UN BLOG PER TENERTI SVEGLIO

UN BLOG PER TENERTI SVEGLIO
Notizie dal mondo, soprattutto da fonti internazionali, che il mainstream non riporta.

Translate

Cerca nel blog

giovedì 29 ottobre 2015

La Svezia è un ricettacolo per assassini di massa














  • di


    Le autorità sono ben consapevoli che quest'anno in Svezia sono arrivati molti criminali di  guerra e la Commissione d'inchiesta della polizia sui crimini di guerra è stata rafforzata.
  • I "profughi" hanno saccheggiato il vagone ristorante di un treno e hanno minacciato il personale. Gli impiegati delle ferrovie avevano assicurato che tutti "i profughi provenienti dalla Siria" non sarebbero stati fatti scendere dal treno se non avessero avuto il biglietto. Ciò ha indotto migliaia di persone a dichiarare di essere siriane per viaggiare gratuitamente.
  • La polizia ha accumulato circa 17.000 pratiche di espulsione. Nonostante la richiesta del governo di inasprire i controlli sulle persone che dopo aver ricevuto notifica di espulsione continuano a soggiornare illegalmente in Svezia. Sono 54.000 le persone che si sono rifiutate di lasciare il paese dopo che dal 2011 gli è stato negato il diritto di asilo.
  • Per Gudmundson del quotidiano Svenska Dagbladet ha chiesto il rimpatrio in Svezia dei combattenti dell'Isis: "Chi è responsabile della sicurezza? Chiunque può fingere di essere un disertore".
Il 3 settembre, un 37enne con gravi precedenti penali è stato ucciso a bordo di un'autovettura, nel quartiere di Hässelby Gård, a Stoccolma. I suoi due bambini, sul sedile posteriore, sono rimasti illesi. Un testimone ha detto alla polizia che i piccoli gridavano: "Aiuto, aiuto, hanno ucciso il mio papà!". Un giovane di 23 anni, sospettato dell'omicidio, è in stato di arresto, ma respinge fermamente le accuse. Ad Hässelby Gård, ora crescono sempre più le preoccupazioni per la sicurezza, visto che il quartiere a giugno già era stato teatro di un altro fatto di sangue in cui sono rimaste ferite due ragazze che stavano attraversando la piazza del borgo al momento della sparatoria.
Il 4 settembre, è stata riportata la notizia che il 17enne cantante di nasheed (inno di lode) di Lund, che la scorsa primavera era fuggito per unirsi allo Stato islamico, è ritornato in Svezia. Il giovane a quanto pare è stato aiutato dalla coordinatrice nazionale della lotta contro gli estremisti violenti, Mona Sahlin, che ha lavorato a stretto contatto con la famiglia del ragazzo. Una volta giunto in Siria, Mustafa si era adattato alla vita in loco. Un video postato su Facebook il 10 maggio, lo ritrae con un kalashnikov sulla spalla e mentre canta un nasheed dedicato all'Isis. Egli ha anche esortato altri a seguire il suo esempio: "Voglio solo dire che vorrei che tutti voi poteste essere qui con me. È perfetto e meraviglioso come mi aspettavo".
Ora, però, Mustafa, canta una melodia diversa. Dopo essere tornato a casa, ha scritto su Facebook che non appoggerà più le azioni dell'Isis. "Le loro convinzioni sono estremiste (...) e ridicolizzano i nobili ulama (gli studiosi). (...) Tra le varie cose, non sono favorevole all'Isis a causa del comportamento dei suoi miliziani nei confronti dei musulmani e dei non musulmani innocenti".

Ma non tutti sono entusiasti della conversione del 17enne. Il giornalista Per Gudmundson del quotidiano Svenska Dagbladet si chiede se sia davvero compito della coordinatrice nazionale della lotta contro gli estremisti violenti occuparsi del rimpatrio in Svezia dei combattenti dell'Isis: "Chi è responsabile della sicurezza? Chiunque può fingere di essere un disertore". Gudmundson ha rilevato che il ragazzo è ancora un fondamentalista e che il suo problema con lo Stato islamico sembra essere dovuto principalmente al fatto che il gruppo ha causato sconvolgimenti in seno alla comunità musulmana e ha usato la violenza contro altri musulmani.

Il 9 settembre, il giornale locale Gefle Dagblad ha continuato la sua inchiesta giornalistica sui musulmani estremisti presenti nella città di Gävle e ha scoperto che Ali Al-Ganas, a capo del gruppo dawah (gruppo missionario) della moschea di Gävle, spera di poter aver un giorno un passaporto rilasciato dallo Stato islamico e di recarsi nel Califfato. In una precedente occasione, Al-Ganas ha celebrato due uomini morti mentre combattevano a fianco dei jihadisti dell'Isis, un episodio questo che ha indotto la moschea a sconfessarlo pubblicamente e a dire di non avere nulla a che fare con lui. Ma l'uomo è ora responsabile dell'attività missionaria della moschea per lo Swedish United Dawa Center (SUDC).

Il giorno dopo, il Gefle Dagblad ha rivelato che l'imam di Gävle, Abo Raad, è il leader dell'islamismo militante in Svezia. Già nel 2005, quando due svedesi furono condannati per aver finanziato azioni terroristiche nel nord dell'Iraq, Abo Raad fu menzionato nella sentenza del tribunale. Testimoni hanno detto che Raad invitava i visitatori della moschea a dare soldi alle famiglie degli attentatori suicide. La sentenza stabilì che:

"L'imam pregava per coloro che stavano per farsi saltare in aria in un attacco contro l'esercito americano. C'era un tappetino da preghiera dove i visitatori della moschea potevano mettere il denaro, che secondo l'imam sarebbe andato agli attentatori suicidi e ai bambini orfani".
Il giorno in cui è stato pubblicato l'articolo su Abo Raad, il giornale ha ricevuto un allarme bomba. Una giovane donna ha telefonato alla polizia chiedendo che Gefle Dagblad rimuovesse dal suo sito web tutti gli articoli sulla moschea, in particolare quelli riguardanti l'imam. Ma nessun bomba è stata rinvenuta e la moschea di Gävle ha rapidamente denunciato la minaccia.

Il 10 settembre, dopo aver esaminato il dossier sull'omicida dell'Ikea, l'Ufficio immigrazione ha dichiarato che l'uomo non aveva mostrato alcun segno di instabilità mentale prima di commettere il duplice omicidio. Il cittadino eritreo sapeva da tempo di non poter più soggiornare in Svezia, poiché aveva già ottenuto un permesso di soggiorno permanente in Italia e si era presentato a un appuntamento all'Ufficio immigrazione un'ora prima del grave fatto di sangue. "Ha lasciato i locali senza mostrare alcun tipo di atteggiamento aggressivo", ha detto Kicki Kjämpe, dirigente dell'Ufficio immigrazione di Västerås.

La messa in stato di accusa è stata rinviata al 16 ottobre, in attesa dei risultati della perizia psichiatrica.

Il 14 settembre, una donna sulla ventina è stata investita da un'autovettura fuori da una scuola al centro di Malmö. La donna ha riportato gravi ferite e anche un'emorragia cerebrale. Il conducente dell'auto è un profugo siriano di 20 anni con diversi precedenti penali. Prima dell'incidente, il giovane aveva guidato avanti e indietro ad alta velocità sulle piste ciclabili vicino alla scuola. Subito dopo l'incidente il ragazzo si è dileguato ma è stato successivamente arrestato dalla polizia ed ora è sotto custodia. La polizia non ha detto se esistono collegamenti tra l'indiziato e la vittima. Il siriano si trova in Svezia da due anni e mezzo, ma è già stato condannato quattro volte per reati come: furto, guida senza patente e violazione della legislazione riguardo alle armi da taglio.


Il 16 settembre, è iniziato a Stoccolma il processo a un uomo di 60 anni del Ruanda, accusato di genocidio per aver ucciso migliaia di persone nel suo paese di origine. Il processo si svolge in Svezia poiché l'uomo vive da molti nel paese scandinavo è ora è cittadino svedese. Il procuratore distrettuale e gli inquirenti si sono recati più volte in Rwanda a sentire i testimoni. L'uomo, il cui nome non è stato rivelato dalle autorità svedesi, è già stato condannato in contumacia, in Ruanda.


