UN BLOG PER TENERTI SVEGLIO

UN BLOG PER TENERTI SVEGLIO
Notizie dal mondo, soprattutto da fonti internazionali, che il mainstream non riporta.

Translate

Cerca nel blog

martedì 4 luglio 2017

John Pilger: Libertà, la prossima volta. Il liberalismo e la sua propaganda di guerra

quote vietnam was as much a laboratory experiment as a war john pilger 100 56 70  

liberalismo e vera democrazia non sono la stessa cosa. Il primo inizio' come culto della elite nel 19° secolo e la vera democrazia non è mai passata di mano.


La quarta parte
(qui la prima e qui la seconda e qui la terza) della lunga traduzione del video di John Pilger, relativo ad una conferenza tenuta a Chigaco qualche anno fa. John Pilger (qui i suoi libri in italiano) è illustre giornalista australiano, fuori dal maintream ed anche regista di successo di documentari storico-politici. In questa conferenza (vedi video), presentava il suo libro: "Freedom, next Time" (qui in italiano). Il video è stato caricato nel 2016, ma si capisce che la chiacchierata è ancora antecedente

---------------------------------

Nel mio tempo di vita ho visto che la maggior parte delle guerre sono state iniziate da Liberal-democratici, piuttosto che da Repubblicani. Ignorare questa realtà è una garanzia che il sistema della propaganda e di quello che produce la guerra. Continueranno.
Abbiamo avuto un ramo dei democratici che hanno governato la Gran Bretagna negli ultimi 10 anni. Blair, apparentemente un liberale, ha portato in guerra la Gran Bretagna ben piu' volte di qualsiasi altro Primo Ministro in era moderna.
Si, il suo compagno attuale [il video è del 2006 probabilmente] è George Bush, ma il suo primo amore è stato Bill Clinton, il presidente piu' violento del 20° secolo . Il successore di Blair, Gordon Brown è anch'esso un devoto di Clinton e Bush.
Di recente  Brown ha detto :

"sono finiti i giorni in cui la Gran Bretagna si deve scusare per il suo Impero. Dovremmo celebrare invece”.
Come Blair, come Clinton, come Bush, Brown crede nella verità liberale, osssia che la battaglia per la storia è stata vinta. Che i milioni che sono morti in carestie imposte deliberatamente, nell'India imperiale, saranno dimenticate. Come lo saranno i milioni morti nell'impero americano. E come per Blair anche il suo successore è sicuro che "il giornalismo professionale" è dalla sua parte.
 
Molti giornalisti, che se ne rendano conto o meno", pagano tributo alla imbellettatura di una ideologia che si considera non -ideologica, che si presenta come il centro naturale, il vero fulcro della vita civile moderna: questa è di fatto l'ideologia piu' potente e pericolosa che abbiamo mai conosciuto perchè è indeterminata. Questo è il liberalismo.

Non nego le virtù del liberalismo, assolutamente no, ne siamo tutti i beneficiari. Ma se neghiamo i suoi pericoli, il suo progetto indeterminato, ed il potere assorbente della sua propaganda, allora neghiamo il nostro diritto alla vera democrazia. 

Liberalismo e vera democrazia non sono la stessa cosa. Il liberalismo inizio' come culto della elite nel 19° secolo e la vera democrazia non è mai passata di mano dalle elite. La si deve sempre conquistare e bisogna combattere.

Un membro storico della coalizione anti-guerra United for Peace and Justice, di recente ha detto: i democratici stanno usando le politiche della realtà. Il suo punto di riferimento storico liberale era il Vietnam. Questa donna disse che il Presidente Johnson inizio' a ritirare le truppe dal Vietnam, dopo che un congresso americano iniziò a votare contro la guerra. Ma non è cio' che è successo.

  John Richard Pilger

Le truppe furono ritirate dal Vietnam in 4 lunghi anni, e in quel tempo gli USA imposero un assedio medievale,
chiamato “sanzioni economiche” che ha ucciso probabilmente un milione di persone inclusa una cifra documentata di 500mila bambini.

Nessuna di queste carneficine è stata riportata dai cosiddetti media maistream.
L'anno scorso uno studio della John Hopkins Public Health, ha trovato che dall'invasione dell'Iraq, 655mila iracheni sono morti come risultato diretto della invasione. Documenti ufficiali indicano che il governo Blair sapeva che questo dato era credibile.

