UN BLOG PER TENERTI SVEGLIO

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Notizie dal mondo, soprattutto da fonti internazionali, che il mainstream non riporta.

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sabato 30 gennaio 2016

Germania: azione legale contro un prof. universitario per lamentela contro la Merkel




Un prof. che ha interrotto il discorso della Cancelliera Merkel per dirle: " Sono spaventato per il futuro dei miei figli" , ora viene citato legalmente dalla sua stessa università.
L'incidente è avvenuto lunedi mattina mentre la Merkel teneva il suo discorso al Fraunhofer Institute per Microsistemi.

“State facendo un esperimento di cui non conoscete il risultato"
"Sono molto preoccupato di questo , ha continuato, mi aspetto decisioni piu' responsabili  da lei, in qualità di  fisico"

La Merkel risponde  con una alzata di spalle alla interruzione, affermando: " Mi prenderò piena responsabilità e farò il possibile perchè la Germania abbia un buon futuro"


L'uomo è stato scortato in fretta fuori dalla sala, ed ora dovrà affrontare delle azioni legali contro di lui, dalla Università di Merseburg, che ha promesso di rivedere la sua posizione e fare una azione legale  contro di lui "per aver danneggiato la reputazione della facoltà".

 fonte: http://www.infowars.com/professor-interrupts-merkel-im-scared-about-the-future-of-my-children/

venerdì 29 gennaio 2016

ONU, Ban Ki-moon su Israele: "Le continue attività coloniali sono un affronto al popolo palestinese e alla comunità internazionale"

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Ban ki-Moon: le violente risposte palestinesi all’occupazione israeliana fanno parte della “natura umana”


Betlemme-Ma’an. Martedì, il Segretario generale dell’ONU, Ban Ki-moon, ha prestato la sua voce alle critiche internazionali sulle politiche-chiave israeliane e ha affermato che fa parte della “natura umana” il fatto che i Palestinesi reagiscano violentemente a quasi 50 anni di occupazione militare israeliana.
 
Parlando a un dibattito del Consiglio di Sicurezza dell’Onu sul Medio Oriente, Ban ha affermato che il nuovo anno è iniziato e il 2015 è terminato “con livelli inaccettabili di violenza e una polarizzazione del discorso pubblico su Israele e i Territori palestinesi occupati”.
 
Ha condannato la serie di violenti attaccati perpetrati dai Palestinesi negli ultimi mesi, ma ha aggiunto che le misure di sicurezza israeliane “hanno fallito nell’indirizzare il profondo senso di alienazione e disperazione di alcuni Palestinesi – soprattutto giovani. La frustrazione palestinese cresce sotto il peso di quasi mezzo secolo di occupazione e di paralisi del processo di pace. Alcuni mi hanno spinto a puntualizzare questa indiscutibile verità. Come i popoli oppressi hanno dimostrato nel corso dei tempi, fa parte della natura umana reagire all’occupazione che spesso serve come potente incubatrice di odio e estremismo”.
 
Il Segretario generale dell’Onu ha sollecitato un drastico cambiamento nelle politiche-chiave israeliane verso i Territori occupati: “I cosiddetti ‘fatti sul terreno’ nella Cisgiordania occupata hanno intaccato la fattibilità di uno stato palestinese e la capacità del popolo palestinese di vivere con dignità. Le continue attività coloniali sono un affronto al popolo palestinese e alla comunità internazionale. Essi sollevano fondamentali domande sull’impegno israeliano per la soluzione a due stati”.
 
Ha aggiunto che ai Palestinesi deve essere permesso sviluppare l’Area C, dove Israele ha totale autorità civile e militare e che comprendono oltre il 60 percento della Cisgiordania.
E ha portato l’attenzione sui report di martedì relativi all’approvazione di ulteriori 150 abitazioni coloniali in Cisgiordania da parte dell’Amministrazione Civili israeliana, e di altre sottrazioni di terre palestinesi.
 