Nell'atto di accusa sono indicate cinque scene del crimine, tra esse un edificio comunale a Muyira, dove sono state massacrate centinaia di persone, e la montagna di Nyamure, dove ne sono state uccise migliaia quando il gruppo etnico degli Hutu cercava di sradicare la minoranza Tutsi. All'epoca del genocidio, il 60enne era un leader locale.


"Egli ordinò loro di uccidere e lui stesso uccise, come tutti gli altri", ha detto un testimone, un uomo che prese parte al massacro e si trova in carcere.

Il teste ha dichiarato che circa 2000 uomini, donne e bambini pensavano di essere al sicuro nell'edificio comunale. Dopo tre giorni trascorsi senza cibo né acqua, gli assassini si presentarono guidati dal 60enne imputato. "Gli fu detto: 'Entrate e mettetevi al lavoro.'"
"Al lavoro", significava uccidere i Tutsi. Quando gli assassini erano stanchi venivano rimpiazzati da un nuovo gruppo. Per evitare di uccidersi a vicenda per errore, essi portavano un fiore sui loro abiti. Nelle conversazioni intercettate, si può sentire il 60enne chiamare i Tutsi "scarafaggi".

È la seconda volta che un cittadino del Ruanda subisce un processo per genocidio in Svezia. Nel 2013, un altro uomo è stato condannato all'ergastolo per genocidio. Nonostante questi due uomini vivano liberi da molti anni nel paese, il procuratore capo Tora Holst ha detto che le autorità ora precisano che "la Svezia non è un ricettacolo per presunti criminali di guerra e perpetratori di genocidi".


Il 16 settembre, è iniziato il processo (a destra nella foto) a un immigrato ruandese in Svezia. L'uomo è accusato di genocidio, per aver massacrato migliaia di persone nel suo paese di origine. Egli è la seconda persona a essere processata in Svezia negli ultimi tre anni con l'accusa di sterminio durante il genocidio ruandese .

Tuttavia, le autorità sono ben consapevoli che quest'anno in Svezia sono arrivati molti criminali di guerra. Il numero delle segnalazioni è aumentato e la Commissione d'inchiesta della polizia sui crimini di guerra è stata rafforzata, così come sono state incrementate le risorse dell'Ufficio immigrazione e del procuratore distrettuale.


Il 16 settembre, tre dei cosiddetti minori stranieri non accompagnati hanno presumibilmente stuprato un ragazzino del villaggio di Hammarlöv, nell'estremo sud della Svezia. Gli indiziati, che affermano di avere tra i 15 e i 18 anni, erano alloggiati nel centro profughi di Maglarp Transit. Uno proviene dall'Iran, gli altri due dall'Afghanistan. Tutti e tre si trovano in custodia preventiva perché sospettati di stupro aggravato di un bambino (il che significa che la vittima ha meno di 15 anni) e di intralcio alla giustizia, avendo minacciato il ragazzino di rappresaglie se avesse denunciato la violenza subita. La polizia è reticente in merito all'episodio e i principali media non hanno detto nulla circa il fatto che gli indiziati sono "profughi".


Il 18 settembre, dipendenti delle ferrovie dello Stato svedesi (SJ) ) hanno fatto sapere come i "profughi" hanno saccheggiato il vagone ristorante di un treno e minacciato il personale. Sul treno c'erano circa 200 migranti non registrati che erano in viaggio da Malmö a Haparanda, nel nord della Svezia. Gli impiegati delle ferrovie che hanno parlato con il magazine online Fria Tider hanno raccontato come i migranti si siano comportati con aggressività e come l'atmosfera fosse diventata così minacciosa che lo staff aveva dovuto chiudersi dentro uno scompartimento. Dopo l'episodio, le ferrovie dello Stato svedesi hanno ordinato ai dipendenti di non parlare con nessuno del comportamento dei migranti.


Questo è stato solo l'ultimo di una lunga serie di incidenti a bordo dei treni svedesi. I dipendenti delle ferrovie hanno assicurato che tutti "i profughi provenienti dalla Siria" non sarebbero stati fatti scendere dal treno se non avessero avuto il biglietto. Ciò ha indotto migliaia di persone a dichiarare di essere siriane per viaggiare gratuitamente.


Il 21 settembre, è trapelata una mail interna inviata ai dipendenti che lavorano sui treni che collegano Stoccolma a Luleå e che portava l'attenzione sulla gravità della situazione. La mail diceva che le SJ hanno assunto guardie di sicurezza che aiutino i dipendenti a mantenere l'ordine sui treni; che a bordo non si venderanno più alcolici, i biglietti saranno controllati prima che i passeggeri lascino la piattaforma e che volantini in arabo e persiano su cui campeggia il divieto di fumo saranno consegnati ai passeggeri. Le SJ hanno anche scritto ai dipendenti: "Sappiamo che su di voi grava un compito pesante. Ora abbiamo deciso di fissare un limite al numero di vagoni che trasportano migranti e guardie di sicurezza, e questo limite è di quattro".


Il 21 settembre, dopo che un funzionario locale di Karlskrona ha concesso – di sua iniziativa – una licenza edilizia per la costruzione di un minareto da cui chiamare alla preghiera i fedeli ogni venerdì attraverso gli altoparlanti, i membri locali del Partito dei democratici svedesi hanno ormeggiato nel porto una zattera con su scritto: "Nessuna chiamata alla preghiera a Karlskrona!" I socialdemocratici che governano la città hanno dichiarato che la protesta è una provocazione e hanno detto che Karlskrona dovrebbe essere una "città accogliente". I democratici svedesi vogliono che siano gli abitanti della città a decidere se voler ascoltare o meno ogni venerdì la chiamata alla preghiera.


Il 24 settembre, un 25enne eritreo è stato arrestato per omicidio. Due giorni prima dell'arresto, l'uomo aveva ucciso una 20enne con cui aveva una relazione di qualche tipo, di cui la polizia non ha voluto fornire ulteriori informazioni. Secondo alcune fonti, la donna era una parente. L'indiziato era arrivato in Svezia passando dall'Etiopia nel febbraio 2015. Nell'appartamento in cui è avvenuto il delitto, la polizia ha trovato una bambina di tre anni, figlia della vittima. I familiari avevano iniziato a preoccuparsi poiché la donna non rispondeva al telefono. La bambina potrebbe essere rimasta sola con il cadavere della madre per più di 24 ore e molto probabilmente è stata testimone del delitto. L'indiziato si trova in carcere in attesa di giudizio e ha ammesso di aver ucciso la donna, ma ha detto che non aveva alcuna intenzione di ucciderla.


Il 28 settembre, la polizia ha rivelato di aver accumulalo circa 17.000 pratiche di espulsione. Nonostante la recente richiesta del governo di inasprire i controlli sulle persone che dopo aver ricevuto notifica di espulsione continuano a soggiornare illegalmente in Svezia, sono sempre più quelli che decidono di rimanere a vivere illegalmente nel paese. La polizia dice che non può dare priorità a questi casi "nel bel mezzo di una crisi dei rifugiati in corso".


Nessuno sa esattamente quanti siano gli immigrati illegali presenti in Svezia, ma sono 54.000 le persone che si sono rifiutate di lasciare il paese dopo che dal 2011 gli è stato negato il diritto di asilo. La polizia ha un compito pressoché impossibile di tenerle sotto controllo, perché non è autorizzata a controllare le carte d'identità della gente sulla base dell'appartenenza etnica, del colore della pelle o della religione.


Il 28 settembre, si è saputo che l'Ufficio immigrazione intende affittare un vecchio poligono di tiro di proprietà dell'esercito svedese a Rinkaby, nei pressi della città meridionale di Kristianstad, per creare un enorme campo profughi in grado di ospitare 10.000 rifugiati. Nel corso degli ultimi anni, in loco sono stati organizzati enormi campi scout. Nel 2011, il World Scout Jamboree, con 40.000 scout provenienti da tutto il mondo, si è svolto nel campo di Rinkaby. Dapprincipio, l'Ufficio immigrazione ha negato che il campo potesse constare di tende, ma in seguito il premier Stefan Löfven ha lasciato intendere che la tendopoli potrebbe diventare una realtà se il flusso di profughi non accenna a diminuire. Il piccolo villaggio di Rinkaby conta 800 anime.


