. La legge sul voto di scambio? “Una vergogna”. Dell’Utri e Berlusconi? “Io sarei andato in galera”.

Oggetto dell’attacco del leader è stata ancora la presidente della Camera che ha appena deciso una nuova sospensione per i deputati M5S: “Non ci stiamo più a farci convocare da una dilettante allo sbaraglio: la prossima volta se ne andranno loro. Non ci stiamo più a farci convocare dalla Boldrini e farci far andar fuori dal Parlamento. Noi probabilmente non c’è ne andremo più fuori dal Parlamento. I prossimi ad andarsene saranno loro”. E non si è risparmiato nemmeno un attacco a Berlusconi e Dell’Utri: “Silvio Berlusconi fa mezzora di servizi sociali a settimana. Io sarei andato in galera. Io avrei fatto un discorso e mi sarei fatto arrestare. Questi non sono neanche uomini. Dell’Utri non tornerà mai. Lo sappiamo benissimo. È uno che ha traghettato la mafia con Publitalie e Forza Italia. Questa fine miserabile che farà non è da uomini, scappano”.

Tra gli obiettivi di Grillo anche Matteo Renzi. “Questo Parlamento è diventato una burla, abbiamo un pagliaccetto messo lì che fa tutto entrò il 25 di maggio. Gli 80 euro sono un voto di scambio“. E poi ancora: “L’ebetino di Firenze copia tutto il nostro programma. Ruba il tempo, come gli usurai”. I 5 Stelle di Grillo ora puntano tutto sulle Europee: “Quel giorno cambierà la storia di questo Paese. L’avversario del premier non sono io, ma sono la democrazia e l’onestà”. E la legge elettorale? “L’Italicum non si farà più perché hanno capito che al ballottaggio ci va il M5S”. E ha chiuso attaccando i giornalisti: “Avete i mesi contati, dovrete cercarvi un altro lavoro. Io vi chiedo di migliorare questo Paese con l’informazione. Abbiamo sbagliato? Bene, ma sempre in maniera onestà. Non ci avete mai dato credito. Non avete capito che abbiamo fatto una rivoluzione straordinaria. Io vi chiedo di non avallare più le menzogne”.

La proposta di legge per l’abolizione di EquitaliaL’abolizione di Equitalia secondo i 5 Stelle, sarebbe uno dei primi passi per cambiare il sistema. “Questo Paese”, ha detto Grillo, “sta franando ed Equitalia è il simbolo di un rapporto criminogeno che ha questo Stato, che non esiste più con i cittadini che non esistono più”. Il disegno di legge prevede l’abolizione, a decorrere dal 1° gennaio 2015, di Equitalia, e il passaggio delle relative funzioni all’Agenzia delle entrate. È quanto chiede la proposta grillina. Secondo i 5 stelle, “le modalità con cui Equitalia effettua la riscossione si sono rivelate strumenti vessatori nei confronti di imprese, artigiani, commercianti e famiglie. Equitalia infatti fa lievitare, considerevolmente, il livello effettivo di tassazione in quanto ai tributi pregressi sono aggiunti le spese di riscossione, le penali e gli interessi, che sommati arrivano a toccare il tasso d’usura. Il risultato è stato l’ulteriore inasprimento della pressione fiscale“.

I parlamentari puntano il dito contro una riscossione che definiscono “irrazionale”. Equitalia viene definita una “società per azioni che punta non a recuperare crediti, ma a garantirsi un guadagno. E che non serve nemmeno per la lotta all’evasione“. 

Il disegno di legge depositato alla Camera. All’articolo 1 si prevede, come detto, l’abolizione di Equitalia a decorrere dal 1° gennaio 2015 e il passaggio delle relative funzioni all’Agenzia delle entrate, “esercitate, concretamente, dalla Direzione centrale per la riscossione, la quale subentra integralmente nei diritti e negli oneri relativi all’esercizio delle funzioni di riscossione della società Equitalia S.p.a. e delle società pubbliche ad essa collegate”.

