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sabato 31 gennaio 2015

L'oro sta lasciando la Fed, verso Olanda e Germania...

DEPOSITOORONEWY


Il 13 settembre dell’anno scorso ti informavamo del fatto che probabilmente qualche “entita’ sovrana” stava provvedendo a ritirare parte delle proprie riserve auree dai magazzini della FED di New York (FRBNY).

Avevamo ipotizzato che questa entita’ sovrana” fosse proprio quella Bundesbank che nel 2012 aveva deciso di rimpatriare il proprio oro (674 tonnellate entro il 2020) detenuto negli USA.
La situazione che avevamo approfondito in quell’articolo era aggiornata a Luglio 2014; con i dati odierni, possiamo adeguarla a Novembre 2014 e ti possiamo confermare che l’oro continua a lasciare i magazzini della FED.

Da agosto 2014 a novembre 2014 i depositi della FED di New York si sono alleggeriti di altre 112 tonnellate di oro (tabella sopra).

Precedentemente, i prelievi di oro (da luglio 2013) erano stati di 60 tonnellate, per un totale di 172 tonnellate circa a fine novembre 2014.

Ricapitolando:
di queste 172 tonnellate di oro prelevato, ben 122,50 sono state rimpatriate “segretamente” dalla Banca Centrale Olandese (DeNederlandscheBank) e circa 49 dalla Bundesbank.
Dai nostri conteggi, quindi, la Bundesbank ha rimpatriato solo 49 tonnellate di riserve auree dagli USA.

Sul sito della Bundesbank, in una nota ufficiale, la Banca Centrale della Germania rivela di aver rimpatriato, nel 2014, 120 tonnellate di oro (35 da Parigi e 85 da New York).
Ai nostri conteggi, pertanto, “mancano” all’appello 36 tonnellate (85 dichiarate a fine 2014 – 49 ritirate effettivamente fino a novembre 2014).

Dovremo attendere i dati di dicembre della FRBNY (Federal Reserve Bank New York), relativi ai depositi aurei contenuti nei propri magazzini, per comprendere se la Bundesbank ha effettivamente ritirato 85 tonnellate di oro da New York.

Un dato, comunque e’ certo: Olanda e Germania stanno rimpatriando le proprie riserve auree, ma non e’ certo che gli USA siano in grado di restituire quell’oro (a meno che non lo reperiscano – leggi: acquistino – sul mercato).

A livello personale, dopo la manovra di “quantitative easing” (espansione monetaria) varata dalla BCE giovedi’ 22, ritengo che il “blocco nordico” dell’Europa, inizi ad accelerare il rimpatrio di tutte le riserve auree detenute all’estero.

fonte: http://deshgold.com/loro-sta-lasciando-la-fed-aggiornamento/

venerdì 30 gennaio 2015

Roma, assolto il prof che negò l’Olocausto: «Non è reato»



Esprimere la propria opinione non è un reato. Nemmeno se un insegnante dice a una studentessa di origine ebraica, i cui nonni hanno vissuto la tragedia dei campi di sterminio, che l'Olocausto è tutto sommato una montatura cinematografica.
Nemmeno se l'idea manifestata è «aberrante» e «lesiva della sensibilità» di una ragazzina, come scrive il giudice Maria Cristina Muccari nelle motivazioni della sentenza di assoluzione emessa nei confronti del professor Roberto Valvo, ex docente di Storia dell'arte al liceo artistico Ripetta, finito sul banco degli imputati con l'accusa di discriminazione razziale o religiosa, per aver propagandato teorie negazioniste di fronte a Sofia, 16 anni, fiera delle proprie origini. Valvo è stato assolto con formula piena: per il magistrato, nonostante «abbia fatto commenti e osservazioni certamente censurabili moralmente», non ha mai inteso «propagandare tali sue idee». La condotta di «propaganda», infatti, è tale solo quando destinata a un uditorio vasto. E quel giorno, in classe, c’erano solo tre studenti.


NEGAZIONISMO
Era il 31 ottobre 2008, e la maggior parte degli alunni del liceo aveva aderito a uno sciopero. Tre ragazzi che frequentavano la IV C, però, avevano partecipato alle lezioni. In cattedra c’era Valvo che, come in un normale giorno scolastico, aveva fatto l'appello. Pronunciando il cognome di Sofia, era rimasto incuriosito e le aveva chiesto quali fossero le sue origini. Lei aveva risposto che la sua famiglia era ebrea. «Ah, gli ebrei sono furbetti, bisogna stare attenti!», aveva replicato il docente. A quel punto, in privato, Sofia aveva chiesto a Valvo cosa ne pensasse della Shoah. E lui aveva risposto: i numeri dell'Olocausto (sei milioni di ebrei morti) non sono autentici e la tragedia della Shoah dovrebbe essere ridimensionata. Ma non è tutto: per il professore, i video dei campi di concentramento sarebbero stati girati da una sfilza di registi.


IL CONSIGLIO DI CLASSE
Le stesse tesi, il professore le aveva ribadite due settimane dopo, durante un consiglio d'istituto: «Quel campo di concentramento è una scenografia costruita dagli americani. Non c’è neanche un’appartenenza con la cultura italiana. Allora parliamo di Foibe», avrebbe detto secondo Virgilio Mollicone, un altro docente sentito come testimone al processo, che all'epoca dei fatti aveva appena accompagnato gli studenti ad Auschwitz. Anche in questo caso, per il giudice, «nel riportare le teorie negazioniste certamente aberranti e risibili sotto il profilo storico culturale, Valvo lo ha fatto però con modalità del tutto asettiche», senza manifestare sentimenti di odio o superiorità razziale. In sostanza - conclude il magistrato - «l'ipotesi di reato non sussiste», perché l'imputato ha semplicemente espresso un’opinione personale. E, nonostante «l'adesione a dette teorie in altri paesi europei, quali l'Austria e la Francia costituisca di per sé reato, in Italia non è punita».

«È una sentenza importante, perché afferma un intoccabile principio sulla libertà di opinione», ha commenta l'avvocato Giuseppe Pisauro, difensore dell'insegnante. Ma per Ruben Della Rocca, assessore alle Relazioni istituzionali della comunità ebraica di Roma, il problema va oltre la singola sentenza: «Al di là della decisione del Tribunale su questa vicenda - ha commentato Della Rocca - in Italia, sarebbero necessari confini legislativi più rigidi contro chi nega la shoah».


fonte: http://www.ilmessaggero.it/ROMA/CRONACA/roma_assolto_prof_olocausto/notizie/412317.shtml 

VEDI ANCHE: 

1915-1938: sulla stampa americana si parla di 6 milioni di morti Ebrei. Molto prima di Hitler.  