Molti che si ritengono di sinistra sostennero l'attacco di Bush in Afghanistan
. E' stato ignorato anche che la CIA ha sostenuto Osama Bin Laden, che la amministrazione Clinton ha segretamente finanziato i Talebani, nessuno lo sa in USA.

>>> tutto l'articolo qui:
http://www.thelivingspirits.net/chi-controlla-lumanita/john-pilger-liberta-la-prossima-volta-il-liberalismo-e-la-sua-propaganda-di-guerra-per-esempio-il-vietnam.html 

altri articoli in italiano di Pilger

lunedì 3 luglio 2017

John Pilger: Libertà, la prossima volta. La propaganda di Hollywood sulla guerra e la censura USA

green beret 

Il falso modello alla John Wayne mando' a morire in Vietnam migliaia di giovani americani, con eccezioni notevoli: George W Bush e Dick Cheney

La terza parte (qui la prima e qui la seconda) della lunga traduzione del video di John Pilger, relativo ad una conferenza tenuta a Chigaco qualche anno fa. John Pilger (qui i suoi libri in italiano) è illustre giornalista australiano, fuori dal maintream ed anche regista di successo di documentari storico-politici. In questa conferenza (vedi video), presentava il suo libro: "Freedom, next Time" (qui in italiano). Il video è stato caricato nel 2016, ma si capisce che la chiacchierata è ancora antecedente

---------------------------------

I film hollywoodiani che sono seguiti alla guerra del Vietnam , sono stati una estensione del giornalismo della normalizzazione dell'impensabile. Si vero alcuni film sono stati critici sulle tattiche militari, ma tutti cauti nel concentrarsi sulla angoscia degli invasori.
Il primo di questi film ora è considerato il classico, " il Cacciatore": il suo messaggio è stato che l'America aveva sofferto, che l'America era scossa, che i ragazzi americani avevano fatto del loro meglio contro i barbari orientali.

Tutto il messaggio fu funesto perchè "il Cacciatore" fu fatto in modo brillante e altrettanto recitato. Devo ammettere che è il solo film che mi ha fatto urlare forte in un cinema in segno di protesta.
Il film acclamato di Oliver Stone, "Platoon", veniva definito antiguerra e in effetti mostrò stralci di vietnamiti come esseri umani, ma promosse anche soprattutto l'invasore americano come fosse una vittima.

Quando mi sono messo a scrivere questo libro, non avevo intenzione di citare anche questo, "Berretti Verdi" con John Wayne, fino a che giorni fa ho letto che Wayne è stata la star cinematografica piu' influente mai vissuta .

Era il 1968 quando vidi il film Berretti Verdi con John Wayne, in Alabama, perchè ero là ad intervistare un turpe governatore di allora. Ero appena tornato dal Vietnam e non potevo crederci. Non potevo credere quanto assurdo fosse questo film.
Gli ho riso contro sonoramente, nel cinema e non c'è voluto molto perchè l'atmosfera intorno a me si facesse molto fredda.     

L'amico che era con me mi sussurrò: "Andiamocene fuori dalle balle da qui e a gambe levate". Bene, siamo stati rincorsi per tutto il percorso al nostro hotel.  
Ma dubito che i miei inseguitori sapessero che il loro eroe John Wayne aveva mentito così da non dover combattere nella Seconda Guerra Mondiale. Il falso modello alla John Wayne mando' a morire in Vietnam migliaia di giovani americani, con eccezioni notevoli: George W Buch e Dick Cheney.

Lo scorso anno accettando il Premio Nobel per la Letteratura [fatto avvenuto nel 2005, dunque il video dovrebbe essere del 2006, ndt ], il drammaturgo Harold Pinter, fece un discorso epico: chiese perchè la sistematica brutalità, le atrocità diffuse, la violenta soppressione di pensiero indipendente nella Russia di Stalin erano ben note all'Occidente mentre i crimini di stato americani venivano solo registrati in modo superficiale, ancor meno documentati.  