Il 30 settembre, il quotidiano Svenska Dagbladet ha riportato la notizia che a causa della carenza di alloggi in Svezia e con 2000 nuovi richiedenti asilo al giorno, i proprietari di immobili realizzeranno enormi profitti. Aleris, uno dei maggiori fornitori di alloggi per i cosiddetti minori stranieri non accompagnati chiede al governo 60.000 corone (7200 dollari) al mese – più caro di una casa di riposo con tanto di personale 24 ore su 24 – per un appartamento che normalmente viene affittato a 5000 corone (circa 600 dollari).

Ingrid Carlqvist è una famosa giornalista che vive e lavora in Svezia ed è Distinguished Fellow presso il Gatestone Institute.
fonte: http://it.gatestoneinstitute.org/6763/svezia-assassini-massa#.Vi461qN19CM.facebook

martedì 27 ottobre 2015

ISIS news: Il collonnello ebreo che aiutava gli islamici. La Giordania va con Mosca

Il distintivo della Golani
Il distintivo della Golani
di Maurizio Blondet
 
Ormai è ampiamente confermato dall’agenzia Fars e riportato dai blog: l’ebreo che aiutava  gli islamici a far la guerra si chiama Yusi Oulen Shahak, è colonnello della famigerata brigata Golani, e il suo numero di matricola militare Re34356578765az231434. Le forze irachene che l’hanno catturato hanno la prova di ciò che sostenevano da mesi, anche grazie alle confessioni che avevano strappato a jihadisti catturati: che nella fulminea e vittoriosa avanzata delle truppe del Califfato dell’estate 2014, quando presero Mussul quasi senza colpo ferire, erano comandati da agenti del Mossad o altri entità israeliane.
Si ignora se l’arresto del colonnello Shahak sia in relazione con l’altra notizia dell’agenzia iraniana Tasnin News, secondo cui le forze irachene hanno catturato non uno, ma quattro “consiglieri militari” a fianco dell’ISIS, tre “con doppia cittadinanza Usa e israeliana”, mentre il quarto è “di un paese del Golfo Persico”.
Adesso c’è la prova di ciò che i “complottisti” hanno detto da sempre dispregiati e scherniti dal “grande” giornalismo: che Daesh è una organizzazione e invenzione Usa-Israeliana e saudita per distruggere altri musulmani, sciiti.

Così gli Usa “aiutano” la lotta al Califfato

Per strana coincidenza con la cattura dell’ebreo, i corpi speciali Usa Delta Forces – dopo mesi e mesi di inazione – sono stati lanciati in una operazione sul terreno, in cui è morto uno di loro. Il primo soldato americano caduto in Irak dal 2011, ci hanno detto i media.
Qual era l’operazione? La “liberazione” di decine di ostaggi presi prigionieri dall’ISIS, a cui i tagliagole avevano già fatto scavare le fosse in cui li avrebbero gettati dopo averli trucidati, detenuti in un carcere takfiro nel nord-Irak, presso la cittadina di Hawaija.
Meritevole tentativo. Ma in realtà, a quel tentativo si stavano già preparando i Peshmerga, ritenendo che gran parte di quei detenuti fossero curdi, quando le forze speciali Usa (che erano presenti come consiglieri militari) si sono intromesse. Hanno salvato 69 prigionieri, assevera la Reuters, di cui alcuni “ex militanti dell’ISIS che Daesh pensava fossero spie”, venti membri delle forze di sicurezza irachene, e molti semplici cittadini locali…non si dice quanti degli ostaggi, invece, sono stati uccisi nella sparatoria. Era una operazione destinata a salvare, oppure – magari –a far tacere qualcuno che sapeva troppo sulla collaborazione tra Daesh e israeliani, o Cia?
Reuters dice testualmente che “la missione di salvataggio Usa ha avuto luogo data la preoccupazione di Washington per il crescente intervento russo in Medio Oriente”. Immediatamente, i comandi Usa hanno diramato un video, che sostengono preso da una telecamera presa sull’elmetto di uno dei loro uomini, dove è documentata l’eroica impresa. Un video che gli esperti giudicano un falso Made in Hollywood.
https://youtu.be/2dolzcR9TNw
Ormai tutto il mondo ha capito chi sono i padrini del terrorismo, e chi sono quelli che lo utilizzano per cambiare regimi”, ha scritto il direttore di Veterans Today,

Clamoroso rovesciamento di alleanze.

 “Bagdad autorizza i russi a fare bombardamenti in Irak”, suona il titolo.
Il governo iracheno ha autorizzato i caccia russi a volare sul suo territorio “per inseguire i terroristi che scappano dalla Siria all’Irak”: il fraseggio iracheno è la foglia di fico per non dire che Bagdad  ha chiesto l’assistenza delle forze di Mosca.Non è ancora abbastanza emancipata dagli Usa da poter fare una formale richiesta di aiuto, come ha fatto il siriano Assad.


Appena poche ore prima di questo annuncio, il generale Joseph Dunford, capo degli stati maggiori riuniti Usa, aveva detto al primo ministro iracheno Haider al-Abadi: “Non riceverete più da noi l’aiuto che vi diamo a combattere l’ISIS, se anche i russi conducono operazioni sul vostro territorio”. Patetico e ridicolo: il governo iracheno sa benissimo cosa pensare dell’ “aiuto” americano, dopo un anno di bombardamenti Usa che hanno reso l’ISIS più forte e meglio armato.
Per intanto, i Sukhoi hanno abbattuto un ponte sull’Eufrate ( in territorio siriano, a Deir ez-Zor) troncando i rifornimenti che l’ISIS dell’Irak mandava all’ISIS di Siria.

D’altra parte, ormai Bagdad è una succursale politico-militare di Teheran: governo sciita legato a filo doppio agli ayatollah, notevoli forze iraniane operanti sul terreno supportate dai Sukhoi in cielo, e a Bagdad la centrale di intelligence comune con personale russo e iraniano, iracheno e siriano a condividersi i dati. Il progetto neocon – 15 anni di guerre per destabilizzare i nemici potenziali di Israele, fino a destabilizzare ed attaccare l’Iran – non poteva subire disfatta più plateale: la detronizzazione di Saddam per mano neocon s’è tradotta nella consegna all’Iran della parte sciita dell’Irak,  e dell’aumento d’influenza di Teheran nell’area.

Anche la Giordania và con Mosca

Russia e Giordania si apprestano a creare un centro di coordinamento comune ad Amman, in cui i due paesi condivideranno informazioni sulle operazioni anti-terrorismo, ha annunciato il ministro degli esteri russo Sergei Lavrov”: è lo stesso tipo di centrale d’intelligence comune che i russi hanno a Bagdad insieme agli irakeni, iraniani e siriani ora viene installata nella capitale giordana.
Attenzione, non è un coordinamento come quello fra russi e americani per scongiurare scontri “involontari”, ma ben altro: “In base all’accordo stretto fra sua maestà re Abdullah II e il presidente russo Vladimir Putin, le forze armate dei due paesi coordinano le loro azioni, comprese le missioni degli aerei militari sul territorio siriano”. 

In pratica, un rovesciamento di alleanze. O, se vogliamo, l’innesco di un processo di liberazione anche della monarchia giordana.
La Giordania aveva dovuto far parte della coalizione anti-Daesh voluta da americani, unirsi a turchi e sauditi nella finzione di colpire l’Isis mentre era stata scelta dalla Cia come base base d’addestramento per i terroristi dell’ISIS. Re Abdullah ci aveva anche perso uno dei suoi piloti da caccia, Muad Kasasbeah (di una famiglia vicina al re) che poi l’ISIS ha mostrato mentre lo bruciava vivo in un video sulla cui falsità resta più di un dubbio. Ha anche fornito ai jihadisti (quelli che la coalizione si supponeva combattesse) 3500 Toyota pickup (i sauditi ne hanno dato oltre 30 mila).
Ciò perché, vicina alla strapotente Israele, che gli ha gettato nel territorio i palestinesi espulsi (a milioni), e viola la sua sovranità quando vuole, la Giordania non può fare una politica nemmeno lontanamente indipendente da giudei, americani e sauditi (che pagano). Almeno fino a ieri. Appena è apparso un’altra forza protettrice, re Abdullah s’è messo dalla parte di Mosca: credo, con molto sollievo, anche perché il comportamento russo è molto diverso da quello padronale ed umiliante Us-raeliano. 