Micha Kurz, Ebreo di Gerusalemme: le politiche razziali di Israele, il Monte del Tempio e il Terzo Tempio Ebreo  

IN ANALOGIA ANCHE QUESTE NEWS 

Auschwitz, l’ambasciata polacca: vi spieghiamo come si pronuncia secondo l’Unesco
http://www.lindipendenzanuova.com/auschwitz-lambasciata-polacca-vi-spieghiamo-come-si-pronuncia-secondo-lunesco/

La storia ha le sue liturgie e i suoi canoni. Ma mai avremmo immaginato di ricevere dall’ambasciata polacca a Roma, insieme ad altri organi di stampa, un’ampia nota ben argomentata in cui si chiede ai media di fare attenzione quando parla di campi di concentramento. La sostanza? Non si scriva che Auschwitz Birkenau è polacco. Scrivere che è in terra polacca, per quanto geograficamente corretto, può dare adito alla corrente di pensiero negazionista. Anzi, di più. Allora, precisa la nota, non esisteva neanche lo stato polacco…
Ergo, si faccia riferimento alla formula ufficiale dell’Unesco. 

 Leggere per credere: 

“In vista dell’anniversario della liberazione del campo nazista di Auschwitz e delle celebrazioni della Giornata della Memoria, l’Ambasciata di Polonia rivolge alle agenzie di stampa e alle redazioni dei media italiani l’invito a prestare massima attenzione all’uso della denominazione corretta del campo di Auschwitz, basata sulla formula ufficiale approvata da UNESCO: “Auschwitz Birkenau. Campo nazista tedesco di concentramento e sterminio” (http://whc.unesco.org/en/news/363)”.

Infatti si legge ancora: “Dato che i media ogni anno dedicano molto spazio alla Giornata della Memoria, vorremmo con questo invito prevenire l’insorgere di situazioni sgradevoli che ci hanno spesso costretto a chiedere chiarimenti e rettifiche di espressioni erronee come “lager polacco” o “campo polacco”,  che aggravavano la confusione già esistente riguardo alla storia della Shoah.

A prescindere dalle intenzioni dei giornalisti o redattori, che spesso si riferiscono presumibilmente soltanto alla localizzazione geografica del campo (comunque inaccettabile, in quanto lo stato polacco non esisteva negli anni del funzionamento dei campi di sterminio; i territori sui quali i campi erano situati era stati invasi e occupati dai nazisti tedeschi), tali espressioni costituiscono un grave e pericoloso errore che deforma la verità storica sullo sterminio perpetrato dallo stato nazista tedesco sul territorio occupato della Polonia e che insinua il dubbio sulle responsabilità dello stesso, offendendo così la memoria dei milioni di cittadini polacchi, ebrei e non, vittime del nazismo.
L’utilizzo di tali espressioni erronee potrebbe essere peraltro interpretato come una forma di negazionismo, considerando la definizione adottata dall’International Holocaust Remembrance Alliance – IHRA (http://www.holocaustremembrance.com/working-definition-holocaust-denial-and-distortion)”.
Capito?

“Confidiamo nella collaborazione di tutti quelli che, in quanto giornalisti, sono chiamati a contribuire alla diffusione delle notizie esatte sulla storia della Shoah e pertanto all’uso corretto del linguaggio”.

Il politicamente storicamente, statualmente, diplomaticamente, internazionalmente corretto indica come non cadere nel rischio del doppio senso. Siamo ancora così indietro nel sapere che Auschwitz era un campo nazista e non polacco? E che Israele è amico di Varsavia? E Varsavia degli americani?

fonte: http://www.lindipendenzanuova.com/auschwitz-lambasciata-polacca-vi-spieghiamo-come-si-pronuncia-secondo-lunesco/ 

VEDI ANCHE:

70° della Liberazione di Auschwitz. Dr Rath Foundation: l’altra storia non detta

 

giovedì 29 gennaio 2015

La Lombardia non ha più soldi per spalare la neve. La faremo spalare ai politici?

neve
Hanno abolito le Province, sulla carta, ma la neve non salta per decreto e spending review. E così, nella regione dell’Expo, del 75% di tasse lombarde ai lombardi e in attesa del referendum per lo Statuto speciale (per sapere che ne pensa la gente), le amministrazioni a quanto pare sbattono il muso contro la realtà. 

Una volta si cercavano spalatori, ricordate? Adesso le amministrazione mettono le mani avanti e fanno sapere che, grazie ai tagli della legge di stabilità, la manutenzione stradale avrà 6 miliardi in meno. E quindi, per cominciare, se nevica, statevene a casa. La nota del settore viabilità della Provincia di Como dice tutto. C’è altro da aggiungere?

fonte: http://www.lindipendenzanuova.com/sperate-non-nevichi-la-lombardia-non-ha-piu-soldi-per-spalare-le-strade/

Da Global Research: il messaggio di Putin a Obama, sulla Ucraina


Meeting with permanent members of the Security Council.
foro da: http://eng.kremlin.ru/news/6737

DA: http://www.globalresearch.ca/putins-message-to-obama-on-ukraine/5427517
alcuni stralci tradotti:

Il messaggio di…Putin a Obama sulla Ucraina.

Putin è un politico magistrale. Molto consapevole dei disegni imperialistici dell’America, che vogliono una Russia marginalizzata, contenuta, destabilizzata, indebolita, isolata, ammorbidita, controllata. E per questo usa l'Ucraina come uno stiletto contro di lei. 

Il 23 gennaio 2015, Putin ha incontrato i membri del Consiglio di Sicurezza permanente. Egli presiede la sicurezza chiave nazionale ,  la Difesa e gli l’Esteri della Russia. 

All'incontro di venerdì hanno partecipato i pesi massimi del partito al governo, United l'Russia, incluso il Primo l’ Ministro D. Medvedev [v. all’originale i nomi e cariche dei vari personaggi politici di alto rango che hanno preso parte]

il sito Web di Putin ha pubblicato i suoi commenti di apertura. L’Ucraina è stata un argomento principale della discussione

Putin sa che le possibilità di risolvere diplomaticamente il conflitto in corso a Donbas, sono a dir poco sottili. Washington porta anche in questo totale responsabilità, Disprezzando la pace e usando il suo governo fantoccio a Kiev, per una guerra senza pietà; una guerra sporca; una nuda aggressione.

E’ futile fare riferimento a Washington per tentare di risolvere responsabilmente le cose. Questo è ciò che Putin crede, soprattutto quando si forniscono a Kiev armi pesanti. Quando si allena e si dirige la sua milizia, quando si dispiegano in modo provocatorio e in crescendo, le forze Usa vicino ai confini con la Russia, rischiando con questo un confronto diretto.

Alcune delle affermazioni di Putin:

“Stiamo vedendo un deterioramento drammatico della situazione nel sud est dell'Ucraina, nella Repubblica popolare di Donetsk e in quella di Lugansk”

“una settimana fa ho inviato una lettera al presidente della Ucraina. Ho inviato una proposta scritta per ritirare le armi pesanti”

“ad una distanza dalla quale sarebbe impossibile far fuoco sulle aree popolate”. “ ottemperando agli accordi raggiunti a Minsk”.