>> tutto l'articolo in italiano qui  

altri articoli di Pilger in italiano 

domenica 2 luglio 2017

John Pilger: Libertà, la prossima volta. La vera verità è sempre sovversiva

pilger 1

La seconda parte (qui la prima) della lunga traduzione del video di John Pilger, relativo ad una conferenza tenuta a Chigaco qualche anno fa. John Pilger (qui i suoi libri in italiano) è illustre giornalista australiano, fuori dal maintream ed anche regista di successo di documentari storico-politici. In questa conferenza (vedi video), presentava il suo libro: "Freedom, next Time" (qui in italiano). Il video è stato caricato nel 2016, ma si capisce che la chiacchierata è ancora antecedente
---------------------------------------
Il 24 agosto dello scorso anno [Il video è stato caricato nel 2016, ma si capisce che la chiacchierata è ancora antecedente], il New York Times, dichiarò questo in un redazionale:
" Se avessi saputo allora cio' che sappiamo adesso, l'invasione dell'Iraq sarebbe stata fermata da una protesta popolare."
Questa incredibile ammissione stava dicendo in effetti che i giornalisti avevano tradito il pubblico, perchè non avevano fatto il loro lavoro ed avevano accettato ed amplificato e fatto eco alla vita di Bush e la sua banda, anzichè metterli a nudo e creare loro problemi.
Quel the il Times non ha detto è che se quel giornale e il resto dei media, avessero rivelato le menzogne almeno 1 milione di persone oggi sarebbe vivo. Questo il credo ora di una serie di esperti giornalisti dell'establishment. Alcuni di loro me ne hanno parlato. Pochissimi lo direbbero in pubblico.

Ironia, ma iniziai a comprendere come la censura funzionava nelle cosiddette società libere, quando relazionavo su società totalitarie.
Negli anni '70, feci segretamente dei filmati in Cecoslovacchia, allora una dittatura stalinista; intervistai membri del gruppo dissidente Carta 77, incluso il romanziere Urbanek, che mi disse:
" Qui nelle dittature siamo piu' fortunati di voi in occidente, per una cosa : non crediamo a nulla di cio' che leggiamo sui giornali e nulla di cio' che guardiamo in tv, perchè sappiamo che è propaganda e menzogna. A differenza di voi in Occidente, abbiamo imparato a guardare oltre la propaganda e leggere tra le righe. A differenza di voi sappiamo che la vera verità, è sempre sovversiva".
Vandana Shiva ha chiamato questo “conoscenza soggiogata”.

pilger truth

Uno dei piu' vecchi clichè della guerra, è che la verità è la prima vittima. No, non è vero: è il giornalismo la prima vittima.

Alla fine della Guerra nel Vietnam, la rivista "Encounter" pubblicò un articolo di Robert Elegant, un apprezzato corrispondente che aveva seguito la guerra. Per la prima volta nella storia moderna, egli scrisse che il risultato della guerra non era determinato dal campo di battaglia, ma dalla pagina stampata e soprattutto dallo schermo televisivo.
Ritenne i giornalisti responsabili per aver perso la guerra, perchè vi si opponevano nei loro servizi. 
 
Tale visione di Elegant divenne a Washington la saggezza infusa e lo è tutt'ora.

In Iraq il Pentagono inventò il "giornalista incorporato" perchè credeva che fare un servizio critico, avesse fatto perdere la guerra in Vietnam.

Ma è proprio l'opposto ad essere vero: nel mio primo giorno come giovane reporter in Saigon, contattai maggiori giornali e aziende tv. Notai che alcuni di loro avevano lavagnette-memo al muro in cui c'erano terribili foto, soprattutto corpi di vietnamiti massacrati e soldati americani, che tenevano in mano orecchie tranciate e testicoli. 

In un ufficio c'era la fotografia di un uomo torturato e sopra la testa del torturatore c'era un bastone sopra un palloncino ridicolo con le parole:" ti insegnerà a parlare alla stampa”. Nessuna di queste immagini è mai stata pubblicata. E chiesi perchè.

Mi si disse che il pubblico non le avrebbe mai accettate. E che pubblicarle non sarebbe stato oggettivo o imparziale.

All'inizio accettai la logica apparente di tutto questo. Anch'io ero cresciuto con le storie della buona guerra contro la Germania e il Giappone. Quel bagno etico che purifica la rabbia del mondo angloamericano per tutto il male.

Ma tanto piu' tempo passai i Vietnam tanto più mi resi conto che le nostre atrocità non erano isolate, la guerra in sè era un'atrocita'. Questa era la grande vera storia, ma raramente diventava notizia.