Nel dar notizia dell’accordo, infatti, Lavrov ha sottolineato: “La Giordania svolgerà una parte positiva per cercare una soluzione politica al conflitto in Siria attraverso negoziati fra Damaso e le forze d’opposizione, uno scopo che anche la Russia persegue”. Non più un cameriere, il re giordano viene rispettosamente invitato, come decente stato vicino, a far parte della soluzione politica. Quanta differenza con la soluzione neocon, turca e saudita – usare i terroristi wahabiti e mercenari non-siriani per detronizzare Assad e distruggere la Siria – ciascuno lo può vedere.

E’ un ritorno alla ragione nell’area che Mosca sta palesemente cercando di instaurare, legando amichevoli relazioni diplomatiche con tutti i vicini e cointeressandoli alla stabilità della Siria, e non alla sua destabilizzazione. Almeno con quelli che ci vogliono stare: Putin ha rivolto insistentemente l’offerta a Washington, che ha rifiutato. Anche Ryad ha ovviamente rifiutato. Anzi, ha intensificato l’avvio di armamenti pesanti ai “ribelli”, con il pieno appoggio della Casa Bianca. 

La monarchia saudita, che di suo non dispone di un gran numero di sudditi vogliosi di immolarsi, sta ricorrendo (si dice) a mercenari della Blackwater (o come si chiami adesso) per la sua guerra dello Yemen. Ai ribelli dell’ISIS ha promesso missili anti-aerei a spalla, contro i caccia russi. Gli americani, missili anticarro TOW; e ai primi di ottobre hanno paracadutato – come dono d’addio – 50 tonnellate di armi e munizioni ai ribelli in Siria.

Riorganizzano il terrorismo globale

Le due suddette potenze, colte di sorpresa, cominciano a reagire. Accelerano la riorganizzazione del terrorismo islamico ridotto a mal partito dall’intervento russo. A questo sembrano alludere le notizie che un migliaio di talebani operanti fra Pakistan ed Afghanistan, di punto in bianco, “hanno dichiarato fedeltà al Califfato”, e così anche noti gruppi terroristi come  Lashkar-e-Taiba » e « Jhangvi ; già nel marzo – ha segnalato Maria Zakharova, la portavoce del ministero degli esteri russo – il capo del movimento terrorista islamista dell’Uzbekistan, Usman Ghazi, “ha presentato giuramento ad Abu Bakr” (il califfo) e così il gruppo estremista “ Hizb ut-Tahrir » ».
Insomma i veri mandanti del terrorismo islamico, siano a Ryad o a Doha, a Washington o a Tel Aviv, ritengono necessario mettere i loro islamici sotto comando unificato: Non più funzione di Al Qaeda moderato contro ISIS estremista, sono tutti “nostri”.
http://fortruss.blogspot.fr/2015/10/militants-in-afghanistan-and-pakistan.html
Fatto interessante, il governo d Kabul – un altro suddito degli Usa – ha chiesto a Mosca armamenti contro questi Talebani diventati Daesh.
Erdogan ha dichiarato che non permetterà ai curdi di “impadronirsi del Nord della Siria, dove stanno combattendo i suoi terroristi.


I Saud si sentono accerchiati
I Saud si sentono accerchiati
Un principe saudita, Abdel Mohsena bin Waleed bin Abdel Aziz, è stato arrestato all’aeroporto di Beirut perché trovato in possesso di droga: 2 tonnellate. Non per uso personale, si spera, ma per i ribelli. Sono infatti due tonnellate di captagon, la super-anfetamina che rende feroci e insensibili i jihadisti. In questi giorni ne hanno bisogno in alte dosi.
http://www.kommersant.ru/doc/2840931
ae360a94-3dd2-4719-bff1-5e3bbb2713b8
Insomma Saud e Washington fanno di tutto per impedire la soluzione negoziale che i russi promuovono, la transizione politica in Siria, e contano ancora di rovesciare Assad e precipitare il paese indefinitamente nel caos di tipo libico. Perché invece la situazione siriana si rasserena – secondo il gran muftì della Siria,   Ahmad Badreddin Hassoun, centinaia di migliaia di profughi sarebbero già tornati perché i bombardamenti russi danno loro la speranza di una prossima pace – al punto che Assad ha annunciato che si presenterà alle prossime elezioni. Che le vinca ci sono pochi dubbi. Già nel 2012 il presidente siriano aveva proposto una riforma della costituzione che comprendeva il pluralismo politico; l’aveva proposta con referendum, e il referendum popolare l’aveva approvata; il 7 maggio, una consultazione elettorale aveva dato la maggioranza al fronte di unità nazionale raccolto attorno al suo partito, il Baath. Per mandare a monte la riforma e il consolidamento del regime, Usa ed alleati hanno dovuto inscenare la strategia della tensione, e la demonizzazione mediatica del presidente, cui Mosca dà, oggi, la battuta d’arresto.

get-attachment-152Puniscono i siriani. Di nascosto.

Aerei Usa hanno bombardato una centrale termoelettrica a Marea, Tal-Shaer, che dava elettricità ad Aleppo. L’attacco ha interrotto l’energia a molti quartieri di Aleppo”: così Veterans Today, il sito di Gordon Duff che dispone di fonti amiche in Siria e Iran (è stato il primo a dare la notizia dell’arresto dell’alto ufficiale israeliano in Irak)

E’ la seconda volta: otto giorni prima, due F-16 “appartenenti alla coalizione guidata dagli Usa” ha centrato due centrali energetiche di Al-Ramaniyeh, ad est di Aleppo, anche lì lasciando parte della città al buio. Siccome l’attacco è avvenuto in zone del tutto pacifiche, senza ribelli, anche la sorveglianza russa è stata sorpresa. 

Sono F-16 americani? I russi – secondo Veterans Today che cita una sua “fonte affidabile” non la penserebbero così: “Mani nascoste dietro l’Amministrazione hanno conti in sospeso per distruggere le installazioni civili in Siria…Elementi sionisti stanno lavorando per rendere più tese le relazioni Usa-Russia; fanno di tutto per tagliare ogni possibile cooperazione tra le due potenze sulla Siria e nell’area”. Insomma Mosca sembra pensare che non sia Obama, ma altri annidati nel suo governo o sottogoverno a compiere questi atti di sabotaggio criminale.
Perché, dicono le ultime notizie, domenica John Kerry ha incontrato Lavrov ed avrebbe accettato di rendere parte al processo di transizione (e pacificazione) della Siria proposto dai russi; anche se la posizione americana resta quella: “Assad must go”. 

fonte: http://www.maurizioblondet.it/la-mano-nascosta-che-sta-coi-ribelli-in-siria-ormai-si-vede/

Attivista ebreo-americana racconta della sua esperienza nella West Bank, nella Palestina Occupata




ANIME... ci sono anche quelle

Questa giovane donna ebrea-americana, racconta della sua esperienza in Palestina nella WestBak, in una associazione di aiuto, e racconta la sua esperienza della OCCUPAZIONE della Palestina da parte di Israele. Per esempio racconta di check-points che devono passare i palestinesi, non ai "confini" della Palestina ma INTERNAMENTE al territorio palestinese (moltisismi) . Per fare pochi chilometri di spostamento possono essere necessarie molte ore per un palestinese a causa di questi check-points... Nel suo dire e nelel sue immagini ci son dei resoconti di follia, di insanità che fanno pensare a disprezzo e umiliiazione piuttosto che alla "sicurezza" per cui vengono motivati e giustificati.


Altra info: il governo di Israele PAGA (e quindi incentiva) quei cittadini israeliani che si spostano da Israele dentro i territori occupati; è una occupazione "incentivata monetariamente dal governo". MA chi accetta questi incentivi? - si chiede e chiede questa giovane donna-
Non le classi borghesi o benestanti di Isralee, ma i piu' poveri, gli strati piu' bassi della società... 