L’articolo 2 reca disposizioni in materia di riscossione prevedendo che “gli interessi, le more, gli aggi e le sanzioni per il ritardo o mancato pagamento delle cartelle esattoriali maturati fino all’entrata in vigore della presente proposta di legge, fatta eccezione per le cartelle esattoriali in relazione alle quali sia stata pronunciata una sentenza passata in giudicato [...] sono annullati e sono sostituiti dal pagamento di un interesse pari alla quotazione dell’Euribor a 12 mesi da applicare sulla base delle modalità e criteri direttivi fissati da un provvedimento del direttore dell’Agenzia dell’entrate“. Invece, “a decorrere dall’entrata in vigore della presente proposta di legge, gli interessi, le more, gli aggi e le sanzioni per il ritardo o mancato pagamento delle cartelle esattoriali non possono superare il limite del tasso di usura previsto dalla legge 7 marzo 1996, n.108″. L’articolo 3 parla di assunzioni alla Direzione centrale per la riscossione, prevedendo “una riserva pari al 50 per cento delle assunzioni, per il personale impiegato presso la società Equitalia SpA“. L’articolo 4, infine, reca disposizioni relative alla “rettifica dei residui attivi sia del bilancio dello Stato che del bilancio degli Enti locali” e precisa che “il capitale sociale della società Equitalia Spa e delle società ad essa collegate” confluirà “nel Fondo di ammortamento dei titoli di Stato istituito dalla legge 27 ottobre 1993, n. 432″.
Equitalia si difende: “Dal 2006 boom riscossioni”. Nonostante il calo del 5% delle riscossioni registrato nel 2013, scese da 7,5 a 7,1 miliardi di euro a causa alla crisi economica ma anche alle nuove norme in materia (che consentono ampie tutele per i beni dei contribuenti come la prima casa ad esempio), da quando è stata istituita nel 2006 Equitalia ha riscosso in media quasi 8 miliardi di euro all’anno. Una cifra che rappresenta un’impennata di ben il 175% rispetto a quanto raccolto dalle società private a cui precedentemente erano affidati i compiti di riscossione.
Per scrollarsi di dosso ogni immagine negativa, il gruppo sottolinea il potenziamento dei servizi online di informazione, assistenza e pagamento e la riorganizzazione della rete degli sportelli sul territorio, diventati veri e propri punti di consulenza a disposizione dei cittadini e delle imprese. Nel corso dell’anno sono stati sottoscritti anche accordi con associazioni di categoria e ordini professionali e ha assunto sempre più importanza la rateazioni delle cartelle. Le rateizzazioni concesse nel 2013 sono state 398 mila, per oltre 2,9 miliardi. Complessivamente le rateizzazioni attive sono ad oggi 2,2 milioni per un ammontare di 24,7 miliardi di euro e rappresentano più del 50% del valore del riscosso.
Malgrado la crisi, nel 2013 Equitalia è inoltre riuscita a mantenere l’equilibrio della gestione, chiudendo il bilancio 2013 con un risultato positivo di 2,67 milioni. Un risultato, spiega ancora il gruppo, determinato da una serie di interventi volti a garantire contemporaneamente una maggiore efficacia del sistema della riscossione e una significativa riduzione dei costi per la fiscalità generale, con una contrazione della spesa di oltre 200 milioni rispetto al 2010. Il solo risparmio conseguito nel 2013 sulle spese amministrative è stato pari a circa 77 milioni.

fonte: http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/04/15/grillo-su-levi-non-mi-scuso-la-comunita-ebraica-ha-comunicatore-stupido/952628/

IL DOLORE STA PRODUCENDO RISULTATI. PAROLA DI ECONOMISTA. ALIAS PIER CARLO PADOAN

Bambini e fame, emergenza umanitaria in Grecia Scritto il 17/3/14  


«Il dolore sta producendo risultati»: fa impressione, proprio ora che è divenuto ministro dell’economia, rileggere quel che Pier Carlo Padoan disse il 29 aprile 2013 al “Wall Street Journal”, quando era vice segretario generale dell’Ocse. Già allora i dati sull’economia reale smentivano una così impudente glorificazione dell’austerità – e addirittura dei patimenti sociali che infliggeva – ma l’ultimo numero di “Lancet”, dedicato alla sanità pubblica in Grecia dopo sei anni di Grande Depressione, va oltre la semplice smentita. Più che correggersi, il ministro farebbe bene a scusarsi di una frase atroce che irresistibilmente ricorda Pangloss, quando imperterrito rassicura Candide mentre Lisbona è inghiottita dal terremoto raccontato da Voltaire: «Queste cose sono il meglio che possa accadere. La caduta dell’uomo e la maledizione entrano necessariamente nel migliore dei mondi possibili».