Per Ban ki-Moon si tratta di “atti provocatori diretti a incrementare la crescita della popolazione di coloni, inasprire le tensioni e minare qualunque prospettiva di un cammino politico”. Ha criticato le demolizione israeliane di abitazioni palestinesi e ha evidenziato la situazione attuale dei beduini palestinesi che stanno affrontando trasferimenti forzati nell’area di Gerusalemme.
 
Ha anche parlato della “pericolosa” situazione umanitaria nella Striscia di Gaza, ha criticato il continuo lancio di razzi da parte di gruppi militanti e chiesto ai Palestinesi di riconoscere un governo palestinese singolo e unito.
 
Continua qui.

giovedì 28 gennaio 2016

M.Foa: dagli Usa un altro siluro a Putin

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Colpo finale a Putin? Sì, a meno che proprio in America…
by M. Foa
 
Mettiamo in fila le ultime notizie su Putin.
La scorsa settimana è stato accusato dalla Gran Bretagna di essere il mandante dell’omicidio Litvinenko, senza alcuna prova e nell’ambito di un’inchiesta non giudiziaria ma politica.

Ora dagli Stati Uniti arriva un altro siluro ed è significativo che sia stato lanciato tramite un media britannico, la Bbc. Durante uno speciale televisivo il ministro del Tesoro Usa ha accusato il presidente russo di “essere corrotto” avvertendo che il suo governo lo sa da anni. E naturalmente la Bbc, citando un “insider russo”, ha aggiunto che Putin avrebbe ricevuto in dono da Abramovich uno yacht da 35 milioni di dollari.
Insomma nel giro di una settimana Putin è stato indicato come un assassino e come un ladro. Manca solo l’accusa di pedofilia… Segnali che vanno interpretati secondo i canoni delle moderne guerre asimmetriche e che non lascerebbero presagire nulla di buono: gli Stati Uniti sembrerebbero intenzionati ad accelerare la resa dei conti con il capo del Cremlino.

A meno che la vera partita sia stia giocando non a Mosca ma a Washington. Fuor di metafora: negli ultimi 15 anni la politica estera americana è stata dominata dai neocon, che perseguendo i loro folli piani sono riusciti a destabilizzare l’Afghanistan, l’Irak, la Tunisia, l’Egitto, la Libia, la Siria, a mettere in un angolo la Russia e a dichiarare una “guerra al terrorismo” ottusa e strumentale che non ha portato più pace ma ancor più terrorismo con le sembianze dell’Isis.

Da qualche tempo, però, l’ala moderata dell’establishment americano pare aver trovato la forza di ribellarsi, in un impeto sia diplomatico che militare, testimoniato dalla rivolta dei generali del Pentagono contro la politica Usa in Siria.

C’è una parte di America che vuole davvero chiudere i conti con l’Isis, è la stessa America che ha riallacciato i rapporti con l’Iran e ora parrebbe disposta ad avviare una nuova distensione con Putin. Nei giorni scorsi il segretario di Stato John Kerry, parlando a Davos, ha evocato la possibile revoca delle sanzioni, nei prossimi mesi, se il Cremlino rispetterà gli accordi di Minsk sulla pace in Ucraina. Dichiarazione che è prematuro considerare come una vera e propria apertura ma che potrebbe essere letta nell’ambito della lotta di poter in corso nella capitale Usa. I neocon lanciano perfidi siluri mentre l’establishment tende la mano.

Che succede a Washington? E che farà Obama, troverà davvero il coraggio di correggere, almeno in parte, gli errori fin qui commessi? Prepariamoci, saranno settimane decisive. 

fonte: http://blog.ilgiornale.it/foa/2016/01/27/putin-guerra-o-pace-lamerica-stavolta-si-spacca/
 

mercoledì 27 gennaio 2016

I rifugiati affermano che i militanti ISIS vivono in mezzo a loro in Germania



Heavy armed Police stand outside the stadium after the match was called off by police due to a security threat. © Fabian Bimmer

Tempo Pubblicato: 23 gen 2016 08:56 Tempo Modificato: 23 GENNAIO 2016 09:12 Get URL breve © Fabrizio Bensch / Reuters



Profughi cristiani provenienti dalla Siria sostengono di aver visto un ex membro Stato islamico che vive a Francoforte, e che questo non è un caso isolato. La polizia indagato ma hanno rifiutato di sporgere denuncia perché il presunto terrorista no ha pendenze penali in Germania.