Il grande Occidente Democratico reputa evidentemente tutto cio' perfettamente normale e "umanitario" . 


Per chi sa l'inglese: questa giovane donna vale l'ascolto.

lunedì 26 ottobre 2015

Rivelazione: la vera causa della improvvisa crisi dei migranti siriani verso l'Europa


Talib-Ibrahim


"La vera causa della crisi dei migranti siriani verso l'Europa"

Intervista a prominente analista siriano, Taleb Ibrahimm, musulmano shiita ed un nazionalista arabo che ama  il suo paese, la Siria, le sie varie genti e il suo presidente Bashar Al-Assad. Non condivide le aspirazioni islamiste globali dei Fratelli Musulmani Jihadisti, che nel suo pase combattono contro Assad.
Taleb Ibrahim ha spiegato come Erdogan stia dislocando le genti in Siria. Erdogan sta portando migliai di Islamisti Turchi  da altre terre turche, in Turchia, addestrandoli e spoi spedendoli in Siria per aiutare il combattimento contro Assad.
Sta fondamentalmente dicendo che Erdogan sta spingendo queste genti fuori dalal Siria verso l' Europa perchè sta cambiando  la demografia della Siria da Araba a Turco Islamica, solo per far rivivere l'Impero Ottomano"
  
fonte:
http://therightscoop.com/exposed-the-real-cause-of-the-sudden-syrian-migrant-crisis-into-europe/  


domenica 25 ottobre 2015

Guru della finanza: Un Grande Disastro Finanziario si abbatterà sul pianeta

ROMA (WSI) - Si chiama Egon von Greyerz, è fondatore e managing partner della società svizzera Matterhorn Asset Managment. Noto soprattutto per aver previsto il QE e le forti perdite sofferte dalla Swiss National Bank, ora il guru fa un'altra previsione, da vera e propria apocalisse finanziaria. Riferendosi alla bomba di derivati mondiale, che avrebbe un valore di ben $1,5 quadrilioni di dollari, parla del Grande Disastro Finanziario che si abbatterà sul pianeta.
Von Greyerz inizia facendo riferimento all'ultima 'gaffe' tedesca, quella del colosso bancario Deutsche Bank, che nelle ultime ore ha ammesso di aver trasferito per errore una somma di $6 miliardi a un cliente.

"Come è possibile che un dipendente junior di una banca talmente importante paghi la somma incredibile di $6 miliardi senza che vi sia nessun tipo di controllo? Questo è un mondo che è impazzito. I governi stampano trilioni, le banche emettono derivati che valgono quadrilioni ed effettuano transazioni del valore di centinaia di miliardi ogni settimana. Gli zero non significano più nulla e non hanno valore. Tutto ciò è diventato routine per le persone che gestiscono tali somme e nessuno ha idea riguardo al rischio o all'esposizione reale".

"Andate indietro con la memoria al 1995, quando Barings Bank collassò a Londra dopo una perdita di 827 milioni di sterline (l'equivalente attuale di $1,3 miliardi). La caduta di Baring fece crollare quasi tutte le banche di Londra. Venti anni più tardi, la stampa di moneta e la creazione del credito hanno dato vita a un sistema finanziario al di fuori di ogni controllo, che ha fatto ricorso in modo pesante a un leverage eccessivo e che è disperatamente sottocapitalizzato".

"Prendete come esempio Deutsche Bank. L'esposizione verso i derivati, ufficialmente, è di $75 trilioni. Ma la vera cifra è probabilmente superiore ai $100 trilioni. Noi facciamo finta che sia di $75 trilioni. Ora, il capitale di DB è di $83 miliardi. Ciò significa che basta una perdita dello 0,1% sull'esposizione lorda verso i derivati a far crollare la banca (...) DB è anche troppo grande per la Germania. I suoi derivati sono 24 volte il Pil tedesco e hanno lo stesso valore del Pil globale. Chiaramante si tratta di una banca troppo grande da salvare, troppo grande per il paese e il mondo intero! Ma la Bundesbank e la BCE tenteranno di salvarla e dunque creeranno una nuova iperinflazionistica Repubblica di Weimar, per la Germania".

"E' molto probabile che l'esposizione totale verso i derivati di almeno $1,5 quadrilioni non si tradurrà in un'altra crisi finanziaria ma in un Grande Disastro Finanziario. Le bolle in tutti i mercati degli asset, che governi e banche centrali hanno creato negli ultimi 25 anni, devono implodere prima che si possa tornare a una crescita reale del mondo. Ma le banche centrali non molleranno. Stamperanno più moneta al di là di quanto ritenuto possibile. Tuttavia, risolvere un problema con lo stesso metodo che lo ha creato scatenerà ovviamente una bolla più grande e un collasso più importante, dando vita a una iperinflazione temporanea, prima che si presenti una deflazione depressionaria. Tristemente, considero la probabilità di questo scenario molto elevata. Dunque, preservare la propria ricchezza è cruciale. L'oro fisico (e un po' di argento) sono la migliore protezione sia contro l'iperinflazione che la deflazione. Ricordate che con l'implosione deflazionistica, nessun prestito verrà ripagato e il sistema bancario non sopravviverà. E allora, l'oro sarà la moneta che è da 5.000 anni". (Lna)


fonte: http://www.wallstreetitalia.com/article/1830890/finanza/un-grande-disastro-finanziario-si-abbattera-sul-pianeta.aspx?utm_source=newsletter&utm_medium=email&utm_campaign=Newsletter%3A+WSI&utm_content=21-10-2015+featured+Un+Grande+Disastro+Finanziario+si+abbatter%C3%A0+sul+pianeta

venerdì 23 ottobre 2015

Le stelle della bandiera europea: una curiosa coincidenza...



 -Lo stendardo è ispirato al giudeo-cristianesimo-
 

IL SIMBOLO DELLA BANDIERA EUROPEA E' STATO RIPRESO DALLA CORONA DELLA MADONNA:
 

L'idea è del disegnatore cattolico Arsène Heitz, la bandiera dell'Unione europea, con dodici stelle disposte a cerchio in campo azzurro. Un vessillo che porta impresso il marchio del cristianesimo. Sia i colori, che i simboli, che la loro disposizione in tondo sono stati ripresi direttamente dalla devozione mariana. Dall'azzurro del cielo alle dodici stelle che sono infatti quelle dell'Apocalisse biblica in cui compare la madonna con in capo una corona.
 

Un frutto dell'idea del designer cattolico francese Arsène Heitz, vincitore del concorso europeo bandito a Strasburgo nel 1955, che nutriva una speciale venerazione per la madonna e che impressionò favorevolmente la commissione giudicatrice presieduta da un belga di religione ebraica

L'azzurro e il bianco (le stelle nel bozzetto originale erano bianche poi sono diventate gialle) erano i colori della bandiera del neonato Stato d'Israele e simbolicamente le dodici stelle della madonna uniscono il giudeo-cristianesimo.

La donna di Nazareth, in effetti, è la ``Figlia di Sion'' per eccellenza, è il legame tra Antico e Nuovo Testamento, mentre dodici sono i figli di Giacobbe e le tribù di Israele e dodici gli apostoli di Gesù.
 

A conferma dell'ispirazione biblica e al contempo devozionale dello stendardo europeo il 
disegnatore francese riuscì a far passare la sua tesi nei confronti di chi chiedeva lumi sul perché delle dodici stelle quando all'epoca i paesi dell'Unione erano solo sei. Pur non rivelando la fonte religiosa della sua ispirazione per non creare contrasti, sostenne che il dodici era, per la sapienza antica ``un simbolo di pienezza'' e non doveva essere mutato neanche se i membri avessero superato quel numero. Come difatti avvenne e come è ora stato stabilito definitivamente dalla nuova Costituzione, anche quando fra pochi anni la superpotenza imperialista europea 25 o 48 membri.
 