“Lancet” non è un giornale di parte: è tra le prime cinque riviste mediche mondiali. Il suo giudizio sulla situazione ellenica, pubblicato sabato in un ampio dossier (lo ha ripreso Andrea Tarquini sul sito di “Repubblica”), è funesto: la smisurata contrazione dei redditi e i tagli ai servizi pubblici hanno squassato la salute dei cittadini greci, incrementando il numero di morti specialmente tra i bambini, tra gli anziani, nelle zone rurali. Nella provincia di Acaia, il 70 per cento degli abitanti non ha soldi per comprare le medicine prescritte. Emergency denuncia la catastrofe dal giugno 2012. Numerose le famiglie che vivono senza luce e acqua: perché o mangi, o paghi le bollette. Nel cuore d’Europa e della sua cultura, s’aggira la morte e la chiamano dolore produttivo. «Siamo di fronte a una tragedia della sanità pubblica», constata la rivista, «ma nonostante l’evidenza dei fatti le autorità responsabili insistono nella strategia negazionista». Qualcuno deve spiegare a chi agonizza come sia possibile che il dolore e la morte siano “efficaci”, e salvifiche per questo le riforme strutturali fin qui adottate.

PadoanNé è solo «questione di comunicazione» sbagliata, come sosteneva nell’intervista Padoan: sottolineare gli esiti promettenti del consolidamento fiscale, ammorbidendo magari qualche dettaglio tecnico, non toglie la vittoria al pungiglione della morte. Trasforma solo un’improvvida teoria economica in legge naturale, perfino divina. Moriremo, certo, ma in cambio il Paradiso ci aspetta. Soprattutto ci aspetta se non cadremo nel vizio disinvoltamente rinfacciato agli indebitati-impoveriti: la “fatica delle riforme” (reform fatigue), peccato sempre in agguato quando i governi «sono alle prese con resistenze sociali molto forti». 

Quando siamo ingrati, come Atene, alle iniezioni di liquidità che l’Unione offre a chi fa bancarotta: nel caso greco, due bailout tardivi, legati a pacchetti deflazionistici monitorati dalla trojka. I contribuenti tedeschi hanno già dato troppo, dicono in Germania. Non è vero, i contribuenti non hanno pagato alcunché perché di prestiti si tratta, anche se a tassi agevolati e destinati in primis alle banche.
Difficile dar torto alle “forti resistenze sociali”, se solo guardiamo le cifre fornite su “Lancet” dai ricercatori delle università britanniche di Cambridge, Oxford e Londra. A causa della malnutrizione, della riduzione dei redditi, della disoccupazione, della scarsità di medicine negli ospedali, dell’accesso sempre più arduo ai servizi sanitari (specie per le madri prima del parto) le morti bianche dei lattanti sono aumentate fra il 2008 e il 2010 del 43%. Il numero di bambini nati sottopeso è cresciuto del 19 %, quello dei nati morti del 20. Al tempo stesso muoiono i vecchi, più frequentemente. Fra il 2008 e il 2012, l’incremento è del 12,5 fra gli 80-84 anni e del 24,3 dopo gli 85.
E s’estende l’Aids, perché la distribuzione di siringhe monouso e profilattici è bloccata. Malattie rare o estinte ricompaiono, come la Tbc e la malaria (quest’ultima assente da 40 anni. Mancano soldi per debellare le zanzare infette).
La rivista inglese accusa governi e autorità europee, ed elogia i paesi come Islanda e Finlandia che hanno respinto i diktat del Fondo Monetario o dell’Unione. Dopo la crisi acuta del 2008, Reykjavik disse no alle misure che insidiavano sanità pubblica e servizi sociali, tagliando altre spese scelte col consenso popolare. Non solo: capì che la crisi minacciava la sovranità del popolo, e nel 2010-2011 ridiscusse la propria Costituzione mescolando alla democrazia rappresentativa una vasta sperimentazione di democrazia diretta. Non così in Grecia. L’Unione l’ha usata come cavia: sviluppi islandesi non li avrebbe tollerati. Proprio nel paese dove Europa nacque come mito, assistiamo a un’ecatombe senza pari: una macchia che resterà, se non cambiano radicalmente politiche e filosofie ma solo questo o quel parametro.