“ questa proposta coincideva quasi completamente con le richieste ufficiali di Kiev…così abbiamo suggerito che venissero ritirate le armi e gli armamenti pesanti dalla linea che le autorità stesse di Kiev considerano equa e che corrisponde a Minsk “

“sfortunatamente non abbiamo ricevuto alcuna chiara risposta al nostro proposito; di fatto, abbiamo anche visto l'azione contraria, ovvero il governo di Kiev ha dato un ordine ufficiale per lanciare una serie di operazioni di combattimento su larga scala lungo quasi tutto l'intero perimetro di contatto tra le parti opposte” 

“il risultato: dozzine di morti e feriti E non solo tra chi presta servizio da entrambi i lati, ma cosa ancor piu’ tragica, ci sono state perdite di vite tra la popolazione civile, inclusi i bambini, gli anziani e le donne”.

“l'artiglieria, le rampe di lancio razzi multiple e l'aeronautica stanno facendo fuoco indiscriminatamente, direttamente sulle aree densamente popolate”

“tutto questo sta accadendo accompagnato da slogan di propaganda sulla richiesta di pace e la ricerca dei responsabili”

“ la responsabilità nasce da coloro da cui sono partiti questi ordini criminali”

Si è fatto riferimento al presidente dell’Ucraina, senza pronunciare il suo nome; si è menzionato solo una volta “il governo di Kiev”.

Ci si è per lo più riferiti  alla “ Kiev ufficiale”.  ai “responsabili”. “Alle autorità di Kiev”. Facendo intendere con questo che i funzionari governativi di Kiev, non sono legittimati.


Il tono di Putin, la sua schiettezza e le sue valutazioni complessive, hanno mostrato un crescente disappunto con Washington e con la governance fantoccio di Kiev,  che essa controlla.

fonte: http://www.globalresearch.ca/putins-message-to-obama-on-ukraine/5427517

In arrivo golpe made in USA in Ungheria?

Ungheria: Orban vara la riforma delle banche...

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Traduzione per www.comedonchsciotte.orf a cura di HAJAR MOUNOIR

di Vlasislv Gulevich -

Il clima è teso a Budapest. Non è la prima volta che avvengono proteste contro il governo per le strade della capitale in cui tutti urlano a coro “Più democrazia!” e “Orban, vai via!”. L’ultima dimostrazione ha avuto luogo il 2 Gennaio. La prossima è in programma per il 1 Febbraio- il giorno della visita di Angela Merkel. Gli oppositori di Victor Orban dicono di voler mostrare al cancelliere tedesco che gli ungheresi scelgono l’Europa e non l’Asia (intendendo la Russia).

Al di là dei fallimenti economici, l’opposizione accusa il Primo Ministro e il suo legame con l’Est di “abuso geopolitico” includendo i piani intesi a sviluppare una cooperazione con la Russia e la Cina. La Russia è un importante punto di commercio per l’Ungheria e un partner economico fuori dall’EU. Entrambi i paesi hanno firmato un accordo sulla struttura generale delle due nuove unità da costruire dell’impianto di energia nucleare Paks situato a 100 km da Budapest.  L’impianto è responsabile del 42% dell’energia totale prodotta nel paese.


L’Ungheria ha firmato un accordo dal credito di 10 miliardi di euro con la Russia per un potenziamento di Paks. Per la restituzione del prestito è stato stabilito un periodo di 21 anni.

Dall’inizio l’Ungheria prese una posizione molto cauta riguardo alle sanzioni contro la Russia imposte dagli Stati Uniti e dall’Unione Europea. Secondo Orban, l’Europa “si è tirata la zappa sui piedi da sola” con le misure punitive.

Il primo ministro ungherese ha appoggiato il South Stream. Ha espresso il suo pentimento riguardo al fatto che il progetto di conduttura del gas sia diventato preda dei meccanismi geopolitici in atto. Ha criticato duramente l’UE, ad esempio ha affermato che “Il progetto che chiamiamo Unione Europea è in fase di stallo”. Da fedele cattolico e padre di cinque figli rifiuta la libertà di rapporti sessuali non tradizionali diffusi in Europa e si rivela a favore dei valori della famiglia tradizionale.

Gli Stati Uniti non ci misero tanto a rispondere. Il senatore John McCain disse che l’Ungheria era un “paese importante” in cui Orban concentrò troppo potere nelle sue mani. Successivamente a sei individui ungheresi presumibilmente coinvolti nella corruzione e vicini al Primo Ministro fu vietato di entrare negli Stati Uniti.
La riconciliazione di Budapest con Beijing causò una reazione negativa da parte di Washington.

L’Ungheria è la zona strategica per la collaborazione tra Cina ed Europa, affermò il Ministro degli Esteri cinese Wang Yi quando incontrò la controparte ungherese Peter Szijjàrtò in Ottobre. Budapest è la zona del Centro Europa più interessata dagli investimenti cinesi (attorno ai 4 miliardi di dollari). Il Ministro degli Esteri della Cina pose particolare attenzione sul fatto che il legame di Orban con l’Est corrisponde perfettamente alla diplomazia cinese “New Silk Road”. 

Il ricavo derivato dal commercio tra Cina e Ungheria è aumentato di 6 volte. Washington ha, quindi, deciso che Budapest stava andando fuori controllo e non stava rispettando le regole stabilite per i membri della comunità euro-atlantica. 
I leader del movimento di opposizione al governo affidarono le loro speranze a Gyurcsàny Ferenc, il leader della cosiddetta Coalizione Democratica, che non ha mai cercato di rovesciare l’attuale governo, “…se questo regime non viene rovesciato, prima o poi ci seppellirà con sé”, affermò. “ 
La democrazia parlamentare ungherese è morta, tutto ciò che ci rimane è democrazia e resistenza diretta”, disse alla festa post conferenza tenutasi a Budapest a Novembre. 

L’incaricato d’affari statunitense  in Ungheria Andrè Goodfriend fu visto tra i rivoltosi. Quando gli fu chiesto un parere riguardo ai 6 ungheresi a cui fu vietato di entrare negli Stati Uniti rispose che troppe persone  appartenenti al partito di Orban erano coinvolte nella corruzione. Secondo lui, questo avvenimento ha avuto un impatto del tutto negativo sulle relazioni tra Stati Uniti e Ungheria. 

Gli organi di stampa occidentali affermano apertamente che l’Ungheria potrebbe seguire l’Ucraina e affrontare un cambio di regime vista la propensione di Orban in senso dittatoriale vedendo abusi di potere diventare una moda allarmante.


La Germania aspira a una supremazia regionale nell’Europa centrale e orientale. Quando si tratta dell’Ungheria, infatti, la Germania gioca a tutto un altro gioco. Forse la visita di Angela Merkel in Ungheria il 1 Febbraio diventerà un passo in più per realizzare quel tipo di politica.
La dottrina dell’Atlantismo che prevale negli Stati Uniti e in Europa ha fatto in modo che i paese dell’Europa dell’est e centro – Ungheria, Repubblica Ceca, Bulgaria, Serbia, Slovacchia – stessero lontani dalla cooperazione dell’Eurasia nonostante la convenienza fosse più che ovvia. Questi stati devono allineare le loro attività all’obiettivo di dominio statunitense in Europa. 