Durante la sua ultima visita nella regione Saarland della Germania, al confine con la Francia, il giornalista di RT Peter Oliver ha incontrato un gruppo di cristiani assiri che erano stati tenuti in ostaggio da Stato islamico (IS, già ISIS / ISIL).

Essi hanno ricordato che, durante la prigionia, l'unica cosa per cui hanno pregato era di essere fucilati, anzichè decapitati.



La stessa comunità, che ora vive nella città di Saarlouis, dice che gli orrori di quella esperienza li hanno seguiti per tutta la Germania, questo dopo aver scoperto che un uomo che dicono avere legami con Stato islamico, sta vivendo in mezzo a loro.



Un rifugiato, che ha accettato solo di parlare a RT in condizione di anonimato, ha detto che l'uomo che vive nella sua città è lo stesso membro di IS ha incontrato in Siria.



"Mi ha fermato più volte al punto di controllo vicino al nostro villaggio; siamo stati anche in grado di trovarlo su Facebook, vado alla pagina web e c'è di nuovo questo tipo ", ha detto il profugo.



Quando l'uomo ha visto la jihadista in Germania, la sua reazione è stata quella di panico.



"Ero molto spaventato di vedere come questo terrorista sia in uno stato democratico come la Germania , ha detto il profugo RT, aggiungendo anchche di non capire come mai chi ha tenuto
tutta la famiglia in ostaggio, abbia ora lo status di rifugiato siriani in Germania.



La comunità assira ora si sente molto insicura e che alcune persone stanno anche considerando di lasciare la Germania, ma non sanno dove andare.


FONTE: https://www.rt.com/news/329890-germany-refugees-isis-members/

lunedì 25 gennaio 2016

La Prima Ambasciata Palestinese in Europa Occidentale, sia apre in Svezia

Palestinian President Mahmoud Abbas (C, right) speaks next to Swedish Foreign Minister Margot Wallstrom (C) during the inauguration of the Embassy of Palestine in central Stockholm February 10, 2015. (Reuters/Fredrik Sandberg)

La prima Ambasciata Palestinese che sia mai apparsa in Europa Occidentale, si è aperta martedi sera (della scorsa settimana) in Svezia. Cosi ha detto il servizio stampa del Primo Ministro. Il Presidente  Mahmoud Abbas è arrivato a Stoccolma per l'evento.

"Il vostro riconoscimento ...dovrebeb spinegre in avanti  i negoziati nel processo di pace "  ha detto Abbas.
Il Primo Ministro Lofven ha promesso solennemente aiuto alla Palaestina ma ha anche richiesto riforme.

"Ci son difficoltà: dobbiamo aiutarci reciprocamente  per combattere la corruzion ed aumentare l'uguaglianza tra il gender, migliorare il rispetto per i dirittti umani  e ovviamente continuare il processo di costituzione dello Stato,"  ha detto Lofven.

Sotto il trattato firmato di recente,  l'aiuto finanziario della Svezia alla Palestina  crescerà di 1,5 miliardi di corone  (= US$179.74 million) nei prossimi 5 anni .

La Palaestina ha missioni diplomatiche nei paesi o che la riconoscono o la riconoscono parzialmente come stato indipendente.