La seduta solenne durante la quale la bandiera venne adottata si tenne guarda caso l'8 dicembre del 1955, il giorno in cui la Chiesa celebra la festa dell'``Immacolata Concezione''.

fonte: https://www.facebook.com/apritegliocchi?fref=photo 

giovedì 22 ottobre 2015

Ex pilota USA; Bryant, esortata la Germania ad uscire dal programma di omicidi dei droni di Obama

droni 
 
Lo stesso giorno in cui The Intercept ha pubblicato l’esplosivo rapporto sui crimini di Obama nell’ambito dell’utilizzo dei droni, l’ex pilota della U.S.Air Force Brandon Bryant ha testimoniato di fronte alla Commissione d’Inchiesta sulla NSA del Parlamento tedesco (il Bundestag), sostenendo che la base aerea americana di Ramstein in Germania svolge un ruolo di punta nel programma di omicidi con i droni del presidente Obama.

Bryant ha abbandonato il programma dopo cinque anni, perché non riusciva più a sopportare gli omicidi ed il prezzo che ne pagava a livello mentale. Racconta che l’operazione di comunicazione “megadata collection”, gestita dalla NSA e dell’agenzia di intelligence tedesca BND dalla base di Ramstein, è essenziale per il funzionamento delle operazioni dei droni. Gli operatori sono in costante comunicazione con la squadra di Ramstein prima, durante e dopo gli attacchi.

Le implicazioni della testimonianza di Bryant per la Germania, considerando che queste azioni hanno luogo in territorio tedesco, sono state colte dai principali media tedeschi, come Die Zeit e Deutsche Welle. Quest’ultimo ha collegato Bryant alle rivelazioni su Obama di The Intercept.
Le rivelazioni di Bryant, per le quali il 16 ottobre gli è stato concesso il Whistleblower Award (Premio Informatore) dalla Federazione degli Scienziati Tedeschi e dalla sezione tedesca dell’Associazione Internazionale di Avvocati Contro le Armi Nucleari, hanno “rilanciato il dibattito se la Germania stia violando la sua stessa Costituzione ospitando la base aerea di Ramstein”, scrive Stars & Stripes, annunciando il premio il 15 ottobre.

Die Zeit ha sottolineato lo choc provocato dalle rivelazioni di Bryant nell’aula dell’audizione. La Germania è stata costretta a confrontarsi con “i risultati mortali di fornire metadata alla NSA… Il 29enne Bryant era alla fine della catena dei dati raccolti dal governo. Era quello che premeva il grilletto… Con Bryant, i membri della Commissione sono stati costretti, per la prima volta, a fare i conti con le conseguenze mortali di queste raccolte di dati”.

Bryant ha dichiarato che “La Germania era il principale e più importante alleato dell’America; e gli alleati hanno la responsabilità di proteggersi a vicenda quando emergono degli errori o vengono prese delle decisioni sbagliate. Il suo è stato un invito affinché la Germania smetta di aiutare gli Stati Uniti ad ammazzare”, scrive il Die Zeit. E conclude l’articolo citando un commento di Bryant alla Commissione carico di significato: “La storia tedesca mostra la strada che il mio Stato sta oggi percorrendo”.

mercoledì 21 ottobre 2015

''LA MORTE DELL'UNIONE EUROPEA E' IN VISTA...

''LA MORTE DELL'UNIONE EUROPEA E' IN VISTA, E' IL GUSCIO SECCO DI UNA CIVILTA' ORMAI DISSECCATA'' (WALL STREET JOURNAL) 

... E' IL GUSCIO SECCO DI UNA CIVILTA' ORMAI DISSECCATA'' (WALL STREET JOURNAL) 

WASHINGTON - La morte dell'Europa, dell'Unione europea, e' in vista, scrive l'editorialista Breth Stephens sul "Wall Street Journal". Si tratta di una prospettiva "visibile e in rapido avvicinamento, alla stregua di un pianeta inquadrato dall'obiettivo di un satellite che vi si avvicina".

L'Europa e il suo progetto unitario "stanno giungendo alla fine non tanto per la sua economia sclerotica, per la stagnazione demografica, o per le disfunzioni del suo superstato". Nè la causa è costituita "dal massiccio influsso di immigrati africani o mediorientali" che semmai hanno esposto le dimensioni del problema: "i disperati diretti in Europa non rappresentano che una flebile brezza contro il guscio secco di una civiltà ormai disseccata".

A rappresentare appieno la crisi dell'Europa della Ue di natura soprattutto culturale e identitaria, è secondo Stephens, la recente visita della cancelliera tedesca Angela Merkel in Turchia, dove per conto dell'Ue si e' piegata a qualunque compromesso di principio pur di elemosinare un arresto dei flussi migratori.

"L'Europa sta morendo perche' e' divenuta moralmente inetta. Non e' nemmeno che l'Europa non si erga per nulla". Piuttosto, "si e' appiattita alla superficiale difesa di concetti superficiali: crede nei diritti umani, nella tolleranza, nell'apertura, nella pace e nel progresso, oltre che nell'ambiente e nel piacere". Tutte belle cose, ma secondarie". Cio' in cui invece l'Europa non crede piu', accusa Stephens, "e' cio' da cui le sue convinzioni hanno avuto origine: il Cristianesimo e il Giudaismo; il liberalismo e l'Illuminismo; l'orgoglio marziale e l'ingegno; il capitalismo e la ricchezza. Ancor meno, soprattutto, crede nello sforzo e nel sacrificio, specie se consacrati a principi, ne' all'idea di pagare o difendere questi ultimi".

Avendo "ignorato e attivamente minato le proprie fondamenta, la casa dell'Europa sta prevedibilmente cadendo a pezzi". Il Vecchio Continente, scrive l'opinionista, ha scelto di rinunciare a darsi una identita' e dunque una forma positiva: "Non e' la Grecia e non e' la Persia,. Non e' Cristianita' ne' califfato. E queste sono differenze fondamentali: sostenere che l'Europa e' una civilta' a se' stante non significa affermare che sia migliore o peggiore di altre, ne' che debba essere chiusa".

Purtroppo, l'Europa ha scelto, secondo Stephens, di trasformare la propria identita' in una "nientita'". Ed e' questo, secondo l'opinionista, che rende "cosi' stramba e disarmante la politica estera di Angela Merkel. La Cancelliera e' leader di un partito che si e' dato il nome di 'Unione cristiano-democratica'", eppure "domenica era a Istanbul ad offrire un accordo che accelererebbe l'ingresso in Europa della Turchia". Si tratta "di una 'machtpolitik' al contrario", che vede la Merkel e per suo tramite l'intera Ue "elemosinare favori di poco conto da potenze di second'ordine su questioni contingenti in cambio di vaste concessioni dalle implicazioni vaste e ramificate".

I turchi, ricorda Stephens, "sono 75 milioni, e il loro pil pro-capite e' inferiore a quello di Panama". Il loro leader "e' un presidente eletto dal piglio autoritario che sostiene apertamente Hamas, nega il genocidio degli Armeni, incarcera i giornalisti e orchestra processi in stile sovietico contro i suoi oppositori politici".

La Turchia, inoltre, "confina con Siria, Iraq e Iran. Questi diventerebbero i confini dell'Europa, se la Turchia ne divenisse un paese membro. Le tradizioni politiche liberali, il retaggio religioso e culturale dell'Europa, potrebbero sopravvivere a lungo al massiccio afflusso di migranti dal mondo islamico, nell'ordine di decine di milioni di individui?" per Stephens, la risposta e' ovvia: "No, e non certo date le premesse della infelice convivenza dell'Europa con la sua popolazione musulmana, e certo non sulle premesse di una politica migratoria basata sul solo criterio dell'auto-compiacimento morale e umanitaristico".

Stephens conclude il suo durissimo attacco all'Europa dicendosi consapevole che il suo editoriale verra' additato come moralmente riprovevole e politicamente scorretto: "E' questa la natura dei nostri tempi: diventa difficile persino affermare che l'Europa non puo' essere tale senza il suo retaggio fondamentale, senza quel matrimonio di ragione e rivelazione che ha prodotto una civilta' all'apice del progresso tecnologico e al contempo della dignita' umana". 
Parole che suonano come un epitaffio.

Redazione Milano.
 fonte: http://www.ilnord.it/index.php?id_articolo=4495#.ViYpVw-1SH5.facebook

PS:  "giudaismo, cristianesimo, illuminismo e liberismo..." come radici da affermare...??

martedì 20 ottobre 2015

La Svezia brucia: a Stoccolma 4° giorno di disordini e violenza

 

Vetrine spaccate, auto in fiamme : una delle capitali, Stoccolma, più' pacifiche d'Europa, sta vivendo il suo peggiore scoppio di violenza da anni a questa parte

Centinaia di giovani, soprattutto immigrati, si sono velocemente propagati nei sobborghi della città durante 4 notti di subbugli.