The Transatlantic Trade and Investment Partnership (TTIP) è il nuovo strumento per fare in modo che la missione vada a buon fine.

L’Ungheria sta per assistere a drammatici eventi prendere il sopravvento. Nè la NATO e né i membri dell’UE garantiscono agli stati europei che non ci saranno attentati mirati a rovesciare il governo in caso vadano oltre i limiti stabiliti per l’indipendenza politica.


tratto da: http://www.informarexresistere.fr/2015/01/26/golpe-in-vista-gli-usa-si-preparano-a-rovesciare-lungheria/

mercoledì 28 gennaio 2015

Luci e Ombre...sulla vittoria greca

crisi greciaPapandreou saltò per il referendum antiEuro. Tsipras che poteri ha dietro per resistere?




di GIOVANNI POLLI

E così, Alexis Tsipras ha giurato. Il trionfatore atteso delle elezioni greche, leader “della sinistra radicale”, il presunto “terrore dei mercati”, l’euroeversivo se non descamisado almeno scravattato, è al lavoro per varare un esecutivo che mantenga le promesse di rinegoziare il debito e di ricacciare la troika Ue-Bce e Fmi fuori dalla terra che vide nascere il concetto stesso di Democrazia. Con la lettera maiuscola.

C’erano ancora gli exit poll in corso, la sera delle elezioni in Grecia, e l’ingegnere civile la cui estetica ha da tempo commosso i salotti chic de noantri, dato ormai per trionfatore, incalzava: “Oggi il popolo greco ha fatto storia. La troika è finita, abbiamo mostrato la strada del cambiamento all’Europa. Il voto contro l’austerità è stato forte e chiaro”.


Poche ore prima del voto, gli italici saltatori sul carro del vincitore annunciato, sul Messaggero gli facevano fare una figura quantomeno azzardata: “Io, come Renzi, voglio cambiare verso all’Europa” titolava il quotidiano romano, attribuendogli una frase ed un’intervista ripresa poco dopo anche dalla Stampa di Torino. Letta al contrario, sarebbe stata tutta un (non) programma: “Voglio cambiare verso all’Europa come Renzi”, sarebbe suonata. Ovvero: sono qui per raccogliere le vostre speranze e regalarle in un cesto agli eurocrati che le useranno contro di voi.


Un dubbio sulla sua politica
Un dubbio che soltanto la politica reale condotta da Tsipras quando governerà effettivamente la Grecia potrà confermare o smentire. A suo carico, l’aver escluso di voler mettere in discussione l’euro, ma solo il debito. Un po’ come voler escludere di curare una grave malattia, concentrandosi invece sul sintomo. Il punto cruciale è quindi chiarire se si tratti di una strategia per non apparire davvero troppo eversivo oppure una manfrina già vista, già sentita, utile per ingannare un bel po’ di persone non scontentando però le alte sfere dove comunque tutto si confonde e tutto si decide.


La stampa e l’establishment tedeschi, se di manfrina si tratta, ci hanno messo del loro per stare comunque al gioco. “Euroterrore”, titolava il tabloid Bild, che ha poi parlato di “una sciagura per l’euro”, mentre era già di ben più di un anno fa la definizione appioppata a Tsipras di “Nemico pubblico numero uno” da parte dello Spiegel. E se la cancelliera Angela Merkel ha detto quel che ci si sarebbe aspettati, vale a dire “mi auguro che rispetti i patti”, il presidente della Bundesbank Jens Weidmann ha messo le mani avanti, con un avvertimento che già suona minaccioso: il nuovo governo non dovrà fare “promesse che la Grecia non può permettersi”. In caso contrario, appare evidente, rubinetti degli aiuti chiusi.


Il piano per 4 anni?
Da parte del neopremier ellenico le dichiarazioni verso la Ue sono sempre state caute, anche dopo il risultato: «Troveremo con l’Europa una nuova soluzione per far uscire la Grecia dal circolo vizioso dell’austerità e per far tornare a crescere l’Europa. La Grecia presenterà ora nuove proposte, un nuovo piano radicale per i prossimi 4 anni».


Né aiuta a comprendere quanto possa accadere in Grecia l’inevitabile propaganda piddina al seguito. Profetico, almeno per una volta, Pippo Civati della minoranza interna, che alla convention di Sel aveva pronosticato: “se vince Tsipras, Renzi si scriverà Rentsi, con il ts”. Se Rentsi, pardon Renzi, per ora tace, la posizione del partito è però proprio questa, ed è affidata al vicesegretario Debora Serracchiani. La quale non ha trovato di meglio che riprendere l’imbarazzante presunta affinità di scopi con il premier italico: «Siamo convinti che Tsipras saprà sfruttare al meglio il risultato elettorale raggiunto, per il bene della Grecia e per consolidare in Europa il percorso per la crescita cui ha lavorato il governo Renzi in questi mesi».


Ma non è come Renzi, almeno speriamo
Non ha scherzato nemmeno il sottosegretario alla Presidenza del consiglio con delega agli Affari europei Sandro Gozi: «In Italia credo che nessuno incarni la volontà di cambiamento come fa Tsipras in Grecia. Anzi, uno c’è: si chiama Matteo Renzi». Fosse davvero così, non ci sarebbe scampo: il destino dei greci sarebbe scritto e nulla cambierebbe, se non in peggio.

A scompaginare qualunque teorema astratto sulla vera natura di Tsipras e del suo movimento Syriza è però giunto l’accordo a sorpresa con un altro movimento euroscettico greco, i “Greci indipendenti” che con i loro tredici seggi al Parlamento offrono al nuovo esecutivo una maggioranza assoluta praticamente blindata


Piccolo particolare non da poco: i “Greci indipendenti” sono euroscettici “di destra”, nati da una costola del conservatore Nuova Democrazia. Forse è proprio questo il particolare più interessante, e più straniante per chi ancora ragiona in modo ideologico. Se Tsipras facesse davvero sul serio, non certo come i suoi autoproclamati emuli d’Italia, dai salottieri chic Vendola a Barbara Spinelli o i neofiti piddini “che ci provano”, avrebbe con questa mossa inaugurato quella sorta di larghe intese euroscettiche postideologiche che potrebbero rappresentare l’unica vera novità, esportabile in prospettiva anche nel resto d’Europa.

La novità: unione ipotetica dei cittadini a loro tutela
Mentre dalle nostre parti e non solo (si pensi in Francia) si tenta ancora di spacciare per vivente la vecchia ed ormai farlocca dialettica destra-sinistra, la vera novità di Tsipras sarebbe proprio l’unione ipotetica – la cui efficacia, si ripete a costo di essere noiosi è tutta da vagliare – dei “cittadini” a tutela dei loro interessi contro i banchieri e gli oligarchi, i cui interessi sono oggi molto ben rappresentati dai partiti storici, Pd su tutti, o post-storici, come Forza Italia, affini o derivati.