Fino a martedi, la Palestina  aveva una Delegazione Generale di Palestina in Svezia, con base a Stoccolma.
il 30 ottobre, la Svezia fu il primo membro dell'Europa Occidentale (e il 135° delle 193 nazioni del mondo)  a riconoscere ufficialmente lo stato di stato delal Palestina. La Gran Bretagna la Francia, la Spagna, il Portogallo  hanno fatto la stessa cosa. 

fonte: https://www.rt.com/news/231107-palestine-first-embassy-sweden/

domenica 24 gennaio 2016

Attilio Foliero: Il lato oscuro di Madre Teresa di Calcutta la “santassassina”


“Nell’ospedale di Madre Teresa a  Calcutta, di fatto, varcate quelle mura la gente moriva senza cure mediche e medicine.”

Ormai è noto a tutti che troppo spesso, l’aggettivo umanitario, troppo spesso viene usato per nascondere nefandezze e disumanità.
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“Umanitari”  sono persino le espulsioni dei Rom che servono solo a far vincere le elezioni ai partiti di destra e di sinistra; non dimentichiamo che, come scrisse Hannah Arendt nel suo La banalità del male, la tragedia della shoah iniziò proprio con le espulsioni degli ebrei, per poi, immediatamente dopo, trasformarsi nella tragedia umana che ben conosciamo. Il nazista Eichmann, giustiziato in Israele nel 1961, organizzatore di queste espulsioni, divenne in seguito l’organizzatore della soluzione finale ovvero dei viaggi della morte di milioni di ebrei verso i forni crematori.
 
“Umanitari” sono anche i campi profughi sparsi per l’africa, i cosiddetti humanitarial spaces che servono solo ad arricchire dirigenti e amministratori senza scrupoli delle ONG i quali fanno ammassare, come animali e senza nessuna protezione, migliaia di persone spendendo un quarto del denaro messo a loro disposizione dai vari governi occidentali, e sottraendone i tre quarti che vanno a finire in parte nelle tasche dei “responsabili” che gestiscono queste organizzazioni “umanitarie” e in parte nelle borse dei ras locali.

“Umanitari” sono anche i campi profughi italiani gestiti anche da centri vicini a Cl di cui si sta occupando l’inchiesta su Mafia capitale. Ecc. ecc.. (Frase aggiunta il 12 giugno 2015). 
Per quanto riguarda il Vaticano, non dimentichiamo che il denaro che “con tanto amore” viene dato alle loro organizzazioni “umanitarie”, è preso dalle tasche degli italiani i quali, volenti o nolenti, versano l’8 per mille, o una parte di esso alla chiesa cattolica.

Sicuramente molte persone sono in buona fede quando affermano che Madre Teresa ha dedicato tutta la sua vita all’India e lo ha fatto per aiutare le popolazioni indiane, ma la verità, su questa persona che la chiesa di Roma ha beatificato, è molto diversa da ciò che ci viene propinato quotidianamente con la dottrina mediatica.

Linda Polman giornalista olandese, nel suo libro inchiesta L’industria della solidarietà, denuncia molte Ong cattoliche che usano il ricatto religioso: cibo in cambio di abiura di proprie convinzioni religiose e conversione al cattolicesimo. Fra questi “aiuti umanitari” spicca il caso della cosiddetta Madre Teresa di Calcutta. Scrive la Polman: «Ero a Calcutta quando era ancora viva e gestiva un ospedale. Circondato da mura altissime, era il terrore per i bambini che si sentivano dire: guarda che se non stai buono viene Madre Teresa e ti porta via. Di fatto, denuncia la giornalista, varcate quelle mura la gente moriva senza cure mediche e medicine. ( …) I finanziamenti che riceveva in cifre ingenti non li spendeva per l’ospedale ma li accumulava sul proprio conto».



Oltre alla Polman altri giornalisti hanno denunciato questa ennesima menzogna giornalistica indotta dalle veline ecclesiastiche. Ad esempioCristopher HitchensLa posizione della missionariaAlan Drew Nel giardino d’acqua. Sui pochi giornali italiani che denunciarono questa tragedia umana è scesa una cappa di silenzio assordante.