Si l'efficacia e le tattiche dei militari venivano messe in discussione da alcuni reporter molto acuti, ma non veniva mai usata la parola "invasione". Piuttosto si usava la parola "coinvolti": L'America era coinvolta in Vietnam".


Aspettando la Libertà - Freedom Next Time  in italiano

La fantasia di un gigante goffo, bloccato in un pantano asiatico, veniva incessantemente ripetuta. Veniva delegato quindi ai whistleblowers (gli spifferatori) una volta rimpatriati, il fatto di dirci poi la verità sovversiva.

Nel giorno del massacro di My Lai, il 16 marzo del 1968, in Vietnam c'erano 649 reporter e nessuno di loro ne parlò.

Sia in Vietnam che in Iraq, politiche e strategie deliberate hanno rasentato il genocidio.

>> tutto l'articolo tradotto qui:
http://www.thelivingspirits.net/chi-controlla-lumanita/john-pilger-liberta-la-prossima-volta-la-vera-verita-e-sempre-sovversiva.html

>>> segue

altri articoli di Pilger in italiano

sabato 1 luglio 2017

John Pilger: Libertà, la prossima volta. Il governo invisibile e il giornalismo mainstream

s l300

La prima parte della lunga traduzione del video di John Pilger, relativo ad una conferenza tenuta a Chigaco qualche anno fa. John Pilger (qui i suoi libri in italiano) è illustre giornalista australiano, fuori dal maintream ed anche regista di successo di documentari storico-politici. In questa conferenza (vedi video), presentava il suo libro: "Freedom, next Time" (qui in italiano). Il video è stato caricato nel 2016, ma si capisce che la chiacchierata è ancora antecedente
------------------------------
 "Lo scopo del libro è di essere un antidoto alla propaganda, cosi spesso mascherata da giornalismo. Quindi i miei temi oggi sono di parlare di giornalismo, di guerra al giornalismo, di propaganda e del silenzio e di come quel silenzio puo' essere rotto.
Edward Bernays il cosiddetto padre delle pubbliche relazioni, scriveva di un governo invisibile che è il vero potere che governa il nostro paese. Si riferiva al giornalismo dei media. Era circa 80 anni fa, non molto tempo prima della invenzione del giornalismo delle multinazionali. E' una storia di cui pochi giornalisti parlano o non se ne parla affatto ed inizio' con l'arrivo della pubblicità delle multinazionali . Mentre nuove multinazionali cominciavano a prendere il sopravvento sulla stampa, venne inventato il "giornalismo professionale"


Per attrarre nuove pubblicità delle multinazionali, la nuova stampa doveva apparire rispettabile, porsi come pilastro dell'establishment, oggettiva, imparziale ed equilibrata. Si istituì cosi la prima scuola di giornalismo ed una metodologia di neutralità liberale. Il diritto di libertà di espressione venne associato con i nuovi media e le grandi multinazionali.
Quel che il pubblico ignorava è che per sembrare professionale, un giornalista doveva assicurare che le notizie e le opinioni venissero dominate da fonti ufficiali. E questo non è cambiato.

Guardate in un qualsiasi giorno il New York Times e controllate le fonti delle maggiori storie politiche, sia domestiche che internazionali, e troverete che sono dominate da governi ed altri interessi dell'establishment. Questa è l'essenza del giornalismo professionale.
Non sto alludendo al fatto che il giornalismo indipendente fosse o sia escluso da tutto cio' ma è molto piu' probabile che in questo campo esso sia una onorevole eccezione.

Pensate al ruolo di Judith Miller al New York Times, ai tempi dell'invasione dell'Iraq. Si il suo lavoro divenne uno scandalo ma solo dopo aver avuto un ruolo potente nel promuovere una invasione basata su menzogne. Ma il modo a pappagallo in cui la Miller citò le fonti ufficiali e i particolari interessi non fu molto diverso dal lavoro svolto da molti reporters del famoso Times, come il celebrato WH Lawrence, che contribui' all'insabbiamento dei veri effetti della bomba atomica lanciata su Hiroschima nell'agosto 1945. 

"Nelle macerie di Hiroschima non c'è radioattività", era il titolo del suo articolo ed era falso.


>>> tutto l'articolo  tradotto qui:
http://www.thelivingspirits.net/chi-controlla-lumanita/john-pilger-liberta-la-prossima-volta-il-governo-invisibile-e-il-giornalismo-mainstream.html 

>>> segue 

altri articoli di Plger in italiano