Occhio a storia Papademos
E non è un caso se la galassia euroscettica o eurocontraria di tutte le tendenze, da Marine Le Pen a Nigel Farage e financo a Matteo Salvini, che ha parlato di “un bello schiaffone all’Unione Sovietica Europea dell’euro, della disoccupazione e delle banche”, ha esultato ed applaudito per il voto di Atene.
Resta il grande interrogativo, alla luce del ricordo del “golpe” Papademos, il banchiere già Goldman-Sachs che, nel 2011, al pari del collega Monti in Italia con Berlusconi, spodestò in modo ancora troppo poco chiaro il governo Papandreou dopo che quest’ultimo aveva già deciso di sottoporre a referendum il memorandum Ue sull’austerità.


Ora Tsipras promette di restituire davvero il memorandum a Bruxelles. Se fosse davvero intenzionato a farlo, come evitare un nuovo “pronunciamento” della troika? Oppure, in cambio della permanenza al potere, potrebbe anche avvenire la sua auto-trasformazione in qualcosa davvero di simile all’italico teatrante e sostanzialmente deleterio Renzi. A meno che non si reciti un copione già tutto scritto, solo pochi giorni di pazienza e le prime risposte inizieranno ad arrivare.

fonte: http://www.lindipendenzanuova.com/papandreou-salto-per-il-referendum-antieuro-tsipras-che-poteri-ha-dietro-per-resistere/

Sulla vittoria elettorale in Grecia e coincidenze. A Israele non piace la vittoria di Syriza







OPERAZIONE GLADIO. UN AVVISO A SYRIZA E ALLA GRECIA?

‘Non è stato un primo facile giorno in carica, per il partito greco neoeletto, contro l'auterità, Syriza. Due Greci e 8 francesi uccisi, quando un “caccia greco F16 si è schiantato alla base aerea di Albacete nella Spagna centrale”. Il jet stava prendendo parte  ad un training NATO: “Tactical Leadership Programme" (Programma di Leadership Tattica).aa

L'elezione di Syriza rappresenta un attacco diretto agli scopi mondiali Anglo-Americani e alla NATO, dato che le loro politiche antiausterità rifiutano la oligarchia finanziaria del FMI. Una ultima analisi è stata prodotta, dettagliano quanto Hollande abbia recentemente cambiato la retorica; rifiutarsi di demonizzare Putin  in particolare potrebbe aver posto un forte motivo per il recente attacco a Parigi.’

>>> tutto l'articolo qui
http://21stcenturywire.com/2015/01/26/operation-gladio-a-warning-to-syriza-and-greece/




QUEL CHE E' BENE PER LA GRECIA...NON LO E' PER ISRAELE

‘Mentre la piu' parte del mondo (almeno il 99 % di questa percentuale) si stanno congratulando coi Greci all'alba della loro nuova era di dignità, il Jerusalem Post mette in guardia che la vittoria di Syriza non è una buona notizia per Israele. Quando ho letto l'articolo, ho capito perchè sono preoccupati:
“I colleghi di partito di Alexis Tsipras e il suo cerchio interno,  hanno ripetutamente attaccato Israele e i "sionisti" affermando che non sono anti-semititi, ma anti-sionisti.” 

L'ex capo di Syriza, Nikos Konstandopoulos, ha offerto la sua difesa e servizi come avvocato difensore per dei terroristi arabi accusati di terrorismo, arrestati in Grecia. Lo scorso anno, Tsipras ha affermato che "il mondo dovrebbe fare tutit gli sforzi possibili perchè Israele smetta il suo attacco criminale  e brutalità contro i Palestinesi"

>>> tutto l'articolo qui:
http://shareverything.com/2015/01/26/whats-good-for-greece-is-bad-for-israel/


martedì 27 gennaio 2015

Altro passo verso la svendita dell'Italia. Renzi e le Popolari

Renzi-Merkel1

 Non se ne sentiva proprio il bisogno, ma con il decreto sulle Popolari il governo Renzi ha dato l’ennesima conferma di seguire una agenda che non fa gli interessi degli italiani (neanche lo avessero eletto, poi!) ma “altri” interessi, internazionali, europei, globalizzanti. Con l‘abolizione del voto capitario, cioè del principio che ogni azionista ha diritto ad un voto, indipendentemente dalla quantità di azioni possedute, si apre la porta di fatto ad acquisizioni di pacchetti di maggioranza che permettano il controllo completo di tali istituti. Analogamente a quanto già fatto per le municipalizzate, in cui l’obbligo di quotazione espone tali società a scalate e spostamento (verosimilmente all’estero) del pacchetto di controllo.

stanlioollio

Per le popolari, infatti, bastava che i dipendenti, di solito anche soci detentori di quote azionarie, partecipassero alle assempblee per rendere impossibile l’acquisizione del controllo, anche a fronte di forti esborsi di capitali. Infatti, all’annuncio del decreto (ma perchè un decreto poi? Il governo aveva paura di un sano e – perlomeno di facciata – democratico confronto in parlamento? Il potere legislativo non dovrebbe stare in parlamento? Mi sono perso qualcosa? Che urgenza c’era?) i mercati hanno reagito con forti acquisti su questi titoli: ad esempio il titolo della Banca Popolare di Milano ha “guadagnato” in una settimana il 15%, arrivando a superare il 20% immediatamente dopo l’annuncio del decreto.

Come già detto, Renzi sta osando molto più in là di Berlusconi, e chi ancora ragiona con gli schemi vecchi della “destra” e della “sinistra non ha gli strumenti per comprendere l’attuale panorama politico. 

PS: perchè non siamo d’accordo con queste cessioni di potere al di fuori dell’Italia? Non soltanto perchè, come sritto nel libro “Risvegliàti – E adesso cosa facciamo? con Monia Benini siamo convinti che solo un ritorno ad un potere locale, in periferia, vicino alla gente possa cambiare la situazione; ma anche perchè il modello bancario attuale, quello delle concentrazioni sempre maggiori (“too big to fail” – troppo grosso per fallire) va assolutamente contro gli interessi dell’economia reale e a favore della finanza pescecane.

Come ben spiegato anche nel documentario Inside Jobs, che cita il caso delle steeple banks, un esperimento di banche di credito cooperativo svedesi che, fin dal loro inizio, permettevano di avere come soci solo i cittadini la cui casa fosse visibile dal campanile (steeple) della città. Un criterio di facile applicazione che troverebbe una sua ragione d’essere anche ai nostri giorni, dove ormai si è perso ogni valore del rapporto personale fra chi deposita, che gestisce e chi necessita del prestito, permettendo speculazioni e operazioni (vedi MPS, tanto per restare in Italia) che, col servizio di intermediazione bancaria, non hanno più niente a che vedere

 fonte: http://www.losai.eu/renzi-e-le-popolari-ulteriore-passo-verso-la-svendita-dellitalia/#sthash.o0l7alEa.dpuf

I Rothschild padroni di Charlie Hebdo?