In verità, dal suo punto di vista, Madre Teresa non ha fatto altro che aderire all’assunto dottrinario cristiano: la Chiesa cattolica predica da circa 1600 anni, Agostino da Ippona docet, che tutto è inscritto da sempre in mente dei, e quindi cercare di curare è un atto di insubordinazione a ciò che il dio cristiano ha già deciso nella notte dei tempi. E dato che, sempre secondo la dottrina cristiana, la vita transeunte è morte e la morte è la vera vita, eterna, aiutare a morire i bambini indiani facendogli iniezioni con aghi infetti, fa parte dell’amore cristiano … no, non l’amore verso gli esseri umani, che c’entra, no, si intende unicamente l’amore verso il loro dio.



A quelle persone che, in “buona fede”, credono nella santità di questa donna però consiglierei di fare una ricerca su questi crimini che vengono perpetuati nelle varie Chiese cristiane, leggendo magari Storia criminale del Cristianesimo di Karlheinz Deshner. Poi se uno vuole continuare a credere anziché pensare, se si vuole fare di ciò che non è, ciò che è, bèh … francamente… 

Ci sono testimonianze di fotoreporter che hanno visto “l’ospedale” di Madre Teresa. Queste persone hanno visto documentato cose terribili: «l’ospedale è un hangar con lettini messi in fila sui quali giacciono larve umane in attesa di morire, senza cure, senza assistenza, nella totale indifferenza, le suore a volte passano per fare iniezioni e usano la stessa siringa per diverse persone, i pochi servizi igienici sono latrine sporche. Madre Teresa diceva che il dolore unisce a Dio però quando stava male si curava in un lussuoso ospedale americano e i fondi che raggranellava durante i suoi viaggi promozionali servivano per fondare conventi per le sue suore che si occupano solo di convertire al cristianesimo e non per assistere ammalati e bambini». Scriveva S. Sollima, un reporter del The Guardian, in un commento su AgoraVox.
Anche Christopher Hitchens nelle prime righe del suo libro La posizione della missionaria narra un fatto raccapricciante, documentato nel suo documentario per ‘Channel 4’. Il documento mostra Madre Teresa che dice a un moribondo «Stai soffrendo come Cristo in croce, di sicuro Gesù ti sta baciando! », e lui che risponde «Per favore digli di smettere di baciarmi ».Questo fatto, che se non fosse per la drammatica verità potrebbe sembrare uno sketch comico, è emblematico perché descrive meglio di ogni altro la vera natura di Madre Teresa di Calcutta della quale, secondo quanto scrisse tempo fa il ‘giornalista’ Francesco Longo, non si deve assolutamente parlare male per non turbare le menti a mollo nell’idolatria per questa donna che aveva tra i suoi sostenitori il dittatore haitiano Baby Doc e che era da molti considerata, (come si può vedere nel video allegato) alla stessa stregua di una pericolosa criminale.

Anjeza Gonxhe Bojaxhiu, in arte Madre Teresa di Calcutta in nome delle credenze cristiane sulla redenzione dei peccati attraverso il dolore fisico, lasciva morire senza cure i malcapitati che entravano nei suoi lazzaretti. Lazzaretti che i media compiacenti descrivevano come ospedali di alto livello. Dire, come hanno scritto alcuni giornali, che, Madre Teresa di Calcutta era «poco incline al trattamento del dolore» è un eufemismo. Come è una menzogna parlare di ospedali a meno che non si intendano nell’antica accezione medievale: ricoveri.

La suora albanese, premio Nobel per la pace nel 1979, come si può vedere nel video, non ha mai aperto un vero ospedale, nel senso che, anche lì, come in molti centri psichiatrici italiani dove vige l’ideologia basagliana, (sulla “leggenda Basaglia” leggi qui) i malati non venivano curati ma ci si ‘prendeva cura di loro’ nel senso che venivano considerati, tutti, come malati terminali. La missione della missionaria era quella di spedire più in fretta possibile le anime dei malcapitati, che entravano nella sua orbita, nel regno dei cieli dopo essersi purificati attraverso il dolore che la suora procurava loro con un eccezionale zelo religioso.

