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sabato 1 luglio 2017

John Pilger: Libertà, la prossima volta. Il governo invisibile e il giornalismo mainstream

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La prima parte della lunga traduzione del video di John Pilger, relativo ad una conferenza tenuta a Chigaco qualche anno fa. John Pilger (qui i suoi libri in italiano) è illustre giornalista australiano, fuori dal maintream ed anche regista di successo di documentari storico-politici. In questa conferenza (vedi video), presentava il suo libro: "Freedom, next Time" (qui in italiano). Il video è stato caricato nel 2016, ma si capisce che la chiacchierata è ancora antecedente
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 "Lo scopo del libro è di essere un antidoto alla propaganda, cosi spesso mascherata da giornalismo. Quindi i miei temi oggi sono di parlare di giornalismo, di guerra al giornalismo, di propaganda e del silenzio e di come quel silenzio puo' essere rotto.
Edward Bernays il cosiddetto padre delle pubbliche relazioni, scriveva di un governo invisibile che è il vero potere che governa il nostro paese. Si riferiva al giornalismo dei media. Era circa 80 anni fa, non molto tempo prima della invenzione del giornalismo delle multinazionali. E' una storia di cui pochi giornalisti parlano o non se ne parla affatto ed inizio' con l'arrivo della pubblicità delle multinazionali . Mentre nuove multinazionali cominciavano a prendere il sopravvento sulla stampa, venne inventato il "giornalismo professionale"


Per attrarre nuove pubblicità delle multinazionali, la nuova stampa doveva apparire rispettabile, porsi come pilastro dell'establishment, oggettiva, imparziale ed equilibrata. Si istituì cosi la prima scuola di giornalismo ed una metodologia di neutralità liberale. Il diritto di libertà di espressione venne associato con i nuovi media e le grandi multinazionali.
Quel che il pubblico ignorava è che per sembrare professionale, un giornalista doveva assicurare che le notizie e le opinioni venissero dominate da fonti ufficiali. E questo non è cambiato.

Guardate in un qualsiasi giorno il New York Times e controllate le fonti delle maggiori storie politiche, sia domestiche che internazionali, e troverete che sono dominate da governi ed altri interessi dell'establishment. Questa è l'essenza del giornalismo professionale.
Non sto alludendo al fatto che il giornalismo indipendente fosse o sia escluso da tutto cio' ma è molto piu' probabile che in questo campo esso sia una onorevole eccezione.

Pensate al ruolo di Judith Miller al New York Times, ai tempi dell'invasione dell'Iraq. Si il suo lavoro divenne uno scandalo ma solo dopo aver avuto un ruolo potente nel promuovere una invasione basata su menzogne. Ma il modo a pappagallo in cui la Miller citò le fonti ufficiali e i particolari interessi non fu molto diverso dal lavoro svolto da molti reporters del famoso Times, come il celebrato WH Lawrence, che contribui' all'insabbiamento dei veri effetti della bomba atomica lanciata su Hiroschima nell'agosto 1945. 

"Nelle macerie di Hiroschima non c'è radioattività", era il titolo del suo articolo ed era falso.


>>> tutto l'articolo  tradotto qui:
http://www.thelivingspirits.net/chi-controlla-lumanita/john-pilger-liberta-la-prossima-volta-il-governo-invisibile-e-il-giornalismo-mainstream.html 

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