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mercoledì 1 febbraio 2017

Il Programma di governo di Donald Trump in 16 punti




Il Programma di governo di Donald Trump in 16 punti
1) Metterà un termine al numero di volte in cui un parlamentare può essere eletto. (richiede un emendamento costituzionale). L’assenza di questo limite ha trasformato il Senato in una casta di bramini inamovibili. Ad esempio John Mc Cain siede in senato da sedici anni e precedentemente ha soggiornato alla Camera dei rappresentanti per diciassette anni. In tutto 33 anni. È ora che vada a casa.
2) Blocco delle assunzioni dei dipendenti pubblici con l’eccezione di militari, poliziotti e operatori sanitari.
3) Istituirà il divieto per cinque anni per i dipendenti della Casa Bianca di impiegarsi come lobbisti, alla fine del periodo di servizio pubblico. Divieto a vita per essere al servizio di stati esteri.
4) Divieto ai lobbisti di stati esteri di fare donazioni per scopi elettorali negli Stati Uniti.
5) Rinegoziare (o ritirarsi) dal trattato NAFTA che unisce USA, Messico e Canada. Parimenti, annunziare il ritiro dalla Transpacific Partnership (Australia, Brunei, Canada, Giappone, Malesia, Nuova Zelanda, Perù, Singapore, Stati Uniti e Vietnam).
6) Cancellare tutti gli stanziamenti dati – o da dare – all’ONU per i programmi di cambiamento climatico e dirigere quei fondi sulla rete idrica e le strutture ambientali degli Stati Uniti
7) Togliere tutte le restrizioni che limitano l’estrazione di riserve energetiche americane e dare il via a progetti infrastrutturali quali l’oleodotto Keystone (dal Canada al Texas) bloccato da Obama per ragioni ecologiche.
8) Abolire tutti gli “atti esecutivi” [ma lui ne ha già fatti alcuni...?] presidenziali incostituzionali emanati dalla presidenza Obama. Molti riguardano atti di guerra decisi senza l’avallo del Congresso
9) Cancellare ogni finanziamento federale alle città (grandi comuni) che vietano alla polizia locale di collaborare coi federali per la repressione della immigrazione clandestina (ad esempio, non richiedendo i documenti alle persone interpellate).
10) Iniziare le procedure per la nomina del Giudice della Corte suprema mancante dopo la morte di Antony Scalia, defunto di recente. Ha anche dichiarato di avere “un elenco di venti giudici che difenderanno la costituzione”. Minaccia cioè un conflitto costituzionale con i giudici progressisti.
11) Espellere i due milioni di immigrati illegali che hanno commesso reati. Cancellare i visti di ingresso negli USA ai paesi che non si riprendono indietro questi immigrati. Sospendere l’immigrazione dalle aree del mondo in conflitto o dove c’è terrorismo.
12) Semplificazione fiscale mirata alla classe media, riducendo gli scaglioni da 7 a 3. Una famiglia media con due figli avrà uno sconto fiscale del 35%. Le imprese scenderanno dal 35% al 17 e varerà un condono per i capitali dall’estero tassato al 10%.
13) Lavori sulle infrastrutture REVENUE NEUTRAL, ossia lo stato non preleverà tasse da questi lavori realizzati con partnership pubblico-privato per le quali conta di mobilitare mille miliardi in dieci anni.
14) Lavorare col Congresso (a maggioranza repubblicano ormai) per rendere deducibili tutte le spese sanitarie per bambini e anziani, creando libretti di risparmio sanitari (con contributo statale per i meno abbienti) e abolendo completamente l’Obamacare. Piano di incentivi alle imprese che creano asili nido infantili in azienda.
15) Legge per contrastare l’immigrazione illegale. Due anni di prigione per rientro di un illegale, portati a cinque se l’infrazione è compiuta da una persona già condannata per altri reati.
16) Trovare una intesa con la Russia che calmi la situazione di tensione internazionale. 
Vuole inoltre una riforma della N.A.T.O. per costringere gli alleati ad aumentare i propri stanziamenti sulla Difesa. (il metodo migliore è far pagare per le truppe stanziate sui territori dei paesi alleati o ritirarle del tutto).
Questi i provvedimenti principali. Vorrebbe, inoltre, creare un programma di aiuti ai reduci di guerra, ormai numerosi e spesso in miseria, e contrastare con successo le politiche monetarie cinesi, che sono la causa prima della delocalizzazione delle imprese – fatto che ha impoverito la classe media e quella operaia americane. Contrastare anche la delocalizzazione in Canada, Messico, Singapore, Corea.
Adesso avete capito perché la buttavano in caciara…
Articolo di Antonio de Martini
https://www.conoscenzealconfine.it/

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