Gian Carlo Zanon - Ultimo aggiornamento 15/12/2015
Fonte: I Giorni e le Notti
 

sabato 23 gennaio 2016

Polizia turca ammazza giornalista kurdo. Le truppe turche in marcia verso Jarabulus, in Siria

 

‘Un incidente in cui molti civili  con le bandiere bianche sono stati attaccati al fuoco della polizia turca. Nella città di Cizre le vittime si riporta siano Kurdi, che si suppone siano stati uccisi  da truppe turche. La serie dei brevi video pubblicata sui social media, mostra una processione di persone per strada, che spingono un carretto dove sembrano esserci sopra due corpi coperti. Le pareti degli edifici hanno buchi, forse di proiettili. Si vede un carroarmato a distanza.’(www.davidicke.com)

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I Turchi attaccano i Kurdi per proteggere ISIS

"Secondo i media turchi, "un grande numero" di truppe turche hanno passato il confine con la confinante Siria, muovendosi verso Jarabulus, nelle mani dell'ISIS, senza essere disturbate dalle forze dell'ISIS. Si dice anche che si stavano preparando per combattere  contro le forze kurde del YPG che avanzano  contro la città.   Queste notizie arrivano giusto un giorno dopo che le forze turche hanno bombardato i quartier generali del YPG a Tel Abyad che che gli ufficiali turchi hanno ripetutamente promesso di impedire ad ogni costo ai Kurdi di attraversare il fiume Eufrate a Jarabulus". 

fonte: http://news.antiwar.com/2016/01/20/report-turkish-troops-enter-syria-to-stop-kurdish-advance/

venerdì 22 gennaio 2016

Paolo Barnard su Hedge Funds e Naked Short Selling. I giochi perversi della finanza


http://crowdfundbeat.com/wp-content/uploads/2015/07/hedgefund-joe-healy-healthcor1.png

[.... indovinare chi se la prende in quel posto.... un quiz molto difficle]

by Paolo Barnard
La conversazione nel titolo non è poi così immaginaria. Probabilmente è accaduta fra un ufficio di Hedge Fund tipo Burlington Global C.I. e JP Morgan Securities PLC.
Voi dovete sapere che gli Hedge Funds possono decidere fa 10 minuti, o fra due anni, o la prossima settimana, di tirare nella fogna l’intero sistema bancario italiano. Lo so, lo so, che vi distraggo dalle vere minacce all’umanità come le riforme anti-fannulloni e la Capuozzo, e col permesso di Travaglio, vergognandomi, continuo.

Sti Hedge Funds hanno nelle mani un trucco che si chiama Naked Short Selling, contro cui nessuno Stato europeo né la stessa Commissione UE hanno armi sufficienti (vedi sotto), e con sto trucchetto possono scegliere una manciata di banche italiane e distruggerle. Lo so, lo so, che Di Maio ha cose più importanti da fare, ma col permesso di Casaleggio continuo.
Cos’è il Naked Short Selling? Semplice. Uno di questi multimiliardari gestori di Hedge Funds, o dieci di loro, prendono una mappa delle nostre piccole medie o grandi banche, e poi tirano le freccette. Le banche colpite saranno le prescelte. Poi c’è la pausa Golf, e il Sassicaia da 2.500 dollari a bottiglia da Margi’s. Poi al lavoro di nuovo. Cosa fanno? 

Bè prendono IN PRESTITO una grossa manciata di azioni di banche italiane in difficoltà o fallite (come Intesa o Unicredit, o quasi tutte le piccole medie), LE VENDONO ALL’ISTANTE per, semplificando, 50 soldi ad azione. Naturalmente dovranno poi restituire quelle azioni prese in prestito a chi gliele ha prestate, ma nel frattempo la precipitosa vendita di quelle azioni le svaluta (quando si vende in massa una cosa essa crolla nel prezzo). Poi assieme gli scandali tipo Etruria, le bocciature delle Agenzie di Rating, e l’aumento vertiginoso dei crediti bancari che gli italiani non ripagheranno mai più, tutto questo porta il valore delle azioni di quelle banche al crollo. Ad esempio vanno a 25 soldi ad azione. Bene.