Alexander KentikelenisIl popolo sopravvive grazie all’eroismo di Ong e medici volontari (tra cui Médecins du Monde, fin qui attivi tra gli immigrati): i greci che cercano soccorso negli ospedali “di strada” son passati dal 3-4% al 30%. S’aggiungono poi i suicidi, in crescita come in Italia: fra il 2007 e il 2011 l’aumento è del 45%. In principio s’ammazzavano gli uomini. Dal 2011 anche le donne. “Lancet” non è ottimista sugli altri paesi in crisi. La Spagna, cui andrebbe assommata l’Italia, è vicina all’inferno greco. Alexander Kentikelenis, sociologo dell’università di Cambridge che con cinque esperti scrive per la rivista il rapporto più duro, spiega come il negazionismo sia diffuso, e non esiti a screditare le più serie ricerche scientifiche (un po’ come avviene per il clima). L’unica istituzione che si salva è il Centro europeo di prevenzione e controllo delle malattie, operativo dal 2005 a Stoccolma.

Barbara SpinelliLa Grecia prefigura il nostro futuro prossimo, se le politiche del debito non mutano; se scende ancora la spesa per i servizi sociali. Anche in Italia esistono ospedali di volontari, come Emergency. La luce in fondo al tunnel è menzogna impudente. Senza denunciarla, Renzi ha intronizzato ieri la banalità: «L’Europa non dà speranza se fatta solo di virgole e percentuali» – «l’Italia non va a prendere la linea per sapere che fare, ma dà un contributo fondamentale». Nessuno sa quale contributo. Scrive l’economista Emiliano Brancaccio che i nostri governi «interpretano il risanamento come fattore di disciplinamento sociale». Ma forse le cose stanno messe peggio: il risanamento riduce malthusianamente le popolazioni, cominciando da bambini e anziani.

Regna l’oblio storico di quel che è stata l’Europa, del perché s’è unita. Dimentica anche la Germania, che pure vive di memoria. Dopo il ‘14-18 fu trattata come oggi la Grecia: sconfitto, il paese doveva soffrire per redimersi. Solo Keynes insorse, indignato. Nel 1919 scrisse: «Se diamo per scontata la convinzione che la Germania debba esser tenuta in miseria, i suoi figli rimanere nella fame e nell’indigenza [...], se miriamo deliberatamente all’umiliazione dell’Europa centrale, oso farmi profeta, la vendetta non tarderà». La vendetta non tardò a farsi viva, ed è il motivo per cui ben diversa e più saggia fu la risposta nel secondo dopoguerra. Quella via andrebbe ripercorsa e potrebbe sfociare in una Conferenza europea sul debito, che condoni ai paesi in difficoltà parte dei debiti, connetta i rimborsi alla crescita, dia all’Unione poteri politici e risorse per lanciare un New Deal di ripresa collettiva e ecosostenibile. È già accaduto, in una conferenza a Londra che nel 1953 ridusse quasi a zero i debiti di guerra della Germania. I risultati non produssero morte, ma vita. Fecero rinascere la democrazia tedesca. Non c’era spazio, a quei tempi, per i Pangloss che oggi tornano ad affollare le scene.
(Barbara Spinelli, “Gli invisibili d’Europa”, da “La Repubblica” del 26 febbraio 2014, intervento ripreso da “Micromega”).

FONTE: http://www.libreidee.org/2014/03/padoan-il-dolore-utile-che-stermina-i-bambini-greci/

martedì 15 aprile 2014

SONDAGGIO DI THE INDEPENDENT IN UK: 82% SCEGLIE PUTIN COME LEADER PREFERITO



Qualche settimana fa Nigel Farage (fondatore dell'Independent Party UKIP,) si è "scontrato " in un dibattito con il vice-Primo Ministro Nick Clegg, sulla questione ucraina. Farage ha detto che la Russia è stata provocata dall’Europa, che gli eurocrati hanno fatto male a costringere gli ucraini fra Occidente e Russia e che Vladimir Putin è «obbiettivamente» (senza necessariamente prenderne le parti, ha aggiunto) uno stratega politico di prima grandezza. 
Il girono dopo i commmenti dei media ingflesi sono stati poco "inglesi" (per esempio qui Guardian ) e il The Independent, ha pensato di lanciare un sondaggio fra i suoi lettori. 

«Il leader mondiale preferito da Farage è Putin. Lo stesso Putin che sta aiutando Assad in Siria, che s’infischia del diritto internazionale per annettersi la Crimea. Questo, Farage lo trova ammirevole. Diteci: qual è il vostro leader preferito?».