‘Secondo alcune notizie, la rivista di business olandese   “Quote” fa intendere che la famiglia di banchieri Rothschild avesse rilevato la rivista satirica francese  Charlie Hebdo. I redattori della rivista sono stati attaccati il 7.1.2015 da alcuni bombaroli islamici. In questo caso sono morte 13 persone, incluso il capo redattore della rivista.  Secondo  “Quote”  ci sono state discussioni sulla acquisizione della casa editrice e alla fine si optò perché venisse acquisita.
“C'era alcune serie obiezioni per l'acquisizione da parte di mio zio il Barone  Edouard de Rothschild. Alcuni parenti volevano bloccare l'acquisto, perchè ci avrebbe reso una forza politica nei media, cosa che vogliamo evitare ad ogni costo. Non abbiamo niente a che fare con i politici.
L'intervista riguardava l'acquisto del quotidiano francese  “Liberation”, che ora ha pubblicato con la rivista satirica  Charlie Hebdo. Si spese un milione per questo. 

lunedì 26 gennaio 2015

Club dei Milionari, sì ma di Santa Madre Chiesa: prelati super-ricchi. Un libro li racconta

VATICASH: IN UN LIBRO LA MAPPA DELLE PROPRIETÀ (PRIVATE) DEI SIGNORI DELLA FEDE

VATICASH, PREGA E INCASSA! - GLI ALTI PRELATI ITALIANI SONO TUTTI CASE (E TERRENI, FATTORIE, CAPANNONI) E CHIESA: IN UN LIBRO LA MAPPA DELLE PROPRIETÀ (PRIVATE) DEI SIGNORI DELLA FEDE


Mario Guarino con “Vaticash” racconta gli immensi possedimenti di cardinali, vescovi e prelati italiani: dalle centinaia di ettari e palazzi di Monsignor Andreatta (38 fogli di visure immobiliari) a Bertone, che si dichiara nullatenente. In mezzo, Balestrero, Ruini, Romeo - Lo strano caso del parroco mafioso a cui sequestrarono beni che però passarono agli eredi...


Estratti dall’articolo di Paolo Biondani per “l’Espresso

Beati i poveri, perché di essi è il regno dei cieli, insegnava Gesù di Nazareth nel Discorso della Montagna. Dopo duemila anni di predicazioni nel nome di Cristo, però, sulla terra continuano a passarsela meglio i ricchi. Non solo i laici, agnostici o miscredenti. Anche tra i cattolici più devoti c'è chi ostenta patrimoni invidiabili. E perfino tra gli alti prelati di Santa Romana Chiesa ora spunta una specie di club dei milionari: cardinali e vescovi che sono proprietari di grandi fortune private. Palazzi, appartamenti, monolocali, fabbricati rurali, capannoni, cantine, fattorie, agrumeti, uliveti, frutteti, boschi e pascoli sterminati. 
(...)

MONSIGNOR ANDREATTA Monsignor Andreatta (foto)  infatti possiede a titolo personale svariate centinaia di ettari di terreni, coltivati a uliveti, frutteti, boschi da taglio e castagneti, sparsi tra la Maremma e le campagne di Treviso. Nella provincia natia, precisamente a Crespano del Grappa, possiede anche un edificio di 1432 metri quadrati e, insieme ad alcuni parenti, ha altri tre immobili in usufrutto. Stando ai registri catastali, ha accresciuto il suo patrimonio anche in tempi recenti, acquistando tra il 2008 e il 2011 altre centinaia di ettari di uliveti in Maremma.

Paolo Romeo Paolo Romeo
(...)


Grande possidente, specializzato però nell'edilizia residenziale, è anche l'attuale arcivescovo di Palermo, il cardinale Paolo Romeo, nato nel 1938 ad Acireale: nella sua cittadina d'origine risulta aver acquistato, dal 1995 al 2013, otto appartamenti e quattro monolocali in via Felice Paradiso, oltre ad alcune abitazioni per complessivi 22 vani e altri due monolocali in corso Italia.

CARDINALE CAMILLO RUINI Più diversificato il patrimonio personale del cardinale Camillo Ruini: l'ex presidente della Conferenza episcopale italiana (Cei), nato a Sassuolo nel 1931, è proprietario di tre appartamenti e tre monolocali a Modena, in via Fratelli Rosselli. A Reggio Emilia possiede un ulteriore appartamento, più un monolocale e un seminterrato. Insieme a una sorella, inoltre, è cointestatario di un'abitazione (con pertinenze immobiliari) nella natia Sassuolo. Il catasto infine attribuisce all'ex rappresentante dei vescovi italiani la proprietà di altri tre appartamenti e un monolocale a Verona.

Molto meglio se la passano alcuni prelati che hanno assunto cariche importanti negli ultimi anni. L'arcivescovo ciellino Ettore Balestrero, nato a Genova nel 1966, che si schierò al fianco del cardinale Tarcisio Bertone nella contesa sullo Ior, è un poliglotta che ha girato il mondo e ora è nunzio apostolico in Colombia. Eppure conserva numerose proprietà in Italia, tra cui una residenza di dieci vani a Roma, in via Lucio Afranio, alle spalle dell'Hotel Hilton Cavalieri, altre quattro unità immobiliari a Genova tra le vie Tassorelli e Pirandello (la più grande è di 9,5 vani) e un appartamento in nuda proprietà a Stazzano, nell'Alessandrino, dove però possiede anche molti terreni agricoli e boschi da taglio.

terreni agricoli sono un bene-rifugio molto apprezzato anche da altri prelati. L'arcivescovo Michele Castoro, presidente dal 2010 della fondazione che controlla tra l'altro il grande ospedale di San Giovanni Rotondo, possiede 43 ettari di terreni a Gravina di Puglia, oltre a vari fabbricati rurali e a due appartamenti (il più grande di 12,5 vani). Ad Altamura, dove è nato nel 1952, risulta inoltre comproprietario, con cinque familiari, di altri 63 ettari di vigneti. Mentre l'ex decano dei cerimonieri pontificali, monsignor Paolo Camaldo, possiede insieme a due parenti nella natia Basilicata, tra Lagonegro e Rivello, un totale di 281 ettari di campi e vigneti.

Il libro di Guarino riporta correttamente che decine di cardinali italiani anche con ruoli di prim'ordine, come Angelo Bagnasco, Pio Laghi, Giovan Battista Re o Angelo Sodano, non hanno alcuna proprietà immobiliare. Nullatenente risulta, come molti altri, anche l'ex segretario di Stato, Tarcisio Bertone, criticato però per la scelta di una lussuosa abitazione intestata al Vaticano: un attico di circa 700 metri quadrati a Palazzo San Carlo, ricavato dall'accorpamento di due residenze (la prima di un monsignore morto nel 2013, l'altra di una vedova convinta a sgomberare).

Un vero mistero (errore della burocrazia o qualcosa di peggio?) riguarda don Agostino Coppola, l'ex parroco di Carini che fu arrestato e condannato come complice dei mafiosi corleonesi di Luciano Liggio nella sanguinosa stagione dei sequestri di persona. Gettata la tonaca e sposatosi, si era visto sequestrare tutti i beni scoperti dai giudici di Palermo e Milano, tra cui una villa da un miliardo di lire, prima di morire nel 1995. Eppure l'ex sacerdote, che celebrò le nozze in latitanza di Totò Riina, compare tuttora come proprietario di 83 ettari di uliveti e 14 di agrumeti a Carini.