Gli Hedge Funds a quel punto comprano quella grossa manciata di azioni di banche italiane che devono restituire a chi gliele aveva prestate, MA LE COMPRANO ORA A 25 SOLDI AD AZIONE, le restituiscono al prestatore, e ci scremano sopra un bel profitto di 25 soldi ad azione senza aver fatto nulla (ricordate: le presero in prestito, senza tirare fuori una lira, quando valevano 50 soldi ad azione e le vendettero subito per 50 soldi ad azione. Ora le ricomprano per restituirle al proprietario per solo 25 soldi ad azione).  Ecco cos’è il Naked Short Selling. Poi… altro Golf, Sassicaia da 2.500 dollari, yacht, ecc. ecc. Intanto la tua banca va a puttane, come si dice in gergo all’ECOFIN… (con te dentro)

Quei papocchi buffoni dei legislatori italiani sbandierano la ‘gran protezione’ contro il Naked Short Selling portata dal Regolamento UE 236/2012 e altre leggiucole, che però sono talmente pieni di buchi, ambivalenze e soprattutto sono così bombardati dalla mega lobby mondiale degli Hedge Funds, la AIMA, che fra i buchi ci passa un Tir (cioè altro Naked Short Selling).

Bè, mi congedo da questo marginale articoletto, so che dovete tutti leggere sul Grilloblog le vere cose che proteggeranno 4 generazioni di figli di italiani (quali siano io povero ignorante non lo so, chiedete a Di Maio o a Travaglio).

fonte:  http://www.paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=1417

giovedì 21 gennaio 2016

Claudio Messora: il Piano Kalergi.

Richard Kalergi










Richard Nikolaus di Coudenhove-Kalergi era un conte austriaco considerato pioniere dell’integrazione europea. nato a Tokio nel 1894 e morto nel 1972. Nel 1923 scrive il suo primo libro, che guarda caso si chiama “Pan-Europa“. Lo manda a tutte le persone più influenti e allega ad ogni copia un modulo di adesione. Oggi lo chiameremmo spam. Così nasce il Movimento Pan-Europeo. Che non era mica il circolo del bridge: dentro c’era gente come Albert Einstein, Thomas Mann e Sigmund Freud.

Kalergi voleva una grande nazione europea che venerasse Napoleone, Mazzini, Victor Hugo, Kant, Nietzsche, gente così insomma… Ma era un elitista, seguace di quella teoria secondo cui le masse sono confuse, allo sbando, incapaci di darsi una direzione, e in questo caos hanno buon gioco le minoranze potenti e ben organizzate. La stessa teoria di cui sono convinti personaggi come Mario Monti (ricorderete che fu a capo della Commissione Trilaterale, il cui primo studio era quel “Crisis of Democracy” che sosteneva, appunto, che le masse devono restare in apnea), le cui convinzioni si traducono in presidenti del consiglio e governi che cambiano senza elezioni e in frasi come “al riparo dal processo elettorale” (se vuoi sapere cosa significa, leggi il post). 

Quindi Kalergi non poteva che ambire a una società che sostituisse la democrazia con una aristocrazia illuminata.

Obiettivo centrato, direi! Del resto, chi poteva finanziare il suo movimento se non un banchiere, Max Warburg, che gli era stato presentato dal barone Ludwig Nathaniel Freiherr von Rothschild? E, ironia della sorte, i Kalergi erano greci! Per la precisione, di Creta. 

Ma sentite questa: un antenato del nostro conte, nel 300, firmò un trattato per la sottomissione di Creta al dominio veneziano. Si comincia bene! Per questo Monti un giorno dirà che “la Grecia è il più grande successo dell’euro“: perché, da un’isola, sono passati a sottomettere uno Stato intero.