La violenza ha shoccato il paese, famoso per avere attraenti politiche di immigrazione e un sistema sociale generoso.

Da anni la Svezia accetta immigrati he però non si integrano e sonoo presenti sul territorio solo per prendere denaro senza fare nulla questa l'opinione della giornalista  Ingrid Carlqvist.

Fonte: http://tapwires.com/2015/10/09/sweden-burning-stockholm-riots-violence-enter-day  

Al CERN scienziati all'opera con acceleratore di particelle, per crearecontatto con un universo parallelo

Large-Hadron-Collider-LHC-565315 

17 ottobre 2015, By Paul Baldwin

Eccoci In via di collisione: Il Large Hadron Collider (il grande acceleratore di particelle) - LHD, potrebbe scoprire un universo parallelo.

L'impresisonante complesso LHC ‘acceleratore atomico’ al CERN di Ginevra, Svizzera,sarà messo in moto ai suo massimi livelli di energia mai presentati, al fine di intercettare - o persino creare- buchi neri in miniatura. Se tutto questo avrà successo, sarà rivelato un nuovo universo, riscrivendo cosi non solo i libri di fisica, ma anche quelli di filosofia.
E' persino possibile che la gravità dal nostro universo  possa "filtrare"  in questo universo parallelo, dicono gli scienziati all LHC 

L'esperimento di certo infiammerà i critici allarmisti dell'LHC,.molti dei quali hanno inizialmente messo in guardia sul fatto che il grande acceleratore di particelle potesse
come in un incantesimo porre fine del nostro universo, creando da sè un buco nero.   

Ma ad ora Ginevra è rimasta intatta e se ne sta comoda davanti all'orizzonte di questo evento. In effetti l'LHC ha avuto un gran successo spettacolare. 

Prima di tutto degli scienziati hanno dato prova dell'esisteza dell'elusivo bosone di Higgs ("la particella di Dio") - un elemento chiave costituente dell'universo - e sembra proprio sia sulla strada di "inchiodare" "la materia oscura" : una possibilità teorica ad ora impossibile da riscontrare, che si pensa costituisca la maggioranza della materia nell'universo.
 
L'esperimento della prossima settimana (ovvero questa, l'articolo è di sabato 17 ottobre ndt)  viene considerato qualcosa che cambierà le carte in tavola.

>>> tutto l'articolo qui: http://thelivingspirits.net/universi-paralleli/lhd-al-cern-gli-scienziati-all-opera-per-fare-un-contatto-con-un-universo-parallelo.html

 

 

lunedì 19 ottobre 2015

OBAMA STA VERAMENTE CERCANDO DI DARE INIZIO ALLA TERZA GUERRA MONDIALE ?



1212Obama

diI MICHAEL SNYDER
theeconomiccollapseblog.com

Più o meno tutti i gruppi coinvolti negli scontri sono formati principalmente da jihadisti e mercenari. Personalmente, non vedo nessuno da quelle parti che potrebbe essere inserito nella categoria dei “buoni”. In fin dei conti gli USA supportano chiunque abbia come obiettivo il cambio del regime di Assad, mentre i Russi stanno lavorando sodo per lasciarlo al suo posto. Come per la guerra civile in Ucraina, il conflitto in Siria rischia fortemente di diventare una guerra per procura tra USA e Russia, molti inoltre temono che questo conflitto possa creare i presupposti per una Terza Guerra Mondiale.

La ferocia degli attacchi aerei russi in Siria ha sorpreso osservatori in tutto il pianeta, negli ultimi giorni questi attacchi sono stati diretti verso aree ancora più vaste.
La Air Force russa ha esteso il raggio degli attacchi aerei contro gli avamposti dello Stato Islamico a quattro province siriane, concentrandosi principalmente sulla distruzione delle installazioni fortificate, delle basi di supporto e delle infrastrutture dei terroristi.
Nelle ultime 24 ore i velivoli russi hanno attaccato posizioni dei terroristi nelle province siriane di Hama, Idlib, Latakia e Raqqa. In tutto, 64 raid hanno avuto come obiettivi 63 installazioni dello Stato Islamico, tra di esse 53 zone fortificate, 7 depositi di armi, 4 campi d’addestramento e un centro di comando.

Quando leggo report di questo tipo, sono confuso. L’amministrazione Obama dice di aver bombardato postazioni dell’ISIS in Siria per più di un anno. Per cui come fanno ad esistere ancora tutti questi obiettivi?
L’esercito USA non è stato in grado di trovarli?
Quindi perchè non erano stati distrutti tempo fa?
L’amministrazione Obama forse non ha voluto distruggerli per qualche motivo particolare?
Ciò che risulta abbastanza palese è che i Russi stanno facendo ciò che l’amministrazione Obama non voleva o non è stata in grado di fare. Ora il panico è diffuso nei ranghi dell’ISIS e a migliaia stanno abbandonando il paese.

Un ufficiale ha detto all’agenzia stampa RIA che circa 3.000 guerrieri dello Stato Islamico ed altri militanti di gruppi estremisti hanno lasciato la Siria, fuggendo in Giordania, temendo una nuova offensiva dell’esercito siriano supportato dai raid russi.
“Almeno 3.000 militanti dello Stato Islamico (IS, precedentemente conosciuto come ISIS/ISIL), di al-Nusra e di Jaish al-Yarmouk sono fuggiti in Giordania. Temono che l’esercito siriano abbia ripreso le proprie operazioni al fronte e hanno paura dei bombardamenti russi”.
I media mainstream negli USA non parlano di questi fatti.

Ma parlano dell’ultimo sgancio di munizioni a favore dei gruppi di ribelli siriani. Per esempio la CNN dice:
Gli aerei cargo statunitensi hanno sganciato 50ton di munizioni durante la notte ai gruppi di ribelli della Siria del nord, sganciando 112 pallet, come primo passo dell’urgente sforzo dell’amministrazione Obama per trovare nuovi modi di supportare quei gruppi.
Dettagli sulla missione nei cieli siriani sono stati confermati da un ufficiale, che non aveva il permesso di parlare ufficialmente, dato che la notizia non è stata formalmente confermata.
Alcuni C-17. Scortati da aerei caccia, hanno sganciato munizioni e altre armi come bombe a mano nella provincia di Hasakah nel Nord della Siria ad una coalizione di ribelli sostenuti dagli Stati Uniti, conosciuti come la Coalizione Arabo Siriana.

Se voi foste i Russi come la prendereste?
Io so come la prenderei.
E proprio come Joe Biden ha ammesso, il “centro moderato” in Siria semplicemente non esiste.

Ciò che segue è una trascrizione di un pezzo in origine scritto dal giornalista investigativo Nafeez Ahmed:

I primi attacchi aerei russi hanno colpito la città di Talbisah, controllata dai ribelli, a nord di Homs City, sede del braccio ufficiale di Al Qaeda in Siria, Jbhat al-Nusra e di Ahrar al-Sham (sempre a favore di Al Qaeda), insieme ad altri gruppi locali di ribelli. Sia al-Nusra sia lo Stato Islamico hanno rivendicato gli attentati con autobombe di Homs City, la quale è situata 12Km a sud di Talbisah.
L’Istituto per gli Studi di Guerra (ISW) riporta come “parte dello sforzo statunitense e turco per creare una zona libera per l’ISIS nella campagna a Nord di Aleppo” al-Nusra “si è ritirata dai confini ed ha rinforzato le posizioni in questa sacca difesa dai ribelli a nord di Homs City”.
In altre parole, USA e Turchia stanno attivamente sostenendo i ribelli siriani “moderati” , ovvero Al-Qaeda, che il centro di analisi del rischio di stanza a Washington Valen Globals prevede sarà “una minaccia peggiore per la sicurezza mondiale” dell’IS stesso, negli anni a venire.