 I risultati del sondaggio: Barak Obama 4%, David Cameron (il capo del Governo) 2%, Angela Merkel 8, Francois Hollande 1%.... e Vladimir Putin, 82%.

 
Il fenomeno, travolgente, pare proprio pan-europeo: in questi giorni il francese Le Figaro si è domandato: «Come mai ci sono tanti commenti favorevoli a Putin sul web?».

Forse che i media non asono piu' in grado di manipolare l’opinione pubblica cosi tanto? Pare anche di scorgere che l'opinione pubblica europea, non conosce piu' la legittimità del Sistema Occidentale. 

si evda anche: Amazing poll at The Independent

lunedì 14 aprile 2014

VICEPRESIDENTE CAMERA, DI MAIO, SMASCHERA LE BALLE SUI TAGLI DI BOLDRINI E RENZI

 
Con un messaggio dalla sua pagina Facebook il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio ha smentito tutte le balle di Matteo Renzi e Laura Boldrini sui tagli alla politica, sostenendo che si tratta soltanto di annunci a fini elettorali. Ecco le sue parole:

RENZI E BOLDRINI: FINO AD ORA IL NULLA.

Il Premier Renzi e la Presidente Boldrini, in una ridicola corrispondenza epistolare a mezzo stampa, in questi giorni stanno discutendo dei costi da tagliare alla Camera e alle amministrazioni pubbliche dello Stato, giocando a chi è più bravo.
Renzi che sostiene si debbano tagliare i maxi-stipendi dei dirigenti della Camera, non ha tagliato ancora un solo euro ai manager pubblici delle aziende partecipate italiane, nonostante ne parli da mesi. E non si è ridotto di un euro il suo stipendio.

La Presidente Boldrini che gli risponde, addirittura si vanta di aver già fatto tagli agli stipendi del personale della Camera (per inciso ha tagliato 2000 euro al mese a una persona che guadagna quasi 500.000 euro all’anno!!). Ovviamente nessun taglio agli stipendi dei parlamentari. 
 
Si vanta anche di essersi tagliata del 30% il suo stipendio. Balle! Si è tagliata del 30% l’indennità aggiuntiva. Quella a cui io è Roberto Fico rinunciamo interamente insieme alle spese di rappresentanza e all’auto blu. Inoltre ci dimezziamo lo stipendio da Deputato.

Siamo ormai al niente che risponde al nulla!

Ormai è un anno che il Movimento 5 Stelle sta chiedendo a questa maggioranza del Partito Democratico e alla Presidente Boldrini, di iniziare davvero tagli drastici alla Camera. Lo abbiamo ribadito con diverse richieste scritte e verbali negli organi competenti, che non sono mai state messe neanche all’ordine del giorno dell’ufficio di Presidenza, almeno avremmo gradito una risposta. Neanche quella.
Abbiamo chiesto le dimissioni dei Questori della Camera per evidenti incapacità nel tagliare gli stipendi dei parlamentari dei loro partiti.


I punti focali sono sempre quattro, da un anno:
- La dismissione di 9 auto blu su 10 del parco macchine della Camera. La Boldrini ci ha fatto sapere che non si può fare, perché c’è bisogno di “decoro istituzionale” (!!). Risposta “indecorosa”, visto che si potrebbe risparmiare un milione di euro all’anno.

- Il dimezzamento immediato degli stipendi dei parlamentari. Inoltre tutti i rimborsi devono essere rendicontati ai cittadini pubblicamente.
50 milioni di euro in meno subito;

- L’assimilazione dello status dei dirigenti camera a quello dei funzionari pubblici, con i tetti di stipendio previsti dalla Legge;
- L’abolizione dei vitalizi dei parlamentari. Ci costano oltre 200 milioni di euro all’anno.
Il Pd è un anno che ci riflette, la Boldrini è un anno che non risponde alle richieste del Movimento 5 Stelle. C’è bisogno di altro per spiegarvi che questi due ci stanno prendendo in giro?


Fingono di avere a cuore i costi della politica solo in campagna elettorale e poi si tengono il malloppo il giorno dopo. Ancora una volta si sta consumando una truffa politica ai danni dei cittadini. Con la complicità di tanti media.

FONTE: http://www.lafucina.it/2014/04/13/di-maio-sbugiarda-renzi-e-la-boldrini/