A nome del defunto e dei suoi familiari è registrato pure il possesso perpetuo (con l'antico sistema dell'enfiteusi) di altri 49 ettari di campagne e due fabbricati a Partinico. Terreni concessi al prete mafioso, stando ai dati del catasto siciliano, da due proprietari istituzionali: il Demanio statale e l'Amministrazione del fondo per il culto. 

 fonte: http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/vaticash-prega-incassa-alti-prelati-italiani-sono-tutti-case-81049.htm

domenica 25 gennaio 2015

La NOTTE DELL'ONESTÀ. Grillo: Basta sperare! Dobbiamo volere.

 
Testo di satira politica di Andrea Tosatto
ideato con Simone Pennino su una canzone di Lucio Dalla


Grillo dal Palco della Notte dell'Onestà


Di Battista e la lettera a Renzi

vedi anche:

Whistelblower dell'esercito Israeliano a Russian TV. Testimonianza durissima da ascoltare!


intervista shocking e dura , ma da vedere e sentire
svela il razzismo e il massacro di massa israeliano
www.davidicke.com


Abby Martin - RT- parla con Eran Efrati, un ex soldato delle forze di difesa israeliane (ID) e rende conto della sua esperienza e del fatto di avere subito ostracismo per aver tentato di esporre i crimini [comemssi dall'esercito Israeliano]che ha visto come soldato.


Quest'uomo racconta dei suoi ricordi d'infanzia con una sua nonna che, ex prigioneira nei campi di concentramento nazisti, di notte spesso urlava e piangeva per gli incubi di cui ancora soffriva...le stesse, lacrime di orrore, dolore e disperazione  -dice Eran- che ha sentito e visto nelle donne e madri  palestinesi, quando i soldati uccidono e ...peggio, i loro figli e mariti.



sabato 24 gennaio 2015

E' morto il Re Saudita Abdullah...


Il Re saudita è morto. Che ne sarà ora di uno dei
piu' grotteschi regimi? www.davidicke.com


Mentre era sotto trattamento per polmonite,  il re saudita Abdullah bin Abdulaziz è morto. Il Principe in successione Salman è stato nominato come nuovo Re
Questo evento giunge in un tempo difficile per l'Arabia Saudita. I prezzi del greggio sono in picchiata e si comprende molto bene  che il Regno puo' sostenere questi bassi tassi solo per un certo periodo di tempo,  prima che si avvicini la catastrofe economica. 

L'Arabia Saudita è nota per essere uno‘Stato oscillante‘, intendendo con questo che ha la capacità di far oscillare il prezzo del greggio, letteralmente dalla notte al giorno, sia tagliando o aumentando la produzione di circa 2 milioni di barili di greggio al giorno .
Si crede che la pressione degli USA, de facto cio' che guida la politica estera dell' Arabia Saudita, stia facendo oscilalre il prezzo verso il basso, nel tentativo, di conseguenza,  di attaccare l'economia russa dipendente  dal petrolio, dopo che non è riuscita a farlo su tutti gli altri fronti.’

>>> tutto l'articolo: http://21stcenturywire.com/2015/01/22/saudi-arabia-king-abdullah-dead-time-for-revolution/

venerdì 23 gennaio 2015

Venezuelani in lunghe file per acquistare cibo e beni che scarseggiano. La crisi peggiora

food shortage

Mentre si insedia sempre piu' profondamente il governo socialista in Venezuela, le condizioni economiche continuano a peggiorare per i venezuelani  e i leader politici  continuano a negare che di questo abbiano colpa le loro politiche

La situazione si è cosi aggravata che il governo ha impiegato i militari, si proprio loro, per assicurarsi che i cittadini ansiosi, affamati, arrabbiati  e nel bisogno non si intrattengano troppo nei grandi magazzini (quando questi hanno prodotti e cibo, che è cosa assai rara...)

Bloomberg News di recente ha riportato che i consumatori hanno assaltato negozi che vendono cibo, nella capitale Caracas, dato che le condizioni peggiorano: cibo e beni scarseggiano e questo ha indotto il governo a mettere sotto controllo militare la distribuzione del cibo.

(...) Manca praticamente tutto,  dalle batterie per l'auto, alla carta igienica e persino le patatine fritte di McDonald. L'inflazione annuale è cresciuta del 64% a novembre.

Luis Vicente Leon, direttore della agenzia  demoscopica a Caracas, la Datanalisis, ha detto a Bloomberg News, in una intervista telefonica, che lunghe file e scarse forniture di beni continueranno in futuro, fintanto che il governo continuerà a mantenere controlli sui prezzi imposti



(...) Il presidente venezuelano Nicolas Maduro, che è successo a Hugo Chavez, "padre" dell'attuale rivoluzione socialista,  ha promessso di implementare una contro-offensiva economica per portare la nazione fuori da questa profonda recessione, includendo in questo anche un miglioramento  del sistema di cambio, ma fino ad ora non ha fornito dettagli per questo. Cosi ha detto Bloomberg News. Il cambio di valuta controllato dal governo è di 6.3 bolivars per dollaro USA, ma al mercato nero è a 187 per dollaro.

>>> tutto l'articolo qui:
http://www.naturalnews.com/048369_Venezuela_food_shortage_socialism.html 

RAINEWS di qualche mese fa: Human Rights Watch dice il governo USA ha sviluppato falsi complotti terroristici


l rapporto della Ong USA Human Rights Watch denuncia: "Fbi pagava musulmani per attentati" Secondo un'indagine su 27 processi e 215 interviste, l'agenzia di intelligence interna americana "ha creato dei terroristi sollecitando i loro obiettivi ad agire e compiere atti di terrorismo'" -
 
22 luglio 2014
 Musulmani incoraggiati per compiere atti di terrorismo. A volte anche retribuiti. A denunciare l'operato dell'Fbi, la polizia federale americana è una ong statunitense, Human Rights Watch. In un rapporto pubblicato in rete, l'organizzazione accusa l'Fbi di aver violato la legge e di non aver perseguito le reali minacce (qui la versione pdf scaricabile, in inglese). 
 
 Con la collaborazione dell'Istituto per i diritti umani dell'Università della Colombia, Human Rights Watch ha esaminato 27 casi di indagini che sono passate attraverso un processo, intervistando 215 persone, incluse quelle accusate o condannate per atti di terrorismo. 
 
'"In molti casi il governo, usando i suoi informatori, ha sviluppato falsi complotti terroristici, persuadendo e in alcuni casi facendo pressione su individui, per farli partecipare e fornire risorse per attentati", scrive Hrw. Per l'organizzazione, metà dei casi esaminati fa parte di operazioni portate avanti con l'inganno e nel 30% dei casi un agente sotto copertura ha giocato un ruolo attivo nel complotto. -
 
 ''Agli americani è stato detto che il loro governo veglia sulla loro sicurezza prevenendo e perseguendo il terrorismo all'interno degli Stati Uniti'', ha detto Andrea Prasow, vice direttore di HRW a Washington. ''Ma se si osserva da vicino si scopre che molte di queste persone non avrebbero mai commesso crimini se non fossero stati incoraggiati da agenti federali, a volte anche pagati''. 
 