Lo scorso ottobre, il Vicepresidente Joe Biden ha ammesso che “non esiste un centro moderato” nell’opposizione siriana. La Turchia e le forze del Golfo hanno armato e sostenuto finanziariamente “chiunque avrebbe combattuto contro Assad”, inclusa “al-Nusra”, “al-Qaeda in Iraq (AQI)” e gli “elementi estremisti della jihad che stavano convergendo da altre parti del mondo”.

In altre parole, i ribelli sostenuti dalla CIA, messi sotto tiro dalla Russia, non sono moderati. Rappresentano lo stesso pentolone di reti affiliate ad al-Qaeda che hanno dato vista allo Stato Islamico in prima istanza.
È stato ben documentato che molti di questi cosiddetti “gruppi di ribelli moderati” in Siria hanno combattuto a fianco all’ISIS e lo hanno rifornito di armi. Quindi questa falsa dicotomia che Obama continua a tentare di venderci è solo una grande menzogna. 

A seguire uno stralcio di un pezzo di Infowars:
A Settembre 2014, un comandante dell’Esercito di Liberazione Siriano (FSA) ha ammesso di aver cooperato con l’ISIS e con il fronte di al-Nusra.

“Stiamo collaborando con lo Stato Islamico e il Fronte Nusra attaccando i raggruppamenti dell’Esercito Siriano a...Qalamoun” ha detto Bassel Idriss. “facciamocene una ragione: il fronte Nusra è la forza più grande presente oggi a Qalamoun e noi come FSA vogliamo collaborare con ogni missione loro intraprendano, sempre che coincida con i nostri valori”.
A luglio 2014 un report di Stelle e Strisce ha documentato come la Brigata Dawud, composta da 1.000 effettivi, che in precedenza aveva combattuto con l’FSA contro Assad, si è unita nella sua interezza all’IS.
Membri dello Stato Islamico sostengono di collaborare con l’FSA e di comprare armi fornite dagli USA.

“Compriamo armi dall’FSA. Abbiamo comprato 200 missili antiaerei e armi Koncourse anticarro”, il membro dell’IS Abu Atheer ha detto ad Al-Jazeera. “Abbiamo buone relazioni con i nostri fratelli dell’FSA. Per noi, gli infedeli sono quelli che collaborano con l’occidente per sconfiggere l’islam”.

Le armi anticarro statunitensi hanno un ruolo chiave nel conflitto siriano. Come documentato dal Washington Post, i missili anticarro di provenienza statunitense sono usati dai ribelli per distruggere i carri armati russi a disposizione dell’esercito siriano.
[I missili anticarro] sono stati così efficaci nelle vittorie dei ribelli nella Siria nordoccidentale che i ribelli li chiamano “domatori di Assad”, un gioco di parole sulla parola Assad, che significa leone. Negli ultimi giorni sono stati anche utilizzati con grande successo per rallentare l’offensiva sostenuta dalla Russia per il recupero delle zone sotto il controllo dei ribelli.
Da mercoledì, quando le truppe siriane hanno lanciato la loro prima offensiva con il supporto dell’esercito russo, dozzine di video dei ribelli che sparano missili statunitensi contro i carri armati russi e i veicoli blindati dell’esercito siriano sono stati postati su Youtube. Come delle palle di luce zigzaganti, si muovono per la campagna siriana fino a che non fanno esplodere l’obiettivo in una palla di fuoco.

Come ho detto prima, sembra sempre più una guerra per procura tra USA e Russia.
Che sia ciò che Obama vuole in realtà?
Di recente Obama sta stuzzicando anche la Cina. La CNN ha mostrato che navi da guerra statunitensi potrebbero presto navigare entro le acque territoriali attorno alle Isole Spratly. Queste isole sono rivendicate dal governo cinese, ma il governo USA non è d’accordo e Obama sembra intenzionato a mostrare i muscoli in quell’area.

Gli Stati Uniti potrebbero a breve dispiegare navi da guerra vicino alle isole artificiali cinesi nel Mar Cinese del Sud.
Vogliono mandare un messaggio che dimostri la non accettazione delle rivendicazioni cinesi riguardo quell’area.
Ciò secondo un report del Financial Times che cita un ufficiale statunitense che ha detto che nelle prossime settimane le navi si sposteranno entro 12 miglia nautiche dalle zone attorno alle Isole Spratly, che la Cina dichiara facciano parte del proprio territorio.

Se Obama manderà le sue navi da guerra in quell’area, ci sono grandi possibilità che vengano attaccate. Secondo Newsweek, i Cinesi stanno dicendo che non permetteranno alle navi statunitensi di violare le acque territoriali in nessun caso.

“Non permetteremo ad alcuna nazione di violare le acque territoriali cinesi e lo spazio aereo delle Isole Spratly, nel nome della difesa della libertà di navigazione e volo” ha detto Hua Chunying, portavoce del Ministero degli Esteri, in risposta ad una domanda circa le possibili perlustrazioni statunitensi. “Noi invitiamo le parti in causa a non intraprendere azioni provocatorie ed a prendere una posizione ragionevole nell’ottica della pace e della stabilità nella regione”.

Questi scambi sembrano portare USA e Cina verso un temuto, ma previsto, confronto militare. Tutte e due le parti sembrano essere convinte di poter prevalere, questo è il lato più preoccupante.
Nell’ultimo paio di anni le relazioni tra USA e Cina sono crollate molto rapidamente e se saltano le relazioni commerciali tra le due più grandi economie del mondo, ci possono essere pesanti ripercussioni per l’economia mondiale.

In aggiunta a quanto sopra, la guerra civile in Ucraina continua a mietere vittime. Gli USA hanno foraggiato, equipaggiato, addestrato e organizzato le forze che hanno rovesciato con la violenza il governo democraticamente eletto in Ucraina e poi, una volta che quei criminali hanno preso il potere (tra i quali alcuni neonazisti), l’amministrazione Obama ne ha immediatamente riconosciuto la legittimità.

I Russi erano infuriati per tutto ciò e hanno fornito soldati, equipaggiamento e rifornimenti ai gruppi ribelli che combattono questo nuovo governo. Ovviamente i Russi negano di farlo, ma è lapalissiano il contrario.
I gruppi di ribelli che i Russi stanno sostenendo stanno conseguendo successi e guadagnando terreno con regolarità, contrariamente alle previsioni degli analisti di Washington. In un disperato tentativo di cambiare le sorti dello scontro, si sta votando un progetto di legge al Congresso, per fornire “Aiuto militare di tipo letale” al governo di Kiev. Inizialmente la proposta avrebbe portato 200 milioni di dollari di aiuti, ma ora è stata portata a 300 milioni. Alcuni sostengono che la cifra finale sarà notevolmente maggiore.

Quando la legge passerà segnerà un momento estremamente importante. Per i Russi, significherà l’aver oltrepassato il limite. La verità è che l’Ucraina è il vicino più importante della Russia. Proviamo ad immaginare come ci sentiremmo se la Russia rovesciasse il governo canadese e iniziasse a fornire armi al nuovo governo filo-russo che loro stessi hanno aiutato ad insediare. Questo è esattamente ciò che i Russi pensano dell’intromissione statunitense in Ucraina.

Quest’anno ho scritto in un articolo, nel quale discutevo di un sondaggio che mostrava come l’81% dei Russi abbia un’opinione negativa degli Stati Uniti, mentre solo 13% la pensa in maniera opposta. Persino al picco della guerra fredda i numeri non erano tanto impietosi.
Si sta preparando il terreno per la terza guerra mondiale, ma la maggior parte degli statunitensi ne sono totalmente ignari, perchè chiusi nel loro piccolo mondo.
La maggior parte di loro continua a dare per scontato che Russi e Cinesi siano loro “amici” e che qualsiasi tipo di conflitto tra le maggiori potenze globali sia impossibile.
Bene, la verità è che il conflitto è già iniziato in Ucraina e Siria e che la tensione cresce ogni giorno che passa.

Non succederà domani o la prossima settimana, ma la direzione è quella, verso la terza guerra mondiale.

Michael Snyder
Fonte: http://theeconomiccollapseblog.com/
Link: http://theeconomiccollapseblog.com/archives/is-barack-obama-actually-trying-to-start-world-war-iii
12.10.2015
FONTE italiana : http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=15722&mode=thread&order=0&thold=0
traduzione di FA RANCO