A dire il vero, Kalergi voleva anche una pan-America, una pan-Eurasia (con dentro la Russia), una unione pan-asiatica che comprendesse Cina e Giappone e dominasse sul Pacifico, e voleva perfino una pan-ideologia (un misto tra capitalismo e comunismo che, se volete, si è realizzato nei parlamenti nazionali con quell’illusione del bipolarismo già perseguita con il Piano di Rinascita Democratica e concretizzatasi con il Pd renziano) e un’unica pan-lingua, l’inglese, da parlarsi in tutta Europa accanto agli idiomi nazionali.

Riuscì peraltro a convincere molti leader politici dell’epoca, gente del calibro di Konrad Adenauer, Robert Schuman (cui non a caso è intestato un building del Parlamento Europeo), Alcide De Gasperi, Winston Churchill. Non ebbe molta fortuna con Benito Mussolini né con un tale di nome Adolf Hitler, che lo guardava con ribrezzo e considerava il suo piano un piano massonico.

Fu Kalergi a lanciare l’idea degli Stati Uniti d’Europa: Altiero Spinelli venne molto dopo. Fu Kalergi, nel 1955, a proporre l’Inno alla Gioia di Beethoven (dalla nona sinfonia) come inno ufficiale dell’Unione Europea, che in seguito venne adottato.

Fu Kalergi, aiutato da Robert Schuman, ministro degli esteri francese, ad assegnare la gestione della produzione di acciaio, ferro e carbone ad una sovranità sovranazionale, sotto la direzione dei primi euroburocrati non eletti da nessuno: i famosi commissari europei.  Fu Kalergi a mandare i primi memorandum ai governi di Italia, Francia, Germania e Regno Unito, negli anni ’60, perché adottassero una unione monetaria.

E per non farsi mancare niente, nel libro “Practical Idealism” il conte traccia anche l’idea di Europa che aveva in mente dal punto di vista demografico.
E dice: “L’uomo del futuro sarà di razza mista. Le razze e le classi di oggi gradualmente scompariranno” e ci sarà un’unica “razza euroasiatico-negroide, simile in apparenza agli antichi egizi”, che sostituirà i popoli con gli individui. Questo, nelle intenzioni del conte, avrebbe dovuto portare a una maggiore governabilità delle masse, sempre secondo i principi dell’elitismo di cui sopra (la democrazia non esiste poiché il popolo non ha le capacità di autogovernarsi e nel momento in cui si organizza esso porta automaticamente un’élite a prendere il potere).

Si può dire che il Piano Kalergi ha avuto successo praticamente in tutto. O perlomeno i suoi discepoli stanno procedendo a grande velocità verso la sua finalizzazione (Draghi che chiede l’unione bancaria e nuove cessioni di sovranità; la Boldrini che chiede l’accelerazione degli Stati Uniti d’Europa, Mattarella che discute di cessione della sovranità fiscale), ma cosa ne è delle teorie del conte sulla questione razziale?

Abbiamo degli indizi. Quindici anni fa uno studio dell’Onu introduce il concetto di “immigrazione di rimpiazzo” che porta al centro del dibattito la necessità di sostituire (letteralmente) buona parte della popolazione europea con migranti, al fine – si dice – di compensare il calo delle nascite e garantire il sistema pensionistico.  

Massimo D’Alema invoca 30 milioni di immigrati. Il sottosegretario Sandro Gozi rilancia con 40 milioni. Laura Boldrini dice che lo stile di vita dei migranti presto sarà il nostro. Nel frattempo, Angela Merkel apre le frontiere e mette al lavoro i siriani, la Repubblica Ceca assume 5 mila rifugiati
Insomma, tutto fa pensare che anche sul tema immigrazione, presto il Piano Kalergi potrebbe trovare una sua attuazione definitiva.

fonte: http://www.byoblu.com/post/2015/09/24/il-piano-kalergi.aspx

vedi anche:

Europa unita: una catastrofe calcolata. Il piano Kalergi con la Pan-Europa