Secondo Hrw, l'FBI spesso individua soggetti vulnerabili, con problemi mentali o dalla scarsa intelligenza, come Rezwan Ferdaus, un 27enne condannato a 17 anni di carcere perché accusato di voler attaccare il Pentagono e il Congresso con piccoli drono carichi di esplosivo, in un falso complotto organizzato dagli stessi agenti americani. Il ministro della Giustizia, Eric Holder, cui l'Fbi risponde, ha difeso l'operato dei 'federali' e delle loro "operazioni sotto copertura". -
 

giovedì 22 gennaio 2015

Claudio Messora: I Lobbisti di Bruxelles. Persino Walt Disney e l'industria del sesso...


... e DA Bruxelles partono le direttive per i governi "nazionali" d'Europa...
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by C. Messora


La maggioranza delle leggi che il parlamento italiano vota, derivano dalle direttive dell’Unione Europea. Tutto quello che conta avviene qui, a Bruxelles. Ma di Bruxelles nessuno vi racconta niente. Curioso, no? E le lobby, nel buio dei media, fanno festa. O pensavate forse che i cattivoni stessero tutti a Montecitorio e a Palazzo Madama? Quelli più pericolosi si aggirano qui, in Belgio

Prendono sotto braccio i parlamentari, sono gentili, li lusingano, fanno gli amiconi, qualche volta fanno cadeaux travestiti da articoli promozionali. Sono come squali che infestano una vasca di tonni freschi, appena arrivati.  E non fanno i vostri interessi, ma i loro. Volete un esempio? Eccolo!

L’unica pirata [Piratenpartei] tedesca eletta al Parlamento Europeo si chiama Julia Reda. Ha 29 anni. Il 10 novembre 2014 è stata incaricata di stilare un rapporto sulla vecchia direttiva europea del copyright, datata 2001. Da allora è stata letteralmente tempestata di richieste di incontro da parte dei rappresentanti dei vari gruppi di interesse. Almeno 86! E lei, ligia a un ideale di trasparenza raro come un diamante prezioso, le ha minuziosamente appuntate tutte, pubblicando poi tutti i dati. Per darmi un’idea, ecco i picchi delle pressioni delle lobby in concomitanza con l’assegnazione del rapporto.

Julia Reda - Request Lobbies 480px

La maggior parte delle pressioni sono arrivate dagli editori, dai distributori, dai gestori dei diritti, dai fornitori di servizi e dagli intermediari, mentre la categoria meno presente, paradossalmente, è proprio quella degli autori. Ecco il grafico a torta (torta è la parola giusta).

JuliaReda - Richieste Lobby Per Gruppi Di Interesse 480

L’elenco delle lobby che hanno cercato di influenzare il rapporto di Reda (consultabile qui) è disponibile in un foglio di lavoro pubblicato in rete: clicca qui per leggerlo.
Saltano all’occhio molti dei maggiori player globali, come Google, Apple, Intel, Vivendi, Canal+, Samsung, perfino la Federazione Internazionale dell’Industria della Pornografia e la Walt Disney!.
A ben vedere ne manca una: la lobby dei cittadini. E anche se Julia ha fatto un ottimo lavoro, dando corpo a una richiesta di Transparecy International sull’adozione della legislative footprint (una proposta di documento dove ogni politico dovrebbe annotare il giorno, il luogo, l’interlocutore e l’oggetto della conversazione avuta con ogni lobbista), dobbiamo spingere perché il suo esempio sia adottato da tutti i parlamentari eletti al parlamento nazionale e specialmente al Parlamento Europeo. Infatti, se questi sono i dati relativi a un solo eurodeputato nell’arco di pochi mesi, riuscite ad immaginare quale sabba mefistofelico si scateni intorno ai 751 eurodeputati per un’intera legislatura?
Combattere questo sistema opaco, portandolo alla luce del sole, deve essere un nostro obiettivo primario nell’immediato futuro.

fonte: http://www.byoblu.com/post/2015/01/21/lobby-al-parlamento-europeo-anche-paperino-e-il-porno-fanno-pressioni.aspx

martedì 20 gennaio 2015

Arabia Saudita: donna decapitata per strada per punizione. Filmato postato in internet


ARABIA SAUDITA: 
il regime piu' malato al mondo? Se non lo è ci è vicino
Donna decapitata in strada, mentre implora di essere risparmiata
e protesta per la sua innocenz
a. www.davidicke.com

Una matrigna urla la sua innocenza prima di venire decapitata con l'accusa di aver ucciso e di aver abusato sessualmente di una figlia di 6 anni; è stato fatto girare un filmato in internet , che ha indignato l'Arabia Saudita

"Haram. Haram. Haram. Haram. Non ho ucciso. Non ti perdono. Questa è ingiustizia"

Le ultime parole della vittima accusata di omicidio Layla bint Abdul Mutaleb Bassim
" Un esecutore alla Mecca, la città santa, con due fendenti ha tagliato la testa di
Layla bint Abdul Mutaleb Bassim, dopo che era stata trovata colpevole di aver picchiato una ragazizna e di averla stuprata con un manico di scopa. L'incidente ha diffuso indignazione nel paese, ma non per la punizione brutale, ma perchè l'esecuzione è stata filmata e postata online, dove la famiglia della donna potrebbe vederla".

qui l'articolo:

UN PICCOLO DETTAGLIO:
durante la recente "marcia della Pace" a Parigi, tra i grandi della politica anche :


"Ambasciatore in Francia dell'Arabia Saudita, Mohammed Ismail Al-Sheikh
E' offensivo il fatto che un funzionario dell'Arabia Saudita oggi mostri il volto fuori dall'ambasciata. Come sappiamo le donne non hanno il diritto di guidare in Arabia Saudita e i giornalisti sono costantemente tracciati e incarcerati per scrivere di questo. Potete immaginarvi che tipo di punizione viene data ad uno scrittore se insulta l'Islam. Nello stesso giorno, i funzionari dell'Arabia Saudita che hanno condannato l'attacco terroristico a Charlie Hebdo, hanno trascinato fuori dalla sua cella il blogger saudita Raif Badawi, che deve scontare una pena di 7 anni, e lo hanno frustato sulla pubblica piazza. Si è trattato della prima serie di 12 frustate  che riceverà per aver criticato le dure leggi musulmane del paese. In uno dei suoi ultimi post dal blog, Badawi ha scritto: "Che ci piaccia o no, noi come parte della umanità , abbiamo gli stessi doveri e diritti che hanno gli altri... Che tutti noi si possa vivere sotto il tetto di una civiltà umana."
 tratto da: http://www.jewishjournal.com/hella_tel_aviv/item/the_10_biggest_hypocrites_marching_in_paris

vedi anche:
http://thelivingspirits.net/societa-orwelliana/attentato-parigi-le-altre-news-quelle-che-il-mainstream-non-considera.html